La manutenzione della cappa: come e quando pulire i filtri

Prima di parlare della manutenzione della cappa da cucina è necessario aprire una parentesi: la cappa in cucina è obbligatoria? Secondo la normativa italiana la cappa è obbligatoria solo per i piani cottura a gas, non lo è, invece, per i piani elettrici o a induzione, per i quali, però, è fortemente consigliata dai professionisti. La cottura a induzione, infatti, produce maggiore condensa rispetto ai piani a gas. Questo fa sì che in casa si crei e si accumuli molta umidità che, se non viene asciugata, alla lunga potrebbe danneggiare mobili o creare muffe. L’assenza della cappa in questo caso fa sì tutto si depositi sulle superfici circostanti.

La manutenzione della cappa da cucina

Ma veniamo al focus di questo articolo: per mantenere efficiente una cappa aspirante da cucina, è fondamentale effettuare una manutenzione regolare dei filtri. Spesso trascurata, la pulizia della cappa contribuisce a garantire un ambiente salubre in tutta la casa, limita gli odori e garantisce lunga vita all’elettrodomestico. Ecco come procedere, a seconda del tipo di filtro.

Pulizia dei filtri metallici antigrasso

I filtri anti-grasso sono solitamente realizzati in alluminio o acciaio e sono presenti sia nelle cappe aspiranti sia in quelle filtranti. La funzione principale di questi filtri è trattenere il grasso prodotto durante la cottura, evitando che raggiunga il motore o i condotti di aspirazione. Con l’uso, questi filtri tendono a intasarsi, compromettendo l’efficacia della cappa e causando un aumento del consumo energetico. Per ovviare al problema, il consiglio è quello di pulirli ogni 2-3 settimane, in proporzione all’utilizzo.

Come effettuare la pulizia?

Questi filtri possono essere lavati a mano, immergendo i filtri in acqua molto calda con un detergente sgrassante delicato. Dopo un ammollo di circa 15 minuti si può passare al lavaggio vero e proprio con una spugna morbida. Al termine, risciacquare con cura. In alternativa è possibile lavarli in lavastoviglie, posizionandoli in verticale per un lavaggio uniforme. Da evitare, però, sono i cicli troppo aggressivi o alte temperature, potrebbero deformare il metallo. Prima di essere reinstallati nella cappa è importante assicurarsi che i filtri siano completamente asciutti.

Sostituzione dei filtri a carboni attivi

Le cappe filtranti, che non buttano l’aria verso l’esterno ma la riciclano rimettendola in circolo, utilizzano filtri a carboni attivi per eliminare odori e impurità. Questi filtri non sono lavabili, pertanto devono essere sostituiti con regolarità per evitare malfunzionamenti. L’indicazione generica è di procedere alla sostituzione ogni 3-4 mesi, ma molto dipende da quanto spesso viene usata la cappa. Alcune cappe moderne sono dotate di spie o avvisi digitali che segnalano quando i filtri devono essere sostituiti, seguendo i seguenti passaggi:
  1. Spegnere la cappa e scollegarla dalla corrente.
  2. Rimuovere i filtri antigrasso per raggiungere quelli a carboni attivi.
  3. Estrarre i filtri esausti e sostituirli.
  4. Rimontare i filtri metallici e riavviare l’elettrodomestico.
L’uso di filtri originali o compatibili raccomandati dal produttore è un’accortezza utile per non compromettere la performance della cappa.

La manutenzione fa la differenza

Una cappa aspirante da cucina ben mantenuta vuol dire aria più pulita, efficienza e risparmio energetico. Inoltre, una corretta igiene dei filtri previene la formazione di batteri, muffe e incrostazioni, che col tempo diventano difficili da rimuovere. Inserire la manutenzione della cappa nella routine casalinga porterà via pochi minuti ogni mese ma garantirà una cucina funzionale e accogliente.

Smascherato l’autore del furto nel plesso ex Salesiane di Pomigliano d’Arco

Non è la prima volta che a Pomigliano d’Arco, e in particolare presso l’Istituto Comprensivo Sulmona-Catullo-Salesiane, si verifica un episodio di furto. Questa volta, però, grazie a un lavoro congiunto di indagini, il colpevole è stato individuato e fermato.

