Napoli, ponte dell’Immacolata: turisti e napoletani la celebrano

  Complice il lungo ponte dell’Immacolata e complice l’idea, sempre più diffusa, che Napoli sia città la cui visita, prima del Natale, sia imprescindibile per tutta l’arte – ed in specie quella presepiale –  che vi si trova, la città nel week-end appena trascorso è stata presa d’assalto da turisti e napoletani. “Una meravigliosa fiumana umana, allegra, senza paura invade Napoli e la città si conferma tra le aree leader per flusso turistico in questo ponte dell’Immacolata”. Lo dice l’assessore comunale alla Cultura ed al Turismo, Nino Daniele, commentando lo ‘stato di salute del settore, un’attenzione, dice, che va oltre questo periodo ma che riguarda tutto l’anno. “Sabato sono stati 10mila i visitatori che hanno affollato il Museo Filangieri per la festa dei musei di via Duomo in occasione della restituzione alla città, dopo 16 anni, della sala Agata – prosegue – mentre oggi, nel Maschio Angioino, nella prima giornata di apertura straordinaria del periodo festivo, fino alle 14 si sono registrate 4500 presenze”. “É pur vero che si tratta di strutture a ingresso libero – sottolinea Daniele – ma i dati dimostrano la grande voglia di cultura, di partecipazione, di riscoperta del patrimonio artistico della città, una grande voglia di orgoglio dei cittadini e, insieme, l’enorme afflusso turistico che riguarda tutta la città”. “Trivago ha indicato Napoli come la terza città d’Italia per il periodo dell’Immacolata in termini di prenotazioni alberghiere – evidenzia Daniele – con oltre il 90 per cento delle strutture alberghiere che dichiarano il tutto esaurito”. “Una enorme onda umana di gente e di vita nelle vie di Napoli. Le immagini di Napoli stanno facendo il giro del globo attraverso i social network. Leggere i commenti dei nostri concittadini, pieni di orgoglio e di felicità, ci riempie di gioia. Che orgoglio partenopeo!”. E’ quanto scrive sul proprio profilo di Facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Nel 2011 – prosegue il sindaco –  le immagini di Napoli erano montagne di spazzatura per le strade, depressione, turismo nullo. Sembrava impossibile rilanciare in questo modo l’immagine di una città devastata dall’emergenza rifiuti e sbattuta sui giornali di tutto il mondo come esempio di mal governo. Ci siamo riusciti tutti insieme e tutti insieme dobbiamo continuare senza mollare di un centimetro e per migliorare sempre. Dobbiamo ancora fare tanto. Con passione e mani pulite. Ognuno deve fare la sua parte. Dicembre è iniziato con dati eccellenti. Popolo ovunque. Città di pace e dialogo per realizzare una comunità di convivenza. Tutto questo significa migliaia e migliaia di posti di lavoro per le persone della nostra città. Merito solo dei napoletani!! Governo latitante – conclude il sindaco – mentre noi continuiamo umilmente per il nostro cammino. Ciao!”. (Fonte foto: rete internet)

Casalnuovo/Volla, olio extravergine falso: i Nas denunciano tre commercianti

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  Continuano i controlli dei carabinieri sulla sicurezza alimentare. Ecco i nomi e i negozi degli esercenti finiti nella rete dei controlli. Vendevano con etichette false “Divella”.   I carabinieri del Nas di napoli, il Nucleo anti sofisticazioni, continuano l’attività d’indagine finalizzata a contrastare il fenomeno della commercializzazione di  alimenti contraffatti. L’altro giorno i militari a Casalnuovo e a Volla, area metropolitana a nord est di Napoli, hanno deferito alla competente autorità giudiziaria, per ricettazione e falso,  tre esercenti che detenevano nei loro negozi  e commercializzavano complessivamente 92 bottiglie da 1 litro ciascuna di olio extravergine di oliva con il noto marchio “Divella”. Bottiglie di olio risultate false.  Ecco il dettaglio circa i denunciati:  A. S., collaboratore della societa’ “La Commerciale Group Srl”, ubicata  a Casalnuovo di Napoli, in localita’ Casarea, alla via Cesare Battisti, angolo via Lauria; A.S. deteneva e commercializzava 60 bottiglie da 1 litro ciascuna di olio extravergine di oliva a marchio “Divella”, risultato contraffatto. Denunciato anche B. A.,  rappresentante di generi alimentari per conto della società “La Commerciale Group “, per aver detenuto e commercializzato 24 bottiglie  da 1 litro di olio extravergine di oliva a marchio “Divella”, risultato contraffatto. Infine è stato deferito alla magistratura R. N.,  titolare dell’attivita’ di macelleria– salumeria “American Meat”, ubicata  a Volla, in via Aldo Moro, per aver detenuto e commercializzato 8 bottiglie da 1 litro di olio extravergine di oliva a marchio “Divella”, anche in questo caso risultato contraffatto. Il valore della merce sequestrata ammonta a circa 4.000 euro.    

