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Decorrenza dei termini apre le porte del carcere ai Moccia: liberati in 15
Quindici imputati, tra cui esponenti di spicco della famiglia Moccia di Afragola, escono di scena dal carcere senza una sentenza. Il motivo? I tre anni massimi di custodia cautelare sono trascorsi. Lo ha stabilito la sesta sezione penale del Tribunale di Napoli, rilevando che il termine è “insuperabile”, anche in presenza di questioni procedurali.
Il procedimento è iniziato nel luglio 2022, ma ha subito rallentamenti dovuti allo spostamento di sede: da Aversa a Napoli, con nuove assegnazioni del fascicolo e l’astensione di un giudice. Intanto, il tempo passava e il processo restava impantanato. Oggi, dopo sessanta udienze, la sentenza di primo grado ancora non c’è.
La magistratura, guidata dalla presidente Maria Rosaria Covelli, ha avviato accertamenti interni: è stata richiesta una ricostruzione completa dei passaggi al presidente del Tribunale Scoppa. Anche il Ministero della Giustizia è in allerta.
Resta l’amarezza in Procura: le due pm che avevano istruito l’indagine, Ida Teresi e Ivana Fulco, stanno studiando eventuali ricorsi. Il nodo giuridico è sottile: si può far valere la trasmissione degli atti a Napoli come nuovo inizio dei termini, bypassando il decreto originario? Saranno il Riesame o la Cassazione a chiarirlo.
Nel frattempo, per i primi nove scarcerati sono stati imposti vincoli di residenza e obblighi di firma, mentre Angelo Moccia – unico ancora recluso – potrebbe a sua volta ottenere l’uscita dal regime del 41 bis. La giustizia, nel frattempo, si interroga sui propri tempi.
Dramma davanti al supermercato del centro commerciale: muore stroncato da malore
“Quando siamo andati via, stava arrivando l’ambulanza. Speravamo si fosse ripreso.” Sono queste le parole di un testimone che stamattina ha assistito, con preoccupazione e sgomento, a una scena drammatica nei pressi del supermercato Sole 365, tra Afragola e Acerra.
Un uomo, apparentemente solo, si è accasciato a terra dopo aver accusato un malore. Alcuni passanti hanno notato che faticava a respirare e si sono subito mobilitati per chiamare i soccorsi.
L’intervento del 118 è stato rapido, ma purtroppo l’uomo non ce l’ha fatta. A nulla sono serviti i tentativi di rianimarlo. Il decesso è stato constatato poco dopo, tra lo sgomento di chi sperava in un lieto fine.
La vittima non è stata ancora identificata pubblicamente. Secondo alcune voci raccolte sul posto, potrebbe trattarsi di una persona residente nei dintorni, ma le autorità non hanno ancora confermato. Una giornata come tante si è trasformata in una tragedia inaspettata.
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Somma, violenta lite nella notte durante Magiche Lucerne: paura tra i residenti del Casamale
Somma Vesuviana. Aggressione in piena festa al Casamale. La rabbia degli abitanti del borgo: “Serve più sicurezza. Abbiamo bisogno di maggiori controlli delle Forze dell’Ordine”
Durante la seconda serata di Magiche Lucerne, l’iniziativa che anticipa la Festa delle Lucerne 2026 in occasione del Giubileo, si è verificato un grave episodio che ha turbato l’atmosfera magica e suggestiva dell’evento nel borgo storico del Casamale. Intorno all’1:30 della scorsa notte, mentre i vicoli addobbati erano ancora affollati da residenti e visitatori, in via Nuova una famiglia con bambini è stata aggredita, sfiorando la tragedia.
L’inizio della lite.
Secondo le testimonianze, tutto è iniziato all’incrocio tra via Piccioli e via Castello. Tre giovani in scooter, senza casco e contromano in piena ZTL, salivano a velocità sostenuta da via Piccioli, rischiando di travolgere un uomo con la sua famiglia. L’uomo ha richiamato i ragazzi, che si sono allontanati per poi tornare poco dopo con un gruppo più numeroso, dando il via a quella che si è rivelata una vera e propria spedizione punitiva.
La violenza da parte dei giovani.
Ne è scaturita una violenta lite, avvenuta anche in presenza dei bambini. Alcuni residenti sono intervenuti per cercare di placare la rissa, ma il gruppo di giovani ha iniziato a lanciare bottiglie contro muri, cancelli e passanti, ferendo un uomo. Addirittura, una griglia per la brace è stata scagliata con forza. Un altro ragazzo avrebbe lanciato un casco colpendo quasi alla testa di un uomo, rischiando conseguenze ben più gravi. Sul posto sono intervenute due unità dei Carabinieri di Castello di Cisterna, ma la lite si stava ormai già placando.
Lo sconcerto della comunità sommese.
Il giorno seguente all’accaduto, rabbia e indignazione si sono rapidamente diffuse sui social. L’episodio ha profondamente scosso l’intera comunità sommese, in particolare i residenti del Casamale, che da tempo, come già segnalato anche da IlMediano.it nei mesi scorsi, denunciano la presenza di giovani che circolano contromano eludendo i controlli della ZTL in via Piccioli.
