Pomigliano, aggressione ad anziani per rapina

Intorno alle 16:00 di oggi pomeriggio si è verificata un’aggressione ai danni di una coppia di anziani nel parcheggio dell’ex stazione Circumvesuviana di Pomigliano

Nella giornata di oggi Pomigliano è diventata la scena dell’ennesimo episodio di violenza. Una coppia di anziani è stata brutalmente aggredita per un tentativo di rapina della loro auto.

La violenza si è consumata nel Parcheggio dell’ex stazione della Circumvesuviana, a Pomigliano.

Stando alle prime ricostruzioni, i due coniugi sarebbero stati avvicinati da un gruppo di persone, in particolare due o tre, con l’intento di rubare la loro automobile.

Le vittime avrebbero tentato di reagire e difendersi e questo ha scatenato reazioni furiose da parte dei malviventi.

Infatti, questi non hanno esitato a riempire di schiaffi, calci e pugni la coppia di anziani indifesa.

Ulteriori informazioni sullo stato di salute e sulle ferite riportate da marito e moglie non sono ancora note ma questo episodio di grande violenza ha suscitato indignazione e rabbia da parte della popolazione.

I rapinatori però non sono riusciti nel loro intento. Infatti, nonostante l’aggressione, non hanno rubato l’auto e sono fuggiti.

Questo episodio fa riflettere sull’efficienza della sicurezza urbana attualmente in vigore. Un cittadino commenta: “È inaccettabile che persone indifese debbano subire simili aggressioni”.

La comunità richiede un rafforzamento dei controlli e un maggior presidio delle forze dell’ordine nelle zone più critiche, come il parcheggio dell’ex stazione, spesso teatro di criminalità e violenza.

Attualmente sono in corso ulteriori indagini per individuare i colpevoli di questo gesto deplorevole. Si spera nelle registrazioni delle telecamere di sorveglianza.

Acerra, Arpac in Comune dopo boom di sforamenti: indagini su cause

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ACERRA. Un confronto istituzionale per avere l’adeguato supporto tecnico-scientifico in merito alla questione ambientale della città. E’ quanto emerso nel corso dell’incontro tra l’amministrazione comunale e l’Arpac, per un approfondimento sul tema della qualità dell’aria e, in particolare, sugli sforamenti dei livelli di PM10 e PM2.5 registrati. Il sindaco Tito d’Errico e l’assessore all’Ambiente Milena Tanzillo, infatti, hanno incontrato il dottor Piero Cau, Dirigente ‘Unità operativa qualità dell’aria’ e l’ingegnere Paolo D’Auria, i quali hanno fornito specifiche analisi tecniche per consentire all’amministrazione di intervenire sul miglioramento della qualità dell’aria attraverso azioni importanti. “L’obiettivo è stato quello di ricevere un supporto qualificato ed utile a comprendere con maggiore precisione, le cause dei superamenti e a impostare azioni concrete, mirate ed efficaci a tutela della salute dei cittadini” ha sottolineato il sindaco d’Errico. “Un ulteriore passo per costruire, in sinergia con gli enti competenti, una strategia di intervento seria e basata su dati oggettivi – ha aggiunto l’assessore Tanzillo – l’impegno dell’amministrazione è massimo: ambiente e salute restano priorità assolute”.

La famiglia di Daniele a “Chi l’ha visto?”: le ombre del web sulla morte del 16enne

La morte di Daniele Ponzo, il sedicenne scomparso e poi ritrovato senza vita in un cantiere di Mariglianella, continua a scuotere la comunità locale e a sollevare interrogativi inquietanti. Accanto al corpo, a distanza di qualche metro, sono stati rinvenuti il suo cellulare e la bicicletta nascosta tra i cespugli, particolari che rendono ancora più difficile ricostruire la dinamica dei fatti.

Secondo quanto emerso, alla base della vicenda vi sarebbe la figura di un cartomante conosciuto online, che avrebbe avuto un ruolo determinante nel condizionare psicologicamente il ragazzo. Attraverso messaggi e minacce, l’uomo lo avrebbe progressivamente spinto in uno stato di forte paura, arrivando a chiedergli denaro e a tormentarlo con continui ricatti. Daniele, per assecondare le sue pressioni, avrebbe effettuato più versamenti – di 70 o 100 euro – e persino utilizzato oggetti di valore da casa.

