COVID-19, la Banca Biologica Neuromed scende in campo nella lotta al Coronavirus

Il Neuromed Biobanking Center accoglierà e conserverà campioni biologici provenienti da persone colpite dal virus SARS-COV2. In questo modo sarà possibile portare avanti una serie di ricerche che punteranno a chiarire le relazioni tra le caratteristiche individuali dei soggetti infetti e lo sviluppo e la gravità della malattia. La Biobanca, una struttura ad alta tecnologia creata dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (Molise), ospita già i campioni biologici dei quasi 25.000 cittadini che partecipano al Progetto Moli-sani, oltre a quelli della Rete di Ricerca Clinica Neuromed e del Progetto Platone e di diversi progetti portati avanti da Neuromed e dalle altre strutture scientifiche con cui collabora. Conservati in azoto liquido a 196 gradi sottozero, questi campioni rappresentano un punto di partenza cruciale per le ricerche scientifiche nel campo della prevenzione e della terapia. Ora, con l’istituzione di una sezione dedicata, il Neuromed Biobanking Center punta a contribuire alle ricerche sull’ l’epidemia da coronavirus. Campioni biologici (DNA, plasma, sangue e tessuti) di persone colpite dal virus, che hanno sviluppato la malattia o che sono rimaste asintomatiche, verranno conservati nella biobanca in modo da essere utilizzati, in qualsiasi momento, per studiare i fattori che sono entrati in gioco nel determinare lo sviluppo o la maggiore o minore gravità dell’infezione. “Questa emergenza – dice Licia Iacoviello, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione di Neuromed e Professore di Igiene e Salute pubblica presso l’Università dell’Insubria di Varese – sta vedendo lo sforzo straordinario degli specialisti di malattie infettive, degli esperti di salute pubblica e di tutti i medici e infermieri coinvolti nel controllo della diffusione del virus e nella cura delle principali manifestazioni cliniche dell’infezione. Ma il COVID-19 ci sta ponendo anche innumerevoli domande che hanno bisogno di risposte urgenti. Quali sono le differenze tra un paziente che viene colpito in forma lieve rispetto a quello che finisce in rianimazione? Le malattie di cui già soffriva, hanno giocato un ruolo determinante? E quanto contano i trattamenti farmacologici o i fattori genetici? Queste sono solo alcune delle questioni aperte, per affrontare le quali sarà fondamentale proprio la raccolta e la conservazione di campioni biologici”. I campioni immagazzinati nella biobanca Neuromed (nei quali il virus, eventualmente presente, viene opportunamente inattivato) saranno quelli di pazienti COVID-19 provenienti da tutta Italia. Ciò renderà possibile studiare a fondo le caratteristiche delle persone colpite, per capire quali aspetti individuali abbiano avuto un ruolo nel causare le diverse espressioni della malattia (da asintomatica a grave). “Tutti gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico – dice Maria Benedetta Donati, Responsabile del Neuromed Biobanking Center – hanno messo in campo il loro bagaglio di competenze specifiche per contribuire alla lotta contro la pandemia. Ognuno con le proprie specializzazioni, naturalmente, affrontando il problema da punti di vista diversi. Neuromed sta facendo la sua parte, utilizzando competenze epidemiologiche, cliniche, farmacologiche e tecnologiche già largamente impiegate nella sua missione principale”. “Qualche anno fa – conclude Giovanni de Gaetano, Presidente di Neuromed – le biobanche sono state inserite a ragione tra le cento idee più importanti per il futuro. E proprio un investimento sul futuro è ciò che il Neuromed Biobanking Center rappresenta”.

