L’Associazione Forense di Marigliano ha organizzato questo speciale evento a scopo formativo con l’Avvocato Anna Iossa e l’Avvocato Umberto Caccia che ha anche introdotto e moderato il convegno.
Sabato 7 novembre nell’Aula Consiliare di Mariglianella, con l’Ordine degli Avvocati di Nola e la compartecipazione dell’Associazione Forense di Marigliano, l’Ordine degli Psicologi della Campania e dell’ospitale Comune di Mariglianella, con il Sindaco Felice Di Maiolo, è stato svolto il Convegno intitolato “Evoluzione legislativa a tutela delle persone disabili”. L’Associazione Forense di Marigliano ha organizzato questo speciale evento a scopo formativo con l’Avvocato Anna Iossa e l’Avvocato Umberto Caccia che ha anche introdotto e moderato il convegno.
Il Sindaco di Mariglianella, Felice Di Maiolo, nel suo saluto ha sottolineato “il costante sforzo che come Amministrazione Comunale facciamo sul fronte delle politiche sociali le cui risorse si riducono sempre di più. Oltre alla disabilità, che teniamo in debito conto, ci stiamo confrontando con la povertà. Abbiamo attuato il sostegno alimentare cui hanno accesso 157 famiglie comprendenti circa 600 persone. Ringrazio i qui presenti promotori e relatori: il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Nola, Avv. Urraro; il curatore, Avv. Caccia; lo psichiatra, Dott. De Feo; la psicologa Dott.ssa Bolero e per suo tramite il presidente dell’Ordine Dott.ssa Bozzaotra; il Dott. Capasso, Sostituto Procuratore della Repubblica a Nola, l’Analista del Comportamento, Dott.ssa Mosca, nostra stimata concittadina; il valente Dott. Anaclerio, Direttore dell’Ambito Territoriale n. 22 e la promotrice di questa importante iniziativa, Avv. Anna Iossa”. Fra i tanti che hanno seguito il convegno vi erano i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, l’Assessore Arcangelo Russo ed il Consigliere Comunale, Capogruppo di Maggioranza, Rocco Ruggiero.
Nei sui saluti il Presidente del’Ordine degli Avvocati di Nola, Avv. Francesco Urraro ha apprezzato “il tema così sensibile mai da noi trattato prima. Sono da riconoscere i diritti specifici e da abbattere i tempi lunghi per la prima udienza che a volte arriva ad un anno mentre l’Avvocatura soffre il sotto dimensionamento spaventoso degli amministrativi. A tal proposito il Ministro della Giustizia, On.le Andrea Orlando, che la settimana scorsa ha fatto visita ai vertici istituzionali dell’Avvocatura e della Magistratura Nolana, lascia ben sperare per l’incremento di risorse umane ed economiche per la maggiore efficienza della Giurisdizione”.
Queste le interessanti relazioni svolte: Il medico e psichiatra, Dott. Salvatore De Feo, con “La proposta di riforma ed il superamento dell’O.P.G.”; la psicologa e psicoterapeuta, Dott.ssa Filomena Bolero, con “La discriminazione delle persone con disabilità”; il Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Nola, Dott. Ciro Capasso, con “Misure per la tutela giudiziaria delle vittime di discriminazione”; l’Avvocato Milena Guida con “Emersione dal lavoro irregolare nell’attività di assistenza e sostegno alle famiglie”; la Dott.ssa Carmen Mosca, Vicepresidente “Associazione Orientamento Autismo” con “Le Associazioni e i familiari come partecipanti attivi: la rete intorno alle disabilità”; Infine il Dott. Nicola Anaclerio, Direttore dell’Ambito territoriale n. 22 ha chiuso i lavori trattando le “Politiche sociali: diritti ed inclusioni”. Ai partecipanti, in regola con le firme di controllo, sono stati consegnati attestati con crediti formativi.
