I due avevano ricavato in cantina un nascondiglio al quale si accedeva attraverso una botola a scorrimento. I militari hanno invenuto e sequestrato mitragliatore da guerra carico, cocaina, marijuana, sostanze da taglio e materiale per il confezionamento in dosi.
Un fucile mitragliatore da guerra carico, cocaina, marijuana, sostanze da taglio e materiale per il confezionamento in dosi: è quanto è stato ritrovato dai carabinieri di Torre Annunziata, all’interno di un nascondiglio, al quale si accedeva attraverso una botola a scorrimento, ricavato sotto la cantina da una coppia di coniugi. Marito e moglie sono ritenuti affiliati al clan Gionta.
La coppia, Antonio Improta, 53enne, e Maria Paduano, 55enne, sono finiti in manette per detenzione di arma da guerra e munizioni, detenzione a fini di spaccio di stupefacenti e furto aggravato.
dopo prolungati servizi di osservazione i militari dell’arma hanno fatto irruzione nella cantina in uso ai coniugi , scoprendo che sul pavimento della stessa era stata ricavata una botola a scorrimento attraverso la quale si accedeva a un locale sottostante…
Nel corso della perquisizione è stato inoltre accertato con il supporto di personale dell’enel che l’abitazione dei coniugi era stata allacciata abusivamente alla rete elettrica pubblica.
Gli arrestati sono stati tradotti a Poggioreale e Pozzuoli.
Le indagini del corpo Forestale dello Stato hanno portato all’identificazione di cinque persone che svolgevano gare di motocross nella riserva della Foresta Naturale Regionale di Roccarainola, creando un dissesto naturalistico con la distruzione di specie arboree.
Il Corpo Forestale dello Stato – Comando Provinciale C.F.S. Napoli in collaborazione con il C.T.A Vesuvio, dopo un periodo di indagini e appostamenti, nella Foresta Naturale Integrale Regionale di Roccarainola, parte del Parco Naturale Regionale del Partenio, hanno identificato, cinque persone, le quali svolgevano gare di motocross nella suddetta riserva, creando un dissesto naturalistico con la distruzione di specie arboree. Prontamente la P.G. operante, ha denunciato cinque persone all’A.G. di Caserta per introduzione abusiva nella Riserva e deturpamento di bellezze naturali. La foresta di Roccarainola, parte del Parco Naturale Regionale del Partenio, si sviluppa su una superficie totale di circa 950 ettari ed è la più grande delle foreste regionali ed è il punto d’incontro tra le province di Napoli, Avellino, Caserta, Benevento e crocevia di tutte le formazioni vegetali presenti in Campania ed è soggetta ad indagini continue da parte del Corpo Forestale dello Stato per debellare il fenomeno sia del motocross che del bracconaggio.
(Fonte foto: Rete internet)
Si terrà giovedì 28 gennaio alle 17,30, nell’aula consiliare “Pasquale Cappuccio” del Comune di Ottaviano, la presentazione del libro “La buona legge di Mariasole, edito da E/O e scritto da Luigi Romolo Carrino.
L’evento rientra nell’iniziativa “Incontri con l’autore”, promossa dall’assessorato alla cultura del Comune di Ottaviano, retto da Marilina Perna: ogni ultimo giovedì del mese verrà presentato un libro nella sala consiliare del Comune.
Il libro di Carrino è un thriller che mette al centro della trama una figura femminile carismatica, che vive sulla propria pelle un tormento infinito e che finirà per fare delle scelte terribili ma inevitabili.
Luigi Romolo Carrino (napoletano, classe 1968) con una scrittura fluida, inesorabile ma vera regala ai lettori uno spaccato di Napoli di cui tutti sanno e sparlano, ma che nessuno davvero conosce così a fondo. Fra le sue opere ricordiamo i romanzi Acqua Storta (Meridiano Zero, 2008) e Pozzoromolo (Meridiano Zero 2009, selezionato nel 2011 per il Premio Strega), Esercizi sulla madre (Perdisa Pop 2012, selezionato nel 2013 per il Premio Strega).
