Aperto un nuovo reparto di terapia intensiva a Boscotrecase

Questa mattina è stato aperto il nuovo reparto di terapia intensiva con 12 posti letto e uno contumaciale del covid hospital di Boscotrecase . Alla cerimonia ha partecipato il presidente della Regione Campania Vincenzo De luca i direttori Asl Napoli 3 Sud, generale Gennaro Sosto, sanitario Gaetano D’Onofrio, amministrativo Giuseppe Esposito, il direttore di presidio savio Marziani i sindaci e i rappresentanti istituzionali dell’area. La nuova terapia intensiva consente di liberare il blocco operatorio precedente utilizzato per la cura dei malati covid più gravi per renderlo disponibile agli interventi chirurgici di cui necessitano i soggetti affetti da coronavirus. “E’ una prova di efficienza: abbiamo recuperato 13 posti di terapia intensiva con un mese di lavori e 2 milioni e 600mila euro di investimenti. Questo è un primo pezzo di un investimento più ampio qui a Boscotrecase con altri 5 milioni di investimento e più in generale sulla Asl Napoli 3, dove siamo in gara per la progettazione per la realizzazione dell’ospedale unico della Penisola Sorrentina: 65 milioni di euro. Altri 5 milioni per Gragnano, 10 milioni per l’ospedale di Torre del Greco, altri 10 per quello di Castellammare di Stabia, più 25 milioni per Nola, dove prevediamo anche la radioterapia, è un investimento di circa 120 milioni euro per Asl napoli 3”. Per Gennaro Sosto, direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud è un intervento che serve sia per l’emergenza Covid: “ma era in programma da tempo anche per una copertura ottimale dell’area visto che abbiamo una carenza storica di posti di terapia intensiva. Così aumentiamo del 50% la nostra capacità”.
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Lockdown e qualità dell’aria: ulteriore calo del monossido di azoto in Campania ad aprile

Arpac sta continuando a studiare le concentrazioni di inquinanti atmosferici nei capoluoghi campani, per valutare gli effetti che le misure di contenimento della pandemia di Covid-19, soprattutto nella cosiddetta “fase 1”, hanno avuto sulla qualità dell’aria in Campania. I dati di aprile confermano un drastico abbattimento delle concentrazioni di ossidi di azoto in aria ambiente, direttamente connesso agli effetti del lockdown, in particolare alla notevole riduzione del traffico veicolare. Ad aprile l’Agenzia ha rilevato diminuzioni delle concentrazioni medie giornaliere di monossido di azoto fino all’80% rispetto ai valori riscontrati negli anni precedenti nello stesso periodo (nel Grafico 1 è riportato l’andamento delle concentrazioni medie giornaliere di monossido di azoto rilevate da una delle centraline presenti a Napoli, confrontato con le medie dei tre anni precedenti). Sul sito istituzionale Arpac, all’indirizzo http://www.arpacampania.it/web/guest/1402, è disponibile la serie completa di grafici relativa alle concentrazioni di inquinanti atmosferici riscontrate nel mese di aprile. Anche le medie giornaliere di concentrazione di biossido di azoto manifestano una notevole riduzione ad aprile, fino al 60% dei valori riscontrati negli anni precedenti. Il calo del biossido di azoto non era stato così evidente a marzo, probabilmente a causa dell’apporto ancora elevato degli impianti di riscaldamento, in particolare domestici.   Per le polveri sottili, invece, il quadro interpretativo è più complesso, così come già evidenziato nell’analisi dei dati di marzo. Per quanto riguarda il PM2.5, nella prima metà del mese l’Agenzia ha rilevato concentrazioni mediamente superiori rispetto ai valori storici, nonostante la regione fosse in lockdown da almeno venti giorni. Per quanto riguarda l’evoluzione del PM10, si possono evidenziare nel corso del mese periodi di aumento delle concentrazioni. Dal 4 al 12 aprile si è rilevato un tendenziale aumento generalizzato delle concentrazioni, legato a condizioni meteorologiche di ristagno atmosferico. Dal 18 al 20 aprile, inoltre, ha concorso all’aumento delle concentrazioni di PM10 l’afflusso di polveri di origine desertica da meridione. Nel Grafico 2 si riporta l’andamento delle concentrazioni medie giornaliere di PM10 rilevato da una delle centraline presenti a Napoli, confrontato con le medie dei tre anni precedenti nello stesso periodo. In sintesi, per quanto riguarda le polveri sottili, nei capoluoghi campani non è stato possibile riscontrare ad aprile un calo significativo delle concentrazioni dovuto al lockdown, nonostante la presumibile riduzione delle emissioni dei riscaldamenti rispetto a marzo. Le condizioni meteo rappresentano un fattore che determina fortemente l’andamento delle concentrazioni di questo tipo di inquinanti. «Nonostante le difficoltà legate all’emergenza Covid-19», dichiara il Commissario straordinario Arpac Stefano Sorvino, «l’Agenzia è riuscita nell’obiettivo, non scontato, di garantire la continuità del monitoraggio della qualità dell’aria, offrendo ai cittadini e alla comunità scientifica un quadro prezioso di conoscenze su un periodo che dal punto di vista ambientale ha rappresentato un unicum nella storia della nostra regione, con evidenti benefici per lo stato di alcune matrici ambientali: una nota senz’altro positiva, in un periodo funestato dall’emergenza sanitaria».

