“Stop al massacro”, poster sulla facciata del Municipio Pomigliano

Riceviamo e pubblichiamo
Un messaggio forte e chiaro campeggia oggi sulla facciata del Municipio di Pomigliano d’Arco (Napoli), dove è stato sistemato un manifesto con la foto di una ragazzina che si affaccia tra il filo spinato e la scritta “Due popoli due Stati: Stop al Massacro dei Palestinesi”. L’iniziativa, voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Raffaele Russo, segue l’adesione e la partecipazione ufficiale del Comune alla manifestazione cittadina di sabato scorso, quando migliaia di persone hanno invaso le strade della città per chiedere giustizia e pace in Medio Oriente. Con questo gesto simbolico, fanno sapere dal Comune, l’amministrazione ha voluto ribadire con forza la propria condanna per le stragi di civili, donne e bambini, e al tempo stesso rafforzare l’appello per una soluzione politica duratura: due popoli, due Stati. La presa di posizione della Città di Pomigliano si inserisce in un clima di crescente mobilitazione internazionale, che chiede con urgenza la fine delle violenze e il riconoscimento dei diritti dI entrambi i popoli.

C’è una “filosofia della polpetta”, è noto: ma c’è anche una “politica della polpetta”?

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Daniela Brancati e Daniela Carlà hanno scritto, in “Polpettology- Storia, filosofia e ricette della polpetta, teoria e pratica del cibo più amato al mondo”,: “Certo, la polpetta non è solenne come una lasagna. Non è raffinata come un sartù. Non è seduttiva come i tagliolini al tartufo. Ma è comoda come una pantofola. Familiare come la voce della nonna. Ed è come gli animali domestici: somiglia a chi la fa. […] Il piatto diventa metafora di un modo di essere, anzi di polpettare, che passa dal riutilizzo e riciclo alla capacità di adattarsi, al gusto della condivisione.”. E poi la “purpetta” si può portare comodamente in borsa e perfino in tasca…..   Polpette pirandelliane. Scrisse Licia Granello: la polpetta, un nome e mille maschere (la Repubblica, 25 gennaio 2009). Perché non esistono solo le polpette di carne: ci sono le polpette di pesce, di verdure, di legumi, le polpette di ceci che dal Libano si sono diffuse in Europa e negli Stati Uniti, ci sono le polpette fritte, al forno e al vapore, c’è il polpettone, in cui potrebbe entrare anche il tonno. Ma ora qui si parla delle polpette al sugo, polpette di carne di manzo non troppo magra: il filo di grasso insaporisce.  Scrisse Pellegrino Artusi, il primo storico della cucina dell’Italia unita, che le polpette “tutti le sanno fare…”, e se si fosse fermato qui, si sarebbe limitato a ricordarci che ogni massaia aveva la sua ricetta: ma aggiunse “a partire dal ciuco”: e si capisce subito il riferimento volgare agli escrementi asinini, che tendono alla rotondità.  Ma forse la prima virtù della polpetta sta proprio nella sua forma, perché non c’è ingrediente che non trovi posto in questa struttura sferica, plasmata da mani delicate e sensibili. La perfezione della sfera accorda e amalgama, e si adatta alla forma della bocca: le polpette vanno giù che è una bellezza, e come un bacio tira l’altro, così anche le polpette. Ma proprio per questo possono diventare pericolose: uno inghiotte assaporando, senza masticare – un assaporare simile a una carezza –, inghiotte le polpette offerte dall’amico e si accorge che erano “polpette avvelenate” quando non c’è più niente da fare. Di solito, mangiano “polpette avvelenate” soprattutto i politici: è un problema che va studiato. L’umile polpetta entrò nella letteratura alta da una porta nobilissima: la famosa scena dei “Promessi Sposi” in cui Renzo, per preparare la trappola per Don Abbondio, porta a cena Tonio e Gervaso, e l’oste garantisce che le polpette del suo menù non temono concorrenza: “le simili non le avete mai mangiate.” In uno scritto del 1845 il milanese Giovanni Rajberti, scrittore, medico e gourmet, dopo aver ammesso, a malincuore, che le polpette non vanno servite in un pranzo “un po’ distinto”, perché così dicono i cuochi francesi che “dettano legge alla nostra cucina”, garantì che non aveva mai visto mangiar polpette “né a Napoli, né a Roma, né a Genova”, “e sì che io, da osservatore attento e coscienzioso, passavo dai più rispettabili alberghi alle più modeste osterie del popolo”. Era opinione del Rajberti che la capitale delle polpette fosse Milano, “dove se ne fa un grande consumo”, tanto che un “vecchio conte” era solito dire che, se si fossero raccolte tutte le polpette che egli aveva mangiato nella sua vita, “vi sarebbe da selciarne la città di Milano da piazza Duomo fino al dazio di Porta Orientale”. Ma poi le polpette al sugo sono diventate protagoniste anche della cucina napoletana e vesuviana: lo dimostrano i succhi metaforici che Napoli ha ricavato dalla succulenta pietanza. Del potente che cede al fascino delle “bustarelle” a Napoli si dice che “ ‘e piacen’’e purpette”, e i politici e i funzionari che truccano le carte degli appalti e degli incarichi a Napoli sarebbero, se ve ne fossero – ma, per fortuna, non ve ne sono- sarebbero quelli che o “arravogliano ‘a braciola”, o “attonnano ‘a purpetta”, arrotondano la polpetta, la preparano per il tegame. Chi non è sciolto di lingua “parla cu ‘a purpetta ‘mmocca”, e chi ci sottrae un qualcosa per cui avevamo sofferto e combattuto “ce leva ‘a purpetta ‘a dint’ ‘o piatto”. E dunque, per un piatto di “purpette”, si può scatenare anche una guerra.    