A dialogare con l’autore sarà il professor Gerardo Santella.
Dopo aver incantato tantissimi spettatori da settembre ad oggi nel Museo del Sottosuolo, “L’Inferno di Dante” di Domenico Maria Corrado e prodotto dalla Tappeto Volante, torna ad emozionare il suo pubblico in questo luogo magico, 25 metri al di sotto di Napoli.
Basato sulla Prima Cantica dell’Opera di Dante Alighieri, racconta il viaggio del Sommo Poeta tra i dieci cerchi dell’Inferno alla ricerca dell’Amore. Un susseguirsi di incontri con i personaggi straordinari del regno delle anime dannate in una cornice che non potrete dimenticare.
L’obiettivo è far vivere il luogo che ospita lo spettacolo e aumentare ancora il coinvolgimento dello spettatore. “L’inferno di Dante” nel Museo del Sottosuolo si realizza in tre momenti, ognuno dei quali vedrà protagonista una sala differente del Museo che si sviluppa per circa 3000 mq a 25 metri sotto piazza Cavour, nel cuore della Città, a pochi metri dal Museo Archeologico Nazionale.
Nella prima Sala chiamata “Sala Bianca”, dedicata alla prematuramente scomparsa primogenita di Clemente Esposito, padre della speleologia urbana a Napoli e proprietario dei locali in superficie il pubblico incontra Il Sommo Poeta, che in compagnia di Virgilio, che lo libera dalla Lupa dalla Lonza e dal Leone, inizia il suo viaggio, superando l’ira di Caron Dimonio dagli occhi di bragia, ascolterà la voce suadente e innamorata di Beatrice nella sua invocazione, affinché l’autore dell’Eneide aiuti il suo “amico e non de la ventura” nella “diserta piaggia” sfiderà le grida di “Minosse” e si emozionerà alle parole di “Francesca da Polenta” che abbracciata al suo “Paolo” invocherà la “Caina per chi a vita la spense”. Nella seconda Sala, Sala intitolata a Michele Quaranta, detta “delle riggiole”, il Pubblico vedrà ed udrà come Cerbero prima e Pluto il Dio della ricchezza poi, tenteranno invano di avversare il cammino del Poeta e della Sua Guida, e nemmeno le Furie: Megera, Aletto e Tesifon, benché invochino la Medusa potranno bloccare il passaggio alla Città di Dite. Infine Farinata degli Uberti e Cavalcante Cavalcanti usciranno dalle Loro “archie infuocate” per conoscere il viandante Fiorentino, mentre l’albero di Pruno che imprigiona Pier delle Vigne, poeta alla corte di Federico II di Svevia e intimo consigliere dell’imperatore, pregherà il Sommo Poeta che “nel mondo riede, di confortar la memoria mia, che giace ancor del colpo che ’nvidia le diede”.
Nella terza ultima sala dedicata a Lucio Bartoli, detta “della guerra” Dante, Virgilio e il Pubblico incontreranno gli ultimi tre personaggi provenienti da tempi e da epoche precedenti: Ulisse, del celebre “fatti non foste a viver come Bruti ma per seguir virtute e conoscenza” il Conte Ugolino che piange la sua disperazione e Lucifero, il Male Assoluto, rappresentato in un modo da far riflettere chi lo incontra.
E quindi “uscimmo a riveder le stelle”.
La colonna sonora originale, scritta per lo spettacolo, è di Enzo Gragnaniello, le coreografie di Monica Caruso, i costumi di Federica Amato e le maschere di Luca Arcamone, le luci e effetti speciali sono stati creati da Franco Polichetti. Eccezionale è il cast artistico che vede in scena Salvatore Mazza, Enzo Varone, Ciro Zangaro, Francesco Merlino, Simona Fasano, Rodolfo Medina e molti altri interpreti e ballerini. La regia è di Domenico M. Corrado.
