L’intento del concorso, così come dichiara la sua ideatrice Mariarosaria Ricci, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica in occasione della giornata mondiale delle persone con handicap.
La disabilità, argomento fin troppe volte relegato nelle ultime pagine dei programmi politici, verrà affrontato, nel corso della manifestazione, attraverso la scrittura. Un modo, introspettivo, di raccontare le proprie esperienze o il proprio contatto con l’universo handicap.
Il concorso, oltre a quella scritta, come ad esempio la poesia, prevede ulteriori forme di espressione: una semplice frase, una vignetta. Insomma, per Mariarosaria Ricci, ciò che conta, è il sentimento o l’opinione che vogliamo esprimere come contributo personale affinché dalle parole, dall’ispirazione in generale, si possa generare un sentimento comune. Una mobilitazione di intenti che si batta al fianco dell’inclusione e che punti a non emarginare il diversamente abile.
Le adesioni per “Raccontiamoci Raccontando”, che non prevede alcun costo, sono aperte fino al 30 marzo prossimo e possono essere inviate al seguente indirizzo email: raccontiamoci2015@libero.it
Tutti gli elaborati, inoltre, saranno utilizzati per la realizzazione di un canale Youtube e di un evento culturale.
Il prodotto sarà disponibile martedì per il ragazzo napoletano affetto da una grave forma di leucemia. Ne ha dato notizia il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli.
Una speranza concreta per Rosario Fioretti, il ragazzo diciannovenne di Mergellina che sta combattendo nel letto di casa sua contro una grave forma di leucemia, una terribile malattia che provoca dolori insopportabili. Il farmaco americano sperimentale che si pensa possa curare Rosario sarà infatti disponibile per il giovanissimo a partire dal prossimo martedi 2 di febbraio. Lo ha messo a disposizione gratuita l’azienda che lo produce. Lo stesso farmaco sarà messo a disposizione gratuita di tutti coloro che in Italia soffrono dello stesso male che sta flagellando Rosario, per il quale aveva lanciato un appello la mamma, attraverso le telecamere del Tg3 regione Campania. Secondo quanto riferito dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e dall’intrattenitore radiofonico e televisivo Gianni Simioli la svolta è stata determinata dalla catena della solidarietà scaturita dopo che attraverso i social network è stato sollevato il caso. ” C’ è stato un intervento da Roma – racconta Borrelli – per spingere la casa farmaceutica a donare il farmaco. Io – aggiunge il politico – ho chiamato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca, che si erano attivati per questo caso. Ho parlato anche con il professor Pane. Intanto – commenta Borrelli – quello che è certo e che adesso abbiamo la speranza di salvare questo ragazzo: c’è stata una rete complessiva che si è mobilitata per lui. Ma non è stato fatto nessun privilegio a Rosario. Tutte le persone che hanno il suo stesso problema potranno infatti utilizzare gratuitamente questo nuovo farmaco messo a disposizione dell’azienda produttrice ” . “ Il professor Fabrizio Pane -aggiunge Borrelli – è il direttore dell’Unità operativa di Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche del Policlinico di Napoli in cui sarà ricoverato il giovane ed è riuscito a ottenere il farmaco salvavita proprio stamattina, dopo una mobilitazione globale”. Borrelli racconta le fasi concitate di questa drammatica vicenda. “ Ho sentito Pane oggi – specifica il consigliere regionale – e mi ha confermato tutto. Il farmaco è già stato commercializzato negli Stati uniti dopo avere avuto l’approvazione dell’Fda e anche in Italia l’Ema (l’ente europeo di controllo sui farmaci) ha dato il via libera. Ma la procedura per la commercializzazione è lunga e allora è stata chiesto all’Agenzia italiana del farmaco l’autorizzazione all’uso compassionevole per aiutare i pazienti che potrebbero averne un giovamento” ha precisato Borrelli sottolineando che “l’azienda farmaceutica che lo produce ha accettato di donarlo gratis in attesa che vanga messo in commercio”.
In corso indagini dei carabinieri.
