Regione Campania. Il Prc con i lavoratori della Sanità accreditata e la Cgil

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime solidarietà ai lavoratori delle strutture sanitarie private accreditate. Sarà con i lavoratori a difesa della loro dignità per la completa affermazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Continua lo smantellamento della Sanità Campana, da Caldoro a De Luca è identico l’obbiettivo: la privatizzazione di interi settori passati nelle mani delle Strutture Private accreditate le quali dismettono le attività meno remunerative e mantengono quelle a maggiore redditività. Queste strutture pseudo-private con una mano attingono dal portafoglio Pubblico mentre con l’altra impongono contratti con turni massacranti, licenziamenti discriminatori, poca sicurezza nei luoghi di lavoro e salari non in linea con il contratto Nazionale della categoria. Comportamento inaccettabile tanto più se attuato da parte di chi riceve finanziamenti pubblici e, denunciatodalla Segretaria Generale Nazionale della Fp Cgil, Rossana Dettori,durante il suo intervento tenuto a chiusura della manifestazione organizzata dalla Funzione Pubblica Cgila Napoli al Largo Berlinguer. Ormai il dado è tratto,la categoria si avvia allo sciopero dei dipendenti delle strutture Private Accreditate i quali, pur avendo la stessa professionalità dei lavoratori del settore sanitario pubblico, non hanno gli stessi diritti. Il massacro della Sanità campana aggrava la già pesante situazione economica della nostra Regione ed a causa della disoccupazione dilagante ampie fasce della popolazione campana si sottraggono non solo alla prevenzione ma anche alla cura di patologie gravi ed invalidanti. Il Partito della Rifondazione Comunista condivide totalmente la lotta dei lavoratori delle strutture sanitarie private accreditate ed esprime piena solidarietà. Sarà con i lavoratori a difesa della loro dignità per la completa affermazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione.

Somma Vesuviana. Centro letture Huck Finn, ripartono le attività

L’appuntamento con la lettura verrà rinnovato oggi alle ore 18.30 nella sede dell’associazione sita in Via Pomigliano, 8.   Ricominciano le attività del nuovo anno associativo del CentroLettureHuckFinn . Dopo due anni di intenso lavoro alle prese con l’Osservatorio Educativo che ha visto impegnati in più ambiti alunni, insegnanti e dirigenti delle varie scuole del territorio, inizia l’anno conclusivo di tale percorso. Parallelamente all’Osservatorio, gli altri molteplici appuntamenti del Centroletture; il Club dei lettori incalliti, il Premio HuckFinn e il Lettori Fest dedicati ai bambini; i giorni del dialogo, le uscite di Immaginare l’altrove e il consueto appuntamento con lo scrittore per genitori, docenti e persone interessate. Le attività verranno presentate il giorno 12 ottobre 2015 alle ore 18.30 nella sede dell’associazione sita in Via Pomigliano, 8.

Acerra. Scende dall’auto per cambiare una ruota, 23enne travolto e ucciso

Il giovane alla guida della sua Renault Twingo si è fermato sulla statale 162 su cui viaggiava, dopo essersi accorto di aver forato uno pneumatico. A travolgerlo ed ucciderlo, una Peugeot 107. Alla guida, una 25enne di Somma Vesuviana. Scende dall’auto per cambiare uno pneumatico bucato e viene travolto da un’altra vettura: è accaduto ad Acerra, dove un 23enne di Cicciano, Felice Cavezza, è morto in seguito alle gravi ferite riportate dopo essere stato investito da una Peugeot 107 sulla strada statale 162. Alla guida della vettura, una 25enne di Somma Vesuviana. Il giovane, che viaggiava sulla sua Renault Twingo, insieme ad un amico 18enne, si è fermato sulla statale dopo essersi accorto di aver forato uno pneumatico. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione locale, insieme ai colleghi dell’aliquota radiomobile di Castello di Cisterna per i rilievi del caso. I documenti di guida e di circolazione sono risultati in regola, ma i due veicoli sono stati sequestrati. La salma della vittima è stata invece trasportata al II Policlinico di Napoli per gli accertamenti del caso.