INFERNO DI DANTE NEL MUSEO DEL SOTTOSUOLOTappeto Volante di Domenico M. Corrado presenta:
L’inferno di Dante nel Museo del Sottosuolo di Napoli
Personaggi e Interpreti (In ordine di apparizione): Monica Caruso; Mario Guadagno; Anna Edipio; Emilio Caruso; Maria Giusy Bucciante; Giancarlo Grosso; Diletta Acanfora; Vincenzo Veneruso; Federica Cannavo; Salvatore Mazza; Enzo Varone; Ciro Zangaro; Federica Cannavo; Francesco Merlino; Rodolfo Medina; Il Genere Umano.
Musica: Enzo Gragnaniello
Disegno Luci: Franco Polichetti
Elementi scenici: Mario Paolucci
Video: Giada De Gregorio
Costumi: Federica Amato
Maschere: Luca Arcamone
Coreografie: Monica Caruso
Grafica: Ciro Cozzolino
Ufficio stampa: Emma Di Lorenzo
Foto: Luigi Maffettone
Direzione Museo: Luca Cuttitta
Direzione tecnica: Franco Polichetti
Direzione di scena: Mario Paolucci
Segreteria: Laura Alfano
Produzione esecutiva e amministrazione: Adelaide Oliano
Adattamento e regia: Domenico M. Corrado
Date e orari:martedì 27 gennaio ore 9.15 – 10 – 11.30 – 12.45sabato 30 gennaio ore 19 – 20.15 – 21.30domenica 31 gennaio ore 11ALTRI APPUNTAMENTO AL MUSEO DEL SOTTOSUOLO:Visita guidata dal Munaciello:
Torna la visita guidata al Museo del Sottosuolo con la guida soprannaturale del Munaciello.
Date e orari:
venerdì 29 gennaio dalle 10 alle 17
sabato 30 gennaio dalle 10 alle ore 17
domenica 31 gennaio ore 15 – 16 e 17
Non ci sarebbero ancora atti ufficiali ma indiscrezioni raccontano di medici trasferiti, esposti ai carabinieri contro l’allocazione del servizio in locali della scuola e, soprattutto, dell’avvento di un’ambulanza di tipo B – senza medici – che non potrà intervenire per codici rossi.
Un’ambulanza del servizio 118 continuerà a servire il territorio di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana, ma a bordo non ci saranno medici bensì solo un infermiere. E un autista, naturalmente. La «demedicalizzazione» del servizio sul territorio sembra l’ultimo atto di uno smembramento giustificato con la spending review e la dismissione dei fitti passivi, dopo il trasferimento in comuni limitrofi del servizio veterinario e della farmacia interdistrettuale (a Cercola), della Prevenzione Collettiva (a Pomigliano d’Arco), insomma di tutti i servizi dell’Asl Na 3 Sud che c’erano fino a poco tempo or sono nell’immobile di via Madonna dell’Arco. In tutto ciò a pagarne le spese sono i cittadini e così sarà, presumibilmente anche per il 118. Sembrava fosse tutto risolto, c’è infatti una convenzione stipulata tra il Comune di Sant’Anastasia, l’Asl e la scuola «Elsa Morante» perché proprio in locali di quest’ultima struttura si dovrebbe spostare, da lunedì 1 febbraio, il servizio 118. Ossia il servizio che nel solo 2015 ha compiuto duemila interventi sul territorio di Sant’Anastasia. Se così fosse, se fossero confermate cioè le indiscrezioni (al momento non ci sarebbe alcun atto ufficiale, nessun documento ma solo comunicazioni verbali) avere un ambulanza sul territorio servirebbe a poco, anzi a pochissimo. Perché un’ambulanza senza medici, ossia di tipo «B», può intervenire per i soli codici verdi. Un esempio pratico: se un cittadino ha una colica addominale e non è in pericolo di vita, nulla quaestio. Se invece l’emergenza per cui un utente decide di far ricorso al 118 fosse classificabile come codice giallo o codice rosso (pericolo di vita) non solo l’ambulanza che si vuole allocare nei locali della “Elsa Morante” non potrebbe trasportare il paziente, ma nemmeno intervenire. Ma c’è di più e riguarda il luogo fisico dove il servizio sarà allocato, ossia la scuola