Somma Vesuviana, la seconda isola ecologica non si farà. Polemiche dal Movimento 5 Stelle

L’impianto doveva sorgere in via Giulio Cesare ma l’iter burocratico del progetto è andato di pari passo alla crisi amministrativa e c’è chi, come Ciro Sannino (M5S) dice che: «L’unica cosa certa è che questa pessima amministrazione litiga invece di pensare al bene comune». Ratifiche, anticipi di spesa, bilancio preventivo e consuntivo, avanzo di amministrazione, quietanze, disavanzo, avanzo vincolato, variazioni di bilancio. Con queste ed altre parole tecniche, parole   frequentemente utilizzate e spesso enfatizzate dalla politica locale, l’amministrazione Piccolo ha rinunciato alla realizzazione della seconda isola ecologica che, stando al progetto originario, doveva essere realizzata in via Giulio Cesare. Nell’area ricadente in zona F, di uso pubblico di interesse generale ed   inclusa nel progetto della “Cittadella Scolastica”.  Ma procediamo con ordine.  Il progetto ottenne nel 2013 l’ammissione al finanziamento dalla sezione “Direzione Generale Ambiente ed Ecosistema della Regione Campania” nell’ambito dell’’Obiettivo Operativo 1.1 FESR 2007-2013 “gestione integrata del ciclo dei rifiuti”.  Una volta stabilita la convenzione tra il Comune di Somma Vesuviana e la Regione Campania, l’ufficio di competenza, diretto dall’architetto Mena Iovine, ha continuato a produrre atti per ottenere le dovute autorizzazioni, una tra tutte quella della Sovrintendenza ai Beni architettonici, Paesaggistici, Storici artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia. Al tutto sono seguite relazioni, delibere, prese d’atto del consiglio comunale. Un iter lungo e complesso di oltre due anni, dunque. Intanto, a conti fatti, per la realizzazione dell’impianto mancavano oltre 70mila euro per cui, nel consiglio comunale del 18 settembre scorso, veniva approvata una variazione di bilancio per finanziare la compartecipazione per il progetto.  Qualche settimana dopo la variazione di bilancio, dalla Regione Campania arriva una nota nella quale si invita l’ente ammesso al finanziamento alla chiusura contabile relativa all’intervento de quo, garantendo contestualmente la disponibilità alla piena anticipazione della spesa al 100%, pena la revoca del finanziamento ed il recupero delle somme eventualmente già erogate a titolo di anticipazione.  Tutto questo avviene mentre la maggioranza vive una lunga e logorante crisi, che porterà poi all’azzeramento e alla ricomposizione di una quasi nuova giunta (tre assessori vengono riconfermati). Bene. La nuova giunta il 24 novembre scorso decide la revoca della delibera comunale con la quale era stata approvata la variazione di bilancio di 74mila euro per la realizzazione dell’isola ecologica in via Giulio Cesare. L’amministrazione Piccolo giustifica il passo indietro specificando che “l’Ente si trova nella stessa situazione con altre e più grosse opere pubbliche finanziate con i POR FESR 2007/2013 già avviate e già in fase avanzata di realizzazione che necessitano anch’esse di chiusura contabile entro il 31/12/2015 ed anticipazione della spesa al 100%. Inoltre, si legge nelle delibera di revoca, “l’ente già soffre di carenza di liquidità dovendo ricorrere ad anticipazioni di tesoreria”. Da qui, la scelta di revoca “per ragioni di opportunità- recita la delibera-  atteso che questo Comune comunque è già provvisto di un’isola ecologica”. Sulla questione si è espressa anche la piazza virtuale e non sono pochi i commenti di delusione e di critica per tale scelta. In ogni modo, ad alzare la voce è stato in particolare il gruppo di attivisti dei 5 stelle. Ciro Sannino ha così commentato: “Per noi attivisti del meet up 5 stelle questa retromarcia rappresenta l’ennesimo danno perpetrato alla città. I cittadini sommesi perdono una grossa opportunità che avrebbe senz’altro apportato molteplici utilità quali: l’aumento della percentuale della raccolta differenziata; la riduzione della tanto famigerata TARI; l’incasso da parte del comune di grosse somme di denaro (si parla di centinaia di migliaia di euro l’anno); la creazione di posti di lavoro. Quello che ci rimane è il senso di abbandono e delusione per aver perso un’opportunità, ma qualche domanda ce la facciamo: Come mai questa retromarcia su tale opera? Come mai in sede di approvazione del bilancio preventivo non furono stanziati i fondi necessari alla realizzazione dell’opera? L’isola ecologica c’entra qualcosa con la crisi politica che ha attanagliato la nostra città? É stato opportuno nominare all’ecologia uno degli assessori assenti alla approvazione della delibera di variazione di bilancio del 18 settembre?  L’unica cosa certa è che i cittadini sommesi vengono, ancora una volta, penalizzati da una pessima amministrazione, che invece di pensare al bene della città litiga, anteponendo la propria sopravvivenza al bene comune”.

