Napoli ospita i bambini Saharawi: ne parliamo con la Dirigente Scolastica Rosa Stornaiuolo

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Dice la Signora Dirigente dell’“IC 46 Scialoja Cortese Rodinò”:Un’onda di solidarietà ha invaso Napoli l’11 luglio, quando la città ha avuto l’onore di accogliere 11 bambini Saharawi di 10 anni, giunti dai campi profughi del deserto dell’Algeria. Questa visita, promossa dall’Associazione “Tiris OdV”, è andata ben oltre i consueti controlli medici e le attività ricreative, trasformandosi in un potente simbolo del legame tra culture e popoli.”. La luce di Napoli. Goethe scrisse che suo padre non aveva mai conosciuto l’infelicità, perché conservava nel cuore e nella mente le immagini della luce di Napoli.   Il popolo Saharawi nel 1975 fu costretto dai marocchini, sostenuti dalla Spagna, ad abbandonare il suo territorio, nel Sahara occidentale, dove erano state scoperte importanti miniere di fosfati, e a cercare l’ospitalità degli algerini nella parte orientale del “deserto”. La Corte Internazionale di Giustizia e le Nazioni Unite hanno più volte dichiarato che il popolo Saharawi è stato privato in modo illegittimo del suo territorio, ma sono certo che per i marocchini quelle “sentenze” sono carta straccia. E per spiegarsi meglio hanno “protetto” il territorio che considerano loro proprietà con un muro di 2000 Km (immagine in appendice).  L’ Associazione “Tiris OdV”, che dal 2014 cerca di mantenere viva l’attenzione dell’Italia e dell’Europa sul dramma del popolo Saharawi, ha organizzato, con la concreta collaborazione anche della 6° Municipalità, il viaggio a Napoli degli 11 bambini: altri 130 bambini vengono ospitati nel resto d’ Italia fino al 22 agosto.  L’IC 46 “Scialoja Cortese Rodinò” sotto la guida della Dirigente Dott.ssa Rosa Stornaiuolo ha aperto le sue porte ai bambini Saharawi, integrandoli nel campo estivo “L’arcipelago del rispetto”, un tema che si è rivelato in perfetta sintonia con lo spirito dell’iniziativa. La sinergia tra la scuola, il Centro Ester per le attività ludico-ricreative e l’Associazione FAST per i trasporti ha mostrato quanto sia importante la collaborazione delle strutture territoriali.. Dice la dott.ssa Stornaiuolo: “La giornata è stata un turbinio di emozioni e scambi culturali. I bambini hanno partecipato con entusiasmo a vari laboratori – grafico-pittorico, tinkering, arte circense, gioco-motricità, musica e movimento – e hanno assaporato il gusto della convivialità napoletana con una gustosa pizza. Il pomeriggio è proseguito con giochi circensi e una gioiosa visita al lungomare di Portici, culminata con la calorosa accoglienza del Sindaco di Portici, Dott. Vincenzo Cuomo”. E il Sindaco ha espresso l’auspicio che tutti i bambini del mondo “siano tutelati da ogni forma di violenza e di guerra”. La Presidente dell’Associazione Tiris Francesca Doria ha commentato: “La vera emozione di questa esperienza è stata vedere bambini provenienti da contesti diversi per cultura, religione e lingua stare insieme, giocare come se si conoscessero da sempre, questa è la strada per la pace e l’integrazione…”. L’Associazione Tiris, per sostenere i suoi progetti, produce e vende manufatti “I Colori di Tiris“, oggetti unici realizzati con tessuti africani WAX che, oltre ad essere prodotti artigianali, narrano storie e tradizioni, contribuendo attivamente a preparare un futuro migliore per il popolo Saharawi. Anche il Presidente della 6^ Municipalità, Sandro Fucito, ha sottolineato l’importanza dell’evento: “Napoli è gemellata da anni con il popolo Saharawi. È un motivo di speranza vedere questa ospitalità rinnovata grazie all’Associazione “Tiris”, e sapere che i bambini Saharawi hanno incontrato coetanei di una realtà vivace e creativa come la scuola Scialoja-Cortese-Rodinò. Questa scuola è una luce per Napoli Est. Laddove i grandi interessi di Stati e istituzioni spesso trascurano le cause dei popoli, è gratificante verificare che la cooperazione dal basso, con solidarietà e interscambio di esperienze, è ancora possibile.” A suggellare questo memorabile incontro, ai piccoli ospiti è stato consegnato un attestato di partecipazione e un kit ricordo della scuola (cappellino, maglia, zainetto e borraccia). In un gesto di profonda gratitudine, i bambini Saharawi hanno ricambiato con piccoli oggetti artigianali con i colori vivaci della loro terra, a testimonianza del fatto che “dai piccoli gesti nascono grandi cose, e a piccoli passi si costruisce una pace giusta e duratura”. La Dirigente Scolastica dott.ssa Rosa Stornaiuolo si è detta estremamente soddisfatta: “Queste iniziative sono fondamentali e di grandissimo valore. Creano un legame diretto tra le nostre comunità e realtà internazionali complesse, umanizzando il conflitto e trasformandolo in un incontro che genera autentica empatia. Sono un’opportunità unica per l’educazione e la consapevolezza delle nostre comunità, con i bambini che diventano veri ‘ambasciatori’ di una causa cruciale. Offrono sostegno concreto, rafforzano i legami internazionali e promuovono lo sviluppo della cittadinanza attiva. Sono ponti che collegano cuori e menti, trasformando la compassione in azione e aprendo la strada a collaborazioni sempre più strutturate e di ampio respiro. Siamo grati a Francesca Doria, Presidente della “Tiris” perché ha offerto alla comunità di Napoli Est un momento così prezioso di bellezza e condivisione”. E noi siamo grati a tutti i promotori e a tutti i protagonisti dell’evento, perché ci inducono a credere che ci sia ancora spazio per la speranza e per la bellezza dei sentimenti in questo nostro tempo.  

