Parte il restyling dello stadio di Casalnuovo: decisi colori e scritta

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CASALNUOVO – Lo Stadio Comunale “Iorio” di Casalnuovo si prepara a cambiare volto. A renderlo noto è stato l’ex sindaco Massimo Pelliccia attraverso i propri canali social, annunciando l’avvio dei lavori di restyling dell’impianto sportivo cittadino.
Un progetto che punta a trasformare la struttura in un punto di riferimento moderno e riconoscibile per tutta la comunità sportiva locale. “Gli spalti saranno colorati di granata, il colore storico della nostra squadra – ha scritto Pelliccia – e con i sediolini blu e bianchi prenderà forma la scritta ‘Casalnuovo’, ben visibile dall’alto”.
Un intervento, quello sullo stadio, che rientra in un percorso di rigenerazione urbana avviato durante l’amministrazione Pelliccia, che ha puntato con decisione sull’accesso ai fondi pubblici. Il restyling, infatti, è stato finanziato attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), a conferma dell’attenzione alle opportunità offerte dai finanziamenti europei.
“Uno spettacolo vero!”, ha concluso l’ex primo cittadino, esprimendo soddisfazione per il risultato ottenuto grazie al lavoro di programmazione degli ultimi anni.
L’intervento interesserà non solo l’estetica dell’impianto ma anche la funzionalità e la fruibilità da parte di atleti e tifosi. Un’operazione che punta a rilanciare lo sport cittadino e rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini a Casalnuovo, valorizzando uno dei luoghi simbolo della vita pubblica e sportiva locale.
I lavori, già avviati, dovrebbero concludersi entro i prossimi mesi, regalando alla città un impianto sportivo completamente rinnovato e pronto a ospitare eventi sportivi e sociali di rilievo.

Decorrenza dei termini apre le porte del carcere ai Moccia: liberati in 15

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Quindici imputati, tra cui esponenti di spicco della famiglia Moccia di Afragola, escono di scena dal carcere senza una sentenza. Il motivo? I tre anni massimi di custodia cautelare sono trascorsi. Lo ha stabilito la sesta sezione penale del Tribunale di Napoli, rilevando che il termine è “insuperabile”, anche in presenza di questioni procedurali.

Il procedimento è iniziato nel luglio 2022, ma ha subito rallentamenti dovuti allo spostamento di sede: da Aversa a Napoli, con nuove assegnazioni del fascicolo e l’astensione di un giudice. Intanto, il tempo passava e il processo restava impantanato. Oggi, dopo sessanta udienze, la sentenza di primo grado ancora non c’è.

La magistratura, guidata dalla presidente Maria Rosaria Covelli, ha avviato accertamenti interni: è stata richiesta una ricostruzione completa dei passaggi al presidente del Tribunale Scoppa. Anche il Ministero della Giustizia è in allerta.

Resta l’amarezza in Procura: le due pm che avevano istruito l’indagine, Ida Teresi e Ivana Fulco, stanno studiando eventuali ricorsi. Il nodo giuridico è sottile: si può far valere la trasmissione degli atti a Napoli come nuovo inizio dei termini, bypassando il decreto originario? Saranno il Riesame o la Cassazione a chiarirlo.

Nel frattempo, per i primi nove scarcerati sono stati imposti vincoli di residenza e obblighi di firma, mentre Angelo Moccia – unico ancora recluso – potrebbe a sua volta ottenere l’uscita dal regime del 41 bis. La giustizia, nel frattempo, si interroga sui propri tempi.

Dramma davanti al supermercato del centro commerciale: muore stroncato da malore

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“Quando siamo andati via, stava arrivando l’ambulanza. Speravamo si fosse ripreso.” Sono queste le parole di un testimone che stamattina ha assistito, con preoccupazione e sgomento, a una scena drammatica nei pressi del supermercato Sole 365, tra Afragola e Acerra.

Un uomo, apparentemente solo, si è accasciato a terra dopo aver accusato un malore. Alcuni passanti hanno notato che faticava a respirare e si sono subito mobilitati per chiamare i soccorsi.

