San GIuseppe Vesuviano: a scuola con lo Scuolabus

Partirà a Gennaio il servizio navetta per accompagnare gli alunni a scuola.   «Mamma, vado a scuola con lo scuolabus». Tutti i genitori che ogni mattina imprecano nel traffico davanti scuola rischiando di arrivare tardi a lavoro sognerebbero di sentirselo dire. Molti hanno rimediato pagando una retta fuori programma ad accompagnatori privati. Ma, per tutti la soluzione più semplice sarebbe poter usufruire di una navetta comunale che accompagni i bimbi a scuola. Da oggi a San Giuseppe V. il sogno diventa realtà. Per l’anno scolastico 2015-2016, infatti, sarà istituito un apposito servizio di trasporto per gli alunni della scuola elementare e della scuola media inferiore. Tale servizio inizierà a gennaio 2016, dopo le festività natalizie e terminerà il giorno 31 maggio 2016. Certo partirà con un po’ di ritardo, ma sarà comunque un sollievo per buona parte dell’anno scolastico. La quota di contribuzione, a carico delle famiglie, come è possibile leggere sul bando pubblicato sul sito dell’ Ente comunale di San Giuseppe V., relativa a tutto il periodo di fornitura del servizio, è pari a 90 euro per ogni utente della scuola elementare e a 100 euro per ogni utente della scuola media inferiore. Sarà possibile inviare richieste di iscrizione fino al 31 ottobre 2015, presso l’Ufficio Pubblica Istruzione del Comune attraverso un modello fornito dallo stesso Ufficio. Secondo quanto si evince dal manifesto, ci sono le seguenti possibilità di esenzioni: esenzione del 100% per il figlio utente disabile ai sensi della legge 104/92; riduzione del 30% per il secondo figlio utente; riduzione del 50% per ogni figlio utente successivo al secondo; quest’ultima riduzione del 30% per il secondo figlio utente e del 50% per ogni figlio utente successivo al secondo, non verrà applicata se il primo figlio è utente disabile che usufruisce del servizio.    

Camorra, sequestrati beni per 5 milioni di euro al clan Fabbrocino

Il sequestro, finalizzato alla confisca, è stato emesso dal Tribunale di Napoli su richiesta della DDA. Beni per 5 milioni di euro, quote societarie e beni strumentali di due società per la produzione di calcestruzzo e una del settore florovivaistico,sono state sequestrate dalla Dia di Napoli a Giovanni Fabbrocino, figlio del capoclan Mario Fabbrocino, detenuto in regime di 41 bis, condannato per l’omicidio del figlio dell’ex boss della NCO Raffaele Cutolo. Il sequestro, finalizzato alla confisca, è stato emesso dal Tribunale di Napoli su richiesta della DDA. Nel mese di marzo 2015 Giovanni Fabbrocino, ora reggente dell’omonimo clan, era stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa, dal G.I.P. del Tribunale di Napoli (su richiesta della locale D.D.A.), anche nei confronti di altri 11 indagati, alcuni dei quali esponenti apicali del clan “Fabbrocino”, operante nella zona del nolano, ritenuti responsabili a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di beni, estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, con l’aggravante del metodo mafioso. Dal’attività investigativa ha permesso di svelare non solo l’operatività del clan “Fabbrocino”, ma anche gli interessi economici degli affiliati, con specifico riferimento alla gestione di attività commerciali e imprenditoriali riconducibili al vertice dell’organizzazione criminale.

Somma Vesuviana, il Pd unica opzione per scongiurare le urne. Forza Italia dice no a Piccolo.

