Il presidente nazionale dei giovani commercialisti: “Saviano chieda scusa per ciò che ha detto a Rai2”

Il presidente nazionale dei giovani commercialisti risponde all’attacco incomprensibile nei confronti dei professionisti da parte dello scrittore napoletano ospite di “Che tempo che fa”

“Non possiamo credere che lo scrittore Roberto Saviano abbia potuto affermare che i commercialisti segnalerebbero i clienti in difficoltà agli usurai. Sarebbe come se noi ora dicessimo che gli scrittori si arricchiscono grazie alla camorra. Dire che i commercialisti segnalano agli usurai le potenziali vittime, ma che ci sono anche i commercialisti bravi, è tanto assurdo quanto sostenere che nella piaga dell’usura ci sia anche qualche soggetto bravo (forse in senso manzoniano!!!) che abbia anche una funzione sociale fornendo il credito dove lo Stato o il sistema creditizio italiano non arrivano”. Lo ha detto Matteo De Lise, presidente dell’Unione Nazionale Giovani dottori commercialisti ed Esperti Contabili commentando la partecipazione di Saviano alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio su Rai2.

“Nel dubbio di aver capito male e in attesa di una tua smentita che crediamo debba essere rapida… nel frattempo noi commercialisti ci teniamo a spiegarti che da sempre siamo baluardo di legalità, esplichiamo una funzione sociale che serve a prendere per mano il Paese. Sì anche il tuo”.

“Siamo i primi interlocutori delle aziende e delle famiglie – ha aggiunto De Lise – ma siamo sempre di più i primi collaboratori dello Stato negli incarichi. Anche quelli più pericolosi. Le curatele, le amministrazioni giudiziarie non andrebbero avanti senza di noi”.

“Nel comunicato che abbiamo prontamente elaborato rispetto alle scarcerazioni eccellenti specificavamo che ‘le cronache di questi giorni, purtroppo, raccontano del rifiorire del fenomeno dell’usura in sostituzione dell’accesso legale al credito, oppure della distribuzione di aiuti economici o alimentari da parte delle organizzazioni mafiose in luogo dei sussidi statali che stentano ad arrivare. Tutto questo non può passare inosservato e, poiché, lo sconforto non è un sentimento che a noi giovani è consentito nutrire, ci uniamo a chi ha denunciato con forza la gravità di quanto accaduto esortando le autorità competenti a porre immediato rimedio, non consentendo ulteriori scarcerazioni ai detenuti al 41-bis e facendo ritornare in carcere coloro ai quali sono già stati concessi gli arresti domiciliari. Il nostro più nobile sentimento è la speranza che il mondo in cui viviamo possa davvero cambiare e continueremo a lottare affinché ciò accada. A proposito non abbiamo letto nulla da te scritto al riguardo.

“Quindi carissimo dottor Saviano – ha rimarcato il numero uno dei giovani commercialisti italiani -, non sappiamo quali usurai tu conosca e perché tu abbiano detto che sono stati dei commercialisti a segnalare loro i clienti. Forse uno scrittore prima di lanciarsi in questo tipo di affermazioni dovrebbe verificare e contro verificare le sue fonti. Quanto meno così noi abbiamo sempre saputo.

Stanchi di sopportare immotivati attacchi – ha concluso De Lise -, ci riserviamo, in mancanza di scuse e chiarimenti ufficiali, di presentare una querela per diffamazione contro i commercialisti italiani”.