Casamarciano, test sierologici gratuiti. Weekend di prevenzione anti COVID-19

Si terranno venerdì 15 e sabato 16 maggio presso la sede della Protezione Civile nel rione Gescal a Casamarciano i test sierologici da Covid19 di richiamo. Ad effettuare l’esame saranno infatti i soggetti che, lo scorso 11 aprile, si sono sottoposti allo screening aderendo all’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Manzi per contenere il contagio e la diffusione del virus tra i residenti.
Casamarciano, come si ricorderà, è stato tra i primi comuni a lanciare il progetto di contenimento contagio attraverso i test sierologici poi adottato anche dalla regione Campania.
Inizialmente rivolto ai cittadini residenti maggiormente esposti al pubblico per motivi lavorativi, il programma è stato ora esteso anche ai soggetti residenti impegnati al di fuori della comunità.
Tante le richieste volontarie arrivate finora in Municipio.
“Anticipiamo ancora una  volta la regione Campania dando vita a quella che il presidente Vincenzo de Luca chiama la fase 3 con screening a tappeto sui soggetti a contatto con il pubblico – spiega il sindaco Andrea Manzi – Un lavoro di prevenzione reso possibile grazie alla disponibilità dei nostri medici di base Giovanni Cavaccini, Clemente e Maria de Rosa con l’infermiere Carmine Antonio Tafuro ed il biologo Pietro Tortora che, in modo del tutto volontario, hanno messo a disposizione della comunità energie e tempo, oltre alle indubbie capacità professionali, per il bene della salute pubblica. Andiamo avanti con senso del dovere supportati dal senso di responsabilità dei nostri cittadini che – termina Manzi – hanno avuto un comportamento rispettoso durante tutto il periodo dell’emergenza”.

Droga e stupro, figlio del boss accusato di spaccio e abusi su minore: latitante un complice

In base all’inchiesta il figlio di un boss a 28 anni comandava una grossa e redditizia paranza della droga zeppa di giovani poco più che adolescenti, gregari e pusher. Uno strapotere locale che avrebbe dato alla testa al rampollo del capoclan fino a spingerlo a permettersi il “lusso” di violentare una minorenne, una bella ragazza di appena 16 anni, sotto le mura del Castello di Acerra, all’aperto, in pieno centro, praticamente davanti a tutti. E così Pasquale Di Buono, che ora ha trent’anni, ieri ha ricevuto in carcere dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli un’ordinanza di custodia cautelare che contiene una doppia accusa: associazione di stampo mafioso finalizzata allo smercio di ogni sorta di stupefacente e violenza sessuale ai danni di minore. Con l’accusa di essersi reso complice dell’abuso c’è anche un altro giovane, un 19enne indicato come il “gancio” di Di Buono. E’ sfuggito alla cattura. Ora è latitante. Risalgono al periodo tra il febbraio e il maggio del 2018 i fatti contestati a seguito delle indagini dei carabinieri della stazione di Acerra, diretti dal maresciallo Giovanni Caccavale, e dei capitani Ugo Mercurio e Marco Califano, rispettivamente a capo del nucleo radiomobile e della compagnia di Castello di Cisterna. Per l’accusa di associazione camorristica e spaccio di droga ieri all’alba sono stati arrestati a casa loro quattro presunti fiancheggiatori di Pasquale Di Buono. Si tratta di Pasquale Cozzolino, 37 anni, un affiliato che aveva il compito di smerciare al dettaglio le sostanze stupefacenti, Laurenc Lica, 22 anni, pusher di origine rumena, Gennaro Montano, 20 anni, stretto collaboratore di Di Buono accusato di gestire il traffico delle droghe pesanti, Giovanni Parità, 27 anni, un procacciatore di “clienti”. Rosario Esposito Soriano, 25 anni, accusato di avere il compito di procacciare clienti e di nascondere e vendere la droga, ha invece ricevuto dalla DDA un’ordinanza di divieto di dimora. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa anche dalla Procura per i Minorenni di Napoli. L’accusa di violenza sessuale ora infatti pende sul groppone non solo di Pasquale Di Buono ma anche di un suo fiancheggiatore, un giovane di Acerra per il quale è scattato l’ordine di arresto. Ma il ragazzo, un nipote di Di Buono, minorenne all’epoca dei fatti, si è reso latitante. E’ scappato. La vicenda della violenza è scaturita dall’attività investigativa dei carabinieri, intercettazioni telefoniche e pedinamenti. La vittima infatti non ha denunciato nulla. G.G., ora 18enne, un’avvenente ragazza di Acerra, quando ha subito la violenza sessuale aveva solo 16 anni. Una ragazza talmente bella da suscitare il veleno dei soliti odiatori seriali, che su Facebook ieri hanno scritto che “se la sarebbe cercata perché è una poco di buono”. La giovanissima sarebbe stata violentata una sera della primavera del 2018 durante una delle solite affollate e caotiche riunioni dei “guaglioni” del paese nella rinnovata piazza del Castello Baronale, sotto le mura del grande monumento medievale. Una violenza che però si sarebbe consumata nella più completa omertà. Pasquale Di Buono è il fratello di Antonio, in carcere con l’accusa di associazione mafiosa, ed è il figlio del boss Vincenzo, 55 anni, capoclan dei cosiddetti “Marcianisielli” catturato dai carabinieri a Cardito due anni fa.  Una famiglia che incute timore dunque. Da qui, sulla base delle accuse formulate dagli investigatori, la mancata denuncia del presunto stupro da parte della vittima e dei suoi genitori. A ogni modo i carabinieri, nel ricostruire la rete dello spaccio sono riusciti anche a far emergere questa brutta vicenda. Per quanto riguarda invece lo spaccio gli inquirenti parlano di ingenti quantitativi di hashish, cocaina e marijuana (parte dei quali sequestrati ), di piazze di spaccio localizzate nel centro storico e di un servizio capillare di consegna degli stupefacenti col metodo “porta a porta”: piccoli quantitativi di droga consegnati dai pusher direttamente a casa dei clienti.  Quantitativi spesso talmente minuti che consentivano agli spacciatori, in caso di controlli, di rivendicare la legge sulla detenzione della modica quantità e quindi di farla franca. Intanto molti dei clienti sono stati individuati dai carabinieri e segnalati alla Prefettura di Napoli come assuntori abituali di stupefacenti. Tutta questa indagine è scaturita dall’arresto di tre giovani componenti dell’organizzazione sorpresi durante la notte di Capodanno del 2018 con un fucile e alcuni quantitativi di droga.  

