Dal 18 al 25 di Ottobre ben 237 eventi, 180 località, 600 ricercatori, 320 partner: Settimana del Pianeta Terra solo in Italia.
“Rinvenuti nel Cilento tre nuovi giacimenti fossiliferi due di età cretacica (90 e 100 milioni di anni) ed uno di età eocenica (50 milioni di anni). Questi siti conservano testimonianze fossili di piante, crostacei, pesci e tetrapodi, alcune delle quali rappresentano generi e specie nuovi per la scienza”. Lo ha affermato Sergio Bravi, ricercatore, direttore del Museo Paleontologico di Magliano Vetere e Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano dove in esclusiva si potranno ammirare tali ritrovamenti durante la Settimana del Pianeta Terra , in programma solo in Italia , dal 18 al 25 Ottobre con ben 237 eventi in contemporanea su tutto il territorio nazionale. “Il nostro Museo – ha proseguito Bravi – valorizza il patrimonio paleontologico dell’area del Parco. I siti fossiliferi cilentani, insieme con altri siti sia nuovi che già ben noti in Campania (es. Pietraroia), sono stati oggetto negli ultimi trent’anni di una ripresa degli studi paleontologici interrottisi per oltre mezzo secolo in questa regione”. Ricercatori quali Sergio Bravi ed Antonello Bartiromo ne hanno indagato approfonditamente gli aspetti paleofaunistici, paleobotanici e paleoambientali, riportandoli all’attenzione della comunità scientifica internazionale dopo il lungo periodo di silenzio.
“Grazie alle nuove indagini, a tutt’oggi la Campania risulta essere uno dei territori meglio conosciuti in Europa – ha dichiarato Bravi – in quanto alla paleontologia di alcuni gruppi di organismi quali le piante, i pesci ed i crostacei decapodi del Mesozoico”.
A Benevento ritornerà il piccolo dinosauro Ciro .
“Il piccolo dinosauro Ciro vissuto 113 milioni di anni fa sulle rive dell’oceano Tetide, ritorna a casa per La Settimana del Pianeta Terra – ha dichiarato Luciano Campanelli, geologo e Presidente dell’Associazione Un Futuro al Sud – ed in questa occasione dal 18 al 25 di ottobre lo si potrà vedere dal vivo a Benevento , presso la Sezione Paleontologica del Museo Archeologico della stessa città . Ciro è l’unico esemplare di dinosauro al mondo che sia stato ritrovato addirittura con gli organi interni intatti come intestino e fegato . La scoperta avvenne nel 1980 a Pietraroja , paesino del beneventano , da parte di Giovanni Todesco appassionato di fossili . Fu un evento straordinario . Dal 18 di Ottobre bambini, famiglie , scuole , chiunque vorrà , potrà ammirare da vicino il dinosauro dagli organi intatti e questo avverrà proprio a Benevento” .
“Ciro visse lungo le rive dell’oceano Tetide , in un ambiente caratterizzato da lagune, alternate con isole e morì a pochi giorni di vita – ha concluso Campanelli – con ogni probabilità era appena uscito dal nido. Con ogni probabilità Ciro fu travolto da una piena e fu trasportato in una laguna molto vicina alla riva finendo sepolto nel fondale privo di ossigeno. Ciro si è praticamente conservato intatto ed in particolare è stato possibile studiare anche i suoi organi interni e risalire all’ultimo pasto consumato. Importanti paleontologi come Cristiano dal Sasso lo hanno studiato per anni e questi studi allargati al Sannio fossilifero saranno illustrati il 19 sera durante la Settimana del Pianeta Terra con un’importante conferenza in programma in Villa Beatrice a Benevento . Il 18 affascinante visita guidata alla mostra “La laguna dei dinosauri” che riguarda l’esposizione dello Scipionyx Samniticus il piccolo Ciro – ha proseguito Campanelli – ma premieremo anche le scuole di ogni ordine e grado che hanno in questi mesi sviluppato interessanti progetti sul tema della Paleontologia ed anche i cultori di questa materia . Ciro è un esemplare di forte richiamo ancora oggi oggetto di importanti studi internazionali .Sarà possibile vedere dal vivo il cucciolo di dinosauro Domenica 18 e Lunedì 19”.
In tutta Italia 237 appuntamenti dal 18 al 25 Ottobre
Dal 18 al 25 di Ottobre tutta l’Italia sarà protagonista di grandi eventi , ben 237 di cui 70 al Nord , molti sulle Isole , tanti al Centro e Sud del Paese . Più di 600 ricercatori impegnati per fare in modo che le geo – scienze possano entrare nelle case degli italiani , almeno 150 escursioni , più di 80 appuntamenti tra conferenze ed attività all’aperto . In quei giorni il Pianeta sarà l’Italia per una kermesse senza precedenti : Settimana del Pianeta Terra , creata da due ricercatori italiani quali Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino e Silvio Seno dell’Università di Pavia. In campo saranno università , musei, centri di ricerca . Un grande evento riconosciuto dal MIUR con l’impegno delle università, dei musei, dei centri di ricerca , in tutta Italia .
Tutto il programma con tutti gli eventi è su www.settimanaterra.orgLogo dell’evento
Ieri il sindaco, Raffaele Lettieri, ha assaggiato i primi pasti tra i bambini delle scuole materne.