Marigliano apre le porte agli studenti, tirocini formativi in municipio

Riceviamo e pubblichiamo

Il Comune di Marigliano ha stipulato due convenzioni con l’Università degli Studi Federico II di Napoli e con l’Università degli Studi di Salerno, finalizzate allo svolgimento di tirocini formativi presso l’Ente. Le convenzioni hanno durata triennale e sono rinnovabili alla scadenza mediante espressa manifestazione di volontà da parte delle istituzioni coinvolte.

“Lo scopo di questa iniziativa – dichiara l’Assessore alle Politiche Giovanili Luigi Amato – è quello di favorire la cooperazione tra pubblica amministrazione e mondo della formazione, e di consentire a giovani studenti di fare esperienze che agevolino le loro scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro”.

“Con piacere – aggiunge il Sindaco Gaetano Bocchino – l’Amministrazione si apre ad ospitare gli studenti interessati allo svolgimento dei tirocini curriculari previsti dagli ordinamenti universitari, anche con lo specifico intento di far conoscere da dentro le attività svolte dal Comune ed i servizi offerti. Siamo appena partiti ed abbiamo già una tirocinante nel campo della cybersicurezza”.

Gli studenti delle due Università firmatarie possono attivare i tirocini rivolgendosi direttamente ai referenti dei loro corsi di laurea oppure, se necessario, al responsabile del Settore I del Comune.

L’Amministrazione esplorerà intanto la possibilità di estendere le convenzioni anche ad altre Università, per ampliare le opportunità di formazione e collaborazione.

Nola, Festa dei Gigli 2026, al via il “Passaggio della Bandiera”

Riceviamo e pubblichiamo

È tutto pronto. Il conto alla rovescia è agli sgoccioli. Domani, sabato 4 ottobre, la città di Nola si stringerà attorno a uno dei momenti più attesi e simbolici dell’intera Festa dei Gigli: il solenne passaggio della Bandiera, che sancirà l’inizio ufficiale dell’edizione 2026.