Truffa del falso maresciallo, 2 presi dopo inseguimento

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  I Carabinieri della Stazione di Formicola, nel Casertano, hanno sventato una truffa ai danni di una persona anziana, arrestando due soggetti dediti alle truffe con il cosiddetto “metodo del falso maresciallo”.   Grazie alla campagna informativa antitruffa promossa dall’Arma dei Carabinieri e alla preziosa collaborazione dei cittadini, nel primo pomeriggio di ieri 13 luglio, ai militari della Stazione di Formicola, sono pervenute numerose segnalazioni di tentativi di truffa telefonica ai danni di anziani da parte di un sedicente maresciallo dei Carabinieri.   Tra le persone che hanno segnalato il tentativo di truffa anche una 78enne che ha riferito ai militari dell’Arma di essere stata contattata telefonicamente da un individuo che, spacciandosi per un maresciallo dei Carabinieri, le chiedeva di consegnare denaro e preziosi ad un complice che di lì a poco si sarebbe presentato alla sua abitazione, con la minaccia di gravi conseguenze per lei e per i suoi familiari in caso di rifiuto.   Allertata dai veri carabinieri, la donna non ha aperto la porta al complice, riuscendo però a memorizzarne i tratti somatici. L’uomo, accortosi di essere stato scoperto, è fuggito.   Immediatamente è scattata la caccia ai truffatori che, poco dopo, in località Castel di Sasso, sono stati intercettati mentre scappavano con una Fiat 600 di colore giallo con targa polacca, a bordo della quale viaggiavano due uomini, uno dei quali corrispondente alla descrizione fornita dalla vittima.   All’intimazione dell’Alt, il veicolo non si è fermato, dando origine ad un inseguimento protrattosi per circa cinque chilometri, fino a quando, in località Pontelatone, i due sono stati bloccati e arrestati dai militari.   Condotti in caserma per gli accertamenti del caso, la vittima ha riconosciuto senza esitazioni, attraverso individuazione fotografica, l’uomo che si era presentato alla sua abitazione. Le immagini del sistema di videosorveglianza comunale hanno, inoltre, confermato la presenza della Fiat 600 nel centro abitato di Formicola all’orario compatibile con i fatti denunciati.   Al fine di acquisire ulteriori elementi investigativi, sono stati sequestrati i telefoni cellulari in uso ai due fermati al fine di verificare eventuali collegamenti con altri episodi analoghi avvenuti in zona.   Gli arrestati, un 42enne di Terzigno e un 33enne di San Gennaro Vesuviano, verranno giudicati per direttissima.   L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla cittadinanza, e in particolare alle persone anziane, a diffidare di qualsiasi richiesta di denaro proveniente da sconosciuti o sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine e a contattare immediatamente il 112 Numero Unico di Emergenza per segnalare qualsiasi situazione sospetta.