 Granato (Fi): «Andiamo alle urne, un governicchio con il Pd è innaturale e pericoloso».   Con una nota firmata dal commissario cittadino di Forza Italia, nonché avversario del sindaco Piccolo in ballottaggio Antonio Granato e avallata da direttivo e gruppo consiliare, gli azzurri fanno arrivare un sonoro «no» alle avances del primo cittadino dimissionario. I termini perché Piccolo possa ritirare le dimissioni scadrebbero lunedì ma una diversa interpretazione della norma potrebbe anticipare il conto alla rovescia di un giorno: domenica 11 ottobre. Se dunque Piccolo optasse per il ritiro delle dimissioni dovrebbe chiedere al segretario comunale di tenere aperto Palazzo Torino per i tempi utili. L’unica opzione per scongiurare il commissariamento resta dunque ormai un eventuale accordo con il Pd: l’incontro tra il sindaco e gli esponenti dei democrat è fissato per domani quando Piccolo vedrà anche i suoi consiglieri comunali di maggioranza. Intanto arriva, appunto, il sonoro diniego di Forza Italia: «Il gruppo consiliare di Forza Italia ed il direttivo degli iscritti, in riscontro all’invito pervenuto dal Sindaco Pasquale Piccolo, pur avendo responsabilmente vagliato ogni possibilità di intesa politico-programmatica per un governo di salute pubblica, ritiene che non sussistano presupposti per scelte condivise e risolutive visti gli evidenti errori compiuti e la carenza di programmazione. L’unica soluzione al disordine amministrativo creato in poco più di un anno, purtroppo, è quella di ridare la parola ai nostri concittadini, evitando ulteriori inutili illusioni per un governo non voluto dagli stessi e quindi privo di sovranità popolare». Gli azzurri scaldano già i motori in vista delle urne e per buona misura aggiungono la loro opinione circa un possibile accordo di Piccolo con il Pd: «Ci si augura che questa agonia termini quanto prima e che non si “impapocchi” un governicchio insieme al Partito Democratico innaturale e pericoloso frutto solo di mera sopravvivenza elettorale. Forza Italia, equidistante dai responsabili del fallimento politico che è sotto gli occhi di tutti, ringrazia i tantissimi cittadini ed elettori che in questo momento così delicato per il paese non hanno perso la speranza e continuano a credere nella possibilità che tutti insieme si possa tornare ad essere protagonisti del proprio futuro». E il candidato in pectore ci sarebbe già – a dire il vero più di uno –ma da questo momento le sorti di Somma Vesuviana sono nelle mani del Partito Democratico. Salute pubblica o tanti saluti e basta?      

Povertà, dopo lo Svimez ora anche l’Inps: “Da bollettino di guerra la situazione del Sud”

  Tito Boeri, presidente dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, stamane ha rilanciato l’allarme sul Mezzogiorno.   Ad agosto aveva iniziato lo Svimez, l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, a denunciare ciò che molti politici continuano a far finta d’ignorare trincerandosi dietro consueta, cinica espressione, quella che tira in ballo ” i soliti gufi “. ” Il Sud Italia cresce molto meno della già collassante Grecia “, avevano scritto gli economisti dell’organismo privato, riportando una mole di dati e cifre che metterebbero con le spalle al muro il più scafato dei negazionisti prezzolati. Ora però è lo stesso Stato a confermare, attraverso la voce di un altro insigne economista, Tito Boeri, presidente dell’Inps, ciò che lo Svimez aveva anticipato in estate. ” I dati del Sud sulla povertà sono da bollettino di guerra “, ha affermato stamane il massimo dirigente dell’Istituto nazionale di previdenza. Anche lui, ovviamente, dati e carte alla mano, Boeri parla di ” un incremento esponenziale nel Mezzogiorno della disoccupazione  giovanile, ormai giunta al  60 per cento “,  di ” un corposo aumento del sostegno al reddito e del lavoro nero, soprattutto nel settore agricolo “. Lavoro nero che quindi comporta un ulteriore danno, quello dell’ evasione fiscale. Ma c’è un altro numero che fa venire i brividi: ” il 40 per cento della popolazione meridionale è sotto la soglia della povertà “, ha affermato ancora Boeri . Tra i settori più colpiti dalla crisi c’è, oltre a quello, “tradizionale”, del lavoro dipendente ( operai, impiegati, precari, co.co.co. ) c’è quello commerciale. La  Confesercenti denuncia a questo proposito ” un’ ecatombe del commercio “.  Secondo la confederazione di categoria nei primi due mesi del 2015 sono sparite 30 imprese commerciali al giorno, soprattutto perché i costi da sostenere sono troppo alti. Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, ha quindi proposto il  ” cedolino fisso e i canoni di affitto dei negozi a prezzo calmierato “. ” Perchè – dichiara alla stampa – pian piano le nostre città si stanno spegnendo, stanno morendo “.

