Napoli: uccisa sorella esponente clan D’Amico, la polizia indaga

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  Una donna, Nunzia D’ Amico, di 40 anni, sorella di un esponente del clan camorristico D’Amico, attivo nella zona orientale di Napoli, è stata uccisa con colpi di arma da fuoco a Ponticelli. É stata portata nell’ospedale Villa Betania ma è morta poco dopo il ricovero. La polizia indaga su questo delitto e sul ferimento, avvenuto sempre nella giornata di ieri a Napoli, di un pregiudicato, Ciro Gioia di 40 anni. L’uomo è stato colpito ad una gamba. La polizia sta cercando di accertare se l’episodio sia legato all’uccisione della donna. Annunziata D’ Amico, detta Nunzia, aveva posizione di vertice all’interno del clan. E’ stata colpita nei pressi di casa, al Parco Conocal, nel quartiere Ponticelli. Ad aprire il fuoco sarebbero stati sicari in numero non ancora precisato. La donna aveva numerosi precedenti penali, compreso il reato di associazione per delinquere di stampo camorristico. Nunzia D’Amico era sorella di Giuseppe ed Antonio D’Amico, ritenuti i capi dell’omonimo clan attivo a Ponticelli. La donna avrebbe assunto negli ultimi tempi un ruolo di guida nell’organizzazione, decimata da una serie di arresti avvenuti nel marzo scorso ed in lotta con il clan rivale dei D’Amico. Pochi minuti dopo il ferimento di Nunzia D’Amico, morta poco dopo alla clinica Villa Betania, è stato ferito sempre a Ponticelli un pregiudicato, Ciro Gioia, 40 anni, che si è recato con mezzi propri all’ ospedale “Loreto Mare”. A Villa Betania sono giunti numerosi parenti e conoscenti dei D’Amico. (Fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana, i Moderati in un recente incontro: «Il nostro ruolo solo propositivo».