Boss di un clan impartì dal carcere ordini di estorsioni ai danni di un imprenditore di Brusciano, scattano gli arresti

In data odierna è stata eseguita da personale della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia CC di Castello di Cisterna (NA) e della Stazione Carabinieri di Marigliano (NA) un’ordinanza applicativa delle misura cautelare personale della custodia in carcere – emessa dal G.I.P. dei Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica – nei confronti di 4 indagati gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro, di un’estorsione aggravata dal cd. metodo mafioso avvenuta in Brusciano, con condotta continuata, dall’aprile al giugno 2019 ai danni di un imprenditore edile del posto. L’indagine ha, in particolare, consentito di: –      ricostruire l’effettiva dazione illecita di parte della richiesta estorsiva posta in essere ( 200,00 euro a fronte dei 2000,00 da corrispondere in occasione delle festività pasquali); –      caratterizzarne le modalità mafiose adoperate dagli odierni indagati che, con più azioni consecutive contraddistinte da violenza e minacce, si avvalevano della forza intimidatrice che promana dall’associazione camorristica denominata clan “Palermo”; –      stabilire l’operatività del menzionato Clan, anche nelle fasi in cui il suo principale esponente Francesco Palermo risultava essere ristretto presso la Casa Circondariale di Napoli – Secondigliano da dove impartiva, durante i colloqui con i suoi familiari, ordini precisi per la realizzazione dell’estorsione in tratto. La misura cautelare in oggetto si allinea ad analoghe già emesse dalla medesima Autorità Giudiziaria, tese al contrasto della faida camorristica in corso sul territorio bruscianese dal 2017 ad oggi. Tali indagini hanno consentito di trarre in arresto, tra gli altri, i due reggenti degli omonimi clan, Tommaso Rega alias o’Chirichiell e Francesco Palermo, quest’ultimo tra i destinatari anche dell’odierno provvedimento restrittivo. Gli arrestati sono stati associati presso le Case Circondariali territorialmente competenti.

Marigliano, sicurezza ambientale, azienda abusiva : denunciato il titolare

A Marigliano i carabinieri forestali insieme a quelli della locale stazione hanno sequestrato un’azienda che per trent’anni ha operato senza alcuna autorizzazione ambientale. I militari hanno controllato un opificio che si occupa di trattamento di materiale ferroso: la vasca di raccolta dei reflui era colma di liquidi e alcuna documentazione in materia ambientale comprovante le corrette procedure di smaltimento dei rifiuti per gli anni passati. il titolare è stato denunciato per smaltimento illecito, gestione illecita, abbandono di rifiuti e emissioni in atmosfera senza la prescritta autorizzazione. L’azienda è stata sequestrata.