Ad aprire il cammino di fede, tradizione e passione sarà la corporazione dell’Ortolano, affidata alla storica famiglia Ianniciello, pronta a raccogliere il testimone con emozione, rispetto e un profondo senso di responsabilità.

L’inizio del nuovo percorso è previsto per le ore 15 dalla casa dei maestri di Festa in via Variante 7bis a Nola. 

“È il momento che sognavamo da una vita,”  dichiarano emozionati Antonio,  Raffaela, Filippo, Teresa, Felice, Nunzia, Isabella, Carmine, Maura, Matteo e Gabriele –  “Domani non sarà solo l’inizio di una festa, ma di un viaggio che ci porterà dentro l’anima di Nola nel segno dell’amicizia e della gratitudine verso il Santo a cui affidiamo quest’anno di festa”. 

A rendere ancora più speciale l’inizio di questo cammino sarà la presenza della paranza San Massimo di Nicola Trinchese, pronta a dare corpo e forza al Giglio dell’Ortolano con la sua carica inconfondibile.

Per l’occasione sarà anche ufficializzato il team con Raffaele Donnarumma come progettista; Nicola Natalizio, Pasquale Viviani e Feliciano i parolieri; la Greco’s Band la divisione musicale; Salvatore Minieri e Luigi Inverno i cantanti.  Firmatario Santolo Petrone mentre i presidenti onorari Aniello Martiniello Marotta e Daniela Parisi con Luigi e Sofia. 

Lo scambio della bandiera, che si svolgerà in un clima di profonda partecipazione popolare, è il primo atto ufficiale di un lungo percorso che condurrà alla grande domenica di giugno, quando i Gigli torneranno a danzare tra le vie di Nola, portando con sé il peso della tradizione e la leggerezza della speranza.

L’appuntamento è fissato: sabato 4 ottobre, il cuore di Nola inizierà a battere al ritmo della Festa. Una città intera è pronta a ricominciare a sognare.

Nola, 3 ottobre 2025 

Tragedia sfiorata ad Ottaviano: macchina con tre giovani si ribalta nella notte

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Una notte di paura per una tragedia appena sfiorata ad Ottaviano. È  accaduto nel pieno della notte, intorno alle 2 circa, in via Pentelete, una strada che nelle ore serali è molto pericolosa in quanto poco trafficata e quindi spesso percorsa a velocità sostenuta. Un’auto, precisamente una Nissan Juke, stava percorrendo via Pentelete quando all’improvviso i residenti hanno sentito un tonfo. La macchina si è ribaltata, con tre ragazzi all’interno che fortunatamente sono tutti vivi. Non è chiaro come sia accaduto: era notte fonda, per cui pare che nessuno fosse presente in strada in quel preciso momento, anche se sono state tante le auto e i motorini accorsi poco dopo. Alcuni residenti sono scesi in strada per allertate i soccorsi e verificare le condizioni del guidatore e dei due passeggeri. Anche diversi amici dei tre ragazzi si sono presentati sul posto per assicurarsi che stessero bene. Sul luogo sono accorsi i Carabinieri unitamente ad un’ambulanza del Pronto Soccorso che li ha poi trasportati all’ospedale di Nola pare in buone condizioni nonostante la brutta nottata. Tanta paura per i tre giovani apparentemente miracolati viste le condizioni dell’auto, completamente cappottata su se stessa.

