Ladri all’assalto del supermercato Piccolo a Sant’Anastasia

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SANT’ANASTASIA – Tentato furto nella notte al supermercato “Piccolo” di Sant’Anastasia, nel Napoletano. L’obiettivo dei malviventi era il punto vendita situato nell’area periferica del comune vesuviano, ma il colpo è stato intercettato e bloccato prima ancora che potesse concretizzarsi.

Secondo quanto ricostruito, tre persone avrebbero raggiunto la struttura attraversando un terreno confinante con il capannone commerciale, sfruttando l’oscurità per non dare nell’occhio. Una volta giunti nei pressi dell’ingresso principale del supermercato, avrebbero tentato di forzare una delle porte utilizzando arnesi da scasso, con l’intenzione di introdursi all’interno e sottrarre merce.

Il piano, tuttavia, è saltato nel giro di pochi minuti. L’area del supermercato “Piccolo” di Sant’Anastasia è infatti sorvegliata a distanza attraverso un sistema di controllo attivo h24.

Accertata l’anomalia, sono state immediatamente attivate le procedure previste in caso di intrusione. L’intervento tempestivo e il sistema di dissuasione hanno messo in fuga i tre individui, che si sono allontanati prima di riuscire a entrare nel punto vendita.

Per il supermercato “Piccolo” di Sant’Anastasia si tratta del primo episodio di tentata effrazione sventato attraverso il sistema dei cosiddetti “guardiani virtuali”, un modello di sorveglianza che consente controllo continuo e risposta immediata in caso di pericolo.

L’attività commerciale ha potuto così proseguire regolarmente, senza danni né ammanchi. L’episodio conferma l’importanza dei sistemi di sicurezza integrati a tutela delle imprese del territorio, soprattutto nelle ore notturne, quando il rischio di intrusioni aumenta.

Boscofangone è un disastro: “Strada completamente allagata, ridotta a discarica abusiva”

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  Via Boscofangone a Nola, un asse viario ridotto ad un lago di fango, a seguito di ogni temporale, utilizzato al contempo come discarica per lo sversamento illegale di rifiuti di ogni tipo, tra cui amianto. Spazzatura che spesso viene bruciata da ignoti, causando così un doppio danno all’ambiente. È quanto denunciato pubblicamente dal deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli nel corso di un sopralluogo, effettuato con l’attivista ambientalista Fabio Armano, per verificare le condizioni della strada. “La Terra dei Fuochi – dichiarano Borrelli e Armano – non è mai finita in queste terre. Ci sono tanti sversamenti abusivi perché la quantità ingente di rifiuti da smaltire, scatena un forte interesse sia da parte di chi paga, che da parte di chi esegue materialmente gli sversamenti”. “La strada resta percorribile solo in teoria, dal momento in cui riescono a passarvi solo gli automezzi pesanti, arrecando un danno effettivo agli automobilisti di Cicciano e Camposano. Il canale dei regi lagni sottostante è completamente ostruito a causa dell’assenza di manutenzione. Il paradosso è che la strada è chiusa da un lato, da una massa d’acqua limacciosa, dall’altro dall’ingente quantità di rifiuti. Omessa manutenzione e pulizia delle strade e assenza di controllo hanno reso quest’arteria stradale una terra di nessuno. I criminali che inquinano non solo ci avvelenano ma peggiorano la qualità della vita. Continueremo a monitorare la situazione e chiediamo un’immediata risoluzione agli enti preposti affinché i rifiuti vengano rimossi al più presto, l’area bonificata e la normalità restituita ai cittadini”, concludono Borrelli e Armano.