Il Sindaco: «Sembra che sia tutto fermo, invece, stanno ultimando i cosiddetti sotto-servizi. In ogni caso, l’opera sarà presto completata»
Alberi secolari che disegnavano un lieto sentiero e conducevano verso una “valle deliziosa”, intessendo con i loro colori un ritratto di felicità. Via Cesare Augusto. L’Ottaviano bella. Antica. Amata. Ma tutto ciò non esiste più. Ormai, è qualche anno che conviviamo con le macerie. Pietre scalcinate e polvere si dilaniano, dando soltanto un ricordo triste di un paesaggio che nessuno, tra gli abitanti di Ottaviano, potrà mai dimenticare. Eppure le precedenti amministrazioni ci avevano assicurato con progetto alla mano che tutto sarebbe diventato migliore. Nessuno avrebbe avuto di che temere: un paesaggio diverso, migliore avrebbe presto alleviato i nostri occhi. È anche vero che le radici degli alberi si erano impossessate dell’intera strada, rialzando l’asfalto e provocando seri danni alle vetture che la percorrevano. Le pigne, poi, cadevano dagli alberi anche spinte da tenui brezze, colpendo non solo veicoli, ma anche pedoni. C’era poi la necessità di creare un nuovo impianto fognario. Insomma le pretese erano tante, bisognava pure soddisfarle! Con una strada così in dissesto non si poteva più restare a guardare.
Ma nessuno avrebbe immaginato che i lavori andassero così per le lunghe. Certo, ora, essi sono avviati e attivi, ma ciò è avvenuto non senza lamentele e solleciti di residenti e commercianti. Proprio questi ultimi hanno ricevuto i maggiori danni, alcune attività sono state chiuse per il calo dei profitti causato dall’inaccessibilità della strada, altre lamentano di fare la stessa fine, e i giovani si lagnano di aver perso il loro luogo di ritrovo.
Un tratto di strada è stato riaperto, ma una buona parte è ancora un cantiere.
Intanto, mentre i danni fanno da testimonio al tempo che scorre, vogliamo ricordare il progetto che il Comune a suo tempo presentò, e che in parte si intravvede nel tratto già aperto, sperando che rispetti quanto promesso, almeno per riscattare tutti i mali sopportati.
Ricordate l’isola centrale? Ebbene dimenticatela. Sarà sostituita da uno spartitraffico di 50 cm circa arricchito di aiuole. Sul lato destro della strada, osservata dal basso verso l’alto, sarà costruito un marciapiede di 3 metri, per la gioia dei genitori che accompagnano i loro piccoli a scuola. Il lato sinistro della strada avrà un marciapiede molto più grande abbellito di fioriere e panchine. Gli alberi non mancheranno di certo: più grandi a sinistra,più bassi a destra offrendo a tutti l’impressione di trovarsi in un luogo davvero diverso. Grazie ai finanziamenti dati dalla regione sarà possibile sostituire anche la pubblica illuminazione. Ad ogni incrocio ci saranno rotatorie onde evitare i tanti incidenti causati, soprattutto, dai motorini che, oltrepassando il marciapiede centrale, si immettono irregolarmente sulla corsia opposta.
Un albero di Ulivo è stato piantato, il mese scorso, al centro di una rotatoria all’incrocio tra via Cesare Augusto e San Michele, come simbolo di una rinascita, di una crescita. Una parte della strada è stata riaperta, si vedono miglioramenti. E’ così che il sindaco, Luca Capasso, risponde alle tante polemiche sorte: «Sembra che sia tutto fermo, invece, stanno ultimando i cosiddetti sotto-servizi. In ogni caso, l’opera sarà presto completata, come più volte ho garantito mettendoci la faccia, l’impegno personale e quello di tutta l’amministrazione comunale. Stiamo parlando di un’opera rimasta ferma per molti anni e in pochi, davvero pochi, hanno alzato la voce o chiesto spiegazione di questi ritardi. Ci siamo tenuti la strada incompiuta, abbiamo sopportato, abbiamo taciuto. Ora è cambiato tutto, un tratto è stato completato e i lavori procedono: mi piacerebbe dirvi che saranno finiti in una notte, ma nessuno ha la bacchetta magica. Prendere in giro la gente, poi, non è mai stato il mio sport preferito: ho sempre detto le cose come stanno, ho chiesto pazienza ma, allo stesso tempo, non mi sono fermato un attimo per fare in modo che i lavori ripartissero. Siamo nel rush finale, manca davvero poco».