Camposano, scoperto laboratorio per la “shisha”. Nel Nolano fumano come gli arabi

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Camposano. Nei giorni scorsi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Napoli, all’esito di attività info-investigativa, hanno scoperto e sequestrato a Camposano un laboratorio abusivo gestito da un cittadino siriano di 41 anni, allestito all’interno di un appartamento condominiale, privo di qualsivoglia autorizzazione commerciale e sanitaria e utilizzato per la lavorazione e la trasformazione di tabacco grezzo in melassa da narghilè, da destinare alla pratica “shisha”.         La “shisha” è un’antica pratica del mondo arabo, per fumare tabacco aromatizzato attraverso una pipa ad acqua. Noto anche come melassa, questo tabacco è composto da foglie mescolate con miele, glicerina vegetale e aromi naturali o artificiali, come frutta, menta o spezie. Essendo privo delle indicazioni relative alla nocività per la salute, risulta particolarmente insidioso perché il suo consumo viene, sovente, percepito come meno pericoloso rispetto ad altri prodotti da fumo, al punto da attrarre anche non fumatori.         In particolare, le perquisizioni eseguite dai militari del II Gruppo Napoli hanno consentito di sequestrare oltre una tonnellata di tabacco aromatizzato, circa 900 kg. di sostanze per la lavorazione del prodotto, 35 macchinari e utensili per la produzione e il confezionamento, oltre 25.000 buste e etichette, nonché 2.900 euro in contanti e un orologio d’oro.         Le migliaia confezioni di shisha rinvenute, già pronte per essere immesse sul mercato nero, bypassando i canali della distribuzione ufficiale controllati dall’Erario, avrebbero fruttato un introito di oltre 400 mila euro, sottraendone i profitti alla prevista tassazione.         Il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Nola per i reati di sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento dell’accisa sui tabacchi lavorati (imposte dovute per circa 250 mila euro), nonché segnalato alle Autorità competenti per le connesse violazioni in materia del Codice del Consumo.

Più controlli serali a Marigliano: Polizia Locale in strada

Marigliano. Riceviamo e pubblichiamo:  A Marigliano il weekend è più sicuro, polizia locale in strada fino a mezzanotte. Il sindaco Gaetano Bocchino: “La sicurezza è il primo indice di vivibilità del territorio. Facciamo la nostra parte” Potenziata la presenza della polizia locale nel centro storico e nelle zone maggiormente frequentate della città: nei weekend i caschi bianchi vigileranno il territorio dalle 20 alle 24 per contribuire a tutelare la sicurezza e la serenità dei cittadini ed in particolare dei giovani. Il servizio è stato già effettuato in questo fine settimana. Il controllo straordinario della città è stato una delle principali sollecitazioni del sindaco Gaetano Bocchino e della giunta appena varata, a cominciare dall’assessore al ramo Antonio Allocca. Ora l’obiettivo sarà quello di rendere ordinaria l’attività di presidio, attraverso una modifica dell’orario di servizio dei caschi bianchi guidati da Emiliano Nacar. “Uno degli indici che favoriscono la vivibilità di una città è proprio quello che misura la sicurezza e la percezione che ne ha la comunità”, dice il sindaco Gaetano Bocchino. “Non è un caso che si tratti di una delle esigenze più avvertite dai cittadini. Ecco perché, pur nell’ambito delle nostre competenze e con risorse limitate, ho chiesto alla Polizia Locale di rafforzare il controllo del territorio, soprattutto di sera. E’ bello vedere il centro di Marigliano popolato soprattutto dai ragazzi: è il segnale che la città è viva ed attrattiva ed è nostro dovere impegnarci, facendo la nostra parte, per provare ad assicurare ai nostri concittadini il piacere di passeggiare per strada, di incontrare un amico, di trascorrere qualche ora all’aria aperta” conclude il primo cittadino.

