Esplosione nell’autodemolizione a Pomigliano, 3 operai feriti: uno è grave

  Pomigliano d’Arco – Momenti di paura e tragedia questa mattina in un impianto di autodemolizione in via San Giusto, al confine con Tavernanova di Casalnuovo. Durante le operazioni di smontaggio di un mezzo destinato alla distruzione, un improvviso scoppio ha investito tre lavoratori, tutti di origine straniera, impegnati nelle attività quotidiane del cantiere.   Secondo una prima ricostruzione, l’incidente sarebbe stato causato da una bombola di Gpl ancora presente a bordo dell’auto. Il serbatoio, non individuato al momento delle operazioni di spostamento con un braccio meccanico, avrebbe ceduto di colpo, generando una potente deflagrazione che ha avvolto i presenti in una fiammata.   L’esplosione ha provocato gravi ustioni e ferite ai tre operai: uno di loro versa in condizioni critiche. Subito è scattata la macchina dei soccorsi: sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, i carabinieri e le ambulanze del 118. Dopo le prime cure sul luogo dell’incidente, i feriti sono stati trasferiti d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli, centro di riferimento per i grandi traumi.   Nel frattempo i pompieri hanno domato l’incendio sviluppatosi a seguito dello scoppio, mentre i militari hanno provveduto a isolare l’area per consentire le verifiche tecniche. Le forze dell’ordine hanno già avviato le indagini per ricostruire con precisione la dinamica e accertare eventuali responsabilità, verificando anche il rispetto delle norme di sicurezza all’interno della struttura.   Ancora una volta, un episodio drammatico mette in evidenza i rischi che corrono quotidianamente i lavoratori impegnati in settori considerati ad alta pericolosità, come quello della demolizione dei veicoli. La comunità locale è scossa dall’accaduto e resta in attesa di aggiornamenti sulle condizioni dei tre uomini coinvolti.

Sanità in Campania: via libera alla legge sull’Onco-Nutrizione con il contributo della dott.ssa Teresa Esposito

Riceviamo e pubblichiamo: Campania, approvata la legge sull’Onco-Nutrizione: il contributo della dott.ssa Teresa Esposito Il Consiglio Regionale approva il testo che integra la nutrizione clinica nei percorsi oncologici: un passo storico per la sanità campana. La dott.ssa Teresa Esposito ha contribuito come consulente tecnica e specialista in nutrizione clinica. Un passo storico per la sanità campana Durante la seduta consiliare del 2 ottobre 2025, il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la legge che inserisce in maniera organica la nutrizione clinica nei percorsi oncologici, insieme ad altre misure fondamentali come la psico-oncologia e l’onco- riabilitazione. Il provvedimento, a firma del consigliere Tommaso Pellegrino e sostenuto dalla consigliera Bruna Fiola, riconosce l’importanza di approcci multidisciplinari, innovativi e centrati sul paziente, collocando la nutrizione oncologica come servizio essenziale nei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA). La consulenza della dott.ssa Teresa Esposito Tra gli esperti coinvolti nella fase preparatoria del testo c’è stata la dott.ssa Teresa Esposito, medico chirurgo, specialista in Biochimica Clinica e Genetica Molecolare, in Nutrizione Clinica e Dietologia, e dirigente medico ospedaliero degli OO.RR. Area Nolana. Invitata come consulente tecnica in Commissione Sanità, ha contribuito con osservazioni cliniche e suggerimenti operativi che hanno arricchito la legge, garantendo la massima applicabilità pratica. La dottoressa Esposito insegna presso la Temple University e collabora con il Prof. Antonio Giordano e lo Sbarro Research Center, centro internazionale di ricerca oncologica. Grazie alla sua esperienza clinica e scientifica, il provvedimento è stato modellato secondo le reali esigenze dei pazienti e dei team multidisciplinari. Obiettivi della legge La normativa appena approvata punta a: Integrare la nutrizione oncologica nei percorsi terapeutici; Garantire continuità tra territorio e ospedale, con team multidisciplinari; Sostenere la formazione e la ricerca in nutrizione clinica oncologica; Migliorare la qualità di vita dei pazienti durante le terapie oncologiche. Secondo la dottoressa Esposito, “questa legge permette di superare un vuoto normativo che penalizzava i pazienti oncologici. La nutrizione è parte essenziale della cura: aiuta a tollerare meglio le terapie, migliora la qualità di vita e può incidere sugli esiti clinici”.Un plauso alle istituzioni L’approvazione del testo è stata salutata con entusiasmo dai promotori e dagli operatori sanitari che hanno seguito l’iter legislativo. Un ringraziamento speciale va ai Consiglieri Pellegrino e Fiola, per la visione e l’impegno nella realizzazione di un provvedimento che segna un passo avanti nella cura integrata del paziente oncologico. Il verbale ufficiale della seduta del 2 ottobre 2025 sarà presto disponibile sul portale del Consiglio Regionale della Campania, fornendo la documentazione completa dell’approvazione. #OncoNutrizione #Oncologia #SanitàCampania #DietologiaClinica #BiochimicaClinica

