Somma Vesuviana: Simone Schettino in scena al Summarte 

La vita quotidiana raccontata con l’ironia e il sarcasmo che sono diventati la sua chiave distintiva, così si presenterĂ  al Summarte pronto a farci ridere e riflettere Simone Schettino con lo spettacolo “Se permettete vorrei andare oltre”. Spettacolo scritto, diretto e interpretato da Schettino, il monologhista affronta, infatti, tutta una serie di realtĂ  quotidiane al limite del paradosso, chiaramente in modo ironico; ma è proprio attraverso questa ironia che si percepisce una vera e propria esortazione ad andare oltre i soliti luoghi comuni, le solite frasi fatte, il riportare le semplici notizie lette o sentite. Altrimenti il
proprio pensiero risulta una sorta di disco già sentito. Il messaggio – racconta la nota di regia – è appunto quello di riscoprire il gusto del dialogo e del ragionamento, che risulta tanto più piacevole quando c’è confronto, non limitandosi ad accondiscendere sul pensiero altrui. Ovviamente l’unica imposizione alla quale l’artista si assoggetta volentieri è quella di far divertire il suo pubblico dall’inizio alla fine, con la giusta ironia che lo spettacolo richiede. In scena con Schettino, Roberto Capasso (nel ruolo del direttore di scena) e Pino Mosca (l’ammiratore invadente).
Appuntamento al teatro Summarte, via Roma 15 Somma Vesuviana, il 29 dicembre alle ore 21. Per info e prenotazioni
 

Napoli, il Cardinale Sepe: denuncia la malavita in attesa del Giubileo di Napoli

“L’arruolamento dei ragazzi nelle file della malavita organizzata è la ‘guerra’ di casa nostra, è la sconfitta della nostra comunitĂ  locale”. Lo ha denunciato il cardinale Crescenzio Sepe nel corso del tradizionale discorso alla cittĂ  pronunciato in occasione della festa dell’Immacolata. Nella terra di Napoli, a giudizio del Cardinale Sepe, “la spirale di violenza e di odio non sembra mai placarsi”. E la presenza delle ‘baby gang’, ha osservato ancora, non è “un semplice problema sociale”. Questa denuncia del cardinale Sepe arriva nel giorno della festa in cui si celebra l’Immacolata Concezione e a meno di una settimana da quello che sarĂ  l’inizio del Giubileo a Napoli. Il Giubileo della Misericordia avrĂ  inizio a Napoli, infatti,  sabato prossimo quando anche nella chiesa cattedrale di Napoli “sarĂ  aperta la porta santa”. Lo ha annunciato il cardinale stesso nel corso della cerimonia di affidamento alla Madonna Immacolata della cittĂ  di Napoli. “Noi come chiesa di Napoli – ha detto ancora il cardinale – sentiamo ancora piĂą vivo il legame con la Chiesa universale e con il suo Pastore”. (Fonte foto: rete internet)

San Giuseppe Vesuviano: strade al buio, pericoli per pedoni e automobilisti

Parla, in un comunicato stampa, il Gruppocittadino di San Giuseppe Vesuviano. Sono ormai due anni che i cittadini sangiuseppesi si trovano quasi tutte le sere a far fronte a gravi disservizi inerenti il servizio di pubblica illuminazione. Anche lo scorso sabato notte, diverse strade principali erano completamente al buio, ci riferiamo, in particolare, a Via Diaz, Via Ammendola e Via Croce Rossa. Troviamo assurdo che il comune paghi un capitolato d’appalto esoso di circa 530 mila euro annui che poi, da quanto ci risulta, sembra essere disatteso in diversi punti dalla ditta. Inoltre lo stesso Comune ha stipulato, nei mesi scorsi, una convenzione di circa 600 mila euro, che prevede l’acquisto di pali artistici; è ovvio chiederci, a questo punto, cosa si spendono a fare tanti soldi per pali artistici quando poi, a causa della fatiscenza dell’impianto, la notte le luci non si accendono e questi pali neanche si vedono? Per noi questo indirizzo politico è del tutto illogico e insufficiente, è paradossale che non si intervenga direttamente sull’impianto per risolvere problemi tanto gravi. Inoltre sottolineiamo che la situazione è grave, in quanto, con diverse strade che restano puntualmente al buio piĂą totale, è aumentato a dismisura il rischio di incidenti e tragedie. Intanto abbiamo affidato ad un nostro esperto il compito di verificare eventuali inadempienze della ditta, al fine di portarle all’attenzione di chi ci governa. Ribadiamo, comunque, che bisogna intervenire al piĂą presto: un paese civile non può rimanere tutte le notti al buio.  