Pollena Trocchia, fecero esplodere un ordigno davanti a un negozio: arrestato il mandante e obbligo di dimora per altri due

Nella mattinata odierna, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola, la Squadra Mobile di Napoli e la Tenenza dei Carabinieri di Cercola hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare personale della custodia in carcere nei confronti di L.A. e di obbligo di dimora nei confronti di P.F. e S.S. emessa dal G.I.P. del Tribunale di Nola, poiché ritenuti responsabili a vario titolo di tentata estorsione, detenzione e porto abusivo di materiale esplosivo. Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi, univoci e concordanti indizi di reità a carico dei predetti in relazione ad un grave episodio avvenuto in Pollena Trocchia nella notte del 5 settembre 2019, quando un ordigno esplosivo veniva fatto brillare innanzi la saracinesca di un esercizio commerciale lungo la via Mazzini, provocando gravi danni allo stabile e due feriti. Nella stessa notte l’esecutore materiale dell’attentato dinamitardo, rimasto egli stesso vittima dell’esplosione, veniva arrestato in flagranza. Dal prosieguo dell’attività di indagine diretta e coordinata dalla Procura di Nola sono emersi ulteriori elementi che hanno consentito, da un lato, di identificare gli altri partecipi a vario titolo all’esplosione e, dall’altro, di individuare le ragioni di una tale allarmante condotta. Invero, L.A. è gravemente indiziato di essere stato il mandante dell’attentato al fine di intimidire i promissari acquirenti di un immobile dallo stesso venduto a non proseguire nel giudizio civile intrapreso per la risoluzione della vendita, trattenendosi altresì e indebitamente la somma di 120.000 euro già ricevuta a titolo di caparra, nonché mettendo di nuovo in vendita lo stesso immobile.

Giugliano, spara per ottenere il denaro: arrestato un 71enne

I carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania hanno arrestato per detenzione arma clandestina e tentata estorsione g.a. 71enne di Giugliano già noto alle forze dell’ordine. La scorsa notte, in Casandrino, una coppia di anziani incensurati è stata terrorizzata da ignoti che hanno esploso 2 colpi d’arma da fuoco contro la loro abitazione: uno è penetrato nella camera da letto, l’altro è rimasto conficcato in un infisso. I militari hanno sentito le persone presenti durante il fatto e – soprattutto – analizzato le immagini dei sistemi di video sorveglianza riconoscendo l’auto del 71enne. Perquisita la sua abitazione, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato una pistola Browning semiautomatica calibro 7,65 con matricola abrasa nascosta nello sgabuzzino: c’erano ancora 3 colpi nel serbatoio ed era pronta all’uso. Sull’arma saranno effettuati  accertamenti balistici per verificare se sia stata utilizzata in fatti di sangue. I carabinieri hanno accertato che l’obiettivo dell’uomo fosse il nipote 45enne dell’anziana coppia che vive nell’appartamento accanto. Probabile un debito di circa 10mila euro per un carico di sigarette di contrabbando per il quale il 71enne non era stato pagato. L’arrestato è stato tradotto al carcere.

Agosto 1863: viene ucciso in Sicilia Giovanni Corrao. E’ il primo delitto “eccellente” nella storia dell’Italia unita