Il servizio di refezione scolastica mancava da tre anni ad Acerra, da quando una guerra a colpi di carta bollata tra le ditte che volevano accaparrarsi l’appalto aveva fatto interrompere tutto. Da allora si è creato un vuoto intollerabile, una carenza che ha costretto insegnanti, collaboratori e, soprattutto, i genitori dei bambini a fare i salti mortali per consentire il tempo prolungato nella scuole materne. A ogni modo l’incubo è finito. Ieri il sindaco, Raffaele Lettieri, ha messo a segno un ottimo punto a favore della sua amministrazione inaugurando tra i bambini della scuola materna del primo circolo didattico, nel rione Ice Snei, il nuovo servizio di pasti preparati. Ha assaggiato insieme ai bambini un po’ di pasta al pomodoro. Bimbi che hanno anche voluto fare il bis. Ieri con Lettieri c’erano la responsabile del servizio scuola del Comune di Acerra, Rita Romano, la dirigente scolastica Filomena Zullo e alcune rappresentanti delle mamme. Secondo quanto fatto sapere dall’ufficio stampa del Comune di Acerra “è terminato un lungo iter amministrativo che ha visto la gara d’appalto per l’aggiudicazione del servizio, effettuata dalla stazione unica appaltante del Provveditorato alle opere pubbliche di Campania e Molise, ritardare a causa di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato delle ditte partecipanti”. Sempre secondo quanto fatto sapere dalla municipalità nessun ritardo è addebitabile all’amministrazione Lettieri perchè ” in tutto questo periodo è stata netta la presa di posizione della giunta, che ha messo in bilancio sin dal primo anno le somme necessarie al servizio “.
Doppia presentazione in Campania del mediometraggio tratto dal suo nuovo disco “L’universo elegante”.Gianluca de Rubertis presenterà in una doppia tappa in Campania “Dal tramonto all’album”, il mediometraggio da lui scritto, diretto ed interpretato.
Sabato 10 ottobre sarà ospite dello Jarmush Club di Caserta (Via Cesare Battisti 72 – ore 22.00 – ingresso 5 euro).
Domenica 11 porterà il suo medio metraggio all’Habituè di Vico Equense (Via Fomo 17 – ore 21.00 – ingresso 10 euro).
“Dal tramonto all’album”, la cui colonna sonora è tratta da “L’universo elegante” (suo nuovo album in uscita il 13 ottobre, pubblicato da MArteLabel con il sostegno di Puglia Sounds Record), vede la partecipazione di Carlotta Pircher e Stefano Testa e la produzione di StudioNoesis.
Alla proiezione del film seguirà poi uno showcase dello stesso De Rubertis, per questa occasione in formazione solo (piano e voce), che intepreterà brani estratti della sua prossima pubblicazione discografica.
“Dal tramonto all’album”è una storia al cui centro regna l’amore, un amore viscerale raccontato e filmato nei suoi tratti più intensi e allo stesso tempo oscuri. Una visione compulsiva, verticale e abissale del sentimento; la macchina da presa in soggettiva forzata amplifica il senso di angustia emozionale del cortometraggio. Un uomo ama ardentemente una donna, anche se lei non sa di essere l’oggetto dei desideri di lui. I due si incontreranno all’interno di un cinema, durante la proiezione di un vecchio film, in un climax di emozioni che porterà ad un inatteso finale.
L’uscita dell’album “L’universo elegante”, pubblicato con il sostegno di “Puglia Sounds Record 2015” – REGIONE PUGLIA – FSC 2007/2013 – Investiamo nel vostro futuro e che vede tra gli ospiti nomi del calibro di Amanda Lear e Mauro Ermanno Giovanardi, rappresenta quindi una modalità di promozione non convenzionale con la quale MArteLabel conferma nuovamente la sua natura eclettica, puntando su progetti dall’alto tasso artistico che vanno oltre la musica, con lo stesso De Rubertis impegnato nelle molteplici vesti di autore e interprete dei brani oltre che ideatore e regista del film.
“DAL TRAMONTO ALL’ALBUM” – Tour di presentazione
25 settembre: Milano – Ohibò
04 ottobre: Faenza (Ra) – MEI (MeiD in Italy)
09 ottobre: Lecce – Officine Cantelmo
10 ottobre: Caserta – Jarmusch
11 ottobre: Vico Equense (Na) – Habitué
CREDITS
Un film scritto e diretto da Gianluca De Rubertis
Con: Carlotta Pircher, Gianluca De Rubertis Stefano Testa
Assistente di regia: Maria Cuevas Perez
Sceneggiatura: Gianluca De Rubertis
Riprese montaggio e postproduzione: Marco Cortaro
Trucco fx: Regina Lunelli Pancaldi
Prodotto da StudioNoesis (Milano)
Musiche originali tratte dall’album “l’universo elegante” di Gianluca De Rubertis (p & c martelabel 2015).
Come sempre, i mass-media amplificano e manipolano, a proprio piacimento e profitto giornalistico, le notizie e i temi più scottanti del vivere sociale.