L’intervento del 118 è stato rapido, ma purtroppo l’uomo non ce l’ha fatta. A nulla sono serviti i tentativi di rianimarlo. Il decesso è stato constatato poco dopo, tra lo sgomento di chi sperava in un lieto fine.

La vittima non è stata ancora identificata pubblicamente. Secondo alcune voci raccolte sul posto, potrebbe trattarsi di una persona residente nei dintorni, ma le autorità non hanno ancora confermato. Una giornata come tante si è trasformata in una tragedia inaspettata.

Uno incassa il sussidio, l’altro la pensione: beccati in una pizzeria di Pomigliano

POMIGLIANO D’ARCO – Scoperti a prestare servizio in una pizzeria mentre intascavano sussidi statali: così due cittadini, un giovane di 26 anni originario di Sant’Antimo e una donna di 74 anni residente a Sant’Anastasia, sono finiti nei guai con la giustizia. I due sono stati sorpresi a svolgere mansioni lavorative irregolari mentre uno riceveva l’indennità di disoccupazione e l’altra incassava regolarmente la pensione. L’operazione è frutto di un’attività congiunta tra l’Ispettorato del Lavoro e la Polizia Locale, che ha passato al setaccio diverse attività della zona. Nel corso dei controlli, sono emerse almeno dieci situazioni lavorative non regolari in vari esercizi pubblici della città. I casi più emblematici hanno riguardato proprio i due segnalati: entrambi erano impiegati nella stessa attività di ristorazione, privi di regolare contratto e senza che la loro posizione fosse comunicata agli enti competenti. Le autorità hanno così avviato le procedure per interrompere l’erogazione degli aiuti economici e per recuperare le somme già percepite in modo indebito. Non si è fatta attendere nemmeno la risposta sul fronte sanzionatorio: multe salate sono state notificate ai titolari dell’esercizio, mentre sono in corso ulteriori verifiche per accertare eventuali responsabilità penali e amministrative. L’episodio ha riportato al centro dell’attenzione il tema dell’impiego sommerso e delle truffe ai danni dello Stato.

Acerra abbraccia Felice: torna a casa il piccolo scampato all’incidente mortale del papà

ACERRA. Acerra ritrova un po’ di serenità dopo settimane di angoscia: Felice, il bambino di cinque anni coinvolto nel grave incidente motociclistico del 24 giugno scorso, è tornato a casa. Nell’impatto aveva perso la vita suo padre, 38 anni, lasciando l’intera comunità in lutto. Il piccolo era stato ricoverato in condizioni critiche all’ospedale Santobono di Napoli, dove è stato sottoposto a delicati interventi chirurgici. Dopo un lungo periodo di degenza, i medici hanno autorizzato il rientro a casa, anche se il percorso terapeutico non è ancora concluso. Felice dovrà affrontare un ulteriore intervento chirurgico alla mandibola e proseguire un’intensa riabilitazione, con sedute di fisioterapia e logopedia per recuperare pienamente mobilità e linguaggio. I medici restano cautamente ottimisti, sottolineando la tenacia dimostrata dal bambino durante tutto il periodo di cura. La notizia del suo ritorno è stata accolta con entusiasmo dai cittadini, che da settimane seguivano la vicenda con apprensione. Sui social, decine di messaggi di gioia e affetto hanno accompagnato il rientro del piccolo, ormai diventato il simbolo della forza e della speranza dell’intera comunità. Grande riconoscenza è stata espressa nei confronti del personale sanitario del Santobono, elogiato per la professionalità e la dedizione. Il ritorno di Felice rappresenta un primo passo verso una normalità ferita, ma ancora possibile. In una città segnata da un evento tragico, la sua guarigione riporta un po’ di luce. Felice, di nome e di fatto: Acerra gli dà il bentornato.