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Il consigliere regionale Mocerino: «Un anno e mezzo di immobilismo con amministratori chiusi nelle stanze del potere». Mentre manca pochissimo alla scadenza del tempo concesso a Piccolo per ritirare le dimissioni, pochi giorni fa i Moderati per Somma hanno rotto gli indugi affidando le proprie ragioni ad un incontro pubblico, accusando il sindaco di essere autoreferenziale e accentratore. «L’apporto dato alla vittoria di Piccolo dalla lista Ncd –Udc è noto a tutti – ha incalzato il coordinatore politico dei Moderati, Luigi Molaro – durante la prima fase dell’amministrazione, nonostante i problemi di bilancio e quelli ereditati dalla passata amministrazione, siamo riusciti a dare qualche piccola risposta, siamo riusciti a mettere in cantiere qualcosa e  lo abbiamo potuto fare perché c’era dialogo, c’era confronto. Ma ad un certo punto si è venuta a creare una barriera tra il cittadino e l’amministrazione ed è questo il motivo per cui nasce il gruppo dei Moderati, con la mission di riavvicinare la città al governo cittadino. Per cui l’intento non era quello certo mettere in crisi il sindaco e l’amministrazione Piccolo, bensì di dare nuova linfa, una linfa creativa ad un lavoro sempre più difficile viste le risorse finanziarie molto scarse. Invece siamo stati percepiti come chi vuole disturbare, chi vuole “rompere”, come chi vuole mandare a casa il sindaco, mentre la nostra altro non era che un’azione propositiva. Come è accaduto quando abbiamo protocollato un documento circa la rotazione dei dirigenti, che la legge prevede. Trasferire un dirigente da una funzione all’altra significa anche incentivarlo, significa che il soggetto non acquista quel potere che negli anni potrebbe acquistare, per cui, mettere mano alla macchina amministrativa comunale era importante per dare una discontinuità con quanto era successo prima e dare nello stesso tempo l’impressione, o meglio “la sostanza”, al cittadino che le cose stavano iniziando a cambiare. Purtroppo questo è stato male interpretato perché, forse, qualcuno ha acquisto un ruolo e non lo voleva perdere. Si sono mosse delle frange politiche per cercare di proteggere quel ruolo o quel soggetto. Poi abbiamo fatto un’altra cosa ancora sempre come Moderati: c’è un contratto per la pulizia delle strutture comunali che viaggia sui 32-33000 euro mensili, 400. 000 euro l’anno e all’interno di questo contratto c’erano dei servizi che non venivano dati come, ad esempio, l’ex macello, che non esiste più per cui pagare per la pulizia era assurdo. Eppure anche questa azione è stata vista come di disturbo. Al nostro gruppo non può essere addebitato alcunché, vorrei dire al sindaco, e lo faccio pubblicamente, che noi siamo tutti autonomi e non dipendiamo da nessuno, noi facciamo politica a 360 gradi, senza prendere ordini da nessuno». Peppe Nocerino, il capogruppo dei Moderati per Somma, va dritto al sodo: «Il gruppo dei Moderati è stato sfiduciato, è stato allontanato dalle trattative di un sindaco in crisi da due mesi. Durante la campagna elettorale lo slogan era “Somma ai sommesi”, tanto è vero che ci siamo trovati durante la fase di consultazione per la composizione della giunta ed altri incarichi con un paletto: devono essere di Somma! E questa era una cosa auspicata da tutti i cittadini perché negli ultimi anni l’asse si era spostato verso Marigliano, verso il nolano. Avevamo eletto un sindaco senza padroni politici, con un obiettivo preciso: ridare ditte sommesi, assessori che dovevano essere di Somma, tutto di Somma. Non mi sembra che oggi al comune sieda un dirigente che abbia residenza qui. Nel 2014 per 4 mesi è arrivato il commissario prefettizio a somma e Pasquale Piccolo, Vincenzo Piscitelli e altri consiglieri hanno portato il commissario prefettizio a Somma sfiduciando il vicesindaco Salvatore Di Sarno. Quando arriva il commissario prefettizio vuol dire che qualcuno se ne è fregato della città, per cui dobbiamo chiedere a Piccolo se lo farà arrivare nuovamente, dobbiamo chiedere a lui se ci sarà l’aumento della Tarsu, cosa che io prevedo. Le tasse a Somma Vesuviana non si abbasseranno perché non c’è programmazione. La città sta morendo ed è davanti alla Corte dei Conti». A chiudere i lavori il consigliere regionale Carmine Mocerino, già Udc ed eletto a Palazzo Santa Lucia con la lista Caldoro Presidente. «Bisogna riconoscere a questo gruppo di aver compiuto un gesto di democrazia – ha detto Mocerino – scendere fra la gente, esporre le proprie idee, le proprie istanze, rischiando anche di non essere capiti, rischiando anche di incontrare persone che non la pensano allo stesso modo e che potrebbero quindi divergere rispetto alle istanze che vengono proposte. Un deficit che ha avuto questa amministrazione in più di un anno, che si è chiusa nelle stanze del potere, che non è scesa tra la gente, che non ha fatto comprendere il perché di un anno e mezzo di immobilismo e che ha pensato invece di andare avanti perdendo il rapporto con il cittadino elettore. Questo è il vero deficit di questa amministrazione: non aver aperto un canale di colloquio doveroso con i cittadini elettori pensando di essere autosufficienti, sono diventati autoreferenziali. Io non sono con chi punta il dito nei confronti di chi, in modo convinto, abbiamo sostenuto, ma vivaddio in ogni società ed in ogni cosa che si affronta insieme va fatto periodicamente il punto della situazione. A che cosa serve girare intorno alle questioni non avendo il coraggio per affrontarle? Il coraggio sarebbe stato di fare una verifica della giunta».  