Napoli, si intensificano i servizi dei carabinieri a tutti i poli d’interesse artistico e culturale

Servizi dei carabinieri a poli museali e d’interesse culturale di Napoli e provincia. Rafforzamento delle misure di prevenzione e sicurezza presso i siti museali e d’interesse culturale di napoli e provincia. Da oggi poli museali e siti d’interesse culturale, da sempre inseriti come obiettivi sensibili nei servizi di controllo del territorio, saranno oggetto anche di attivitĂ  di pattugliamento dei carabinieri organizzata al loro interno.  

Marigliano, armi pronte all’uso trovate sotto una Madonnina

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L’operazione è dei carabinieri della stazione locale e del nucleo operativo e radiomobile di Castello di Cisterna. Due pistole calibro 38 , con i tamburi carichi e pronte all’uso, sono state rinvenute dai carabinieri nascoste dietro una Madonnina, nel rione della ricostruzione di Pontecitra, a Marigliano.  La scoperta è stata fatta grazie a un’attivitĂ  di controllo effettuata dai militari in tutto il territorio e nel corso dell’intera settimana. Le pistole sono state inviate al Racis di Roma ( il laboratorio scientifico dell’Arma ) per capire se siano giĂ  state utilizzate in fatti di sangue o a scopo intimidatorio. La piccola statua della Madonna sotto cui erano nascoste, avvolte in uno straccio, si trova nel ballatoio di una palazzo della 219, al lotto 2.  A poca distanza i militari hanno anche trovato un’auto, una Citroen, rubata un mese prima ed il cui furto è stato denunciato presso la stazione dei carabinieri di Arzano.  La vettura rubata si trovava parcheggiata sempre nella 219 di Pontecitra. Si tratta di un rione da tempo dominato dai clan dello spaccio della droga, delle estorsioni e delle rapine. Famiglie provenienti dalla zona orientale e dal centro storico di  Napoli. Marigliano, le armi rinvenute sotto la Madonnina  

Ottaviano, Chiesa dell’ Oratorio: la bellezza straniante della Mostra “Il pargolo divino”