San Giuseppe Vesuviano. Asl chiusa a via Ceschelli, l’intervento dei vertici politici

A San Giuseppe convocata riunione istituzionale per la “missione Asl”. Ad intervenire anche il sindaco Luca Capasso.

Sono ormai diverse settimane che gli storici uffici di Via Ceschelli risultano chiusi al pubblico, per non meglio precisati “Lavori di ristrutturazione”, e il timore di una chiusura è sempre più vivo. Si è già scritto sulla questione che ha costretto gli abitanti di San Giuseppe, e soprattutto anziani e disabili, a spostarsi verso la “più vicina” sede di Palma Campania, irraggiungibile con mezzi pubblici. Il movimento Rinascita Civile Vesuviana continua la battaglia innescata. Infatti, ha presentato presentato istanze al Comune indirizzate al sindaco, Vincenzo Catapano, e agli altri vertici politici, chiedendogli di attivarsi al fine di garantire la riapertura del presidio e l’istituzione di un servizio navetta per i casi emergenziali. L’intervento dei Casapound non è tardato ad arrivare,adottando il classico metodo di protesta: immancabile simbolo uno striscione apposto, ieri, all’esterno degli uffici di via Ceschelli, per mostrare che la lotta è appena ai primordi. «Ci siamo sentiti, una volta ancora, in dovere di mostrare concretamente la nostra solidarietà ai cittadini di San Giuseppe Vesuviano, stavolta con uno striscione di protesta apposto all’esterno degli uffici, per dar meglio risalto alla situazione per cui chiediamo un tempestivo intervento delle autorità competenti perché non cada nel dimenticatoio». La petizione per la riapertura del presidio ha avuto il successo di più di mille firme. «Siamo pronti a sottoporre la questione Asl direttamente al presidente De Luca e alla sua Giunta, la situazione è intollerabile» dichiara  il presidente del movimento RcV, Francesco Giugliano Giugliano. Il silenzio dell’amministrazione sansangiuseppese è stato a lungo imbarazzante, ma ieri, finalmente, dai vertici politici sangiuseppesi qualcosa si è smosso. «Tramite gli amici del Collettivo Vocenueva, che hanno aderito alla nostra battaglia, abbiamo appreso che il sindaco, in seguito alla presentazione della nostra istanza, ha deciso di convocare una riunione istituzionale per affrontare il problema. Accogliamo con soddisfazione la decisione del sindaco, auspicando che l’amministrazione si schieri concretamente al nostro fianco, al fine di trovare una rapida soluzione per l’emergenza venutasi a creare» dichiara Giugliano. Intanto, la questione ha destato l’interesse e l’intervento anche del sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che, questa mattina ha incontrato il commissario straordinario dell’Asl Napoli 3, Salvatore Panaro, per discutere della dislocazione di alcuni servizi del distretto sanitario a Palma Campania. «Con me c’era l’ex consigliere provinciale Gianni Giugliano, sensibile alla tematica e disponibile a darci una mano. Pur nel rispetto delle motivazioni che hanno portato a queste scelte, si tratta di ipotesi da scongiurare nel modo più assoluto. A Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e Terzigno ci sono più di 60mila abitanti, che hanno diritto ad accedere ai servizi sanitari nel miglior modo possibile. Ho riscontrato grande disponibilità al dialogo e al confronto: continuerò ad occuparmi della questione e vi aggiornerò su tutti gli sviluppi».

Non resta che aspettare risvolti.

