Il carcere ‘Giovan Battista Novelli’ di Carinola si era trasformato in un centro di spaccio, con detenuti che organizzavano il traffico di droga grazie al supporto dei loro familiari all’esterno. Un’operazione condotta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ha portato all’arresto di 9 persone, mentre altre 30 risultano indagate.
Gli arrestati si trovano principalmente tra Acerra, Pomigliano d’Arco e altre città dell’area napoletana, da cui provenivano i soggetti chiave della rete criminale. Le misure cautelari hanno colpito cinque persone con la detenzione in carcere:
- Beniamino Cipolletta (Acerra)
- Olindo Cipolletta (Pomigliano d’Arco)
- Angelo Morgillo (Casalnuovo di Napoli)
- Emilio Di Monda (Caivano)
- Ivan Ponticelli (Napoli)
Ai domiciliari invece sono finiti:
- Antonietta Bruno (Acerra)
- Lucia Esposito (Pomigliano d’Arco)
- Maria Limatola (Napoli)
- Patrizia Esposito (Casoria)
Un business criminale che partiva da Acerra e Pomigliano
Secondo gli inquirenti, il traffico era orchestrato principalmente da soggetti originari di Acerra e Pomigliano d’Arco, che gestivano l’ingresso della droga nel carcere e il successivo smercio tra i detenuti. L’organizzazione sfruttava diversi metodi per introdurre la droga:
- Pacchi destinati ai detenuti con stupefacenti nascosti tra gli alimenti
- Consegne durante i colloqui con i familiari
- Pagamenti effettuati con carte prepagate o pacchetti di sigarette
L’indagine, partita da segnalazioni interne della polizia penitenziaria, ha permesso di intercettare conversazioni tra detenuti e complici all’esterno, ricostruendo il giro di affari illecito che andava avanti da mesi.
L’elenco completo degli indagati
Le forze dell’ordine hanno identificato altri 30 indagati, molti dei quali originari dell’hinterland napoletano. L’inchiesta ha permesso di documentare l’uso illecito di telefoni in carcere, minacce tra detenuti e il coinvolgimento di più persone nell’attività di spaccio.
Il caso resta aperto e gli inquirenti continuano le indagini per chiarire eventuali ulteriori responsabilità. Nel frattempo, le misure cautelari già eseguite hanno interrotto almeno temporaneamente il traffico di droga all’interno della struttura.