Somma, dopo la caduta di Di Sarno il CDU chiama al cambiamento

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  E’ FINITA L’ERA DI SARNO: ORA, LA CONTA DEI DANNI! E’ stata definita l’Amministrazione peggiore della storia della Città. Ed in effetti lo è stata! Un primo cittadino che si è spesso vantato di svolgere i compiti istituzionali affidatigli con la diligenza del “buon padre di famiglia”; suo malgrado, però, i fatti sono stati di segno opposto. Fin dal primo mandato, l’oramai ex primo cittadino con l’intera classe politica sommese è stato impegnato nelle spartizioni di poltrone, consulenze ed affidamenti in appalto di lavori non ultimati. Per non parlare dei legittimi sospetti sulle presumibili facilitazioni nelle assunzioni di parenti, sia riguardo ai trasferimenti al Comune, che nella solita società esercente un pubblico servizio. Un modus operandi spregiudicato, che è proseguito anche nel corso del secondo mandato, con conseguenze catastrofiche. Il buco nei conti pubblici è la dimostrazione di quanto sia stata inadeguata l’Amministrazione Di Sarno. Il dissesto finanziario è tutt’ora un’ipotesi plausibile. Ai 18 milioni di debito vanno aggiunti i costi necessari al pagamento delle somme di cui alla discussa transazione So.Fi.Coop. per 2 milioni ed 850.000 euro, delle cartelle esattoriali per € 2 milioni e 359.000 euro e i rischi di soccombenza nell’azione legale risarcitoria per circa 13 milioni di euro intentata da una società, che ha fatto affidamento su di un’autorizzazione, poi revocata, per l’apertura di un polo commerciale, nonché i costi necessari a riattivare gli appalti di opere pubbliche sospese per ragioni ancora poco comprensibili. In proposito, va ricordata la situazione incresciosa dello storico plesso scolastico “R. Arfé” di Via Roma, chiuso (ormai da circa un quinquennio) per l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione e adeguamento sismico, sospesi, nonostante il considerevole esborso di oltre 800.000,00 € A ciò va aggiunto il pasticcio della demolizione della scuola “Bertona” e l’appalto per la sua ricostruzione sottoposto all’attenzione dell’autorità giudiziaria. Per non parlare, dello stadio “Felice Nappi”, visibilmente vetusto ed affidato alla gestione esclusiva di pochi, oggetto di proclami sull’imminente riapertura, rivelatisi senza riscontro, nonostante i costi sostenuti per il pagamento di consulenti e progettisti. Proprio a tal riguardo, il Comune di Somma Vesuviana detiene il record negativo per essere stato l’unico Ente a non avere presentato progetti per la realizzazione di impianti sportivi finanziabili a mezzo dei fondi FESR e POC. Ancora va ricordato l’aumento delle aliquote IMU, dell’addizionale Ipref e della Tassa sui rifiuti nella misura massima consentita proprio per far fronte all’enorme debitoria. Insomma UN DISASTRO! Tuttavia non va sottaciuto un aspetto fondamentale della vicenda e, segnatamente, quello relativo ai protagonisti della scena politica. SEMPRE GLI STESSI! Coloro che oggi hanno decretato la caduta del Sindaco Di Sarno sono stati, nel corso del primo mandato ed anche per parte del secondo, i suoi alleati. Non meritano alcuna ammirazione per la scelta operata, ma devono essere considerati RESPONSABILI alla stessa stregua del leader con il quale hanno fatto squadra per anni e che oggi non hanno più riconosciuto, apparendo squallidamente felici suoi loro profili social. La tempistica della scelta di questa consiglieri è chiara: l’ex Sindaco non avrebbe dovuto sfruttare la posizione di potere per raccogliere consensi nella prossima competizione elettorale regionale a discapito di qualche altro candidato cittadino. L’unico consigliere di opposizione non firmatario delle dimissioni va segnalato per l’ambiguità politica, presumibilmente per tenere aperta la strada a future alleanze per una sua candidatura a Sindaco. Ora la parola passerà ai cittadini. Di certo i consiglieri comunali di professione metteranno in piedi nuove alleanze per conservare i privilegi acquisiti. SOMMA MERITA UNA RINASCITA CULTURALE E POLITICA! L’UNICA STRADA PER SALVARE LA CITTA’ E’ IL RINNOVAMENTO! Il CDU INVITA TUTTI I CITTADINI ALLA PARTECIPAZIONE ATTIVA! E’ GIUNTA L’ORA DI UN VERO CAMBIAMENTO!