Ottaviano, il Consiglio Comunale ha nominato i membri della Commissione per il Paesaggio

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La Commissione, nominata nella seduta di Consiglio del 9 marzo, è composta da cinque esperti- quattro architetti e un ingegnere- e le loro competenze “coprono” i Beni Ambientali, la Storia dell’Arte, le discipline storiche e le arti figurative. Si sono astenuti “dall’esprimere un nominativo” i consiglieri Michele Saviano e Francesco Ciniglio. Seguiremo con grande attenzione l’attività di questa Commissione, che è chiamata a svolgere un ruolo importante nell’ “amministrazione” di Ottaviano.    Chiedo scusa per il ritardo nel comunicare.  Il 9 marzo il Consiglio Comunale – erano presenti 12 consiglieri e il sindaco avv.  Luca Capasso – ha eletto i cinque componenti della Commissione Locale per il Paesaggio. I nomi e i titoli li leggo negli atti: arch. Lorenzo Scaraggi, esperto in legislazione dei Beni Culturali; ing. Michele Bianco, esperto nelle discipline agricolo – forestali; arch. Michele Saggese, esperto in Beni Ambientali; arch. Vincenzo Picariello, esperto nelle discipline storiche e pittoriche e nelle arti figurative; arch. Patrizio Prisco, esperto in Storia dell’Arte. Dei cinque componenti conosco solo l’arch. Michele Saggese e posso dare testimonianza del rigore di metodo e della passione che stanno alla base del patrimonio delle sue competenze. Ma sono certo che anche gli altri metteranno al servizio della nostra Ottaviano quel corredo di conoscenze specifiche che ha indotto il Consiglio Comunale a eleggerli come membri di una Commissione così importante. Seguirò con grande attenzione il loro lavoro: perché anche io mi diletto – nel senso che sono un dilettante- di storia di Ottaviano, di storia dell’arte e di arti figurative, e, soprattutto, perché in questo momento la Commissione può dare preziose indicazioni agli amministratori.  I consiglieri Michele Saviano e Francesco Ciniglio si sono astenuti – e ne hanno dato comunicazione all’assemblea – “dall’esprimere un nominativo e quindi di votarlo”, perché tutti i professionisti che hanno presentato domanda “hanno tutti la stessa valenza e, potenzialmente, gli stessi titoli e qualifiche per poter far parte della Commissione in oggetto.”. I due consiglieri si sono riservati “di osservare e di valutare nel tempo l’operato della Commissione stessa, a prescindere da coloro che ne faranno parte.”. Auguriamo a tutti buon lavoro.