Nola, marche da bollo fotocopiate: divieto d esercitare la professione per 6 avvocati

Utilizzavano marche da bollo fotocopiate, i sei avvocati accusati di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato ai quali la Guardia di Finanza di Nola (Napoli), al termine di indagini coordinate dall’ufficio inquirente di Nola, guidato dal procuratore Annamaria Lucchetta, ha notificato per ciascuno una misura cautelare interdittiva di divieto di esercitare la professione emessa dal Tribunale. Le indagini sono scaturite da numerose segnalazioni giunte in Procura – negli anni 2018, 2019 e 2020 – da parte della Presidenza del Tribunale di Nola riguardanti irregolarità rilevate dall’Ufficio Ruolo Generale Affari Contenziosi Civili: in sostanza quando veniva digitato il numero identificativo della marca da bollo o del contributo unificato, il sistema informatizzato segnalava che si trattava di titoli già registrati e utilizzati. A farne uso, per gli inquirenti, erano gli avvocati: alcuni anche più volte in quanto apposti da professionisti facenti parte del medesimo studio legale degli indagati.

In sintesi: nel procedere alle lavorazioni delle buste telematiche trasmesse dagli avvocati e contenenti l’iscrizione a ruolo di cause civili, nel momento in cui l’operatore dell’Ufficio Ruolo Generale procedeva ad inserire il numero identificativo della marca da bollo o del contributo unificato, il sistema informatizzato segnalava che gli stessi risultavano già registrati ed utilizzati.

Le fiamme gialle di Nola sono state delegate dalla Procura della Repubblica di Nola a verificare l’autenticità delle marche da bollo e dei contributi unificati oggetto di segnalazione, nonché a riscontrare l’eventuale utilizzo dei valori da bollo in altri procedimenti incardinati anche presso altri Uffici giudiziari dell’intero territorio nazionale. Grazie all’attività di analisi e riscontro svolta dalle Fiamme Gialle è stato possibile accertare che tutte le marche da bollo segnalate, alla data della richiesta di iscrizione a ruolo, risultavano essere già state utilizzate, come mere fotocopie, alcune anche più volte dallo stesso difensore, ovvero da altri avvocati facenti parte del medesimo studio legale degli indagati.

Gli indagati hanno indotto in errore il funzionario responsabile dell’Ufficio Ruolo Generale Affari Contenziosi Civili del Tribunale di Nola al fine di procurarsi un ingiusto profitto patrimoniale pari all’importo del valore bollato riutilizzato, con corrispondente danno economico per lo Stato.

Raffaele Cutolo resta in carcere, rigettata la richiesta di detenzione domiciliare

Il magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia ha infatti rigettato l’istanza di sospensione di esecuzione della pena con applicazione provvisoria della detenzione domiciliare, avanzata per motivi di salute dalla difesa del fondatore della Nuova Camorra Organizzata, detenuto al 41 bis nel carcere di Parma. L’istanza era stata presentata dall’avvocato Gaetano Aufiero e poi integrata da una richiesta della moglie di Cutolo, Immacolata Iacone.  

Casalnuovo, 500 euro anche alle imprese ricche. L’appello: “Modificare il provvedimento”

