Pomigliano: si apre voragine, bus turistico resta incastrato

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Pomigliano d’Arco, si apre voragine su primaria arteria di collegamento e bus turistico in transito con passeggeri a bordo rimane incastrato. A darne notizia il deputato Borrelli sui suoi canali social. Europa Verde “Scampata strage, residenti  denunciano allarme sicurezza e viabilità, strada chiusa e disagi”

L’episodio si è verificato nella serata di ieri intorno alle 22:00 in via Pratola Ponte a Pomigliano D’Arco, importante arteria di collegamento con i comuni limitrofi. Un bus turistico con a bordo un nutrito gruppo di ragazzi diretti a una festa di compleanno è rimasto incastrato nella voragine apertasi improvvisamente larga 40 centimetri e lunga circa 25 metri. A darne notizia il deputato Borrelli sui suoi canali social. “ Il tratto interessato dalla voragine già sei mesi fa era stato interdetto al traffico per un rialzamento anomalo della fogna attribuito a una perdita d’acqua. Dopo sei mesi lo stesso tratto sprofonda e si rischia una strage. I residenti avevano già manifestato perplessità sulla qualità degli interventi di messa in sicurezza della strada. Va anche precisato che non era stato ripristinato il manto stradale, e una strada primaria non va restituita alla cittadinanza in quelle condizioni. Il comune oggi minimizza l’entità del danno e solo le indagini diranno  se i lavori precedenti  siano stati eseguiti con la dovuta attenzione e verranno stabilite la responsabilità delle parti coinvolte. I residenti denunciano una situazione di grande  allarme sia dal punto di vista della sicurezza che dalla viabilità”. Lo hanno dichiarato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Allenza Verdi Sinistra; Rosario Visone, coordinatore regionale di Europa Verde e Carmine D’Onofrio, portavoce Europa Verde Pomigliano che continuano a monitorare la situazione.

 

Edenlandia riapre dopo la chiusura del 7 marzo

“Il nostro cuore è tornato a battere” le parole di Vorzillo sulla riapertura di “Edenlandia” di oggi 7 marzo 2025 La chiusura forzata dello scorso 7 marzo dovuta a problemi legati alla manutenzione è terminata. Lo ha annunciato Gianluca Vorzillo, gestore del parco divertimenti di Fuorigrotta “Il nostro cuore è tornato a battere. Si era fermato il 7 marzo. Nonostante tutto, non abbiamo mai smesso di crederci e di prenderci cura del parco. Abbiamo continuato a lavorare per migliorarlo, perché è la casa di ogni bambino. Sabato 22 marzo riapriremo le porte e vi promettiamo che sarà un giorno speciale. Abbiamo un regalo per tutti voi. Il battito è tornato, le giostre vi aspettano”, ha dichiarato Vorzillo per annunciare la riapertura. Il parco ha riaperto questa mattina, 22 marzo, alle ore 10 fino a mezzanotte, offrendo super sconti e un braccialetto al prezzo di 10 euro per accedere illimitatamente a tutte le giostre storiche riattivate, Si tratta di 6 attrazioni totali per il momento: Trenino, Castello Lord Sheidon, Happy Swing, Autoscontro, Festival delle Beffe e West Valley

Zio e nipote arrestati con droga e cellulari dopo irruzione in piazza

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  NOLA – Continuano i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare i fenomeni di detenzione abusiva di armi e traffico di sostanze stupefacenti. Nella serata di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 34enne nolano ed un 57enne di Liveri, con precedenti di polizia, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. In particolare, gli agenti del Commissariato di Nola, nell’ambito dei servizi all’uopo predisposti, nel transitare in piazza Sant’Antonio Abate a Nola, hanno notato due soggetti confabulare, con fare guardingo, nei pressi dell’atrio di uno stabile; uno di questi, identificato poi per il 34enne, accortosi della presenza degli operatori ha consegnato all’altro soggetto, identificato poi per il 57enne, un bilancino di precisione, un involucro ed un telefono cellulare per poi rifugiarsi, entrambi e in luoghi differenti, all’interno del palazzo. I poliziotti, tempestivamente intervenuti, hanno raggiunto il 34enne trovandolo in possesso di 1.290 euro, suddivisi in banconote di diverso taglio mentre, ben occultati nel retro di un congelatore posto nell’atrio, gli operatori hanno rinvenuto uno zaino in cui vi erano 2 contenitori in metallo contenenti cocaina, 14 involucri già confezionati della stessa sostanza, 6 telefoni cellulari, un coltello con lama di 20 centimetri, un taglierino con lama intrisa di sostanza stupefacente, 3 bilancini di precisione e diverso materiale per il confezionamento della droga. Il 57enne, che nel frattempo aveva tentato invano di rifugiarsi all’interno di una piccionaia in stato di abbandono all’interno dello stabile, è stato anch’egli raggiunto e bloccato dagli operatori mentre era intento ad occultare, dietro una trave, un contenitore in metallo contenente 8 involucri di cocaina, una stecca di hashish ed un telefono cellulare. La sostanza stupefacente rinvenuta è risultata essere hashish per un peso complessivo di 18 grammi e cocaina di 74 grammi. Per tali motivi, i prevenuti sono stati tratti in arresto dal personale operante.