Questa notte, a Liveri, ignoti hanno rubato 510 pannelli fotovoltaici dell’impianto fotovoltaico comunale.
Il valore del materiale rubato è stimato in 550.000 euro.
I carabinieri della stazione di San Paolo Bel Sito e del nucleo operativo e radiomobile di Nola hanno avviato le prime indagini.
(Fonte foto: rete internet)
Nell’intervento di Armando Di Perna che ha chiuso ieri la conferenza stampa di Alleanza per Sant’Anastasia, una serie di incognite: perché l’amministrazione comunale non ha rimborsato la prima rata Tari a chi ha un reddito inferiore a 20mila euro? Perché la percentuale della differenziata è tornata ai livelli del periodo di commissariamento? Perché a Natale scorso è «scomparso» il buono spesa da 100 euro per le famiglie indigenti?
Prima di affrontare gli argomenti caldi, dai tributi ai finanziamenti persi o meno, l’ex vicesindaco di Abete ha tenuto a fare una premessa personale: «C’è chi ancora oggi continua a dire che sarei stato estromesso, cacciato, sia chiaro che non sono più parte dell’attuale amministrazione perché ho deciso autonomamente di andare via, dimostrando due cose: che non sono legato alla poltrona ma al mio paese e che non posso condividere un modo di fare amministrazione che non può appartenermi, nonostante abbia tentato, nell’anno successivo alle elezioni e ogni singolo giorno, di fare breccia provando ad imporre una maniera di lavorare che avrebbe evitato errori gravissimi e spesso purtroppo irreversibili. Nonostante ciò, proprio perché amo Sant’Anastasia, perché qui ho una casa e una famiglia, perché è qui che vivo, spero ancora che chi oggi ci governa si svegli».
Ciro Pavone, Armando Di Perna, Ciro Busiello
Un appello dunque, esteso anche ad un argomento in particolare e che interessa tutti i cittadini: i tributi, le tasse. Precisamente la tassa sui passi carrabili che si paga di norma entro il 31 gennaio e che dall’anno passato è aumentata in maniera importante, responsabilità che è stata scaricata – in maniera più o meno ufficiosa – interamente sull’ex assessore al bilancio e tributi. Di Perna, appunto. «Mettiamo che la responsabilità sia mia, c’è tempo fino al 31 gennaio – ma c’era anche prima – per rimediare, in maniera molto semplice. Lo si faccia, si torni all’imposta 2014, perché passati questi giorni non potranno più giustificarsi tirando in ballo il mio nome».
Come si sia arrivati all’aumento di quella tassa in particolare, Di Perna lo ha raccontato più volte sottolineando che la decisione di agire sulle tariffe a domanda individuale si era resa necessaria perché non era stata accettata un’altra sua proposta che avrebbe permesso di far fronte al taglio di trasferimenti statali di 250 mila euro unito all’ingresso della contabilità armonizzata: il taglio del 5 per cento su tutti i contratti di beni, servizi e forniture, possibilità contemplata dalla legge dello spending review e che consente ai comuni di agire in questo senso senza nemmeno interpellare la controparte. «Ma i funzionari hanno glissato, anche quando li ho convocati ufficialmente in accordo con il sindaco e sapendo che su cinque milioni di euro, cioè un terzo della spesa corrente, questa riduzione si poteva applicare. Il risultato finale sarebbe stato appunto di 250mila euro, guarda caso l’ammontare del taglio dei trasferimenti. Nonostante le mie pressioni questo risultato non si poté ottenere – e questo è uno dei motivi per cui non potrei più avere a che fare con questo sindaco e questa amministrazione – e si preferì invece agire sulle entrate, provando comunque ad intaccare il meno possibile le fasce di reddito basse con una deduzione sulla Tasi di 50 euro e l’esonero dell’addizionale Irpef per i redditi fino a 15mila euro».