“Emergenza sanitaria legata al diffondersi del virus Covid-19. Misure di solidarietà alle attività produttive”. E’ il bando che scadrà domani a Casalnuovo e che prevede un’una tantum comunale di 500 euro. Ci sono però polemiche. L’opposizione ha chiesto al sindaco di modificare il provvedimento, ritenuto molto ingiusto. La domanda per ottenere i 500 euro potrà infatti essere avanzata anche dalle aziende molto ricche, quelle che fatturano fino a 50 milioni di euro all’anno e che contano fino a 250 dipendenti. Intanto dieci consiglieri comunali di opposizione e sei associazioni hanno inviato una richiesta di modifica del bando al sindaco, Massimo Pelliccia, all’assessore alle Attività Produttive , al presidente della Commissione Bilancio e al presidente della Commissione Attività Produttive. L’obiettivo è di far modificare la delibera di giunta numero 58 del 24 aprile scorso che ha dato il via al bando per il bonus una tantum. “Questo provvedimento non è di nessun aiuto alle attività produttive del territorio – scrivono consiglieri e associazioni – perché  l’una tantum a tutte le aziende con fatturato fino a 50 milioni di Euro non permetterà a tante piccole imprese di usufruire di un contributo di 500 euro utile per affrontare le costose spese di riavvio. Si ripeterà quindi lo stesso errore commesso con i buoni spesa”. Opposizioni e associazioni fanno inoltre notare che “un contributo di 500 euro può essere sicuramente utile alla piccola impresa, mentre è poca cosa per un’impresa che fattura milioni di euro”. I firmatari della richiesta lamentano poi un presunto comportamento ad excludendum da parte dell’amministrazione comunale. “La giunta – affermano – ha assunto il provvedimento senza nemmeno interpellare i consiglieri comunali delle rispettive commissioni e generando ancora una volta uno spreco di denaro pubblico senza aiutare concretamente i commercianti in difficoltà”. Un altro elemento di disaccordo è l’annunciato sconto del 10 % sugli importi delle tasse TARI e TOSAP. “Uno sconto troppo basso – si fa notare – una beffa perché tra il periodo di chiusura e il periodo di riavvio le imprese commerciali perderanno circa 4 mesi della loro attività che rappresenta il 33% dell’intero anno. Pertanto un risparmio di almeno un 30% dell’intero somma annua di TARI e TOSAP rappresentava quasi un diritto delle Attività Produttive”. Ecco la proposta alternativa al provvedimento del Comune:  contributo di 500 Euro solo alle Imprese che fatturano entro un limite (ad esempio fino a 200.00,00 Euro) e aumento del risparmio di TARI e TOSAP AL 50% della quota annuale. La richiesta è stata inviata dai consiglieri comunali di opposizione Salvatore Sassone,  Maria Pelliccia,  Salvatore Errichiello, Antonio Corcione, Carmine Enzo Romano, Walter Perugino, Antonio Peluso, Christian Cerbone, Giovanni Brandi, Silvio Sorrentino e dalle associazioni cittadine “Sud Protagonista”,“Casalnuovo Futura”, “Voce e Popolo”, “Gnc” , “Città Viva”, “Ambiente e Territorio”.

La collana editoriale Studi Storici Sarnesi presenta il libro “L’affermazione dei “civili”: il caso degli Hodierna”

Il lavoro traccia la storia di una famiglia eminente del ceto mediano dell’Italia meridionale che riuscì ad imporsi socialmente e ad assurgere a posizioni di potere nel lungo periodo di tempo compreso tra il tardo medioevo e l’epoca moderna.   L’opera è nata grazie, soprattutto, al patrocinio della Società Salernitana di Storia Patria e dell’Associazione degli Storici del Cristianesimo – Campania. Attraverso le meticolose acquisizioni degli autori, emergono dal libro diversi momenti nodali di storia che hanno una forte rilevanza non solo locale, ma anche regionale e nazionale. A tal riguardo gli autori gettano una nuova luce sui ritratti di alcuni personaggi del casato già noti alla storiografia regnicola o salernitana: il giurista Giovanni Battista Odierna (1602-1678), il vescovo Paolo Odierna (m.1506) e il sacerdote D. Luigi Maria Odierna (m.1825), rivoluzionario nel 1799. Altri personaggi si impongono all’ attenzione: l’annalista Giovanni Battista Odierna, operante nella cittadina di Sarno alla metà del Cinquecento; il poeta sacro Nicola Odierno e il Generale italo-americano Raymond Th. Odierno, 38° Capo di Stato Maggiore dello U.S. Army, la cui famiglia era originaria di Sarno.