L’ immagine del Bambino Gesù nelle collezioni private ottavianesi (grafica e scultura, secc.XVIII-XX): è una Mostra di grande rilievo culturale, allestita in una “ cornice” che ne esalta significato e valore da Umberto Maggio e da Mimmo Tuccillo.  L’idea della Mostra “ Il pargolo divino” , l’iconografia del Bambino Gesù nelle opere delle collezioni private ottavianesi, non poteva venire  che a loro, a Umberto Maggio e a Mimmo Tuccillo, ottavianesi eccellenti, entrambi interpreti originali, in campi diversi, di quella raffinatezza di gusto  che è un segno storico della civiltà vesuviana.  Ed era giusto che la Mostra venisse allestita nella Chiesa dell’ Oratorio, che, grazie al saggio governo del dott. Francesco Annunziata, priore della Congrega “S.Maria Visitapoveri”, è ormai al centro di un programma culturale di vasto respiro, sintesi di valori religiosi e di valori civili. La bellezza e il significato  delle opere esposte in mostra – la grafica e la scultura di tre secoli, dal sec.XVIII al sec.XX – vengono esaltati dalle suggestioni  dettate dai luoghi: a conferma di una verità inconfutabile, che “la cornice” accresce il valore del “quadro”. Preziosa cornice è la strada su cui si affaccia l’ Oratorio. Essa congiunge il Palazzo Medici e piazza San Michele con la pianura. E’ la strada storica per eccellenza, il “cardo” della Terra Vecchia di Ottajano, che Giovanni Perillo lastricò con basoli di spuma nel 1738, quando quasi tutte le strade delle altre città della provincia erano  ancora in terra battuta. I muri  solidi dei palazzi antichi, i silenzi severi, i ricami dei balconi, le ombre che resistono alla luce, la memoria dei cognomi storici di Ottajano – cognomi di “galantuomini”, di artigiani, di contadini – ricordano ancora, a chi sa ascoltare, a chi vuole capire, che lo spirito degli ottajanesi amava la riservatezza e disprezzava le chiacchiere rumorose dei “trianfarò” e dei “farinelli”. Le pietre di questa strada sono un libro di storia. E poi la Chiesa, l’ Oratorio per le anime purganti, la cripta in cui venivano sepolti i confratelli, lo scolatoio per il prosciugamento dei cadaveri. In questo luogo, intorno alle immagini della morte si annodano il sacro e il profano, e si combatte una silenziosa battaglia tra i colori del lutto e della penitenza, da una parte, e dall’altra, i rossi squillanti, le tinte “ranciate” e gli azzurri, usati come simbolo della vitalità, come talismano contro il disfacimento dei corpi. In questo spazio fascinoso i curatori della mostra hanno disposto le immagini e le statue del “ divino pargolo”, che gli Ottavianesi, storicamente gelosi delle loro collezioni d’arte, hanno fatto uscire dalle loro case, certamente per una testimonianza d’amore nei confronti della città,  e forse anche per spiegare, a chi non sa, qual è la storia dello stile ottajanese. E dunque la Mostra è un intreccio di temi:  la potenza di certe famiglie,  il costume sociale, l’abilità degli artisti  che hanno lavorato la pietra, il gesso, la cera, l’argento, l’oro e la seta , e poi la  varietà del disegno e  il connubio tra i valori della religione e i ritmi della vita famigliare. Al centro c’è, ovviamente, il “pargolo divino”, luminoso, florido, paffuto,  visto dall’artista  secondo una prospettiva “straniante” che attribuisce al “divino” i caratteri dell’umano,  della realtà temporale, della dimensione del quotidiano. Il “pargolo divino” è, contemporaneamente, il  Bambino Gesù ed è il bambino che ogni donna sognava di partorire, in tempi in cui era assai alta la mortalità dei neonati: e infatti questi “divini pargoli” venivano anche donati come segni di augurio propizio alle “fresche” spose. Il “ divino pargolo” che aveva l’aspetto, la posa, lo sguardo e i gesti di un ben nutrito bambino “borghese” entrava a far parte della famiglia, ne illuminava con il suo sorriso le vicende, e dalla campana di vetro che di solito lo proteggeva invitava alla speranza. Umberto Maggio, Mimmo Tuccillo, Francesco Annunziata e tutti coloro che hanno contribuito all’allestimento di questa notevole Mostra meritano il grazie della comunità: hanno acceso una luce, ci invitano a riflettere, a guardarci indietro, ad annodare i fili che si sono spezzati, nel caso che sia ancora possibile farlo. A chi voglia costruire cultura essi indicano  la strada, la direzione e i materiali preziosi di cui Ottaviano e il Vesuviano dispongono. Mi auguro che Umberto, Mimmo e Francesco vogliano svelarci altri tesori del nostro patrimonio:  confesso che questi umanissimi “ pargoli divini” che da secoli sono ospiti nelle case della nostra città mi spingono a riconsiderare in una prospettiva nuova aspetti importanti della cultura religiosa del territorio e della storia di Ottaviano. Un’ultima nota. La Chiesa dell’Oratorio custodisce una rara reliquia del fieno della greppia di Betlemme, e le bolla del 1792  in cui Francesco Saverio Passaro, arcivescovo di Larissa, ne garantiva l’autenticità. L’argomento merita un articolo a parte.

Sicurezza alimentare: i Nas sequestrano 5 quintali di dolci natalizi

L’operazione è stata messa a segno in una pasticceria di Piscinola. Prodotti per 10mila euro tenuti in cattivo stato.       I carabinieri del Nas di Napoli, il Nucleo anti sofisticazioni, nell’ambito del piano “feste sicure”, coordinato dal comando provinciale dei carabinieri di Napoli, hanno messo a segno un controllo igienico-sanitario a carico della pasticceria “F.lli Benedetto”, ubicata a Napoli, in via nuova La Vigna, nel quartiere di Piscinola. Alla fine i militari hanno sequestrato cinque quintali di prodotti dolciari natalizi da forno per un totale di 10mila euro. Motivo: i prodotti erano tenuti in un cattivo stato di conservazione. I carabinieri del Nas hanno anche denunciato alla procura di Napoli il titolare della pasticceria, tale D.L.A., di 45 anni.