San Giuseppe Vesuviano. Asl chiusa a via Ceschelli, l’intervento dei vertici politici

A San Giuseppe convocata riunione istituzionale per la “missione Asl”. Ad intervenire anche il sindaco Luca Capasso. Sono ormai diverse settimane che gli storici uffici di Via Ceschelli risultano chiusi al pubblico, per non meglio precisati “Lavori di ristrutturazione”, e il timore di una chiusura è sempre più vivo. Si è già scritto sulla questione che ha costretto gli abitanti di San Giuseppe, e soprattutto anziani e disabili, a spostarsi verso la “più vicina” sede di Palma Campania, irraggiungibile con mezzi pubblici. Il movimento Rinascita Civile Vesuviana continua la battaglia innescata. Infatti, dopo aver presentato istanze al Comune indirizzate al sindaco, Vincenzo Catapano, e agli altri vertici politici, chiedendogli di attivarsi al fine di garantire la riapertura del presidio e l’istituzione di un servizio navetta per i casi emergenziali, ha adottato il classico metodo di protesta: immancabile simbolo uno striscione apposto, ieri, all’esterno degli uffici di via Ceschelli, per mostrare che la lotta è appena ai primordi. «Ci siamo sentiti, una volta ancora, in dovere di mostrare concretamente la nostra solidarietà ai cittadini di San Giuseppe Vesuviano, stavolta con uno striscione di protesta apposto all’esterno degli uffici, per dar meglio risalto alla situazione per cui chiediamo un tempestivo intervento delle autorità competenti perché non cada nel dimenticatoio» dice il presidente del movimento RcV, Francesco Giugliano. La petizione per la riapertura del presidio ha avuto il successo di più di mille firme. «Siamo pronti a sottoporre la questione Asl direttamente al presidente De Luca e alla sua Giunta, la situazione è intollerabile» dichiara  Giugliano. Il silenzio dell’amministrazione sansangiuseppese è stato a lungo imbarazzante, ma ieri, finalmente, dai vertici politici sangiuseppesi qualcosa si è smosso. «Tramite gli amici del Collettivo Vocenueva, che hanno aderito alla nostra battaglia, abbiamo appreso che il sindaco, in seguito alla presentazione della nostra istanza, ha deciso di convocare una riunione istituzionale per affrontare il problema. Accogliamo con soddisfazione la decisione del sindaco, auspicando che l’amministrazione si schieri concretamente al nostro fianco, al fine di trovare una rapida soluzione per l’emergenza venutasi a creare» dichiara Giugliano. Intanto, la questione ha destato l’interesse e l’intervento anche del sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che, questa mattina ha incontrato il commissario straordinario dell’Asl Napoli 3, Salvatore Panaro, per discutere della dislocazione di alcuni servizi del distretto sanitario a Palma Campania. «Con me c’era l’ex consigliere provinciale Gianni Giugliano, sensibile alla tematica e disponibile a darci una mano. Pur nel rispetto delle motivazioni che hanno portato a queste scelte, si tratta di ipotesi da scongiurare nel modo più assoluto. A Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e Terzigno ci sono più di 60mila abitanti, che hanno diritto ad accedere ai servizi sanitari nel miglior modo possibile. Ho riscontrato grande disponibilità al dialogo e al confronto: continuerò ad occuparmi della questione e vi aggiornerò su tutti gli sviluppi». Non resta che aspettare risvolti.