Somma, Psi: “Politica deve tornare ad essere servizio, non ambizione personale”

Riceviamo e pubblichiamo dal Partito Socialista

Cari cittadini,

in questi giorni Somma Vesuviana vive un momento difficile, l’ennesimo “terremoto politico” che ha portato al commissariamento del nostro Comune. È una pagina amara per la nostra comunità, che ancora una volta si trova a pagare il prezzo di una politica troppo spesso concentrata sulle poltrone e troppo poco sul bene collettivo.

Come Partito Socialista Italiano, non possiamo restare in silenzio. Abbiamo il dovere di dire con chiarezza che la politica deve tornare ad essere servizio, non ambizione personale. La nostra città merita rispetto, competenza, trasparenza e una visione condivisa per il futuro.

Oggi più che mai, il nostro pensiero è rivolto ai cittadini: a chi lavora, a chi fa impresa, a chi ogni giorno affronta le difficoltà con dignità e speranza. È da qui che dobbiamo ripartire — da voi, dalla comunità, dal senso autentico del bene comune.

Il PSI di Somma Vesuviana sarà presente, vigile e propositivo. Non parteciperemo a giochi di potere, ma ci impegneremo per costruire una nuova stagione di responsabilità, partecipazione e rinascita civile.

È tempo di ricostruire la fiducia. È tempo di restituire a Somma Vesuviana l’amministrazione che merita.

Il segretario Cittadino PSI

Maria Pangiroli a nome di tutti gli iscritti e i militanti del Partito Socialista Italiano

Le ultime 24 ore di Ottaviano: dalla sfiducia al Sindaco al Commissario Prefettizio

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Ora più che mai, Ottaviano è nel caos più totale. Si tratta più che altro di caos mediatico, in cui ognuno scrive quello che vuole e si esprime sulle vicende politiche del momento fomentando un chiacchiericcio non proprio indispensabile. Dopo la sfiducia ai danni dell’ormai ex sindaco Biagio Simonetti, Ottaviano è ricaduta nel loop infinito di molti altri paesi vesuviani: l’assenza di una linea guida, il sindaco, e la rottura degli equilibri amministrativi, per quanto fragili fosse evidentemente fino a ieri. Tra chi punta il dito su ex assessori, come ha fatto Simonetti con lo storico Giorgio Marigliano, accusandolo di aver manovrato i fili della sfiducia facendo fare un passo indietro a Maddalena Massa, e chi invece stappa bottiglie per i festeggiamenti, è doveroso ricordare che l’oggetto della conversazione dovrebbe essere sempre la città di Ottaviano, non il riso provocato dalle reazioni dei diretti interessati, né i teatrini politici messi in atto nelle ultime ore o meglio, negli ultimi anni. Il rispetto che il territorio e la gente di Ottaviano meritano è il punto focale della questione che purtroppo, tra screzi personali, “J’accuse” che non servono ormai a niente e barzellette di paese, non viene messo al primo posto, se non da pochissimi. I commenti di molti cittadini, infatti, sono sempre gli stessi da anni: trasudano una stanchezza e una sfiducia nei confronti delle istituzioni e della politica e sottolineano sempre quanto sia difficile vivere ad Ottaviano, soprattutto in momenti come questi. Si apre ora una nuova epoca, si fa per dire, quella del Commissario Prefettizio, che vede la figura del Viceprefetto Roberto Esposito a guidare l’amministrazione del paese. Indubbiamente rispettabile, un Commissario non è però un sindaco, è un funzionario esterno nominato dal Prefetto, non eletto dal sacro popolo, pertanto i larghi festeggiamenti avvenuti nelle scorse ore risultano alquanto fuori luogo poiché l’unica a perderci in ogni caso è sempre Ottaviano che, è doveroso ricordare, dovrebbe essere l’obiettivo da raggiungere, non il mezzo con cui farlo. Nel frattempo si parla già delle prossime elezioni: chi si candiderà, chi seguirà un vento piuttosto che un altro e chi ancora, invece, resterà nelle trafile a godersi lo spettacolo mediatico di cui, ancora una volta, la politica sarà l’unica protagonista.