Silente, ma costante, si allarga la macchia del protagonismo negativo di tanti giovani. Controlli e politica non pervenuti.
“Se non c’è la presenza di Cristo nelle nostre vite, non c’ è rispetto per niente e ogni valore è compromesso”. E’ uno dei pensieri che Padre Costanzo, parroco della storica Chiesa Collegiata, allocata nel cuore del borgo antico Casamale, ha voluto trasmettere ieri alla comunità parrocchiale a margine di un’omelia incentrata anche sull’invito ad amare la nostra terra, a difendere e a proteggere il nostro quartiere, i nostri spazi.
“Basta- aggiunge il parroco- basta allo spettacolo indecente che ogni mattina si presente alla nostra vista, ovvero bottiglie vuote, cartacce sporche, bicchieri e cartoni sui gradini della nostra Chiesa. Basta! Dove è finito il rispetto per i luoghi sacri? Queste cose in passato non avvenivano, nessuno si permetteva di offendere i monumenti, i luoghi sacri. Perché i nostri giovani continuano a bivaccare e a imbrattare questo posto? Dobbiamo interrogarci tutti e , nello stesso tempo, tutti noi dobbiamo essere sentinelle dell’ambiente in cui viviamo. Nessuno deve girare la testa dall’altra parte . Andrò dal sindaco a chiedere maggiori controlli e più severità e invito voi tutti a vigilare”.
Una storia vecchia quella dell’inciviltà imperante nei nostri territori e Somma non fa eccezione. Anzi. Abbiamo scritto fiumi di parole, molti volontari e attivisti così come le associazioni religiose organizzano spesso iniziative per ripulire laddove si sporca o per sensibilizzare le giovani generazioni ma nulla sembra cambiare. Tant’è che si continua a bivaccare e a consumare alimenti sui gradini della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Rione Trieste così come si bivacca, e non poche volte si lasciano segni evidenti di urine, sui grandini della Chiesa Collegiata. Non solo. Cartoni, cartacce, bottiglie vuote si lasciano sui muretti delle scuole e delle piazze, così come si continua a imbrattare, senza ritegno, lo spazio antistante la Banca di Credito Popolare nella centralissima Via Aldo Moro.
Nonostante la lettera/denuncia di una lettrice di qualche settimana fa, i vandali e gli incivili continuano a sporcare e in particolare di lunedì mattina in quel posto lo spettacolo è davvero indecoroso: lattine di coca cola, residui di pizza, di panini, dolci calpestati, nutella sulla ringhiera. Ogni mattina gli operatori ecologici, ormai rassegnati, puliscono e rimuovono lo sporco , ma di controlli e di sanzioni pesanti neanche l’ombra. In molti comuni italiani sono state emanate ordinanze per la tutela dei beni monumentali contro ogni forma di comportamento lesivo della pubblica fruizione, della sicurezza e del decoro delle aree legate a luoghi storici e non solo.
In tali aree è vietato sia bivaccare che fermarsi per consumare alimenti (a meno che non si tratti di manifestazioni ed eventi organizzati e autorizzati) e la sanzione prevista va da 25 a 500 euro con pagamenti in misura ridotta di 50 euro. Inoltre, se i luoghi subiscono dei danni o forme di occupazione abusiva con dei beni mobili (cartoni ed altro) viene fatto obbligo al trasgressore di occuparsi personalmente della rimozione o del ripristino del luogo. Ma la parte più importante sta nel fatto che gli agenti municipali nei primi giorni di vigenza dell’ordinanza sono tenuti a fare informazione nei confronti delle persone, con invito a porre fine al comportamento sanzionabile. Segue poi il controllo e nelle zone critiche dove, prima o poi qualcuno viene individuato e sanzionato. Senza sconti, ovviamente.