Somma Vesuviana, il saluto dell’ex assessore Giuseppe Di Palma

  Riceviamo e pubblichiamo il saluto e i ringraziamenti dell’ex assessore Di Palma. Terminata la mia avventura tecnico amministrativa nella giunta di Salvatore Di Sarno, colgo l’occasione per ringraziare l’arch. Salvatore Esposito, una persona davvero speciale. Da lui ho imparato come grandi contenuti prendono forma da una semplicità d’azione. Contenuti che ho cercato sempre di far emergere in questa esperienza di assessore in quota Verdi. Dopo circa due anni, eccomi a darvi un saluto per aver completato questo bellissimo viaggio, vissuto insieme a tutti quelli che con me, hanno operato per scrivere un’altra pagina politica del nostro paese. Ogni amministrazione che si succede aggiunge pagine di storia alla nostra comunità; tutti noi ne siamo, o ne siamo stati, solo una piccola parte, ed una comunità è molto più della somma di coloro che ci amministrano; è parte di un quadro più grande di noi, più grande di ogni singolo, anche se con un ruolo di responsabilità come quello che ho avuto il privilegio di ricoprire fino ad oggi.  Gli uomini passano, ma ciò che resta è quanto davvero hai amato la tua Città. Quando ho accettato questo incarico il compito che mi sono dato fin da subito è stato proprio quello di provare ad aggiungere un mio “pezzetto” a questa fantastica esperienza, con umiltà e semplicità. Non sono mancati errori (veniali), ma è risaputo che solo chi non fa non sbaglia.  Orbene, ritornando al discorso di quel “pezzetto” e, alla delega Edilizia Scolastica assegnata al nostro gruppo solo all’inizio del mio mandato, costituimmo, seguendo il dettame della politica, un ufficio ad essa dedicato. Posso ben dire che grazie alla responsabile di posizione, Arch. Monica D’Amore, e alla fattiva collaborazione dell’Arch. Filomena Iovine, si sono raggiunti importanti risultati. Con fondi provenienti da svariati Enti (compresi quelli dell’ambito di zona coordinato dalla Dott.ssa Iolanda Marrazzo), importanti lavori di riqualificazione sono stati avviati e portati a termine in tempi brevi (vedi scuola dell’infanzia di via San Giovanni de Matha, scuola Termini di via Cupa di Nola) annullando criticità che nel tempo non erano state mai risolte. Manutenzioni ordinarie e straordinarie, laddove erano necessarie, sono state fatte in tutti gli altri plessi (istituto scolastico Summa Villa, scuola media San Giovanni de Matha, plesso ex Bertona, quello a via Don Minzoni e a via Costantinopoli). Importante la messa a punto delle prove e delle verifiche sismiche a completare il quadro di aggiornamento sulla sicurezza e l’agibilità degli edifici scolastici di proprietà comunale. Così anche i controlli ispettivi effettuati dalle autorità competenti presso alcuni plessi scolastici hanno dimostrato l’assenza di criticità importanti che potevano compromettere la sicurezza degli alunni. Qualche piccolo problema rilevato è stato prontamente risolto da questa amministrazione.   Merita particolare menzione anche il contributo dato alla risoluzione della problematica che l’anno scorso vedeva la possibilità di trasferimento ad altra sede della platea scolastica di 242 alunni ospitati nei plessi di via Pomintella e di Mercato Vecchio. A tal uopo si segnala anche che, per i plessi scolastici privati, l’amministrazione ha invitato i proprietari a presentare entro il prossimo anno scolastico tutta la documentazione e le certificazioni necessarie alla ripresa delle attività didattiche. Vorrei infine sottolineare che è dall’Ufficio Edilizia Scolastica che partono i progetti, portati avanti dall’amministrazione Di Sarno tutto con il contributo fondamentale dell’architetto consigliere Esposito, che ottengono importanti finanziamenti per la ristrutturazione della scuola elementare R. Arfè di via Roma (2.200.000 di euro) e per la costruzione di un parco con scuola materna annessa a via G. Cesare (3.500.000 di euro). Vedendomi assegnata anche la delega a Parcheggi e Trasporti, occorre far menzione dell’annosa questione delle “aree di sosta a pagamento”. Numerosi sono stati i tavoli tecnici e le iniziative a cui ho dato impulso proponendo di “rimodulare ed integrare gli stalli esistenti”; “Abbonamenti e/o convenzione parcheggio multipiano Dietro Le Torri- Servizio di controllo accessi e guardiania all’interno”, tanto al fine di migliorare la gestione delle aree di sosta a pagamento date le segnalazioni di disservizio delle aree concesse in gestione anche da parte di numerosi esercenti in località “Casamale”. Alla fine, nonostante la disponibilità dell’ente volta al miglioramento del servizio, la società assegnataria, respingendo la proposta di investire nuove risorse sul territorio, ha dato il lasciapassare all’amministrazione per individuare un nuovo contraente. Eh! n’abbiamo delle cose da discorrere ma non voglio annoiarvi. In questi giorni molte sono le lettere aperte di ringraziamento che ho letto, indirizzate dai miei colleghi ai giornali locali e soddisfatto ringrazio chi ha elencato al primo posto il “pezzetto” di amministrazione del mio gruppo politico.  Con qualche giorno di ritardo lo faccio anch’io perché, è innegabile, è un’esperienza che ti segna. Voglio ringraziare il sindaco Salvatore Di Sarno, i miei colleghi assessori, e i consiglieri tutti. Ovvio che il ringraziamento più grande va al consigliere capogruppo dei Verdi, l’arch. Salvatore Esposito, che ha proposto al sindaco la mia presenza in giunta, dandomi piena fiducia. Infine un grazie sincero va anche all’intero staff del sindaco e ai funzionari tutti, che quotidianamente, in sofferenza per l’esigua disponibilità di personale, lavorano per la nostra città. 

