Michele Elia, amministratore delegato di Rfi, ha illustrato nel Castello Baronale il collegamento in costruzione.
Il cantiere della nuova tratta ferroviaria Napoli-Bari è stato aperto ad Acerra, in località Gaudello, con l’obiettivo di dimezzare i tempi (da quattro a due ore) dell’attuale attraversamento su binario dalla costa tirrenica napoletana a quella adriatica barese. Si tratta di un nuovo collegamento che nel percorso iniziale da Afragola a Cancello Scalo prevede (il progetto risale a più di venti anni fa) l’attraversamento periferico dei treni su piloni e terrapieni e l’eliminazione delle attuali stazioni Fs di Casalnuovo e di Acerra e dei passaggi a livello dislocati lungo questo percorso.
Il tutto è stato benedetto stamattina nei locali del Castello Baronale di Acerra dal presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, e dall’amministratore delegato della Rfi, ex Ferrovie dello Stato, Michele Elia.
E’ un piano di sviluppo dei trasporti che non sta incontrando i favori degli ambientalisti, le cui reazioni saranno più che probabili nelle prossime settimane, non appena saranno più visibili gli effetti dell’impatto provocato dalle nuove opere.
Scetticismo anche circa gli appalti legati a questo progetto. Proprio l’altro giorno il presidente di Rfi, Dario Lo Bosco, è stato arrestato per tangenti.
In questo caso non ci sono collegamenti con il piano appena presentato. Ma c’è già chi chiede la massima vigilanza.
Le misure cautelari – obbligo di presentazione con divieto di dimora per uno, sospensione dai pubblici uffici per un anno – sono state applicate al responsabile dell’ufficio di Stato Civile di Somma Vesuviana ma anche alla donna brasiliana a lui legata da una relazione sentimentale.
I carabinieri della stazione di Somma Vesuviana al comando di Raimondo Semprevivo hanno eseguito oggi un’ordinanza di custodia cautelare emessa in data 22 ottobre 2015 dal gip del Tribunale di Nola, su richiesta della Procura, nei confronti di due indagati ritenuti responsabili, in concorso, del reato di «Corruzione per un atto contrario ai doveri del proprio ufficio».
L’indagine, sviluppata tra aprile e ottobre 2015 con il supporto di attività di intercettazione telefoniche, ha consentito di stabilire che il responsabile dell’Ufficio di Stato Civile del Comune di Somma Vesuviana, avrebbe ottenuto denaro contante dall’altra indagata (di nazionalità brasiliana, presidente di un’associazione di interscambio culturale tra Italia e Brasile, con la quale era legato da una relazione sentimentale) al fine di assicurare la positiva conclusione degli iter burocratici per il rilascio della cittadinanza italiana in favore di cittadini brasiliani, anche in presenza di grazi vizi formali della documentazione prevista. L’inchiesta non è però finita perché nel mirino degli inquirenti ci sono altre due persone che risultano indagate.
Un nuovo importante servizio contro la violenza di genere, che offre aiuto alle donne (e non solo) in difficoltà dal punto di vista sindacale, legale e psicologico.
Un protocollo d’intesa tra la Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli e la SILP CGIL, il sindacato di polizia, siglato il 6 marzo scorso, ha dato vita ad un nuovo progetto, ricco ed articolato, per contrastare la violenza di genere nei luoghi di lavoro e in ambiente domestico. Teresa Potenza e Grazia Zimmaro (Segreteria CGIL Napoli e Campania) e Elena Merolla (psicologa e psicoterapeuta della SILP CGIL, il sindacato di polizia) sono l’anima di questa iniziativa di ampio respiro, innovativa e concretissima.
Il progetto prevede tre diverse direttrici. La prima, operativa, consiste nella creazione di uno specifico sportello di ascolto. Già avviato e funzionante a pieno regime, lo sportello si popone di rispondere ai bisogni delle donne (e non solo), in difficoltà sui luoghi di lavoro, campo di tradizionale vocazione sindacale, ma anche all’interno delle relazioni affettive e familiari. Dopo la lunga crisi economica e Il Jobs Act del dicembre 2014, la categorie più deboli, e le donne lo sono ancora, si sono ritrovate a dover pagare il prezzo per tutti, come sempre succede. Pagano in termini di marginalizzazione nel mercato del lavoro, di tagli alla spesa pubblica (scuola e sanità in primis, cosa che scarica sulle donne il lavoro di cura). Le difficoltà economiche e la conseguente precarizzazione delle relazioni sociali si sono sommate al problema della violenza sulla donna (violenza domestica, stalking e mobbing sul lavoro), aggravandola.