Acerra, aggressione in Comune: ferito dipendente dopo lite con consigliere comunale

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  Tensione all’ufficio riscossioni, ferito un impiegato Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Roma, un episodio dai contorni ancora da chiarire si sarebbe verificato ad Acerra all’interno degli uffici che si occupano di riscossioni e pignoramenti per conto del Comune. La vicenda, ricostruita in queste ore, sarebbe collegata a un acceso confronto legato a un presunto pignoramento per tributi locali non versati. Stando alle prime indiscrezioni, un consigliere comunale di maggioranza si sarebbe recato presso gli uffici di via Guglielmo Marconi intorno a mezzogiorno. Per ragioni che restano oggetto di accertamento, il confronto con il personale presente sarebbe degenerato, dando luogo a momenti di forte tensione. Un impiegato di 26 anni, dipendente della società incaricata del servizio di riscossione, avrebbe riportato un trauma cranico-facciale, venendo successivamente trasportato al pronto soccorso della clinica Villa dei Fiori per le cure del caso. Non è ancora chiaro se altri dipendenti siano rimasti coinvolti né quale sia stata l’esatta dinamica dei fatti. Sul posto sarebbero intervenuti i carabinieri per raccogliere le prime testimonianze. Al momento, da quanto si apprende, non risulterebbero provvedimenti formali adottati, anche perché l’eventuale procedibilità dipenderebbe dalla presentazione di una denuncia. La vicenda, qualora confermata nei suoi aspetti più gravi, aprirebbe inevitabilmente un fronte delicato sotto il profilo istituzionale. Tuttavia, sarà necessario attendere gli sviluppi investigativi per chiarire responsabilità e contorni dell’accaduto.

Ricercato per truffe, 18enne stanato a casa della suocera a Sant’Anastasia

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Si era rifugiato lontano dalla città dove era stato emesso il provvedimento cautelare, convinto forse di poter sfuggire ai controlli. Ma la sua permanenza nel Napoletano è durata poco. Un ragazzo di appena 18 anni, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Tribunale di Milano per una serie di truffe ai danni di persone anziane, è stato rintracciato e arrestato a Sant’Anastasia dai carabinieri della locale Stazione.

Il giovane, secondo quanto ricostruito, si era allontanato dalla Lombardia per trovare riparo in Campania. Aveva scelto come nascondiglio l’abitazione della madre della propria fidanzata, una donna di 46 anni, priva di precedenti penali, che lo avrebbe accolto per proteggere la figlia e nella convinzione di offrirgli un sostegno.

Le indagini dei militari, avviate subito dopo l’emissione del provvedimento restrittivo, hanno permesso di circoscrivere l’area in cui il 18enne poteva trovarsi. Questa mattina i carabinieri hanno bussato alla porta dell’abitazione individuata, ponendo fine alla sua irreperibilità.

Il ragazzo è ritenuto coinvolto in episodi di raggiro nei confronti di anziani, una tipologia di reato purtroppo sempre più diffusa e che colpisce persone particolarmente vulnerabili. Dopo le formalità di rito, il giovane è stato trasferito all’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La vicenda riaccende l’attenzione sul fenomeno delle truffe agli anziani, che negli ultimi anni ha assunto proporzioni significative, spesso con modalità ben organizzate e con il coinvolgimento di ragazzi giovanissimi reclutati per mettere a segno i colpi.

Dagli emergenti alle star: Napoli conquista Sanremo, ecco i “nostri” al festival

Ieri è iniziato il 76º Festival di Sanremo e la quota Napoli è presente, con ben 5 artisti in gara provenienti dalla nostra terra

Il Festival della canzone italiana è l’evento musicale più atteso dell’anno e quest’anno, tra i 30 artisti protagonisti, 5 sono campani: Luchè, Sal Da Vinci, Samurai Jay e LDA & Aka 7even.

In ordine di uscita, il primo ad essersi esibito è Luchè, classe ‘81, con il suo pezzo “Labirinto”: canzone d’amore atipica, che racconta le emozioni e le sensazioni che occupano ossessivamente la mente in relazioni tossiche e complicate.

Inizia il suo percorso musicale nel ‘97 nel duo i Co’Sang con il rapper Ntò, sciolto successivamente nel 2012. Nel 2019 ha fondato l’etichetta discografica indipendente BFM Music e nel maggio 2025 ha pubblicato il suo sesto album solista “Il mio lato peggiore”.