Oggi bisogna stare molto attenti. Cercare di capire chi sta dietro a tutto, a quale lobby appartiene e, soprattutto, a quale fine tende. E questo vale anche per la Chiesa. Devo dire che anche noi uomini di Chiesa dobbiamo fare il “nostra culpa”.
Se parlassimo di meno sui giornali e andassimo di meno in televisione (o sui social network) e “lavorassimo” di più per il Regno nel silenzio e nel nascondimento, forse sarebbe meglio per tutti. E faremmo certamente un buon servizio al buon Dio.
Domenica scorsa sono ripresi i lavori del Sinodo per la famiglia. Quante polemiche, quanti articoli, quante contrapposizioni, vere, false o, inventate. E, finalmente, anche il Papa ha fatto chiarezza con la catechesi di mercoledì scorso. Nel suo intervento Francesco ha detto che “il Sinodo è chiamato ad interpretare, per l’oggi, questa sollecitudine e questa cura della Chiesa. Accompagniamo tutto il percorso sinodale anzitutto con la nostra preghiera e la nostra attenzione. E in questo periodo le catechesi saranno riflessioni ispirate da alcuni aspetti del rapporto – che possiamo ben dire indissolubile! – tra la Chiesa e la famiglia, con l’orizzonte aperto al bene dell’intera comunità cristiana”. E, ancora, ha detto: “Oggi c’è bisogno ovunque di una robusta iniezione di spirito famigliare. La famiglia apre per l’intera società una prospettiva umana”.
Ecco perché la famiglia apre per l’intera società una prospettiva ben più umana: apre gli occhi dei figli sulla vita – e non solo lo sguardo, ma anche tutti gli altri sensi – rappresentando una visione del rapporto umano edificato sulla libera alleanza d’amore. La famiglia introduce al bisogno dei legami di fedeltà, sincerità, fiducia, cooperazione, rispetto; incoraggia a progettare un mondo abitabile e a credere nei rapporti di fiducia, anche in condizioni difficili; insegna ad onorare la parola data, il rispetto delle singole persone, la condivisione dei limiti personali e altrui. E tutti siamo consapevoli della insostituibilità dell’attenzione famigliare per i membri più piccoli, più vulnerabili, più feriti, e persino più disastrati nelle condotte della loro vita. Nella società, chi pratica questi atteggiamenti, li ha assimilati dallo spirito famigliare, non certo dalla competizione e dal desiderio di autorealizzazione. Politica non dà alla famiglia adeguato riconoscimento.
Ebbene, pur sapendo tutto questo, non si dà alla famiglia il dovuto peso – e riconoscimento, e sostegno – nell’organizzazione politica ed economica della società contemporanea. Vorrei dire di più: la famiglia non solo non ha riconoscimento adeguato, ma non genera più apprendimento! A volte verrebbe da dire che, con tutta la sua scienza, e la sua tecnica, la società moderna non è ancora in grado di tradurre queste conoscenze in forme migliori di convivenza civile. Non solo l’organizzazione della vita comune si incaglia sempre più in una burocrazia del tutto estranea ai legami umani fondamentali, ma, addirittura, il costume sociale e politico mostra spesso segni di degrado – aggressività, volgarità, disprezzo… –, che stanno ben al di sotto della soglia di un’educazione famigliare anche minima. In tale congiuntura, gli estremi opposti di questo abbrutimento dei rapporti – cioè l’ottusità tecnocratica e il familismo amorale – si congiungono e si alimentano a vicenda. Questo, vero, è un paradosso.
Lo “spirito famigliare” è una carta costituzionale per la Chiesa”.
A me pare che i Padri sinodali soprattutto su questo debbano riflettere e farci riflettere.
(Fonte foto: rete internet)
ANNUNCIARE, DENUNCIARE, RINUNCIARE
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La maggioranza di centrodestra boccia la mozione dei democratici. Che annunciano: ” Non saremo nelle commissioni “. Il M5S: ” Rinunceremo alle indennità di presenza “.