Vessata da 20 anni, l’ex dà fuoco alla sua casa a Pollena Trocchia

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POLLENA TROCCHIA: incendia casa della ex, poi si consegna ai Carabinieri. La storia di una donna vittima di 20 anni di vessazioni La storia che vi racconteremo ha il volto della dipendenza. E’ sporco, inciso dal tempo e dal peso della collera. A odiare si impara in fretta, la pelle lo sa e disegna solchi attorno a occhi e bocca. L’odio fissa quell’espressione come una mano di smalto. La dipendenza poi, la trasforma in una maschera. Dicevamo che il racconto di oggi ne ha le sembianze. Non una ma tante: droga, alcol, gioco d’azzardo, violenza e prevaricazione. Un’idra che si nutre di silenzi e di insulti, che divora la serenità di una famiglia di Pollena Trocchia, piccola cittadina ai piedi del Vesuvio. Moglie, marito e 4 figlie. Un matrimonio come tanti fino al 2005 quando tossicodipendenza e ludopatia complicano le cose. La prima mano alzata, il primo insulto, le minacce. Poi il copione si ripete giorno dopo giorno. C’è la rottura, la scelta forzata di vivere da separati in casa. La violenza cova sotto la cenere, con le recriminazioni e vecchi sospetti che diventano mostri. Lei prova a rialzarsi, una storia con un altro uomo può farla respirare. Poi l’escalation. Il marito ormai ex alterna picchi di violenza a tentativi di riconciliazione. Cambierò e saremo una famiglia felice, ti vestirò d’oro come la Madonna, dice. Il rifiuto peggiora le prospettive e allora il tempo ne sarà testimone: “le cose si fanno a tempo debito”. Ed è così che finisce, o inizia. Con le mani annerite che consegnano ai Carabinieri una carta di identità abbrustolita. Con la puzza di bruciato impregnata nei vestiti. L’uomo, 54enne, ha incendiato la loro casa. Delle loro cose non è rimasto nulla. Tutto in fiamme, nero come il carbone. Fortuna ha voluto che nessuno fosse all’interno. Nessuno è rimasto ferito, almeno fisicamente. Lei osserva il buio dentro casa e ripete ad una delle figlie, “guarda che ha combinato”, “la mia casa, le mie cose…”. Il 54enne si consegnerà ai Carabinieri di Cercola, confessando tutto. Risponderà di maltrattamenti, incendio doloso e sequestro di persona e rapina. Gli ultimi due reati perché prima di porgere i polsi per le manette, aveva aggredito un passante davanti casa. Gli aveva strappato da mano il telefono, contestandogli una relazione con l’ex moglie. Cercando furiosamente tracce del tradimento sul display dello smartphone, il 54enne ha imprigionato la vittima in un cortile, impedendogli di uscire. E’ ora in carcere, in attesa di raccontare al giudice le sue ultime 24 ore e di rispondere di anni di vessazioni denunciati dalla donna.