Probabilmente questa ordinanza è stata pensata oppure già esiste anche a Somma, ma non ci risulta, al momento, che ad essa corrisponda regolare applicabilità e controllo. A Somma c’è immobilismo totale, sono anni che l’organico della polizia municipale è sempre ridotto, i soldi per gli straordinari non ci sono mai, le telecamere sono pochissime e non se ne possono comprare altre, l’assessore di riferimento riesce a durare il tempo di conoscere appena il territorio e quasi mai riesce ad avviare nuove iniziative. A Somma la tutela dell’ambiente e del decoro urbano vengono trascurate da una politica locale costantemente in crisi e litigiosa. E chest’è.
La grande distribuzione del lavoro regolarmente contrattualizzato è minacciata dalle aziende del riciclaggio. Immobili gli organismi di controllo.
Nonostante i problemi legati alla riduzione salariale e ai tagli occupazionali il settore della grande distribuzione nazionale e multinazionale resta quello in cui il rispetto dei contratti e dei diritti sostanziali dei lavoratori è complessivamente tutelato, sia pure tra le sempre maggiori difficoltà del momento. Così come in questo ambito tutelata risulta anche la vendita del prodotto alimentare di qualità. Il problema è che, politiche liberiste a parte, la gestione della grande distribuzione legale è seriamente minacciata dalle aziende del riciclaggio di danaro sporco, che con i loro piccoli supermercati, in particolare nel Mezzogiorno d’Italia, fanno concorrenza sleale offrendo prodotti a prezzi stracciati grazie a una diffusa illegalità sul fronte delle tutele normative, sindacali e occupazionali. In pratica, a causa dello sfruttamento e del lavoro nero nella galassia dei piccoli supermercati campani, viene danneggiato nettamente l’andamento economico delle grandi catene commerciali in cui non si può lavorare se non attraverso un contratto regolare. Più volte le grandi aziende della distribuzione si sono rivolte all’Ispettorato del Lavoro e alle Asl allo scopo di chiedere il rispetto da parte di tutti dei vincoli sindacali e delle normative che impongono l’esercizio commerciale nell’ambito di spazi adeguati, sia sotto il profilo della sicurezza che sotto quello sanitario. Sforzi che però si sono rivelati inutili.
Dopo le ultime minacce il vicepresidente della Camera trasmette un’interrogazione al ministro dell’Interno. Il contenuto dell’interrogazione trasmessa al ministro dell’Interno Angelino Alfano è di quelli che non ammettono interpretazioni. Secondo il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, il figlio dei pastori di Acerra, Alessandro Cannavacciuolo, agguerrito ambientalista locale, è infatti seriamente minacciato dalla mafia dei rifiuti tossici e del malaffare diffuso nell’area compresa tra la provincia a nord est di Napoli e il basso Casertano. L’ultimo episodio, risalente al 2 novembre scorso, è stato di quelli da pelle d’oca: i cani di Cannavacciuolo, due pastori maremmani, Sergente e Belle, sono stati trovati morti nell’appezzamento di terreno che il figlio dei pastori di Acerra gestisce con la sua famiglia. In base alla diagnosi certificata dal veterinario i cani sono stati avvelenati. Di Maio intanto è particolarmente critico con Alfano. Sostiene che il ministro è rimasto impassibile di fronte a questa situazione, non avendo peraltro risposto alle sue precedenti interrogazioni relative ad altri episodi inquietanti hanno colpito Cannavacciuolo e la sua famiglia.