Sant’Anastasia, sindaco perde le staffe in aula: consigliere denuncia offese e minacce

SANT’ANASTASIA – Il consigliere comunale di Sant’Anastasia, Mariano Caserta, ha denunciato pubblicamente un episodio di aggressione verbale e intimidazione avvenuto durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale. In un lungo post pubblicato sui social, Caserta ha raccontato quanto accaduto, puntando il dito contro il sindaco e sottolineando la necessità di una presa di distanza collettiva da simili comportamenti.

Secondo quanto riportato dal consigliere, l’episodio si sarebbe verificato nel corso di un dibattito sulle politiche sociali. Caserta ha spiegato di aver sollevato alcune criticità segnalate dai cittadini riguardo ai disservizi del settore, dando il via a un confronto con l’assessore competente. Il dibattito, a suo dire, si è svolto in modo civile e rispettoso fino a quando il sindaco non sarebbe intervenuto, abbandonando la discussione sui contenuti per passare all’attacco personale con offese e minacce. “Non è la diversità di vedute il problema, quello fa parte della democrazia e del confronto politico”, ha dichiarato Caserta. “Ciò che non è ammissibile è l’atteggiamento del sindaco che, quando si trova in difficoltà sui temi, sugli sprechi e sulla questione legale, passa all’insulto, alla minaccia e all’aggressione verbale”. Il consigliere ha inoltre espresso preoccupazione per il clima politico della città, evidenziando come episodi del genere possano allontanare le “persone perbene” dall’impegno politico. “Come possiamo coinvolgere cittadini onesti se chi si candida deve accettare di essere infangato e aggredito? Come può una persona perbene scegliere di impegnarsi se deve subire intimidazioni pubbliche da chi non ha nemmeno i titoli per parlare di legalità?”, ha scritto. Caserta ha concluso il suo intervento annunciando che continuerà a denunciare quanto accade, rivolgendosi anche agli organismi sovracomunali per segnalare queste “distorsioni sistematiche”. Allo stesso tempo, ha lanciato un appello alla classe dirigente locale affinché prenda una posizione netta contro atteggiamenti che minano il confronto democratico. L’episodio solleva interrogativi sul clima politico a Sant’Anastasia e sulla necessità di un maggiore rispetto istituzionale all’interno del Consiglio Comunale. Resta da vedere se ci saranno reazioni ufficiali da parte della maggioranza o delle autorità competenti.  

Corso di formazione per giornalisti su “Quotidiani online e garanzia di corretta informazione”

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“Quotidiani online e garanzia di corretta informazione”, è il tema del corso di formazione professionale per giornalisti promosso dall’Associazione Giornalisti Vesuviani “Carmine Alboretti”, dall’Ordine dei giornalisti della Campania, e dal quotidiano online Il Mediano, che si terrà sabato 5 aprile, dalle ore 9:00 alle ore 13:00 presso la Tenuta San Sossio, in via San Sossio, 1, Somma Vesuviana. Il corso deontologico, con attribuzione di sei crediti formativi, affronta il tema dell’osservanza etica sul web a partire dal nuovo codice deontologico in vigore dal prossimo primo giugno. Codice che contiene numerose innovazioni, tra cui un articolo dedicato all’intelligenza artificiale. Interverranno quali relatori: Roberto Napoletano, direttore del quotidiano Il Mattino, Gianni Del Vecchio, condirettore quotidiano online Huffpost, Enrico Deuringer, presidente del consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Maurizio De Santis del quotidiano online Fanpage, Carmela D’Avino, direttrice del quotidiano online Il Mediano. I lavori, moderati da Lino Zaccaria, giornalista e scrittore, saranno introdotti dai saluti di Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, e di Antonio d’Errico, presidente dell’Associazione Giornalisti Vesuviani “Carmine Alboretti”. È obbligatoria la prenotazione sulla piattaforma www.formazionegiornalisti.it a partire dal 22 marzo e fino a esaurimento posti.