Ad oggi intanto – tra i dati snocciolati da Di Perna – restano alcuni interrogativi cui dovrebbero rispondere gli attuali amministratori: perché entro fine anno non si è provveduto al rimborso della prima rata Tari (circa cioè il 25 per cento dell’importo) a chi ha un reddito inferiore a 20mila euro? Che fine ha fatto il provvedimento – finito peraltro in positivo sulle cronache nazionali – che esonerava totalmente dalla tassa sulla spazzatura chi avesse adottato un cane dal canile con il quale Sant’Anastasia ha la convenzione? Perché, nonostante l’isola ecologica, la percentuale di raccolta differenziata è tornata ai livelli del periodo di commissariamento e come mai ancora non c’è il software, per la gestione dinamica dello stesso impianto, che consentirebbe ai cittadini di vedersi riconosciuti bonus e sconti in base alla quantità di rifiuti depositati? Perché a Natale scorso non è stato erogato il buono da cento euro per le famiglie indigenti che poteva essere speso in alcuni esercizi locali, pur con fondi già stanziati?
E poi il cimitero, tema sul quale verte l’interrogazione che domani in consiglio comunale presenterà la consigliera Veruska Zucconi, chiedendo spiegazioni sulla recente delibera 6 del 2016 riguardo ai marmi delle cappelle gentilizie: i proprietari non potranno più scegliere tra quattro tipologie di materiale ma ne avranno a disposizione una sola. «Questa delibera non ha giustificazioni e lede l’interesse dei cittadini che hanno già pagato, senza peraltro essere giustificata da un taglio dei prezzi. E che non si provi a paragonarla alla scelta fatta dall’amministrazione Esposito, riguardo ad una sola tipologia di marmo per i loculi, quella sì voluta per calmierare i prezzi. È una vicenda sulla quale va fatta luce giacché è chiaro ormai che bastano dieci giorni per cedere ad una richiesta della ditta che gestisce il cimitero, senza nemmeno chiedere come mai, dopo molti mesi, la consegna della cappella madre prevista per ottobre, così come la riapertura della strada, non sia ancora avvenuta».
Così come pare che ancora non sia stato installato l’impianto di videosorveglianza stabilito in conferenza dei servizi all’indomani della serie di furti avvenuti al cimitero comunale e come mai, ancora, i cittadini stiano pagando circa 300 euro per registrare i contratti dei loculi a suo tempo acquistati. «Ci sarebbe una forma di registrazione altrettanto legittima e meno onerosa che ci risulta stiano utilizzando altri Comuni – continua Di Perna – ossia la scrittura privata non autenticata, possibile per importi, così come in questo caso, inferiori a 5mila euro».
Altro punto «caldo»: il dimensionamento scolastico. O meglio, la mancata decisione circa il dimensionamento. «Se si sceglie di chiudere la scuola di via Sodani per fare spazio alla caserma dei carabinieri – dice Di Perna – e si indirizzano gli alunni della stessa alla scuola Portali, mettendo insieme due istituti, sarebbe stato più logico scegliere. Ma qui c’è un’aggravante e i cittadini devono saperlo: quella scuola, parlo di quella Portali, non è terminata e, nonostante i lavori fossero stati assegnati per un importo poi lievitato fino a due milioni di euro, sono rimaste fuori due cose essenziali: la scala antincendio e l’ascensore. Quei lavori devono essere fatti con un mutuo e, che io sappia, non è ancora stato acceso».
Il capitolo naturalmente più «delicato» riguarda i finanziamenti: quello di via Marconi, sulla quale l’amministrazione ha scelto di dirottare parte dei fondi Tav erogati dalle Ferrovie come ristoro al quartiere Pomigliano – Starza e quello di via Arco. «La prima – continua l’ex vicesindaco – è una scelta scellerata che avrà strascichi importanti e mi meraviglia che l’attuale assessore, il “maestro” in arrivo da Angri abbia detto in consiglio comunale che se poi i fondi per via Marconi arrivassero si potrebbero dirottare su via Pomigliano: voglio credere alla buona fede, ma non mi sembra possibile che un amministratore pubblico non sappia che, se i fondi arrivano ex post, la Regione chiederà i giustificativi dei soldi spesi a via Marconi non certo in via De Filippo o via Canesca. Al massimo si accenda un mutuo per l’intero importo e si lasci stare il quartiere Starza – Ponte di Ferro che il “maestro” di Angri non conosce ma noi sì e ci teniamo anche particolarmente».