Ecco il contenuto integrale dell’interrogazione a risposta scritta di Luigi Di Maio:
” Premesso che: l’interrogante ha presentato numerose interrogazioni per segnalare il pericolo a cui è esposto il giovane acerrano Alessandro Cannavacciuolo a causa della sua instancabile attività di denuncia. In particolare, si segnalano le interrogazioni a risposta scritta del 21 ottobre 2013 e del 6 maggio 2014 alle quali non è ancora stata data alcuna risposta, nonostante quanto previsto dall’articolo 134 del regolamento della Camera e i reiterati solleciti. In tali atti si chiedeva al Ministro interrogato quali provvedimenti intendesse assumere a tutela dell’incolumità del cittadino Cannavacciuolo; negli ultimi anni Alessandro Cannavacciuolo e la sua famiglia hanno subito ripetute minacce e intimidazioni; l’ultima grave intimidazione sarebbe avvenuta negli ultimi giorni, quando i due cani di proprietà della famiglia Cannavacciuolo (due bellissimi esemplari di pastore maremmano di nome Sergente e Belle, rispettivamente di 7 anni e di 1 anno e mezzo) sono stati avvelenati mortalmente. Tale diagnosi sarebbe stata confermata anche dal medico veterinario; i due animali – curati da Franco, fratello di Alessandro – sarebbero stati avvelenati in un terreno gestito dalla famiglia dove erano custoditi in un sito presso Acerra, in via Ciminiera, in contrada Pagliarone. Peraltro, secondo quanto si apprende da fonti di stampa, i Cannavacciuolo hanno sporto denuncia contro ignoti alla polizia, giunta sul posto per accertarsi del decesso dei due cani; non sarebbero state trovate tracce di veleno sul terreno per cui l’ipotesi è che la sostanza mortale sia stata offerta agli animali da qualcuno, forse mescolata a qualche boccone di carne; si è in presenza dell’ennesima intimidazione ai danni di una famiglia che ha messo al primo posto la passione civile per la denuncia della gravissima contaminazione ambientale che attanaglia il territorio della cosiddetta «terra dei fuochi» –: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti delineati in premessa e quali siano gli elementi in suo possesso; se il Ministro interrogato non ritenga di doversi attivare al fine di valutare le modalità attraverso le quali tutelare l’incolumità del cittadino Alessandro Cannavacciuolo e della sua famiglia da anni esposti a quelle che appaiono reiterate intimidazioni di stampo mafioso a causa di una instancabile ed encomiabile opera di denuncia civile “.
Al palazzo Mediceo di Ottaviano confronto con tecnici e politici
“Cartina al tornasole di mali antichi”. Così Carlo Sarro, deputato di Forza Italia, ha definito l’abusivismo edilizio nel corso dell’intervento tenutosi in occasione del primo appuntamento ufficiale di Azzurra Libertà, un’associazione che nasce con l’intento di farsi promotrice di un dibattito democratico, libero e politematico in un momento storico in cui le gerarchie di partito sono sempre più distanti dai cittadini. Con Sarro, anche il segretario dell’associazione, Giovanni De Vivo, che ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di promuovere la diffusione di una coscienza politico-sociale tra i cittadini e soprattutto tra i giovani.
Quelli di Sarro e De Vivo sono stati due tra gli interventi tenutisi il 6 novembre scorso nella suggestiva cornice del Castello Mediceo sul tema “abusivismo edilizio: pronunce o vincoli, opportunità o solo limiti?”
Presenti molti amministratori e sindaci del territorio, il convegno ha avuto inizio con i saluti del sindaco di Ottaviano Luca Capasso, del presidente dell’ordine degli avvocati di Nola, Francesco Urraro e del presidente dell’ordine degli architetti di Napoli Salvatore Visone.
A rafforzare ulteriormente le motivazioni che hanno spinto a scegliere il tema del convegno, il saluto del deputato Paolo Russo che ha sottolineato come Ottaviano rappresenti il baricentro di questa problematica. L’architetto Stefania Duraccio è entrata nel vivo della tematica rappresentando in maniera dettagliata gli aspetti normativi del problema e cercando di condurre i presenti in un percorso capace di farsi spazio nel grande caos normativo esistente.
A supporto delle preoccupazioni già evidenziate dalla Duraccio, l’architetto Filomena Iovine ha scelto di capolvogere la comune deduzione dell’abusivismo quale figlio della malavita individuandone, invece, la causa in un circolo vizioso che, al contrario, trova la sua origine dal cittadino che bisognoso di costruire casa, nell’impossibilità di poterlo fare legalmente, arriva ad essere indotto a rivolgersi ad imprese di malavitosi. L’architetto Iovine, dunque, ha focalizzato la causa principale del problema a monte, nell’incapacità di pianificare prendendo reale coscienza dei nostri territori per i quali, a suo dire, la Soprintendenza dovrebbe esprimersi solo sul merito ambientale a fronte di una legge nazionale per l’urbanistica che divida il territorio in comparti e non si riduca, come oggi accade, al dibattito sul singolo permesso.