Come 11º artista si è esibito Samurai Jay, pseudonimo di Gennaro Amatore, rapper di Mugnano che calca per la prima volta il palco di Sanremo con la canzone “Ossessione”. Parla di un’ossessione sana, che è il motore che muove tutte le persone ambiziose. Come dice l’artista, può essere l’ossessione per la musica, per la vita, per una donna.

Samurai Jay ha conquistato il pubblico negli ultimi 5 anni, arrivando ad essere uno dei personaggi più interessanti nella scena urban partenopea.

Sal Da Vinci torna dopo ben 17 anni al Festival di Sanremo con “Per sempre sì”, pezzo che ha già conquistato il pubblico del web. Dopo la sua “Rossetto e caffè”, successo strepitoso della scorsa estate, porta una canzone che parla di un’amore che si rinnova giorno dopo giorno, nonostante le difficoltà. Iconica la sua gioia per la musica e per la vita che ha subito rapito il pubblico, guadagnandosi una standing ovation.

Ultimi, in ordine di uscita, sono LDA & Aka 7even. Due cantanti emergenti con la passione per la musica, accomunati dall’esperienza in TV nel programma di Canale 5 di Maria De Filippi “Amici”. Con la loro “Poesie Clandestine” parlano di un amore intenso e carnale ma fuggevole e passeggero.

Entrambi campani, Aka 7even di Vico Equense e LDA di Napoli, hanno omaggiato la loro terra citando uno dei luoghi più affascinanti di Napoli “Napoli sotterranea”, paragonando una donna a questa: “Bella da farmi mancare l’aria, tu sei Napoli sotterranea”.

Con questi 5 artisti si intuisce quanto la musica napoletana si stia facendo spazio nel panorama italiano. Intanto una città intera rimane con il fiato sospeso, sperando di vedere come vincitore chi canta Napoli.

I tentacoli del clan sull’ospedale: certificati, controllo bar e favori. Tre arresti, uno è ricercato

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I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di quattro soggetti ritenuti gravemente indiziati dei reati di associazione di tipo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio. Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di tre indagati, mentre per un quarto soggetto le operazioni sono tuttora in corso. Le indagini, originate dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, avrebbero consentito di accertare numerose e redditizie attività illecite poste in essere da affiliati al clan Contini all’interno dell’ospedale San Giovanni Bosco, rese possibili dalla forza intimidatrice del sodalizio criminale. In particolare, è emerso che il clan, mediante minacce ed estorsioni ai danni dei dirigenti della struttura sanitaria, rapporti collusivi con pubblici ufficiali e intestazioni fittizie, avrebbe gestito di fatto i servizi di bar e buvette, nonché i distributori automatici di snack e bevande presenti all’interno del nosocomio. Tali attività sarebbero state esercitate in assenza delle necessarie autorizzazioni, senza il pagamento dei canoni di locazione dovuti all’ASL e mediante l’abusivo utilizzo delle utenze dell’ospedale, con conseguente ingiustificato aggravio per le finanze dell’Ente. Dalle attività investigative è emerso inoltre che, attraverso un’associazione operante nel settore dei servizi di ambulanza e grazie alla complicità di personale sanitario e parasanitario, di addetti alla vigilanza privata e di dipendenti di altre ditte operanti all’interno dell’ospedale – talvolta anche mediante condotte di violenza e minaccia nei loro confronti – sarebbero stati garantiti illeciti favori ad esponenti del clan e di altre consorterie ad esso collegate. Tra questi figurano ricoveri ospedalieri effettuati in violazione delle procedure di accesso, il rilascio di certificazioni mediche false anche per ottenere scarcerazioni illegittime e il trasporto illegale di salme in ambulanza anziché tramite servizi funebri autorizzati. Avvalendosi della collaborazione di medici e professionisti compiacenti, gli indagati avrebbero inoltre realizzato, nell’interesse del clan Contini, numerose truffe ai danni di compagnie assicurative, simulando sinistri stradali. Le frodi sarebbero state attuate tramite il reclutamento di falsi testimoni appositamente retribuiti e la redazione di perizie mendaci. Tra i destinatari del provvedimento figura un avvocato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa il quale, mettendo stabilmente le proprie competenze professionali al servizio del sodalizio, avrebbe veicolato informazioni da e verso ambienti carcerari, in particolare in relazione alle somme di denaro (c.d. “mesate”) destinate ai familiari degli affiliati. Lo stesso avrebbe inoltre fornito consulenze finalizzate al mantenimento e all’incremento delle ricchezze accumulate dal clan, contribuito alla realizzazione delle truffe assicurative reinvestendone i proventi nell’acquisto di beni di valore (immobili, autovetture e quadri d’autore) e svolto, infine, il ruolo di intermediario con pubblici ufficiali infedeli per l’acquisizione di informazioni riservate, in un rapporto di stretta e stabile compenetrazione con l’organizzazione criminale. Il provvedimento eseguito costituisce una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione e i cui destinatari sono persone sottoposte a indagini e, pertanto, da ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Design, sostenibilità e innovazione: Melaverde Italia brilla alla Fiera Milano