Costi della politica: è bagarre in consiglio comunale. Un’assemblea cittadina infuocata, durata per tutto il giorno di martedi, alla fine della quale la maggioranza di centrodestra ha bocciato la mozione del Pd di ridurre da sette a tre le commissioni consiliari e di effettuare tutte le riunioni delle commissioni al di fuori dell’orario di lavoro, cosa che avrebbe impedito alla municipalità di rimborsare di tasca propria i consiglieri comunali. Una riduzione che, se attuata, secondo quanto affermato dai democrat, avrebbe drasticamente ridotto il costo mensile del gettone di presenza per i 24 esponenti dell’assemblea locale. Non è finita. Dopo questa bocciatura i quattro consiglieri comunali del Partito Democratico hanno abbandonato il consiglio comunale annunciando che ” non entreranno in nessuna commissione consiliare “. Successivamente la maggioranza ha approvato un ordine del giorno, lo schema di composizione delle sette commissioni, che però non è stato digerito dal Movimento Cinque Stelle, che ha accusato la maggioranza di ” imposizioni arroganti “. Schema che, prima di essere approvato, ha determinato un altro “Aventino”, quello appunto degli altri quattro consiglieri pentastellati. Esponenti del M5S che in consiglio hanno a loro volta annunciato che ” rinunceranno in toto al gettone di presenza “. Il gettone ammonta a 36 euro lordi. Mediamente i lavori delle commissioni di un comune con 24 consiglieri portano a una spesa media di circa 5mila euro lordi al mese. C’è inoltre la questione del rimborso dei consiglieri comunali che lavorano nelle aziende e che si devono assentare da queste per partecipare ai lavori del comune. Per legge questi consiglieri vengono rimborsati dalla municipalità. Ma la convocazione dell’assemblea cittadina di martedi ha conosciuto un momento di grande tensione. ” Meglio un assessore pagato con un’indennità pubblica che un assessore che si prende le tangenti “, ha detto il capogruppo Pd, Michele Tufano, facendo riferimento agli arresti per tangenti avvenuti nel 2011 e che coinvolsero un assessore e un consigliere comunale della precedente consiliatura retta dal sindaco Russo. Una frase che ha scatenato l’indignazione del consigliere comunale di maggioranza Domenico Leone. ” Tufano soffre di desertificazione cerebrale “, la sua risposta piccata. Scintille a distanza anche tra le stesse opposizioni, quella Pd e quella del M5S. ” I pentastellati – l’accusa di Tufano – hanno votato contro la nostra mozione di riduzione dei costi, hanno votato insieme alla maggioranza di centrodestra “. ” Si – replica Dario De Falco, leader dei pentastellati in consiglio – perché per ridurre i costi dei consiglieri basta fare quello che abbiamo fatto noi e cioè rinunciare al gettone di presenza “. Rimane la questione dello schema di composizione delle commissioni. Stando così le cose c’è la prospettiva che tutti e sette gli organismi municipali vengano occupati quasi esclusivamente da esponenti della maggioranza di centrodestra capeggiata da Forza Italia. ” Che senso avrà – si chiede Tufano – costituire delle commissioni prive di rappresentanti dell’opposizione ? Chiederemo poi conto di quanto queste commissioni giorno per giorno producono “. Infine l’appello del capogruppo democrat al M5S: ” Invitiamo le altre opposizioni a non entrare nelle commissioni, per non vanificare l’abbandono dell’aula di ieri . Noi andiamo fino in fondo”.
Martedì 13 ottobre la città dei gigli ospiterà la Festa del Cuoco, un evento promosso dall’Associazione Cuochi Torre del Greco – Area Vesuviana – Nolana e Strianese per valorizzare le eccellenze gastronomiche territoriali.
Gusto e tradizioni culinarie, saranno questi ingredienti della prossima grande manifestazione in programma a Nola. Il 13 ottobre la città dei gigli infatti ospiterà la Festa del Cuoco, un evento organizzato dall’amministrazione comunale nolana in collaborazione con l’Associazione Cuochi Torre del Greco – Area Vesuviana – Nolana e Strianese.
Piazza Duomo sarà location della Festa, dove per tutta la mattina di martedì si alterneranno 15 chef per degustazioni gratuite, show cooking e laboratori. ʺLa valorizzazione dei nostri prodotti può essere uno straordinario volano di sviluppo dell’intero territorio, sia dal punto di vista turistico che economico. L’evento coincide con la ricorrenza del Santo Patrono dei Cuochi, San Francesco Caraccioloʺ spiega Antonio Nunziata, tra i promotori dell’evento in qualità di rappresentante dell’Associazione Cuochi. A promuovere le specialità gastronomiche nostrane ci saranno, inoltre, numerose associazioni di categoria, tra cui Coldiretti, Confagricoltura, CIA e Slow Food, i presidi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e l’Unione Regionale Cuochi Campania, guidata da Luigi Vitiello. Non mancherà la partecipazione dell’assessorato all’agricoltura della Regione Campania.
“Nola – ha dichiarato il sindaco Geremia Biancardi – diventa motore di un’iniziativa che evidenzia l’importante connubio tra cibo, prodotti agricoli locali e patrimonio culturale. Con gli chef stellati esalteremo il gusto di visitare la nostra città e la nostra area”.
La festa degli artisti della cucina culminerà a mezzogiorno nelle esibizione degli chef stellati Paolo Barrale di Marennà e Lino Scarallo, executive di Palazzo Petrucci e due chef emergenti, Maurizio De Riggi del Markus di San Paolo Belsito e Luigi Salomone del ristorante Piazzetta Milù.
“… Mi chiamo C.M., ho sette anni, frequento, o meglio dovrei frequentare, la seconda classe elementare … Il fatto che io non possa parlare, non vuol dire che io non abbia nulla da dire. Attorno a me, per il mio bene e per i miei diritti, gravitano tante persone: i miei genitori, la mia famiglia, i miei compagni di scuola, i miei educatori, le istituzioni, la comunità. Se potessi, direi che io sono una bambina. Non spaventatevi se sono diversa, potrei farlo anch’io, perché siete in tanti e sembrate tutti uguali. E’ come se io fossi un po’ disordinata, non malata. I miei sensi non si sincronizzano, ecco qua! Per cui, vi prego di distinguere ciò che non voglio fare, da ciò che non posso fare. Sappiate che, anche se non vi è chiaro, io interpreto letteralmente il linguaggio e in più ho un pensiero visivo. Tenetelo in considerazione! Vi invito a fare attenzione a tutti i modi con cui cerco di comunicare. Basta rammaricarvi! Concentratevi di più su ciò che posso fare, e non su ciò che non posso fare. Aiutatemi nelle interazioni sociali, cercate di capire cosa innesca le mie varie crisi. Aiutatemi, non so come giocare. Non ditemi le cose, perché le dimentico. Insegnatemi e mi ricorderò. Coinvolgetemi e imparerò. Io non vi ignoro, sono “autistica”, e non soffro di autismo, soffro se non sapete come trattarmi …”
La mamma di C.M. ci racconta che all’età di un anno e mezzo, circa, ha scoperto che la sua bambina era affetta da “Autismo Autolesionismo e ritardo mentale”.