Marigliano, martedì 19 maggio primo consiglio comunale post emergenza Coronavirus: non mancano i nodi

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Decisa la data per il prossimo consiglio comunale, il primo del 2020, che avrà luogo martedì 19 maggio alle ore 17. Come specificato nel documento di convocazione, ogni consigliere potrà scegliere di essere presente in videoconferenza, e nel caso utilizzare il software GoToMeeting, o recarsi presso l’aula consiliare e presenziare rispettando i protocolli di sicurezza previsti. Assise chiusa al pubblico per l’occasione, proprio per rispettare il distanziamento fisico ed evitare eventuali assembramenti. Sarà assicurata la diretta streaming, seguita poi dalla pubblicazione su un apposito canale Youtube della registrazione integrale del consiglio. Gli argomenti all’ordine del giorno sono appena quattro e tutti molto tecnici, per addetti ai lavori: 1) Approvazione verbali sedute precedenti; 2) Riconoscimento d.f.b. art. 194 lettera “e” D.Lgs. 267/2000 derivanti dalla mancata ratifica della delibera di Giunta Comunale n. 239 del 29/11/2019 “Quarta variazione al bilancio di previsione finanziario 2019-2021” – Proposta della G.C. con delibere n.30 del 27/02/2020 e n. 60 del 08/05/2020; 3) Comunicazioni prelievi dal fondo di riserva; 4) Conferma dell’aliquota dell’Addizionale Comunale all’IRPEF per l’anno 2020 – proposta della G.C. con delibera n. 202 del 17/10/2019. Tuttavia ci sono un paio di cose interessanti che inducono una riflessione, soprattutto alla luce dello scandalo emerso in seguito al blitz operato dai Carabinieri dal Giudice di Pace della città. L’argomento in questione non verrà affrontato durante il consiglio, o quantomeno non è previsto che accada, mentre pare sia programmato uno spazio dedicato dal presidente del consiglio comunale all’emergenza sanitaria (ormai quasi non più tale nella nostra regione). Ad ogni modo sarebbe interessante trovare un momento per affrontare un tema fondamentale che riguarda la responsabilità di chi è chiamato a contrastare, tra le altre cose, i fenomeni di corruzione: l’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV), un soggetto nominato in ogni amministrazione pubblica dall’organo di indirizzo politico-amministrativo e infatti presente anche nel Comune di Marigliano. Presente ma a quanto pare non molto attivo se si pensa che le ultime griglie di trasparenza pubblicate sul sito del comune risalgono (e sono ferme) all’annualità 2016/2017. Come si legge sul Portale della Performance del Governo Italiano, “OIV monitora il funzionamento complessivo del sistema della valutazione, della trasparenza e integrità dei controlli interni ed elabora una relazione annuale sullo stato dello stesso, anche formulando proposte e raccomandazioni ai vertici amministrativi; valida la Relazione sulla performance a condizione che la stessa sia redatta in forma sintetica, chiara e di immediata comprensione ai cittadini e agli altri utenti finali; garantisce la correttezza dei processi di misurazione e valutazione con particolare riferimento alla significativa differenziazione dei giudizi nonché dell’utilizzo dei premi; propone, sulla base del sistema di misurazione e valutazione, all’organo di indirizzo politico‐amministrativo, la valutazione annuale dei dirigenti di vertice e l’attribuzione ad essi dei premi”. Vale la pena ricordare che il responsabile del personale, firmatario della determina che nel 2018 assegnava la Briaca agli uffici del Giudice di Pace, risulta rinviato a giudizio nel caso dei cosiddetti “furbetti del cartellino” e guadagna circa ventimila euro in più all’anno proprio in virtù di una premialità. In quattro anni, dalle prime intercettazioni dell’altro dipendente comunale coinvolto, Mattia Conelli, le indagini sembrano suggerire che nessun controllo sia stato effettuato dagli organi istituzionali preposti. Dato che i dirigenti di uffici dirigenziali generali (nel nostro comune il segretario, responsabile diretto anche del Giudice di Pace) concorrono alla definizione di misure idonee a prevenire e contrastare, come abbiamo detto, i fenomeni di corruzione e a controllare il rispetto da parte dei dipendenti dell’ufficio cui sono preposti, sarebbe interessante capire come mai in due anni l’astuzia degli indagati abbia avuto la meglio sui controlli previsti per legge (D. Lgs. n.165/2001, art. 16, co. 1, lettera I-bis). Così come sarebbe interessante sapere se i consiglieri comunali abbiano mai presentato mozioni sul Giudice di Pace a partire dal 4 settembre 2018, data di insediamento negli uffici di Giustizia del dipendente comunale arrestato, Antonietta Briaca, con la qualifica di cancelliere addetta alle iscrizioni a ruolo dei fascicoli. Come concordato con la conferenza dei capigruppo, i lavori saranno trasmessi in diretta streaming sulla pagina “Vito Lombardi – Presidente del Consiglio Comunale di Marigliano”, ossia una pagina personale ancora prima che istituzionale, utilizzata anche per l’attività politica. Insomma, una pratica che sembra contrastare con l’Art. 25 (Registrazione audio e video) del regolamento comunale per i consigli comunali, laddove riporta che “sono consentite le registrazioni effettuate con mezzi elettromeccanici e/o audiovisivi di tali adunanze ai fini della sola attività documentale istituzionale”, e che soprattutto palesa una seria questione di opportunità.