Asta per terreno a Saviano finisce in rissa a Pomigliano: 6 indagati

  Tensione durante una compravendita all’asta: sei persone nei guai tra Irpinia e provincia di Napoli Un episodio di violenza ha scosso Pomigliano d’Arco nel corso della fase conclusiva di un’asta immobiliare: un uomo, inizialmente risultato vincitore provvisorio per l’acquisto di un terreno a Saviano, è stato aggredito fisicamente per impedirgli di completare la transazione. L’episodio è avvenuto presso lo studio del curatore fallimentare in piazza Mercato a Pomigliano d’Arco. Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Nola, l’ex proprietario del terreno, con l’aiuto di altri soggetti, avrebbe messo in atto un piano per ostacolare la cessione del bene. La vittima, che aveva offerto 36.000 euro per il lotto, è stata circondata e colpita alla testa da un uomo di 71 anni, residente a Baiano. Le telecamere di sorveglianza della zona hanno immortalato l’aggressione. A causa delle lesioni subite, l’aggiudicatario non ha potuto presentarsi per formalizzare l’acquisto, che è poi passato alla moglie dell’ex proprietario, anch’essa presente durante l’aggressione. Sei le persone ora indagate, tre delle quali residenti in Irpinia. Cinque di loro sono già sottoposte a misure cautelari su decisione del Gip di Nola, su richiesta del pm Gianluigi Apicella. Il 71enne è stato condotto in carcere, mentre altri due sono ai domiciliari. Un quarto soggetto ha l’obbligo di firma, e un sesto è indagato a piede libero. I reati ipotizzati sono turbativa d’asta ed estorsione, aggravati da comportamenti minacciosi e violenti. L’episodio è inoltre connesso a un’indagine parallela per bancarotta fraudolenta avviata dalla Guardia di Finanza. Gli indagati hanno venti giorni per produrre memorie difensive o chiedere interrogatori.    