Somma, violenta lite nella notte durante Magiche Lucerne: paura tra i residenti del Casamale

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Somma Vesuviana. Aggressione in piena festa al Casamale. La rabbia degli abitanti del borgo: “Serve più sicurezza. Abbiamo bisogno di maggiori controlli delle Forze dell’Ordine”

Durante la seconda serata di Magiche Lucerne, l’iniziativa che anticipa la Festa delle Lucerne 2026 in occasione del Giubileo, si è verificato un grave episodio che ha turbato l’atmosfera magica e suggestiva dell’evento nel borgo storico del Casamale. Intorno all’1:30 della scorsa notte, mentre i vicoli addobbati erano ancora affollati da residenti e visitatori, in via Nuova una famiglia con bambini è stata aggredita, sfiorando la tragedia.

L’inizio della lite.

Secondo le testimonianze, tutto è iniziato all’incrocio tra via Piccioli e via Castello. Tre giovani in scooter, senza casco e contromano in piena ZTL, salivano a velocità sostenuta da via Piccioli, rischiando di travolgere un uomo con la sua famiglia. L’uomo ha richiamato i ragazzi, che si sono allontanati per poi tornare poco dopo con un gruppo più numeroso, dando il via a quella che si è rivelata una vera e propria spedizione punitiva.

La violenza da parte dei giovani.

Ne è scaturita una violenta lite, avvenuta anche in presenza dei bambini. Alcuni residenti sono intervenuti per cercare di placare la rissa, ma il gruppo di giovani ha iniziato a lanciare bottiglie contro muri, cancelli e passanti, ferendo un uomo. Addirittura, una griglia per la brace è stata scagliata con forza. Un altro ragazzo avrebbe lanciato un casco colpendo quasi alla testa di un uomo, rischiando conseguenze ben più gravi. Sul posto sono intervenute due unità dei Carabinieri di Castello di Cisterna, ma la lite si stava ormai già placando.

Lo sconcerto della comunità sommese.

Il giorno seguente all’accaduto, rabbia e indignazione si sono rapidamente diffuse sui social. L’episodio ha profondamente scosso l’intera comunità sommese, in particolare i residenti del Casamale, che da tempo, come già segnalato anche da IlMediano.it nei mesi scorsi, denunciano la presenza di giovani che circolano contromano eludendo i controlli della ZTL in via Piccioli.

Gli abitanti chiedono un rafforzamento dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine, soprattutto in occasione di eventi e manifestazioni che richiamano numerosi visitatori, come Magiche Lucerne. Ieri sera, al momento dell’aggressione, erano presenti solo i volontari della Protezione Civile al Castello d’Alagno, dove si stava tenendo un concerto. Non erano presenti nemmeno pattuglie della Polizia Municipale, poiché l’orario estivo prevede il termine del servizio alle 21:00, senza possibilità di straordinari.

Resta l’amarezza per una festa storica, tanto amata dalla cittadinanza, rovinata da episodi incresciosi che non possono più essere tollerati. Tuttavia, resta anche il lavoro, l’impegno e l’entusiasmo degli abitanti del Borgo, che con passione e dedizione hanno realizzato allestimenti straordinari, meritevoli di essere visitati e apprezzati. Quello di ieri sera è stato un atto di violenza immotivata che non può e non deve offuscare la bellezza e il valore di una manifestazione così significativa come “Magiche Lucerne”.

Ercolano: fermato al posto di blocco con droga e soldi

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Un controllo su strada si è trasformato in un’operazione antidroga per i carabinieri di Ercolano, che hanno arrestato Gennaro D’Antonio, 60 anni, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato fermato mentre era alla guida della sua utilitaria durante un posto di blocco predisposto dai militari della locale tenenza. All’interno del veicolo, nascosti nell’abitacolo, sono stati rinvenuti 26 involucri contenenti cocaina, già pronti per la vendita, e una somma in contanti pari a 800 euro, ritenuta compatibile con l’attività di spaccio.

