Aversa, crolla solaio all’Università: muore operaio di Cercola

Gli operai che erano al lavoro al momento dell’incidente erano quattro. Uno solo è riuscito a salvarsi. Altri due operai, infatti, sono rimasti feriti, tra cui anche il fratello del 41enne che ha perso la vita. Un operaio che lavorava in un palazzo di Aversa è morto per il crollo della porzione di un solaio. Il palazzo ospita la facoltà di ingegneria dell’Università. L’uomo, Luciano Palestra, 41 anni di Cercola, dipendente di un’impresa di Venafro, è stato travolto dal crollo del solaio ed è morto sotto le macerie. Gli operai che erano al lavoro al momento dell’incidente erano quattro. Uno solo è riuscito a salvarsi. Altri due operai, infatti, sono rimasti feriti, tra cui anche il fratello dell’operaio morto. Il corpo dell’uomo è stato estratto poco dopo il crollo dai Vigili del fuoco subito accorsi sul luogo della tragedia. Sulla vicenda, le cui dinamiche risultano ancora poco chiare, indagano gli agenti del commissariato di polizia di Aversa.

La chiusura del Sinodo

Il primo dovere della Chiesa non è distribuire condanne, ma proclamare la misericordia di Dio. Questa è una parola molto chiara: questo l’insegnamento che Papa Francesco ha voluto lasciare ai fedeli a conclusione del Sinodo. I fari si sono spenti. Ed io mi auguro che la riflessione continui. E non solo all’interno della Chiesa. La famiglia e il suo futuro sono un patrimonio di tutti. Non solo dei cattolici. Ma, a pensarci bene, cosa rimane a noi tutti del Sinodo? E, certamente, ma forte, questo Sinodo ci lascia una parola semplice, e che tutti possiamo comprendere: “Il primo dovere della Chiesa non è quello di distribuire condanne o anatemi, ma è quello di proclamare la misericordia di Dio, di chiamare alla conversione e di condurre tutti gli uomini alla salvezza del Signore”, ha detto il Papa sabato scorso, nel suo discorso conclusivo. Il primo dovere della Chiesa non è distribuire condanne, ma proclamare la misericordia di Dio. Questa è una parola molto chiara. Perché, come è capitato lungo il corso dei secoli, sono fondamentalmente due le tentazioni citate, nello stesso discorso da Francesco: quella del fratello maggiore del Figliol prodigo, e quella degli operai gelosi. Può senz’altro capitare che chi pensa di osservare tutta la legge corre il rischio, serio, di finire con il sentirsi ‘bravo’, e di ingelosirsi per le attenzioni del Padre a quelli che tanto bravi non sono stati: il fratello minore della parabola o gli operai dell’ultima ora, che solo al tramonto sono andati a lavorare. E allora ecco la tentazione di credersi detentori della grazia, seguendo alla lettera la legge, e, forse, perdonando, ma con rigida misura. A questo proposito Francesco ha sottolineato con forza che la Chiesa è “dei poveri in spirito e dei peccatori in ricerca del perdono e non solo dei giusti e dei santi, anzi dei giusti e dei santi quando si sentono poveri e peccatori”. E’ in queste poche e profonde parole di Papa Francesco l’asse portante del Sinodo. Ancora, Francesco ci ha ricordato che la Chiesa è chiamata ad annunciare al mondo la misericordia infinita del nostro Dio, e non a distribuire anatemi e condanne. E, devo dire, quello che ha detto Papa francesco è “nostro” pane quotidiano ogni giorno. Soprattutto di noi sacerdoti quando confessiamo. E’ molto diffusa questa coscienza ereditata dell’imperativo morale della misericordia: di guardare all’altro, dal significato etimologico della parola, “con viscere materne”. Certo, Gesù alla peccatrice disse” Và, e d’ora in poi, non peccare più”. Ma, se compito della peccatrice è stato quello di cambiare vita, compito della Chiesa è non condannare mai nessuno, ma, attraverso l’accompagnamento paterno e fraterno, mettere in grado la persona che ha sbagliato di percorrere un’altra strada. Anche perché, evangelicamente parlando, “chi di noi è senza peccato, scgli la prima pietra”.

La vedova di Anatolij va via da Cisterna: “Troppi brutti ricordi”