Le città invisibili, Elogio della persona colta

“Io sono una persona colta”. Oggi nessuno si sognerebbe di dire una frase del genere per vari motivi.   Il più importante consiste nel fatto che si sentirebbe ridicolo, in un mondo che premia l’ignoranza e ne nobilita le varie forme. Chi ambisce a starsene su un palco usa l’argomento per pavoneggiarsi, quasi per dire che sì, egli ama la cultura, ma da moderno intellettuale ne fa a meno, preferendo vestire i panni dell’ignorante e giù con la frase fritta e rifritta di Socrate, secondo cui chi sa è colui che sa di non sapere. Ora, a parte il fatto che questo famoso passo dall’Apologia sottolinea proprio un aspetto tipico della persona colta e cioè la convinzione che non è la quantità di conoscenze, ma la loro qualità a connotare l’umanità in noi, cedere a questi vezzi diventa funzionale a potenziare e diffondere il concetto che la cultura non serve a niente, “tanto gli stessi intellettuali lo dicono!”. Un altro motivo è legato ai dubbi circa il diritto di cittadinanza che s’intende concedere a chi pratica la cultura in un contesto sociale. A meno che non si sia una star dei social, magari un influencer da migliaia di like, l’idea stessa di “straniero” calza a pennello alla persona colta: viene da un altro mondo, parla un altro linguaggio e coltiva abitudini impossibili da accettare. Per esempio, ha la sfrontatezza di leggere, e per lo più con un libro cartaceo, un’attività obsoleta e corrosiva da cui è meglio guardarsi. Un ultimo motivo, ma ce ne sarebbero tanti altri, riguarda il linguaggio e la sua funzione di articolare un discorso, come per farsi luce nel ginepraio delle questioni e dei fenomeni di cui è fatto il mondo. Dispiace dirlo, ma vi pare compatibile un’argomentazione anche semplice semplice con una competenza alfabetica da seconda classe primaria? Basta leggere una qualsiasi indagine Istat per rendersi conto che un discorsino anche solo di tre frasi coordinate presenta spesso la stessa difficoltà di lettura di un articolo matematico di Godel. Credo che ciò che chiamiamo cultura sia molto vicino all’espressione di un desiderio, anzi di più desideri. I desideri, per esempio, di raccontare il mondo nel suo insieme e di raggiungere gli altri attraverso il pensiero, rappresentano gli struggimenti tipici della persona colta, che anela, poverina! a suscitare interrogativi. Forse ciò di cui dovremmo ricominciare ad occuparci è di esercitare la facoltà di interrogarci su tutto, di chiederci “perché?” di trovare i modi per riappropriarci della tensione umana a conoscere. A conoscere secondo una prospettiva comunitaria s’intende e non solitaria. A ridisegnare con gli strumenti del ragionamento, con l’indagine storica, con la narrazione letteraria dei vissuti il tessuto sociale che, al momento, è sbrindellato e scucito. Ma per fare questo non ci si può accontentare del già detto, delle frasi slogan, delle semplificazioni interessate ad ottenere consenso. Chi ama la cultura ama un tempo lento e non si lascia accalappiare dal risultato ad ogni costo. Rispetto all’ignorante non teme l’incertezza, perché sa che da essa nasce l’imprevedibilità. Come una grande e innovativa visione del mondo, un’educazione alla meraviglia che non ha uguali.   L’immagine: Tullio Pericoli, Italo Calvino, 1987, acquerello e china su carta, Bologna, collezione privata © Tullio Pericoli

Le ricette di Biagio: maccheroni con la ricotta. Il piatto più detestato dai Futuristi