Ciarambino, adesione al Psi nel nome di Pertini e per guardare Avanti

Riceviamo e pubblichiamo

“Sono davvero orgogliosa del cammino che comincia oggi con la lista ‘Avanti Campania’ e col progetto politico che il segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio, sta costruendo da tempo”. Così la consigliera regionale della Campania, Valeria Ciarambino, a margine di un incontro presso la sede del partito, presenti Maraio ed il segretario regionale Michele Tarantino.

“Ho scelto di aderire al Partito Socialista – spiega la Ciarambino – perché mi riconosco nei suoi valori e nella sua importante storia, fatta di coraggio e di difesa della libertà. Nel mio ufficio campeggia, da sempre, una foto di Sandro Pertini, esempio di politica forte e umana, vicina agli ultimi e lontana dai privilegi. È questo il modello che mi ispira e che oggi mi fa sentire a casa”.

“Il mio percorso politico e istituzionale è stato segnato da tante battaglie: in primis la difesa della sanità pubblica, la vicinanza ai più fragili e ai disabili, l’impegno per i giovani con l’assunzione nella PA regionale, la lotta contro l’autonomia differenziata e per garantire alla Campania le risorse che le spettano, la posizione chiara contro il genocidio in Palestina. Che poi sono le battaglie che il Psi conduce da sempre. E’ la sintonia su questi temi e su tanti altri, che mi fa aderire convintamente al Partito Socialista quale spazio in cui continuare a portare avanti i miei valori e il mio impegno rimanendo fedele a me stessa”.

“Oggi scelgo di mettere al servizio di questo progetto i miei dieci anni di esperienza nelle istituzioni, le relazioni costruite con tantissimi cittadini, associazioni e forze sociali, la conoscenza dei problemi e delle potenzialità della nostra terra. Metto questa esperienza a disposizione di tutta la coalizione e del Presidente Fico. Alla comunità della quale d’oggi in poi mi onorerò di far parte dico che insieme faremo grandi cose, ridando alla politica la dignità che merita: quella di essere servizio e ascolto” conclude.

“Sono felice per l’adesione, Valeria è persona di grande valore” ha commentato il segretario Maraio.

“Con lei il Psi sarà più forte e più credibile il progetto ‘Avanti Campania’ che animiamo. Un grande spazio che mette insieme il civismo, il mondo cattolico e liberale”.

“Il socialismo – conclude Maraio – non è nostalgia del passato, ma capacità di interpretare il presente e costruire ponti nuovi verso il futuro. Con Valeria Ciarambino rafforziamo un progetto che parla alla Campania e all’Italia di oggi, con serietà e visione.”

Campania da record, approvata la legge regionale sulla psico-oncologia

Riceviamo e pubblichiamo

La Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO), Sezione Campania, annuncia con profonda soddisfazione e un senso di storica realizzazione, l’approvazione all’unanimità in data 02 ottobre 2025 della Legge Regionale (Testo Unificato delle Proposte di Legge NN. 378 e 387).

Questo provvedimento, intitolato “Disposizioni per l’istituzione, il potenziamento e l’integrazione dei servizi di assistenza psicologica ai pazienti oncologici e onco-ematologici”, rappresenta un punto di svolta fondamentale nell’approccio alla cura in oncologia ed oncoematologia e sancisce, per la prima volta a livello normativo regionale, il diritto e quindi la garanzia inalienabile del cittadino campano a un’assistenza integrale e umanizzata.  

L’Affermazione di un Diritto di Civiltà Sanitaria. L’Istituzione di un Servizio Qualificato e Integrato.. L’approvazione di questa legge va ben oltre il semplice potenziamento di servizi esistenti; essa stabilisce che gli interventi psico-oncologi nonsono un optional caritatevole, ma una componente essenziale e standardizzata del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA).

