Una rete di scuole napoletane in collaborazione con l’associazione Scienza e Scuola presenta dal 15 al 18 ottobre, nel capoluogo partenopeo, una parte del suo ricco patrimonio di strumenti scientifici storici.
Il 15 ottobre apre alla Biblioteca Nazionale un’importante mostra di strumenti scientifici storici scelti tra i tanti ancora presenti nelle scuole storiche napoletane, testimoni del grande rilievo della tradizione scientifica napoletana. La mostra è organizzata nel quadro del Progetto NEMO (Network Educational Museums Online), che vede docenti e scienziati federati per contribuire a dare slancio verso il futuro ai giovani napoletani rinforzando la loro coscienza delle radici della Scienza napoletana.
Con l’Illuminismo è iniziato per Napoli un periodo di circa cento anni marcato da notevolissime iniziative in vari campi. Pensiamo al complesso agricolo-industriale di San Leucio, alla costruzione della prima nave a vapore del Mediterraneo e alla Ferrovia Napoli-Portici, la prima nella penisola italiana.
In campo scientifico furono fondate Istituzioni di avanguardia quali il Museo Mineralogico, l’Orto Botanico, l’Osservatorio Vesuviano e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte. L’Università fu dotata di importanti attrezzature. Nel 1872 fu fondata la Stazione Zoologica Anton Dohrn.
“La tradizione scientifica napoletana è tuttora fortemente presente in varie Scuole con collezioni di strumenti scientifici di eccezionale ricchezza, come lascito di quei tempi giunto a esse attraverso varie strade e arricchito in anni post-unitari” – dice la professoressa Gioia Molisso, coordinatrice del Progetto NEMO. E continua – “Come nel mio Liceo Vittorio Emanuele II, in diverse Scuole sono nati musei di notevolissimo interesse, grazie a forte motivazione e tanto lavoro per iniziativa generalmente individuale”.
Sono musei generalmente piccoli, ma già dal loro nascere con il coinvolgimento di docenti e studenti essi hanno la caratteristica distintiva e preziosa di essere allo stesso tempo “musei da visitare” e “musei laboratorio didattico”, ove con tutta la loro irripetibile bellezza e perfezione artigianale gli antichi strumenti continuano a vivere nell’insegnare ed educare.
“Quello che è stato fatto con tanta dedizione è assolutamente rimarchevole, ma la vastità del patrimonio di strumenti scientifici e lo stato di precarietà in cui purtroppo molti di essi sono tali da richiedere un deciso cambiamento nel modo di affrontare il compito di garantirne pienamente il recupero e la fruizione” – dichiara Paolo Strolin, professore emerito all’Università di Napoli “Federico II” e presidente dell’Associazione Scienza e Scuola – “E così è stato concepito e ha trovato terreno per svilupparsi il Progetto NEMO, che sta portando a un deciso allungamento di passo”.
Il Progetto NEMO è nato dall’unione di forze ed è sostanzialmente basato su una doppia federazione. Un gruppo di sei Scuole si è costituito in Rete e, inoltre, si è stabilita una stretta collaborazione con l’Associazione Scienza e Scuola, allargando la sinergia all’ambiente scientifico in essa attivo assieme a docenti nella Scuola.
Le Scuole collegate in Rete sono: Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” (Scuola capofila), Istituto Tecnico Statale “G.B. Della Porta”, Liceo Ginnasio Statale “G.B. Vico”, ISIS “Elena di Savoia”, Liceo Statale “Pasquale Villari” e ITIS “Alessandro Volta”.
L’Associazione Scienza e Scuola riunisce docenti e scienziati per la realizzazione di una varietà di progetti didattici, in collaborazione con le maggiori Istituzioni scientifiche napoletane.
Per la realizzazione del Progetto NEMO è stato siglato un Protocollo di Intesa che include il Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli “Federico II” e il Comune di Napoli.
Il Progetto NEMO è sostenuto dall’Istituto Banco di Napoli Fondazione.
“La Mostra alla Biblioteca Nazionale – conclude la professoressa Molisso – indica che sono stati fatti i primi passi per realizzazione del Progetto NEMO. L’unione di forze da ambienti scolastici e scientifici accresce l’efficacia del nostro lavoro e il nostro entusiasmo. Siamo grati a tutti quelli che supportano il Progetto, avendo capito che la sua importanza lo oltrepassa e contribuisce a un generale recupero dell’orgoglio napoletano.”
Così, il Progetto continua per raggiungere i seguenti ambiziosi obiettivi:
- Recuperare, documentare e inventariare l’intero patrimonio di strumenti scientifici ancora esistente nelle Scuole.
- Potenziare i musei nelle singole Scuole e crearne ove ancora non sono esistono.
- Creare un Museo Virtuale con un catalogo che fornisca tutta la documentazione e la renda fruibile da chiunque e da ovunque.