Ti aspetti il ragù e arrivano i tortellini, anche se è domenica

Il Bologna batte il Napoli e spegne gli ardori della capolista, ma un bagno di umiltà potrebbe far bene È domenica mattina. Uno si sveglia, apre la finestra e trova il sole. Non è proprio alto ma, insomma, siamo a dicembre: potrebbe piovere o addirittura nevicare. E invece c’è il sole. Ed e domenica. Cosa manca? Manca il ragù a pranzo, ma tutto fa presagire che arriverà, il tempo di arrivare all’ora giusta. Invece, quando è il momento, ti vengono serviti i tortellini, che proprio malissimo non sono ma sicuramente non raggiungono il livello del ragù. Di domenica, poi. Col sole. Ecco, è andata così ieri: doveva essere il trionfo del Napoli, con la conferma del primato e anche l’allungo sulla Roma fermata dal Torino e invece ha prevalso il Bologna, peraltro meritatamente. Si perché possiamo criticare l’arbitro Mazzoleni tutta la vita, ma gli azzurri hanno meritato di perdere, per quello che non hanno fatto in almeno 60 minuti di partita. È finito il sogno? Sicuramente no. Piuttosto, speriamo che questa sconfitta aiuti a contenere l’euforia dilagante delle settimane passate. Da qualche giorno, per esempio, gira in rete un video di Callejon e Reina intenti a divertirsi in una nota trattoria napoletana. Niente di male, per carità, ma si sa che a Napoli l’eccessivo entusiasmo è stato sempre deleterio e non è un caso che Sarri predichi umiltà ad ogni piè sospinto. Ebbene facciamo una proposta ai calciatori: ora che arriva l’Immacolata andate in una chiesa qualsiasi (Rafael ve ne può indicare centinaia) e recitate il Rosario. Poi fate un bel video e postatelo su you tube: avrà gli stessi click dei bagordi in ristorante e farà tornare tutti coi piedi per terra.

Sant’Anastasia, il debutto dell’associazione «Fare Futuro»: dal recupero delle masserie alla lotta dura contro la Gori.

Luigi Corcione
Luigi Corcione
Il segretario Lugi Corcione: «Da domani ci sostituiremo di fatto al Parco Nazionale del Vesuvio, carrozzone che non assolve al suo compito principale, quello di tutelare i nostri prodotti, dall’albicocca alla catalanesca». Il sindaco, la giunta quasi al completo, qualche consigliere comunale, un po’ di esponenti dell’opposizione, qualcuno degli ex assessori e consiglieri della passata amministrazione, un debutto che presta il proscenio ad una autodifesa politica del sindaco in carica, idee e progetti che non badano al «colore» ma, come ha precisato il neo segretario Luigi Corcione, alla tutela e allo sviluppo del territorio. Un saluto del presidente Antonio Marino, il microfono al sindaco Abete e, infine, per le conclusioni e la presentazione della neonata associazione politica, a Corcione che innanzitutto ringrazia le forze politiche presenti e poi affronta i temi che caratterizzeranno nei mesi a venire la linea di Fare Futuro. «Abbiamo per esempio una nostra linea in merito alla Zona Rossa per il rischio Vesuvio – dice il segretario – un tema riguardo al quale non si può non dare atto alla scorsa amministrazione che grazie ad una battaglia degli anni passati è riuscita a stimolare il dibattito sull’approvazione dei condoni ’85 e ’94. Noi crediamo che da domattina si debba iniziare una battaglia per riaprire i termini dei condoni del 2003. Intanto però siamo convinti che l’edilizia, il cemento, non sia l’unica soluzione per incentivare lo sviluppo economico del territorio e, a questo proposito, ci siamo chiesti se il terremoto dell’Irpinia – di cui abbiamo recentemente celebrato l’anniversario a novembre, dopo 35 anni, commemorandone i morti – se le tragedie di Quindici e Sarno, se la più recente alluvione a Benevento, si potevano evitare. Da qui una nostra posizione precisa: sì alle battaglie per i condoni, no al cemento come unica strada perché sarebbe un vicolo cieco, perché in Campania è stato pericoloso collante tra malapolitica e devastazione». Non solo edilizia, dunque e la parola d’ordine per Fare Futuro è riconversione. «Riconversione delle risorse naturali – continua Corcione  – sviluppo del terzo settore, del comparto turistico – ricettivo, dell’agro alimentare che è a pezzi e che, a Sant’Anastasia, è  in ginocchio. Chi non costruisce una casa a Sant’Anastasia sceglie di non farlo per motivi precisi: non solo per vincoli bensì perché non ha lavoro e dunque va altrove. Ora, il problema principale è garantire qui tutte le opportunità che altri luoghi offrono, creare risorse e lavoro». Così Corcione, puntando ad uno sviluppo che esuli dall’edilizia, recupera un vecchio progetto del 2002 firmato dall’architetto Gelsomina Maiello. «Riguarda la catalogazione delle masserie anastasiane – spiega – che sono una ventina e tutte bellissime, spettacolari anche dal punto di vista storico e architettonico. Questi luoghi potrebbero offrire spazi alle risorse lavorative nel comparto turistico – ricettivo e nostra intenzione è lavorare perché siano riqualificate e riaperte al pubbliche. Sognando agriturismi, maneggi e bed & breakfast alle falde del Monte Somma. Ne guadagnerebbe tutto l’hinterland e in merito bisognerà insistere sul connubio pubblico/privato sul quale ha scommesso la passata amministrazione come sta continuando a farlo quella attuale. Per noi, infatti, la concessione di spazi pubblici alle aziende private – nel caso delle masserie sarebbe più che altro da privato a privato – è il volano di una sana coesione Ente/soggetti imprenditoriali». Altro filone sul quale si candida a lavorare d’ora in poi Fare Futuro è quello dell’agro – alimentare. «Pubblico e privato – continua Corcione – devono necessariamente contribuire al rilancio di nostri prodotti che stanno perdendo piede e valore, primi tra tutti le albicocche e la catalanesca. Lavoreremo sin da subito affinché sia scongiurata e sconfessata la voce che da un po’ circola, ossia quella che i nostri contadini starebbero pensando di seminare i campi a noci americane, più rassicuranti da un punto di vista del raccolto, in luogo delle albicocche. Da domani busseremo perciò alle loro porte, facendo capire loro come sia importante riunirsi in cooperative di sviluppo e produttive e lo stesso faremo con i concessionari del mercato ortofrutticolo». «Ci sostituiremo in pratica – annuncia Corcione – al Parco Nazionale del Vesuvio, un ente buono solo a creare vincoli che dimentica però il suo ruolo: tutelare i nostri prodotti e promuoverne lo sviluppo». Poi, la dichiarazione di guerra alla Gori Spa.  «Da domani porteremo avanti nelle piazze una lotta incondizionata alla Gori che ha gli stessi beceri meccanismi di un carrozzone politico e di serbatoio elettorale e noi crediamo che le nuove generazioni politiche debbano necessariamente farsi carico di tali nefandezze nei confronti di una struttura che negli anni non ha fatto altro che favorire alcuni personaggi a discapito dei cittadini». «Siamo disponibili ad ogni confronto pubblico – dice inoltre il segretario di Fare Futuro – da oggi Sant’Anastasia avrà una voce politica in più e, per quel che mi riguarda, preferisco soprassedere sulla situazione locale, preferisco far parlare i fatti – ed è quel che faremo –  giacché le beghe personali in questo momento non fanno certo onore».