La sua integrazione diretta nel Servizio Sanitario Regionale (SSR) è la garanzia che i bisogni emotivi, cognitivi e relazionali dei pazienti oncologici e onco-ematologici saranno intercettati e gestiti da professionisti specializzati adeguatamente formati.  

Contesto Nazionale e Riconoscimento del Primato. Con l’entrata in vigore del Testo Unificato 378/387, la Regione Campania consolida la sua leadership in materia di diritti sanitari. La Campania diventa infatti la terza Regione in Italia ad adottare una legge specifica e omnicomprensiva sulla Psico-Oncologia.

Questo primato è particolarmente significativo nel contesto del Mezzogiorno, fungendo da modello e da catalizzatore per l’implementazione di pratiche cliniche avanzate nel resto del Paese.

Il percorso legislativo campano segue quello del Lazio, che ha aperto la strada con la Legge Regionale 191 del 2019, stabilendo l’obbligatorietà dello psico-oncologo nel team multidisciplinare, e quello della Puglia, la quale è stata la seconda regione a sancire il diritto all’assistenza psicologica adeguata per i pazienti con cancro.

Essere la terza regione a garantire tale diritto dimostra un impegno politico e sanitario avanzato, proiettando la Campania in prima linea per l’umanizzazione delle cure.  

Riconoscimento al Merito dell’Iniziativa Politica. Un successo di tale portata non sarebbe stato possibile senza una forte e determinata iniziativa politica.

La SIPO Campania desidera esprimere il suo profondo apprezzamento agli Onorevoli proponenti: Massimiliano Manfredi, Bruna Fola, Tommaso Pellegrino e Enzo Alaia. Essi hanno dimostrato una profonda sensibilità alle necessità dei cittadini affetti da patologie oncologiche e onco-ematologiche.

L’adozione del testo unificato, che ha portato alla sintesi delle due proposte di legge originali (NN. 378 e 387), evidenzia una rara e preziosa convergenza politica.

L’unanimità raggiunta in Commissione Sanità non è solo un atto formale, ma il segno tangibile che la tutela della salute e il benessere psico-sociale dei cittadini campani sono obiettivi trasversali e prioritari che superano le divisioni politiche.

Il Ruolo decisivo della SIPO Campania e del suo Direttivo. La Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO), Sezione Campania, ha svolto un ruolo di advocacy clinica e scientifica di primaria importanza.

Il Coordinatore regionale, Dott. Giuseppe Auriemma (Psichiatra e Psicoterapeuta, Responsabile Servizio Psico-Oncologia DSM c/o CSM 31 Napoli), ha guidato il Consiglio Direttivo con un impegno costante in questa direzione.

La SIPO Campania ha agito come ponte tra la pratica clinica quotidiana e l’azione politica, traducendo le esigenze assistenziali in proposte legislative concrete.  

L’attività costante di sensibilizzazione e dibattito scientifico, dimostrata anche attraverso l’organizzazione di eventi regionali e nazionali come la VIII e IX Giornata Nazionale SIPO tenutasi a Napoli nel 2024 e 2025, nella sede del Consiglio regionale, ha creato il terreno fertile per il dialogo e il consenso istituzionale.

La Prospettiva Strategica della SIPO Nazionale.L’approvazione campana riceve il plauso della Dott.ssa Angela Piattelli, Presidente Nazionale SIPO, la quale ha sempre sostenuto l’importanza delle iniziative regionali.

La Dott.ssa Piattelli ha posto in evidenza come ogni legge regionale forte, come quella campana, rafforzi il caso politico-sanitario a livello centrale.  

Il successo della Campania si inserisce nella più ampia strategia nazionale della SIPO, focalizzata sull’ottenimento del riconoscimento definitivo della disciplina a livello nazionale, che include l’approvazione di una legge nazionale sulla Psico-Oncologia, l’istituzione del profilo professionale specialistico dello Psico-Oncologo e la creazione della Scuola di Specializzazione dedicata.