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La lingua Napoletana chiama metaforicamente “ricotta” chi non ha una solida personalità, chi è molle e dice di sì a tutti, e a tutto si adatta: “sì’ na ricotta” i Napoletani lo dicono ai “farinelli” e ai “purpettari”. E il “ ricottaro” è colui che procura il sesso a pagamento, è l’agente delle donne facili. Marinetti e i Futuristi dichiararono guerra ai maccheroni – la guerra venne dichiarata in un ristorante napoletano – e disprezzarono la ricotta. Si erano comportati, in qualche circostanza, da “ricotte”?   Ingredienti: gr.400 maccheroni, 1kg. di pomodori pelati, 200 gr. di ricotta di pecora, olio, sale, basilico, parmigiano reggiano, mezza cipolla. Fate imbiondire la cipolla affettata in un tegame con l’olio, versate i pomodori, salate, lasciate cuocere per circa un’ora a fuoco lento e prima di spegnere aggiungere qualche foglia di basilico. Intanto lessate al dente la pasta e in una zuppiera stemperate la ricotta con un mestolo di acqua di cottura della pasta. Infine aggiungente i maccheroni, mescolate e unite il resto del sugo. (L ’immagine del piatto viene dal sito “Fatto in casa da Benedetta “e la ricetta dal sito “Cookaround”).   Anche Igino Tarchetti non amava i maccheroni. Un suo notevole racconto – Un suicidio all’inglese – si apre con la scena del protagonista, il capitano Gubart, che nella sala da pranzo dell’albergo Diomede a Pompei – l’ostessa era una delle amanti del brigante Pilone – sta divorando beccacce allo spiedo. Il capitano, che per certi versi è Tarchetti stesso, incomincia a intessere con il Vesuvio un silenzioso colloquio, fatto di solitarie arrampicate e di lunghe meditazioni e di copiose libagioni di vino alicante. Infine, vinto dalla disperazione per un amore non corrisposto, egli si uccide lanciandosi nel cratere del vulcano. Tarchetti ha colto perfettamente le intime corrispondenze che si intrecciano nello spirito delle cose: uno che tra le rovine di Pompei divora beccacce allo spiedo e tra le rocce del Vesuvio si ubriaca con vino spagnolo è un suicida credibile; se avesse mangiato maccheroni e bevuto lacrima e falanghina, non si sarebbe ucciso, e men che mai per il no di una donna. Poi ci fu l’attacco dei Futuristi, il più duro, condotto dal loro capo in persona, Filippo Tommaso Marinetti, che tra il 1930 e il 1932 elaborò, con Luigi Colombo Fillia, teoria e ricette della cucina futurista. Ma prima di costruire il nuovo, Marinetti tentò di demolire la tradizione, e, dunque, i maccheroni, che ne erano il simbolo supremo. La guerra ai maccheroni il Marinetti venne a dichiararla proprio a Napoli, in una delle osterie più famose, i Due leoni. Mentre i camerieri correvano tra i tavoli a piazzare davanti ai clienti affamati piatti di pastasciutta e bottiglie di Gragnano e di Recupoil capo dei futuristi lanciò l’anatema contro i maccheroni, dichiarandoli nemici mortali della modernità dinamica, della velocità fascista, della rivoluzione permanente, e accusandoli di produrre lentezza di spirito, banalità, scetticismo, e corpi troppo floridi e pance prominenti e volumi di adipe (immagine in appendice). Contro il piatto di maccheroni venivano schierati le audaci aereovivande della cucina futurista, e cioè portate di frutta (poca) e verdura (pochissima), che i commensali dovevano mangiare futuristicamente, e cioè accarezzando con la mano sinistra pezzi di carta vetrata e panni di raso e di velluto: i tocchi, le carezze e la forma stesso del tavolo, inclinato in modo da suggerire vagamente la forma di un velivolo, avrebbero prodotto l’impressione tattile del movimento. E venne schierato il carneplastico, che era una polpetta di carne a forma di tubo, ripiena di verdure cotte – una decina di tipi diversi-, e vennero schierate altre amenità. Gli Italiani reagirono alle proposte di Marinetti e Fillia come avevano reagito i Napoletani la sera del comizio ai “Due Leoni”, continuando a mangiare maccheroni: imperturbabili, questi, i maccheroni, e quelli, i Napoletani che li mangiavano. Piace ricordare che il rivoluzionario Marinetti fu un rivoluzionario all’italiana: si dichiarò nemico assoluto di tutte le Accademie, ma nel 1929 accettò di diventare Accademico d’ Italia: non poteva dire di no, il Duce si sarebbe offeso. Piace sospettare che durante i banchetti dell’Accademia abbia divorato non solo polpette e braciole di cotica, ma anche piatti di maccheroni, e piace immaginare che i maccheroni gli abbiano riso in faccia mentre gli sussurravano “si’ na ricotta”. I maccheroni sono pazienti, come notò Prezzolini, sanno aspettare e gustare la vendetta

Somma, fornisce arma clandestina a un arrestato

  SOMMA VESUVIANA – Un uomo residente nel comune vesuviano è finito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, nell’ambito di un’inchiesta della Procura che lo vede indagato per detenzione e cessione illegale di arma clandestina. L’indagine, condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, ha preso avvio nel dicembre 2024, quando una persona fu fermata e arrestata perché trovata in possesso di una pistola clandestina marca Beretta, calibro .22, con matricola abrasa, caricatore inserito e un colpo in canna. Dagli accertamenti successivi, in particolare dall’analisi dei telefoni cellulari sequestrati, sono emersi riscontri digitali ritenuti rilevanti: chat, foto e screenshot che, secondo gli investigatori, dimostrerebbero con alta probabilità che l’arma fosse stata fornita proprio dall’indagato residente a Somma Vesuviana. Il materiale rinvenuto ha portato gli inquirenti a ritenere concreto il pericolo di reiterazione del reato, alla luce anche della gravità del fatto. Da qui la decisione di richiedere l’applicazione della misura cautelare, poi accolta dal GIP. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, che ha coordinato l’intera attività investigativa, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dalle Fiamme Gialle nel contrasto alla diffusione di armi clandestine sul territorio. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, dovrà ora restare ai domiciliari in attesa dei prossimi sviluppi giudiziari. La vicenda conferma l’attenzione delle autorità nei confronti della circolazione illegale di armi, soprattutto in aree già sotto osservazione per reati collegati alla criminalità organizzata.  