Ciarambino: a Pomigliano una “caccia alle streghe” ai danni della città

Pomigliano. Riceviamo e pubblichiamo:  Ciarambino: a Pomigliano una “caccia alle streghe” ai danni della città. «Dopo aver sprecato denaro dei cittadini di Pomigliano per ricorsi e denunce contro l’ex sindaco, l’ex segretario comunale e lo stesso ex comandante della polizia municipale, poi finiti in un nulla di fatto, con la sospensione per 3 mesi dal servizio senza stipendio di Luigi Maiello, “reo” di aver dato vita ad una vera e propria guerra contro abusivismo e criminalità quando era alla guida dei caschi bianchi, sembra compiersi l’ennesima vendetta di questa amministrazione comunale – dichiara Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale e componente del Gruppo Misto – Sorprende anche che il sindaco Russo, quello della infelice frase “la camorra a Pomigliano non esiste”, non abbia voluto commentare e spiegare in maniera chiara ed inequivocabile alla cittadinanza i motivi della decisione che hanno messo all’angolo l’attuale dirigente dell’Ufficio anagrafe – continua Ciarambino – Appare evidente che a Pomigliano, nella mia città, è in corso una “caccia alle streghe” dove a pagarne le conseguenze sono soltanto i cittadini onesti. E purtroppo l’elenco dei tentativi di smantellare quanto fatto dalla precedente amministrazione è più lungo e ancora più penalizzante per la città: dalla volontà di localizzare l’ospedale di comunità in un sito diverso da quello individuato alle variazioni del tracciato stradale della bretella per smaltire il traffico su via Roma, rallentamenti procedurali che con ogni probabilità ci porteranno a perdere l’uno e l’altra. Persino gli alberelli piantati dalla vecchia amministrazione su via Gandhi non sono sopravvissuti alla furia di cancellare tutto il buono realizzato dai predecessori» conclude Ciarambino.

Finisce con lo scooter contro un camion: muore a 21 anni

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VOLLA – Un giovane di 21 anni di origine moldava ha perso la vita nella serata di mercoledì 20 marzo in seguito a un grave incidente stradale avvenuto a Volla. Il ragazzo, che viaggiava in scooter, si è scontrato frontalmente con un camion lungo via Palazziello, nei pressi del civico 108, vicino a un’attività di noleggio auto.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118. Le condizioni del giovane sono apparse subito disperate: trasportato d’urgenza in codice rosso all’Ospedale del Mare, è deceduto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di ricostruzione. Dai primi accertamenti, sembra che l’impatto sia stato frontale, ma resta da chiarire se siano coinvolti altri veicoli o se il giovane abbia perso il controllo del mezzo. Illeso, invece, il conducente del camion.

I carabinieri della sezione radiomobile di Torre del Greco sono incaricati delle indagini. Entrambi i veicoli sono stati posti sotto sequestro, mentre la salma del 21enne è a disposizione dell’autorità giudiziaria per eventuali accertamenti, compresa l’autopsia.

Bambina porta regali al cimitero al nonno defunto e ladro li porta via dalla tomba

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PALMA CAMPANIA: decine di rosari, statuette e una penna donata da una bambina al nonno defunto. Il furto di un 42enne nel cimitero. Denunciato dai Carabinieri Facendo un rapido inventario di quanto raccolto dal 42enne cingalese denunciato dai Carabinieri di Palma Campania, viene da chiedersi perché. Soprattutto conoscendo il luogo dove l’uomo è stato beccato. I militari lo trovano chinato su una tomba. E’ nel cimitero di Palma Campania e non sta pregando per i suoi defunti ma smontando dal suo basamento, una statua di Padre Pio di 30 centimetri. Tutta d’argento. Il 42enne non tenta nemmeno la fuga, si arrende all’evidenza. I militari perquisiscono il suo zaino e scoprono che dalle altre sepolture erano state portate via collanine, medagliette, alcune statuette e addirittura una penna rosa con un pupazzo, probabilmente donata da una bimba al nonno defunto. E ancora, una quarantina di rosari senza valore materiale ma enorme peso affettivo. Su uno di questi anche una medaglietta con una foto di famiglia ingiallita. Il 42enne è stato denunciato. Tutti gli oggetti recuperati saranno sistemati al loro posto.