Il giovane, descritto come solare e brillante, nel giro di pochi mesi era cambiato: insonnia, preoccupazioni costanti e un atteggiamento sempre più chiuso avevano destato l’attenzione dei familiari. Il padre Alessandro, dopo essersi reso conto della gravità della situazione, lo aveva accompagnato a denunciare l’uomo ai carabinieri. Nonostante ciò, le pressioni sarebbero continuate, al punto da esasperare ulteriormente il ragazzo.

La sera della tragedia, Daniele ha salutato la zia prima di uscire di casa. Le telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso con una busta di patatine in mano mentre si dirigeva verso il cantiere di via Firenze. Da quel momento, le tracce si sono interrotte fino al ritrovamento del corpo. Resta da chiarire se abbia avuto un incontro con qualcuno o se sia stato attirato lì con un pretesto.

Il programma televisivo Chi l’ha visto? ha dedicato un ampio servizio al caso, dando voce ai parenti. Il nonno Paolino e la zia Sanita hanno parlato davanti alle telecamere, mentre i genitori, comprensibilmente provati, non se la sono sentita di intervenire. In paese, intanto, circolano ipotesi e voci, alcune delle quali fanno riferimento a simboli e scritte segnalate anche dallo zio del ragazzo alle forze dell’ordine.

Resta aperta la domanda più dolorosa: si è trattato di un gesto disperato indotto dalle minacce, oppure di un incontro finito in tragedia? L’appello della famiglia è chiaro: chiunque abbia notizie o ricordi utili – amici, compagni o conoscenti – è invitato a parlare per contribuire a fare luce su una vicenda che attende ancora giustizia.

Casalnuovo, torna la Rassegna di Teatro Amatoriale “Obló — Forum di idee”

Riceviamo e pubblichiamo

Dal 12 ottobre 2025 torna a Casalnuovo la Rassegna di Teatro Amatoriale “Oblò – Forum di Idee”, giunta quest’anno alla sua decima edizione.

L’iniziativa, ormai appuntamento fisso della scena culturale locale, è organizzata dall’Associazione Zero Chiacchiere, con il patrocinio del Comune di Casalnuovo di Napoli e la direzione artistica di Roberto D’Aniello.

La manifestazione si svolgerà presso la rinnovata sala polifunzionale Pier Paolo Pasolini e accompagnerà il pubblico da ottobre 2025 fino alla primavera 2026 con un ricco calendario di spettacoli a ingresso gratuito, in cui si alterneranno commedie classiche, testi inediti e opere di nuova drammaturgia.

Elemento di prestigio di questa edizione è la presenza di un presidente di giuria d’eccezione, Carmine Coppola, erede ufficiale della maschera di Pulcinella.

Con il suo percorso artistico, Coppola rappresenta un ponte tra la tradizione partenopea e la contemporaneità, e guiderà i lavori della giuria composta da attori, registi e autori esperti, chiamati a valutare le compagnie in gara e a premiare le migliori interpretazioni.

Il programma della Decima Edizione

12 ottobre 2025 – Compagnia Teatrale Il Faro di Casalnuovo con la commedia in due atti di F. Bianco Il Mio Gemello

26 ottobre 2025 – Compagnia Teatrale Maschere Nude di Napoli con la commedia in due atti di E. Sasso Arape ’e Zitto

9 novembre 2025 – Compagnia Teatrale Niente per Caso di Pozzuoli con la commedia in due atti di A. Guitto Da Ciccillo ’o Chianchiere

16 novembre 2025 – Compagnia Teatrale Eden Blue di Napoli con la commedia in due atti di F. Maione Avanspettacolo

18 gennaio 2026 – Compagnia Teatrale I Partenopacci di Casalnuovo con la commedia in due atti di G. Costa Il Fantasma del Cimitero

1 marzo 2026 – Compagnia Teatrale Gli Scugnizzi di Napolidi Napoli con la commedia in due atti di Dafne Nu Vasce poMaje Addivintà ’na Reggia?

22 marzo 2026 – Compagnia Teatrale GTN di Pomigliano con il dramma in due atti di S. Di Giacomo Assunta Spina

12 aprile 2026 – Compagnia Teatrale San Gregorio Magno di Crispano con la commedia in due atti di G. Di Maio Gennaro Belvedere Testimone Cieco

26 aprile 2026 – Compagnia Teatrale Napoli Recita di Napoli con la commedia in due atti di S. Barruffo ’O Zio ’e l’America

Gran finale il 3 maggio 2026 con la tradizionale Serata di Gala, una serata elegante e suggestiva che vedrà la partecipazione di attori, organizzatori, pubblico e ospiti speciali. Sarà l’occasione per celebrare il percorso compiuto, consegnare i riconoscimenti e vivere un momento di festa all’insegna del teatro e della comunità.