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In memoria di Giovanni Falcone. Il “caso” non venne mai risolto. E relazioni e documenti scomparvero rapidamente dagli uffici di polizia. Giovanni Corrao, operaio calafato, mazziniano, garibaldino, non condivise l’azione politica di Crispi che sanciva l’accordo e l’alleanza tra  i “Piemontesi”, la borghesia siciliana fino a poco tempo prima saldamente borbonica e la mafia “alta”. Gli storici Gaetano Falzone, Salvatore Bongiorno, G.C. Marino, e Matteo Collura in un romanzo,  hanno ricostruito la complessa figura di questo “rivoluzionario” schierato dalla parte degli “umili” e ammirato anche dalla “mafia bassa” che non accettava che anche dopo l’Unità il potere restasse nelle mani delle stesse famiglie che l’avevano esercitato sotto i Borbone.   Giovanni Corrao nacque a Palermo nel novembre del 1822, fu, come il padre, operaio calafato delle navi nel porto della città, partecipò ai moti mazziniani del 1848, venne perseguitato dalla polizia borbonica, che lo chiuse in carcere prima a Ustica e poi nella Cittadella di Messina. Nel 1856 emigrò, prima a Marsiglia, poi nel Piemonte, ma nel 1857 Urbano Rattazzi lo espulse, perché una relazione di polizia lo giudicava “capacissimo di male azioni e pericoloso anche in genere politico”. Corrao ritornò in Sicilia nel 1860 con Rosolino Pilo, per preparare l’arrivo di Garibaldi: e accanto a lui  il Pilo morì, il 21 maggio,  nello scontro di San Martino delle Scale. Nell’agosto del ’60 il palermitano dimostrò in modo clamoroso il suo dissenso  nei confronti di Nino Bixio che aveva eseguito “l’eccidio di Bronte” e dello stesso Garibaldi che non aveva saputo, o voluto, impedire la strage. Al comando di un battaglione di “picciotti” Corrao partecipò a tutta l’impresa dei Mille, si distinse nella battaglia del Volturno, dove fu ferito gravemente, ed ebbe da Garibaldi il titolo di generale. Egli capì rapidamente che quella condotta dai Piemontesi era stata una guerra non di liberazione del Sud, ma di conquista, e disse ad alta voce che non si sarebbe fermato, che avrebbe chiamato il popolo di Palermo alla rivolta contro i nuovi padroni. Perciò nel febbraio del 1862 rinunciò alla nomina a colonnello dell’Esercito Regio che gli era stata conferita nel novembre del ’61.Quando, nell’estate del’62, Garibaldi chiamò alle armi i suoi al grido di “Roma o morte”, Corrao previde che l’esercito italiano avrebbe bloccato l’impresa: ma raccolse circa 2000 volontari e rispose all’appello del Generale, avendo intuito che lo scontro tra l’ Esercito Regio e le “camicie rosse” sarebbe stato una lezione chiara per tutti, e a tutti avrebbe spiegato gli obiettivi e le intenzioni dei Savoia. All’Aspromonte i suoi “picciotti” spararono sulle truppe “italiane” e si fermarono solo quando Garibaldi in persona ordinò ad essi di cessare il fuoco. Con un abile ripiegamento Corrao e i suoi sfuggirono alla manovra aggirante del generale “italiano” Emilio Pallavicini e tornarono in Sicilia. Dopo questi fatti Corrao diede alla sua attività politica una vera e propria connotazione rivoluzionaria e contestò duramente alcune leggi del nuovo Stato, soprattutto quella sulla coscrizione obbligatoria: inutilmente Francesco Crispi cercò di indurlo alla moderazione. Il 29 aprile 1863 Corrao venne arrestato con l’accusa di essere “soggetto volto alla sedizione”, e qualche settimana dopo la scarcerazione, “sull’imbrunire del 3 agosto 1863 fu trovato cadavere- racconta il Marino – in una sua campagna sotto Monreale, tra gli agrumeti della Conca d’Oro, assassinato – secondo quanto scrissero i giornali del tempo – da alcuni sicari travestiti da carabinieri.”  