“… E’ un dono del Signore che mi ha cambiato la vita …” ci dice commossa, ma con tanta amarezza, e con il cuore di una mamma che soffre l’enorme disagio della propria figlia. L’autismo, è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo neuro-psichiatrico che interessa la funzione cerebrale. La persona affetta da tale patologia esibisce un comportamento tipico caratterizzato da una marcata diminuzione dell’integrazione socio-relazionale e della comunicazione con gli altri, ed un parallelo ritiro interiore. La situazione della piccola C. M. è aggravata dalla presenza di comportamenti fortemente problematici come le stereotipie (dondolarsi, muovere le mani, ecc.) e anche drammatici, come l’autolesionismo (battere la testa, morsicarsi, ecc.), e l’aggressività diretta verso persone o cose. A tutto ciò si aggiunge un ritardo mentale. La mamma di C.M. ci spiega di aver accettato con amore e dedizione questa prova, cercando di trasmetterci le numerose difficoltà che un’esperienza di vita del genere comporta. Ci racconta di vari episodi nei quali la bambina ha rischiato davvero di mettere in pericolo se stessa e altri. Ci fa notare una rete di protezione metallica ai balconi, necessaria per evitare tragedie, poiché la piccola è iperattiva e incontrollabile.
C.M. frequenta la seconda elementare dell’I.C.S. “V. De Sica” di Volla. La Dirigente Scolastica ha dichiarato che delle 27 ore settimanali totali “… alla bambina è stato assegnato dall’ufficio regionale un insegnante di sostegno per 11 ore settimanali … il medico dell’ASL avrebbe disposto il sostegno per 22 ore … questo aumento potrebbe essere concesso solo dopo ricorso legale e con sentenza favorevole del TAR, così come avviene per altri casi … che in questo caso non è stato fatto dalla famiglia … nel frattempo la scuola si è adoperata con le sue risorse garantendo le 22 ore … ”. Ciò nonostante, questo affiancamento di custodia, alla piccola non basta per un inserimento nella scuola. Dalle “Politiche Sociali” del Comune (Ambito territoriale n. 10), che dovrebbero sostenere la scuola e la famiglia fornendo l’assistenza materiale, sembra che non sia ancora partita la gara. Questo aumenta le criticità che si ripercuotono sia sulla piccola, sia sul resto della classe.
La mamma di C.M., non negando l’incontrollabilità della bambina, dice che “… l’insegnante di sostegno non riesce da sola ad occuparsi e a vigilare su di lei … Inoltre, l’impegno costante e faticoso la porta ad assentarsi facilmente dal posto di lavoro …e di conseguenza mi viene richiesto continuamente di non portare C. M. a scuola o prenderla prima della fine dell’orario scolastico…”. La Dirigente Scolastica riferisce che il “sistema” non consente di essere tempestivi con la sostituzione delle assenze.
Conseguenza di tutto ciò è anche che gli insegnanti di ruolo devono necessariamente dedicarsi alla bambina, distogliendo energie, risorse e attenzioni alla classe, allarmando i genitori degli altri bambini. Questi, preoccupati per la situazione pericolosa, per la bambina e per i loro figli, dopo aver sollecitato più volte una soluzione del caso, hanno addirittura “minacciato” un trasferimento in massa ad altro istituto scolastico. Dalla testimonianza di alcuni di essi, alleati con la famiglia di C.M., è emerso che il problema, presente anche l’anno scorso, e tutt’ora irrisolto. Il dirigente scolastico con lo scopo di fare chiarezza sui vari punti critici e le relative scelte, ha convocato una riunione il giorno 8 Ottobre alle 10,30. Alla riunione, tenuta presso l’istituto, sono stati invitati i terapisti del Centro “Le ginestre”, la famiglia di C.M., gli insegnanti della classe, la rappresentante di classe, e il rappresentante del comune di Volla. Poiché il comune inadempiente e assente la riunione non ha dato nessun esito.
“… ehi, al centro di tutto questo ci sono sempre io, mal equipaggiata, ma la mia personalità è rimasta intatta. A proposito di come trattarmi … io vorrei andare a scuola come gli altri bambini, ma non riesco a stare molto tempo nello stesso posto … non riesco a comunicarlo … mi agito … vorrei non far preoccupare per le mie esigenze, per la salute mia e dei miei compagni … se solo esistesse un posto più adatto a me … concedetemi la dignità di essere come desidero non danneggiando nessuno… vorrei … vorrei …”
C.M. non vorrebbe creare tutti questi problemi alla politica, allo stato, alla regione, al comune, all’ASL, alla scuola, alla comunità, alle famiglie dei suoi compagni, alla sua famiglia … Se solo esistesse un luogo più adatto a lei, se tutti insieme questi “attori” fossero consapevoli della gravità del caso (di casi simili e della loro gestione) e del suo trattamento.