Napoli, guardare al futuro valorizzando il passato: in mostra strumenti scientifici dai Borboni all’epoca post-unitaria

Una rete di scuole napoletane in collaborazione con l’associazione Scienza e Scuola presenta una parte del suo ricco patrimonio di strumenti scientifici storici. Il fine è di mostrare la fisica nelle scuole napoletane dellOttocento; appuntamento presso la Biblioteca Nazionale 15-18 ottobre – Futuro Remoto. Il 15 ottobre apre alla Biblioteca Nazionale un’importante mostra di strumenti scientifici storici scelti tra i tanti ancora presenti nelle scuole storiche napoletane, testimoni del grande rilievo della tradizione scientifica napoletana. La mostra è organizzata nel quadro del Progetto NEMO (Network Educational Museums Online), che vede docenti e scienziati federati per contribuire a dare slancio verso il futuro ai giovani napoletani rinforzando la loro coscienza delle radici della Scienza napoletana. Con l’Illuminismo è iniziato per Napoli un periodo di circa cento anni marcato da notevolissime iniziative in vari campi. Pensiamo al complesso agricolo-industriale di San Leucio, alla costruzione della prima nave a vapore del Mediterraneo e alla Ferrovia Napoli-Portici, la prima nella penisola italiana. In campo scientifico furono fondate Istituzioni di avanguardia quali il Museo Mineralogico, l’Orto Botanico, l’Osservatorio Vesuviano e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte. L’Università fu dotata di importanti attrezzature. Nel 1872 fu fondata la Stazione Zoologica Anton Dohrn. “La tradizione scientifica napoletana è tuttora fortemente presente in varie Scuole con collezioni di strumenti scientifici di eccezionale ricchezza, come lascito di quei tempi giunto a esse attraverso varie strade e arricchito in anni post-unitari” – dice la professoressa Gioia Molisso, coordinatrice del Progetto NEMO. E continua – “Come nel mio Liceo Vittorio Emanuele II, in diverse Scuole sono nati musei di notevolissimo interesse, grazie a forte motivazione e tanto lavoro per iniziativa generalmente individuale”. Sono musei generalmente piccoli, ma già dal loro nascere con il coinvolgimento di docenti e studenti essi hanno la caratteristica distintiva e preziosa di essere allo stesso tempo “musei da visitare” e “musei laboratorio didattico”, ove con tutta la loro irripetibile bellezza e perfezione artigianale gli antichi strumenti continuano a vivere nell’insegnare ed educare. “Quello che è stato fatto con tanta dedizione è assolutamente rimarchevole, ma la vastità del patrimonio di strumenti scientifici e lo stato di precarietà in cui purtroppo molti di essi sono tali da richiedere un deciso cambiamento nel modo di affrontare il compito di garantirne pienamente il recupero e la fruizione” – dichiara Paolo Strolin, professore emerito all’Università di Napoli “Federico II” e presidente dell’Associazione Scienza e Scuola – “E così è stato concepito e ha trovato terreno per svilupparsi il Progetto NEMO, che sta portando a un deciso allungamento di passo”. Il Progetto NEMO è nato dall’unione di forze ed è sostanzialmente basato su una doppia federazione. Un gruppo di sei Scuole si è costituito in Rete e, inoltre, si è stabilita una stretta collaborazione con l’Associazione Scienza e Scuola, allargando la sinergia all’ambiente scientifico in essa attivo assieme a docenti nella Scuola. Le Scuole collegate in Rete sono: Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” (Scuola capofila), Istituto Tecnico Statale “G.B. Della Porta”, Liceo Ginnasio Statale “G.B. Vico”, ISIS “Elena di Savoia”, Liceo Statale “Pasquale Villari” e ITIS “Alessandro Volta”. L’Associazione Scienza e Scuola riunisce docenti e scienziati per la realizzazione di una varietà di progetti didattici, in collaborazione con le maggiori Istituzioni scientifiche napoletane. Per la realizzazione del Progetto NEMO è stato siglato un Protocollo di Intesa che include il Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli “Federico II” e il Comune di Napoli. Il Progetto NEMO è sostenuto dall’Istituto Banco di Napoli Fondazione. “La Mostra alla Biblioteca Nazionale – conclude la professoressa Molisso – indica che sono stati fatti i primi passi per realizzazione del Progetto NEMO. L’unione di forze da ambienti scolastici e scientifici accresce l’efficacia del nostro lavoro e il nostro entusiasmo. Siamo grati a tutti quelli che supportano il Progetto, avendo capito che la sua importanza lo oltrepassa e contribuisce a un generale recupero dell’orgoglio napoletano.” Così, il Progetto continua per raggiungere i seguenti ambiziosi obiettivi: Recuperare, documentare e inventariare l’intero patrimonio di strumenti scientifici ancora esistente nelle Scuole. Potenziare i musei nelle singole Scuole e crearne ove ancora non sono esistono. Creare un Museo Virtuale con un catalogo che fornisca tutta la documentazione e la renda fruibile da chiunque e da ovunque. (Fonte foto: rete internet)  