Ambiente e legalità: ritorna in Campania l’evento formativo sui Pneumatici Fuori Uso

Rivolto a Pubblica Amministrazione, Forze dell’Ordine ed organi di controllo, la PFU Academy è solo l’ultimo tassello delle iniziative di formazione e sensibilizzazione portate avanti da Ecopneus in Campania sulla gestione dei Pneumatici Fuori Uso. La Campania si conferma regione chiave delle attività Ecopneus nella gestione dei Pneumatici Fuori Uso. Si è svolta stamane a Napoli la PFU Academy Ecopneus, piattaforma formativa rivolta a Pubblica Amministrazione, Forze dell’Ordine, Enti locali e organi di controllo sugli aspetti normativi inerenti la gestione dei pneumatici a fine vita. Proprio dalla Campania, nel giugno 2013, partì il ciclo di incontri della PFU Academy con la tappa di Castel Volturno, ospitata nella sede della Scuola di Formazione del Corpo Forestale dello Stato.   All’evento, che ha ricevuto il patrocinio dell’Incaricato del Ministro dell’Interno per il fenomeno degli incendi dolosi di rifiuti in Campania, della Regione Campania, del Comune di Napoli, dell’ISPRA e della Scuola Regionale di Polizia Locale, sono intervenuti il Vicepresidente della Regione Campania On. Fulvio Bonavitacola, il Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli dott. Nunzio Fragliasso, il Vicesindaco di Napoli dott. Raffaele Del Giudice, l’Incaricato del Ministro dell’Interno per il fenomeno degli incendi dolosi di rifiuti in Campania dott. Donato Cafagna, il dott. Dionisio Limongelli della Polizia Locale Campania,  la giurista ambientale avv. Paola Ficco, il Vicepresidente di Legambiente ing. Stefano Ciafani, il giornalista dott. Enrico Fontana e il Direttore Generale di Ecopneus ing. Giovanni Corbetta. “In Campania stiamo dimostrando ormai da diversi anni che la collaborazione tra pubblico e privato, quando incontra terreno fertile anche nella società civile, è in grado di dare risposte concrete al territorio” ha dichiarato Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus. “In aggiunta alla nostra quotidiana attività di gestione dei Pneumatici Fuori Uso in tutta Italia, il nostro approccio basato sui principi di responsabilità, etica e trasparenza, ci spinge anche a promuovere progetti ed occasioni di formazione e sensibilizzazione sui temi legati ai PFU”.   Ma la PFU Academy è solo l’ultima delle attività in Campania di Ecopneus, la società senza scopo di lucro responsabile della gestione di circa il 70% dei Pneumatici Fuori Uso in Italia; un prezioso materiale dal quale è possibile ricavare nuovi materiali per varie applicazioni in diversi settori come lo sport, gli asfalti e l’edilizia, ed energia sostenibile.   Dal 2013 Ecopneus è infatti coinvolta al fianco del Ministero dell’Ambiente e delle amministrazioni locali nel “Protocollo d’Intesa per l’attuazione di interventi di prelievo e gestione di Pneumatici Fuori Uso abbandonati nel territorio delle Province di Napoli e Caserta”, interventi realizzati con avanzi di gestione che hanno già consentito di prelevare 747 tonnellate di PFU in 19 comuni diversi, scongiurando il rischio che venissero utilizzati come combustibile per i roghi di rifiuti che tristemente connotano questo territorio. Un quantitativo che si aggiunge alle 82.394 tonnellate prelevate da Ecopneus dal 2011 ad oggi presso gommisti, stazioni di servizio e autofficine in tutta la Regione: equivalenti al peso di oltre 9 milioni di pneumatici da autovettura, messe in fila formerebbero una striscia lunga 4.577 km, pari a oltre due volte la distanza tra Napoli e Londra. Legato alle attività del Protocollo anche un progetto educativo per le scuole medie della Regione, promosso da Ecopneus e Legambiente, conclusosi con un concorso che chiamava i ragazzi a lanciare attraverso un breve video un messaggio di speranza e legalità per la propria terra. Alla scuola vincitrice, la ex Settembrini-Ciaramella di Afragola (NA), Ecopneus ha donato un campo polivalente realizzato in gomma riciclata da PFU.   Ma non solo. Grazie agli avanzi economici dovuti ad una gestione efficiente è stato possibile intervenire anche in situazioni di emergenza come a Buccino (SA), Scisciano (NA), Battipaglia (SA) e Eboli (SA), dove giacevano da anni abbandonate complessivamente oltre 18.000 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso. Intervento analogo ma legato alle attività del Protocollo, è quello che a luglio 2015 ha portato alla rimozione dei PFU abbandonati nell’area archeologica di Cales, nel Comune di Calvi Risorta (CE), antica colonia romana del IV secolo a.C. che l’inciviltà di pochi aveva trasformato in un luogo di abbandono di rifiuti di ogni genere. Un intervento dal particolare valore simbolico perché lancia un messaggio forte, la rinascita di un pezzo del nostro patrimonio culturale deturpato dall’inciviltà di pochi, restituito ai cittadini perché possa diventare fonte di sviluppo e crescita per il territorio.  