Si potrebbe consentire a questa bambina diversamente abile, e a tutti i bambini come lei, un’inclusione sociale adeguata.
Per la prima volta in Campania presso la clinica Trusso, è stato effettuato un intervento combinato contestuale di asportazione e ricostruzione della mammella con carcinoma.
Il carcinoma mammario colpisce oggi quasi un decimo della popolazione femminile.
Numerose sono le tecniche di rimozione della neoplasia. Per la prima volta in Campania presso la clinica Trusso, è stato effettuato un intervento combinato contestuale di asportazione e ricostruzione della mammella con carcinoma. L’asportazione è avvenuta con la tecnica “nipple-sparing”, contestualmente la mammella della paziente è stata ricostruita utilizzando tessuto muscolare e cutaneo prelevato dalla schiena. Si tratta della tecnica di ricostruzione con muscolo grande dorsale che consente il ripristino volumetrico della mammella, riuscendo a coprire con tessuto riccamente vascolarizzato una piccola protesi alloggiata al di sotto dello stesso. L’operazione è stata eseguita dal chirurgo plastico dott. Salvatore Taglialatela.
Intanto ieri il segretario generale e don Peppino Gambardella hanno consegnato il primo assegno del fondo di solidarietà operaia a un cassintegrato della Fiat. L’occasione è stata la presentazione dell’associazione “Legami di Solidarietà”, il fondo sociale per l’aiuto economico destinato a cassintegrati, disoccupati, precari, licenziati. Ma dopo la giornata di ieri, a Pomigliano, la sensazione netta è che Maurizio Landini abbia già un’idea su come contrastare il radicale cambiamento del contratto nazionale di lavoro desiderato dalla Confindustria di Squinzi. ” Contrasteremo il nuovo contratto che vuole imporre Confindustria rivendicando l’applicazione dell’accordo interconfederale sulla rappresentanza sindacale – ha detto il segretario generale della Fiom davanti a centinaia di persone, riunite nell’antica Torre dell’Orologio – e agendo col meccanismo del referendum attraverso l’azione di Coalizione Sociale, soggetto che raduna tante componenti che tentano di superare le divisioni volute da chi sta sfruttando questa crisi per impoverirci tutti togliendoci i diritti, riducendo il salario e licenziando “. Landini dà quasi per scontato che Renzi si stia apprestando a recepire con una legge l’assist di Squinzi sulla necessità di superare la contrattazione sindacale nell’ambito del rinnovo del contratto dei metalmeccanici. ” Tra qualche mese – conferma il dirigente Fiom – potremmo trovarci un intervento legislativo sul diritto di sciopero e che renda strutturale ciò che la Fiat ha fatto partendo proprio da Pomigliano “. Anche per questo Pomigliano è sempre al centro dei pensieri del segretario. La sua azione sindacale parte sempre da qui, da dove cinque anni fa Sergio Marchionne ha dato il via alla rimozione del contratto nazionale, alla nascita del contratto aziendale, dello straordinario flessibile blindato con la regolamentazione dello sciopero in fabbrica. ” C’è un uso della crisi teso a cambiare le regole del gioco – ha aggiunto il responsabile Fiom – gli ultimi provvedimenti del Governo vanno in questa direzione “. La messa in discussione della contrattazione nazionale, dello statuto dei lavoratori, la libertà dell’impresa di ” licenziare a piacimento grazie al job act e agli incentivi dello Stato “. ” Una situazione così non l’ho mai vissuta – confessa Landini – io, sindacalista, mi trovo a dover lottare senza lo statuto dei lavoratori e senza la contrattazione collettiva “. Sulla discesa in campo di Coalizione Sociale, del nuovo partito a sinistra, il segretario è però sempre molto cauto. Dà qualche timido segnale di via libera quando dice che ” se non siamo in grado di riunire e di riunificare le persone la partita l’abbiamo finita prima di cominciare “. Tutto qui. E’ il segretario della Fiom di Napoli e della Campania, Andrea Amendola, a spingersi più in là. Durante il suo lungo intervento Amendola parla della necessità di una discesa in politica di Coalizione Sociale. Intanto oltre a Libera di don Ciotti c’è già anche una certa chiesa operaista al fianco della Fiom. Ieri il parroco della chiesa madre di Pomigliano, don Peppino Gambardella, ha partecipato per tutto il giorno all’iniziativa di Landini. Lui e il segretario generale hanno anche consegnato a un operaio cassintegrato della Fiat di Pomigliano il primo assegno del fondo di solidarietà. ” Perchè al modello Pomigliano di Marchionne – spiega il sacerdote – dobbiamo contrapporre il modello Pomigliano della solidarietà “. A ogni modo in campo già è sceso anche il mondo del cinema e del teatro. Il prossimo 31 ottobre a Pomigliano si esibirà infatti il grande attore Toni Servillo. Obiettivo: dare una mano al fondo di solidarietà e al nuovo progetto politico di Landini