Cicciano capitale del gusto: dal 28 al 31 agosto arriva “Stamm o’Street Food”

Riceviamo e pubblichiamo

Lunedì 14 luglio si terrà la presentazione dell’evento

I grandi nomi del food nazionale e regionale, gli spettacoli  con i big della musica, gli  spazi ad hoc per famiglie e, soprattutto, un territorio che racconta una vocazione antica dall’appeal contemporaneo, fatta di sapori e di tradizioni,  di prodotti da filiera corta e di ristorazione di eccellenza, di talenti e di scommesse imprenditoriali.

C’è tutto questo dentro il progetto ““Stamm o’Street Food”,  evento enogastronomico e culturale in programma dal 28 al 31 agosto 2025.

A promuovere l’appuntamento è l’associazione Civico 11 che, con il patrocinio del Comune di Cicciano, ha l’obiettivo di unire il meglio della cucina di strada, l’identità del territorio nolano, l’intrattenimento musicale e lo spirito inclusivo della convivialità.

Esperienza di gusto nel cuore di Cicciano

Per quattro giorni, Viale dei Pini si trasformerà nella strada del gusto con stand, food truck e postazioni allestite come veri e propri laboratori a cielo aperto.

Un viaggio tra sapori autentici e proposte gourmet per  valorizzare le eccellenze gastronomiche locali e nazionali.

Saranno presenti oltre 40 operatori del food & beverage, tra maestri pizzaioli, chef, pasticcieri e produttori artigianali:

Sorbillo, Porzio con “Cia Mammà”, Il Marchese, Poppella, Chateau, Armando Scaturchio, Fratelli Chianese, Gino, Isabella De Cham, Grano Duro Bistrot, Baoh, Graffam’c, Vico Sarchiapone, I Serial Griller, Zi Pierino, Trattoria Da Nancy, Cornogelato, Mennella, Bifulco, Peccerella, Casa Infante, Pizza Ammor, Del Gallo Gelateria, AngusBab, Fattoria Fontanavecchia, Caffè del Professore, Locanda Nonna Rosa, Club Amici del Toscano,  Brunèè, Asterix, l’Arco dei desideri 2. 0, Mennella, Beverly Hills, Cornogelato, Gizzi, Pasticceria Napoletana, Fruttamore, I Diamanti del mare, Bif Burger,  giusto per  citarne alcuni.

La storia di un territorio che sa come prendere per la gola

La kermesse  non è solo un appuntamento gastronomico, ma un progetto culturale di promozione delle identità agricole e produttive del territorio.

Attraverso la presenza di chef, artigiani del gusto e aziende locali, si darà spazio alle tipicità e alle storie che fanno della cucina campana una delle più amate e riconosciute al mondo. Un modo anche per indicare modelli positivi di impresa, per sottolineare che quando gli “ingredienti” sono giusti, scommettere sulle capacità, sul talento, sul patrimonio culturale di un territorio e sulle idee innovative non è mai impresa ardua.

Non solo food

Ogni serata sarà animata da grandi ospiti musicali:

28 agosto –  Mixed by Erry  – Giusy Attanasio

29 agosto – Franco Ricciardi

30 agosto – Ibiza Live Time

31 agosto – Tony Colombo

A precedere i concerti: Radio Star 2000 con animazione, giochi a premi e coinvolgimento del pubblico.

Prevista un’area bambini dedicata, per un evento davvero pensato per tutta la famiglia.

“Da anni    spiega Pasquale De Stefano, componente  del consiglio direttivo  e tra i fondatori di “Civico 11” –  ci occupiamo di questo tipo di eventi ma, con ancora maggiore impegno, stiamo sviluppando idee per stupire tutte le persone che parteciperanno, forti della nostra esperienza e della nostra passione”.