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Si è conclusa con un clamoroso successo la Fiera Milano per l’azienda Melaverde Italia Srl, che si è svolta dal 22 al 25 gennaio, attirando visitatori e rivenditori da ogni angolo del pianeta. L’evento ha rappresentato un’importante piattaforma per il business, favorendo scambi commerciali e promuovendo innovazioni nel settore. Melaverde Italia Srl è un’azienda specializzata nella produzione di ceramica, articoli da regalo e bomboniere, con un forte focus sulla qualità e sul design. Fondata con la missione di offrire prodotti unici e artigianali, Melaverde si distingue per l’attenzione ai dettagli e l’uso di materiali di alta qualità. Alla guida due giovani imprenditori, da ben oltre 12 anni ormai si impegnano a combinare tradizione e innovazione nel design dei loro prodotti. Ogni articolo è pensato per evocare emozioni e raccontare storie, rendendo ogni pezzo un vero e proprio oggetto d’arte. La direzione aziendale è attenta anche alla sostenibilità, utilizzando processi produttivi eco-friendly e materiali riciclabili, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale. Melaverde Italia Srl distribuisce i suoi prodotti attraverso rivenditori specializzati, negozi di articoli da regalo e online, raggiungendo una clientela sia nazionale che internazionale. In un mercato in continua evoluzione, Melaverde Italia punta a innovare continuamente, introducendo semestralmente nuove linee di prodotto e ampliando la propria offerta per soddisfare le esigenze dei clienti. L’obiettivo di visibilità del brand è stato ampliamento raggiunto e le ulteriori iniziative in programma mirano alla realizzazione di una espansione geografica internazionale e al potenziamento della piattaforma di vendita online attraverso campagne di marketing mirate.

Nola in pellegrinaggio davanti casa di Domenico tra fiori e lettere. Indagine ad una svolta

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Un pellegrinaggio silenzioso, composto, carico di lacrime e di biglietti scritti con la grafia incerta dei bambini. È questa l’immagine che accompagna le ore più difficili per la famiglia del piccolo Domenico, il bimbo di due anni e mezzo scomparso dopo un delicato intervento di trapianto cardiaco. Davanti alla sua abitazione, a Nola, si susseguono persone di ogni età: c’è chi lascia un mazzo di fiori, chi un peluche, chi una letterina infilata tra i nastri colorati, chi una maglia di calcio col suo nome e il numero infinito. Tutti in attesa dell’ultimo saluto.