Una cittadina troppo delinquenziale costringe Nadia e le sue figlie a traslocare nella vicina Pomigliano. Un video da pelle d’oca, immagini che raccontano gli ultimi istanti di vita dell’immigrato eroe Anatolij Korol e che stanno facendo il giro della nazione. Scene che scuotono le coscienze di tutti, anche dei più scettici e diffidenti nei riguardi degli extracomunitari che in Italia vengono a vivere, ma anche a morire per noi, per difenderci. Sequenze terribili quelle registrate dalla telecamera di videosorveglianza del supermercato “Piccolo” di Castello di Cisterna, il negozio in cui è stato ucciso il muratore ucraino. Una tragedia che si consuma alle 19 e 30 del 29 agosto. Nel supermercato fa irruzione, pistola in pugno, in abiti scuri e con un casco nero, Marco Di Lorenzo, 32 anni, pregiudicato. Lo segue, travisato da un casco bianco, il fratellastro, Gianluca Ianuale, 21 anni, figlio del boss Vincenzo (i due sono figli della stessa mamma, deceduta alcuni anni fa). Secondi lunghissimi. Di Lorenzo punta l’arma sulla cassiera e si fa consegnare l’incasso della giornata. Intanto la gente scappa terrorizzata. Ma in quel frangente si accorge di tutto il muratore Anatolij Korol, 37 anni, che è appena uscito dal supermercato dopo aver fatto la spesa con la sua bambina, di un anno e mezzo. Anatolij ha uno sguardo deciso. Dà tutta la sensazione di aver capito al volo ogni cosa. L’immigrato ucraino (riconoscibile da una canotta chiara) decide quindi di rientrare nel supermercato. Lascia la piccola nel carrello della spesa, all’esterno, entra nel supermercato e si avventa su Di Lorenzo, incurante del fatto che il rapinatore sia armato. Inizia la colluttazione tra i due. Nel frattempo Gianluca Ianuale è già fuori del negozio ma quando vede il fratellastro in difficoltà, ormai quasi sopraffatto, sul pavimento dell’atrio del supermercato, rientra e colpisce Anatolij alle spalle, con una penna. L’oggetto appuntito trafigge l’ucraino all’altezza del collo. L’immigrato resta intontito, dolorante, ma rimane incredibilmente attaccato a Di Lorenzo. Già, proprio così: Anatolij è ferito ma non molla la presa. Lo slavo sanguina ma resta attaccato al rapinatore, mentre tutti gli altri, gli italiani, se la danno a gambe. E’ la catarsi. Anatolij viene trascinato da Di Lorenzo sull’uscio dell’ingresso. Korol, spalle a terra, il corpo avvinghiato al criminale, quasi rannicchiato, è a questo punto in netto svantaggio. Le immagini si fermano qui. Nel rispetto del dolore dei familiari l’ultima scena non è stata resa pubblica. Si perché è in questo momento che Gianluca Ianuale strappa la pistola dalla mano destra del fratellastro. Sono pochi, terribili secondi anche in questo caso. Gianluca è determinato, vuole farla finita: fa fuoco due volte. Anatolij è colpito al torace, a morte. L’uomo resta riverso a terra, tra l’ingresso del negozio e il marciapiede, probabilmente sotto gli occhi della figlioletta. Sequenze da area metropolitana violentissima. Immagini che hanno sconvolto la già tremenda situazione in cui è sprofondata la famiglia della vittima. “Il dolore che porto dentro di me è enorme – commenta Nadia, la vedova di Korol – nessuno potrà riportare in vita il mio Anatolij. Tuttavia mi sento di ringraziare dal profondo del cuore tutte le autorità che fin dal primo momento non hanno mai smesso di essermi vicina. Gli arresti di questa notte per me sono un’ulteriore conferma di quanto l’esempio di Anatoliy abbia effettivamente colpito tutti”. Arresti che però non potranno alleviare più di tanto i Korol. Nadia infatti ha deciso: se ne andrà da Castello di Cisterna. Fonti più che attendibili, vicine alla famiglia, hanno fatto sapere che la vedova ha già preso in affitto un alloggio nella vicina Pomigliano. “Si, Nadia sta per traslocare – confermano alcuni amici – ha detto che non ce la fa a rimanere in un posto così vicino alle abitazioni degli assassini di Anatolij e che non ce la fa neanche più ad andare a fare la spesa nello stesso supermercato in cui è stato ucciso suo marito”. La nuova sistemazione darà la possibilità alla figlia primogenita, 16 anni, di andare a scuola a piedi. La famiglia Korol, infatti, non è automunita. Era Anatolij l’unico vero motore di casa. Intanto la solidarietà sta tentando di aiutare Nadia e le sue due figlie. Milena Gabanelli, autrice della nota trasmissione Rai di denuncia, Report, due settimane fa ha venduto all’asta, in un teatro di Milano, tutti i premi ricevuti dalla sua fortunata trasmissione. Alla fine la giornalista ha consegnato a Nadia 15mila euro. Poco prima, il 2 ottobre, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato a Nadia, nel corso di una cerimonia al Quirinale, la medaglia d’oro al valor civile in memoria di Anatolij. In quell’occasione il presidente ha annunciato che lo Stato non lascerà soli i Korol. E sabato scorso il cantante locale Felice Romano insieme all’associazione dei piccoli commercianti di Pomigliano Caip-Aicast ed ai comuni di Castello di Cisterna e di Pomigliano hanno organizzato uno spettacolo di beneficenza nello stadio di Castello di Cisterna, proprio di fronte alle abitazioni degli assassini di Anatolij. Per Anatolij e la sua famiglia si sono esibiti Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino, Lino D’Angiò, Alan De Luca, Peppe Iodice. Ma la città a disertato lo spettacolo. “Non bisogna demordere – ha poi dichiarato Bennato – lo spettacolo per Anatolij deve diventare un appuntamento annuale”. Rimane la descrizione di un contesto sociale sconfortante. “L’assassinio di Anatolij – sostiene l’avvocato Giuseppe Gragnaniello, legale di parte civile – è stato favorito dal contesto delinquenziale in cui si è consumato il reato. La rapina infatti, pur non apparendo un fatto criminale di pura matrice camorristica, è pur sempre un atto che da quel contesto criminale ha tratto linfa vitale: chiediamo l’aggravante dell’associazione mafiosa”. (Fonte foto: rete internet)

Omicidio Cimminiello, indagini svolte con successo dalla D.D.A. di Napoli: arrestati mandante ed esecutori dell’omicidio

  Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite, su richiesta  della  D.D.A  di Napoli, nei confronti di Abete Arcangelo e Aprea Raffaele, già condannati per essere stati i capi e promotori dell’organizzazione camorristica del gruppo Abete/Notturno/Aprea, sottogruppo del “cartello scissionista” di Secondigliano,il primo quale mandante, il secondo quale organizzatore ed esecutore materiale dell’omicidio di Cimminiello Gianluca, un tatuatore di Casavatore, estraneo ad ambienti criminali, ucciso il 2 febbraio del  2010. L’esecuzione  delle misure cautelari è stata realizzata dai Carabinieri di Castello di Cistema, che hanno  partecipato  alle indagini. L’ordinanza  cautelare ha avuto come destinatario,  altresì, Russo Vincenzo, già condannato  in primo e secondo grado per tale omicidio alla pena dell’ergastolo – ma attualmente libero per decorrenza termini, avendo la Corte di Cassazione annullato la Sentenza d’Appello e rinviato il processo al giudice di II grado per una nuova decisione – in quanto ritenuto affiliato al citato clan camorristico. La  vicenda  omicidiaria  all’epoca  ebbe  una  risonante  eco  soprattutto  per  i  motivi  che  avevano determinato l’omicidio del Cimminiello ; nei confronti di questo ragazzo, che, si ribadisce, era del tutto avulso da contesti di criminalità organizzata, era stata decretata, da parte del clan, una sentenza di condanna a morte , in quanto colpevole di aver avuto, pochi giorni prima,un diverbio con il cognato del capo clan dei c.d. scissionisti Pagano Cesare,  identificato  in  Noviello Vincenzo. In particolare, la pubblicazione da parte del Cimminiello Gianluca su Facebook  di una foto ritraente lo stesso in compagnia del calciatore Ezequiel Ivan Lavezzi del Napoli, scatenava la gelosia del tatuatore concorrente  Donniacuo Vincenzo di Melito di Napoli che si rivolgeva a soggetti contigui al clan dei c.d. scissionisti Amato/Pagano, i quali organizzavano una spedizione punitiva presso l’esercizio commerciale della vittima. Il commando, composto da quattro persone, tra cui il cognato e il nipote del latitante e capo clan Pagano Cesare, grazie alla prestanza fisica del Cimminiello, esperto di arti marziali , aveva la peggio e, in particolare, proprio il cognato del Pagano, Noviello Vincenzo, veniva duramente percosso all’interno dell’esercizio commerciale. Dopo pochi giorni, nonostante l’intercessione di Russo  Salvatore, amico del Cimminiello, presso soggetti appartenenti a Notturno Enzo, diretto referente del Pagano, tendente ad evitare eventuali reazioni nei confronti del Cimminiello da parte della compagine criminale per l’affronto subito dal parente del boss, questi –  Cimminiello – veniva colpito a distanza ravvicinata da due proiettili esplosi da un’arma di grosso calibro che ne cagionavano la morte quasi immediata. Grazie alle dichiarazioni rese da Vezzi Anna, fidanzata della vittima – oggi testimone di giustizia – presente all’interno dell’esercizio commerciale quando era stato ammazzato il Cimminiello, si riusciva a ricostruire la vicenda e ad individuare il movente di tale spietato omicidio. La donna, in particolare, ricostruiva le fasi precedenti all’omicidio e le vicende successive fino al giorno della morte del fidanzato, quando aveva focalizzato il soggetto che presentatosi come cliente presso il negozio del Cimminiello, con la scusa di visionare i tatuaggi, aveva condotto fuori la vittima e dopo pochi secondi esploso al suo indirizzo due colpi d’arma da fuoco letali. Grazie all’esito positivo dell’individuazione fotografica, eseguita dalla donna, di Russo Vincenzo, personaggio già noto alle forze dell’ordine, controllato più volte con altri affiliati al  clan camorristico degli  scissionisti ed inserito nello stesso contesto criminale, e di altri testimoni  Russo Vincenzo veniva sottoposto a fermo e poi, come detto, processato per tale vicenda omicidiaria. Le indagini svolte dall’A.G. continuavano, in quanto già all’epoca appariva evidente che il Russo non avesse agito da solo ma su mandato dell’organizzazione criminale. Pertanto, si esaminavano e sentivano più recenti collaboratori di giustizia appartenenti ai clan di Secondigliano e, attraverso una comparazione tra le dichiarazioni raccolte con gli elementi già emersi nel corso delle prime indagini, si riusciva a ricostruire l’intera vicenda e ad attribuire all’Abete , all’epoca sottoposto alla misura degli arresti domiciliari vicino Milano , il ruolo di mandante e all’Aprea quello sicuro di compartecipe all’omicidio e alla sua fase preparatoria. (Fonte foto: rete internet)    

A Pomigliano d’Arco la presentazione del libro «In cucina contro il cancro»