e compagni. Il segretario generale dei metalmeccanici Cgil insiste sul fatto che ” la Fiat ha anticipato ciò che Monti, Letta e Renzi hanno applicato “. ” Ma è una tendenza globale – chiarisce – in molti paesi vogliono ridurre il salario superando i contratti. E in Italia questo viene fatto in condizioni di paura e quindi di ricatto. L’ultimo accordo che hanno sottoscritto i firmatari in Fca abbassa i minimi, non aumentano tfr e maggiorazioni determinando che lì c’è un salario più basso che da un’ altra parte “. Il diritto di sciopero in Fca: ” Sono già arrivati inoltre al fatto che se lo sciopero non lo proclamano a maggioranza le rsa non si fa. Noi però lo possiamo fare perchè non abbiamo firmato il loro contratto “. Anche il Jobs Act preoccupa la Fiom. ” Oggi la cassa integrazione costa di più – sostiene il segretario – Alcatel invece di usare la solidarietà ha licenziato e siamo di fronte al tentativo di completare questo quadro “. La strategia di Landini: ” Come agire ? E’ stato fatto un accordo il 10 gennaio del 2014, che non ci ha trovati d’accordo. Ma siamo al paradosso che siamo l’unico sindacato che sta applicando quell’accordo. Sarà l’inps a dire qual è il peso di ogni organizzazione. Quell’accordo dice che un contratto per essere esigibile deve avere due caratteristiche: il 50 per cento più uno della rappresentanza per voti dei lavoratori e per numero di iscritti e che il nuovo contratto deve essere approvato dalla maggioranza dei lavoratori. La Fiom deve provare a raggiungere la maggioranza assoluta nei metalmeccanici. Ce la può fare perchè oggi più che mai il lavoratore sa che siamo l’unica organizzazione più vicina a lui. E poi l’esempio degli operai Fca degli Stati Uniti dimostra che quando i lavoratori sono fuori dai ricatti ce la possiamo fare “. Dunque, maggioranza assoluta degli iscritti obiettivo difficile ma non impossibile. ” Iscriversi alla Fiom oggi vale doppio – l’esortazione di Landini – Perché se dovesse venir fuori che la Fiom ha il cinquanta per cento più uno allora ogni discorso non vale più. Gli altri sindacati non hanno voluto facilitare l’Inps a raccogliere i dati sul numero di iscritti a ogni categoria, ci hanno detto di no perche non vogliono applicare l’accordo sulla rappresentanza per cui noi questo lavoro lo dobbiamo fare adesso. Ricordiamo che nella stessa Fca in base alle ultime elezioni delle rls noi siamo il sindacato più votato, quando il voto è libero e non come al referendum sul contratto impostao da Fca, quando ci dissero che o si votava si o si chiudevano le fabbriche “. Crisi, ricatti e squilibri sociali: ” Siamo di fronte a una crisi della democrazia che dà più potere alle imprese. Lo dimostra la modifica dell’articolo 18: invece di tutelare il lavoratore il governo tutela l’imprenditore che incassa i nostri soldi e che può fare quello che vuole del lavoratore, licenziandolo senza rischi quando gli pare “. Per Landini quindi il rinnovo del contratto dei metalmeccanici e la battaglia leglislativa sono la stessa cosa. ” Anche perchè, per esempio – specifica il segretario – il sindacato confederale in America è vietato dalla legge. C’è solo il sindacato aziendale. Ma la storia del sindacalismo italiano è l’opposto, è l’ avere un’idea di cambiamento anche fuori della fabbrica “.
L’ “immegliamento dei vini vesuviani” fu l’ultimo grande progetto del Reale Istituto di Incoraggiamento, che nel 1847 incaricò Vincenzo Semmola, fratello di Mariano, luminare della Medicina napoletana, di censire le uve del Somma-Vesuvio.
Nel 1830 gli esecutori testamentari che esaminarono, per l’inventario, la cantina della casa napoletana del Cavaliere Luigi de’ Medici, la cui famiglia possedeva centinaia di moggia di vigneti vesuviani, vi trovarono ” 48 bottiglie di Porto, 150 di Stella, 282 di Madera, 30 di Bordeaux, 17 di Sauternes, 41 del Reno di prima qualità, 19 di seconda qualità, 50 di Setubal, 4 di Costanza, 2 di Tokay, 13 di Alicante, 20 di Buneles, 12 d’Ungheria, 23 di Ermitaggio, 12 di Grande Ermitaggio, 5 di Nizza, 10 di Xeres, 12 di Aleatico, 45 di Champagne, ma di seconda qualità.”. Il nipote Giuseppe, erede universale dello statista, non trovò nella cantina nemmeno una bottiglia di vino vesuviano e proprio allora, forse, decise che avrebbe dedicato ingegno e capitali all’ “immegliamento” di quel vino. Nel 1847 il Reale Istituto di Incoraggiamento incaricò l’avvocato Vincenzo Semmola di investigare palmo a palmo i vigneti vesuviani e di descrivere analiticamente i metodi di coltivazione della vite e le tecniche di produzione del vino. I risultati della meticolosa indagine, durante la quale l’avvocato ebbe come guide “ i mastri di vigna e di cantina “ del Principe di Ottajano, confluirono in una articolata relazione, letta ai membri del Reale Istituto nella seduta del 3 febbraio 1848.