Un’altro eccezionale personaggio di questa famiglia fu il liguorino Padre Giuseppe Odierna. Nacque a Sarno il 4 ottobre 1807. Fu uno zelante missionario, esatto nell’osservanza delle regole. La comunità di Somma Vesuviana gli fu larga di speciale stima e benevolenza. Nella sua permanenza in città, chiamato al letto degli infermi correva subito a confessarli. Era venerato come un Santo. Fu colto da un neoplasia tumorale alla testa e nonostante tutti gli sforzi e tutte le cure suggerite dalla scienza, rese la sua bell’anima a Dio nel convento di Somma il 13 marzo 1866 all’età di 59 anni. La salma del sacerdote, dopo l’esequie in San Domenico, fu trasportata al cimitero dalla Confraternita del SS. Rosario e lì interrato, nella cappella omonima, sotto al muro in cornu epistulae (alla destra di chi guarda) dell’altare.

Uno studio approfondito, una monografia di grande spessore culturale, corredata e completata da tavole genealogiche, immagini in bianco e nero, una ricca bibliografia ed indice analitico. Tra gli autori spiccano:  Carmelo Currò, Pasquale Natella, Gaetana Mazza, Francesco De Martino, Roberto Frecentese, Carmine Di Domenico, Roberto Celentano, Pasquale Marciano, Felice Marciano, Salvatore D’Angelo, Federico Cordella, Elena Amendola, Alfredo Franco, Agostino Odierna.  La presentazione è di Giuseppe Cacciatore, presidente della Società di Storia Patria di Salerno.  

Sant’Anastasia, prosegue la manutenzione del verde pubblico con la pulizia del “Boschetto”

Il Boschetto, una villa comunale tra le più belle dei paesi vesuviani, attrezzata per accogliere coloro che vogliano fare ginnastica o amino passeggiare sotto i rami di piante secolari, immersi in un verde salubre per le famiglie, gli anziani, i giovani e i più piccoli è oggetto di pulizia radicale e manutenzione da parte dell’Amministrazione per renderlo fruibile nella fase 2 dell’emergenza sanitaria. Sarà possibile tornare a trascorrervi del tempo in compagnia o da soli, ma restano le regole anti diffusione del virus. Attualmente una ditta specializzata sta provvedendo alla cura, pulizia e manutenzione del verde, del percorso dedicato al fitness, dell’eliminazione di intralci, riparazione delle panchine, taglio di rami cadenti, una cura particolare per renderlo pronto ad una prossima riapertura al pubblico, grazie all’impegno profuso dai competenti uffici comunali. Il neo-responsabile Antonio Cantalupo, con l’arch. Dario Saetta ed il geom. Antonello Liguoro, hanno recepito l’indirizzo della Commissaria Stefania Rodà di porre in essere immediate cure a tutto il verde del paese e in accordo con il sub commissario Gennaro De Santis hanno stilato un programma di interventi, in parte attuato ed in corso attualmente tramite la squadra comunale. Alla luce del censimento del verde pubblico realizzato del 2015, poi aggiornato, tutte le sei zone in cui fu suddiviso il paese ed in cui vi è presenza di aiuole, piante, fioriere, di erbe spontanee saranno oggetto di interventi programmati e specifici. Ovviamente l’intervento presso il parco Boschetto risulta essere tra i più attesi proprio dalla maggioranza dei cittadini, in quanto punto di riferimento per tutti e per tutti i tipi di manifestazioni all’aperto, nonché luogo attrezzato con aree gioco, giostre ed arricchito con elementi dedicati ai bambini di diversa abilità per favorire l’integrazione sociale. “La pulizia del Boschetto era necessaria e importante per ciò che rappresenta: un luogo a verde attrezzato, in cui tutti trovano accoglienza. E’ una ricchezza per il paese, per i bambini, i ragazzi, gli adulti, un luogo senza eccessive barriere architettoniche, che andava curato e reso disponibile per il giorno in cui avremo il via libera anche per riaprire i parchi pubblici alla cittadinanza. L’intervento che stiamo realizzando – spiega il sub commissario Gennaro De Santis – è parte di un programma di cura e riqualificazione del verde pubblico, già operativo che toccherà tutte le zone verdi del paese. Non appena sarà possibile riapriremo il parco Boschetto, ma prevediamo la presenza ed il controllo da parte della P.M. e delle Forze dell’Ordine nell’ottica di continuare a tutelare la salute pubblica”. “La riapertura del parco pubblico sarà un segnale di ripartenza per dare alla cittadinanza la possibilità di viverlo come luogo di sport, passeggiate, ritrovo per famiglie. Il boschetto è un polmone di ossigeno dagli alberi antichi situato in pieno centro urbano, ha un sentiero naturale con panchine, aree più ampie, ha tutto per accogliere e far restare per ore chiunque voglia un luogo ed un ambiente per rilassarsi e dedicarsi del tempo. Ma dovremo tutti collaborare – afferma il Commissario Straordinario, Stefania Rodà – osservando le regole del distanziamento sociale e del rispetto reciproco indossando guanti e mascherine al fine di mantenere al ribasso la curva dei contagi, contribuendo così ad uscire al più presto dall’emergenza sanitaria. . Restituiremo il parco alla città e sarà aperto dal mattino alla sera, ma occorrerà saperlo rispettare e salvaguardarlo con l’impegno personale di tutti per accrescere la cultura del bene pubblico”.