Appuntamento fissato per le 18 e 30 di venerdì 30 ottobre quando il prof. Cesare Gridelli  presenterà, a Pomigliano d’Arco, presso la sala conferenze de “La Distilleria”, il suo libro «In cucina contro il cancro». Un volume nato dal rapporto che unisce la professione di oncologo del professore e la sua passione per la gastronomia. Innegabile ormai il rapporto, scientificamente provato, che esiste tra buon cibo e buona salute. Il sindaco Russo: «Doneremo copie del volume ad ogni scuola della città». «In cucina contro il cancro», il libro del quale è autore il prof. Cesare Gridelli*, medico che nel 2013, da un’indagine dell’Expertscape californiana fu definito il «miglior oncologo del mondo», primo per il trattamento del tumore al polmone. Il suo libro, che nasce dalla necessità di abitudini alimentari che prevengano i rischi, ma anche dall’hobby di Gridelli, appassionato cultore gastronomico, è alla seconda edizione e contiene 220 ricette. L’amministrazione di Pomigliano d’Arco, in tandem con la Fondazione Imbriani, promuove la presentazione del volume alle 18, 30 di venerdì 30 ottobre, nella sala conferenze «La Distilleria» Culture District. A presentare l’evento, la giornalista Daniela Spadaro che introdurrà gli interventi dell’assessore Franca Trotta (responsabile delle deleghe alla Cultura e alla Pubblica Istruzione della giunta di Pomigliano d’Arco), il sindaco della città, Lello Russo, e l’autore del libro, il prof. Cesare Gridelli. «Riteniamo doveroso informare e sensibilizzare i cittadini su un argomento così importante per la salute –  dice il sindaco Russo – soprattutto se possiamo farlo accanto ad eccellenze come Cesare Gridelli. Non ci limiteremo a presentare il libro ma ne regaleremo alcune copie ad ogni scuola di Pomigliano d’Arco, in maniera tale che la sensibilizzazione rispetto ad un modo sano di alimentarsi cominci fin da bambini». La prefazione del libro è firmata dallo chef stellato Antonello Colonna e approfondisce il tema del rapporto tra alimentazione e cancro, rappresentando di fatto un’arma educazionale importante – come lo stesso autore definisce il volume, spiegando come sia possibile alimentarsi in modo salutare e al contempo mangiar bene. *Il prof. Cesare Gridelli è direttore del dipartimento di Onco-Ematologia e dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica del «San Giuseppe Moscati» di Avellino. Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Toracica, autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e coinvolto nella sperimentazione clinica di nuovi farmaci a bersaglio molecolare. Da molti anni svolge attività educazionali per la European Society of Medical Oncology e l’American Society of Clinical Oncology. Ha da sempre l’hobby della cucina ed è un appassionato cultore gastronomico.
Locandina dell'evento
Locandina dell’evento

A Somma Vesuviana “La zucca più bella”: 10^ Edizione – Concorso abbinato alla Festa di Halloween

L’invito a visitare la Mostra delle zucche artistiche esposte presso l’auditorium multimediale “Biagio Auricchio”  e assistere al musical, seguito dalla cerimonia di premiazione è per venerdì 30 ottobre 2015 alle ore 10.00. Durante la Festa di Halloween contrastiamo la deriva diabolica, eliminandola con iniziative benefiche. Il riconoscimento del lavoro  di ricerca, compiuto  soprattutto dagli alunni del  primo ciclo, nella biblioteca e nel laboratorio di informatica per raccogliere informazioni e delucidazioni geostoriche  e antropologiche sulle origini e trasformazioni attraverso  i secoli delle caratteristiche  della festività di Halloween ed il suo rapporto con la zucca, (che ha sostituito nel tempo la rapa), nonché l’intagliatura ed  il modellamento della stessa, realmente concretizzati nel laboratorio delle attività creative, manuali e pratiche, anche se non coronati dal successo della premiazione, saranno  parimenti gratificanti per gli autori, per effetto dell’inserimento del manufatto nella rassegna. Sicché, tutti i piccoli artisti, anche se  non premiati dalla giuria formata  dagli alunni presenti, saranno felici di veder esposto ed ammirato il proprio “capolavoro” realizzato con certosina bravura. Questo tipo di appagamento emotivo è per noi educatori importante e necessario strumento di apprendimento nel processo formativo. Infatti, consente ad ogni ragazzo di nutrire, mediante la motivazione, fiducia in se stesso per il gusto ed il piacere di aver realizzato un prodotto e sfatato miti terrificanti, talché secondo noti studiosi di fisiologia dell’Università dell’Oregon ed altri,  è la motivazione che stimola la fiducia nelle proprie capacità. Cresce così in autostima, perché prova la soddisfazione consapevole di aver voluto e raggiunto una meta, ossia il delicato ed artistico rintaglio e modellamento della zucca, traguardo  per  il quale si è messo in gioco. E’ felice di averlo condotto con un attento processo  elaborativo impegnando con interesse e passione tutte le sue energie, doti e talenti. Lavorando in gruppo nei laboratori, ognuno si  sente compagno solidale e responsabile di giocare in una gara collettiva, culturale ed artistica,  gara che ha il fine in se stessa, consistente nel piacere di gustare  un divertimento serio che prepara alla vita mediante fantasticherie immaginarie, compensative del complesso di inferiorità congenito nei minori, mentre agevola il processo di socializzazione, che è una delle caratteristiche essenziali della natura umana. In questo quadro Halloween, da tenebroso e  tragico evento del mondo occulto, creato e variato dalla fantasia popolare, si trasforma per i nostri allievi in solare gioco creativo con l’intento di parodiare ed esorcizzare quanto di diabolico veicola. Si trasforma in svago  divertente e salutare. Promuove così la loro maturazione psichica, la formazione del carattere e la sicura coerenza della condotta e del comportamento. Si  converte in straordinario fattore  di sviluppo in quanto fonte di vitalità, energia e creatività. Inoltre, ciò che avvalora  riflessioni positive è l’impatto psicologico con la zucca da umanizzare e da far comunicare che, alimentando l’energia della componente motivazionale del piacere e della soddisfazione nell’impegno artistico del modellamento, nutre  indubbiamente il sentimento di attuazione personale e la  fiducia nelle proprie capacità. Con queste opportune considerazioni noi montessoriani intendiamo evidenziare che il concorso “La zucca più bella” e le  numerose altre  attività del genere che organizziamo durante l’anno si svolgono sempre  all’insegna della mutua cooperazione e non della competizione, della lotta, della sfida e dell’antagonismo. Alla luce dei valori e dei principi propugnati dall’UNESCO, disdegniamo da sempre, non solo durante la festa di Halloween, la tendenza a far sviluppare la volontà di potenza nella comunità sociale,  camuffata nei travestimenti da terrificanti fantasmi immaginari come diavoli, orchi, vampiri, mostri orribili  ed altri espedienti satanici che seminano violenza terrore, spavento, minacce per far soccombere il prossimo. Pertanto, durante la Festa di Halloween contrastiamo la deriva diabolica, eliminandola con iniziative benefiche che promuovano la coscienza della mutua dipendenza nella comunità solidale, verso la quale ogni persona deve adempiere i suoi obblighi, prevenendo ogni rapporto conflittuale mediante il rispetto delle regole oggettive per realizzare con consapevolezza e volontà  la partecipazione attiva e trasparente alla sua vita. Tanto premesso, vi aspettiamo venerdì 30 ottobre 2015, alle ore 10.00, nell’auditorium “Biagio Auricchio” per assistere al breve musical dei nostri piccoli artisti, per ammirare la rassegna delle meravigliose zucche intagliate e  partecipare alla distensiva premiazione con l’assegnazione del magico portafortuna beneaugurante Il talismano contro le insipienze. La sorpresa di questa edizione  sarà  proprio il messaggio che ogni zucca “scrivente” trasmetterà agli ospiti. A confermare il tutto in delizia, ci penseranno gli allievi dell’alberghiero, i quali hanno già da dieci anni dissociato il tradizionale motto DOLCETTO O SCHERZETTO, accettando solo il primo termine, lasciando cadere  il secondo perché  non può essere  di casa e adottato  in questa scuola  solare, veritiera e rispettosa del prossimo. Il motivo? Sotto l’ammaliante scherzetto, l’ambiguo vocabolo incriminato, artatamente ridotto al diminutivo, occulta i significati di minaccia, rancore, dispetto e ricatto. Pertanto, gli allievi cuochi e barman, abituati a respingere ogni “sofisticazione”, cancelleranno  coerentemente e seriamente  il ripugnante scherzetto, felici di onorare senza condizioni Voi  graditi ospiti con i loro deliziosi dolcetti! (Fonte foto: rete internet)