Forte e chiaro l’invito arrivato sia dai sindaci che dai tecnici perché si trovino soluzioni rispetto al caldissimo tema dei condoni edilizi nella zona rossa.
L’onorevole Sarro ha individuato nell’eccesso di regole e nella proliferazione di norme, di vincoli e pareri una realtà incompatibile col bisogno di casa che è, invece, un bene insopprimibile.
Sarro ha poi chiuso l’evento richiamando l’attenzione sull’importanza di un approccio che tenga sempre più conto di una visione d’assieme della problematica adottando un criterio antico ma eternamente valido: il buon senso.
Come vorresti il tuo paese, vota con un like. Su Facebook il contest che permetterà di realizzare un’idea comune
Se immaginiamo una città viene naturale pensare all’ambiente che si conosce e si ama per creare, almeno nella fantasia, un paradiso eliminando tutti gli inconvenienti. Una città ideale per tutti, costruita in base ai sogni, sulle idee dei bambini, sui desideri di chi ha a cuore il proprio territorio. “Come vorresti il tuo paese” è un’iniziativa del Forum Giovani di Ottaviano, che per la seconda volta ha proposto “la scatola delle idee”. Un’iniziativa dove ogni cittadino è libero di esprimere e dare la propria idea del suo paese. Lo scorso 11 Ottobre i ragazzi del Forum hanno portato la loro scatola delle idee in piazza San Francesco. La raccolta di idee ha avuto i suoi frutti, grandi e piccini hanno lasciato il loro pensiero sul fondo della scatola. Lo scrutinio ha suscitato sorrisi, qualche rammarico e anche un po’ di nostalgia. I bambini sognano in grande, parco giochi, spazi verdi, i giovani chiedono un luogo di ritrovo, un posto in cui poter stare insieme, gli adulti sono più realisti, c’è chi chiede scuolabus sovvenzionati dal comune, chi propone di migliorare il commercio agevolando imprese e attività commerciali. Le idee sono tante e varie.
Il secondo step per perseguire l’obiettivo di ridare linfa vitale al loro piccolo paese è quello di un contest sul web. Sulla pagina Facebook del ForumGiovani Ottaviano è possibile votare l’idea migliore. «Vota con un LIKE. Dai la preferenza della tua idea e cercheremo di porci come obiettivo il tuo desiderio per il nostro paese!» si legge sulla pagina web su cui è stato lanciato il contest.
«Lo scorso anno l’idea più votata fu quella di riproporre il Giovediamoci, l’appuntamento settimanale in piazza di tutti i giovani del paese. E’ stato facile e divertente» spiega il consigliere Vincenzo Ranieri, membro del Forum e via di tramite tra il gruppo dei giovani e l’Amministrazione comunale «quest’anno sembra che l’idea con più like sia quella di riproporre le casette di legno lungo via Cesare Augusto, come è stato fatto a San Michele. Se sarà quest’idea a vincere, mi impegnerò a presentarla ai vertici dell’Amministrazione».
Quattro riconferme della “vecchia” giunta e tre donne per la nuova. La parte politica di Carmine Mocerino fuori dall’esecutivo.
Il sindaco Piccolo vara la sua vecchia-nuova giunta. Vecchia poiché sono stati riconfermati quattro assessori, ovvero Luigi Aliperta(moderati ), Luigi Coppola(UDC), Gaetano Di Matteo(Noi Sud) e Clelia D’Avino( Aurora). Ai vecchi assessori si aggiungono nomi nuovi e sono tutte donne: Simona Cerbone( Progetto Somma), Carmela Bianco(Somma Protagonista), Rosanna Raia ( Aurora).
Il dato politico più rilevante è che il consigliere regionale Carmine Mocerino con questo rimpasto è uscito completamente fuori dall’esecutivo Piccolo. O almeno così sembrerebbe.