La Rassegna Oblò – Forum di Idee conferma così la sua identità: un’iniziativa capace di unire passione, memoria e innovazione, dando voce al talento e alla creatività delle compagnie amatoriali del territorio.

Contatti e informazioni

📌 Segui la rassegna su Facebook e Instagram: Rassegna di Teatro Amatoriale Oblò – Forum di Idee 📞 Per informazioni e prenotazioni posti: 320 8194201 (anche WhatsApp)

I lampi di De Bruyne illuminano la prima notte europea del Maradona

Dopo oltre 2 anni il Napoli ritrova la vittoria in Champions League: al fischio finale il risultato è di 2-1 contro i campioni di Portogallo dello Sporting Lisbona. Il protagonista di questa serata è stato senza dubbio Kevin De Bruyne.   In questi giorni non si è fatto che parlare della sua reazione al cambio contro il Milan dopo il rigore segnato e il belga ha risposto con la sua arma migliore, la qualità. In particolare, la progressione seguita dal filtrante per Hojlund in occasione del primo gol ha ricordato il KDB di Manchester ed è una di quelle giocate che fanno stropicciare gli occhi e per cui vale la pena pagare il biglietto. Merita un cenno anche la prestazione di Milinkovic: il suo gioco con i piedi è davvero importante per lo sviluppo della trama offensiva, permettendo alla squadra di salire con pericolosità; si conferma, inoltre, freddo e sicuro, come dimostrato dal riflesso salva-vittoria al 94′. I tre punti conquistati questa sera sono stati fondamentali non solo in ottica classifica, ma anche per costruire consapevolezza e fiducia dopo l’esordio “shock” contro il City. Lo Sporting si è rivelato avversario ostico (come tutti in Europa del resto), tuttavia gli azzurri hanno confermato il carattere e la compattezza già visti in campionato, riprendendo in mano la partita dopo l’episodio del rigore e resistendo all’assalto finale dei portoghesi.

Gli alunni dell’I.C. “D’Aosta” di Ottaviano manifestano inneggiando ai “Diritti e alla Pace”

Nelle “Linee guida” l’Istituto ottavianese sottolinea “la necessità di incentrare il lavoro delle attività didattiche dell’anno scolastico 2025/26 sul tema della pace e della gestione dei conflitti. Tali temi rappresentano un punto di partenza importante per lo sviluppo delle competenze trasversali, sociali ed emotive, e offrono agli alunni occasioni significative per comprendere il mondo, sé stessi e gli altri. Educare alla pace significa promuovere atteggiamenti di dialogo, rispetto, responsabilità e giustizia, e allo stesso tempo riconoscere che il conflitto fa parte della vita e può essere affrontato e trasformato attraverso strumenti non violenti.”.

In un momento in cui la società ottavianese mi appare ancora più del solito stanca, silenziosa, disinteressata e distratta lo “spettacolo” dei ragazzi dell’I.C. “D’Aosta” che martedì 30 settembre sfilavano per via Cesare Augusto cantando inni alla Pace e battendo le mani mi ha particolarmente colpito, anche perché, osservandoli attentamente, notavo che essi non recitavano meccanicamente una parte, ma cantavano con intensa partecipazione, come per dire agli spettatori che essi condividevano sinceramente le importanti ragioni che avevano spinto la Scuola a organizzare la manifestazione: insomma, erano emozionati, come se sapessero già che una “giornata” così non l’avrebbero più dimenticata.

E’ necessario ringraziare l’Istituto per aver fatto in modo che attraverso la voce dei ragazzi si sentisse anche la voce della nostra città: ho sempre pensato che tra i compiti di un Istituto scolastico ci sia anche quello di scuotere la comunità, di invitarla a confrontarsi e ad esprimersi sui temi della storia di ieri e della storia di oggi. Durante la manifestazione gli alunni delle prime due classi della secondaria sventolavano i fazzoletti con i colori della bandiera della Pace e mostravano a tutti le barchette di carta della “Flotilla” realizzate durante i primi giorni di scuola, mentre gli alunni di terza intonavano qualche canzone di J. Lennon: tutti insieme, poi, intonavano gli slogan che comunicavano il significato profondo della manifestazione: Uniti a difesa dei Diritti Umani, Siamo noi il vento del cambiamento, Ucraina libera, Palestina libera.