Caso Huawei 5G, i retroscena dell’arresto della collaboratrice di Martusciello: le fatture da 46mila euro

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Un’operazione scattata mercoledì sera ha portato all’arresto di Lucia Simeone, 47 anni, di Ercolano, fermata in un albergo di Marcianise su ordine della magistratura federale belga. Il mandato di cattura rientra in un’indagine sulla presunta corruzione legata all’espansione della tecnologia 5G in Europa da parte di Huawei.

L’allarme è stato lanciato dalla questura di Caserta intorno alle 23, quando un alert ha segnalato la presenza della donna in un B&B di Santa Maria Capua Vetere. Ex collaboratrice dell’eurodeputato di Forza Italia Fulvio Martusciello, Simeone è ora detenuta a Secondigliano con accuse di associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio.

Al centro dell’inchiesta vi sono due fatture, per un totale di quasi 46mila euro, che sarebbero state usate per mascherare pagamenti illeciti a favore di alcuni eurodeputati. L’accusa ipotizza che Simeone abbia ricevuto parte di questi fondi per sé o per trasferirli a terzi.

L’indagine coinvolge anche i lobbisti Valerio Ottati e Nuno Wahnon Martins, ritenuti i promotori della lettera del 10 febbraio 2021, con la quale si chiedeva maggiore apertura del mercato europeo alla tecnologia 5G. Proprio Wahnon Martins avrebbe disposto bonifici sospetti, tra cui mille euro destinati a Simeone e altri pagamenti verso Martusciello.

L’eurodeputato non è formalmente indagato e ha respinto ogni accusa, negando di aver ricevuto vantaggi illeciti. Il suo nome, però, compare anche in un’altra indagine belga su presunte irregolarità nei rimborsi spese parlamentari.

Lucia Simeone sarà interrogata domani dalla Corte d’Appello per chiarire la sua posizione. Il suo avvocato, Antimo Giaccio, sottolinea che la sua cliente era solo una segretaria con compiti esecutivi.

Dopo il Qatargate, un altro scandalo scuote le istituzioni europee e coinvolge l’Italia.

Droga in carcere, 9 arresti e 30 indagati: mogli complici dei detenuti

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Il carcere ‘Giovan Battista Novelli’ di Carinola si era trasformato in un centro di spaccio, con detenuti che organizzavano il traffico di droga grazie al supporto dei loro familiari all’esterno. Un’operazione condotta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ha portato all’arresto di 9 persone, mentre altre 30 risultano indagate.

Gli arrestati si trovano principalmente tra Acerra, Pomigliano d’Arco e altre città dell’area napoletana, da cui provenivano i soggetti chiave della rete criminale. Le misure cautelari hanno colpito cinque persone con la detenzione in carcere:

  • Beniamino Cipolletta (Acerra)
  • Olindo Cipolletta (Pomigliano d’Arco)
  • Angelo Morgillo (Casalnuovo di Napoli)
  • Emilio Di Monda (Caivano)
  • Ivan Ponticelli (Napoli)

Ai domiciliari invece sono finiti:

  • Antonietta Bruno (Acerra)
  • Lucia Esposito (Pomigliano d’Arco)
  • Maria Limatola (Napoli)
  • Patrizia Esposito (Casoria)

Un business criminale che partiva da Acerra e Pomigliano

Secondo gli inquirenti, il traffico era orchestrato principalmente da soggetti originari di Acerra e Pomigliano d’Arco, che gestivano l’ingresso della droga nel carcere e il successivo smercio tra i detenuti. L’organizzazione sfruttava diversi metodi per introdurre la droga:

  • Pacchi destinati ai detenuti con stupefacenti nascosti tra gli alimenti
  • Consegne durante i colloqui con i familiari
  • Pagamenti effettuati con carte prepagate o pacchetti di sigarette

L’indagine, partita da segnalazioni interne della polizia penitenziaria, ha permesso di intercettare conversazioni tra detenuti e complici all’esterno, ricostruendo il giro di affari illecito che andava avanti da mesi.

L’elenco completo degli indagati

Le forze dell’ordine hanno identificato altri 30 indagati, molti dei quali originari dell’hinterland napoletano. L’inchiesta ha permesso di documentare l’uso illecito di telefoni in carcere, minacce tra detenuti e il coinvolgimento di più persone nell’attività di spaccio.

Il caso resta aperto e gli inquirenti continuano le indagini per chiarire eventuali ulteriori responsabilità. Nel frattempo, le misure cautelari già eseguite hanno interrotto almeno temporaneamente il traffico di droga all’interno della struttura.