I sospetti hanno spinto i carabinieri ad estendere i controlli anche all’abitazione del sessantenne. La perquisizione domiciliare ha confermato i timori degli investigatori: nella casa di D’Antonio sono stati trovati altri 82 grammi di cocaina suddivisi in 16 dosi, probabilmente destinati alla successiva immissione sul mercato locale dello spaccio.

Ma non solo droga. In casa sono stati anche scoperti 15mila euro in contanti, la cui provenienza non è stata chiarita e su cui sono in corso ulteriori accertamenti. Una cifra elevata, che rafforza i sospetti degli inquirenti su una fiorente attività di spaccio portata avanti dall’uomo.

Gennaro D’Antonio è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Attualmente si trova in stato di fermo, in attesa dell’udienza di convalida da parte dell’autorità giudiziaria.

L’operazione si inserisce nell’ambito dei controlli straordinari sul territorio messi in atto dalle forze dell’ordine per contrastare il fenomeno della microcriminalità e del traffico di stupefacenti nell’area vesuviana.

Pomigliano, donna investita da un’auto del Comune: indagini sul conducente

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POMIGLIANO D’ARCO – Si fa sempre più complessa la vicenda che vede coinvolto un dipendente del Comune di Pomigliano d’Arco, che lo scorso 16 luglio, durante un turno di prova come autista su un veicolo del municipio, ha investito una donna. L’episodio è avvenuto nei pressi della sede della polizia locale. La vittima, una donna del posto, è stata travolta mentre attraversava la strada, riportando gravi traumi. I soccorsi sono intervenuti tempestivamente: sanitari del 118 e agenti della municipale hanno coordinato le prime operazioni e redatto la relazione tecnica.   La donna, ricoverata in condizioni critiche, secondo quanto rifetito da Il Roma, ha successivamente sporto querela contro l’autista, che si è presentato alla polizia locale solo cinque giorni dopo l’accaduto per rendere la propria versione dei fatti. I suoi legali – gli avvocati Luisa Slompanto e Carmine Violante – stanno seguendo da vicino l’evolversi del caso, richiedendo chiarimenti formali e acquisizione di documentazione utile.   Parallelamente, la polizia municipale ha avviato accertamenti per individuare chi abbia autorizzato l’utilizzo del mezzo comunale. Secondo indiscrezioni, l’attuale responsabile del comando avrebbe scritto alla dirigente amministrativa ad interim per avere risposte ufficiali e chiarire se vi siano state violazioni nei protocolli.   Intanto, le condizioni della donna – 50enne residente a Pomigliano – risultano in miglioramento, dopo giorni in prognosi riservata al Cardarelli. Restano aperte sia l’inchiesta penale sia quella disciplinare interna all’ente, per accertare eventuali responsabilità amministrative. La vettura coinvolta, una Panda, è stata affidata alla sezione operativa per ulteriori verifiche. L’area dell’incidente, nei pressi di via Mauro Leone, è stata segnalata per la pericolosità della viabilità.        

Gaza, l’appello del coordinamento nazionale delle “Comunità Laudato Si'”