Blitz dei militari nel Napoletano, arresti per spaccio e maltrattamenti in famiglia

Spaccio e detenzione di stupefacenti, 37enne di Pomigliano finisce in manette. Un arresto per maltrattamenti in famiglia , invece, a Caivano. I carabinieri dell’aliquota operativa di Castello di Cisterna hanno arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio Ricciardi Teresa, 37enne residente a Pomigliano D’Arco. La donna è stata notata su via Filichito alla guida della sua Renault Twingo, in atteggiamento sospetto, dai militari dell’Arma che l’hanno fermata per controlli. Sottoposta a perquisizione è stata trovata in possesso di 100 grammi di cocaina contenuti in due involucri in plastica termosaldati, nascosti nell’auto. L’arrestata è stata tradotta nel carcere di Pozzuoli. A Caivano, invece, i carabinieri della locale tenenza hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni un 50enne del luogo. L’ uomo è stato bloccato nella sua abitazione, immediatamente dopo che, al culmine di una lite per futili motivi aveva picchiato a calci e pugni la moglie 47enne. La vittima è stata medicata dai sanitari dell’ospedale di Frattamaggiore per lesioni guaribili in 3 giorni. Con successive verifiche i carabinieri hanno accertato che da tempo il 50enne maltratta la moglie.

Somma. Uomo minaccia anziana e vigili, è un abusivo colto in flagranza di reato

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L’uomo avrebbe posto una grata in ferro sul suo balcone, perforando il muro della vicina e impedendole  di entrare.  All’arrivo dei vigili l’uomo ha opposto resistenza, vietando alle forze dell’ordine l’accesso all’abitazione, per arrendersi poi solo con l’intervento di superiori e di un perito tecnico.   Un uomo di circa 50 anni G.C. ha minacciato venerdì scorso un’anziana signora A.R. che si è ribellata ad un abusivismo edilizio. E’ accaduto nel comune di Somma Vesuviana in provincia di Napoli, in via Micco ed in particolare nella cosiddetta masseria Castagnola a pochi passi dall’asilo “Oasi dei bambini”. L’uomo avrebbe infatti, posto una grata in ferro sul suo balcone, perforando il muro della donna e posto anche davanti alla porta della vicina un cancello in ferro per evitarle l’accesso sullo stesso balcone. La donna, ha tentato di fermarlo chiedendo spiegazioni, ma il 50enne, l’avrebbe minacciata utilizzando parolacce e gesti volgari, come quello dell’ombrello e simili. L’anziana ha avuto un malore, così la famiglia ha chiamato le forze dell’ordine. La polizia municipale giunta sul posto non è però riuscita a fermare l’azione dell’abusivo, che si è rifiutato di far entrare i vigili per le dovute rilevazioni ed indagini del caso. Dopo le resistenze ed alcune minacce che sarebbero state formulate nei confronti della polizia municipale, l’uomo ha fatto entrare gli agenti, solo all’arrivo dei superiori e di un perito tecnico. Dalle prime ricostruzioni sembrerebbero però, essere saltate fuori anche altre irregolarità. Ad esempio si parla di un giardino che G.C. avrebbe costruito e abbellito con mura di cinta, mattonelle ed altro ricavato da un suolo comune agli altri abitanti della masseria, inoltre sul terrazzo avrebbe costruito una tettoia in legno senza chiedere alle autorità competenti gli appositi permessi. Infine, l’abusivo che sarebbe già noto alle forze dell’ordine, è stato ritrovato anche in possesso di un documento di invalidità ed avrebbe dichiarato agli agenti di aver realizzato personalmente le inferriate di cui sopra con l’aiuto di altri due uomini, tutti sprovvisti di un permesso per svolgere l’attività di fabbro.