Le forze dell’ordine, avvalendosi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, delle testimonianze raccolte e di un’accurata attività investigativa, sono riuscite a risalire all’autore del colpo, che ha causato un danno complessivo stimato in circa 30mila euro.

Il bottino era costituito principalmente da infissi in alluminio e da altri materiali sottratti, con conseguenti danni significativi agli ambienti scolastici. Parte della refurtiva è stata rinvenuta in un deposito situato a Casalnuovo di Napoli, dove era stata nascosta in attesa di essere rivenduta.

Il responsabile presumibilmente è un uomo di 40 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali. Sebbene sia stato possibile recuperare solo una parte degli oggetti trafugati, le indagini proseguono per individuare eventuali complici e rintracciare il resto della refurtiva.

Vandali distruggono scuole anche quando sono chiuse: raid a Sant’Anastasia

Nella giornata di oggi 13 agosto, presso il Plesso Boschetto della scuola I.C. Leonardo Da Vinci di Sant’Anastasia, si è compiuto l’ennesimo caso di vandalismo estivo nelle scuole

Sempre più spesso le scuole, specialmente nel periodo estivo, vengono prese di mira e subiscono atti di vandalismo e furti.

Oggi è stata la volta dell’istituto I.C Leonardo Da Vinci a Sant’Anastasia, in particolare presso il Plesso Boschetto.

A dare la notizia è stato il Dirigente Scolastico Pasquale D’Avino tramite la pagina facebook dell’istituto, con parole di rammarico e di frustrazione.

“Alla Comunità Scolastica

Oggi 13 Agosto 2025 il Plesso Boschetto della nostra scuola – I.C. Leonardo da Vinci di Sant’Anastasia (NA) – è stato oggetto dell’ennesimo atto di vandalismo e furto, che ha comportato la devastazione totale degli ambienti.

Mi era già capitato, purtroppo, durante la mia carriera scolastica, di vedere danneggiata la scuola per furto a mano di disonesti, ma credo sia la prima volta che mi ritrovo a dover assistere, incredulo, ad un atto di brutale violenza gratuita e ad un tale scempio perpetrato ai danni di un presidio educativo tanto importante quale è la scuola.

Non si tratta di violenza solo alle cose ma di violenza disumana contro gli uomini stessi, perpetrata con aggressività e crudeltà contro l’intera comunità. Perché la scuola – dovrebbe essere chiaro a tutti – non è semplicemente un luogo educativo e di apprendimento, ma è un bene della intera comunità, e non solo degli alunni o dei docenti e di quanti altri, ogni giorno, vivono quelle aule, oggi, completamente annientate dalla prepotenza e dalla brutalità di chi probabilmente non ha un minimo di senso civico.   

Ignoti, forzando gli accessi ed introducendosi furtivamente, hanno devastato la struttura distruggendo l’impianto di allarme, il distributore dell’acqua con conseguente allagamento della scuola, l’impianto wi-fi, il mobilio, le suppellettili e quant’altro presente. Hanno divelto porte e finestre, sottratto monitor touch, stampanti, e forno per la lavorazione della ceramica. Tutti gli episodi sono stati puntualmente denunciati alle Forze dell’Ordine ed è stato richiesto al Sindaco un intervento straordinario di ripristino e messa in sicurezza dell’edificio con l’apposizione di grate, telecamere di sorveglianza e sistema di antifurto.

La vandalizzazione della nostra scuola è un atto inaccettabile e deplorevole. Come Dirigente scolastico, condanno fermamente questo comportamento che danneggia la nostra comunità ed il nostro ambiente di apprendimento. E’ inaccettabile e vergognoso che un gruppo di vigliacchi arrechi danni ad aule e sottragga dispositivi e strumenti dedicati agli alunni, acquistati con tanti sacrifici, visto le scarse risorse economiche attribuite alle scuole.

Ma quello che sconcerta di più è il fatto che, nonostante le segnalazioni effettuate, non si riesca ad impedire che questi delinquenti continuino praticamente indisturbati ad accedere ai locali della scuola.