Casalnuovo, spaccio nelle mani del clan: 5 arresti

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  CASALNUOVO DI NAPOLI – Nuovo colpo alla rete dello spaccio nell’area a nord di Napoli. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della Compagnia di Nola hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.   Il provvedimento riguarda cinque persone, gravemente indiziate – a vario titolo – di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e di detenzione di droga con finalità di spaccio. L’operazione, condotta nelle prime ore della mattinata, rappresenta un ulteriore tassello nella strategia repressiva portata avanti dalla DDA di Napoli contro le organizzazioni criminali attive nel territorio.   Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe emersa l’esistenza di un sodalizio criminale con base operativa a Casalnuovo di Napoli e nei comuni limitrofi. Il gruppo avrebbe gestito le piazze di spaccio sfruttando la forza intimidatrice del clan Tammaro, storicamente radicato nell’area, agendo con l’obiettivo di agevolarne l’ascesa e consolidarne il controllo sulle attività illecite locali.   Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno consentito di documentare l’operatività del gruppo, evidenziando come la rete di spaccio fosse strutturata e capace di garantire continuità e copertura sul territorio. Una dinamica che, secondo l’ipotesi accusatoria, confermerebbe il legame organico con il clan camorristico di riferimento.   Va sottolineato che il provvedimento adottato è una misura cautelare emessa nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono pertanto destinatari di accuse ancora tutte da verificare nelle sedi processuali e vanno considerati presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.   L’operazione, resa nota attraverso un comunicato ufficiale della Procura Distrettuale di Napoli, testimonia la costante attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura verso il fenomeno dello spaccio di stupefacenti, che continua a rappresentare una delle principali fonti di sostentamento della criminalità organizzata nell’area metropolitana napoletana.   Con questo intervento la DDA intende lanciare un segnale forte, riaffermando la presenza dello Stato in territori complessi, dove le piazze di spaccio diventano spesso crocevia di degrado, violenza e arricchimento illecito.

Appalto cimiteriale, FAILMS contro Zeus: “Nega elenco lavoratori, violata la trasparenza”

Riceviamo e pubblichiamo: COMUNICATO STAMPA  

Napoli, 3 ottobre 2025

Gara di appalto servizi cimiteriali San Giorgio a Cremano: la Zeus Soc. Coop. sfugge al confronto e si rifiuta di comunicare l’elenco dei lavoratori in forza.

La FAILMS denuncia con forza il comportamento irresponsabile della Zeus Soc. Coop., attuale gestore dei servizi cimiteriali del Comune di San Giorgio a Cremano, che si rifiuta di fornire l’elenco dei lavoratori attualmente impiegati nell’appalto, nonostante le reiterate richieste formali dell’organizzazione sindacale.

Dopo un lungo confronto con l’ente appaltante, si è sancita la continuità del contratto collettivo nazionale di lavoro (Igiene Ambientale) nel passaggio tra il gestore uscente e il futuro aggiudicatario. Tuttavia, nessun verbale è stato sottoscritto a causa delle discordanze sui numeri effettivi dei lavoratori coinvolti.

La Zeus Soc. Coop., in spregio alle normative sui cambi di appalto e alle clausole sociali previste dal D.Lgs. 36/2023, ha dichiarato tramite nota che non è tenuta a comunicare l’elenco dei lavoratori all’organizzazione sindacale, comportamento inaccettabile e contrario a qualsiasi principio di trasparenza e correttezza nelle relazioni sindacali e nei contratti pubblici.

La FAILMS ha quindi formalmente richiesto al Prefetto di Napoli la convocazione di un incontro urgente, affinché si ripristini il rispetto delle regole e si tutelino i lavoratori coinvolti, oggi costretti a vivere nell’incertezza del loro futuro occupazionale.

Dichiarazione del Segretario Regionale FAILMS, Luigi Raiola

“È inconcepibile l’atteggiamento assunto dalla Zeus Soc. Coop., che dimostra una totale mancanza di trasparenza e correttezza nelle relazioni sindacali. Non comprendiamo cosa ci sia da nascondere da parte della Zeus Soc. Coop.: mai in un cambio di appalto abbiamo riscontrato comportamenti così opachi e sfuggenti.