Stesse stoccate non solo al suo successore ma anche per l’attuale assessore ai Lavori Pubblici: «Come si fa a dire che si può accendere un mutuo per un’opera già fatta? E per via Arco, almeno parzialmente, è così. Spero vivamente che il finanziamento sia recuperabile e che i cittadini tutti non debbano pagare per errori commessi da tecnici e amministratori. Ma se così non fosse, non avendo ancora liquidato la ditta, il Comune incorrerà in un debito fuori bilancio che andrebbe direttamente alla Corte dei Conti».
C’è un altro finanziamento che stando agli esponenti di Alleanza per Sant’Anastasia sarebbe a rischio: quello che riguarda l’ex Avis. «Quel finanziamento che l’amministrazione Esposito intercettò nel 2012, con lavori già compiuti per 300mila euro dei 700mila totali e che ancora non sono stati erogati. Quello che sindaco e assessori colpevolmente non ricordano è che c’è una delibera regionale, la 549/2015 in cui si stabilisce che andavano rendicontate tutte le liquidazioni fatte per l’accelerazione della spesa e i fondi Fesr entro il 31 dicembre. Di qui non si scappa. In conseguenza di quella delibera era stato chiesto ai Comuni di liquidare di tasca propria entro quella data. E mentre in altri municipi, nel mese di dicembre, sono state annullate ferie e malattie e si è lavorato notte e giorno per gli adempimenti, a Sant’Anastasia l’ultimo mese dell’anno è passato come se fosse agosto e nessuno ha fatto nulla».
Infine, l’appello: «Tutto ciò che sinora non è stato fatto, quello che è stato dimenticato o sbagliato in buona fede o no, ora va attuato. Non si può lasciare un paese in balia di beghe, manifesti o scelte dettate da chi viene da chissà dove. Delle due l’una: o si rimboccano le maniche o è meglio tornino alle loro attività, magari così i cittadini li apprezzerebbero di più».
Gli azzurri espugnano Marassi e al match assistono pure i piccioni.
Avevamo completamente dimenticato che Gonzalo Higuain era un essere umano. Ci aveva abituato a prestazioni da extraterrestre, reti impossibili che lui rendeva facili facili, giocate fuori dal comune. Invece con la Sampdoria il Pipita si è mangiato un paio di gol e martedì scorso con l’Inter ha ripreso a sbraitare e lamentarsi mentre la squadra era in difficoltà. Come ai tempi belli, pardon: ai tempi brutti. Meglio così (a patto che continui a segnare, sia chiaro). Meglio perché domenica il Napoli ha vinto lo stesso, ne ha fatto quattro ai blucerchiati mandando in gol quattro azzurri diversi.
Soprattutto, il Napoli ha vinto una partita che l’anno scorso avrebbe pareggiato oppure addirittura perso: non è la prima volta che accade quest’anno, ma giornata dopo giornata aumenta la consapevolezza che un pizzico di fortuna sta dalla parte dei partenopei. Si sa, il tricolore si vince con grazie ad una combinazione di fattori e la fortuna è uno di essi. Mister Sarri, poi, porta a casa un’altra soddisfazione: ha battuto Montella dopo Sinisa Mihajlovic. Entrambi erano seri candidati alla panchina del Napoli, entrambi sono stati scalzati dal toscano di Bagnoli, entrambi oggi vivono evidenti difficoltà al contrario dell’allenatore azzurro.
Sono gli incroci del calcio (e della vita, se vogliamo buttarla in filosofia) che rendono bellissimo questo sport. Tipo i piccioni che ieri stazionavano al Marassi mentre Napoli e Samp giocavano: uno spettacolo nello spettacolo. Poi ci sono le brutte notizie, come la morte di Giuseppe Pacileo: un giornalista che sapeva scrivere.