Una passeggiata tra i dinosauri nel cuore di Napoli

Arriva a Napoli “Days of the Dinosaur” per un viaggio nel Mesozoico, quando i dinosauri regnavano sulla Terra Il Palazzo Fuga di piazza Carlo III apre le porte per un emozionante viaggio nel tempo. Un salto nel Mesozoico alla scoperta dei più famosi animali estinti: i dinosauri. Oggi 9 ottobre è stata infatti inaugurata la mostra “Days of the Dinosaur” che resterà aperta fino al 10 gennaio. La mostra, curata da Edutainment, comprende oltre trenta riproduzioni fedeli a grandezza naturale ricreati grazie al supporto di paleontologi ed esperti. Giganti progettati e costruiti fedelmente non solo nell’aspetto, ma anche nei movimenti e nei comportamenti. I dinosauri in mostra infatti muovono occhi, lingua e dita delle zampe con un effetto di eccezionale realismo sullo sfondo di scenari mozzafiato. Giochi di luci, suoni spaventosi e allestimenti floreali per offrire ai visitatori un’esperienza straordinaria. Un giardino giurassico per incontrare da vicino creature ormai estinte come il Tyrannosaurus rex, l’animale preistorico più celebre al mondo, mentre attacca mortalmente un Brachiosauro. Insieme a loro anche il Lambeosaurus, famoso per il buffo becco d’anatra; l’Oviraptor, un dinosauro relativamente piccolo, il cui teschio era dotato di un forte becco senza denti, ideale per frantumare uova, e il noto Velociraptor, l’agile cacciatore reso celebre dal film Jurassic Park. L’Albergo dei Poveri a Napoli si trasforma così in una giungla del Mesozoico invasa da enormi creature, dopo il successo straordinario della mostra nel 2012 che attirò oltre 85 mila visitatori. A fare da guida ai visitatori in questa giungla sarà Marco Signore, uno dei più importanti paleontologi italiani insieme a uno staff di giovani paleontologi, grazie al supporto del Museo di Paleontologia del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche della Federico II e del suo coordinatore tecnico, Mariella del Re.   Ma la mostra, già allestita in 20 paesi, dall’Argentina al Sudafrica, e realizzata con il patrocinio del comune di Napoli e in collaborazione con Fontel – Energia Pulita e Vivaio Iodice, riserva altre sorprese per i più piccini. Oltre alle schede tecniche sull’evoluzione dell’animale, la sua classificazione e l’habitat in cui viveva, ci sono una zona “Dino Ride” dove poter provare l’ebrezza cavalcare in sella a un dinosauro, e un “Dino sand box” per giovani aspiranti paleontologi, alla ricerca di ossa di dinosauro nascoste sotto la sabbia da ricomporre per imparare quanto studio, impegno e pazienza si nascondono dietro una scoperta scientifica. Per i più creativi c’è anche una grande Area Disegno dove dare sfogo alla propria fantasia con stencil e colori, ed è anche possibile fare una foto ricordo dentro un uovo di dinosauro a grandezza naturale, oppure accanto al terribile Tyrannosaurus Rex o a cavallo del suo più grande nemico, il Triceratopo. Gli amanti del cinema e degli effetti 3d possono invece esplorare la sezione “Dino Cinema” in cui, muniti di appositi occhiali, si ritroveranno a guardare The Big Bang, film di animazione che, partendo dall’esplosione che diede origine all’universo 14 miliardi di anni fa, ricostruisce la storia della vita fino ai giorni nostri. “La mostra – spiega Francesca Matrunola, curatrice della Edutainment – regalerà ai bambini un’avventura molto suggestiva catapultandoli letteralmente in un’altra dimensione, fatta di magiche atmosfere. Un tour avventuroso nel tempo che, stimolandoli all’apprendimento, li porterà a interfacciarsi con tantissime emozioni: non solo l’entusiasmo e il divertimento ma anche le paure, elaborate attraverso lo strumento creativo del gioco e dell’intrattenimento educativo”.

La fisica nelle scuole napoletane dell’Ottocento in mostra alla Biblioteca Nazionale