La mancata comunicazione dell’elenco dei lavoratori in forza sul cimitero di San Giorgio a Cremano non solo mina la tutela dei diritti occupazionali, ma rappresenta un grave precedente inaccettabile. Se questa è la modalità con cui la Zeus Soc.Coop. intende relazionarsi con le organizzazioni sindacali, la preoccupazione aumenta notevolmente, soprattutto in vista di una sua possibile aggiudicazione della nuova gara d’appalto.

Ci rivolgeremo alla Prefettura di Napoli per rivendicare con forza i diritti dei lavoratori coinvolti. Non permetteremo che l’oscurità prenda il posto della legalità e della dignità nei luoghi di lavoro.”

Meloni dà un mese di vacanza al viceministro degli Esteri: sarà il candidato del centrodestra in Campania

La guerra che avanza, la crisi di Gaza che ormai è diventata anche caso nazionale e i nostri connazionali della flottilla in carcere. Meloni fa la scelta più logica: mettere il viceministro degli Esteri in giro per la Campania per un mese. Perché di questo si tratterà, una vacanza e poco altro, vista la sfida persa quasi in partenza tra beghe e divisioni. Lo sa lo stesso Cirielli, che l’anno scorso premeva per essere il leader della coalizione e accolse quasi come una manna dal cielo il caso Sangiuliano che di fatto fece fuori l’altro competitor forte in casa Fratelli d’Italia. Stavolta l’hanno dovuto quasi pregare, da quel che dicono i rumors, tanto per quel che conta la Farnesina nella crisi internazionale possiamo pure metterci a fare altro. Peraltro proprio su Israele, a giugno, Cirielli usò l’espressione “legittima difesa” in un’intervista a Repubblica. Meglio soprassedere e pensare ad altro sperando – da questa parte – che la strana coppia Fico-De Luca ne faccia qualcuna delle sue regalando qualche voto a questo centrodestra che da sempre in Campania è in cerca d’autore. Ora l’autore è lui: Edmondo Cirielli. L’INCROCIO DELLE REGIONI Dopo giorni di trattative, contatti e voci di corridoio, l’ex presidente della Provincia di Salerno sembra essere il nome scelto per correre contro Roberto Fico. La premier ha provato a far quadrare il puzzle nazionale, incastrando Veneto, Puglia e Campania, ma l’assetto finale ha finito per riproporre la soluzione più scontata: un candidato politico, interno al governo, al posto di un profilo civico. IL PREFETTO MESSO DA PARTE Il nome del prefetto di Napoli Michele di Bari era rimasto in campo fino alle ultime ore, cavalcato da Forza Italia e da chi sperava in una figura meno divisiva. Ma la linea è stata chiara: sacrificare l’opzione civica e puntare su un uomo di partito, nonostante i rischi. L’ULTIMO SONDAGGIO Le riunioni decisive sono state accompagnate da rilevazioni demoscopiche, da cui Cirielli sarebbe uscito come il candidato “più competitivo”. Una lettura tutta da verificare, perché lo scenario campano per il centrodestra resta fragile, frammentato e privo di radici solide. LE VOCI DEL TOTONOMI Negli scorsi giorni erano circolati altri nomi, dai rettori Lorito e Nicoletti al presidente della Zes Giosy Romano, fino all’imprenditrice Marilù Faraone Mennella. Tutte ipotesi tramontate in fretta, mentre la coalizione si è stretta su Cirielli quasi per mancanza di alternative credibili. LA SFIDA A FICO Il centrosinistra intanto lavora sul programma: sanità, welfare e stop ai gettonisti, con Fico che prova a tenere insieme partiti e tecnici. Il contrasto è evidente: da un lato un tavolo di merito, dall’altro una candidatura che sa più di operazione di ripiego che di progetto politico. E così, nel pieno di una crisi internazionale, la Campania si ritrova un viceministro degli Esteri in campagna elettorale. Una scelta che pesa più per il segnale di debolezza che per l’entusiasmo che potrà generare. Perché la verità è che il centrodestra in Campania continua a rincorrere, affidandosi a figure di partito già logorate.