Intanto il sindaco Piccolo ha firmato i decreti con le deleghe, che di seguito riportiamo
Gaetano Di Matteo: Vicesindaco con Funzioni Vicarie, Polizia Municipale, Protezione Civile, Tributi,Fondi Comunitari, Cultura – Valorizzazione Beni Culturali e Tradizioni, Tutela della Fauna e Randagismo
Luigi Aliperta: Ecologia ed Ambiente, Rapporti con le Asl, Politiche Energetiche
Carmela Bianco: Scuola e Pubblica Istruzione, Servizi al Cittadino, Volontariato, Rapporti con le Periferia, Rapporti con Enti ed Associazioni, Verde Pubblico
Simona Cerbone: Commercio ed Attività Produttive, Tempo Libero, Formazione e Lavoro, Parco del Vesuvio, Agricoltura, Comunicazioni Istituzionali.
Luigi Coppola: Politiche Giovanili, Partenariato, Sport, Spettacolo ed Eventi, Immagine dell’Ente, Patrimonio, Valorizzazione del Centro Storico
Clelia D’Avino: Urbanistica, Edilizia Privata, Cimitero, Sicurezza del Territorio
Rosanna Raia: Personale, Pari Opportunità, Trasporti e Parcheggi, Decentramento Amministrativo, Sussidiarietà Orizzontale
Il Napoli vince con l’Udinese ma il mister continua a spegnere gli incendi. Perché dal Sudamerica è arrivato chiunque, non solo Diego
Si chiamava Josè, come Callejon. Ma era argentino. Come Diego, Sivori, Lavezzi. E come quell’Higuain che ieri ha liquidato l’Udinese con una giocata che ha avuto per protagonista il piede sinistro (sì, proprio quel piede lì). Josè Luis Calderon venne a Napoli con la fama del bomber e andò via senza lasciare rimpianti. Quel Napoli toccò il punto più basso della sua storia, fece pochissimi punti, prese schiaffi da chiunque. E dentro quel Napoli vergognoso e ignominioso giocava lui, il puntero. L’argentino. Oddio, per la verità giocò poco: il tempo di capire che non avrebbe portato alcun vantaggio tenerlo in campo.
Perché ricordiamo Calderon? Per scacciare il fantasma di Maradona. Si sente fare sempre più spesso il paragone tra questo Napoli e quello del primo scudetto. Tra Diego e Gonzalo. Si leggono lodi agli argentini, al loro rapporto speciale con Partenope, al fatto che hanno la città di Napoli nel destino. E invece no: da bravi sarriani ricordiamo che ci sono argentini e argentini. C’è stato Diego, ma pure Calderon. Ovviamente Higuain ha già ampiamente dimostrato di essere di un livello superiore, di non c’entrarci nulla con Calderon (e neppure con Navarro e Datolo, argentini anche loro) ma siccome quest’anno abbiamo un mister che spegne tutti gli incendi, noi ci adeguiamo. Anche ieri, nelle interviste post – partita, Maurizio Sarri ha continuato a predicare calma, sangue freddo e umiltà. “Manteniamo il quarto posto, al limite puntiamo al terzo”, ha più o meno detto.
Profilo basso? Peggio, profilo nano. E noi siamo con lui: Calderon era argentino
Apre i battenti oggi, lunedì 9 novembre – e durerà fino al 15 novembre – con un incontro dal titolo “Gli psicologi e le città”, presso l’Hotel Mediterraneo di Napoli, la 6^ edizione della Settimana per il Benessere Psicologico, l’iniziativa annuale organizzata dall’Ordine Psicologi Campania in collaborazione con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per avvicinare i cittadini alla psicologia e promuovere la professionalità dello psicologo.
Di estrema attualità, come del resto sempre accade, è il tema scelto per quest’anno: la conciliazione tra tempi del lavoro e tempi della vita familiare grazie a città a misura di cittadino, che offrano servizi essenziali per viverne appieno le potenzialità.
Viviamo l’era del multitasking. Che sia la società di cui siamo parte a richiederlo, il lavoro che svolgiamo o la vita che scegliamo, un’unica certezza ci accomuna in tanti: siamo impegnati a svolgere più mansioni contemporaneamente, a porci sempre nuovi obiettivi, in corsa con noi stessi per migliorarci o anche semplicemente per esigenze legate al nostro quotidiano.