Somma Vesuviana, la crisi di governo approda in Consiglio comunale

Pd e Forza Italia dicono no al governo di salute pubblica. E il conto alla rovescia per Piccolo scade domani – lunedì 12 ottobre – a mezzanotte. Intanto il consiglio comunale, con all’ordine del giorno la situazione politico amministrativa si terrà, sempre domani ma alle 18,30. Un parere richiesto alla Prefettura di Napoli e giunto ieri toglie ogni dubbio sui tempi reali concessi al sindaco Pasquale Piccolo per ritirare le dimissioni: dovrà farlo, se così deciderà, entro la mezzanotte di domani, lunedì. Le «consultazioni» con i partiti di opposizione, Forza Italia e Pd, sono fallite: sia gli azzurri che i democrat hanno negato il loro sostegno ad un eventuale governo di salute pubblica guidato dal sindaco Piccolo. Ed entrambe le forze politiche hanno affidato a comunicati ufficiali le loro posizioni. Forza Italia invoca subito nuove elezioni, augurandosi che non si eluda il ricorso alle urne «ricorrendo ad un governicchio insieme al Partito Democratico». Rischio non imminente, pare, vista la nota successiva del Pd che alle profferte del primo cittadino oppone un sonoro «no». Ma c’è una differenza sostanziale tra le due posizioni: se Forza Italia immagina, addirittura auspica, nuove elezioni a solo un anno e mezzo dalle ultime amministrative quando Piccolo sconfisse in ballottaggio proprio l’attuale commissario cittadino del partito, Antonio Granato, nella nota del Pd si legge tra le righe tutt’altro. «Il Partito Democratico di Somma Vesuviana, in linea con quanto emerso all’interno dei suoi organi collegiali, delibera di rimanere all’opposizione dell’amministrazione guidata da Pasquale Piccolo – scrivono i responsabili Pd – la responsabilità della crisi è tutta del Sindaco e della coalizione di più liste che lo hanno sostenuto a cui spetta il compito di assicurare la governabilità della città, nel rispetto degli impegni assunti nella scorsa consultazione elettorale. Continueremo a svolgere in maniera chiara e trasparente il nostro ruolo di opposizione e di controllo dell’amministrazione che ci è stato affidato dai cittadini, ponendoci in maniera propositiva alla salvaguardia dei loro interessi, responsabili sostenitori in Consiglio Comunale solo delle eventuali proposte che andranno in tal senso. Riteniamo pertanto, anche in seguito all’incontro con il sindaco, che non ci siano le condizioni per la condivisione di un percorso comune». Un percorso comune forse no ma il pensare ad un’opposizione presuppone la permanenza di un governo, non certo di un commissariamento. Intanto i due principali protagonisti della crisi, il gruppo dei Moderati per Somma e il sindaco Pasquale Piccolo, affilano le armi. In un recente incontro pubblico di pochi giorni fa i Moderati hanno riaffermato il loro senso di responsabilità, ribadendo che le richieste tanto invise a sindaco e maggioranza, le proposte avanzate unicamente per riavvicinare i cittadini al governo di Palazzo Torino, sono state scambiate per azioni di disturbo. E che la richiesta ripetuta di azzerare la giunta, che mai il sindaco ha voluto prendere in considerazione, altro non era se non un atto di coraggio, il prendere atto di un divario che «un anno e mezzo di immobilismo» aveva creato tra le piazze e il Palazzo. Il sindaco Piccolo, dal canto suo, è da ieri mattina al lavoro su una relazione dettagliata che se deciderà di non ritirare le dimissioni, o anche se dovesse optare per il contrario, illustrerà in un consiglio comunale ad hoc che dovrebbe tenersi domani o al più tardi martedì. «Andrò in assise con punti programmatici precisi – annuncia Piccolo – vedremo chi mostrerà senso di responsabilità nei confronti di Somma Vesuviana». Il clima in città è teso, spaccato tra chi auspica nuove elezioni e chi ritiene addirittura funesta questa eventualità che consegnerebbe per molti mesi la città ad un nuovo commissariamento prefettizio, esperienza già vissuta di recente dopo la morte del sindaco Ferdinando Allocca e la sfiducia al suo vice, Salvatore Di Sarno.