Il Semmola dovette fare i conti prima di tutto con la varietà dei nomi, poiché molti contadini non andavano oltre la distinzione delle uve in bianche e nere: erano ” universali ” solo i nomi delle uve aglianica, catalanesca, olivella, moscadella. L’uva rosa a Napoli era conosciuta come ” uva signora o pane “, la sanginella a Somma la chiamavano jelatella, la castagnara era nota anche come santamaria, l’uva voccuccio come catalanesca nera. Alcune specie prendevano il nome – supponeva il Semmola- da colui che le aveva coltivate per primo: la tarantino, la ferrante, la priore, la donottavio, la capotuosto, la pernice. Don Vincenzo classificò e descrisse con grande cura 112 varietà di uva, innervando le schede scientifiche delle più note con qualche tocco di vivo colore. La bacca della piedipalumbo, o palombina è ” piuttosto piccola, quanto una palla di fucile di mezza oncia, di color nero, molto sugosa e dolce: dà ottimo vino e amabile “. Il tralcio della coda di cavallo, ” vitigno gagliardo e lussureggiante di tralci, è color legno cinericcio ” e ” il germoglio novello verde chiaro gradatamente biancheggia con liste color legno “. Il vino della nera olivella ” è gentile a un tempo e spiritoso “, mentre quello della nera lugliese, oltre ad essere spiritoso, è anche ” austero a cagione della buccia “. Della catalanesca scrive il ricercatore: “ottima da tavola. Il vino scarso ma generoso, aromatico e grato: si suole unire alle altre uve bianche e dà nerbo a questo vino. Si coltiva generalmente più per vendere il frutto in piazza che per far vino, superando in dolcezza e sapore quella di qualunque altro luogo“. Il vitigno della nera aglianica verace è gentile.la bacca è piuttosto piccola e rotonda, di un bel nero lucido, molto sugosa, dolcissima e graditissima al palato: molto colorito il succo: buccia sottile; dà ottimo spiritoso e dilicato vino.
Non meritano elogi le nere guarnaccia e coda di volpe, mentre dell’uva greca dice il Semmola che è un vitigno gentile, dalla bacca ” piccola, rotonda, biondeggiante, dura la buccia, tenace, aspra e poco sugosa. Unita alle altre uve bianche si ha il famoso vino greco: scarseggia in frutto. E’ molto raro nei terreni alle falde del Vesuvio; più abbondante in quelli alle basi e falde del Somma. “. Buono, e non di più, è il vino della falanghina,” vitigno sufficientemente vigoroso”. La mistura delle uve bianche dei vigneti più alti dava quel ” vino eccellente ” che a Somma era chiamato greco, e ” da Portici a Bosco lacrima bianca “: Le ” lacrime ” dell’uva “nera” Semmola le distingueva in mezza lacrima, e in lacrima fina, in base alla fascia da cui le uve provenivano, pur riconoscendo che ” se si volesse un vino per eccellenza squisito, generoso, amabile e aromatico, dovrebbesi fare scelta delle uve, e prediligere l’aglianica, sia verace che di Sanseverino, la pignola, l’olivella, la dolciolella, la capotuosto, la palombina, la priore…“. Era ferma convinzione dell’avvocato che i vini dei terreni a sud e a ovest del Vesuvio fossero superiori a quelli prodotti dai vigneti a nord e a est del Somma.
I lussureggianti vigneti delle terre vesuviane apparivano a Semmola il regno del disordine. L’incuria e l’avidità dei coltivatori facevano sì che ” si allevassero alla rinfusa tante razze, e buone e malvagie “; le viti erano ” tenute senza metodo costante, a pancate o ad arboscelli, “ e spesso diventavano così alte che bisognava sostenerle, ” con grossa spesa “, con un palo lungo e robusto, e i filari risultavano tanto vicini che, legati i festoni, si formava come un ininterrotto pergolato: i chicchi, oppressi dall’ombra e tenuti lontani dai raggi del sole e dalla circolazione dell’aria, non giungevano a perfetta maturazione. Nei vigneti di Casa Medici tra Ottajano e Terzigno Semmola trovò i segni dell’ immegliamento:i filari scorrono da mezzogiorno a settentrione” e sono divisi in “poste “ordinate in modo che ogni quattro poste costituiscono un quadrato equilatero:e questa disposizione viene per quelle contrade conosciuta col nome di quadro e squadro. Semmola condivise la dottrina dei “mastri” di Giuseppe IV Medici: soprattutto se la stagione è stata piovosa, bisogna “ sfollare” i pampini, per favorire la “libera circolazione dell’aria” e per evitare che i grappoli restino “inviluppati tra le foglie”. Ovviamente, non bisogna esagerare: “ il fogliame è l’organo essenziale alla maturazione.. e intorno a ciò l’esperienza mi ha reso istruito essere più necessaria al frutto la libera circolazione dell’aria che la diretta azione del sole.
E questi sono i nomi più strani: tra le uve nere “fetecci, spollecarella, pruna, vetrancone, porchiacchella, scassacarretta, zizza di vacca, zitara, penzola, groja” e tra le bianche: “campanella verace e campanella bastarda, soricella e micco.”. Semmola censì anche 29 varietà “anonime”: 19 di uva nera e 10 di uva bianca.
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