Tutti i ragazzi si sono poi riuniti in Piazza Municipio e qui, seduti a terra, hanno cantato, hanno rispettato un minuto di silenzio e hanno ascoltato, mi dice la prof.ssa Clementina Iervolino, poesie di Ungaretti, di Brecht e di Hikmet recitate da alunni delle classi terze. Infine le barche di carta della “Flotilla” sono state calate sull’acqua della fontana di Piazza Municipio. E mi piace concludere questa breve nota trascrivendo e condividendo, parola per parola, il post che il dott. Michele Saviano, che è stato sindaco di Ottaviano, ha dedicato alla manifestazione: “Congratulazioni vivissime, cara Clementina, a te, al tuo Istituto ed a tutti i ragazzi per questa emozionante e colorata manifestazione a favore della Palestina libera e della Striscia di Gaza martorizzata dalle bombe del terrorista Israeliano Netanyahu, con lo sterminio scientifico di una popolazione inerte e di migliaia di bambini innocenti. Sabato scorso ho partecipato a Pomigliano ad una analoga manifestazione/ corteo che ha visto la partecipazione di migliaia di persone, tra Associazioni, cittadini singoli, tantissimi ragazzi, genitori, giovani donne, giovani uomini….Congratulazioni soprattutto per il coraggio di avere preso una decisione e di avere fatto una scelta, cosa che non tutti hanno saputo / voluto fare nella nostra Nazione…Anche nel nostro Comune non mi sembra di avere sentito , finora, una sola voce, sdegnata , sia da parte della società civile e/ o religiosa, di qualche associazione, né tanto meno delle istituzioni ( forse mi sbaglio?) che si sia alzata a favore della popolazione Palestinese. contro il genocidio messo in atto da Israele. Il vostro coraggio è un’infusione di fiducia, c’è ancora speranza. Congratulazioni vivissime….un abbraccio forte a tutti voi ed ai ragazzi…”.

A Ottaviano un “incontro” di grande intensità con la scrittrice Angela Procaccini

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Ringrazio la prof.ssa Fiorella Saviano, consigliera comunale con delega alla Cultura, che ci ha consentito di incontrare, nella Biblioteca Comunale “F. D’Ascoli”, Angela Procaccini, autrice della raccolta di racconti “Stralci di vita”. Ogni racconto è “un dipinto compiuto e, come in un acquerello, le tinte più tenui, quelle dei colori più diluiti, si armonizzano con quelle più forti, più dense di colore. Ciascuna tessera non narra solo un evento o più eventi concatenati: l’evento è accompagnato da riflessioni che l’Autrice attribuisce sì alle sue protagoniste, ma che, prendendo le mosse da spunti autobiografici o da fatti da lei direttamente o indirettamente vissuti, o soltanto osservati, diventano di fatto riflessioni sue personali.” (Loris Colombo).

 

E non a caso il libro si apre con un “pensiero” di Isabel Allende.” La vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi…”. Sostengono studiosi di grande nome che per cogliere il senso di un’opera letteraria non è necessario conoscere le vicende della vita dell’autore, ma ho sempre creduto che ci siano delle eccezioni. La trama di quell’arazzo che è stata ed è la vita di Angela Procaccini parte da un “nodo” terribile: lei è la madre di Simonetta Lamberti che venne uccisa il 29 maggio 1982 – Simonetta aveva 11 anni – in un agguato di camorra che aveva come bersaglio suo padre Alfonso, procuratore della Repubblica a Sala Consilina.

Quella tragedia e le sue drammatiche conseguenze avrebbero potuto “chiudere” la signora nel silenzio dell’odio: e invece la aprirono al confronto sempre più ampio con la realtà e all’attenzione, sempre più complessa, per la vita sociale, per i problemi delle donne, dei ragazzi, di tutti coloro che vengono respinti ai margini del sistema. “ A quei ragazzi che mi chiedono – ha detto la scrittrice – come ho potuto superare la morte di una figlia, rispondo che hanno ragione. È vero, non si può superare la privazione di un figlio. Anche la lingua italiana respinge questo “oltraggio” alla natura: non esiste infatti un vocabolo che indichi un genitore privato del proprio figlio. Ma poi continuo, e supero il momento di dubbio, dicendo loro che io ci sono riuscita perché mi sono affidata a due grandi motivazioni: l’Amore per il prossimo, per i bambini e i ragazzi che hanno riempito la mia vita di lavoro, in particolare per quelli più difficili e provati, e la Memoria, che mantiene viva Simonetta Lamberti nelle coscienze di tanti ragazzi, che poi diventeranno adulti responsabili» (“Il Mattino”, 6 giugno 2022).