La comunità si è stretta attorno ai genitori con una partecipazione che va oltre il semplice cordoglio. Non ci sono clamori, solo un continuo via vai di cittadini che si fermano qualche istante, fanno il segno della croce e restano in silenzio. Un gesto collettivo che racconta lo smarrimento e la vicinanza a una famiglia travolta da una tragedia che ha colpito l’intero territorio.

Intanto, sul piano giudiziario, l’attenzione resta altissima. La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per chiarire ogni passaggio legato al trapianto. Al centro delle verifiche ci sono le modalità di conservazione e trasporto del cuore proveniente dall’ospedale di Bolzano e destinato al presidio napoletano specializzato in cardiochirurgia pediatrica. Dalle indagini come rivelato da Repubblica nell’edizione di oggi, emerge che il cuore del piccolo sarebbe stato trasportato in un contenitore per alimenti “Giò Style” invece che in un box tecnicamente evoluto come il modello Paragonix, suggerito dal protocollo.

Gli inquirenti stanno ricostruendo con precisione la catena delle responsabilità: dalla fase dell’espianto fino all’intervento sul bambino. Secondo quanto emerso, l’organo avrebbe subito un danneggiamento riconducibile alle condizioni di conservazione durante il trasferimento. Un elemento che dovrà essere accertato con esattezza attraverso consulenze tecniche e l’autopsia, che sarà eseguita con la formula dell’incidente probatorio davanti al giudice.

Le verifiche coinvolgono le équipe mediche impegnate nelle diverse fasi e il personale sanitario che ha avuto un ruolo nella preparazione del contenitore per il trasporto. Gli investigatori stanno acquisendo documentazione e ascoltando i soggetti interessati per comprendere se siano state rispettate le linee guida previste per la tutela degli organi destinati ai trapianti.

Mentre le indagini proseguono e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi opportune, a Nola resta il silenzio dei fiori e delle preghiere. Un’intera comunità attende di poter salutare Domenico, stringendosi attorno ai suoi genitori in un dolore che oggi non conosce risposte, ma solo una profonda, condivisa commozione.

Acerra, “Custodire Voci e Volti Umani”: un dibattito sull’informazione al servizio dell’uomo