“Abbiamo sentito il bisogno di sviluppare azioni concrete di supporto e contrasto alla violenza e non limitarci alle iniziative pubbliche, come per l’8 marzo, o per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che pure sono importantissime e che continueremo a mettere in atto, ma che da sole non bastano, soprattutto in questo momento”, dice Teresa Potenza. Lo sportello è aperto una volta alla settimana, il giovedì pomeriggio, e offre alle lavoratrici, alle cittadine, alle immigrate la possibilità di intraprendere percorsi di tutela sindacale, legale, terapeutica e istituzionale, avvalendosi della collaborazione della dott.ssa Elena Merolla e dell’avv. Alessia Schisano.
“Attraverso lo sportello ci siamo rese conto che è assolutamente indispensabile un maggior coordinamento tra le istituzioni. Le donne non sanno dove andare, a chi rivolgersi e sono disorientate”, continua Teresa Potenza.
La seconda direttrice del progetto ha come obiettivo di sensibilizzare le coscienze di tutti coloro che sono coinvolti nell’azione di prevenzione, contrasto e contenimento della violenza di genere. Sensibilizzare, quindi, la governance istituzionale e datoriale per la somministrazione di formazione a tutti gli operatori addetti ad intervenire sul tema. Elemento importantissimo, quello della formazione degli operatori, visto che spesso ci si trova di fronte a persone disponibili e consapevoli del problema, ma che non sanno come muoversi e che azioni intraprendere. Per non parlare del fatto che ancora a volte le donne che riescono chissà come a trovare il coraggio di denunciare gli abusi, si trovano di fronte a tentativi di dissuasione degli operatori. L’ascolto, che è la prima cosa di cui una donna vittima di violenza o mobbizzata ha bisogno, è anche essa un’attività che bisogna imparare: non temere i silenzi, non fare domande invadenti o giudicanti, mostrare empatia e rassicurare, sono tutte cose che bisogna imparare a fare, perciò la formazione è fondamentale.
“Oltre alla violenza fisica, che purtroppo lascia tracce evidenti, c’è la violenza psicologica, ugualmente feroce, eppure spesso sottovalutata e misconosciuta. La donna svalutata, umiliata, controllata e limitata nei suoi movimenti e nelle sue attività, è una donna con bassissima autostima, convinta della propria incapacità, che vive in una prigione invisibile e a rischio di violenza fisica e femminicidio”, dice Elena Merolla. “Dobbiamo considerare che la vittima non è una persona lucida e che l’operatore è esposto a una gran quantità di sofferenza e questo può portare alla sindrome di burnout, a contagio emotivo e altri problemi”.
La terza direttrice prevede un’attività di informazione e disseminazione attraverso convegni, seminari e tavole rotonde, e interventi nelle scuole e nei luoghi di lavoro che abbiano li scopo di stimolare il dibattito sul fenomeno e sui mezzi per contrastarlo.
“Disseminazione è una parola chiave”, dice Grazia Zimmaro, “il contrasto alla violenza di genere per essere efficace deve essere capillare e la nostra azione deve essere simile alla semina”.
Per questo sono previsti una serie di interventi nelle scuole insieme alla Consigliera di Parità ed è stato avviato un percorso di formazione per moduli allargato il più possibile ad operatori di tutte le categorie. Nel corso del primo modulo, denominato “Accoglienza”, che aveva come oggetto l’illustrazione del progetto e dell’attività di ascolto, oltre agli argomenti già citati, si è parlato anche degli aspetti legali del problema, presentati dall’avv. Alessia Schisano.
“Ci vogliono soldi e cultura”, dice l’avvocatessa, “il punto debole del sistema è la mancanza di centri di accoglienza. Chi protegge la donna che ha denunciato?”
Altri nodi importanti sono la difficoltà a trovare prove per la violenza psicologica, la difficoltà delle vittime a riconoscersi tali (per esempio nei casi di stupro all’interno del matrimonio), il limitarsi alla separazione. Mentre quando c’è violenza i coniugi non possono essere affidatari dei figli nello stesso modo, come prevede la legge.
Al primo modulo hanno anche contribuito Antonella Pagliara e Giancarlo Pelucchi, del Dipartimento Formazione CGIL Nazionale.
Il progetto sarà attuato in sinergia con tutte le realtà, associazioni laiche e cattoliche, istituzioni, organizzazioni che vogliano aderire e collaborare.
Non solo i Parlamentari del Movimento 5 Stelle (Deputati e Senatori), ma anche i Consiglieri Regionali, hanno preso questa “strana abitudine” di restituire una parte del loro stipendio ai cittadini.
I primi lo hanno fatto andando a rimpinguare il fondo per il Microcredito.