Morante. Locali che il sindaco Lello Abete individuò dopo aver appreso la notizia che anche il 118 stava per migrare, nello specifico a Pollena Trocchia. Il 20 novembre 2014, una lettera firmata dal direttore generale Asl, Maurizio D’Amora – rispondendo ad un’istanza a firma dei consiglieri di opposizione Pd, Coccia, De Simone, Maiello e alla segretaria del partito Grazia Tatarella – mise nero su bianco che se il Comune di Sant’Anastasia avesse messo a disposizione, gratuitamente, un immobile idoneo, l’Asl avrebbe preso in considerazione la possibilità di lasciare alcuni servizi. E così è stato, nel caso del 118. Il problema è però proprio l’immobile, considerato idoneo dall’Asl e oggetto di convenzione tra Comune, Azienda Sanitaria e scuola. Situazione che sarebbe oggetto anche di un esposto ai carabinieri a firma di alcuni medici. Un’ambulanza che parte a velocità sostenuta, in un luogo frequentato normalmente da bambini di scuola elementare, la stessa ambulanza che contiene eventualmente rifiuti speciali ed organici, dal sangue alle urine, senza contare i materiali sanitari, che siano aghi o altro. Intanto i lavori alla Morante sono stati fatti, dal 1 febbraio dovrebbe essere effettivo il totale smembramento della ormai quasi ex struttura Asl di via Arco e il personale medico sarebbe in odore di trasferimento. Sull’ambulanza, di medici, non ve ne saranno. «Che quei locali siano idonei lo dice la convenzione – commenta il sindaco Abete – ma se davvero c’è l’intenzione di ridurre il servizio con un’ambulanza senza medici a bordo sarebbero i cittadini del territorio a pagarne il conto, se ci sarà da fare una battaglia in merito noi non ci tireremo certo indietro». «Aspettiamo di vedere come sarà la struttura a lavori terminati – dice il consigliere Raffaele Coccia (Pd) – se come dicono sarà attrezzato un parcheggio inaccessibile ai bambini, i rischi si ridurrebbero, fatto sta che la battaglia doveva essere fatta prima, per non far andare via nessun servizio. A quel che ci risulta l’amministrazione comunale di Sant’Anastasia non ne ha nemmeno chiesto di compensativi».
Ignobile messaggio diffamatorio a don Peppino Gambardella e al vicepresidente della Camera.
Hanno speso un bel po’ di soldi in tipografia per realizzare e quindi affiggere in tutta la città delle fabbriche un manifesto anonimo sospeso tra la diffamazione e un fallace sarcasmo. Manifesto che riporta il titolo di una sedicente testata non registrata la cui gerenza è sconosciuta a tutti, anche al tribunale di Nola. Nell’ignobile quanto vigliacco messaggio pseudo giornalistico si prendono di mira due personalità di Pomigliano, Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e leader nazionale del Movimento Cinque Stelle, e don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis, il “prete operaio “. Dal manifesto affisso dappertutto emerge una storiella fantasiosa, ovviamente senza né capo né coda, che vede un Di Maio uscito a pezzi dalla vicenda di Quarto nascondersi sotto l’amichevole tonaca del sacerdote, criticato per aver preso posizioni politiche ben precise negli ultimi anni, sia in favore della Fiom che del Movimento Cinque Stelle. Ma nell’attacco anonimo sono finiti anche Dario De Falco, amico di Di Maio e leader della locale opposizione pentastellata, e Valeria Ciarambino, consigliere regionale M5S, anche lei di Pomigliano.
Flop degli arresti per i roghi di rifiuti nella Terra dei Fuochi? “Tutto vero. Nel 2013 fu introdotto il reato per l’illegale combustione di rifiuti, con una pena detentiva, per arresto in flagranza, da 3 a 6 anni”.