E nella presentazione di “Stralci di vita” la Procaccini ha scritto: “Sono una creatura umana che vive pienamente la sua vita, col sudore e il tormento. Ma anche con l’Amore e la Bellezza. In questi miei personaggi c’è tanto di me, con il dolore e con la speranza. Per questo sono vivi e palpitanti, e gridano il loro diritto a esprimersi. Perché “le parole dicono il mondo e le parole dicono l’uomo, quel che l’uomo vede e sente, quel che esiste, quel che è esistito, la volontà, l’involontario, il timore e il desiderio di quel che non esiste, di quel che sta per esistere. Le parole distruggono, le parole predicono… partecipano tutte all’elaborazione della verità” (Paul Éluard)”. Il momento più intenso di questa coinvolgente “serata” è stato quello in cui la scrittrice ci ha raccontato e descritto il momento in cui, in un’aula di tribunale, ella concesse il perdono all’assassino di sua figlia che, in ginocchio, implorava perdono. Momenti significativi, che danno senso a tutta la “catena” dei momenti precedenti e successivi: dunque, “stralci di vita”. Splendido è il rapporto tra Walter e il mare di Posillipo nello stralcio “Walter e il battello ebbro”.

Il protagonista si specchia in quel mare e ne condivide i ritmi: quando egli inizia uno dei tanti amori che hanno accompagnato la sua vita, quel mare è “calmo e rilassante, con onde lievi”, e diventa tempestoso, quando l’amore diventa esplosiva passione, desiderio quasi violento di “possedere” la donna. Poi il mare “si calma”. Per dodici anni, grazie alle virtù di Ilaria, il “mare” di Walter si muove solo con onde serene e luminose. Al dodicesimo anno compare Melissa, e il protagonista “sente” che il mare ha perso colore e che le onde sono basse, lente e confuse. Una mattina, quando Ilaria entra nella stanza, come ogni giorno, portando il vassoio con due tazze di caffè, Walter trova il coraggio di dirle che tutto è finito. Ilaria non grida, non protesta, volge lo sguardo agli uccelli che vanno via, e, infine, reagisce. Un raptus. Le tazzine volano addosso a Walter, che sta ancora a letto, macchiano lenzuola e cuscino, e le macchie prendono la forma di fiori, piccoli fiori di rabbia e di amarezza, ma anche di riscatto.

Questa conclusione è geniale: nel lancio – un gesto “muto e, nello stesso tempo, loquace- Ilaria esprime in maniera perfetta il suo commento alla decisione di Walter e gli fa capire chiaramente che anche lei è capace di voltare pagina ed è pronta a vivere un altro “stralcio di vita”. Il poeta Alfonso Severino ha letto suoi morbidi versi ispirati dalla storia e dall’arte di Angela Procaccini e Domenico di Sarno ha analizzato struttura e tecnica della raccolta di racconti. Il nostro augurio è che anche i prossimi appuntamenti di “Biblioteca Viva” siano vivi e significativi come questo.

Via al nuovo anno accademico dell’UNITRE di Pomigliano d’Arco

Questa settimana, in particolare lunedì 29 settembre alle ore 17.30, presso la Sala Convegni dell’Ex Distilleria di Pomigliano d’Arco, si è tenuta la cerimonia di apertura dell’anno accademico 2025/2026 dell’UNITRE.

L’evento è stato inaugurato con la benedizione di Padre Sabatino, che ha sostituito Don Filippo della chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Sono intervenuti l’assessore all’Avvocatura, Patrimonio, Fondazioni, Associazioni e Pari Opportunità Elvira Romano; l’assessore al Bilancio, Finanza, Partecipate e PNRR Mattia De Cicco; e l’assessore al Lavoro, Commercio, Macchina Comunale e Personale Marianna Manna. A seguire, i saluti del Presidente Nazionale dell’UNITRE Caserta sono stati affidati alla Consigliera Aida Pavesio.