I secondi hanno addirittura portato i soldi direttamente ad un Istituto Tecnico di Benevento, alluvionato.
105.829,27 euro, questa è la somma che i “Magnifici Sette” hanno donato “tagliandosi” lo stipendio da quando sono stati eletti al consiglio regionale Campania, e cioè da quattro mesi a questa parte.
La donazione è avvenuta in quel di Benevento, sul luogo del disastro, giovedì 29 ottobre scorso, dove i sette consiglieri si sono recati a testimoniare in maniera tangibile la loro vicinanza.
“ un sistema si cambia anche con l’esempio … e questo è il nostro esempio concreto, tangibile … la politica che vogliamo … la politica che torna ad essere vicino alla gente … ad essere servizio …”, ha dichiarato la portavoce Valeria Ciarambino, che poi ha aggiunto “ … gli altri fanno le sottoscrizioni per gli alluvionati di Benevento o organizzano spettacoli di beneficenza, noi restituiamo i nostri stipendi … in questo modo, molto presto una scuola devastata dall’alluvione potrà riaccogliere le centinaia di suoi studenti riprendendo le attività didattiche e gli insegnamenti di alta tecnologia, che ne fanno un’eccellenza in Campania …”.
Ma il gruppo dei consiglieri regionali non era solo a Benevento.
Ad essi si è unito anche un altro importante portavoce del M5S, il vicepresidente della camera dei Deputati Luigi Di Maio, il quale ha sottolineato che il gesto, assumendo anche un valore simbolico molto significativo per le giovani generazioni, può rappresentare il ritrovato legame tra la Politica, almeno quella buona, e i cittadini, riuscendo a dare fiducia e speranza per il futuro.
Nei giorni di tutto il fine settimana che va da sabato 31 ottobre a lunedì 2 novembre per agevolare i cittadini a raggiungere il cimitero, come accade da qualche anno a questa parte, anche quest’anno ci sarà a disposizione la navetta gratuita.
La struttura del cimitero resterà aperta da sabato a lunedì dalle ore 7:30 alle ore 17:00.
Ognissanti e Commemorazione dei defunti, l’Amministrazione Comunale mette a disposizione gratuitamente un servizio navetta per agevolare i cittadini di Pollena Trocchia nel raggiungimento del cimitero cittadino. Nelle giornate di Domenica 1° e Lunedì 2 Novembre, dunque, una navetta percorrerà le strade del paese raccogliendo quanti vorranno usufruire del servizio e accompagnandoli al luogo di culto che nelle giornate dedicate alla visita ai cari estinti osserverà un orario di apertura straordinario, ovvero da sabato 31 ottobre a lunedì 2 dalle ore 7.30 alle ore 17.
“Con la navetta da un lato puntiamo a ridurre il traffico veicolare, decongestionando la zona del cimitero, da un altro a offrire un valido aiuto a quanti sono sprovvisti di automobili” ha detto il Sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto, che ha fortemente voluto riconfermare il servizio già proposto negli anni scorsi.
“La navetta compirà un percorso circolare, partendo da Piazza Amodio ogni ora dalle 7 e fino alle 16.
Attraverserà le principali strade del paese, affinché tutti possano godere del trasporto gratuito, che invitiamo caldamente a utilizzare” ha aggiunto l’Assessore ai servizi cimiteriali, Vincenzo Filosa. Oltre al servizio navetta, per ciascuno dei tre giorni i volontari del nucleo locale di Protezione Civile “FireFox” si occuperanno del trasporto dei diversamente abili, da concordare al numero 081.5311808 oppure 333.6602529.
A completare le misure predisposte per affrontare nel migliore dei modi la commemorazione dei defunti, l’ordinanza sindacale che fa di via San Gennariello un senso unico temporaneo, percorribile da monte a valle, al fine di rendere più agevole il flusso veicolare ed evitare ingorghi nei pressi del cimitero.
Arresto per spaccio di cocaina a Pomigliano d’Arco, in via Roma.
I carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia di Castello di Cisterna hanno tratto in arresto Cipolletta Salvatore, di 39 anni, residente in via Jan Palach, già noto alle forze dell’ordine.
Il predetto è stato bloccato dagli operanti subito dopo aver ceduto una dose di cocaina a un acquirente che è stato segnalato al prefetto di Napoli.
A seguito di perquisizione personale è stata poi rinvenuta e sottoposta a sequestro la somma di 300 euro in denaro contante. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.