Alle 18 di questa sera, alla sede della Pro Loco dell’Arco – Sant’Anastasia, in piazza IV Novembre, si terrà l’incontro – dibattito sul Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020: 1, 8 miliardi di euro per la Campania (finanziamenti agevolati per l’agricoltura).
A dibatterne ed illustrare quali fondi siano possibili da intercettare e come procedere per averne l’opportunità, ci saranno il consigliere Raffaele Coccia (Pd), i consiglieri regionali Antonio Marciano ed Enza Amato e il dott. Salvatore Apuzzo, funzionario regionale dell’assessorato all’Agricoltura. Il convegno sarà moderato da Rosaria Esposito.
Ciro Busiello (Alleanza per Sant’Anastasia): «Lavori realizzati in modo approssimativo e parziale che qualcuno – noi cittadini, precisamente – dovrà pagare».
Il cantiere per la riqualificazione dei marciapiedi di via Arco è fermo e ormai da giorni si disserta su un fatto che dovrebbe essere chiaro ma non lo è per nulla: per l’intera opera occorrono 800mila euro e i cittadini avrebbero tutto il diritto di sapere chi li pagherà. Il finanziamento c’è o no? No, è stato perso stando a quanto sostengono gli ex alleati di Abete. Sì, non è stato perso e si può ancora sistemare tutto e non ci sono stati errori degli uffici comunali, sostiene invece l’assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica, Stefano Prisco. Che aggiunge, in una recente intervista rilasciata a ilmediano.it: «In caso contrario si farà un mutuo».
Ciro Busiello
Proprio i marciapiedi di via Arco sono stati punto focale della conferenza stampa convocata da Alleanza per Sant’Anastasia con gli interventi di Ciro Pavone, Armando Di Perna e Ciro Busiello. Ed è quest’ultimo a ricapitolare l’intera vicenda, i fatti accaduti, step per step.
«Il progetto – ricorda Busiello – risale all’amministrazione Esposito. All’epoca furono coinvolti una serie di giovani professionisti ai quali fu chiesto di partecipare attivamente alla progettazione. Gli architetti lavorarono, si prodigarono e iniziarono a collaborare con il Comune. Una volta trovati i fondi per il primo tratto di via Arco – da Lagno Maddalena sino all’angolo del Boschetto per la somma di 200mila euro – sono state firmate lettere di incarico ai tecnici che hanno redatto i progetti preliminari. Più tardi l’ex vicesindaco Di Perna riuscì a intercettare fondi, con l’accelerazione della spesa, per finanziare l’intera opera per l’ammontare di 800mila euro».
Dunque da Lagno Maddalena fino al Santuario di Madonna dell’Arco. Il progetto era a questo punto interamente finanziato e si procedette alla variazione dello stesso.
«La nuova amministrazione a guida Abete – continua Busiello – ha pensato bene di appaltarlo, il 18 luglio 2015, affidando i lavori ad una ditta che offrì un ribasso del 36, 5 per cento. Ma i lavori, affinché il finanziamento fosse effettivamente erogato dalla Regione, dovevano terminare entro il 31 dicembre dello scorso anno. Realizzare un’opera di quella portata in pochi mesi era già difficile, dunque a settembre sollecitammo l’amministrazione chiedendo ragione dei ritardi e ci fu risposto che ci sarebbe stato tutto il tempo necessario, che non c’era alcun problema».
I lavori sono poi effettivamente iniziati, ma senza il giovane architetto che era stato in precedenza incaricato. «Questa è la prima anomalia – prosegue Busiello – il tecnico incaricato viene estromesso con un colpo di mano dall’ufficio e non è coinvolto nella realizzazione dell’opera. Con una parcella ancora da pagare e senza che di fatto avesse completato il suo compito. L’architetto in questione ha fatto causa al Comune e sicuramente dovrà essere pagato».