La ricetta di Biagio. Spaghetti con cipolla di Vatolla e calamari con olive: un omaggio alla “Domenica di carta”, alla lettura e a G.B.Vico.  

  “La Domenica di carta” dedicata alle biblioteche e agli archivi. G.B. Vico, Vatolla e la biblioteca dei Girolamini. Maryanne Wolf, la lettura, Proust e il calamaro.   Spaghetti con cipolla di Vatolla e acciughe. Ingredienti (per 4 persone): spaghetti; tre cipolle di Vatolla; 100 gr. di pane “sereticcio”; 4 acciughe; prezzemolo; uno spruzzo di vino bianco secco; olio, sale e pepe. Preparate il sugo mettendo in una padella l’olio, le cipolle tagliate a fette sottili, le acciughe. Mentre le cipolle si ammorbidiscono e le acciughe si sciolgono, versate nella padella il vino bianco: intanto, calate la pasta nella pentola, tagliate il pane in cubetti, tostate i cubetti in un ‘altra padella. Fate saltare gli spaghetti al dente nel sugo, profumate con il prezzemolo, togliete dal fuoco, mescolate gli scricchiolanti cubetti di pane e mettete nel piatto, cospargendo il tutto ancora con prezzemolo. Calamari al vino e all’oliva nera di Gaeta. Ingredienti: 1 kg. di calamari già puliti secondo il solito; una cipolla tritata; gr. 300 di pomodori; gr. 50 di nocciole sminuzzate; un pugno di olive nere di Gaeta; aglio; pane abbrustolito; ½ bicchiere di vino bianco; prezzemolo; olio; 1 peperoncino piccante; sale.  Preparate un soffritto con olio, cipolla, aglio; tolto al momento opportuno l’aglio, versate il vino bianco, e mentre il vino svapora, tagliate a pezzi i pomodori già passati per l’acqua bollente e pelati, e poi versate i pezzi nel soffritto. Dopo alcuni minuti di cottura a fuoco sostenuto, disponete nel soffritto, in ordine, i calamari già tagliati in anelli lievemente inumiditi da gocce di vino bianco e subito dopo i frammenti delle nocciole, e in ultimo il peperoncino forte. Dopo una mezzora abbondante di cottura a tegame coperto, aggiungete i pezzi non piccoli delle olive snocciolate e il trito di prezzemolo. Il tutto va in tavola quando gli anelli dei calamari sono “callosi”, e la loro “callosità” può accordarsi con il pane abbrustolito, che può fare da letto. In cucina e a tavola abbiamo usato un Vesuvio bianco doc. Biagio Ferrara   Anche questa volta il Vesuvio bianco doc induce i commensali a “cucinare”, alla fine del pranzo, complicati discorsi filosofici. Uno dei giovani, futuro ingegnere meccanico, parla del mondo come di un sistema in cui tutto è connesso, io non condivido e Antonio, Maestro assaggiatore, ma prossimo a diventare un artista degli antipasti, mi sfida: voglio vedere che argomenti peschi per commentare i due piatti, soprattutto, il secondo, gli umili calamari. Umili ma saporiti, come dimostra la misura della porzione che gli è stata piazzata davanti e che lui ha consumato tutta intera, umilmente. Per fortuna, qualcuno, in attesa del caffè e della china di Ottaviano, si mette a vedere e ad ascoltare il TG3, proprio mentre il TG3 ricorda ai telespettatori che domenica 11 ottobre è la “Domenica di carta”, dedicata alle biblioteche, agli archivi, alla lettura dei libri a stampa: e intanto scorrono sullo schermo le immagini della napoletana Biblioteca dei Girolamini, che per domenica verrà riaperta al pubblico, e la “voce” ricorda l’infame saccheggio che la biblioteca ha subito, e io vedo già alcuni amici di “fb” intenti ad aggiungere anche la Biblioteca all’ interminabile elenco dei tesori di Napoli devastati e rapinati dallo “straniero”. Dunque il primo piatto può essere un omaggio alla “Domenica di carta”, perché G.B. Vico frequentò per anni la Biblioteca, e visse per anni a Vatolla come precettore dei figli di un marchese. Senza contare i complessi valori simbolici della cipolla – valori alti e valori bassi -, senza contare che “Sbucciando la cipolla” è il titolo di un libro importante di Gunter Grass, senza contare, infine, il fatto che c’è una corona di metafore in un piatto in cui l’acciuga si è dissolta, ma c’è, e si sente, il sapore della cipolla cambia tono, e il pane “sereticcio” tostato è tagliato in cubetti. Ma anche i calamari “ci azzeccano” con la “Domenica di carta”. Perché “Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello” è l’enigmatico titolo di un libro in cui Maryanne Wolf ha affrontato il tema della lettura, e ha tentato di dimostrare come il cervello umano, “che non è nato per la lettura”, si trasformi radicalmente non appena una persona impara a leggere. Proust è citato come il simbolo del “piacere di leggere” – è il titolo di una sua opera – e degli infiniti mondi che questo piacere apre alla nostra riflessione e alla nostra immaginazione, mentre il calamaro è il “segno”, esattamente antitetico, di un cervello che rimane inalterato nella sua semplicità, che niente riesce a modificare. Nel suo libro la Wolf si domanda anche come “internet” e l’e-book modificheranno il cervello, le categorie di pensiero e la cultura delle giovani generazioni: se lo domanda, ma non ci dà una risposta: il problema è troppo complesso, e non ne sono ancora chiari i confini. Io credo che l’e-book e il libro di carta siano due “mondi” infinitamente distanti. E credo anche che la lingua italiana non possieda aggettivi adatti a “rappresentare” con sintetica potenza il profumo che le nocciole e le olive nere – simbolo universale di sapienza – riescono a liberare dal corpo neutro del calamaro, nel momento in cui si fa “calloso”. Per Natale, deis iuvantibus, pubblicheremo sul nostro giornale un saggio semiserio sugli aggettivi, sui verbi e sulle metafore che gli scrittori enogastronomici del nostro tempo usano per descrivere la meravigliosa e complicata sostanza dei vini e dei piatti di Napoli, del Vesuviano e della Campania Felice.  