(Fonte foto: rete internet)
Riqualificazione della facciata del municipio e creazione di una sala consiliare; riqualificazione del manto stradale e allargamento di via Pozzopagnotti: questi i progetti del Sindaco Russo
Entro il 31 dicembre San Gennaro Vesuviano avrà una nuova faccia: finalmente sarà ristrutturata la facciata della casa comunale sia dalla parte di via Ferrovia che dal lato del convento. Inoltre, un’altra parte dei fondi a disposizione prevedono una riqualificazione della piazza dal lato del convento; in progetto una piazza verde che smantellerà l’aspetto da autoparcheggio che ha assunto in questi anni.
Una parte cospicua dei fondi Fesr – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – sono stati destinati alla creazione di una sala consiliare, auditorium, convegni.
“San Gennaro è forse l’unico paese in Italia monco di un auditorium” dichiara il Sindaco Russo “le riunioni amministrative, così come quelle cittadine, si svolgono attualmente in una stanza in cui bisogna portarsi dietro sedie in plastica. Ecco perché ho deciso di realizzare un auditorium”.
I lavori stanno procedendo in modo regolare e si hanno buone speranze che i tempi di scadenza saranno rispettati.
La struttura avrà una capienza di 200 posti a sedere e verrà usata come sala conferenze e sala proiezioni. In programma c’è la possibilità di ospitare compagnie teatrali, in quanto sarà fornita di un palchetto e munita di un apposito camerino.
Un altro aspetto importante è la cura del manto stradale.
“Uno dei nostri primi obiettivi è stato quello di ridurre su questo territorio sinistri stradali dovuti da insidie e trabocchetti” dice il Dottor Russo, che continuando specifica “con un intervento tempestivo ci siamo dedicati a questa problematica tanto è vero che abbiamo avuto una forte contrazione di questi incidenti”.
Tra i progetti sulla viabilità non manca l’allargamento di via Giugliani e la riqualificazione della pavimentazione della strada.
“Con il Sindaco di Ottaviano ci siamo, inoltre, accordati per quanto riguarda la periferica che collega Ottaviano a Palma Campania, ossia via Pozzopagnotti, per procedere all’allargamento e darle una migliore viabilità” conclude Russo.
San Gennaro Vesuviano viabilità stradale
Il legale di Giosuè Ruotolo, l’avvocato Roberto Rigoni Stern dice: «Non ci sono elementi che riconducano a tracce ematiche». Ma sul 26enne indagato per il duplice omicidio della coppia di fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone, gli inquirenti non hanno ancora mollato la presa.
L’impronta di un polpastrello, parziale, trovata sul bossolo rimasto incastrato nella pistola che ha ucciso Teresa e Trifone. I Ris dovranno ora accertare se quell’impronta corrisponde a colui che è per ora l’unico indagato del duplice omicidio di Pordenone. Nel frattempo l’appartamento di via Colombo a Pordenone dove il militare di Somma vesuviana viveva con i coinquilini è stato dissequestrato. Ma un altro giallo si fa largo, dalle parole del legale del militare: al giovane sarebbe mostrata la foto in bianco e nero di un ragazzo misterioso. Ruotolo ha detto di non conoscerlo ma non è stato spiegato né a lui né al suo legale chi sia l’uomo ritratto in quella fotografia. Tra i 22 e i 25 anni, capelli rasati, occhi chiari, un giubbetto di pelle nera. Un testimone? Un complice dell’assassino? «Non so perché gli sia stata mostrata quella foto – dice l’avvocato – forse si stanno seguendo altre piste». Ruotolo ha intanto, negli ultimi giorni, cambiato la versione dei fatti resa in precedenza: ha ammesso infatti di trovarsi nei pressi del luogo del delitto, il palazzetto dello sport di Pordenone. E il settimanale «Giallo» che sta seguendo passo passo il delitto ha diffuso il racconto di un coinquilino di Giosuè, cambiando anche lui la versione fornita circa gli spostamenti del militare di Somma Vesuviana. «La sera del 17 marzo Ruotolo uscì di casa verso le 19 e 30; gli ho chiesto dove andasse, ma lui mi rispose di farmi gli affari miei. Mi ricordo che si cambiò la tuta. Per me fu un fatto molto strano, dato che lui non esce mai a quell’ora. Ruotolo, infatti, di solito mangia verso le 19 e 30. Quel giorno, invece, cenò intorno alle 21 e 30». Insomma, i sospetti sono ancora forti pur se non sono emerse prove che possano dimostrare la colpevolezza di Giosuè Ruotolo. Anche perché il movente eventuale continua a non emergere e l’unica traccia sono proprio i sei bossoli espulsi da una semiautomatica. Si è scavato nella vita privata dei protagonisti, sia i fidanzati che l’unico indagato. E qualche tabloid ventila la pista dello sgarro maturato in ambiente malavitoso vista la modalità dell’esecuzione che può far pensare alla mala dell’Est. Ma non è fuori dalle piste delle indagini nemmeno la caserma, l’ambiente militare che – come accadde per un altro noto omicidio che scosse la comunità di Somma Vesuviana, quello di Melania Rea – si è chiuso in un silenzio che ha quasi dell’omertoso.