Successivamente ha preso la parola Nicola Manna, presidente dell’università, che ha illustrato il nuovo anno accademico, definendolo ricco di novità e di percorsi formativi pensati per chi desidera coltivare la curiosità e, soprattutto, la voglia di stare insieme.

Il programma prevede:

  • corsi e lezioni di storia, letteratura e filosofia;

  • laboratori pratici di scrittura creativa, lettura condivisa, pittura e musica, dizione e recitazione;

  • incontri con autori di fama nazionale e internazionale, presentazioni di libri e conferenze;

  • visite culturali e guidate nei principali siti storici e artistici della regione;

  • corsi di lingua inglese, alfabetizzazione informatica e uso delle applicazioni digitali;

  • progetti intergenerazionali con scuole primarie e secondarie, finalizzati alla trasmissione delle tradizioni, della memoria e del sapere;

  • approfondimenti di medicina preventiva e psicologia.

L’Università della Terza Età nasce come luogo di incontro e di crescita personale: non è solo un insieme di corsi, ma anche un’occasione per socializzare e vivere con entusiasmo. A questo proposito, il presidente ha parlato di una “solidarietà intergenerazionale da trasferire ai posteri”.

L’evento ha riscosso grande successo e una partecipazione numerosa: presenti sia studenti degli anni passati sia nuove persone interessate a iscriversi, entusiaste di intraprendere questo nuovo percorso.

Drumbert Dj presenta il suo ultimo singolo “Casamale”

Umberto Cerciello, in arte Drumbert Dj, ha presentato il suo ultimo singolo “Casamale” e ci ha raccontato di più sul suo percorso

Artista emergente del nostro territorio, Umberto Cerciello è un ragazzo di Somma Vesuviana che ha fatto della sua passione il suo lavoro.

Inizia da piccolissimo ad appassionarsi alla musica, in particolare alle percussioni, per poi iniziare a farsi spazio in questo mondo con la batteria e poi come dj.

In occasione dell’uscita del suo ultimo singolo “Casamale”, gli abbiamo posto alcune domanda per conoscere meglio lui e la sua musica.

Raccontaci di questo ultimo singolo “Casamale”, come nasce e perché proprio il nostro borgo?

“Io sono originario di Somma Vesuviana. Inizialmente ho cominciato a produrre brani basati sull’afro house ma, dato che da piccolo ho sempre suonato vari strumenti a percussione come per esempio la batteria, ho suonato anche la tammorra, lo strumento classico del paese. Per unire entrambe le cose, per portare in giro la mia musica ho pensato di portare anche un po’ di Somma e raccontare le mie radici attraverso la musica.”

Da quanto fai musica e come mai questo genere musicale così particolare, ovvero l’afro house con richiami folcloristici?

“Come dicevo prima, io ho iniziato con la batteria a 3 anni. Poi a 12 anni ho iniziato con il percorso da dj e la musica afro house mi ha sempre attirato. Prima si chiamava musica tribale perché ci sono delle percussioni all’interno. Dato che ora faccio anche produzioni ho pensato di inserire le percussioni nei miei brani e il genere che si avvicinava di più al mio era proprio l’afro house che ha, appunto,  questi suoni tribali.”

Chi sono i tuoi idoli nel mondo musicale e a chi ti ispiri?

“Io mi ispiro molto a Black Coffee, che è un artista internazionale, ma anche a Pablo Fierro ma ci sono molti nomi della musica house che si avvicinano molto alla mia idea di fare musica.”

Tramite la tua musica cosa vorresti trasmettere a chi ti ascolta?

“Sono una persona un po’ chiusa, timida e cerco di trasmettere ciò che ho dentro, tutte le mie emozioni attraverso le percussioni, attraverso la musica. Quando produco mi lascio ispirare sempre da qualche luogo, per esempio il Casamale. Nel mio ultimo singolo ho immaginato una foresta, una giungla in cui i ritmi afro si fondevano con il suono delle tammorre e tutti gli strumenti a percussione. In questo brano ho inserito anche rumori e suoni provenienti dai residui di immondizia: cianfrusaglie, bidoni, dei fusti dell’olio. La scelta di inserirli è stata determinata dal fatto che noi facciamo parte della Terra dei Fuochi. Ho cercato di far emergere un messaggio, di far comprendere che Napoli non è solo la parte brutta, che nelle nostre tradizioni c’è tanta buona musica e che ci sono artisti emergenti che, come me, cercano di raccontare un qualcosa attraverso la musica.”