Sant’Anastasia, condanna di due anni e interdizione dai pubblici uffici per Luigi Terracciano

Il funzionario comunale responsabile dell’ambiente – oggi sospeso dal servizio – che fu arrestato il 18 dicembre 2013 con l’accusa di aver chiesto una «mazzetta» all’imprenditore che gestisce l’igiene urbana è stato condannato in primo grado. La sentenza risale a settembre e, avendo scelto il rito abbreviato, il processo si è svolto in Camera di Consiglio. Il suo avvocato: «Pena infondata e ingiusta, ricorreremo in Appello». Ma prima si attende il dispositivo della sentenza, non ancora depositato.

Due anni e due mesi di pena detentiva e tre di interdizione dai pubblici uffici: così si conclude il processo a carico di Luigi Terracciano, il funzionario comunale di Sant’Anastasia che aveva la responsabilità dei settori ambiente e urbanistica, arrestato il 18 dicembre 2013 con l’accusa di aver chiesto una «mazzetta» di 2500 euro mensili a Nicola Alfano titolare della Gpn, l’imprenditore che gestiva – e ancora gestisce – il servizio di igiene urbana in città.

Dopo un periodo ai domiciliari e la sospensione dal servizio, Terracciano (difeso dagli avvocati Mario Terracciano e Antonio Del Vecchio) optò per il rito abbreviato, vale a dire che il procedimento è stato definito esclusivamente sulla base del contenuto del fascicolo delle indagini preliminari, per difendersi dall’imputazione di induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319 quater del codice penale). In attesa del dispositivo della sentenza, non ancora depositato, l’avvocato Mario Terracciano annuncia che farà ricorso in Appello ritenendo la pena applicata – dice – «infondata e ingiusta».