Ancora problemi per l’amministrazione Biancardi: di ieri, infatti, la notizia delle dimissioni della consigliera Giuseppina La Marca da Presidente della Commissione “Affari istituzionali” del Comune della città dei gigli.
Dopo le polemiche della seduta consiliare di mercoledì su gestione parcheggi e debiti fuori bilancio, non è ancora giunto il tempo, per Biancardi e i suoi, di dormire sonni tranquilli. E’ di ieri, infatti, la notizia delle dimissioni della consigliera di maggioranza Giuseppina La Marca, capogruppo dei “Socialisti Riformisti Liberali”, da Presidente della Commissione “Affari istituzionali” del Comune di Nola. Motivazione ufficiale, un sopraggiunto “sovraccarico di impegni personali” che impedirebbe, di fatto, alla consigliera di occuparsi dell’importante e oneroso compito di presiedere la Commissione, una Commissione che, nell’ultimo anno e mezzo di attività, ha lavorato con zelo e costanza, producendo svariati importanti Regolamenti, poi approvati in assise. Secondo indiscrezioni, però, per le dimissioni di La marca ci sarebbe anche un’altra ragione, stavolta un po’ più scomoda per la fascia tricolore della città dei gigli: proprio ieri, in Consiglio comunale, è stato, infatti, approvato un Regolamento che non era stato esaminato dapprima dalla Commissione presieduta dalla consigliera di maggioranza, svuotando, di fatto, il ruolo stesso di quest’ultima. Uno smacco che La Marca non avrebbe perdonato, dunque, alla Giunta Biancardi, e che l’avrebbe condotta alle inevitabili dimissioni da Presidente. Versione che, però, la capogruppo dei “Socialisti Riformisti Liberali” smentisce, ribadendo e confermando il suo sostegno alla maggioranza e allontanando lo spettro di un’eventuale crisi in atto.
Riunione a Palazzo Torino con organizzazioni di categoria e commercianti ai quali il sindaco Piccolo ha cercato di far «digerire» la necessità di chiudere una strada con molti esercizi quando si avvicinano le festività natalizie e quando in molti paesi – passata la celebrazione di Santi e defunti – già spunteranno le luminarie.
Se non si riuscirà a chiudere il cantiere di San Domenico, e dunque a rendicontare i lavori eseguiti per avere così accesso al finanziamento intercettato, i fondi potrebbero non arrivare più e i costi sarebbero a carico del bilancio comunale, quindi dei cittadini. Lo sostiene il Movimento 5 Stelle di Somma Vesuviana con un post sulla pagina «Gli Amici di Beppe Grillo».
In verità si racconta di una riunione a Palazzo Torino dove gli amministratori avrebbero chiesto il «sacrificio» ai cittadini – soprattutto ai commercianti – di chiudere la strada per 20 giorni, considerando la lentezza con cui i lavori finora sono andati avanti. Il progetto in questione prevede tra l’altro la riqualificazione del primo tratto di via Roma fino all’ingresso del garage coperto e quella del tratto che comprende l’incrocio tra via Aldo Moro, via Roma e via Ammendola. Il finanziamento è prevalentemente regionale per cui legato ai fondi europei della «accelerazione della spesa», per cui si deve rendicontare entro il 31 dicembre. «Tra l’ulteriore indebitamento – scrivono i grillini – e il disagio dovuto alla chiusura temporanea di via Roma, a questo punto scegliamo il male minore per scongiurare qualcosa che potrebbe portarci al dissesto finanziario».
Ma aggiungono: «La questione è seria, da troppi anni le opere pubbliche che dovrebbero essere fattore di crescita e sviluppo per la città si sono trasformate in spreco e indebitamento, non creando – tra l’altro – nessun servizio alla cittadinanza. Chiediamo all’amministrazione di far chiarezza, prendendosi un impegno certo sulla data di fine dei lavori e, inoltre, di predisporre un piano di viabilità, per esempio di Rione Raimondi, per ridurre al minimo i disagi. La città è stanca. Questo ennesimo colpevole ritardo causerà danni incalcolabili al commercio di via Roma. Siamo vicini alle attività commerciali che con sforzo e sofferenza cercano di tirare avanti in un periodo di crisi come quello attuale».
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