E’ in questo quadro che si inserisce alla perfezione la tematica scelta dall’Ordine degli Psicologi della Campania per questa edizione della Settimana per il Benessere Psicologico: per coadiuvarci nel seguire i ritmi, talvolta davvero serrati, che la vita ci impone, necessariamente abbiamo bisogno della presenza, al nostro fianco, di città che offrano tutti i servizi possibili di supporto al cittadino e che, quindi, siano loro stesse – attraverso le loro istituzioni e le persone che ne fanno parte – il nostro più affidabile alleato.
Questa necessità la viviamo ogni giorno sulla nostra pelle ed anche i dati statistici, in tal senso, parlano chiaro. In una stima fatta sul lavoro delle donne l’Istat evidenzia che la mancanza di servizi di supporto rappresenta un ostacolo per il lavoro a tempo pieno di 204 mila donne occupate part-time (il 14,3%) e per l’ingresso nel mercato del lavoro di 489 mila donne non occupate (l’11,6%); un tema, quello trattato, di grande attualità quindi, soprattutto per le donne, perno della famiglia e della società.
Il programma di questa “settimana evento” prevede circa 300 conferenze organizzate dalle psicologhe e dagli psicologi in tutta la regione.
I professionisti, in collaborazione con i Sindaci delle “Città Amiche del Benessere Psicologico” hanno programmato ed organizzato incontri durante i quali sarà possibile concentrare l’attenzione dei partecipanti – cittadini, organizzazioni ed istituzioni – sulla tematica di questa edizione: si parlerà di città a misura di cittadino e dei servizi essenziali per conciliare i tempi della vita lavorativa con la vita privata.
Nei comuni che aderiscono all’iniziativa, e che per questo motivo vengono definiti Città Amiche del Benessere Psicologico, grazie alla mobilitazione dei professionisti campani, vengono posti in essere due ordini di intervento:
• da un lato gli Studi Aperti – iniziativa con cui tutti gli psicologi iscritti all’Ordine campano possono dare la loro disponibilità per consulti gratuiti dedicati ai cittadini del territorio, da svolgere presso i propri studi;
• dall’altro gli Eventi – iniziativa con cui gli psicologi campani sono chiamati ad organizzare sul territorio regionale eventi rivolti ai cittadini sul tema della psicologia.
Tutte le cinque provincie campane – ed i loro capoluoghi – saranno interessate da numerosi eventi. Partecipare è facile: sfogliando la brochure degli eventi si potrà trovare quello più attinente alle proprie personali esigenze e, magari, che si svolge nel comune più vicino se non, addirittura, in quello in cui risiediamo. E’ grande la partecipazione da parte delle Città Amiche cosicché non è affatto difficile organizzarsi per partecipare.
La novità di questa edizione è la condivisione social della manifestazione: “Racconta la tua Settimana per il Benessere Psicologico” è, infatti, la nuova iniziativa dell’Ordine Psicologi Campania, dedicata agli psicologi che organizzano e partecipano agli eventi della Settimana per il Benessere.
Nel corso della settimana sarà attiva una form, nell’area riservata del sito, che consentirà agli psicologi di inviare foto e report dai propri eventi e vederli pubblicati sui canali social dell’Ordine.
Ancora una volta in più questi professionisti si rivelano al passo con i tempi se non precursori dei tempi.
La chiave del successo di queste iniziative che annualmente si svolgono, è l’interazione tra professionisti preparati ad affrontare tematiche attuali, istituzioni aperte ad “accogliere” suggerimenti, spunti ed a riflettere su come possa migliorarsi il loro rapporto nei confronti dei cittadini e questi ultimi, i cittadini/utenti che trovano, in un’unica sede di incontro gli uni e gli altri. Buona settimana!
Per informazioni consultare la Brochure degli eventi sul sito: http://www.psicamp.it/Settimana per il Benessere Psicologico in Campania, la locandina dell’evento
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