Una rete di scuole napoletane in collaborazione con lassociazione Scienza e Scuola presenta dal 15 al 18 ottobre, nel capoluogo partenopeo,  una parte del suo ricco patrimonio di strumenti scientifici storici. Il 15 ottobre apre alla Biblioteca Nazionale un’importante mostra di strumenti scientifici storici scelti tra i tanti ancora presenti nelle scuole storiche napoletane, testimoni del grande rilievo della tradizione scientifica napoletana. La mostra è organizzata nel quadro del Progetto NEMO (Network Educational Museums Online), che vede docenti e scienziati federati per contribuire a dare slancio verso il futuro ai giovani napoletani rinforzando la loro coscienza delle radici della Scienza napoletana. Con l’Illuminismo è iniziato per Napoli un periodo di circa cento anni marcato da notevolissime iniziative in vari campi. Pensiamo al complesso agricolo-industriale di San Leucio, alla costruzione della prima nave a vapore del Mediterraneo e alla Ferrovia Napoli-Portici, la prima nella penisola italiana. In campo scientifico furono fondate Istituzioni di avanguardia quali il Museo Mineralogico, l’Orto Botanico, l’Osservatorio Vesuviano e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte. L’Università fu dotata di importanti attrezzature. Nel 1872 fu fondata la Stazione Zoologica Anton Dohrn. “La tradizione scientifica napoletana è tuttora fortemente presente in varie Scuole con collezioni di strumenti scientifici di eccezionale ricchezza, come lascito di quei tempi giunto a esse attraverso varie strade e arricchito in anni post-unitari” – dice la professoressa Gioia Molisso, coordinatrice del Progetto NEMO. E continua – “Come nel mio Liceo Vittorio Emanuele II, in diverse Scuole sono nati musei di notevolissimo interesse, grazie a forte motivazione e tanto lavoro per iniziativa generalmente individuale”. Sono musei generalmente piccoli, ma già dal loro nascere con il coinvolgimento di docenti e studenti essi hanno la caratteristica distintiva e preziosa di essere allo stesso tempo “musei da visitare” e “musei laboratorio didattico”, ove con tutta la loro irripetibile bellezza e perfezione artigianale gli antichi strumenti continuano a vivere nell’insegnare ed educare. “Quello che è stato fatto con tanta dedizione è assolutamente rimarchevole, ma la vastità del patrimonio di strumenti scientifici e lo stato di precarietà in cui purtroppo molti di essi sono tali da richiedere un deciso cambiamento nel modo di affrontare il compito di garantirne pienamente il recupero e la fruizione” – dichiara Paolo Strolin, professore emerito all’Università di Napoli “Federico II” e presidente dell’Associazione Scienza e Scuola – “E così è stato concepito e ha trovato terreno per svilupparsi il Progetto NEMO, che sta portando a un deciso allungamento di passo”. Il Progetto NEMO è nato dall’unione di forze ed è sostanzialmente basato su una doppia federazione. Un gruppo di sei Scuole si è costituito in Rete e, inoltre, si è stabilita una stretta collaborazione con l’Associazione Scienza e Scuola, allargando la sinergia all’ambiente scientifico in essa attivo assieme a docenti nella Scuola. Le Scuole collegate in Rete sono: Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” (Scuola capofila), Istituto Tecnico Statale “G.B. Della Porta”, Liceo Ginnasio Statale “G.B. Vico”, ISIS “Elena di Savoia”, Liceo Statale “Pasquale Villari” e ITIS “Alessandro Volta”. L’Associazione Scienza e Scuola riunisce docenti e scienziati per la realizzazione di una varietà di progetti didattici, in collaborazione con le maggiori Istituzioni scientifiche napoletane. Per la realizzazione del Progetto NEMO è stato siglato un Protocollo di Intesa che include il Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli “Federico II” e il Comune di Napoli. Il Progetto NEMO è sostenuto dall’Istituto Banco di Napoli Fondazione. “La Mostra alla Biblioteca Nazionale – conclude la professoressa Molisso – indica che sono stati fatti i primi passi per realizzazione del Progetto NEMO. L’unione di forze da ambienti scolastici e scientifici accresce l’efficacia del nostro lavoro e il nostro entusiasmo. Siamo grati a tutti quelli che supportano il Progetto, avendo capito che la sua importanza lo oltrepassa e contribuisce a un generale recupero dell’orgoglio napoletano.” Così, il Progetto continua per raggiungere i seguenti ambiziosi obiettivi:
  • Recuperare, documentare e inventariare l’intero patrimonio di strumenti scientifici ancora esistente nelle Scuole.
  • Potenziare i musei nelle singole Scuole e crearne ove ancora non sono esistono.
  • Creare un Museo Virtuale con un catalogo che fornisca tutta la documentazione e la renda fruibile da chiunque e da ovunque.