Sant’Anastasia. Gioia di vivere e cinema: riparte «Girando Intorno al Vesuvio», il Cineforum per scolaresche

L’evento, che gode del patrocinio di diversi sponsor tra i quali Giffoni Film Festival, Expo Milano ed Anci Campania, giunge alla quinta edizione. È «Life» il nuovo tema adottato da «Girando Intorno al Vesuvio», il cineforum per ragazzi organizzato dall’omonimo gruppo che si ripropone alle scuole di ogni grado ed istruzione dell’hinterland nolano e vesuviano. Il progetto, giunto alla quinta edizione, è caldeggiato ed organizzato dalle imprenditrici Candida e Marinella Gifuni con l’obiettivo di favorire e facilitare l’avvicinamento dei giovani al mondo del cinema secondo percorsi tematici. Le proiezioni sono già iniziate al Cineteatro Metropolitan di Sant’Anastasia; ad animare le mattinate delle scolaresche ci saranno le performance del circense Patrick Zavatta e gli interventi dell’attrice Fabiana Sera. «Per questa nuova edizione abbiamo scelto il tema della vita perché viviamo in un momento storico difficile e complicato – affermano le organizzatrici della manifestazione – I giovani devono vivere al massimo ma alla larga da alcool e stupefacenti che annientano le bellezze della vita e dell’amore. L’anno scorso abbiamo ricevuto la benedizione e l’encomio di papa Francesco per il nostro impegno verso i giovani e questo ci galvanizza a fare molto di più». Numerosi gli Enti che patrocinano l’evento: oltre al Giffoni Film Festival figurano, tra gli altri, anche Expo Milano, Regione Campania, Provincia di Napoli, Parco Nazionale del Vesuvio, Anci Campania, Santuario Madonna dell’Arco, ventiquattro enti comunali dei paesi limitrofi. «Girando Intorno al Vesuvio riesce a motivare i ragazzi attraverso progetti che si pongono da supporto alla didattica scolastica, favorendo momenti di confronto ed aggregazione – asserisce Cettina Giliberti, assessore alle Politiche Sociali ed allo Spettacolo del Comune di Sant’Anastasia – È una gioia vedere che questi ragazzi considerano il Cineforum non una perdita di ore scolastiche, ma un momento di incontro e dibattito. Candida e Marinella Gifuni riescono a calamitare in città realtà non locali e fanno conoscere in piccola parte il territorio a ragazzi non autoctoni. Spero che un giorno il nostro Ente possa offrire ad eventi di questa caratura qualcosa di più di un supporto morale». Un plauso per l’iniziativa delle signore Gifuni giunge da Patrick Zavatta, trapezista, acrobata sui tessuti e verticalista, che rappresenta l’ottava generazione dell’omonima famiglia circense ed intratterrà i ragazzi con il numero della molla. «Avvicinare i bambini al cinema è il mezzo ideale per affrontare e comprendere in profondità diverse problematiche riguardanti il mondo giovanile ed attraverso la mia performance cercherò di trasmettere ai ragazzi un po’ del mio mondo che amo con tutto me stesso – ha commentato il giovane artista – Ho provato a rompere con la tradizione della mia famiglia ma è stato impossibile: il circo è tutta la mia vita». Chi invece è riuscita ad infrangere le tradizioni di famiglia è stata Fabiana Sera che alla professione già avviata di avvocato ha preferito seguire la sua più grande passione, il cinema, diventando così attrice, doppiatrice e speaker radiofonica, docente di dizione presso la Scuola di Cinema di Napoli e la Scuola di Cinema di Sant’Anastasia. «Ho deciso di intraprendere questa carriera per permettere alle persone di sognare e lo staff di «Girando Intorno al Vesuvio» con l’idea del cineforum dà ai ragazzi la possibilità di non farli sentire soli: insieme possiamo parlare di vita, gioia, anoressia, bulimia, bullismo – racconta l’artista che è anche modella curvy – I ragazzi vivono troppo velocemente, prendendo di mira modelli sbagliati ed invece dobbiamo far capire loro che la perfezione non esiste e che possono credere senza paura nei loro sogni ed obiettivi» E proprio Fabiana Serra avrà il compito di donare agli istituti scolastici che partecipano al cineforum un girasole gigante da collocare all’ingresso dei plessi, fiore che per via dei suoi petali gialli viene associato all’allegria, alla spensieratezza ed alla gioia di vivere. (Fonte foto: Ufficio Stampa Girando Intorno al Vesuvio)