Somma, da bene confiscato alla camorra a sede del forum dei giovani. Il Pd: “Che sia simbolo della lotta alla criminalità organizzata”

Il Partito Democratico si complimenta con i ragazzi del nuovo forum che, con passione e impegno, hanno saputo continuare il percorso intrapreso dal Forum precedente portandolo a termine. Il Partito Democratico di Somma Vesuviana accoglie con entusiasmo l’apertura del bene confiscato alla camorra come sede del Forum dei Giovani con la speranza che questo sia, oltre che punto di arrivo, anche punto di partenza e simbolo dal quale cominciare piantare nuovi semi per la lotta alla criminalitĂ  organizzata. Tutti i complimenti vanno fatti ai ragazzi del nuovo forum che, con passione e impegno, hanno saputo continuare il percorso intrapreso dal Forum precedente portandolo a termine. Un forte in bocca al lupo va a tutti loro per il lavoro che svolgeranno sul nostro territorio. Il segretario Giuseppe Auriemma.

Natale all’insegna del sociale : il Csv Napoli illustra alle associazioni il bando “Con il Sud che partecipa” e la Volontario Card

L’appuntamento è per martedì 15 dicembre, alle 16,  nella sala Ginestra del centro congresso Holiday Inn di Napoli – Centro direzionale Isola E 1. Il bando “Con il Sud che partecipa” e la Volontario Card saranno al centro dell’incontro che il Csv Napoli ha organizzato per martedì prossimo, 15 dicembre, con le associazioni di volontariato. L’appuntamento è alle 16 nella sala Ginestra del centro congresso Holiday Inn di Napoli – Centro direzionale Isola E 1. La Volontario Card è carta di credito, tessera associativa, strumento per ottenere sconti e per donare. Le associazioni che aderiscono potranno dare ai propri soci la Volontario Card personalizzata con il logo dell’associazione e la foto del volontario. Il volontario la potrà usare come carta di credito prepagata e per ogni acquisto o operazione che effettuerà l’associazione otterrà una donazione pari al 20% del ricavo di Ubi Banca sulla transizione. Inoltre, con la Volontario Card è possibile ottenere sconti dalle aziende convenzionate. Sollecitare l’impegno dei cittadini in attività di volontariato al Sud, capaci di generare utilità sociale è, invece, l’obiettivo dell’iniziativa “Con il Sud che partecipa”, promossa dalla Fondazione CON IL SUD e rivolta alle organizzazioni non profit di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia. La Fondazione mette a disposizione per il bando due milioni di euro. Le due iniziative saranno presentate a partire dalle 16. Saranno presenti il presidente del Csv Napoli Nicola Caprio e l’assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli Roberta Gaeta. Nel corso del convegno, inoltre, il responsabile Retail di Ubi Banca, Riccardo Tramezzani, parlerà del ruolo di Ubi Banca come partner strategico delle organizzazioni di volontariato e, in generale, del terzo settore. Al termine dell’incontro, le Odv sono invitate a brindare con il direttivo e lo staff del Csv Napoli per gli auguri di Natale. Alle associazioni sarà consegnato un gadget augurale.