A parlare è Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia, che spiega come “a pochissimi giorni da quella norma, dal Parlamento arrivò l’indiscrezione di evitare il sovraffollamento delle carceri”.
Un provvedimento che in qualche modo ha vanificato il reato per i roghi illeciti perché “la minaccia della pena non ha funzione deterrente. Non si riesce ad applicare in maniera efficace la legge”. “Gli arresti sono pochissimi e i processi ancora meno – afferma – chi appicca roghi, va oppure no in carcere? Con le attuali norme non ci andrà mai.
La condanna penale per questo reato è aleatoria”. “L’esigenza repressiva forte alla base di quella norma – conclude – è diversa da esigenza di svuotare le carceri”.
(Fonte foto: rete internet)
Le pressioni mediatiche e del comune hanno fatto sbloccare una situazione preoccupante.
Ha finalmente pagato gli stipendi La Gardenia srl, la ditta napoletana che ha intascato l’appalto da un milione di euro all’anno per lo spazzamento delle strade della cittadina vesuviana di Sant’Anastasia. ” Il bonifico è arrivato e i lavoratori possono respirare “, ha fatto sapere ieri sera Gennaro Croce, il sindacalista che sta seguendo la vicenda dei dieci operai dell’impresa di pulizie rimasti per due settimane senza salario. Lo sblocco degli stipendi ha anche determinato la contestuale revoca dello stato di agitazione dei lavoratori, che nel caso del mancato arrivo dei soldi entro questa settimana avrebbero proclamato lo sciopero. ” So che l’amministrazione comunale – aggiunge Croce – è molto arrabbiata con la ditta che non ha rispettato le regole dell’appalto relative alla regolarità del trattamento salariale, ditta che era già stata regolarmente pagata dall’ente per il servizio di spazzamento ma che stranamente non aveva provveduto alla regolare erogazione degli stipendi “.
Il boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Ciro Nuvoletta, fratello di Lorenzo Nuvoletta (capo della cosca avversaria), avvenuto il 10 giugno 1984.
La sentenza è stata emessa oggi dalla quarta sezione della Corte di Assise di Napoli. Zagaria è stato riconosciuto responsabile di essere uno degli esecutori del raid nella villa dei Nuvoletta a Poggio Vallesana, uno degli episodi della cruenta guerra che vide contrapposti i Casalesi, capeggiati all’epoca da Antonio Bardellino alleato con Carmine Alfieri, ai Nuvoletta.
Una guerra che nell’agosto dello stesso anno sfociò nella più sanguinosa strage della storia della Camorra (otto morti) a Torre Annunziata. Le indagini sul ruolo di Zagaria sono state riaperte in seguito alle rivelazioni del boss pentito Antonio Iovine, detto ‘o Ninno, al pool di magistrati della Dda di Napoli composto da Maresca, D’Alessio e Sirignano, coordinati dal procuratore aggiunto Borrelli.
(Fonte foto: rete internet)
Delusione ad Ercolano per il mancato titolo di capitale italiana della Cultura 2017 andato a Pistoia.
”Riuscire a coinvolgere una intera città intorno alla cultura – dice il sindaco Ciro Buonajuto – è già stata una enorme vittoria per noi. Il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura sarebbe stato un eccezionale trampolino, ma lo sviluppo culturale, sociale ed economico di Ercolano andrà avanti ugualmente e con ancora più determinazione. In questi mesi abbiamo raccolto tanto entusiasmo intorno alla cultura”.
“Sembrava una sfida impossibile – aggiunge – ma ora parte la nostra vera sfida: dobbiamo rimboccarci le maniche e creare un futuro a Ercolano che ruoti intorno al suo immenso patrimonio culturale. Saremo all’altezza della nostra storia millenaria.
Forza Ercolano, oggi ancora di più”.
Ad ottobre Ercolano, in gara per il titolo di capitale italiana della Cultura per il 2016, fu sconfitta a vantaggio di Mantova.
(Fonte foto: rete internet)
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