Per il funzionario comunale di Palazzo Siano era competente la Procura di Nola, non così invece per l’altro protagonista della stessa inchiesta, l’ex sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito (difeso dagli avvocati Vincenzo Maiello e Antonio De Simone), arrestato quattro giorni prima di Terracciano e per il quale procede la Procura di Nocera Inferiore. Esposito ha deciso di affrontare il processo senza optare per il rito speciale, che gli avrebbe probabilmente garantito sconti di pena in caso di condanna, e ha presentato una lista di circa 58 testimoni a discarico. I tempi, perciò, saranno molto più lunghi.

La decisione dei giudici che hanno inflitto a Terracciano poco più di due anni di carcere, nonché la pena accessoria che prevede l’interdizione dai pubblici uffici, si basa dunque sulle indagini e sulle intercettazioni eseguite dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna. Due in particolare, la prima risale al 9 dicembre 2013 ed avvenne fuori dall’ufficio del funzionario, nei pressi di un bar. Nel colloquio tra i due, che dura circa mezz’ora, l’imprenditore si dice preoccupato per l’attenzione dei carabinieri e sostiene di essere stato convocato a Castello di Cisterna (aveva già denunciato Terracciano e registrava la conversazione con uno smartphone Samsung Galaxy S4) ed è sempre Alfano a provocare tensione in Terracciano spiegando che, dopo aver parlato con i fratelli, contitolari dell’azienda, pensa di non pagare ma poi promette di fare un ultimo passaggio e di contattarlo il giorno successivo o quello dopo per dirgli «no, oppure tot». Terracciano risponde: «Cercate di fare almeno tot».

Il secondo colloquio, captato mediante un’apparecchiatura sistemata indosso ad Alfano, si svolge in via Primicerio a Sant’Anastasia, poco lontano dagli uffici comunali distaccati. Sono le 10, 39 di venerdì 13 dicembre 2013. Il filo conduttore è sempre lo stesso ma stavolta l’imprenditore dice di «averli con sé», pur se le parole «soldi» o «denaro» non sono mai pronunciate, ma Terracciano glissa e risponde: «Adesso no, più in là ci facciamo gli auguri con calma».

   