Riceviamo e pubblichiamo Care amiche e cari amici delle Comunità Laudato Si’, la terribile condizione del popolo Palestinese ci costringe a decidere da che parte della Storia vogliamo stare. L’aggressione del Governo israeliano nei confronti dei Palestinesi è una vergogna che deve essere condannata. Per questo abbiamo deciso, come coordinamento della nostra rete, di dare voce e sostenere un’iniziativa concreta che, anche in questo momento di grande caos, garantisce un aiuto che riesce effettivamente a raggiungere un ampio numero di cittadini. Grazie ai nostri due fondatori, siamo riusciti a creare un contatto con Abuna (Padre) Davide, Cancelliere del Patriarcato Latino di Gerusalemme, attualmente impegnato in Cisgiordania. Oltre a fornirci la brochure disponibile al seguente link – dove potrete conoscere tutte le azioni di aiuto che il Patriarcato sta perseguendo – Padre Davide ci ha comunicato che la loro rete riesce a raggiungere decine di migliaia di persone, di ogni fede e di ogni età, in estrema difficoltà a Gaza, ma anche in Cisgiordania e a Gerusalemme. Nonostante le attuali condizioni di profonda incertezza, i loro aiuti – prevalentemente cibo e beni di primissima necessità – in questi giorni sono riusciti a superare i blocchi e raggiungere i cittadini della Striscia, dando così concretezza alle donazioni ricevute. https://online.flipbuilder.com/LatinPatriarchate/pcnw/ La sofferenza è tanta e dare continuità a progetti che stanno effettivamente dando segnali di vero supporto è sempre più importante. Vi invitiamo dunque, ognuno secondo le proprie sensibilità e possibilità, a rendere concreto questo aiuto effettuando un’erogazione liberale. Il vostro versamento dovrà indicare come causale: Patriarch’s Fund.  È importante seguire questa precisa indicazione, senza aggiungere nessuna altra dicitura nella causale, per garantire che l’operazione vada a buon fine, oltre ogni tipo di blocco.  Le coordinate di riferimento per l’erogazione sono: Beneficiario: Latin Patriarchate of Jerusalem Indirizzo / PO Box: POB 14152 Città/Paese: JERUSALEM/ ISRAEL IBAN: DE16370601930058029017 BIC: GENODED1PAX Banca: Pax-Bank eG, Christophstr. 35, 50670 Cologne, Germany Padre Davide chiede di poter indicare nelle note del versamento anche l’indirizzo mail della persona o della comunità che vorrà eseguire questa erogazione. Questo per poter riportare i loro sentiti ringraziamenti. È giusto farvi sapere che anche la rete di Slow Food Italia ha deciso di partecipare e fornire un contributo, sia come associazione nazionale, sia come singole realtà territoriali. Nel pieno spirito della nostra rete, abbiamo il dovere di manifestare in modo concreto da che parte della Storia abbiamo deciso di stare. Grazie per quello che potrete fare. Coordinamento Comunità Laudato Si’

Praesentia fa tappa in Irpinia per promuovere il turismo enogastronomico e culturale