Acerra, scoppia un nuovo caso attorno alla discarica di Lenza Schiavone. Che il Tar vuole far demolire.

Il sindaco parla di disinformazione da parte di certa stampa. Intanto il meetup del Movimento Cinque Stelle lo attacca. “In riferimento ad artate notizie di palese disinformazione ho già sollecitato il dirigente del comune all’immediata ottemperanza della sentenza del Tar e ad agire anche in danno ai Pellini”. Il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, non ci sta e smentisce, nel pomeriggio dell’8 ottobre, le notizie secondo cui il comune prima di agire preferisce aspettare un’ulteriore sentenza, quella del Consiglio di Stato, dopo che il Tar ha bocciato il ricorso dei fratelli Pellini contro la revoca da parte del comune, avvenuta nel 2008, delle licenze edilizie che servirono a creare la discarica di Lenza Schiavone. Lettieri dice, mostrando un documento, di aver spedito già il 2 ottobre una lettera al dirigente di settore sostanzialmente finalizzata a dare il via all’abbattimento dello sversatoio, di proprietà dei fratelli Pellini. Una presa di posizione, questa, che non è direttamente riferita alla diffida spedita contro di lui, la mattina dell’8 ottobre, dal meetup del Movimento Cinque Stelle ma che è frutto di un articolo apparso su Il Mediano.it, risalente al pomeriggio del 7 ottobre e relativo a un colloquio avvenuto in mattinata con l’ufficio stampa del comune, colloquio finalizzato ad avere spiegazioni su cosa intenda fare la municipalità ora che il Tar si è espresso. “Mi fa piacere che anche questo partito, pregiudizialmente contrario a questa amministrazione – afferma il sindaco –  adesso sia del nostro stesso avviso. Ci siamo consentiti una piccola digressione dal lavoro che stiamo facendo per questa città proprio per sfatare ogni velleitario tentativo di prematura campagna elettorale”. Dunque, il sindaco smentisce la stampa e dice di aver agito prima dei pentastellati. Ma non si capisce ancora bene perché abbia aspettato la pubblicazione di un articolo di giornale on line e poi una diffida del meetup del Movimento Cinque Stelle per bacchettare e poi dire a tutti quello che ha fatto su una questione molto delicata e importante per il territorio. Peraltro la sentenza del Tar, che dà praticamente il via all’abbattimento di Lenza Schiavone, risale al 16 di settembre. Ma in tutto questo  frattempo il comune ha trasmesso una serie di comunicati stampa puntati su argomenti assolutamente diversi, estranei alla questione, anche di importanza decisamente inferiore, come per esempio feste e festicciole varie, la piantumazione di un albero, l’istallazione di uno spartitraffico. Tutto tranne che il via libera del Tar all’abbattimento di Lenza Schiavone. Lenza Schiavone ma non solo. C’è un ordinanza del comune, a firma dell’ex dirigente dell’ufficio tecnico Santoro, che risale all’ormai lontano 2009. Questa ordinanza dispone la demolizione delle opere abusive all’interno dell’impianto di depurazione di via Tappia, anch’esso di proprietà dei Pellini. Viene da chiedersi, quindi, se esistano atti del comune e, in particolare, di quest’amministrazione, che siano successivi e in linea a quanto disposto dall’ ordinanza numero 84 del 2009. (Fonte foto: rete internet)