Somma, l’Assessore Perna si congeda: “Anni intensi, continuerò a lavorare per la città”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Con grande emozione prendo la parola oggi per congedarmi dal ruolo di Assessore del Comune di Somma Vesuviana, incarico che ho avuto l’onore di ricoprire dal 2020 fino ad oggi.

Sono stati anni intensi, complessi, ma allo stesso tempo ricchi di esperienze umane e professionali che porterò sempre con me. Desidero, innanzitutto, rivolgere il mio più sentito ringraziamento al Sindaco, che ha riposto in me la sua fiducia affidandomi questo ruolo così importante per la nostra comunità.

Ringrazio i colleghi di giunta e tutti i consiglieri comunali per il percorso condiviso.

Un grazie sincero va alle associazioni del territorio, che con il loro impegno, la loro passione e il loro entusiasmo hanno contribuito in maniera determinante a valorizzare la nostra città e a rendere più forte il senso di comunità. Ringrazio i singoli cittadini che, con il loro supporto, con le loro idee e con la loro partecipazione, hanno reso possibile portare avanti tanti progetti e iniziative.

Un ringraziamento speciale alle dirigenti scolastiche, che sono sempre state al mio fianco con le loro idee, la loro sensibilità e la loro dedizione. Spero, a mia volta, di essere stata per loro un supporto concreto e un punto di riferimento nell’interesse dei nostri ragazzi e della scuola, che è il cuore pulsante della nostra comunità.

Non posso infine non rivolgere un pensiero riconoscente a tutta la macchina comunale: dai dirigenti ai dipendenti, che con competenza, professionalità e spirito di servizio sono stati fondamentali per la realizzazione di tutti i progetti messi in campo in questi anni. Senza il loro lavoro quotidiano, nulla sarebbe stato possibile.

L’amministrazione è caduta, e con essa si conclude questa esperienza istituzionale. Ma non si interrompe l’impegno personale e civile che sento nei confronti della nostra città: continuerò, in altre forme e con la stessa passione, a lavorare per il bene di Somma Vesuviana.

Concludo con un sentimento di sincera riconoscenza: grazie a chi mi ha sostenuto, incoraggiato, e anche a chi mi ha criticato con onestà. Tutto ciò mi ha arricchito e fatto crescere.

Il mio augurio è che chi verrà dopo possa proseguire con dedizione e amore verso la nostra comunità, perché Somma merita sempre il meglio.

Somma, fine dell’amministrazione Di Sarno, il PSI: “Occasione per ripartire”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  COMUNICATO DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO SEZIONE DI SOMMA VESUVIANA Dopo otto anni si chiude l’esperienza amministrativa targata Di Sarno. Un’amministrazione che ha rappresentato, senza alcun dubbio, uno dei periodi più bui per Somma Vesuviana, città che per storia, cultura e identità è sempre stata un riferimento per tutto il territorio vesuviano. I cittadini sommesi sono stati vittime innocenti di una gestione politica fatta di personalismi, approssimazione e vuoto di visione. Una pseudo-politica lontana dai valori della buona amministrazione e ancor più distante dai bisogni reali della nostra comunità. Da lunedì Somma Vesuviana sarà commissariata. Una decisione che segna una sconfitta per tutta la classe dirigente, di maggioranza come di opposizione, che negli anni si è alternata senza mai offrire una prospettiva credibile e coerente. Il Partito Socialista Italiano di Somma Vesuviana, attraverso la voce di tutti i suoi iscritti e militanti, esprime profonda amarezza per le condizioni in cui versa oggi il nostro paese. Ma, al tempo stesso, rinnova con forza il proprio impegno per una politica seria, competente e vicina alle persone. La primavera prossima i cittadini saranno finalmente chiamati alle urne. Ci auguriamo che sia l’occasione per restituire sovranità al popolo e per voltare pagina, lasciandosi alle spalle le logiche che hanno portato Somma al declino. Noi socialisti ci saremo, con le nostre idee, i nostri valori, e soprattutto con la volontà di contribuire a una nuova stagione per Somma Vesuviana. Una stagione di rinascita, dignità e rispetto. Che Somma possa tornare davvero agli antichi splendori. ✊ Maria Pangiroli Segretario cittadino PSI

Di Sarno a casa: “Pago la candidatura di mia moglie con Forza Italia”. Ecco i 3 consiglieri “disertori”

Somma Vesuviana, in 13 mandano a casa il sindaco Tre consiglieri di maggioranza tra i firmatari: Rancella, Stanzione e Neri Nocerino e Sommese, con la firma che manda a casa Di Sarno perdono il ruolo di consiglieri metropolitani. Tra l’opposizione Rianna rifiuta di firmare: “Era giusto finisse l’amministrazione ma non associo la mia firma a quella del Pd” Salvatore Di Sarno non è più il sindaco di Somma Vesuviana. Dal 2017 Di Sarno occupava lo scranno più alto di Palazzo Torino ma oggi pomeriggio la sua esperienza finisce anche per mano di parte della sua maggioranza, ossia i consiglieri del Pd Salvatore Rancella e Giovanni Stanzione, ma anche Vincenzo Neri. Il sindaco Di Sarno aveva oggi parlato ai cittadini attraverso una diretta su Facebook, annunciando cosa sarebbe avvenuto, dicendo che «avrebbe venduto cara la pelle» e dettagliando anche i motivi per cui tutto ciò si sarebbe verificato. Mentre andava in diretta, a proposito di vendere cara la pelle, DI Sarno aveva anche azzerato la giunta. “Tutto è nato da una presunta candidatura di mia moglie nelle liste di Forza Italia alle regionali – ha detto Di Sarno – candidatura mai confermata. Ci sono stati dei contatti ma per ora non se ne è fatto nulla, sono sicuro che dietro c’è anche altro e che la nostra città è svenduta per volere di palazzo, per volontà di qualche esponente regionale. Sicuramente nelle prossime ore arriveranno le ragioni e le motivazioni di chi ha firmato la sfiducia, poiché si presuppone che con tutte le ragioni possibili per decretare la fine dell’amministrazione Di Sarno, il vulnus trovato da Pd & compagni non sia davvero la possibile candidatura di Giusiana Guerra alle regionali. «Un tale del Pd mi ha anche detto che dovevo smentire immediatamente e pubblicamente questa cosa – racconta il sindaco – io gli ho risposto con una domanda: ma se mi candidassi io tu mi voteresti? Ovviamente la risposta è stata no. Non credo mia moglie si candidi per ora, ma se volesse inseguire un suo sogno, non potrei mai essere io ad ostacolarla, anzi dovrei da buon marito aiutarla. Tutto questo però non doveva entrare per nulla nelle questioni amministrative». La vicenda è difficile ma del resto dopo l’avvio dell’amministrazione Di Sarno bis, esclusi molti degli eletti che avevano contribuito a far rieleggere il sindaco, era stato proprio il Pd a reggerne le sorti. Nell’attesa delle motivazioni, vere o presunte, dei tredici che hanno deciso di firmare, una è già arrivata, quella di Peppe Nocerino che con la sua firma segna anche la fine della sua esperienza da consigliere metropolitano: Ecco la sua nota: «Con le dimissioni contestuali di 13 consiglieri comunali, tra cui il sottoscritto, si è posta fine all’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno. È stata una scelta sofferta, ma necessaria, dettata dalla preoccupazione per le modalità con cui sono state condotte le attività amministrative negli ultimi anni. Il gruppo Siamo Sommesi, coerentemente con il proprio ruolo di opposizione, ha sempre agito nell’interesse esclusivo della città, denunciando in aula consiliare e presso gli enti sovraordinati le criticità di questa amministrazione. Non vi è alcuna finalità di parte: la nostra unica responsabilità è verso i cittadini di Somma Vesuviana, che meritano stabilità e un governo realmente rappresentativo del loro voto. Pur essendo consapevoli che il commissariamento non rappresenta una soluzione ideale, riteniamo che fosse giunto il momento di restituire respiro alla città e porre fine a una gestione condizionata da logiche estranee al bene comune. Per quanto mi riguarda – conclude Nocerino – con la decadenza dal ruolo di consigliere comunale termina anche il mio incarico alla Città Metropolitana. Si tratta di un sacrificio personale, ma affrontato con senso di responsabilità, certo che chi mi sostituirà nelle liste di Fratelli d’Italia saprà svolgere con impegno quel ruolo. Il nostro lavoro politico continuerà con ancora maggiore determinazione e presenza sul territorio». Anche Peppe Sommese perde la carica di consigliere metropolitano e dice la sua sulla vicenda:  “Abbiamo più volte, a più riprese ed in tutti i modi sottolineato la scelta deleteria del primo cittadino di mettere da parte le regole della politica, di sovvertire il mandato elettorale, di mortificare le istituzioni e la credibilità dell’Assise cittadina, svilendo il ruolo del consiglio comunale come luogo di dibattito e soprattutto di guida rispetto agli indirizzi dell’attività amministrativa. Adesso con la stessa maturità e con la stessa responsabilità dimostrata nel chiudere questa fallimentare esperienza, le forze politiche promotrici della sfiducia hanno il dovere di lavorare sodo al fine di mettere in campo per le prossime elezioni Amministrative un progetto di qualità, ambizioso, che sappia valorizzare le enormi potenzialità di questa terra.Il mio contributo non mancherà innanzitutto per amore verso la mia città. Quell’amore che oggi mi ha portato a firmare la sfiducia rinunciando come diretta conseguenza al ruolo di consigliere delegato in Città metropolitana. Gli interessi collettivi per me hanno molto più valore rispetto ad un incarico personale per quanto conquistato con impegno e sacrificio”. Tra i firmatari delle dimissioni troviamo tutti quelli che ci saremmo aspettati, a parte uno, ossia quel consigliere che a Di Sarno, dopo aver lasciato i banchi di maggioranza ma forse anche prima, non ne aveva fatta passare una. Parliamo di Salvatore Rianna al quale non si può non chiedere perché sulla fine tombale del governo di Sarno non c’è la sua firma. Ecco la risposta: «Era giusto finisse quest’amministrazione – ha detto Rianna – ma forse qualcuno doveva svegliarsi dopo tutte le denunce di atti illegittimi e cose dell’altro mondo che ho portato alla luce in questi anni. Non avrei mai associato la mia firma a quella del Pd. Si godano il momento di gloria». Presto arriverà il commissario prefettizio che provvederà alla gestione ordinaria in attesa delle elezioni.