San Gennaro Vesuviano: abusivismo edilizio, 4 denunciati e 2 fabbricati sequestrati

I carabinieri della locale stazione hanno svolto uno specifico servizio di controllo del territorio finalizzato al fenomeno dell’abusivismo edilizio. In questo ambito sono stati denunciati in stato di libertà un 53enne, un 52enne, un 51enne ed una 47enne, tutti del luogo. In particolare i carabinieri hanno accertato che i predetti, proprietari di 2 fabbricati in via Cozzolino, li hanno realizzati abusivamente e, sebbene privi di privi di certificazione di agibilità, li hanno affittati come civili abitazioni. Gli immobili sono stati sequestrati. (Fonte foto: rete internet)

Nola, gestione parcheggi e debiti fuori bilancio: è polemica in assise

Una seduta consiliare particolarmente accesa quella di ieri mattina presso il Comune della città dei gigli. Tra i principali capi all’ordine del giorno, l’affidamento della gestione dei parcheggi a pagamento all’Agenzia di Sviluppo dell’area nolana, approvato a maggioranza, e l’approvazione di diversi debiti fuori bilancio. Un Consiglio comunale particolarmente movimentato quello che si è tenuto ieri mattina al Comune di Nola. Protagonisti del dibattito e, in buona parte, presenti anche fisicamente in sala, i parcheggiatori della città dei gigli, ansiosi di conoscere l’esito del primo e più importante ordine del giorno in discussione nell’assise, concernente l’affidamento in house all’Agenzia locale per lo Sviluppo dell’area nolana della gestione dei parcheggi a pagamento. Una questione annosa, quella delle aree di sosta nolane, sulla cui gestione si è spesso fatta molta speculazione, come ha sottolineato il sindaco Geremia Biancardi, convinto, però, che tale nuovo affidamento ad una società, in questo caso, totalmente a partecipazione pubblica, non potrà che giovare al sistema parcheggi e agli stessi parcheggiatori, che la fascia tricolore ha rassicurato anche sul mantenimento del posto di lavoro. Di parere decisamente contrario, invece, l’opposizione, preoccupata della difficoltà di controllo dell’operato dell’Agenzia da parte del Comune di Nola nonché dell’eventuale danno economico per quest’ultimo, nel caso l’Agenzia di sviluppo non riuscisse a gestire autonomamente il servizio sul piano finanziario. A rassicurare, almeno in parte, gli animi non poco turbati dei consiglieri di minoranza, dei cittadini e, soprattutto, degli stessi parcheggiatori, l’intervento del Comandante della Polizia municipale Luigi Maiello, che ha spiegato come, in realtà, l’affidamento stesso salterebbe nel caso l’Agenzia non riuscisse a gestire autonomamente il servizio parcheggi, in quanto la delibera da approvare prevede che il Comune della città dei gigli da tale gestione “abbia utili, non perdite”, e che il controllo sul mantenimento dell’attuale personale e sulla gestione del servizio sarà “costante e permanente”. Discussa anche la revisione delle ore lavorative settimanali dei dipendenti, che passeranno da 36 a 31, una riduzione criticata dalla minoranza ma “inevitabile” per Biancardi, che ha rimarcato il “rapporto di fiducia massima” instaurato tra la sua amministrazione e i parcheggiatori, che “in noi hanno sempre trovato interlocutori affidabili”. Nonostante l’astensione dell’opposizione, rimasta in aula “solo per rispetto dei parcheggiatori”, ritenendo l’affidamento della gestione parcheggi all’Agenzia di sviluppo dell’area nolana “il fallimento di questa amministrazione” (queste le parole del capogruppo Ncd-Udc di opposizione Carmela Scala), la delibera oggetto di discussione è stata, infine, approvata a maggioranza. Anche sul secondo capo all’ordine del giorno, riguardante il riconoscimento di diversi debiti fuori bilancio, molto accesa e prolungata la discussione dell’assemblea consiliare: argomento di contesa, la poca chiarezza, secondo i consiglieri di minoranza e una parte della maggioranza, su alcuni dei debiti da approvare, un disappunto che i consiglieri d’opposizione Cutolo e Iovino hanno ribadito con l’abbandono dell’aula. Debiti relativi, ha chiarito il dirigente comunale Santaniello, per la maggior parte, a “sentenze esecutive, quindi obbligatorie” e ad altre pratiche “elaborate dagli uffici competenti, tutte esaminate singolarmente in Commissione”. Dopo ben due sospensioni temporanee della seduta e l’inversione dell’o.d.g., rimandato alla fine del dibattito, però, la delibera è stata approvata all’unanimità (solo due i consiglieri presenti nelle fila dell’opposizione), con somma sorpresa degli astanti, ormai rassegnati ad un più che probabile rinvio dell’oggetto di discussione. Approvati, infine, anche gli altri tre capi all’ordine del giorno: gli Indirizzi della Giunta Municipale per l’adozione del nuovo Regolamento “Uffici e servizi dell’Ente”, il Regolamento sul controllo analogo delle società partecipate e quello per la disciplina della Commissione “Pari opportunità”.