Alla Corte del Gusto: ecco la prima giornata di eventi

Al Castello Ducale di Marigliano  si è svolta  la prima giornata dell’evento “Alla corte del Gusto”.  Ieri il primo incontro con Claudio Gubitosi – patron del Giffoni Film Festival. La prima giornata della manifestazione “Alla corte del gusto”, evento organizzato dall’associazione culturale “Terre di Campania” e volto alla promozione di tutto ciò che di bello e di buono la nostra terra ha da offrire, è iniziata ieri alle 10,00 con l’incontro “Il Sud che Vince” , dedicato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.  Ad aprire il dibattito, Maddalena Venuso, ideatrice insieme a Giuseppe Ottaiano  dell’evento “Alla Corte del Gusto”. << Il Sud ha del gran potenziale, possiede una gran voce e dobbiamo metterla in campo. Noi cittadini di un mezzogiorno bistrattato dobbiamo cogliere tutto il buono e il bello che c'è e non guardare inermi il disfacimento delle nostre terre. Questo è solo il punto di partenza di questa quattro giorni pensata alla promozione delle eccellenze campane >>. Claudio Gubitosi, patron del Giffoni Film Festival,  ha portato la propria testimonianza con l’obiettivo di avviare una riflessione sull’argomento della centralità del Sud, non più “ultima ruota del carro”, ma fucina di idee, imprese e uomini che si distinguono sul territorio nazionale ed internazionale. Durante l’incontro ha dichiarato: <>. Ha poi consigliato ai giovani studenti presenti in sala: << La vita è fatta di step. Usate il desiderio, l'ambizione come carburante per andare avanti. Bisogna lottare per raggiungere i propri obiettivi. Voi siete il presente che costruirà il futuro >>. A seguire, l’intervento del Primo Cittadino di Marigliano, Antonio Carpino: << Sono entusiasta di quest'iniziativa, che possa essere l'inizio di un appuntamento fisso. E' importante creare nuove e pari opportunità >>. In questa sede è stato poi consegnato per la prima volta, a Claudio Gubitosi, il premio “Terre di Campania,  come migliore espressione di impegno imprenditoriale e sociale a favore del Meridione d’Italia. A termine dell’incontro – dibattito si è tenuta una degustazione piatti di pasta tradizionale offerti dal pastificio le Gemme del Vesuvio e preparati dal Ristornate Damà di Marigliano. Nel pomeriggio si è tenuto il primo dei tanti laboratorio di degustazione che animeranno la quattro giorni. Si tratta di “Olio, oro giallo”, laboratorio di avvicinamento alla conoscenza dell’olio extravergine di oliva, a cura dell’Agronomo Ivan Rizzitelli, e durante il quale interverrà l’azienda Agricola “San Comaio di Zungoli”. In serata spazio alla Cena di Solidarietà. Un fitto menù, ricco di prodotti tipici campani, realizzato dallo chef Marco de Cesare del Ristorante Amabile di Cercola, delizierà gli ospiti. L’antipasto è stato un vero e proprio viaggio all’interno del mondo dei formaggi: tattica di bufala con composta di mirtilli, ricottina di bufala con miele di acacia o di castagno, taleggio di bufala, blu di bufala con composta di albicocca pellecchiella. Tagliata di salame Napoli e lattuga canasta completeranno il tutto. Il primo piatto, invece, è stato a sfondo mediterraneo mentre protagonista per il secondo una coppa di maiale nero casertano ripieno con noci, funghi porcini e champignon con salsa di castagne su vellutata di patate e broccoli di rapa saltati e treccione di bufala del Caseificio “Le Forme del Latte”. A concludere  un gustoso dolce realizzata dal ristorante Damà. Durante tutto l’evento sarà possibile visitare il “Mercatino delle eccellenze”, una mostra mercato delle bontà agroalimentari campane dove il pane, la pasta, il vino, l’olio, i formaggi, i salumi e i prodotti dell’orto saranno i protagonisti. L’evento proseguirà  fino a domenica 8 con un ricco programma consultabile sul sito web www.allacortedelgusto.it.

