Bambolotti in braccio per dire sì alle adozioni gay, balli e flash mob, musica e cartelli: «Voi in piedi, noi in tutte le posizioni». Ma il referente vesuviano delle Sentinelle dice: «Manifestazione solo rimandata».
Bandiere e cartelli dell’Arcigay, bambolotti in braccio, ballerine, musica, flashmob, video condivisi su Facebook con l’hashtag #sentinelleasfaltate, manifesta allegria. La contromanifestazione organizzata per contrastare quella annunciata dalle «Sentinelle In Piedi», rete nazionale che si erge a difesa della famiglia tradizionale, quella composta da un uomo e una donna, e che protesta per chiedere il ritiro del ddl Cirinnà, è stata partecipatissima.
E Peppe Maiello, componente della commissione Pari Opportunità di Somma Vesuviana, primo a indignarsi per l’annunciata manifestazione delle Sentinelle che avrebbero dovuto essere in tante, in piedi, in silenzio e con in mano un libro, scomoda Malcom X, attivista pro diritti umani, per commentare: «Nessuno può darti la libertà. Nessuno può darti l’uguaglianza o la giustizia o qualsiasi altra cosa. Se sei un uomo te le prendi». E aggiunge: «Loro in piazza per reprimere, noi per evolvere».
Con lui, in tanti.
Insomma, dai resoconti, parrebbe una vittoria facile di un’idea su un’altra. Il fatto è che però Francesco Di Sarno, referente delle Sentinelle In Piedi per il vesuviano, precisa: «Ma oggi la manifestazione non si è tenuta perché avevamo chiesto l’autorizzazione per occupare il suolo pubblico soltanto l’altro ieri e non tre giorni prima come è prassi, quindi non ce l’hanno concessa. Perciò abbiamo avvisato tutti coloro che avevano confermato e rimandato il tutto». Però una decina di sentinelle, con tanto di libri in mano c’era… «C’ero io e c’erano pochi altri, siamo andati giusto per un segno, ma la manifestazione così come l’avevamo pensata si farà, con tanto di autorizzazione».
E se a Di Sarno si chiede un commento sulla contromanifestazione, la risposta è stringata: «Non commento, io manifesto il mio pensiero e rispetto quello degli altri».