Marta, Francesco e la forza dell’amicizia

La mia penna oggi è qui a raccontare la storia di Marta e Francesco; della loro naturale, semplice e straordinaria amicizia. Tra le pagine della mia rubrica sono solita trattare gli argomenti che piĂą mi attraggono, che piĂą mi stanno a cuore. Come se credessi nella forza magnetica che può avere raccontare una bella esperienza per farla vivere, anche indirettamente, a chi legge. Non è la prima volta che parlo dell’amicizia quale valore fondante della vita e dell’essenza di ognuno; quale elemento di forza e di ricchezza della vita di chi, a quel valore, crede e, quindi, gli si dedica. Sì perchĂ© all’amicizia – che è come giardino che può germogliare – ci si deve dedicare con cuore ed energia. E’ per questo mio “credo” che oggi, con la mia penna, racconto la storia di Marta e Francesco, della loro naturale, semplice e straordinaria amicizia. Ci sono storie che si raccontano piĂą facilmente di altre: questa è una di quelle; un fiume in piena in cui la forza è solo bonaria perchĂ© è pura energia di vita. Conosco, o forse è meglio dire incontro sul mio percorso, Marta e Francesco, per la prima volta, alcuni mesi fa. Insieme hanno girato un video per il progetto “Anche io posso”. Lo guardo, li ascolto, mi commuovo, ma di piĂą mi emoziono perchĂ© emozionano e voglio saperne di piĂą. Chi sono questi due matti? Una ragazza ed un ragazzo, grandi amici, come ce ne sono in giro a migliaia e che, in nome di questo loro “status” si sentono forti, quasi invincibili, così forti da superare ostacoli e barriere che potrebbero allontanarli dalla realizzazione dei loro sogni. Avventurieri e sì, un po’ matti, perchĂ© per fare ciò che insieme hanno fatto, ci vuole coraggio ed anche tanta voglia di buttarsi nella vita. Francesco e Marta sono un apneista ed una psicologa, rispettivamente nati al sud ed al nord del nostro belpaese; innamorati del mare, delle sue profonditĂ  e dei suoi colori, luogo in cui puoi perdersi e ritrovarsi. Si incontrano proprio al mare, in Salento, durante una vacanza e, parlando, si accorgono che, ad incontrarsi, è stato anche il loro animo. Si riconoscono, si scelgono, sono amici. Così nasce l’avventura (le avventure) che ci raccontano con la naturalezza e l’entusiasmo che l’amicizia regala. Così Francesco conduce Marta – che ha la Sma, una malattia rara che non le permette di camminare nĂ© di muoversi, ma che non per questo si ferma – prima tra le profonditĂ  di una piscina, poi tra le profonditĂ  e le immensitĂ  del mare. Fidandosi ed affidandosi l’uno all’altro affrontano e superano paure e prove che la vita, la giornata e il mondo gli pongono davanti. Così, sfidando i propri limiti e sfidandosi vicendevolmente, affrontano insieme il cammino di Santiago: 300 km a piedi, in 14 giorni, da LeĂłn a Santiago de Compostela. Giorni e chilometri offrendo l’uno la propria forza all’altro, il sostegno, la presenza. Un’esperienza indimenticabile! A pensarci è forse facile immaginare tra i due una figura piĂą forte perchĂ© autonoma; vedendoli ed ascoltandoli parlare – a me è capitato quando li ho incontrati – si percepisce forte l’equilibrio tra i due amici; l’equilibrio del dare ed avere a prescindere, l’equilibrio del credere allo stesso fortissimo valore che è l’amicizia. Valore arcaico, innato eppure oggi, molto spesso, svuotato, svalutato e, per alcuni, sconosciuto. “E’ stata l’amicizia con Marta a farmi sentire capace di ciò che ho fatto” – dice Francesco – “Marta è grinta” afferma. Marta ribatte dicendo: “Francesco è istinto, questo penso guardando lui” e, continuando: “ognuno di noi sarebbe meno di niente se non avesse l’altro; in generale, nella vita, c’è uno scambio continuo”. Ed è questa l’amicizia. A me personalmente Marta infonde grande energia: ha due occhi ed un sorriso che rallegrano quanto una giornata di sole e la grinta di cui il suo amico parla, sa trasmetterla sin dal primo sguardo. Francesco mi emoziona quando dice: “Io so che Marta per me ci sarĂ  sempre! Lei mi ha dato la certezza di avere un’amica sulla quale potrò sempre contare.” E’ questa la forza che, io credo, innesca in noi l’amicizia: il sapere di non essere mai, nel nostro cuore, soli. Shakespeare disse: “Quegli amici che hai, la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d’acciaio”. Ecco, Marta e Francesco, ne sono certa, sono aggrappati all’anima con uncini d’acciaio. http://ilmediano.com/category/medianoglam/ Fonte foto: rete internet piscina
Marta e Francesco giunti alla meta. La piazza della Cattedrale di Santiago de Compostela
Marta e Francesco giunti alla meta. La piazza della Cattedrale di Santiago de Compostela