San Giuseppe Vesuviano, profumi contraffatti e furto di nocciole: i carabinieri al lavoro sul territorio

Sequestrate 250 boccette di profumi contraffatti e arrestati due ladri di nocciole. Due colpi messi a segno questa mattina per i carabinieri della stazione di San Giuseppe Vesuviano che hanno perquisito un negozio cinese in via Martiri di Nassirya scoprendo profumi contraffatti. I Carabinieri, dopo il controllo eseguito nell’esercizio commerciale, hanno denunciato una donna cinese di 37 anni residente a Napoli con l’accusa di essere stata trovata in possesso di oltre 250 boccette di profumi con marchio e segni distintivi falsi, tanto da indurre in inganno gli eventuali compratori. L’altro colpo messo a giusto segno per l’arma sangiuseppese è stato l’arresto di due uomini rumeni. I due uomini, rispettivamente di 23 e 44 anni, sono stati accusati di aver rubato circa 300kg di nocciole perpetrato sullo spiazzale antistante la “Tonda gentile srl”, una impresa locale che lavora frutta in guscio. I due ladri di nocciole non sono stati fortunati: già noti alle forze dell’ordine per furto aggravato, sono stati  scoperti e denunciati dai Carabinieri che hanno recuperato la refurtiva e restituito le nocciole alle vittime del furto. (Fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana, anche il PD dice di no al sindaco Piccolo

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Dopo il no di FI, il sindaco Piccolo, che da giorni  sta cercando accordi con le parti politiche, riceve il no del PD.
Il Partito Democratico di Somma Vesuviana, in linea con quanto emerso all’interno dei suoi organi collegiali, delibera di rimanere all’opposizione dell’amministrazione guidata da Pasquale Piccolo. La responsabilità della crisi è tutta del Sindaco e della coalizione di più liste che lo hanno sostenuto a cui spetta il compito di assicurare la governabilità della città, nel rispetto degli impegni assunti nella scorsa consultazione elettorale. Continueremo a svolgere in maniera chiara e trasparente il nostro ruolo di opposizione e di controllo dell’amministrazione che ci è stato affidato dai cittadini, ponendoci in maniera propositiva alla salvaguardia dei loro interessi, responsabili sostenitori in Consiglio Comunale solo delle eventuali proposte che andranno in tal senso. Riteniamo pertanto, anche in seguito all’incontro con il Sindaco, che non ci siano le condizioni per la condivisione di un percorso comune.