Praesentia continua il viaggio nella Campania Divina delle eccellenze enogastronomiche che unisce tradizione e futuro Il 28 e 29 luglio si è tenuta in Irpinia, in provincia di Avellino, una zona montuosa ricca di colline fertili, la quinta tappa di “Praesentia, Gusto di Campania. Divina”, il format ideato dalla Regione Campania e coordinato dall’Agenzia Campania Turismo. Il Nettare di Bacco. L’Irpinia di Campania Divina: storie memoria e futuro      
Il tema scelto del convegno per un viaggio immersivo tra storia, sapori e saperi di una terra che si racconta attraverso il vino. Il Palazzo Abbaziale di Loreto a Mercogliano ha ospitato gli interventi di: Elisabetta Moro, antropologa e docente di Storia della gastronomia mediterranea, che ha tracciato un filo invisibile che lega il passato al presente, mostrando come il cibo diventi linguaggio e memoria di un popolo. Felice Casucci, assessore al Turismo della Regione Campania, ha sottolineato come: «In Irpinia il vino non solo conserva il sapore del passato, ma accende la scintilla di un futuro possibile. È un patrimonio che preserviamo con attenzione e raccontiamo affinché le nuove generazioni e chi giunge da lontano ne percepiscano la forza». Al suo fianco Rosanna Romano, direttore della Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo; Alessandro Fimiani, commissario dell’Agenzia Campania Turismo; padre Riccardo Luca Guariglia, 106° Abate Ordinario di Montevergine e Vittorio D’Alessio, Sindaco di Mercogliano, i quali si sono soffermati sulle aspettative del territorio, fra speranza e impegno. Hanno poi preso la parola gli esperti del settore che hanno evidenziato come il vino, il  “Nettare di Bacco”, è simbolo d’identità. Luigi Moio, luminare dell’enologia ed ex presidente dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV), fondata nel 1924 e oggi composta da 50 Stati membri in tutto il mondo, ha parlato di come il vino rappresenta un codice universale, capace di raccontare di uomini e terre lontane. Daniela Mastroberardino, special guest e presidente nazionale delle “Donne del Vino”, associazione nata nel 1988 e che conta oggi oltre 1000 donne, ha narrato le vicende delle pioniere che hanno spezzato catene invisibili, dando nuova linfa ad un mondo capace di rinnovarsi senza rinunciare alle proprie radici. Per fare Turismo di qualità la formazione è alla base, ne hanno discusso: Carmelina D’Amore, direttrice di Sistema Irpinia e Ciro Romano, rettore dell’Università Popolare Cattolica “Eustachio Montemurro-Teresa D’Ippolito”, che hanno evidenziato il ruolo strategico della formazione e del turismo come leve imprescindibili per un riscatto che parta dal profondo, rigenerando il territorio e la sua gente per un futuro possibile. La parola è poi passata alla cucina dove la chef Michelina Fischetti, del ristorante Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda (Av), una Stella Michelin e Stella Verde – conferita ai ristoranti particolarmente impegnati in una cucina sostenibile – ha presentato un raffinato raviolo di ricotta con salsa di noci e aglio bruciato. Sabino Alvino ha proposto un intenso mezzo pacchero avellinese, con pomodori irpini: basilico fresco e pecorino bagnolese, un vero omaggio ai sapori autentici dell’Irpinia, arricchiti dall’olio EVO Irpinia Colline dell’Ufita DOP, presentato da Antonio Tranfaglia, frantoiano e sindaco di Taurasi. Alle portate sono stati abbinati i vini DOCG Fiano di Avellino e Greco di Tufo di un terroir dal gusto e profumi inconfondibili. E per finire la creazione dello chef Arcangelo Gargano del ristorante Voria, nel suggestivo Borgo Biologico di Cairano (Av),  che ha ideato un dessert su una crema al caffè realizzata con le miscele de “Le Lazzarelle”, la Cooperativa delle Donne della Casa Circondariale di Pozzuoli (Na), insignite del Premio Massimo Solidale. Lo showcooking è stato condotto da Bernard Bédarida, giornalista francese della Télévision Francaise TF1, esperto di enogastronomia italiana, nato a Napoli e segretario del Consiglio Direttivo dell’Associazione Stampa Estera in Italia, il quale ha trasformato lo showcooking in una narrazione  di creatività e tradizione agricola con storie di chef e produttori, dando vita ad un racconto vivo e autentico. Le eccellenze della gastronomia irpina autentica fatta di sapori antichi   La terra dell’Irpinia, immersa nel verde dell’entroterra campano, produce prodotti d’eccellenza come i vini: Fiano, Greco di Tufo, Aglianico e il celebre Taurasi DOCG, vini apprezzati per struttura e aromi intensi. L’olio extravergine “Irpinia – Colline dell’Ufita DOP”, con il suo gusto fruttato e piccante, è un must apprezzato da tutti. I prodotti tipici irpini, solo per elencarne alcuni: il Pecorino bagnolese e quello di Carmasciano, formaggi ovini d’alta qualità, intensi e stagionati grazie al latte delle pecore locali, pascolanti nei terreni solfurei; il Caciocavallo podolico, i prosciutti locali come quello di Trevico e il salame di Mugnano del Cardinale, dal particolare gusto in quanto affumicato e stagionato all’aperto. Il broccolo aprilatico di Partenopoli, l’accio di Gesualdo e la cipolla ramata di Montoro simboli della tradizione e qualità irpine.  