Sant’Anastasia, il sindaco Abete: «Se il presidente del consiglio comunale vuole fare la voce critica passi all’opposizione».

Luigi Corcione, Lello Abete, Antonio Marino
Luigi Corcione, Lello Abete, Antonio Marino
Alla presentazione della neonata associazione «Fare Futuro», Lello Abete usa il suo intervento per replicare agli ultimi attacchi e lo fa senza mai fare nomi. Gli obiettivi sono però, con evidenza, l’ex capostaff Ciro Pavone, l’ex sindaco Carmine Esposito, l’ex vicesindaco Armando Di Perna e l’attuale presidente dell’assise Mario Gifuni.   Il suo doveva essere un saluto alla nuova associazione «Fare Futuro» che vede quale presidente Antonio Marino e, nel ruolo di segretario, Luigi Corcione. Il sindaco Abete che ha preso la parola subito dopo il benvenuto del presidente e il saluto del consigliere comunale Alfonso Di Fraia, ne ha invece approfittato per replicare a quasi tutti gli attacchi degli ultimi giorni: dai post più o meno sibillini sui social a firma del presidente Mario Gifuni, fino alle critiche mosse alla sua gestione da Ciro Pavone e Carmine Esposito in un recente convegno sul tema dell’urbanistica e sviluppo. Così, al microfono della sede di Fare Futuro in via D’Auria, ha esordito chiarendo dal suo punto di vista che i patti ventilati da più parti con le attuali opposizioni non ci sono. E lo ha fatto con, in prima fila, il consigliere di minoranza Paolo Esposito e l’esponente del Pd Giovanni Barone, noto fautore della necessità di un governo di «salute pubblica». «Io non ho fatto patti con nessuno, solo con gli elettori e solo sul programma elettorale – ha detto Abete – un programma con il quale siamo anche a buon punto e credo infatti che a metà mandato dovremo rivederlo giacché abbiamo realizzato gran parte delle cose dette in campagna elettorale. Intanto dico a tutti questi professori di politica, etica e morale che ci sono in giro e sono sempre pronti a puntare il dito che io di etica e morale ne ho da vendere. Saranno gli elettori, a fine consiliatura, a giudicare se avremo fatto bene o male e se sarò nuovamente io il candidato, come accade in tutte le democrazie del mondo». Poi, chiara replica all’ex sindaco Esposito il quale aveva più volte sottolineato come Abete, nipote e successore, dovesse ringraziarlo, come pure a Ciro Pavone, coordinatore della sua campagna elettorale che lo aveva definito «sindaco per grazia ricevuta», rimarcando il successo popolare sulla scia della continuità.  «Credo che bisognerebbe ringraziare anche me, giacché c’ero io a capo della squadra che ha vinto le elezioni – ha proseguito Abete – ed a chi dice che farei il sindaco per grazia ricevuta rispondo che è vero: sono un graziato come tutte le persone che vivono un bel momento e vincono una battaglia. Sono sindaco per grazia ricevuta dalla Madonna dell’Arco. La grazia? L’ha ricevuta lui perché l’ho nominato capostaff con un lauto stipendio e ha disonorato il suo compito, parassitando, offendendo centinaia di giovani anastasiani che vengono da me a chiedere lavoro quando non ho la possibilità di dargliene. La grazia l’abbiamo ricevuta tutti». Già annunciato da voci di corridoio era l’affondo su Mario Gifuni, presidente dell’assise che, infatti, è giunto puntuale: «Fa battutine, scrive post sui social network, gioca sul detto e non detto, parla di rapporti ibridi con le opposizioni, destabilizza la parte sana del consiglio comunale: io a questo gioco non ci sto più –ha detto il sindaco – se vuole fare la voce critica passi all’opposizione perché non tollererò più e sono pronto, da domattina, ad aprire un confronto serio per una nuova fase a Sant’Anastasia. Una fase che possa dare al Comune la stabilità che merita. Se ci saranno le condizioni meglio, se non ci saranno ciascuno si prenderà le sue responsabilità. Basta con i ricattini, con le verifiche del numero legale, io andrò in consiglio con serenità cercando una convergenza, focalizzandomi sui punti cruciali a favore dei cittadini». Come da copione, ma sempre senza far nomi e cognomi, Abete tira in ballo il voto all’ultimo bilancio di previsione, quello di agosto, varato il giorno prima che decidesse di azzerare la giunta. Il bilancio, dunque, e di conseguenza l’ex vicesindaco Armando Di Perna. «Stiamo operando con un bilancio che mi prendo la responsabilità di aver votato e devo fare mea culpa, non sono certo un tecnico ma devo dire che è un bilancio povero, magro». In un convegno di venerdì scorso, l’ex sindaco Esposito aveva esordito sottolineando la mancata decisione dell’amministrazione comunale in carica in merito al dimensionamento scolastico e Abete ha replicato anche sull’argomento dando peraltro una notizia che farà discutere: la probabile destinazione dell’attuale plesso della scuola elementare di via Sodani quale Caserma dei Carabinieri. «Abbiamo ricevuto una nota dalla Regione Campania il 5 novembre scorso, da quel momento le scuole dovevano dare indicazioni che, precisiamo, sono obbligatorie ma non vincolanti per l’amministrazione comunale. Le proposte sono arrivate a fine novembre, abbiamo valutato e ragionato, ci siamo confrontati anche con i consiglieri