Gli abitanti chiedono un rafforzamento dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine, soprattutto in occasione di eventi e manifestazioni che richiamano numerosi visitatori, come Magiche Lucerne. Ieri sera, al momento dell’aggressione, erano presenti solo i volontari della Protezione Civile al Castello d’Alagno, dove si stava tenendo un concerto. Non erano presenti nemmeno pattuglie della Polizia Municipale, poiché l’orario estivo prevede il termine del servizio alle 21:00, senza possibilità di straordinari.
Resta l’amarezza per una festa storica, tanto amata dalla cittadinanza, rovinata da episodi incresciosi che non possono più essere tollerati. Tuttavia, resta anche il lavoro, l’impegno e l’entusiasmo degli abitanti del Borgo, che con passione e dedizione hanno realizzato allestimenti straordinari, meritevoli di essere visitati e apprezzati. Quello di ieri sera è stato un atto di violenza immotivata che non può e non deve offuscare la bellezza e il valore di una manifestazione così significativa come “Magiche Lucerne”.
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Praesentia fa tappa in Irpinia per promuovere il turismo enogastronomico e culturale
Il giorno successivo il tour dei giornalisti di settore ha visitato l’azienda vitivinicola di Luigi Moio e Laura di Manzo “Quintodecimo” di Mirabella Eclano (Av) dove vengono prodotti “vini d’autore” tre bianchi e tre rossi. Inoltre il Grand Cru Luigi Moio Taurasi Riserva, dopo vent’anni dalla nascita di Quintodecimo, completa il disegno iniziale sull’Aglianico; e la Grande Cuvée Luigi Moio, le tre varietà di uva campane Greco, Falanghina e Fiano sono state unite per creare un vino esclusivo in cui la natura è stata ancor più assistita dall’uomo nell’intento di armonizzare le note di ciascuna di esse affinché nulla domini ma tutto sia meravigliosamente in equilibrio. Abbiamo chiesto al Prof Luigi Moio di presentare la sua azienda: ≪Io sono un studioso non sono un imprenditore forse per questo l’azienda è bella e funziona. Sono uno studioso di questo settore dall’età di 13 anni e ho trascorso 42 anni sui libri e nei laboratori di ricetta a studiare la viticoltura. Volevo semplicemente chiudere il cerchio tutto ciò che racconto e ho raccontato nelle aule universitarie e in tutti i convegni volevo anche farlo, quindi questa azienda nasce essenzialmente per me: è un sogno di libertà, volevo essere l’enologo di me stesso perché poi di fatto questo è il mio lavoro e soprattutto per fare anche ciò che ho insegnato≫. Quindi lei si potrebbe definire uno studioso prestato all’azienda per un sogno che si è realizzato? ≪Ma sì, uno studioso, sono tanti gli studiosi, se pensiamo alla vita, come dico, uno studioso che voleva anche applicare la ricerca, quindi questa è ricerca applicata. Questo per me è diventato fondamentale a un certo punto della mia carriera e della mia vita. La realizzazione è stata una cosa meravigliosa è bellissima, ci siamo riusciti in poco più di venti anni, ma con le idee estremamente chiare, con un’elevatissima competenza, un’elevatissima professionalità. Tutta la famiglia è coinvolta in questo progetto, in azienda ho già due figli, uno è laureato in scienza agrarie e l’altro in viticoltura, mia moglie ha fatto il dottorato in enologia; il coordinatore tecnico, il direttore, il coordinatore di tutte le attività è uno dei miei migliori studenti che è laureato in enologia, siamo tutti specializzati in questo settore, quindi direi che non c’è nulla di straordinario, è semplicemente ciò che dovevamo fare≫.
“Praesentia” per un’ esperienza sensoriale e culturale
Antonio Ciampaglia, consulente dell’Agenzia Campania Turismo, così commenta il viaggio nell’eccellenza campana: ≪Praesentia vuole essere un momento di alta valorizzazione del turismo enogastronomico, però con una forte presenza del valore culturale, sia dell’enogastronomia in sé, sia del nostro patrimonio culturale. Tant’è vero che l’operazione si svolge nell’intero territorio campano, sono otto gli appuntamenti, ogni appuntamento ha la sua peculiarità, le sue eccellenze e tutto si svolge in strutture di alto valore culturale, alcune addirittura da rilanciare perché spesso e volentieri si sono un po’ dimenticate, però alla base c’è il valore culturale di quello che si fa partendo dall’enogastronomia che è anche una valenza culturale≫. Dunque un progetto mirato allo sviluppo e alla promozione del turismo nel territorio campano in tutte le sue forme.
Il prossimo appuntamento a Padula
Dopo la tappa del 28 luglio il progetto “Praesentia, Gusto di Campania. Divina” prosegue il suo viaggio tra i luoghi simbolo della Campania, unendo storia, paesaggio e cultura gastronomica. L’8 settembre la Certosa di San Lorenzo a Padula ospiterà “I cibi dell’anima”, riflessione sensoriale e spirituale sulla cucina monastica e le sue influenze odierne.