Una grande folla partecipò ai funerali, e i suoi amici chiesero a gran voce che venissero individuati esecutori e mandanti. Il che non avvenne. Una decina di anni dopo il senatore Edoardo Pantano tentò di avviare nuove indagini per far luce sul mistero di quell’assassinio, ma si fermò subito, “perché tutti i fascicoli contenenti le informazioni della polizia e il materiale istruttorio della magistratura erano stati distrutti.”. Nel 1960 Il corpo mummificato di Corrao venne trovato in un vano del Convento dei Cappuccini a Palermo e le autorità decisero di dargli definitiva sepoltura nella Chiesa di San Domenico, tra gli uomini illustri della città. Nel discorso di commemorazione Gaetano Falzone disse a voce alta che Corrao era stato un uomo nobile e generoso, e che aveva speso la sua vita per tutti i “dimenticati”, per gli umili destinati ad essere vittime perenni dei potenti e dei prepotenti. Falzone ripeté il giudizio in tutti i suoi scritti dedicati al calafato diventato rivoluzionario. Ed era necessario ripetere il concetto, anche perché nei confronti di Corrao “le menti raffinate” avevano messo a punto un metodo di demolizione che molte altre volte sarebbe stato usato in Italia: non solo lo uccidiamo, ma ne infanghiamo anche il nome e la memoria. E così sul calafato erano state addensate nere ombre: è un mafioso, ed è lui che ha ucciso Rosolino Pilo, per invidia. Giovanni Corrao era, ha scritto il Marino, “l’incarnazione dello spirito laico- rivoluzionario del garibaldinismo in perfetta e indivisibile simbiosi con la mafiosità di larga parte del sottoproletariato palermitano”. Non a caso erano suoi amici “capipopolo, arditi di varia natura e veri e propri mafiosi, come Turi Miceli, Giuseppe Badia, Lorenzo Minneci e Domenico Abbadessa.”. Il tutto si inquadra nel complicato rapporto tra il nuovo Stato, la mafia “alta” e quella bassa. La mafia “alta” ,la mafia “borghese” di proprietari terrieri, sensali e mercanti, che aveva sostenuto i Borbone, a poco a poco venne condotta da Crispi su posizioni “filopiemontesi”: il “patto” era costruito su un vasto scambio di favori: di là appalti, cariche politiche, la “distrazione” della polizia; di qua i voti e il controllo dell’ordine pubblico. Insomma, lo Stato italiano condivideva nella sua interezza la politica degli ultimi Borbone.La mafia “bassa” e i picciotti del sottoproletariato non sopportavano che il potere tornasse nelle mani dei soliti personaggi, diventati rapidamente, da filo-borbonici, savoiardi, in omaggio all’idea che “tutto deve cambiare perché nulla cambi”. E così i “picciotti” che non si accontentavano si schierarono accanto ai “mazziniani” e si illusero che fosse ancora possibile portare a termine la rivoluzione, impedire lo scellerato connubio tra lo Stato unitario, la borghesia borbonica e la mafia “alta”. L’assassinio di Corrao fece capire a tutti che la partita era chiusa.  