Sant’Anastasia, sindaco Abete: “chi era con me non lo è stato fino in fondo”

Il primo cittadino, Lello Abete, nel corso di un’intervista che mi ha gentilmente concesso, ha dichiarato di sentirsi politicamente sereno, tranquillo, malgrado la forte ed aspra opposizione di una parte del paese. “Tra non molto, ha sottolineato il sindaco, gli anastasiani potranno verificare concretamente l’operato della mia amministrazione”. Non ha nascosto, però, l’ambiguità di qualcuno che lavorava nella squadra di governo.   Sindaco, ormai la tua amministrazione ha sciolto il nodo del primo anno di attività. È scontato quanto doveroso chiederti un bilancio sul vostro operato. Eppure, cercando di fare appello alla parte umana e meno politica che ti contraddistingue, viene naturale una seconda riflessione, che subito ti giro: c’è mai stato, in questi dodici mesi, un momento, anche breve, dove ti sei pentito della baraonda nella quale ti sei ficcato? Sono molto soddisfatto del nostro primo anno di lavoro: tutti sanno che situazione pesante abbiamo ereditato, ma con forza d’animo e determinazione ce l’abbiamo fatta. A parte qualche eccezione rappresentata da qualche frizione non voluta, credo che il primo anno di questa amministrazione non abbia nulla da invidiare, in materia di opere realizzate, alle più operose della storia di questo paese. È vero che abbiamo ereditato delle opere già in progettazione, ma la paternità di numerose altre messe in cantiere, è nostra. Forse, all’inizio del mandato, abbiamo pagato lo scotto dell’inesperienza, dell’ingenuità politica, del troppo entusiasmo: questo ci ha reso inevitabilmente più vulnerabili in materia di comunicazione ma abbiamo raggiunto il giusto equilibrio, anche grazie ai nuovi innesti. Non mi sono mai pentito di quello che ho scelto di fare, anche perché sapevo benissimo a cosa sarei andato incontro: qualche momento di sconforto, invece, mi è capitato. Io stesso, più volte, in particolare sulle politiche sociale e ne conosci i motivi, ti ho pungolato. Vivi la politica da molti anni, ti possiamo definire quasi un capitano di lungo corso. Che peso dai alle critiche che ricevi? Riesci ad ammortizzarle, magari considerandole uno sprono a migliorarti o sei uno di quelli che se le porta perfino nel sonno? Ho un rapporto positivo con le critiche che ricevo: dò a loro il giusto peso e le interpreto in ogni momento come uno stimolo a migliorarmi. Di solito l’istinto ti approccia alla critica in modo sospettoso, negativo e ti fa indossare una corazza di pregiudizio nei confronti dell’interlocutore che te la muove: io cerco di trasformare quel momento che nasce da un’eccezione negativa in una risoluzione positiva, cercando di soddisfare il dubbio o lo scetticismo di chi mi critica. Di notte dormo poco o per nulla, ma questo non c’entra con le critiche. Sviluppo urbanistico e politiche sociali. Due assessorati, a parer mio, fondamentali per la crescita e la coesione del paese. Ora, al di là di ciò che ne possano dire i tuoi detrattori, in entrambi gli ambiti, seppur in buona fede, credi di aver commesso degli errori? E quali sono, se puoi svelarcele, le future programmazioni che dobbiamo attenderci? Anche a mio parere sono dei settori fondamentali per il rilancio della crescita. Ho la presunzione di dire, però, che l’assessore alle Politiche Sociali, Cettina Giliberti, ha lavorato dal primo giorno del suo mandato con entusiasmo e passione. Nelle politiche sociali, come in altri campi, ci attende ora la raccolta dei frutti seminati anche con scelte che sono potute sembrare, a primo impatto, impopolari. Nonostante alcune polemiche vuote e pretestuose che ho letto e sentito negli ultimi giorni, le politiche sociali sono un ramo di cui vado fiero, condivido tutte le scelte messe in campo e sono convinto che siano il volano per lo sviluppo della nostra socialità. Qualche errore, come detto prima, lo abbiamo commesso, ma ciò è stato dettato da un’ingenua buona fede e da un incontrollato entusiasmo: questo ti fa correre con qualche marcia in più, ma la velocità il più delle volte ti distrae. Hai da poco rimodulato la tua giunta sostituendo un pezzo importante: l’assessore al bilancio. Come mai questa urgenza ad appena un anno di governo cittadino? L’hai ritenuta un’azione necessaria per la prosecuzione della tua opera amministrativa? L’azzeramento della giunta municipale è un passaggio fisiologico nella vita di un’ amministrazione. Nel mio caso, ha rappresentato un momento di riflessione dopo un anno esatto di attività: in seguito a tantissimi confronti avevo notato un netto scollamento tra consiglieri e giunta e non c’era più tempo per aspettare ulteriormente. L’ex assessore al bilancio si è dimesso, non l’ho mandato via io: dispiace che le sue visioni ad un certo punto si siano focalizzate su altri punti fermi; io avevo messo a fuoco un modello preciso di amministrazione: continuità non vuol dire per forza similitudine caratteriale o di approccio; ciò che rappresenta la continuità è la comunione d’intenti, lo stesso fine che si persegue. E siccome mi si accusa di aver preferito impostare i cardini della mia opera di governo sulla preponderanza dei funzionari, posso solo pensare che non sono stato condiviso per la mia idea del mezzo e non del fine. Ti dirò, dopo sette anni, è la prima volta chi i funzionari non hanno preso tutti il massimo del punteggio. La vita mi ha