e alcuni di loro avevano idee diverse ma poi hanno avuto la ragionevolezza di soprassedere e hanno convenuto con me che sarebbe stato meglio lasciare tutto com’è. Faremo soltanto una cosa che avremmo deciso a prescindere: il plesso di via Sodani finalmente sarà chiuso e le classi trasferite al I comprensivo, restando aperti a qualsiasi confronto che c’è sempre stato e ci sarà. Perché quel plesso ci occorre per un’altra cosa, altrettanto importante e che riguarda la sicurezza giacché lo destineremo, probabilmente, a sede della caserma dei carabinieri». Quindi, Puc, Pip, considerazioni sulla Zona Rossa, sviluppo, periferie e, in prima fila, l’assessore Stefano Prisco. «Arriviamo al 2015 con i Pip scaduti nel 2011 ma con il Puc siamo in dirittura d’arrivo – ha detto Abete – e ora c’è un nuovo assessore a sostituire il precedente che comunque ringrazio, perciò vorrei spingermi ad annunciare che lo adotteremo in giunta, se possibile, entro il 31 dicembre di quest’anno. Questo vuol dire che non appena esauriti tutti gli adempimenti, Sant’Anastasia sarà dotata di uno strumento di sviluppo che darà al paese nuova linfa almeno nei settori in cui possiamo incidere. Con i vincoli della legge 21 e della zona rossa noi non possiamo costruire residenze ma abbiamo la possibilità di spingerci e guardare alle realizzazioni commerciali, artigianali – e qui entrano in gioco i Pip – industriali, aprire alle opportunità di sviluppo urbano con strutture ricettive nei dintorni del Santuario di Madonna dell’Arco. Perché la Legge 21, sia chiaro, è stata restrittiva non solo con il nostro paese ma con i tutti i comuni dell’area che sono oggi ventiquattro. Bisogna cogliere le opportunità che questa legge offre tenendo conto che sui rischi evidenziati dalla stessa, vulcanici e idrogeologici, non possiamo far finta di nulla». Sulle periferie? Non ha accennato, il sindaco Abete, alla questione dei fondi RFI per la quale la consigliera Zucconi, capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia, insieme a tutti gli altri ex alleati che hanno abbandonato l’amministrazione comunale, ha promosso una petizione popolare chiedendo di non dirottare i fondi delle Ferrovie destinati al quartiere Ponte di Ferro – Starza sul progetto di riqualificazione della centralissima via Marconi. Ha però replicato sulla sua ipotetica «distrazione» rispetto alle problematiche delle zone periferiche della città. «Hanno detto che sono disattento, che sono distratto, io non credo – ha continuato Abete – è la parola “periferie” che non condivido. Siamo un unico paese, un unico centro. Il primo intervento varato in giunta con il mio governo è stato quello della costruzione della rotonda in via Starza all’incrocio con via Santa Chiara. Quella rotonda ha dato un pochino di decoro alla zona ma soprattutto ha evitato tantissimi incidenti oltre che i consequenziali debiti per “insidie e trabocchetti”. E dei debiti fuori bilancio parlerò ampiamente prima di Natale in una conferenza pubblica. Dirò cosa sono, cosa stiamo pagando e cosa ha prodotto la mia amministrazione, anzi lo dico ora: la mia amministrazione ha prodotto zero debiti fuori bilancio». Il sindaco ha poi annunciato di aver ricevuto delle «buone rassicurazioni» e di avere «ottime possibilità» di intercettare il finanziamento di un milione e ottocentomila euro per il progetto passato di recente in consiglio e relativo all’illuminazione di via De Filippo e via Macedonia ma anche a via Castiello, via Guadagni, la riqualificazione urbanistica e sociale della zona di via Romani lato via Boccaccio. «I tempi sono stretti ma l’assessore Prisco è stato celerissimo, del resto è così che deve fare un assessore. Come si può in questo caso non ringraziare l’ufficio tecnico e il funzionario Gino Coppola, i suoi collaboratori, l’ufficio politiche sociali? Sono i funzionari che ci danno la possibilità di andare avanti e varare questo tipo di progetti». Infine, l’appello alla pace, alla serenità, a cessare un clima che ha definito «velenoso». Non senza frecciatine, però, né senza sottintesi che fanno intravedere un nuovo assetto di maggioranza. «Sant’Anastasia non ha bisogno di sapere chi ha ragione e chi ha torto, alle persone non interessa sapere chi ha sbagliato. I cittadini hanno bisogno di serenità e di una amministrazione stabile: a questo mi riferivo parlando di un confronto serio per un percorso anche diverso in consiglio comunale. La nostra città merita ben altro perché, se le condizioni restano queste attuali, io lavoro male e i cittadini ne pagano le conseguenze. Invito perciò ad abbassare i toni, anche in prossimità del Natale che quest’anno vedrà a Sant’Anastasia la trentacinquesima edizione del Presepe Vivente preparato da Luigi De Simone, con l’integrazione di comunità straniere». Pace e serenità, dunque. Ma anche un affondo: «Sembra un clima da campagna elettorale, ma non ci sono elezioni alle porte, non ne vedo a meno che non precipiti la situazione, cosa che non credo. Ma se è così che credono di affrontare una campagna elettorale, per quella poca esperienza che ho, ritengo, a mio modesto avviso, che si avviino a perdere».