Confidiamo nel lavoro delle Forze dell’Ordine, affinchè assicurino alla Giustizia questa specie di individui. Noi non rimaniano inermi, ma lavoreremo per assicurare ai nostri alunni ambienti didattici e strumenti per la ripresa dell’attività scolastica.

                                                                                                           Il Dirigente Scolastico

                                                                                              Dott. Pasquale D’Avino”

L’indignazione del web per questo atto vandalico non è tardata ad arrivare; in particolare, in merito alla questione si è espresso, sempre tramite un post su Facebook, il Consigliere Peppe Maiello esprimendo massima solidarietà al Dirigente Scolastico D’Avino ma anche tanta rabbia e dispiacere, promettendo di dare il proprio contributo affinché la scuola ritorni al suo massimo splendore.

L’ombra della malavita sul maxi incendio del Vesuvio: il punto del presidente De Luca

Il Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, durante un’intervista a Metropolis, ha spiegato quali sono state le operazioni per contrastare l’incendio e in quale direzione si sta ora dirigendo il lavoro

Fulcro dell’intervista è stato l’incendio divampato nel Parco Nazionale del Vesuvio l’8 agosto scorso che ha devastato un’area di circa 500 ettari.

Per prima cosa Raffaele De Luca rassicura dicendo che l’incendio è stato domato e che continua l’intervento dei mezzi aerei per spegnere qualche eventuale piccolo focolaio rimanente, si può quindi tirare un sospiro di sollievo.

Fondamentale è ora il lavoro da terra per spegnere il fuoco, quindi l’attività di bonifica. A terra troviamo 300 unità impegnate in questa attività.

Successivamente passa a parlare di quanto fosse grande l’area interessata dall’incendio: “L’area interessata – continua il presidente – è di circa 500 ettari. Non di area completamente devastata perché questo incendio, come ho potuto verificare con il DOSS e i miei collaboratori, è stato un incendio violento”.

Due sono le procure a lavoro per questo incendio, quella di Nola e quella di Torre Annunziata e, dato come si sono propagate le fiamme, da punti differenti, si pensa a un incendio di tipo doloso.

Il Presidente del Parco non esclude nessuna possibilità ma si affida alle indagini ed è fiducioso che ben presto escano i nomi dei responsabili di questa tragedia.

Ipotesi su ciò che è accaduto non ce ne sono ma, dato che negli ultimi tempi il Parco è impegnato con azioni di legalità sul territorio, grazie anche a un protocollo d’intesa per l’abusivismo edilizio e conseguente demolizione stipulato con quattro procure (Torre Annunziata, Nola, Napoli e Procura generale della Corte d’appello), tutte le possibilità sono aperte.

Punto importante dell’intervista è quello dedicato alla criminalità infatti Raffaele De Luca dice che non è da escludere una causa di tipo criminale dato che tanti possono essere gli interessi rispetto all’incendio.

Si è poi parlato di fondi e prevenzione citando le parole del Prefetto: “I soldi ci sono, poi bisogna vedere come si spendono”.

A queste parole il Presidente ha risposto parlando dei piani antincendio e quelli della gestione forestale redatti dal Parco. “Le autorità competenti si occupano di metterli in esecuzione” specifica.

C’è grande attenzione per la manutenzione e prevenzione del Parco, soprattutto con un piano annuale di prevenzione della rete sentieristica e i finanziando i progetti per il sistema di video sorveglianza. In estate ci sono anche due postazioni fisse dei vigili del fuoco.

Grande sfiducia c’è da parte della popolazione in quanto su 50.000 incendi registrati in un anno in Italia, vengono registrati solo poche decine di arresti. Indignazione c’è per l’incendio del 2017 dove è stata arrestata una sola persona.

A tutto questo Raffaele De Luca non trova spiegazione e spiega che lui crede nell’investimento nelle scuole e nei giovani. Infatti, l’Ente investe per andare nelle scuole e raccontare quelle che solo le finalità del Parco.

Ritornando all’incendio, il Presidente ha rivissuto i momenti difficili degli ultimi 5 giorni: “Soni stati giorni di grande preoccupazione, ma anche di grande lavoro. Sono intervenuti da tutta Italia la mobilitazione nazionale”.

Importante è stata la presenza e la vicinanza dimostrata dalle istituzioni grazie alla Protezione Civile Nazionale e all’Esercito che sono intervenuti per prestare soccorso.