Somma Vesuviana, attacchi sessisti alla consigliera Aliperta: la solidarietà del Movimento l’Aurora

    Riiceviamo e pubblichiamo   Il movimento politico L’Aurora,nell’esprimere la più completa solidarietà al consigliere comunale Adele Aliperta per l’increscioso episodio volgare e sessista di cui è stata vittima, non può esimersi da una riflessione che ha dell’elementare : come è possibile che ancora non si riesca a comprendere il valore ed il significato del ruolo istituzionale che il Sindaco e l’amministrazione tutta rivestono ed i relativi protocolli che vanno attuati per il rispetto che ognuno di noi deve alla città. Il consigliere Aliperta , al di là della collocazione che ci vede contrapposti in maggioranza e minoranza,svolge il suo ruolo da professionista e da politico in modo più che adeguato.Oggi la sua è una voce fuori dal coro e per questo colpita in maniera becera stupida è volgare. Solidarietà quindi ad Adele Aliperta come donna e come rappresentante politico. L’Aurora. Pasquale Di Mauro, Pasquale Piccolo

Covid: finalmente calano malati e decessi. Ecco la situazione delle ultimissime ore

Forse per un problema di trasmissione dati. I morti in Italia nelle ultime 24 ore sono 50.

Sono 50 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia. I morti salgono così a 32.785. Sabato l’aumento complessivo era stato di 130 vittime. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Non è stato segnalato nessun decesso per Covid in Lombardia – la regione che, ricordiamo, è in assoluto la più colpita –  che sarebbe per la prima volta dall’inizio dell’epidemia a febbraio, ma l’assenza di questo dato potrebbe essere causato dalla mancata trasmissione dei numeri dalla rete ospedaliera e dalle anagrafi dei Comuni. E’ già capitato, in occasione di festività o fine settimane degli scorsi mesi, che i dati non fossero del tutto aggiornati e quelli mancanti siano stati aggiunti il giorno dopo. Per essere certi che si tratti di una così decisiva inversione di tendenza nel dato più lugubre e più lento a decrescere dell’epidemia in Lombardia (ieri si sono registrati +56 morti), occorre quindi attendere, per sicurezza, i dati di domani lunedì 25 maggio. In tutto sono 87.110 le persone contagiate in Lombardia dal Coronavirus, 285 i nuovi positivi in un giorno in cui sono stai processati 11.457 tamponi. I guariti e i dimessi sono saliti a 140.479 con un incremento rispetto a ieri di 1.639. Sabato l’aumento era stato di 2.120. I malati di covid-19 sono 56.594, 1.158 meno di sabato, quando il calo era stato di 1.570. Sono 229.858 i contagiati totali per il Coronavirus in Italia, 531 più di sabato. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Sabato i l’incremento nazionale era stato di 669. I tamponi per il coronavirus effettuati finora in Italia sono arrivati a 3.447.012, ben 55.824 più di sabato. Sono invece 2.198.632 le persone finora sottoposte a test. Lazio, 20 nuovi casi, trend a 0,2%  – “Oggi registriamo un dato di 20 casi positivi nelle ultime 24 ore e un trend a 0,2%. Il numero dei guariti nelle ultime 24 ore è cresciuto di 24 unità”. Così l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato. “Proseguono le attività per i test sierologici agli operatori sanitari e delle forze dell’ordine – aggiunge D’Amato – l’obiettivo è quello di testare, tracciare e trattare”. “I decessi sono stati 8 nelle ultime 24h, mentre continuano a crescere i guariti che sono arrivati a 3.374 totali e i tamponi totali eseguiti sono stati circa 234 mila” prosegue l’assessore. In E-R 45 nuovi casi e 8 morti da sabato – È di 45 nuovi contagiati (a fronte di 4.49 tamponi) e di otto morti il bilancio delle ultime 24 ore della lotta al Coronavirus in Emilia-Romagna. Secondo i dati diffusi dalla Regione, e aggiornati alle 12, ci sono due province, Ferrara e Rimini, dove non si sono registrati casi positivi. La maggioranza dei nuovi casi sono asintomatici, individuati grazie al test sierologico. Dall’inizio dell’epidemia si sono registrati 27.558 casi di positività, mentre i casi attivi sono scesi a 4.457, 113 in meno rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 83 (-1), i ricoverati negli altri reparti Covid 519 (-5). Gli otto decessi portano il totale a 4.055. Azzerati contagi e decessi in Sardegna  – Non si registrano nuove positività al virus Covid-19, i casi accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza si attestano a 1.356. Invariati nelle ultime 24 ore anche i decessi: 129 in totale. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 50.796 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 54, di cui 3 in terapia intensiva, mentre 191 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 902 pazienti guariti (+43 rispetto al dato precedente), più altri 80 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 1.356 casi positivi complessivamente accertati, 249 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 97 nel Sud Sardegna, 60 a Oristano, 79 a Nuoro, 871 a Sassari. Al via test sierologici per 150 mila – Capire quante persone in Italia hanno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus, anche in assenza di sintomi, stimare dimensioni e estensione dell’infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali sesso, età, regione di appartenenza, attività economica. Questo al fine di indirizzare politiche a livello nazionale o regionale e per modulare le misure di contenimento del contagio. Parte lunedì 25 maggio la vasta indagine epidemiologica su scala nazionale attraverso test sierologici su un campione di 150 mila persone distribuite in duemila comuni italiani. L’indagine è firmata ministero della Salute e Istat, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana che con i suoi volontari arriverà alle persone scelte per la campionatura. L’adesione è volontaria e i test sono gratuiti. Foto web.

Napoli, traffico in tilt e assembramenti nel primo sabato post lockdown

Traffico bloccato fino alle 4 del mattino, assembramenti e bivacchi; schiamazzi, risse tra giovani e residenti esasperati a filmare il tutto. Chi si è trovato dalle parti del lungomare di Napoli la scorsa notte per il primo sabato post lockdown parla di “una follia collettiva”. Migliaia di persone, anche senza mascherina, si sono riversati in strada, a piedi o con le auto, con i marciapiedi utilizzati come corsie preferenziali da auto e moto, nonostante i locali della movida abbiano rispettato il limite della chiusura alle 23. Foto web.