Nella Biblioteca vescovile di Acerra l’incontro con l’Ordine dei Giornalisti Campania su come il giornalismo locale possa essere strenuo difensore di verità e di umanità in un territorio complesso. L’associazione stampa cattolica della Campania (UCSI) e l’Ordine Regionale dei Giornalisti della Campania (ODGC), in collaborazione con l’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Acerra, hanno promosso e svolto in data 21 febbraio 2026 l’incontro dal titolo Custodire voci e volti umani.  Partendo da una citazione di Papa Leone XIV, durante questo interessante seminario, tenutosi presso la Biblioteca Vescovile di Acerra, i relatori hanno messo in evidenza l’importanza della comunicazione sociale, anche in vista di una prospettiva digitale, maggiormente fruibile per le nuove generazioni. Il seminario ha trattato come focus centrale l’operato dei giornalisti come un’informazione costante e trasparente al servizio dell’uomo. I relatori presenti al seminario sono stati: il magistrato Domenico Airoma, Procuratore della Repubblica di Napoli Nord; monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra. Introduzione con canto e poesia per la pace a cura dei ragazzi del Centro diurno per minori Mariapia Messina. Saluti di Antonio Pintauro, direttore Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Acerra e vicepresidente UCSI Campania. Assenti per salute Ottavio Lucarelli, presidente dell’ ODG Campania e don Tonino Palmese, assistente spirituale Ucsi Campania. Ha moderato il giornalista di Rai 3 Campania Guido Pocobelli Ragosta. Il primo relatore a prendere la parola è stato il Procuratore Airoma che ha messo in luce quanto siano importanti l’accuratezza, la trasparenza, la verità e la chiarezza di tutte le informazioni trasmesse dagli articoli giornalistici, consigliando agli addetti ai lavori, presenti in sala, non solo di essere dapprima scrupolosi su ciò che viene detto, ma di avere cura di ogni singola informazione che viene espressa tramite un articolo giornalistico. E’ fondamentale necessariamente la qualità e la differenziazione dalle numerose fake news presenti sul web.
Canto e poesia per la pace
Il Procuratore ha messo, poi, in evidenza anche il costante ed attuale divorzio tra le parole ed il loro significato che avviene sui social media, quando vengono soprattutto espresse numerose idee ed informazioni con estrema velocità e talvolta con superficialità. E’vitale anche dare voce ai volti che sono stati vittime della Terra dei Fuochi ed a qualunque negligenza avvenuta sul territorio di Acerra e delle città limitrofe. Non bisogna tacere. Ha preso, poi, parola il vescovo Mons. Antonio Di Donna, che dopo aver confermato le parole del Procuratore – in relazione ai contenuti superficiali che talvolta vengono proposti – ha precisato che la funzione dei giornalisti è quello di puntare in alto con contenuti scorrevoli e di qualità, talvolta anche utilizzando video-articoli di pochi minuti, ma di veri valori. Sua Eccellenza ha sottolineato quanto sia importante l’alleanza tra due elementi: da una parte la mente dell’Essere Umano che rappresenta la competenza; e dall’altra i social media che rappresentano la velocità. E’ vitale saperli gestire con cura sia nella Fede che nell’erogazione dei contenuti. Il seminario si è concluso con l’idea comune che nella stesura di un articolo giornalistico ci debba essere un elogio ed una accuratezza per le emozioni, per la ragione, per la lentezza, per il pensiero critico-divergente e per la connessione mente-cuore. Tutti questi elementi danno un’idea di sicurezza e di completezza per chi legge e chi continua a voler essere aggiornato sulle notizie del territorio. (*Articolo nato in collaborazione con la collega giornalista Ivana Murolo di Marigliano, esperta di Lingue, Comunicazione & NeuroMarketing)    

Somma Vesuviana, auto bruciata da mesi in via Seggiari diventa una discarica

Un’auto completamente bruciata, abbandonata dalla scorsa estate, è diventata il simbolo del degrado in via Prima Traversa Seggiari. 
L’episodio risale  all’estate scorsa,  quando il veicolo prese fuoco.  Sul luogo intervennero allora i Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale, che transennarono l’area con del nastro segnaletico. “Si vide anche un carro attrezzi, ma- racconta una residente del posto-  non l’ha mai portata via. Non si è capito perché”.
Da allora, la carcassa del veicolo è rimasta lì. Da auto incendiata a punto di accumulo rifiuti
Col passare dei mesi, la situazione è ulteriormente peggiorata. La macchina, ormai ridotta a uno scheletro carbonizzato, è diventata un ricettacolo di rifiuti. Sacchi dell’immondizia e materiali di vario genere vengono abbandonati dentro e attorno al veicolo.
“Oltre a essere un obbrobrio, adesso- continua la signora-  è diventata una discarica. La stanno riempiendo di spazzatura. Noi già stiamo messi male  in questa zona, dove quando piove si allaga  ”.
Il problema si inserisce in un contesto già critico. Via Prima Traversa Seggiari, infatti, è soggetta ad allagamenti: in caso di pioggia intensa la strada si trasforma in un vero e proprio corso d’acqua, rendendo difficoltoso perfino uscire di casa.
Secondo quanto riferito, la situazione sarebbe nota alle istituzioni. In passato i residenti si erano già rivolti all’amministrazione comunale, prima al sindaco e successivamente al commissario subentrato, ma il veicolo è ancora lì.
La richiesta dei cittadini è chiara: rimuovere definitivamente l’auto e ripristinare condizioni minime di decoro e sicurezza nella zona. “Non ci interessa fare polemica, ma vogliamo solo che venga tolta. È lì da mesi. È pericolosa, è brutta da vedere ed è diventata una discarica”.
I residenti attendono ora un intervento concreto da parte delle autorità competenti.