È stato anche organizzato un tavolo di prefettura permanente e in più il Prefetto di Napoli è andato due volte sul posto dell’incendio, a Terzigno.

Indubbiamente il Vesuvio ha ora un aspetto diverso, ma in particolare c’è la domanda se c’è l’intenzione di chiedere aiuti strutturali e ristori per la natura e per chi ha perso tutto.

A questo il Presidente ha risposto prontamente dicendo che i danni non sono ancora quantificabili ma che per fortuna l’incendio ha lambrito solo in maniera marginale i vigneti e quindi le aziende agricole del territorio.

“Il danno maggiore – precisa – è stato la nostra macchia mediterranea, perché ha bruciato tanto della nostra biodiversità. Occorreranno anni per ricostruirla ma siamo già pronti a ricominciare con fondi che abbiamo già a disposizione.”

Di certo non sono mancati danni al turismo. “Il Vesuvio è tra i siti naturalistici più visitati al mondo, abbiamo rilanciato il turismo sostenibile, ora dobbiamo ricominciare” aggiunge Raffaele De Luca.

Questa è l’estate della celebrazione dei 30 anni dalla fondazione del Parco, di certo non andata come previsto. A questo risponde: “Abbiamo affrontato e vinto tante sfide, lo faremo anche stavolta”.

Autoanalisi c’è stata da parte del Presidente che afferma che si può fare sempre di meglio e che si verificherà nei prossimi giorni se c’è responsabilità anche da parte delle istituzioni.

Per concludere si è parlato della successiva emergenza, quella idrogeologica. Infatti, le pinete bruciate alimenteranno possibili frane sul Vesuvio.

“Il rischio è elevato in una zona devastata dalle fiamme e già altamente a rischio. Appena si è concluso il discorso dello spegnimento delle fiamme ci attiveremo con interventi di ingegneria naturalistica ove possibile per contrastare questo fenomeno” conclude Raffaele De Luca.

Fonte intervista Metropolis

Caro-estate italiana, prezzi alle stelle per ombrelloni e alloggi

I prezzi per un’estate italiana sono schizzati alle stelle, con un aumento del 17% per lettini e ombrelloni e del 50% per gli alloggi

L’estate è la stagione preferita di tantissime persone ed è perfetta per passarla fuori casa, magari al mare.

Ma a quanto pare sempre più persone non possono permettersi di vivere una perfetta estate italiana per il caro prezzi che ha coinvolto tutta la penisola.

Tra lidi con prezzi esorbitanti e spiagge libere stracolme di gente, le persone non sono più disposte a pagare per godersi una giornata di mare, che tutto sarebbe tranne che un momento all’insegna del relax.

Secondo un bilancio effettuato da Assobalneari, gli stabilimenti hanno perso il 20-30% dei villeggianti rispetto allo scorso anno.

A questa stima si aggiungono quella del Codacons e di Altroconsumo, che segnalano aumenti generalizzati (+5% per lettini e ombrelloni e +10% per pedalò e canoe) che vanno a sommersi ai rincari degli anni precedenti, giustificati prima con il Covid e poi con l’aumento delle bollette.

A livello nazionale Federconsumatori ha stimato un costo medio di 35,74€ per un ombrellone e due lettini, prezzo salito del 6% rispetto al 2024.

Questo caro-estate coinvolge tutta la penisola, da nord a sud. Si parte dal Veneto, tra Jesolo e Caorle, dove per attirare i turisti vengono utilizzati slogan da sconti da supermercato, del tipo “prendi 3 paghi 2”.

Sul Lago di Como il turismo è sempre presente nonostante i rincari, infatti i prezzi a persona per una giornata in strutture come il Lido di Cernobbio vanno dai 25 ai 30€.

In Liguria troviamo una soluzione low cost a pochi passi dai lidi di lusso di Dior e Dolce e Gabbana, la spiaggia libera di Paraggi, ma il conto salato spetta a chi decide di arrivare in auto. Il parcheggio può arrivare a costare fino a 70€.