Cantieri aperti, annunci di inizio lavoro in pompa magna e si arriva così al 31 dicembre 2015. «I lavori ovviamente a quella data sono realizzati soltanto parzialmente e per di più in maniera approssimativa. I marciapiedi non sono stati lasciati in sicurezza, hanno tolto il basolato antico che era presente sui cordoli sostituendolo con materiali di non uguale pregio e non si sa che fine abbiano fatto gli originali, accatastando materiale di risulta dinanzi ad una scuola elementare e rimuovendo i rifiuti speciali soltanto dopo settimane di nostre proteste e sollecitazioni».
La vera questione si apre però nel momento in cui il Comune di Sant’Anastasia sollecita alla Regione l’erogazione della prima tranche del finanziamento, richiede cioè il primo stato di avanzamento dei lavori. «I dirigenti regionali rispondono che il finanziamento di fatto non esiste perché non erano stati fatti adempimenti importanti e che quindi Sant’Anastasia era esclusa. Perciò non solo il finanziamento è perso, ma peggio: non è mai stato fatto il decreto. Un errore sconfortante e paradossale. Intanto però il tecnico deve essere pagato perché ha un incarico scritto e firmato, la ditta ha lavorato e deve essere pagata, il nostro assessore ai Lavori Pubblici dice intanto che riuscirà a risolvere la questione: noi lo speriamo, ma ad oggi i lavori sono ancora fermi e i marciapiedi non sono in sicurezza».
Ammesso che il finanziamento sia perso davvero, l’assessore Prisco ha ventilato l’ipotesi di un mutuo da contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti. «I soldi costano, lo sappiamo tutti. Per ottenere 600mila euro la comunità anastasiana dovrà sborsarne in questo caso 800mila – dice Busiello – senza contare i tempi tecnici e la propedeutica approvazione del bilancio, passerebbero mesi e mesi. Intanto il cantiere sta lì».
Durissimo l’intervento di Ciro Pavone che ha sottolineato: «È in atto una manovra per prendere funzionari da Succivo o Afragola, stiamo perdendo non solo finanziamenti ma anche il servizio 118 e intanto un vicesindaco in carica da sei mesi non ha ancora sentito la necessità di far capire ai cittadini la sua idea di paese, nemmeno riguardo alle sue deleghe e competenze».
L’intervento politico che ha aperto la conferenza stampa di Alleanza per Sant’Anastasia è stato affidato a Ciro Pavone, ex capostaff del sindaco Abete e più volte in polemica con il primo cittadino negli ultimi mesi. A cominciare dall’ultima querelle, con il botta e risposta che li vide protagonisti in due momenti diversi: Pavone che definì Abete «sindaco per grazia ricevuta» e il sindaco che qualche giorno più tardi replicò: «per grazia ricevuta sì, ma dalla Madonna dell’Arco». Ed è proprio su questa risposta a distanza che Pavone coglie l’occasione per replicare a sua volta: «Trovo fuori luogo tirare in ballo la Madonna dell’Arco in una vicenda politica, ma ognuno è cattolico a modo suo ed ha la propria sensibilità».
Toni che non si possono dire bassi, quelli di Pavone il quale, innanzitutto, chiarisce: «Mi sembra l’occasione giusta per chiarire definitivamente una cosa: qui non c’è alcuna guerra fratricida o personale, ma una contesa politica tra gruppi che intendono la politica in maniera diametralmente opposta, che hanno condiviso un percorso salvo accorgersi delle diversità e separarsi. È chiaro che abbiano fatto fallire il progetto politico del 2010 per incapacità e inettitudine e che proprio per questo noi abbiamo tutto il diritto di esprimere dissenso».
«Questa è una amministrazione ignorante – aggiunge l’ex capostaff prima di Esposito e poi dell’attuale sindaco per il quale fu anche nel 2014 coordinatore della campagna elettorale – poiché ignora completamente il suo ruolo e la sua funzione, il sindaco vorrebbe anestetizzare il paese perché non gli conviene confrontarsi con cittadini attivi, partecipi, protagonisti». Poi vira sul vicesindaco nominato qualche mese fa, l’avvocato Carmen Aprea: «Nulla di personale, ma trovo insopportabile che il vicesindaco di un paese di trentamila abitanti non abbia sentito in sei mesi l’esigenza di un intervento pubblico per farci capire la sua idea per Sant’Anastasia, i suoi progetti, cosa intenda fare. Ha una delega importante, la pubblica istruzione, vorremo sapere cosa pensa del dimensionamento scolastico, ci auguriamo che abbia uno scatto di orgoglio e prenda posizione quanto meno rispetto alle sue deleghe e cominci ad interessarsi dei problemi che attengono alla sua carica».