Somma Vesuviana, il bilancio. L’assessore Irollo: «Ridurre gli interessi passivi»

Di seguito una sintesi della relazione sul bilancio comunale dell’assessore Raffaele Irollo. Il bilancio d’esercizio è costituito dalla proiezione in avanti di dati, questo vuol dire che le previsioni sono in larga parte di natura tecnica e quindi, legate all’osservanza di un principio giuridico che non può essere messo in discussione. Alcune di queste previsioni, molto poche in verità, sono invece di natura politica poiché legate ad atti fondamentali che sono espressione del Consiglio o della Giunta comunale, si pensi ad esempio al piano triennale delle opere pubbliche, al piano dei fabbisogni del personale, al piano finanziario tari ed alle varie tariffe tributarie. Questo bilancio sostanzialmente riflette tali atti e definisce in termini numerici le citate premesse. Gli argomenti significativi sui quali richiamo l’attenzione: Sebbene il saldo al 21.05.2020 sia pari a circa -107.000, la gestione finanziaria dell’Ente nel corso del 2019 è stata costantemente in passivo. Per tale motivo, nonostante durante il 2019 siano state riscosse entrate straordinarie, quali ad esempio quella derivante dalla rendicontazione dei fondi regionali relativa alla ristrutturazione del campanile San Domenico, ovvero le entrate derivanti dall’accredito delle somme anticipate in qualità di capofila per l’erogazione dei servizi sociali. Per tale motivo, assieme al Responsabile dei Servizi finanziari, al fine di ridurre gli interessi passivi è stato ritenuto opportuno rimodulare l’approccio alla problematica definendo maggiormente le condizioni di squilibrio ed adottare delle contromisure tempestive. Tra queste misure, rientra sicuramente l’anticipazione alla cassa depositi e prestiti ed il mutuo per la prima tranche di manutenzione stradale. L’anticipazione a CDP è uno strumento che consente all’Ente di mantenere gli attuali livelli sulla tempestività dei pagamenti con una riduzione degli interessi passivi. Infatti, al contrario dell’anticipazione di cassa con l’istituto tesoriere, l’anticipazione a CDP consente di avere una minore esposizione finanziaria nei confronti dei fornitori, le somme vengono versate in favore di questi ultimi al ricevimento dei fondi ed il comune può ripagarli entro l’anno non appena incassa ad un tasso d’interesse molto inferiore rispetto a quello praticato dal tesoriere. Allo stesso modo per le opere pubbliche non coperte da fondi europei, regionali o statali sono finanziate con un mutuo. Fino ad oggi, infatti, c’è stata una scarsa adozione di tali strumenti tant’è che nel corso dell’anno lo scrivente assessorato ha già comunicato ai vari responsabili la necessità di finanziare secondo i principi di equilibrio finanziario, spese correnti con fonti a breve e spese d’investimento con fonti a lungo termine.
  • Eccessiva pressione per oneri straordinari
Il fenomeno dei debiti fuori bilancio è abbondantemente trattato nel dup. È necessaria, così come previsto dal DUP la sottoscrizione di una polizza assicurativa e di un ufficio per la gestione dei sinistri/broker/legale/contenzioso che sia in grado di attivarsi tempestivamente per la gestione della controversia contrastando comportamenti opportunistici che appesantiscono inutilmente le casse dell’Ente riducendo gli indici di solvibilità finanziaria e capacità di spesa.
  • Assenza di aree produttive ed industriali
Molti comuni, anche limitrofi, traggono enormi benefici in termini finanziari derivanti dal gettito delle entrate IMU su tali aree. Il comune di Somma Vesuviana, invece, riscuote pochissime entrate da tale settore.    