Sulla Riviera romagnola c’è aria di crisi tra prezzi da capogiro e scioperi e proteste dei bagnini. Infatti, c’è in atto uno sciopero contro una nuova ordinanza che prevede un solo bagnino ogni 300 mt.

Al sud la situazione non è da meno, l’estate sembra diventata un lusso e non più un momento di meritato riposo.

In Puglia, in particolare nei lidi, la frisa (cibo gettonato della regione) può arrivare a costare fino a 17€. Al Togo Bay di Gallipoli due lettini e un ombrellone arrivano a 100€. Persino la vita notturna è diventata cara: una settimana nei locali può arrivare a costare fino a 150€.

A Napoli c’è sempre un’alternativa per chi non può permettersi 100€ al giorno tra lettini, ombrellone e cibo. E questa è “Mappatella Beach”, zona dove “la sabbia è di tutti e non si paga”, dicono i bagnanti abituali.

La Sicilia è contenuta nel rincaro dei prezzi, con “solo” il 6% in più ai prezzi degli anni precedenti. Picchi più alti li troviamo a Ustica, dove si arriva anche a 44€ al giorno; oppure a Taormina dove nei lidi più esclusivi si può arrivare ad un massimo di 150€.

In Sardegna Adiconsum ha denunciato l’aumento dei costi per parcheggi, docce, snack e lettini, trasformando un piacere per tutti in un lusso per pochi. Al Poetto di Cagliari una famiglia può costare fino a 100€ al giorno.

Acerra: ricercato si nasconde dentro l’armadio per sfuggire alla polizia

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Acerra: scoperto con un documento falso e destinatario di un provvedimento di espulsione. Arrestato dalla Polizia di Stato. Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 29enne albanese, con precedenti di polizia, per possesso e la fabbricazione di documenti di identificazione falsi e resistenza a Pubblico Ufficiale. In particolare, gli agenti del Commissariato di Acerra, della Squadra Mobile e delle UOPI (Unità Operative Pronto Intervento), durante i servizi all’uopo predisposti, hanno effettuato un controllo all’interno di un’abitazione ad Acerra dove hanno trovato il prevenuto nascosto all’interno di un armadio; vistosi scoperto, l’uomo ha tentato la fuga finchè, con non poche difficoltà e dopo una colluttazione, non è stato bloccato dagli operatori. A seguito degli accertamenti esperiti, a carico del soggetto è emerso un ordine di revoca della misura alternativa alla detenzione e un ordine di espulsione dal territorio nazionale, immediatamente eseguito dai poliziotti. Inoltre, l’uomo è stato trovato in possesso di un documento di identificazione palesemente contraffatto. Per tali motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.

Boscoreale, carabinieri sequestrano un quintale di cozze venduto in strada: ambulanti nel mirino

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Boscoreale: Alimenti pericolosi e nocivi. Nella lente dei controlli dei carabinieri i venditori abusivi ambulanti Controlli a tappeto nell’area sud di Napoli da parte dei Carabinieri impegnati nella tutela della salute del consumatore. A Boscoreale i carabinieri della locale stazione hanno passato a setaccio strade, incroci e marciapiedi per scovare venditori ambulanti abusivi. Durante le operazioni i militari hanno individuato e denunciato 5 persone già note alle forze dell’ordine. Gli uomini, tutti del posto, stavano trasportano con i loro furgoncini e con le proprie auto ceste e barili pieni di frutti di mare, mitili e molluschi in pessime condizioni igieniche sanitarie senza alcuna autorizzazione. La merce – in totale parliamo di 113 chili– era pronta per essere venduta e per entrare nelle case e sulle tavole dei cittadini in prossimità dei prossimi giorni di festa. Gli alimenti sono stati distrutti. Concreto il pericolo per la salute della popolazione.

