Un’operazione scattata mercoledì sera ha portato all’arresto di Lucia Simeone, 47 anni, di Ercolano, fermata in un albergo di Marcianise su ordine della magistratura federale belga. Il mandato di cattura rientra in un’indagine sulla presunta corruzione legata all’espansione della tecnologia 5G in Europa da parte di Huawei.
L’allarme è stato lanciato dalla questura di Caserta intorno alle 23, quando un alert ha segnalato la presenza della donna in un B&B di Santa Maria Capua Vetere. Ex collaboratrice dell’eurodeputato di Forza Italia Fulvio Martusciello, Simeone è ora detenuta a Secondigliano con accuse di associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio.
Al centro dell’inchiesta vi sono due fatture, per un totale di quasi 46mila euro, che sarebbero state usate per mascherare pagamenti illeciti a favore di alcuni eurodeputati. L’accusa ipotizza che Simeone abbia ricevuto parte di questi fondi per sé o per trasferirli a terzi.
L’indagine coinvolge anche i lobbisti Valerio Ottati e Nuno Wahnon Martins, ritenuti i promotori della lettera del 10 febbraio 2021, con la quale si chiedeva maggiore apertura del mercato europeo alla tecnologia 5G. Proprio Wahnon Martins avrebbe disposto bonifici sospetti, tra cui mille euro destinati a Simeone e altri pagamenti verso Martusciello.
L’eurodeputato non è formalmente indagato e ha respinto ogni accusa, negando di aver ricevuto vantaggi illeciti. Il suo nome, però, compare anche in un’altra indagine belga su presunte irregolarità nei rimborsi spese parlamentari.
Lucia Simeone sarà interrogata domani dalla Corte d’Appello per chiarire la sua posizione. Il suo avvocato, Antimo Giaccio, sottolinea che la sua cliente era solo una segretaria con compiti esecutivi.
Dopo il Qatargate, un altro scandalo scuote le istituzioni europee e coinvolge l’Italia.