Pavone accenna alla perdita dei finanziamenti, alla riqualificazione di via Arco e a via Marconi che nella seconda parte della conferenza saranno poi approfondite dall’ex vicesindaco Armando Di Perna e da Ciro Busiello, ma si concentra anche su un altro «scippo» che la città starebbe subendo: «A conti fatti, pare che perderemo anche il servizio 118 – dice – il sindaco aveva emesso un’ordinanza che spostava il servizio dai locali di via Arco alla scuola Elsa Morante. Ma pare che la preside abbia revocato il suo consenso senza nemmeno interpellare il primo cittadino e che lui non abbia finora sentito l’esigenza di informarne la città».
Il rapporto tra sindaco e funzionari comunali è più volte stato tirato in ballo in questi ultimi mesi, da quando cioè l’ex vicesindaco Di Perna decise di dimettersi dalla carica di assessore che pure Abete gli aveva rinnovato dopo l’azzeramento della giunta. Ed è su questo che torna anche il portavoce di Alleanza per Sant’Anastasia: «Ciò che ci ha spinto a prendere le distanze da questa amministrazione è stato proprio il rapporto che c’era con i funzionari comunali che ritenevamo avessero un atteggiamento ostativo alla nostra linea politica mettendo a serio rischio gli obiettivi. Il sindaco li ha difesi, sua legittima prerogativa, ma ha fatto di più, dando loro la massima indennità a fronte di obiettivi del Peg mai raggiunti. Ora gira voce che al Comune sia in atto una manovra per sostituirne alcuni con altri presi da paesi limitrofi, parlo di Succivo e Afragola, sponsorizzati dagli stessi personaggi grazie ai quali ci ritroviamo assessori da Angri e Ottaviano. Credo che una manovra di questo genere sarebbe perlomeno in malafede, almeno questo. Poi vedremo dove si ferma la malafede e comincia qualche altra cosa».
Intanto Alleanza per Sant’Anastasia ha annunciato una serie di iniziative tematiche su questioni territoriali e sovracomunali, a cominciare dalla recente notizia dell’allargamento della Zona Gialla per il rischio Vesuvio. «Argomento sul quale – sottolinea Pavone – non abbiamo sentito una parola».
Gli aggettivi, in tutto l’intervento dell’ex coordinatore della campagna elettorale di Abete, si sono sprecati nei confronti della attuale maggioranza: inconcludente, incapace e via di seguito. Ma anche nei confronti dell’opposizione non è stato certo tenero: «Da una parte c’è una opposizione che ha smesso di esserlo per convenienza e connivenza, dall’altro – e parlo del Pd – una opposizione alla quale conviene questo genere di governo che non decide, che perde ogni giorno consensi, così avrà il tempo di organizzarsi e arrivare alle prossime elezioni più forte. Ne è testimone una circostanza: con tutto ciò che accade da mesi a questa parte, finanziamenti persi, atti omessi, incapacità conclamata, il Pd che fa? Attacca noi, dimenticando che chi è oggi a Palazzo Siano sta lì proprio perché la gente ha premiato il nostro progetto, quello che avevamo fatto nei quaranta mesi precedenti. Questo è un fatto storico incontrovertibile».
Alla consigliera Veruska Zucconi è stato dato mandato di presentare istanza affinché i consigli comunali si celebrino almeno una volta al mese. «Non quando il sindaco lo ritiene opportuno lasciando passare anche tre mesi e sperando visibilmente che finiscano presto» – incalza Pavone – «una cosa del genere in un paese di trentamila abitanti è addirittura esilarante, è l’assise pubblica il luogo deputato per affrontare e risolvere i problemi del paese».