Somma Vesuviana, consiglio comunale, il PD: “Voci contrastanti nella maggioranza””

  Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dalla segreteria del PD.     Il primo Consiglio Comunale, dopo l’emergenza virus, si è finalmente celebrato ieri dopo la “diserzione “ della prima convocazione di gran parte della maggioranza e dello stesso Sindaco Di Sarno. Assenze che evidenziano lo stato di malessere della stessa.  All’ordine del giorno c’erano temi importanti, atti programmatici essenziali per lo sviluppo della città quali il l’approvazione del documento unico di programmazione, e del bilancio. Un consiglio comunale convocato, peraltro, dopo il rimpasto della giunta operato, in un momento così critico e delicato. Nella maggioranza che governa il paese si sono levate voci contrastanti. Uno spettacolo indegno che manifesta l’inadeguatezza di un’amministrazione che, in una situazione di drammatica emergenza economica, non riesce a essere coesa, seria e disposta ad accantonare le solite logiche di potere.    Un’amministrazione che governa senza una visione della città.  Quali sono i suoi programmi di tutela e valorizzazione del nostro territorio? Quali sono i suoi programmi per la sicurezza e di sostegno alle fasce sociali più deboli? Quali sono le sue politiche per i giovani?  Il Partito Democratico non può non denunciare pubblicamente tale condotta che mortifica tutti i cittadini. Somma Vesuviana merita di meglio e di più. Occorre affrontare questa devastante emergenza in modo serio e programmato. Occorrono scelte che si inquadrino in una visione d’insieme della città, improntate a un reale cambiamento e che vadano incontro ai bisogni di tutti i cittadini. La Segreteria del Circolo PD di Somma Vesuviana  

Somma Vesuviana, il consigliere Rianna: “Bilancio e Dup da rivisitare alla luce della fase post Covid 19”

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione sull’ultima  seduta di consiglio comunale, la prima post Covid – 19, fattaci pervenire dal consigliere di opposizione Salvatore Rianna che ieri in assise ha nuovamente chiesto con forza al sindaco di intervenire per fare luce su quello che ha chiamato “buco nero”: il consorzio Gal Vesuvio Verde di cui fa parte anche Somma Vesuviana. Nell’intervento in consiglio Rianna ha fatto presente che il bilancio del Gal approvato lo scorso febbraio non è lo stesso fatto pervenire e poi esaminato dalla commissione Tributi di Somma Vesuviana. 
Di seguito il contributo del consigliere Rianna:
“Si torna in Consiglio Comunale, ad una parvenza di normalità. Ieri, a Somma Vesuviana si discuteva di Bilancio e Dup, il documento unico di programmazione. Ho espresso il mio voto contrario ma, dissensi a parte, entrambi devono essere rivisitati alla luce di quello che è accaduto e che accadrà d’ora in poi giacché sono stati approvati prima dell’emergenza Covid-19. In merito alla Tari, ho chiesto se l’Amministrazione, oltre all’abolizione della parte variabile per le utenze commerciali, avesse intenzione di estendere l’abolizione anche alle utenze domestiche. Ed ho inoltre chiesto, circa l’anticipazione di liquidità, che nel settore Servizi Sociali ci sia più puntualità nei pagamenti alle Coop che svolgono servizi essenziali. All’ordine del giorno c’era poi tra gli altri punti la revisione periodica delle partecipazioni e in merito ho invitato espressamente il Sindaco a interessarsi del Gal Vesuvio Verde, consorzio di cui fa parte il Comune di Somma Vesuviana. A breve provvederò̀ ad inoltrare una dettagliata interrogazione, ribadendo che finora, nel ruolo di Consigliere Comunale, non mi sono stati forniti i documenti richiesti, come le buste paga di due dipendenti. Per ora attendo a breve atti concreti, espressione della disponibilità̀ mostrata dall’Amministrazione Comunale che ha promesso di interessarsi alla vicenda. Infine, non ho potuto non far notare, sia pure scherzosamente, che a fronte di un’ordinanza con la quale il Comune di Somma Vesuviana ha aderito alle misure plastic free c’era uno schieramento di bottiglie “inquinanti” sui banchi del Consiglio Comunale. Fatti, non parole, per cortesia”.