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Intercettazioni sulle utenze ed ambientali, pedinamenti, documentazioni fotografiche e ricostruzioni minuziose nell’ordinanza del gip Fortuna Basile che ha accolto le richieste di misure cautelari del pm Aurelia Caporale. Quindici le persone ritenute responsabili dei reati di corruzione, soppressione, distruzione e occultamento di atti pubblici, falsità in atti pubblici, uso di valori di bollo contraffatti e truffa ai danni dello Stato. Nei loro confronti ieri i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e i carabinieri del comando antifalsificazione monetaria di Roma, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Nola, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale per i quindici indagati.

Custodia in carcere per Antonietta Briaca, una dipendente del comune di Marigliano distaccata presso la cancelleria del Giudice di Pace con la qualifica di cancelliere addetta alle iscrizioni a ruolo dei fascicoli presso lo stesso ufficio. Arresti domiciliari, invece, per Pasquale Ambrosino (Saviano), Mattia Conelli (ex dipendente del Comune di Marigliano, ivi residente), Maria Luisa D’Avino (avvocato del Foro di Nola, residente a Somma Vesuviana), Pasquale Guadagni (Pomigliano d’Arco), Umberto Guarino (avvocato, Pomigliano d’Arco), Maurizio Incarnato (avvocato, Napoli), Massimo Marra (avvocato del Foro di Napoli, ivi residente), Pietro Marzano (avvocato, Napoli), Raffaele Montella (avvocato del Foro di Nola, residente a Castello di Cisterna), Raffaele Pellegrino (praticante avvocato del Foro di Napoli, residente a Somma Vesuviana), Anna Sommese (avvocato del Foro di Nola, residente a Sant’Anastasia).  Per altri tre indagati, Angelo Guadagni (avvocato del Foro di Nola, residente a Pomigliano d’Arco), Filomena Liccardo (avvocato del Foro di Nola, residente a Somma Vesuviana) e Maria Rosaria Santoro (avvocato, residente a Casalnuovo di Napoli) una misura interdittiva che riguarda l’esercizio della professione di avvocato: non potranno esercitarla per un anno.

L’indagine ha origine da un esposto pervenuto nell’agosto del 2018 al reparto carabinieri antisofisticazione monetaria di Roma. Un esposto anonimo in cui si raccontava dell’esistenza di un’organizzazione criminale dedita alla produzione e alla distribuzione di valori di bollo falsi, operante nel nolano. Nell’esposto venivano indicati quali partecipanti al sodalizio alcuni avvocati e un medico del pronto soccorso di Nola. Nessuno degli avvocati nominati in quell’esposto è tra i destinatari delle misure cautelari.  I militari comunque provvidero alle verifiche del caso presso gli uffici del Giudice di Pace del circondario e accertarono che a quei nomi contenuti nell’esposto erano riconducibili valori di bollo falsi con conseguenti danni erariali. Disposte le intercettazioni, quell’indagine non ebbe esito perché ben presto i militari si resero conto che gli avvocati erano a conoscenza delle intercettazioni ed evitavano ogni riferimento che potesse metterli nei guai. Però ormai la pulce nell’orecchio dei carabinieri quell’esposto e quelle conversazioni caute l’avevano messa e i militari avevano intuito che il fenomeno dell’utilizzo delle marche da bollo false potesse essere uno degli stratagemmi utilizzati dagli avvocati per scegliersi, con la compiacenza di cancellieri e personale amministrativo, il Giudice di Pace con il quale tenere la causa. Deciso perciò di comprendere l’esatta dimensione del fenomeno, il 7 marzo 2019, i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna installano un sistema di videoripresa all’interno della Cancelleria Civile del Giudice di Pace di Marigliano, ossia proprio nell’ufficio dove avvenivano le iscrizioni a ruolo, ma anche in una stanza al pianterreno dello stabile, spesso utilizzata dagli avvocati.  Ed è con quelle telecamere che si riesce ad accertare gli illeciti ad opera della cancelliera Briaca e degli avvocati che a lei si rivolgevano per le iscrizioni a ruolo, ripresi mentre occultavano fascicoli in uno zaino scuro appoggiato sulla scrivania della cancelliera la quale assisteva, senza opporsi o meravigliarsi. Accertato quanto accadeva in quell’ufficio, iniziano le intercettazioni che vanno avanti dal 16 marzo fino al 29 aprile del 2019. Ed è così che gli investigatori accertano il coinvolgimento della cancelliera che si adoperava, insieme ad avvocati “amici” ad occultare, sostituire, sopprimere o distruggere, secondo l’esigenza del momento atti pubblici su alcuni dei quali, tra l’altro veniva riscontrata l’affrancatura di valori di bollo falsificati.

I reati contestati sono parecchi, a cominciare da quelli commessi nel periodo che va dall’8 al 14 marzo 2019 e qui il gip fa un‘ipotesi ben precisa: alcuni avvocati avevano saputo delle indagini che il reparto antisofisticazione monetaria dei carabinieri stava compiendo, tant’è che un’ispezione era avvenuta il 7 marzo. Dal giorno successivo, alcuni avvocati (Montella, D’Avino, Pellegrino, Marra, Sommese, Liccardo, Guadagni) cominciano a portarsi via i fascicoli iscritti a ruolo sui quali vi erano certamente marche da bollo false.  E lo fanno con l’ausilio della compiacente cancelliera che, con Conelli, ne distrugge a sua volta altri. Gli episodi di questo tenore sono molteplici e i fascicoli non venivano solo distrutti o occultati ma spesso creati ex novo e dunque completamente falsi, aventi quali parti processuali soggetti deceduti o di fantasia.

Per ringraziare il cancelliere Briaca dei favori ricevuti, gli avvocati le regalavano, in occasione di una cena organizzata a casa sua, un costoso oggetto in oro (leggi qui). E nella nota stampa della Procura, firmata dal procuratore capo di Nola, Anna Maria Lucchetta, si evince che le attività di indagine hanno accertato il sistematico utilizzo, da diversi anni, da parte di alcuni indagati (Pasquale Guadagni, Umberto Guarino, Maria Rosaria Santoro e Pietro Marzano), di marche da bollo contraffatte. Il danno accertato alle casse dello stato è pari a circa 40mila euro.