«Oscurantismo» è la definizione che la stessa capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia ha dato per definire il periodo amministrativo a guida Abete. «In effetti – aggiunge Pavone – questa amministrazione vorrebbe oscurare chiunque abbia un minimo di capacità o di intelletto, preferiscono la mediocrità e oramai hanno un solo, unico, comune denominatore: la politica personale, il rapporto eletto – elettore, la maniera più squallida di fare politica, sfido chiunque a trovare una sola affermazione di un qualsivoglia esponente di questa amministrazione che riguardi un tema di pubblico interesse, locale o nazionale. A loro basta coltivare l’orticello dei propri voti».
Bambolotti in braccio per dire sì alle adozioni gay, balli e flash mob, musica e cartelli: «Voi in piedi, noi in tutte le posizioni». Ma il referente vesuviano delle Sentinelle dice: «Manifestazione solo rimandata».
Bandiere e cartelli dell’Arcigay, bambolotti in braccio, ballerine, musica, flashmob, video condivisi su Facebook con l’hashtag #sentinelleasfaltate, manifesta allegria. La contromanifestazione organizzata per contrastare quella annunciata dalle «Sentinelle In Piedi», rete nazionale che si erge a difesa della famiglia tradizionale, quella composta da un uomo e una donna, e che protesta per chiedere il ritiro del ddl Cirinnà, è stata partecipatissima.
E Peppe Maiello, componente della commissione Pari Opportunità di Somma Vesuviana, primo a indignarsi per l’annunciata manifestazione delle Sentinelle che avrebbero dovuto essere in tante, in piedi, in silenzio e con in mano un libro, scomoda Malcom X, attivista pro diritti umani, per commentare: «Nessuno può darti la libertà. Nessuno può darti l’uguaglianza o la giustizia o qualsiasi altra cosa. Se sei un uomo te le prendi». E aggiunge: «Loro in piazza per reprimere, noi per evolvere».
Con lui, in tanti.
Insomma, dai resoconti, parrebbe una vittoria facile di un’idea su un’altra. Il fatto è che però Francesco Di Sarno, referente delle Sentinelle In Piedi per il vesuviano, precisa: «Ma oggi la manifestazione non si è tenuta perché avevamo chiesto l’autorizzazione per occupare il suolo pubblico soltanto l’altro ieri e non tre giorni prima come è prassi, quindi non ce l’hanno concessa. Perciò abbiamo avvisato tutti coloro che avevano confermato e rimandato il tutto». Però una decina di sentinelle, con tanto di libri in mano c’era… «C’ero io e c’erano pochi altri, siamo andati giusto per un segno, ma la manifestazione così come l’avevamo pensata si farà, con tanto di autorizzazione».
E se a Di Sarno si chiede un commento sulla contromanifestazione, la risposta è stringata: «Non commento, io manifesto il mio pensiero e rispetto quello degli altri».
Il corteo ha sfilato per le vie di Napoli e ha raggiunto Piazza del Plebiscito, illuminata con i colori dell’arcobaleno.
Alcune migliaia di persone hanno sfilato ieri per le vie di Napoli a difesa dei diritti civili di lesbiche, gay, bisessuali e transgender nell’ambito delle manifestazioni previste oggi in tutta Italia. A guidare il corteo che è partito da Piazza Carità, il sindaco Luigi de Magistris. ”Ancora una volta Napoli sostiene i diritti delle famiglie arcobaleno – ha detto – ora tocca al Parlamento avere il coraggio di approvare la legge sulle Unioni civili”. Il corteo ha raggiunto Piazza del Plebiscito illuminata con i colori dell’arcobaleno. ”Sono i colori della liberta’ – ha affermato il sindaco intervenendo in piazza – se ci piace potremmo mantenerli così a lungo”. Tra i partecipanti anche Antonio Bassolino, candidato alle primarie del centrosinistra, le parlamentari Pd Anna Maria Carloni e Valeria Valente, il consigliere regionale Francesco Borrelli.
fonte foto: ansa.it
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