“Uno degli obiettivi dello Stamm o’Street Food è  – aggiunge il presidente dell’associazione “Civico 11”, Domenico Alfano – è  sicuramente quello di valorizzare i prodotti del territorio, grazie alla presenza di chef, ristoratori e brand di qualità nel settore del food.”

Lunedì 14 luglio la presentazione ufficiale

L’appuntamento è per le ore 18:30 presso Villa Minieri  a Nola. Sarà l’occasione per raccontare l’identità dell’evento,  conoscere i suoi protagonisti e svelarne i dettagli.  Saranno presenti grandi nomi dello street food campano e professionisti di rilievo del panorama gastronomico, tra cui Vincenzo Guarino, chef stellato Michelin, ideatore di “Dining with the Stars”, evento che attrae oltre 45 chef stellati da ogni parte del mondo,  Simone de Stefano, executive chef del gruppo “Cast”, azienda del wedding  e medaglia d’oro ai Campionati della Cucina 2023. E ancora Marilena Guadagno, chef e archeologa, docente di cucina,  Domenico Savio, executive chef del Sohara Luxury Club,  Alessandro Romano, chef resident dei Feudi di San Gregorio bistrot e Marennà  e docente presso l’Accademia  di alta formazione “InCibum” e Antonio Nunziata, chef e vicepresidente delegato per l’associazione cuochi Torre del Greco Area Vesuviana Nolana Strianese.

Alla presentazione condotta  da Maurizio Viviani saranno presenti il sindaco di Cicciano Giuseppe Caccavale con i colleghi sindaci dell’area nolana oltre che il consigliere regionale Giovanni Mensorio.

Associazione “Civico 11”

Il consiglio direttivo:  Domenico Alfano – Mario Bernardo –  Sabatino Bernardo – Luigi De Lucia – Alfonso De Lucia – Pasquale De Stefano – Giuseppe De Stefano – Massimo De Luca – Giuseppe Mazzariello – Diego Baglivo – Carlo Granata.

Russo indagato, presentata interrogazione parlamentare

Indagato il sindaco di Pomigliano d’Arco, Borrelli (Avs) presenta interrogazione parlamentare: “Attendiamo conclusioni Commissione d’Accesso, comportamento sindaco inadeguato al netto di rilevanza penale”   Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per chiedere chiarimenti urgenti sull’attuale situazione politico-amministrativa del Comune di Pomigliano d’Arco. Il sindaco Raffaele Russo risulta indagato dalla magistratura per concussione aggravata dal metodo mafioso, a seguito di un episodio che lo vedrebbe protagonista di pressioni nei confronti dell’imprenditore e parlamentare europeo Aldo Patriciello per la revoca di tre licenziamenti. Alla richiesta non accolta sarebbe seguita, secondo l’accusa, un’azione ritorsiva ordinata dal Sindaco stesso contro la clinica coinvolta. A seguito di questa situazione il Comandante della Polizia Municipale venne rimosso, per poi essere reintegrato dal TAR che giudicò illegittima la sua decadenza.   “Un comportamento che, al di là della rilevanza penale, assume una gravità estrema in quanto inserito in un contesto amministrativo segnato da negazionismo rispetto alla presenza della criminalità organizzata sul territorio e da ostilità verso chi invece quella presenza ha avuto il coraggio di denunciarla. In consiglio comunale il sindaco Russo è arrivato addirittura ad affermare che a Pomigliano la camorra non esiste. Un’affermazione che da sola descrive il livello di rimozione istituzionale del problema. È evidente che serve fare piena luce. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministero dell’Interno se siano concluse le verifiche della Commissione d’accesso insediatasi l’11 dicembre 2024. Da tempo attendiamo una risposta definitiva. I cittadini meritano trasparenza e legalità. Non possiamo permettere che ambiguità e atteggiamenti opachi trovino ancora spazio dentro le istituzioni locali. Lo dobbiamo ai cittadini onesti e a chi ogni giorno lotta per la legalità sul territorio”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi – Sinistra.