L’Allarme dell’Ordine degli psicologi: “Il 63% degli italiani è stressato e a rischio depressione”

Questo lungo periodo di lock-down ha messo a dura prova tutti, dalle persone alle aziende, passando anche per le istituzioni e i governi. La reclusione forzata ha avuto e sta avendo un forte impatto su ognuno, causando o aggravando alle volte delle situazioni anche gravi, come la depressione. Stando ai dati comunicati di recente dall’Ordine degli Psicologi, addirittura il 63% degli italiani ha sofferto di stress e rischia di cadere in depressione. Senza poi considerare l’insonnia, un altro problema piuttosto diffuso in questo momento, e che è ovviamente legato ai pensieri e alle paure del quotidiano. Secondo i pareri dei luminari più illustri, i sintomi sono quelli tipici di una reazione post-traumatica.

Come riconoscere la depressione

La depressione può essere in agguato da tempo, o essersi manifestata durante questo periodo di forte stress. Come spiega la guida di shop-farmacia.it, capire quali sono i sintomi della depressione può aiutare a combatterla. L’informazione corretta, infatti, è sempre il primo passo verso una reale presa di coscienza dei problemi, specialmente quando questi riguardano l’umore e la salute psicofisica. La sintomatologia è piuttosto variegata e può cambiare da individuo a individuo. Alcuni soffrono di spossatezza e di insonnia, altri accusano stati umorali come l’angoscia, la paura e l’ansia, fino ad arrivare alle crisi di panico. Nella lista dei sintomi entrano anche la visione negativa del futuro, il cattivo umore, la passività, l’incapacità nel prendere decisioni importanti, l’autocommiserazione, l’autosvalutazione, la nausea e il dolore fisico. Per fortuna ci sono varie iniziative delle regioni per cercare di contrastare questo problema, come i 7 nuovi ambulatori attivati da ASL Torino 3, con una serie di terapie dedicate alla depressione e un team di esperti del settore.

La depressione riguarda tutti

Spesso si pensa a torto che la depressione colpisca soltanto certe classi di persone, aggredendo il cittadino medio, quando in realtà le categorie che soffrono di questa patologia sono numerose. Mai come in questo caso vale il detto “I soldi non fanno la felicità”, considerando che spesso nella lista dei soggetti sofferenti di depressione si trovano anche i calciatori e i personaggi dello spettacolo. Secondo un recente studio, la situazione relativa alla pandemia e al lock-down non ha fatto altro che esasperare la situazione. Al punto che il numero di calciatori professionisti colpiti da depressione è più che raddoppiato nel giro di un mese, fra marzo e aprile. Un altro studio ha invece sottolineato quanto segue: in Italia una delle categorie più colpite dalla depressione “da Coronavirus” è quella delle giovani donne. L’indagine ha portato alla luce alcuni dati significativi, come la percentuale di donne che ha accusato i tipici sintomi dello stress post-traumatico (37%), e quelli della depressione (17%).