L’esperienza campana, in particolare con la sua integrazione nella Rete Oncologica, offre un modello di implementazione strutturale replicabile che può accelerare l’agenda politica a Roma.

La Necessità Scientifica: Psico-Oncologia come terapia integrale L’Impatto Multisistemico della Malattia Oncologica.L’approvazione della legge sulla Psico-Oncologia è supportata da decenni di evidenza scientifica che riconosce la dimensione psicologica come centrale nella prognosi e nella qualità di vita del paziente oncologico.

La diagnosi di cancro innesca un profondo sconvolgimento che impatta il paziente su molteplici piani. Le sfide non sono meramente fisiche, ma si estendono alla sfera psicologica, emotiva, spirituale e sociale.

Il percorso di malattia si articola in fasi distinte – dalla pre-diagnosi all’incertezza post-trattamento – ognuna delle quali genera problemi e richieste assistenziali specifici.

L’assistenza psico-oncologica qualificata è essenziale per gestire il disagio psicologico (come ansia, depressione e distress correlato al tumore), migliorare la compliance terapeutica e affrontare i problemi interpersonali e il possibile deterioramento delle relazioni sociali.

Garantire un intervento psicoterapico tempestivo e strutturato fin dalle prime fasi (ad esempio, l’ansia anticipatoria post-diagnosi) è cruciale per ridurre il carico sul sistema sanitario di secondo livello e sui servizi di emergenza.

L’Assistenza Onco-Ematologica: una specificità riconosciuta. Un elemento di particolare importanza e rigore scientifico del Testo Unificato 378/387 è l’inclusione esplicita e la parificazione dei pazienti onco-ematologici ai pazienti oncologici.

Questo riconoscimento legislativo è fondamentale perché i percorsi di cura onco-ematologici spesso presentano caratteristiche cliniche e psicosociali uniche che richiedono un’expertise specifica.

I pazienti onco-ematologici (come quelli sottoposti a chemioterapia intensiva o a trapianto di cellule staminali) affrontano frequentemente periodi prolungati di isolamento dovuto a immunocompromissione, terapie altamente tossiche e una maggiore instabilità prognostica.

Tali condizioni inducono specifici disagi psicologici, tra cui l’ansia da neutropenia e la necessità di elaborare il trauma legato a procedure invasive e lunghi ricoveri.

Il fatto che la legge imponga l’integrazione dei servizi psico-oncologici in tutte le articolazioni della Rete Oncologica (ROC) combatte attivamente la frammentazione delle cure, assicurando che l’intervento psico-oncologico sia standardizzato e garantito, indipendentemente dal dipartimento clinico (sia esso Oncologia Medica o Ematologia Oncologica).  

Interventi Strategici per Caregiver e Famiglie La legge campana adotta una visione olistica della malattia, riconoscendo che il cancro è una “malattia di famiglia”.

Il caregiver, ovvero colui che assiste il paziente, è l’attore secondario che subisce gli oneri più pesanti: questi sono fisicamente, emotivamente, socialmente e finanziariamente impegnativi.  

Gli interventi specialistici dedicati ai familiari e ai caregiver sono cruciali per la sostenibilità dell’assistenza domiciliare e per la qualità della vita del paziente stesso.

La Sinergia Quadripartita: La Forza dell’Ecosistema Campano. Il successo della Legge 378/387 non è un evento isolato, ma il risultato di una meticolosa sinergia tra la Società Scientifica e Università, gli Ordini Professionali e le Istituzioni Politiche e Sanitarie Regionali, Associazioni dei Familiari.

Questo modello di collaborazione, definito “sinergia quadripartita” è la chiave per l’attuazione e la sostenibilità della norma.

Dott. Giuseppe Auriemma

Coordinatore Sipo Campania