Pomigliano, appalti: interviene l’anticorruzione

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L’autorità presieduta dal giudice Raffaele Cantone: ” disposizioni violate ” nei lavori di piazza Primavera. La vicenda fu denunciata da Dario De Falco, leader M5S.         Appalti al comune di Pomigliano: l’anticorruzione ci vuole vedere chiaro e bacchetta la municiplaità. In un avviso, trasmesso l’8 ottobre al comune, l’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione, retta dal magistrato Raffaele Cantone, parla infatti di “disposizioni violate” nei lavori a piazza Primavera per un ammontare di 217mila euro, lavori che l’anno scorso hanno portato all’ampliamento dell’area pedonalizzata della piazza più importante della città delle fabbriche, piazza Giovanni Leone, meglio nota appunto col nome di piazza Primavera. Un appalto che non è stato assegnato attraverso una gara pubblica ma che è stato affidato alla stessa ditta, la Proglobal Co. srl, azienda dell’area casalese, di San Cipriano d’Aversa. Ditta che nel frattempo stava realizzando i lavori di riqualificazione di una strada vicina, via Ercole Cantone. L’affidamento della pedonalizzazione di Piazza Primavera è stato reso possibile dalla municipalità con una variante in corso d’opera dei lavori di via Cantone, assegnati invece con bando pubblico, ed è stato giustificato con la finalità del “completamento” di questi stessi lavori. Una motivazione che però, secondo l’anticorruzione, non sussiste perché i lavori di piazza Giovanni Leone non possono essere considerati come il completamento di quelli effettuati in via Cantone. Intanto l’ufficio di vigilanza dell’Autorità ha chiesto all’architetto Sabato Esposito, dirigente del settore programmazione infrastrutture del comune di Pomigliano, quali iniziative la stazione appaltante intenda intraprendere a seguito di quest’avviso. E’una presa di posizione piuttosto forte questa dell’Anac. Autorità che di solito trasmette solitamente “e mail” a scopo preventivo per chiedere ai comuni di garantire la correttezza nelle procedure pubbliche, disponendo pratiche istruttorie per valutare eventuali sospetti di irregolarità. In questo caso però l’Anac ha voluto applicare l’articolo 7, vale a dire che ha voluto dare il via a un suo intervento diretto, senza istruttoria preventiva. L’anticorruzione ha quindi già valutato che l’appalto che ha portato alla realizzazione dell’ampliamento pedonale di piazza Primavera ha violato le procedure in materia di appalti. E lo ha anche scritto. Piazza Primavera è il cuore di Pomigliano, fatta rinominare non senza polemiche dal sindaco 76enne di Forza Italia, Raffaele Russo, piazza Giovanni Leone. Qui tra l’autunno e l’inverno scorsi Russo ha voluto ampliare l’isola pedonale chiudendo al traffico tutta l’area e deviando le auto in alcune traverse. Lavori che furono duramente contestati dal Movimento Cinque Stelle e da altre forze politiche, dal Pd, da Sel, che accusarono sindaco e giunta di aver dato il via a ” lavori inutili, irregolari, dannosi e troppo costosi per le casse municipali”. Il 26 maggio di quest’anno, Dario De Falco, attuale capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ha consegnato l’esposto all’Anac.  

Cani randagi ad Ottaviano: il comune corre ai ripari

Il sindaco Luca Capasso sensibilizza i tecnici dell’Asl sul problema del randagismo. Nella mattinatabdu ieri il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, ha incontrato i tecnici dell’Asl per discutere del problema del randagismo, fenomeno estesosi in larga misura sul territorio. Che il problema sul fronte animalista sia una priorità è ormai acclarato: ci sono state numerose segnalazioni al Comune e all’Asl veterinaria di episodi incresciosi che hanno visto cittadini, anche bambini, protagonisti di incontri ravvicinati con branchi di cani potenzialmente pericolosi, alcuni di questi sono avvenuti addirittura in pieno centro ed in orari tardo serali e potevano avere, senza l’intervento di terzi, conseguenze gravi ed irreparabili. In quasi tutti i paesi viene dato sempre maggior rilievo ai problemi connessi con i cani randagi ed inselvatichiti. Dell’argomento si occupano Amministrazioni della sanità, dell’agricoltura, della protezione ambientale, nonché organizzazioni naturalistiche. Ci si deve pur soffermare sul dato che è frequente imbattersi in cani randagi, denutriti e alla ricerca di cibo, sbandati e alla mercé delle auto, che non di rado vengono investiti dalle stesse; così come è possibile avvistare cuccioli, piccolissimi ed affamati, attraversare lentamente strade di scorrimento, smarriti o in compagnia di cagne debilitate. «Insieme ai sindaci del Parco nazionale del Vesuvio e, in generale dell’area vesuviana, ho incontrato tecnici e funzionari dell’Asl Napoli 3 Sud per discutere del serio problema del randagismo. Con me c’era la consigliera comunale Carmela Aliperti, che per conto del Comune di Ottaviano sta seguendo la vicenda.  Abbiamo chiesto all’Asl di aiutarci ad affrontare questa problematica, molto sentita dai cittadini. Abbiamo trovato interlocutori attenti che ci hanno garantito il massimo impegno: presto avvieremo azioni e progetti contro il randagismo che riguarderanno l’intero territorio vesuviano» spiega Capasso in un comunicato stampa. Ci sono alcuni Comuni in Italia che per combattere questa piaga hanno proposto un incentivo annuale  a chi ospita dei cani randagi nei cortili delle aziende o nelle campagne. Si può pensare che un incentivo economico possa spingere qualcuno a fare “il passo” di adottare un cane ma, di contro, c’è anche il rischio che questa cosa, se non gestita nella maniera corretta, possa portare ad uno sfruttamento dei cani randagi per far soldi come accade troppo spesso nei canili lager. Le soluzioni, quelle sane, non sono semplici, ma il sindaco Capasso ha promesso il massimo impegno.