Somma Vesuviana, fermato anziano nei pressi della scuola media: denunciato per atti osceni in luogo pubblico

I militari al comando del maresciallo Semprevivo hanno stanato e denunciato un uomo che, a più di 60 anni, si eccitava guardando mamme e ragazzine all’ingresso di una scuola cittadina, dedicandosi all’autoerotismo. Probabilmente non è lui il «maniaco» del quale, da molti giorni, i frequentatori di Facebook conoscono la descrizione, sua e dell’auto. Quello che avrebbe spaventato e turbato ragazzine, denudandosi davanti a loro ma del quale per ora non v’è traccia. In compenso, proprio allertati dalle discussioni sui social, i carabinieri di Somma Vesuviana stavano da giorni monitorando con più attenzione gli ingressi delle scuola con controlli serrati. Senza contare un altro episodio verificatosi in via Allocca: un giovane avvicinato e sembra molestato da due uomini, poi un altro di mezza età che avrebbe infastidito e turbato, denudandosi dinanzi a loro, alcune ragazzine all’uscita da scuola. Segnalazione dopo segnalazione, i carabinieri hanno tempestivamente avviato serrate attività di controllo e il maresciallo Raimondo Semprevivo ha disposto il pattugliamento sull’intero territorio, in particolare nei pressi delle scuole. Negli ultimi quattro giorni ogni auto in sosta che potesse destare sospetti è stata controllata e perquisita. Ogni uomo di mezza età corrispondente alla descrizione che circolava sul web, identificato. Poi, ieri mattina, più o meno intorno alle 8 – l’ora in cui i ragazzi si apprestano ad andare a scuola – un uomo di poco più di 60 anni è stato avvistato, in auto, dinanzi alla scuola media San Giovanni Bosco.  L’uomo sostava in auto con atteggiamento ambiguo, cosa che ha insospettito i  militari  che lo hanno  identificato  e , nel corso della perquisizione dell’auto sono stati ritrovati vari pacchetti di kleenex, molti dei quali sporchi. Fermato dai carabinieri e messo sotto torchio, l’uomo ha confessato di fermarsi spesso in piazza perché gli piaceva osservare le ragazzine. In casa sua sono stati ritrovati film pornografici ma nessun elemento che possa far pensare ad un pedofilo. L’uomo sarebbe stato in passato colpito da ictus cerebrale e non avrebbe precedenti, saranno i prossimi accertamenti ad offrire un quadro più chiaro. Intanto è stato denunciato a piede libero. Gli uomini di Semprevivo, però, sarebbero sulla pista di altri soggetti non ancora identificati, i «colpevoli» che il web sta descrivendo da qualche giorno. Sarebbero, infatti, almeno due i «pervertiti» che si aggirano fuori dalle scuole sommesi impaurendo le ragazzine e precipitando nel terrore i loro genitori, estremamente preoccupati e in allarme per quello che potrebbe accadere alle loro figlie. «Se ne sentono tante – dice la mamma di una tredicenne – non siamo spaventati solo per atti che possono dirsi di esibizionismo e che pure possono avere effetti devastanti sulla mente di un’adolescente, ma se accadesse qualcosa di ancor più grave?».

Settimana del Pianeta Terra: un viaggio nell’Italia che non conosciamo.