Castello di Cisterna, sorpreso a spacciare droga nel quartiere: arrestato un 22enne e denunciato un 43enne

Continuano serrati i controlli antidroga dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. A Castello di Cisterna i militari della Stazione locale hanno arrestato per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio un incensurato 22enne di Pomigliano D’Arco. Durante un controllo nella “Cisternina”, noto plesso popolare, il ragazzo è stato trovato in possesso di 2 grammi di crack, 2 di cocaina e 7 di  marijuana, già ripartiti in dosi pronte per la vendita. Nelle sue tasche anche 84 euro in contante ritenuto provento illecito. Arrestato, l’uomo è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. I Carabinieri hanno denunciato per concorso nel medesimo reato una 43enne del posto sorpresa ad annotare le dosi ormai vendute dal “socio in affari”.

De Luca: “Mascherina al collo? Imbecilli che giocano con la tutela sanitaria”

“Noi dobbiamo combattere gli imbecilli doppi: l’imbecille normale è quello che non porta la mascherina; poi c’è l’imbecille doppio, che è quello che la porta ma la porta appesa al collo. Quello è scemo due volte, perché si prende il fastidio di portare la mascherina e non si prende neanche la tutela sanitaria”. Sono le parole usate dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine dell’inaugurazione del nuovo reparto di terapia intensiva da 12 posti letto al Covid hospital di Boscotrecase. De Luca si è soffermato sui prossimi decreti che riguarderanno la Campania e ha sottolineato come ”noi prendiamo atto innanzitutto delle linee guida che approva il Governo sulla base della indicazioni dell’istituto superiore di sanità. Quella è la traccia alla quale dovremmo attenerci”.