insegnato, e me lo stanno dimostrando i risultati di questa amministrazione, che con l’ascolto e la condivisione si va lontano. Da agosto sei costantemente bersagliato da un fuoco che possiamo considerare, parafrasando una terminologia militare, “amico”. Degli attacchi che, tutto sommato, a leggerli bene, hanno poco di amichevole. Uomini che, fino a tre mesi fa, ti avevano giurato assoluta fedeltà. Anzi, c’era chi, e posso testimoniarlo in prima persona, all’interno di dibattiti privati, elogiava a spada tratta l’amministrazione di cui faceva parte. Oggi, però, tutto si è ribaltato. Stravolto. Chi ti sosteneva, ti osteggia. Chi lavorava con te, ora lavora contro di te. È mai possibile, diciamo pure ragionevole, un cambiamento del genere? L’elettorato, il cittadino che va al voto, in tutta onestà, che quadro può farsi di un teatrino del genere? Serietà, coerenza e rispetto. Non trovi che debbano essere valori di cui la politica, qualsiasi politico, debba tenere ben presenti? Purtroppo, in breve tempo, si è creata una strana atmosfera nella quale chi era con me, in realtà non lo era fino in fondo. Non parlo di gelosie, di rancori, di sindromi varie: ognuno era libero di frequentare chiunque, anzi le gelosie scattavano al contrario. Non c’era un sodalizio sostanziale tra me e tutti i miei uomini, in giunta e fuori. Queste persone, loro malgrado, sono state vittime di un gioco più grande di loro, sono state risucchiate da un vortice in cui qualcuno, già lo scorso settembre (dopo solo due mesi dal mio insediamento), soffiava quotidianamente appelli ai fasti del passato, muovendo critiche ed attacchi nei miei confronti per il solo motivo di essere diverso, di essere più mite, più diplomatico. E quindi sono divenuti ambigui, improduttivi: con un piede speravano che andassimo avanti, con l’altro speravano nel rovescio della medaglia. So che in paese si è parlato, anche giustamente, di faide, di lotte fratricide, ma per quanto mi riguarda non ho potuto fare nulla per evitare che si arrivasse a questa spaccatura. Tutto ciò non è ragionevole, ma il cittadino conosce bene il quadro politico che ha davanti, sa bene dove si trovano i limiti e dove le responsabilità. La serietà, la coerenza ed il rispetto sono valori fondamentali per la politica, ma nel nostro caso vi è stata una concezione del tutto particolare dei termini. Tre punti programmatici, raccontati rapidamente, che ti rendono spavaldamente fiero. Come detto prima, le politiche sociali, poi le opere pubbliche, la risoluzione di controversie annose e spigolose e l’attenzione per le scuole: abbiamo dato nuovo slancio al settore ed i frutti si raccoglieranno a breve. Ma non mi sento spavaldamente fiero: in ogni campo si può sempre migliorare. Un manifesto, apparso pochi giorni fa dove sono ben visibili le firme dei tuoi consiglieri, ti incoraggia ad andare avanti trasmettendoti tutto il sostegno possibile. Questa iniziativa, mi auguro spontanea, ti fa sentire più sicuro o dalle esperienze di questi ultimi tre mesi ritieni che non possa esistere, in politica, la parola fiducia? Sì, mi ha fatto piacere leggerlo: ma è stata una riconferma, non una sorpresa. In tempi in cui sono “artefice” di diversi manifesti a mia insaputa, fa piacere leggere di sostegno e di vicinanza. Sicuro lo ero già da prima e non ne faccio solo una questione numerica: la strada davanti non è una salita ripida, ma qualche buca durante il cammino è sempre possibile incontrarla. Motivo per cui credere nella fiducia può aiutare, ma non del tutto: il resto è rappresentato dalla consapevolezza di ciò che si è realizzato e dalla mia buona volontà. Che idea ti sei fatto sui “sussulti di dignità?” Preferirei non esprimermi sulla questione per non cadere in ulteriori e sterili polemiche. Dico solo che i consiglieri di maggioranza, oggi, sono provvisti di grande dignità. Sono al mio fianco in ogni decisione e sono parte in causa di ogni angolo della vita amministrativa. E mi fermo qui, perchè quello che penso al riguardo si sposa perfettamente con ciò che è scritto nel manifesto dei consiglieri: sai, non vorrei mi si accusasse di aver scritto anche questo. Un detto napoletano, che ti riporto in italiano perché sono un vero bidone a scrivere in dialetto, dice più o meno così: i “parenti” sono come le scarpe, più sono strette e più ti fanno male. Lo condividi? In linea di massima non lo condivido. O meglio, non vale per tutti i parenti. Sindaco, adesso chiudiamo l’intervista con un pizzico di fantasia, e proviamo a viaggiare avanti nel tempo. Tra circa quattro anni, eccetto per qualche capello bianco in più che avremo entrambi, ti vedi ancora seduto sulla sedia più prestigiosa di palazzo Siano? E quanto, del tuo progetto per Sant’Anastasia, sarà stato attuato? Pensiamo a fare bene per il momento, per il resto si vedrà: sono molto tranquillo e quello che accadrà o potrebbe accadere non mi preoccupa. Ho una maggioranza compatta, la mia squadra di governo mi segue in ogni decisione: ci sono tutti i presupposti per proseguire con serenità. Come detto, tra poco tempo, raccoglieremo gran parte dei frutti raccolti: di qui a breve i cittadini potranno farsi un’idea ancora più chiara di quanto non lo sia adesso del modello di amministrazione che intendiamo portare avanti. Gianluca Di Matola
Il Sindaco di Sant'Anastasia, Lello Abete
Il Sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete