SOMMA VESUVIANA – Anche quello di ieri è stato un consiglio comunale fiume, durato oltre sei ore e segnato da momenti di forte tensione politica. A rendere incandescente l’avvio dei lavori è stata una lunga e dettagliata comunicazione del consigliere di opposizione Salvatore Rianna, che ha puntato il dito contro il comportamento del responsabile della P.O. 6, ovvero il comandante della polizia municipale.
Rianna ha ricostruito in aula una vicenda che va avanti da mesi: accessi agli atti chiesti e mai ottenuti, richieste inviate alla Prefettura per sollecitare risposte, documenti ritenuti fondamentali per l’attività di controllo di un consigliere comunale che, a suo dire, non solo non riceve collaborazione, ma viene addirittura bollato come consigliere dalle attività “anomale” per l’insistenza nel fare domande.
Il nodo principale è il contestato utilizzo dell’autovelox T-Exspeed, finito sotto la lente di giudici e cittadini, con le prime sentenze favorevoli agli automobilisti. Ma Rianna ha elencato molti altri casi, come la gara d’appalto per le strisce blu vinta dalla Piparking Srl, i parcometri di Rione Trieste, le forniture del vestiario per la Polizia Municipale, le somme versate all’Aisa e le relative comunicazioni con la ditta.
“Non ho mai chiesto nulla che fosse già pubblico – ha detto Rianna –. E trovo grave che le mie istanze vengano definite ‘debordanti’. Il regolamento comunale prevede che gli accessi agli atti siano evasi entro tre giorni, ma in alcuni casi sono passati tre mesi senza alcuna risposta. Non posso accettare che si voglia ridurre tutto a una chiacchierata: io chiedo documenti, non opinioni”.
Il consigliere ha quindi invitato l’Ufficio di Presidenza, il Sindaco e il Segretario comunale ad attivarsi per valutare iniziative formali nei confronti del responsabile P.O. 6: “Non è tollerabile – ha aggiunto – che un dirigente pubblico risponda con ironia o fastidio a richieste legittime. Per quanto mi riguarda, mi riservo di agire nelle sedi più opportune”.
La replica del sindaco Salvatore Di Sarno non si è fatta attendere. Pur senza entrare direttamente nel merito delle contestazioni, ha voluto chiarire la posizione dell’amministrazione: “Nessuno dei miei deve sentirsi attaccato se un consigliere fa il proprio dovere. Se tutti i consiglieri lavorassero come lei, scopriremmo più facilmente le cose che non vanno. Le sue osservazioni non sono affatto debordanti. Chiederò al comandante di chiarire e giustificare il proprio comportamento”.
Il consiglio ha poi registrato un curioso siparietto. Il consigliere di maggioranza Rancella ha raccontato di aver ricevuto una lettera da parte del collega Bianco, che avrebbe voluto leggere in aula. Peccato, però, che il documento sia rimasto “dimenticato” nello studio del consigliere. Non è chiaro a chi fosse indirizzata la missiva e quali contenuti contenga. Un piccolo mistero nel già turbolento scenario politico sommese.
In attesa che Bianco chiarisca, la questione della trasparenza amministrativa e dei rapporti tra consiglieri e dirigenti è ormai diventata centrale nel dibattito cittadino.