In un certo senso può essere anche una musica da denuncia?

“Si, il mio intento è proprio quello di sfatare questa immagine errata che si ha di Napoli.”

Parlaci dei tuoi progetti futuri, c’è già qualcosa in cantiere?

“Si ci sono altri tre brani in uscita oltre ai tre che sono già usciti, ovvero ‘Dale un sabor’, un brano afro latino, cantato da Dairo Todd, un ragazzo cubano e anche lì ho cercato di unire Napoli con le sonorità cubane e latine. Poi ci sono gli altri due singoli, ‘Monastery’ e ‘Casamale’. Successivamente ci saranno gli altri tre brani e anche questi sono ispirati al mare o al tramonto perché mi emoziona molto guardare la natura, luoghi come foreste e boschi. Sono molto attratto da questi luoghi e anche quando mi dedico alla produzione cerco di farlo guardando il mare o comunque un bel paesaggio.”

Tu sei del Casamale? Nasce da qui il titolo del singolo?

“No io sono di Rione Trieste, di Via Colle. Lí c’era Zia Chicchina, una delle donne della tammorra. Da bambino, quando facevano il Fuoco di Sant’Antonio, festa folcloristica molto sentita in città, sentivo la musica popolare. Poi sono cresciuto e ho deciso di portarla in chiave moderna nel mio lavoro e nelle mie produzioni, anche per non far perdere quel ricordo della musica folcloristica”.

Vuoi concludere con un ultimo aneddoto?

“Io ho un mio progetto che si chiama ‘Drumbert Live Orchestra’, un sogno che avevo fin da piccolo. Infatti, il disco per intero si chiamerà “My Dream” e ci saranno tutti i brani che man mano stanno uscendo. ‘Drumbert Live Orchestra’ è un’orchestra di 18 elementi tra musicisti e cantanti, dove suono sia come Dj che come batterista. Ho creato un set mio e nei live, sia per eventi privati che in piazze e discoteche, porto il mio progetto. L’ultima serata l’ho fatta in Calabria in una discoteca e ha avuto tanto successo. Questa è stata una delle prime serate dal vivo perché il progetto Drumbert Live Orchestra’ è nato 7-8 mesi fa, una cosa abbastanza nuova.”

Regionali, Forza Italia punta tutto su Giosy Romano: “Per noi si può chiudere”. E per Fratelli d’Italia?

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Forza Italia scioglie le riserve e apre alla candidatura di Giosy Romano come rappresentante del centrodestra alle prossime Regionali in Campania, fissate per il 23 e 24 novembre. L’annuncio arriva direttamente dal coordinatore regionale azzurro, Fulvio Martusciello, che ha invitato a non perdere altro tempo: “Se Fratelli d’Italia ha superato le difficoltà interne, per me si può chiudere ora”, ha affermato, ribadendo come non esistano “preclusioni” nei confronti di Romano. La linea del partito mira a puntare su un candidato solido e riconoscibile, in grado di tenere insieme il consenso organizzato con quello spontaneo e di intercettare la fiducia di amministratori e primi cittadini. Romano, oggi alla guida della Zes unica del Mezzogiorno e considerato vicino alla premier Giorgia Meloni, viene visto da Forza Italia come il profilo capace di interpretare questa strategia. La sua traiettoria politica è particolare: cinque anni fa Romano fu sostenitore del governatore Vincenzo De Luca attraverso la lista “Fare Democratico”, che totalizzò oltre centomila voti. Oggi il suo schieramento con il centrodestra rappresenta un colpo a sorpresa, una mossa pensata per sottrarre consensi a chi in passato lo aveva accolto nelle proprie file. Per il centrodestra la sfida è lanciare un candidato tecnico e moderato, con esperienza amministrativa e capacità di dialogo con i territori, ma anche con le realtà imprenditoriali. La convinzione è che possa incarnare l’avversario ideale per De Luca, in un momento in cui l’alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle non riesce a spegnere il malumore diffuso. In un quadro politico tutt’altro che semplice, Forza Italia sceglie quindi di giocarsi la carta Romano, ritenendola l’unica mossa in grado di rimettere in discussione una competizione che sembrava già scritta. Una scommessa fondata sulla sua capacità di “sparigliare dall’altra parte” e di incrinare gli equilibri consolidati.