I numeri di Ferrari

Se il solo annuncio dell’IPO aveva scatenato gli investitori, l’ingresso a Wall Street del cavallino sarà sicuramente trionfale. WSJAlla veglia della quotazione in Borsa di Ferrari, l’attenzione dei mercati finanziari è tutta rivolta all’IPO dell’anno. Vi proponiamo la traduzione di un articolo pubblicato venerdì, proprio sul Wall Street Journal. Ferrari ha pronti i documenti per la sua tanto attesa offerta pubblica iniziale e ha fissato il prezzo per azione che potrebbe valutare il produttore di auto di lusso quasi 10 miliardi di dollari. Le azioni verranno vendute dalla società “madre” di Ferrari, Fiat Chrysler Automobiles NV, sotto il simbolo “RACE”. Il prezzo per azione può oscillare tra i $48 e i $52: Ferrari potrebbe raggiungere una valutazione di mercato massima di $9.8 miliardi. Lo spettacolo comincerà la settimana prossima e andrà in scena negli Stati Uniti e in tutta l’Europa, nel suo corso la domanda dei potenziali investitori determinerà la cifra che potrà essere raccolta, la quale potrebbe essere pari a $893 milioni. Lo scambio di titoli dovrebbe cominciare il 21 ottobre. Anche se, dopo l’impennata del 2014, quest’anno il listino americano ha rallentato, Ferrari e i suoi banchieri hanno puntato sul fatto che la reputazione globale del marchio, specialmente tra gli investitori sani, aiuterà il mercato a stare alla larga dalla recente volatilità che ha ostacolato altri affari. Sergio Marchionne, CEO sia di FCA che di Ferrari, annunciò l’IPO un anno fa e mise in moto un aumento delle azioni di Fiat Chrysler. Infatti, gli investitori hanno voluto spremere il titolo Ferrari prima che fosse di proprietà del mercato di massa: le azioni di FCA hanno avuto un rialzo del 76% rispetto all’anno scorso. Una volta che il 10% di Ferrari sarà venduto nell’IPO, Fiat Chrysler progetta di distribuire l’altro 80% di sua proprietà agli azionisti. Il rimanente 10% è infatti di proprietà di Piero Ferrari, figlio di Enzo fondatore della società. Sin dall’annuncio di Marchionne, analisti e investitori hanno dibattuto sul valore del cavallino. Alcune stime al ribasso raggiungono addirittura $4.54 miliardi: una valutazione vicina ai 10 miliardi sarebbe vista come una vittoria del CEO. Negli ultimi anni, la società ha intenzionalmente mantenuto la produzione annuale a sole 7.000 macchine, in modo da creare uno “scarcity premium” facendo aspettare i compratori circa un anno prima di poter entrare in possesso di una Ferrari. Marchionne sostiene che la società potrebbe spingere la produzione fino a 10.000 macchine all’anno senza danneggiare il premio di cui sopra, in modo tale da aumentare le vendite in mercati come quello cinese, e al contempo mantenerle stabili in mercati maturi come quello americano o europeo. Nel 2014 il fatturato generato è stato di 2.76 miliardi di euro, con un aumento rispetto al 2013 del 18%, anche l’utile netto è aumentato dell’11% arrivando a €265 milioni. Ferrari-488-Spider-IAA-2015-07-1024x683 Le aspettative sul terzo trimestre sono altrettanto positive: entrate di circa €725 milioni, con un aumento del 9.5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. È stato anche comunicato che le nuove 488 Spider, presentate a Settembre all’Auto Show di Francoforte, verranno consegnate nel quarto trimestre. CONTI IN TASCA http://ilmediano.com/category/politica/conti-in-tasca/

Napoli: uccisa sorella esponente clan D’Amico, la polizia indaga

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  Una donna, Nunzia D’ Amico, di 40 anni, sorella di un esponente del clan camorristico D’Amico, attivo nella zona orientale di Napoli, è stata uccisa con colpi di arma da fuoco a Ponticelli. É stata portata nell’ospedale Villa Betania ma è morta poco dopo il ricovero. La polizia indaga su questo delitto e sul ferimento, avvenuto sempre nella giornata di ieri a Napoli, di un pregiudicato, Ciro Gioia di 40 anni. L’uomo è stato colpito ad una gamba. La polizia sta cercando di accertare se l’episodio sia legato all’uccisione della donna. Annunziata D’ Amico, detta Nunzia, aveva posizione di vertice all’interno del clan. E’ stata colpita nei pressi di casa, al Parco Conocal, nel quartiere Ponticelli. Ad aprire il fuoco sarebbero stati sicari in numero non ancora precisato. La donna aveva numerosi precedenti penali, compreso il reato di associazione per delinquere di stampo camorristico. Nunzia D’Amico era sorella di Giuseppe ed Antonio D’Amico, ritenuti i capi dell’omonimo clan attivo a Ponticelli. La donna avrebbe assunto negli ultimi tempi un ruolo di guida nell’organizzazione, decimata da una serie di arresti avvenuti nel marzo scorso ed in lotta con il clan rivale dei D’Amico. Pochi minuti dopo il ferimento di Nunzia D’Amico, morta poco dopo alla clinica Villa Betania, è stato ferito sempre a Ponticelli un pregiudicato, Ciro Gioia, 40 anni, che si è recato con mezzi propri all’ ospedale “Loreto Mare”. A Villa Betania sono giunti numerosi parenti e conoscenti dei D’Amico. (Fonte foto: rete internet)