Nelle elezioni dell’antica Pompei anche i giocatori di palla e di dadi avevano i loro candidati

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“Se è giusto, oltre che suggestivo, definire Pompei la più viva delle città morte, lo è, in buona parte, per quella straordinaria documentazione – precisamente di vita – che è costituita dalla sua epigrafia parietale, cioè dalle iscrizioni, incise, graffite e dipinte sui muri che, conservatesi altrove in via del tutto eccezionale, sono a Pompei una peculiarità…Quelle iscrizioni rappresentano ancora oggi “la voce” della sfortunata città e dei suoi abitanti.”(Romolo Augusto Staccioli, autore del libro “Manifesti elettorali nell’antica Pompei). Correda l’articolo l’immagine di un quadro di Edoardo Forti.   In un manifesto i “pilicrepi”, i giocatori di palla sono invitati a votare come “edile” Aulo Vettio Firmo, che è “degno di amministrare la cosa pubblica”. Gli edili controllavano la manutenzione delle strade e la viabilità e organizzavano anche giochi e spettacoli: per ora ci limitiamo a dire che i giochi con la palla i Romani li avevano imparati dai Greci, in particolare quello con l’“harpastum”, una piccola palla ripiena di lana o di piume (il nome di connette alla parola greca “harpazein”, “rubare”, “sottrarre con la forza”). Aulo Vettio Firmo apparteneva a una delle famiglie più potenti della città e, in un’altra epigrafe, è definito “giovane di animo nobilissimo”. Si candidò anche per altre cariche, e meritò il sostegno dei lavoratori del feltro e dei “pomarii”, i fruttivendoli. In un “manifesto” Montano invita a votare come edile il suo “patronus”, Lucio Popidio Ampliato, e si uniscono al suo invito i “latrunculari”, i giocatori di scacchi e pedine. Del gioco dei “latrunculi” hanno parlato Ovidio e Seneca, ma non abbiamo notizie certe né sulle regole, né sulla “forma” della scacchiera. Anche altri “manifesti” confermano che Lucio Popidio è un “uomo onesto”. Nel termopolio di Asellina c’erano segni chiarissimi del servizio più importante offerto dalla ditta: sullo stipite destro dell’ingresso era disegnato un Mercurio dotato di un enorme fallo e una lucerna fallica oscillava dall’architrave della sala. Le ragazze, la greca Egle, l’orientale Smirna, l’ebrea Maria si facevano chiamare aselline , in onore alla maitresse, e con manifesto riferimento erotico all’asino, simbolo di ardore sessuale. Queste ostesse, portatrici e promotrici di costumi liberi, sono consapevoli del fatto che l’eccessiva sbrigliatezza dei loro modi ricava una sua solida dignità dalla forza misteriosa del vino: la taverna è un luogo a sé, ha una sua propria scala di valori, e se Dioniso è un dio, bere è un rito. Il vino illumina la festa del convito, ma è anche il compagno di meditazioni solitarie. Era fatale che anche le taverne pompeiane fossero, come i caffè di oggi, il teatro prediletto dalla propaganda elettorale e che osti e ostesse vi recitassero un ruolo di primo piano. Smirna, l’orientale “asellina” insieme a Cuculla, operaia nella bottega di un tessitore di tuniche, “raccomanda” pubblicamente l’elezione di Giulio Polibio. Ma Polibio non gradisce il sostegno della tessitrice e fa coprire con un velo di calce il nome di “Cuculla”, un “nome d’arte” che lo Staccioli traduce “Cappuccetto”. E quando le altre “aselline” raccomandano l’elezione a “duoviro” di Caio Lollio Fusco, Smirna pretende che sia scritto chiaramente nel “manifesto” che lei condivide la proposta delle colleghe.  Si schierano a sostegno di Lollio anche i “tegettari”, i fabbricanti di stuoie. Un “manifesto” ci dice che i “duoviri” Caio Quinzio Valgo e Marco Porcio “appaltarono per deliberazione decurionale la costruzione del teatro coperto ed essi stessi lo collaudarono”: il teatro coperto è quello che oggi viene chiamato “teatro piccolo”. Un’altra iscrizione ci dice che “l’edificio per gli spettacoli” i due lo fecero costruire a proprie spese, “de sua pecunia”. Essi, arrivati da Roma negli anni di Silla, furono tra i primi a ricoprire a Pompei la carica di “duoviro” (tra l’80 e il 75 a.C.) e Cicerone ci dice che Caio Quinzio Valgo, ricco proprietario terriero, era suocero del tribuno Publio Servilio Rullo. Gli “offectores”, i tintori, sostengono per la carica di edile Postumio Proculo. Ci spiega Giovanni Oscar Onorato che gli “offectores” erano i tintori specializzati nel restituire il colore originale alle stoffe stinte, mentre gli “infectores” davano alle stoffe un colore diverso da quello che avevano all’inizio. C’erano anche i manifesti dell’“antipropaganda”. E così la candidatura a edile di Marco Cerrinio Vaza è sostenuta dai “seribibi”, da chi passa la notte a ubriacarsi, dai dormiglioni e dai ladruncoli, i “furunculi”. Per sua fortuna pare che sia stato sincero il sostegno che gli promisero i “salinienses”, quelli che abitavano presso la Porta del Sale (oggi denominata Porta Ercolano).

