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Sant’Anastasia, alla conferenza degli ex alleati di Abete: «Finanziamento di via Arco perso? Errori sconfortanti degli uffici».

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Ciro Busiello (Alleanza per Sant’Anastasia): «Lavori realizzati in modo approssimativo e parziale che qualcuno – noi cittadini, precisamente – dovrà pagare».

Il cantiere per la riqualificazione dei marciapiedi di via Arco è fermo e ormai da giorni si disserta su un fatto che dovrebbe essere chiaro ma non lo è per nulla: per l’intera opera occorrono 800mila euro e i cittadini avrebbero tutto il diritto di sapere chi li pagherà. Il finanziamento c’è o no? No, è stato perso stando a quanto sostengono gli ex alleati di Abete. Sì, non è stato perso e si può ancora sistemare tutto e non ci sono stati errori degli uffici comunali, sostiene invece l’assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica, Stefano Prisco. Che aggiunge, in una recente intervista rilasciata a ilmediano.it: «In caso contrario si farà un mutuo».

Ciro Busiello
Ciro Busiello

Proprio i marciapiedi di via Arco sono stati punto focale della conferenza stampa convocata da Alleanza per Sant’Anastasia con gli interventi di Ciro Pavone, Armando Di Perna e Ciro Busiello. Ed è quest’ultimo a ricapitolare l’intera vicenda, i fatti accaduti, step per step.

«Il progetto – ricorda Busiello – risale all’amministrazione Esposito. All’epoca furono coinvolti una serie di giovani professionisti ai quali fu chiesto di partecipare attivamente alla progettazione. Gli architetti lavorarono, si prodigarono e iniziarono a collaborare con il Comune. Una volta trovati i fondi per il primo tratto di via Arco – da Lagno Maddalena sino all’angolo del Boschetto per la somma di 200mila euro – sono state firmate lettere di incarico ai tecnici che hanno redatto i progetti preliminari. Più tardi l’ex vicesindaco Di Perna riuscì a intercettare fondi, con l’accelerazione della spesa, per finanziare l’intera opera per l’ammontare di 800mila euro».

Dunque da Lagno Maddalena fino al Santuario di Madonna dell’Arco.  Il progetto era a questo punto interamente finanziato e si procedette alla variazione dello stesso.

«La nuova amministrazione a guida Abete – continua Busiello – ha pensato bene di appaltarlo, il 18 luglio 2015, affidando i lavori ad una ditta che offrì un ribasso del 36, 5 per cento. Ma i lavori, affinché il finanziamento fosse effettivamente erogato dalla Regione, dovevano terminare entro il 31 dicembre dello scorso anno. Realizzare un’opera di quella portata in pochi mesi era già difficile, dunque a settembre sollecitammo l’amministrazione chiedendo ragione dei ritardi e ci fu risposto che ci sarebbe stato tutto il tempo necessario, che non c’era alcun problema».

I lavori sono poi effettivamente iniziati, ma senza il giovane architetto che era stato in precedenza incaricato. «Questa è la prima anomalia – prosegue Busiello –  il tecnico incaricato viene estromesso con un colpo di mano dall’ufficio e non è coinvolto nella realizzazione dell’opera. Con una parcella ancora da pagare e senza che di fatto avesse completato il suo compito. L’architetto in questione ha fatto causa al Comune e sicuramente dovrà essere pagato».

Cantieri aperti, annunci di inizio lavoro in pompa magna e si arriva così al 31 dicembre 2015. «I lavori ovviamente a quella data sono realizzati soltanto parzialmente e per di più in maniera approssimativa. I marciapiedi non sono stati lasciati in sicurezza, hanno tolto il basolato antico che era presente sui cordoli sostituendolo con materiali di non uguale pregio e non si sa che fine abbiano fatto gli originali, accatastando materiale di risulta dinanzi ad una scuola elementare e rimuovendo i rifiuti speciali soltanto dopo settimane di nostre proteste e sollecitazioni».

La vera questione si apre però nel momento in cui il Comune di Sant’Anastasia sollecita alla Regione l’erogazione della prima tranche del finanziamento, richiede cioè il primo stato di avanzamento dei lavori. «I dirigenti regionali rispondono che il finanziamento di fatto non esiste perché non erano stati fatti adempimenti importanti e che quindi Sant’Anastasia era esclusa. Perciò non solo il finanziamento è perso, ma peggio: non è mai stato fatto il decreto. Un errore sconfortante e paradossale. Intanto però il tecnico deve essere pagato perché ha un incarico scritto e firmato, la ditta ha lavorato e deve essere pagata, il nostro assessore ai Lavori Pubblici dice intanto che riuscirà a risolvere la questione: noi lo speriamo, ma ad oggi i lavori sono ancora fermi e i marciapiedi non sono in sicurezza».

Ammesso che il finanziamento sia perso davvero, l’assessore Prisco ha ventilato l’ipotesi di un mutuo da contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti. «I soldi costano, lo sappiamo tutti. Per ottenere 600mila euro la comunità anastasiana dovrà sborsarne in questo caso 800mila – dice Busiello – senza contare i tempi tecnici e la propedeutica approvazione del bilancio, passerebbero mesi e mesi. Intanto il cantiere sta lì».

 

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