Sinodo Diocesano, domenica l’apertura ufficiale

Con una celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Beniamino Depalma, domenica 11 ottobre alle 19 si aprirà nella cattedrale di Nola il Sinodo Diocesano. A conclusione di un cammino cominciato tre anni fa e che ha interessato tutte le comunità parrocchiali dell’estesa diocesi di Nola, domenica 11 ottobre alle 19 nella cattedrale nolana ci sarà la cerimonia ufficiale di apertura del Sinodo Diocesano. Il ciclo di assemblee, che si svolgeranno sempre nella cattedrale di Nola in 6 sessioni comprese dal 16 ottobre 2015 al 14 maggio 2016, è stato voluto e preparato da tempo dal Vescovo Depalma, alla guida della diocesi nolana da 16 anni: “Il Sinodo è un tempo nel quale la Chiesa di Nola si ferma e riflette su se stessa – non però per parlarsi addosso ma per immaginare insieme una nuova modalità missionaria, per capire come possiamo meglio annunciare il vangelo agli uomini e le donne di questo territorio, e così essere seme di virtuosa trasformazione della società in cui viviamo” ha annunciato il Vescovo “il Sinodo vuole promuovere per una nuova umanità, un nuovo territorio, una storia nuova”. Sin dalla cerimonia di domenica, al Sinodo prenderanno parte i parroci della diocesi, i laici e i religiosi scelti, un gruppo di circa 600 membri chiamati a ragionare insieme sul ruolo della Chiesa nel territorio diocesano.

San GIuseppe Vesuviano: a scuola con lo Scuolabus

Partirà a Gennaio il servizio navetta per accompagnare gli alunni a scuola.   «Mamma, vado a scuola con lo scuolabus». Tutti i genitori che ogni mattina imprecano nel traffico davanti scuola rischiando di arrivare tardi a lavoro sognerebbero di sentirselo dire. Molti hanno rimediato pagando una retta fuori programma ad accompagnatori privati. Ma, per tutti la soluzione più semplice sarebbe poter usufruire di una navetta comunale che accompagni i bimbi a scuola. Da oggi a San Giuseppe V. il sogno diventa realtà. Per l’anno scolastico 2015-2016, infatti, sarà istituito un apposito servizio di trasporto per gli alunni della scuola elementare e della scuola media inferiore. Tale servizio inizierà a gennaio 2016, dopo le festività natalizie e terminerà il giorno 31 maggio 2016. Certo partirà con un po’ di ritardo, ma sarà comunque un sollievo per buona parte dell’anno scolastico. La quota di contribuzione, a carico delle famiglie, come è possibile leggere sul bando pubblicato sul sito dell’ Ente comunale di San Giuseppe V., relativa a tutto il periodo di fornitura del servizio, è pari a 90 euro per ogni utente della scuola elementare e a 100 euro per ogni utente della scuola media inferiore. Sarà possibile inviare richieste di iscrizione fino al 31 ottobre 2015, presso l’Ufficio Pubblica Istruzione del Comune attraverso un modello fornito dallo stesso Ufficio. Secondo quanto si evince dal manifesto, ci sono le seguenti possibilità di esenzioni: esenzione del 100% per il figlio utente disabile ai sensi della legge 104/92; riduzione del 30% per il secondo figlio utente; riduzione del 50% per ogni figlio utente successivo al secondo; quest’ultima riduzione del 30% per il secondo figlio utente e del 50% per ogni figlio utente successivo al secondo, non verrà applicata se il primo figlio è utente disabile che usufruisce del servizio.