  Dal 18 al 25 di Ottobre ben 237 eventi, 180 località, 600 ricercatori, 320 partner: Settimana del Pianeta Terra solo in Italia. “Rinvenuti nel Cilento tre nuovi giacimenti fossiliferi due di età cretacica (90 e 100 milioni di anni) ed uno di età eocenica (50 milioni di anni). Questi siti conservano testimonianze fossili di piante, crostacei, pesci e tetrapodi, alcune delle quali rappresentano generi e specie nuovi per la scienza”. Lo ha affermato Sergio Bravi, ricercatore, direttore del Museo Paleontologico di Magliano Vetere e Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano dove in esclusiva si potranno ammirare tali ritrovamenti durante la Settimana del Pianeta Terra , in programma solo in  Italia , dal 18 al 25 Ottobre con ben 237 eventi in contemporanea su tutto il territorio nazionale. “Il nostro Museo – ha proseguito Bravi – valorizza il patrimonio paleontologico dell’area del Parco. I siti fossiliferi cilentani, insieme con altri siti sia nuovi che già ben noti in Campania (es. Pietraroia), sono stati oggetto negli ultimi trent’anni di una ripresa degli studi paleontologici interrottisi per oltre mezzo secolo in questa regione”. Ricercatori quali Sergio Bravi ed Antonello Bartiromo ne hanno indagato approfonditamente gli aspetti paleofaunistici, paleobotanici e paleoambientali, riportandoli all’attenzione della comunità scientifica internazionale dopo il lungo periodo di silenzio. “Grazie alle nuove indagini, a tutt’oggi la Campania risulta essere uno dei territori meglio conosciuti in Europa – ha dichiarato Bravi – in quanto alla paleontologia di alcuni gruppi di organismi quali le piante, i pesci ed i crostacei decapodi del Mesozoico”. A Benevento ritornerà il piccolo dinosauro Ciro . “Il piccolo dinosauro Ciro vissuto 113 milioni di anni fa sulle rive dell’oceano Tetide, ritorna a casa per La Settimana del Pianeta Terra – ha dichiarato Luciano Campanelli, geologo e Presidente dell’Associazione Un Futuro al Sud –  ed in questa occasione dal 18 al 25 di ottobre lo si potrà vedere dal vivo a Benevento , presso la Sezione Paleontologica del Museo Archeologico della stessa città . Ciro è l’unico esemplare di dinosauro al mondo che sia stato ritrovato  addirittura con gli organi interni intatti come intestino e fegato . La scoperta avvenne nel 1980 a Pietraroja , paesino del beneventano , da parte di Giovanni Todesco appassionato di fossili . Fu un evento straordinario . Dal 18 di Ottobre bambini, famiglie , scuole , chiunque vorrà , potrà ammirare da vicino il dinosauro dagli organi intatti  e questo avverrà proprio a Benevento” . “Ciro visse lungo le rive dell’oceano Tetide , in un ambiente caratterizzato da lagune, alternate con isole e morì a pochi giorni di vita  – ha concluso Campanelli –  con ogni probabilità era appena uscito dal nido. Con ogni probabilità Ciro fu travolto da una piena e fu trasportato in una laguna molto vicina alla riva finendo sepolto nel fondale privo di ossigeno. Ciro si è praticamente conservato intatto ed in particolare è stato possibile studiare anche i suoi organi interni e risalire all’ultimo pasto consumato. Importanti paleontologi come Cristiano dal Sasso lo hanno studiato per anni e questi studi allargati al Sannio fossilifero saranno illustrati il 19 sera durante la Settimana del Pianeta Terra con un’importante conferenza in programma in Villa Beatrice a Benevento .  Il 18 affascinante visita guidata alla mostra “La laguna dei dinosauri” che riguarda l’esposizione dello Scipionyx Samniticus il piccolo Ciro –   ha proseguito Campanelli – ma premieremo anche le scuole  di ogni ordine e grado che hanno in questi mesi sviluppato interessanti progetti sul tema della Paleontologia  ed anche  i cultori di questa materia .  Ciro è un esemplare di forte richiamo ancora oggi oggetto di importanti studi internazionali .Sarà possibile vedere dal vivo il cucciolo di dinosauro  Domenica 18 e Lunedì 19”. In tutta Italia 237 appuntamenti dal 18 al 25 Ottobre Dal 18 al 25 di Ottobre tutta l’Italia sarà protagonista di grandi eventi , ben 237 di cui 70 al Nord , molti sulle Isole , tanti al Centro e Sud del Paese . Più di 600 ricercatori impegnati per fare in modo che le geo – scienze possano entrare nelle case degli italiani , almeno 150 escursioni , più di 80 appuntamenti tra conferenze ed attività all’aperto . In quei giorni il Pianeta sarà l’Italia per una kermesse senza precedenti : Settimana del Pianeta Terra , creata da due ricercatori italiani quali Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino e Silvio Seno dell’Università di Pavia. In campo saranno università , musei, centri di ricerca .  Un grande evento riconosciuto dal MIUR con l’impegno delle università, dei musei, dei centri di ricerca , in tutta Italia . Tutto il programma con tutti gli eventi è su www.settimanaterra.org
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