Da non dimenticare le Castagne di Montella IGP, quelle affumicate dette “del prete” e le nocciole irpine utilizzate per fare dolci e torroni. Un viaggio in questo luogo incantato, dove il tempo se non fermato ma è certamente rallentato, e dove la tradizione non è dimenticata ma coltivata con la sua autenticità gastronomica, fanno di ogni piatto un racconto di tradizione, convivialità e passione, una cultura in cui il cibo non è solo nutrimento, ma memoria.   Luigi Moio uno studioso prestato all’azienda per un sogno che si è realizzato Il giorno successivo il tour dei giornalisti di settore ha visitato l’azienda vitivinicola di Luigi Moio e Laura di Manzo “Quintodecimo” di Mirabella Eclano (Av) dove vengono prodotti “vini d’autore” tre bianchi e tre rossi. Inoltre  il Grand Cru Luigi Moio Taurasi Riserva, dopo vent’anni dalla nascita di Quintodecimo, completa il disegno iniziale sull’Aglianico; e la Grande Cuvée Luigi Moio, le tre varietà di uva campane Greco, Falanghina e Fiano sono state unite per creare un vino esclusivo in cui la natura è stata ancor più assistita dall’uomo nell’intento di armonizzare le note di ciascuna di esse affinché nulla domini ma tutto sia meravigliosamente in equilibrio. Abbiamo chiesto al Prof Luigi Moio di presentare la sua azienda: ≪Io sono un studioso non sono un imprenditore forse per questo  l’azienda è bella e funziona. Sono uno studioso di questo settore  dall’età di 13 anni e ho trascorso 42 anni sui libri e nei laboratori di ricetta a studiare la viticoltura. Volevo semplicemente chiudere il cerchio tutto ciò che racconto e ho raccontato nelle aule universitarie e in tutti i convegni volevo anche farlo, quindi questa azienda nasce essenzialmente per me: è un sogno di libertà, volevo essere l’enologo di me stesso perché poi di fatto questo è il mio lavoro e soprattutto per fare anche ciò che ho insegnato≫. Quindi lei si potrebbe definire uno studioso prestato all’azienda per un sogno che si è realizzato? ≪Ma sì, uno studioso, sono tanti gli studiosi, se pensiamo alla vita, come dico, uno studioso che voleva anche applicare la ricerca, quindi questa è ricerca applicata. Questo per me è diventato fondamentale a un certo punto della mia carriera e della mia vita. La realizzazione è stata una cosa meravigliosa è bellissima, ci siamo riusciti in poco più di venti anni, ma con le idee estremamente chiare, con un’elevatissima competenza, un’elevatissima professionalità. Tutta la famiglia è coinvolta in questo progetto, in azienda ho già due figli, uno  è laureato in scienza agrarie e l’altro in viticoltura, mia moglie ha fatto il dottorato in enologia; il coordinatore tecnico, il direttore, il coordinatore di tutte le attività è uno dei miei migliori studenti che è laureato in enologia, siamo tutti specializzati in questo settore, quindi direi che non c’è nulla di straordinario, è semplicemente ciò che dovevamo fare≫.   “Praesentia” per un’ esperienza sensoriale e culturale Antonio Ciampaglia, consulente dell’Agenzia Campania Turismo, così commenta il viaggio nell’eccellenza campana: ≪Praesentia vuole essere un momento di alta valorizzazione del turismo enogastronomico, però con una forte presenza del valore culturale, sia dell’enogastronomia in sé, sia del nostro patrimonio culturale. Tant’è vero che l’operazione  si svolge nell’intero territorio campano, sono otto gli appuntamenti, ogni appuntamento ha la sua peculiarità, le sue eccellenze e tutto si svolge in strutture di alto valore culturale, alcune addirittura da rilanciare perché spesso e volentieri si sono un po’ dimenticate, però alla base c’è il valore culturale di quello che si fa partendo dall’enogastronomia che è anche una valenza culturale≫. Dunque un progetto mirato allo sviluppo e alla promozione del turismo nel territorio campano in tutte le sue forme.      Il prossimo appuntamento a Padula  Dopo la tappa del 28 luglio il progetto “Praesentia, Gusto di Campania. Divina” prosegue il suo viaggio tra i luoghi simbolo della Campania, unendo storia, paesaggio e cultura gastronomica. L’8 settembre la Certosa di San Lorenzo a Padula ospiterà “I cibi dell’anima”, riflessione sensoriale e spirituale sulla cucina monastica e le sue influenze odierne.    
Lo showcooking- foto Federico Quagliuolo