Sant’Anastasia. Un incubo da arancia meccanica

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un nostro lettore sull’emergenza sicurezza in località Boschetto. Non è il titolo di un nuovo film né di un romanzo, ma la sintesi di momenti di terrore vissuti domenica 28 novembre da una signora residente nella zona Boschetto di Sant’Anastasia. Domenica sera, infatti, la signora si concedeva un momento di relax quando ha udito un forte rumore proveniente dalla cucina della sua abitazione. Ad attenderla, tre malviventi che l’hanno immobilizzata e legata ad un attaccapanni. Uno dei tre ladri è rimasto a sorvegliare e malmenare la malcapitata, mentre gli altri due hanno messo la casa sottosopra racimolando un bottino di un centinaio di euro. Qualcuno dirà è l’ennesimo episodio di violenza, ma non è solo questo. Una serie di fattori  contribuiscono a rendere sempre più difficile, da oltre 20 anni, la vita degli abitanti questo parco:
  1. La presenza del cosiddetto “fosso”, lasciato lì dal costruttore nella speranza che un condono o qualche tribunale lo autorizzi a costruire un altro stabile in barba a tutte le leggi vigenti . Tale fosso, lasciato incolto, è un ricettario di spazzatura e rifugio di animali ed insetti, oltre a rappresentare un pericolo costante per persone, animali e cose, come più volte segnalato alle autorità comunali.
  2. Rappresentano un disagio ed un pericolo anche i “locali piano terra”, anch’essi abusivi ed oggetto di contenzioso tra il comune ed il costruttore o di chi ne ha acquisito la proprietà.
Questi locali sono abbandonati ed oggetto di rifugio da parte di malviventi o di persone senza dimora che lo utilizzano come dormitorio o, peggio, come latrina. Anche per questi locali vi è un contenzioso tra il comune (che li ha acquisti  come sua proprietà senza completare l’iter burocratico) ed il proprietario. Tutto questo è dovuto anche alla lentezza della giustizia che, tra TAR e Consiglio di stato. non mette la parola fine a questi contenzioni ventennali e, quindi, ai disagi di 72 famiglie.

Torball, l’ASD Real Vesuviana e l’UICI di Sant’Anastasia organizzano la 1° giornata del Campionato Italiano

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L’appuntamento è per il 12 dicembre  alle ore 15.00 e per il 13 dicembre  alle ore 8.30. Parte il Campionato Italiano di Torball per l’anno 2015/2016. Le squadre che si sfideranno i prossimi 12 e 13 dicembre presso il Palazzetto di Cercola  sono: A.S.D. Real Vesuviana di Sant’Anastasia, Polisportiva Dilettantistica U.I.C. Nuova Latina di Latina , A.S.D. Ciociaria Non Vedenti di Frosinone , U.S.S.C.R.D. Capitanata di Foggia. Il torball è lo sport più praticato dai non vedenti in Italia, è di origine tedesca e il nome significa “palla che rotola”. E’ disciplinato dalla F.I.S.P.I.C ( Federazione Italiana Sportiva per ciechi ed ipovedenti) e riconosciuto dall’ I.B.S.A. ( International Blind Sport Association). Con il patrocinio morale del comune di Cercola.