Somma Vesuviana, Nocerino: dimissioni atto di responsabilità

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Somma Vesuviana, Nocerino: dimissioni atto di responsabilità per ridare respiro alla città     «Con le dimissioni contestuali di 13 consiglieri comunali, tra cui il sottoscritto, si è posta fine all’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno. È stata una scelta sofferta, ma necessaria, dettata dalla preoccupazione per le modalità con cui sono state condotte le attività amministrative negli ultimi anni. Il gruppo Siamo Sommesi, coerentemente con il proprio ruolo di opposizione, ha sempre agito nell’interesse esclusivo della città, denunciando in aula consiliare e presso gli enti sovraordinati le criticità di questa amministrazione. Non vi è alcuna finalità di parte: la nostra unica responsabilità è verso i cittadini di Somma Vesuviana, che meritano stabilità e un governo realmente rappresentativo del loro voto. Pur essendo consapevoli che il commissariamento non rappresenta una soluzione ideale, riteniamo che fosse giunto il momento di restituire respiro alla città e porre fine a una gestione condizionata da logiche estranee al bene comune. Per quanto mi riguarda – conclude Nocerino – con la decadenza dal ruolo di consigliere comunale termina anche il mio incarico alla Città Metropolitana. Si tratta di un sacrificio personale, ma affrontato con senso di responsabilità, certo che chi mi sostituirà nelle liste di Fratelli d’Italia saprà svolgere con impegno quel ruolo. Il nostro lavoro politico continuerà con ancora maggiore determinazione e presenza sul territorio». Giuseppe Nocerino Consigliere comunale del gruppo Siamo Sommesi Consigliere metropolitano