Marigliano, arrestato durante i controlli un corriere con 11 kg di marijuana nascosti nell’auto

Un corriere della droga che trasportava 11 chili di marijuana è stato intercettato a Marigliano, a bordo di un auto, dai Carabinieri della locale stazione. L’uomo, un 29enne incensurato di Saviano è stato fermato durante un controllo alla circolazione. Nel perquisire la vettura i militari hanno trovato cinque chili di droga nel vano della ruota di scorta ed altri sei nascosti sotto il sedile posteriore. Il 29 enne è stato trasferito nel carcere di Poggioreale.

Acerra, Carabinieri arrestano un gruppo di pusher affiliato al clan dei “Marcianisiell”

All’alba di oggi, ad Acerra, i Carabinieri della locale Stazione e della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia di Castello di Cisterna (NA) hanno dato esecuzione all’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura della Repubblica per i Minorenni di Napoli, dall’Ufficio GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 6 persone persone gravemente indiziate, in concorso tra loro e a vario titolo, di associazione a delinquere riconducibile all’egida camorristica del gruppo criminale dei cosiddetti “Marcianisiell”. L’attività degli uomini era finalizzata all’acquisto, trasporto, distribuzione, commercio, vendita, offerta in vendita, intermediazione, cessione, ricezione a qualsiasi titolo, consegna e illecita detenzione di ingenti quantitativi di hashish, cocaina e marijuana (parte dei quali caduti in sequestro). Il gruppetto gestiva alcune piazze di spaccio localizzate nel centro storico acerrano, con condotta perdurante dal febbraio al maggio 2018. Uno di loro, il promotore dell’associazione a delinquere, è accusato anche di violenza sessuale nei confronti di una ragazza del posto, all’epoca dei fatti minore di 16 anni. Si tratta di: 1.  COZZOLINO Pasquale, 37enne, affiliato con il compito di smerciare “al dettaglio” il narcotico; 2.  DI BUONO Pasquale, 30enne, promotore e capo del sodalizio; 3.  LICA Laurenc, 22enne, pusher; 4.  MONTANO Gennaro, 20enne, affiliato, stretto collaboratore di Di Buono Pasquale, con il compito di gestire il traffico delle droghe pesanti; 5.  PARITÀ Giovanni, 27enne, affiliato addetto al procacciamento dei clienti dello stupefacente; 6.  SORIANO ESPOSITO Rosario, 25enne, affiliato con il compito di occuparsi dello stoccaggio dello stupefacente, del procacciamento di clienti e della successiva vendita. Il provvedimento cautelare in questione giunge all’esito di una articolata indagine – coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli e condotta dalla Stazione CC di Acerra Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia di Castello di Cisterna – che, traendo le mosse da un arresto in flagranza di reato operato la notte di capodanno 2018 dal N.O.R. della Compagnia CC di Castello di Cisterna (nel corso della quale furono intercettati tre giovani che trasportavano, a bordo di un motociclo e per le vie di Acerra, un fucile con colpo in canna) ha permesso di: – ricostruire l’esistenza di una stabile struttura organizzativa, al cui vertice si poneva Di Buono Pasquale, dedita alla trattazione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente di varia natura, con specifica suddivisione di ruoli (promotore, affiliati, gestore di piazza, addetti al recupero crediti e pusher), operante nel comune acerrano e, nello specifico, nelle zone urbane prossime a Corso Vittorio Emanuele; – caratterizzarne la riconducibilità al gruppo criminale di stampo camorristico dei “Marcianisiell” operante in Acerra e comuni limitrofi; – porre sotto sequestro ingenti quantitativi di hashish, cocaina e marijuana; – trarre in arresto in flagranza di reato alcuni degli odierni destinatari di misura; – segnalare alla competente Prefettura di Napoli, quali assuntori di sostanze stupefacenti, molti dei clienti che si rifornivano presso la citata struttura criminale; – documentare una violenza sessuale posta in essere da Di Buono Pasquale nei confronti di una ragazza di Acerra, all’epoca dei fatti minore di 16 anni, costretta, in quella circostanza, anche grazie all’indubbia influenza criminale dal predetto esercitata, a subire atti sessuali. Il provvedimento eseguito ha collocato 5 degli indagati in regime di custodia cautelare in carcere presso la Casa Circondariale di Napoli – Secondigliano, mentre per uno vige il divieto di dimora nel comune di Acerra.