L’incendio giunge a Roccarainola: devastata la flora locale

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Questa notte, intorno alle 23.00, l’incendio del Vesuvio ha raggiunto anche la zona di Roccarainola, ai confini del Parco Nazionale. L’area è rinomata per la coltivazione di specie arboree pregiate, tra cui noccioli, castagni e querce secolari, che costituiscono un patrimonio agricolo e naturalistico di grande valore.

Le alte temperature, unite a forti raffiche di vento, stanno alimentando un fronte di fiamme che si è propagato rapidamente, minacciando non solo la vegetazione ma anche l’equilibrio dell’ecosistema locale.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e le unità operative regionali, impegnati soprattutto a impedire che l’incendio raggiunga le zone abitate. Per rafforzare le operazioni, è stato richiesto il supporto delle associazioni locali di volontariato, mentre da diversi comuni limitrofi sono giunti rinforzi di uomini e mezzi.

Nonostante la situazione resti critica, le autorità segnalano un lieve miglioramento grazie all’intervento coordinato delle squadre sul campo. Il fumo e le ceneri, però, continuano a essere visibili anche da paesi come Cicciano, suscitando apprensione tra i residenti.

Si teme che le alte temperature previste per Ferragosto possano complicare ulteriormente le operazioni, rendendo ancora più urgente un’azione di prevenzione e vigilanza costante per evitare nuovi focolai.

Ferragosto 2025 a Napoli: tra arte, mare e spettacoli in Piazza Plebiscito

Dalle aperture straordinarie di musei e parchi archeologici, a un tour in kayak lungo la costa di Posillipo, fino alla rassegna “Restate a Napoli” in Piazza Plebiscito: il Ferragosto partenopeo unisce cultura, avventura e musica dal vivo.

A Napoli, il Ferragosto 2025 promette un mix unico di eventi che spaziano dalla cultura alla natura, senza dimenticare la musica e il teatro dal vivo.

Musei e parchi archeologici aperti
Il 15 agosto, molti luoghi della cultura statali accoglieranno visitatori: dal Museo e Real Bosco di Capodimonte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, passando per Palazzo Reale, Museo Pignatelli e Gallerie d’Italia. Un’occasione per godersi arte e storia anche in piena estate.

Kayak al tramonto tra le ville storiche
Chi desidera vivere il mare in modo diverso può optare per il Tour in Kayak a Posillipo con aperitivo. Partendo dal molo di Giuseppone a Mare, si naviga lungo la costa ammirando residenze storiche come Villa Volpicelli, Villa del Barone di Karnapp, Villa Lauro e Villa Rocca Romana. La serata si conclude con una sosta su una piccola spiaggia davanti a Villa Lauro, per un brindisi al tramonto con vino e stuzzichini.

“Restate a Napoli” in Piazza Plebiscito
La quinta edizione della rassegna porta nel cuore della città tre giorni di musica e teatro gratuiti.

  • 14 agosto: ore 19:30 concerto di La Solitude; ore 21:00 performance C.I.O.E’ e concerto di Walter Ricci.

  • 15 agosto: ore 19:30 concerto degli Human Tapes; ore 21:00 performance C.I.O.E’ e concerto di Peppe Servillo & Solis String Quartet.

  • 16 agosto: ore 19:30 concerto dei Novaffair; ore 21:00 performance C.I.O.E’ e Dario Sansone Ensemble – Santo Sud con special guest Seb Martel.

Con un programma così ricco, Ferragosto a Napoli si preannuncia un’esperienza da vivere tra panorami mozzafiato, arte e spettacoli sotto le stelle