Russo evita lo sciolgimento e si toglie i sassolini dalle scarpe. Borrelli e Ciarambino: “Niente da festeggiare”

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Il Ministero dell’Interno ha sancito ufficialmente il non scioglimento del Consiglio comunale di Pomigliano d’Arco per presunte infiltrazioni camorristiche, escludendo la sussistenza dei presupposti previsti dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali.
La decisione, firmata il 19 giugno dal ministro Matteo Piantedosi e pubblicata oggi, stabilisce che non vi sono elementi tali da giustificare l’interruzione anticipata della consiliatura. La Commissione d’accesso, nominata lo scorso dicembre dalla Prefettura di Napoli, ha analizzato atti amministrativi, documentazione e svolto audizioni, escludendo collegamenti diretti o indiretti dell’amministrazione comunale con ambienti criminali.

Le parole del sindaco Russo

«Oggi è stato finalmente restituito l’onore e la dignità che la Città di Pomigliano d’Arco, la sua Amministrazione Comunale e l’intero Consiglio Comunale meritano – ha commentato il sindaco Raffaele Russo –. Il decreto certifica, nero su bianco, ciò che abbiamo sempre sostenuto con fermezza, a testa alta e senza esitazioni: in questo Comune non è mai esistita alcuna forma di collusione con la criminalità organizzata. La camorra non ha mai avuto cittadinanza in questo Palazzo. E mai l’avrà».
Russo ha ringraziato la Commissione d’accesso, il Prefetto di Napoli e il Ministro dell’Interno per il lavoro svolto, respingendo le accuse dell’opposizione: «Nonostante il fango gettato da alcune forze di opposizione, la verità è emersa con chiarezza. Oggi Pomigliano riceve un sigillo di legalità. Questo decreto rappresenta una vittoria per l’istituzione comunale e un atto di giustizia per un’intera comunità. Le falsità, le voci e le illazioni vengono finalmente messe a tacere. Andiamo avanti, con ancora maggiore determinazione, al servizio dei cittadini e nel pieno rispetto della legalità».

La posizione di Borrelli (Avs)

Molto diversa la lettura del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli: «Il decreto demolisce la gestione dell’ente ma non lo commissaria. Mai vista una cosa del genere. C’è poco da festeggiare e molto di cui vergognarsi. A pagare sono solo i poveri cittadini».
Borrelli ha ricordato che nel provvedimento ministeriale si parla di «ripetute irregolarità amministrative e disfunzioni gestionali» che denotano una «scarsa osservanza dei precetti di buon andamento e correttezza dell’azione amministrativa», condizioni che potrebbero favorire condizionamenti anche di matrice criminale. «Il decreto prevede prescrizioni molto pesanti per il Comune: entro 4 mesi dovranno essere risolte le criticità e presentata al Prefetto una relazione dettagliata», ha aggiunto.
«I festeggiamenti del Sindaco e le sue affermazioni sul “restituito onore” alla città sono fuori luogo – ha proseguito –. Proprio questa amministrazione ha danneggiato l’immagine dei cittadini di Pomigliano. Dagli elementi emersi ci sarebbe solo da vergognarsi. Vedremo se in 4 mesi si riuscirà a cambiare l’andazzo dell’ente. Abbiamo chiesto la relazione degli ispettori e spiegazioni sul ritardo tra la consegna degli atti e il decreto. Il testo appare troppo cerchiobottista: da un lato demolisce l’amministrazione, dall’altro non la commissaria. Si è creato un precedente che ci auguriamo non sia legato ad appartenenze politiche o alla vicinanza delle elezioni regionali».

Le osservazioni di Ciarambino

Anche Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale e componente del Gruppo Misto, ha sottolineato la gravità delle criticità amministrative: «Uno scioglimento per camorra sarebbe stata una macchia indelebile nella storia della città e una sconfitta per tutti, per il quale, da pomiglianese e rappresentante delle istituzioni, non avrei potuto esultare. Restano comunque pesanti le criticità evidenziate dal Ministero dell’Interno, che ha messo nero su bianco le ripetute irregolarità amministrative e disfunzioni gestionali».
Ciarambino ha ricordato che l’amministrazione dovrà adeguarsi alle prescrizioni ministeriali in materia di trasparenza e legalità, e dare attuazione alle pronunce del Tar sulla riorganizzazione degli uffici, con particolare attenzione all’ufficio tecnico e alla polizia locale. «Resta tutta la preoccupazione e l’amarezza sul piano politico per una città da troppo tempo al centro delle cronache per eventi negativi» ha concluso.

Tramortisce la moglie con mazzuola da carpentiere, tentato omicidio a Somma Vesuviana: arrestato il marito

SOMMA VESUVIANA – Prima la richiesta di aiuto per una presunta rapina in casa, poi la svolta investigativa e la confessione. È finito in carcere un 70enne del posto, accusato di aver tentato di uccidere la moglie 60enne. L’arresto è stato eseguito oggi dai Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, in esecuzione di un’ordinanza del Gip di Nola su richiesta della Procura. L’episodio risale a domenica 3 agosto, quando l’uomo aveva contattato le forze dell’ordine denunciando di essere stato vittima di un’aggressione. E’ accaduto nella zona del Casamale. Gli accertamenti, condotti per oltre 12 ore senza sosta, hanno permesso di smontare il racconto iniziale. Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Nola, hanno infatti raccolto prove e testimonianze che hanno puntato il dito contro il 70enne: al culmine di una lite familiare, avrebbe colpito la moglie alla testa con una mazzuola da carpentiere. La donna, soccorsa in condizioni gravissime, è tuttora ricoverata in prognosi riservata e in pericolo di vita. Durante le perquisizioni, i militari hanno rinvenuto la presunta arma, nascosta in un deposito di attrezzi. Di fronte all’evidenza degli elementi raccolti, l’uomo ha deciso di ammettere le proprie responsabilità. Il fermo è stato convalidato e la misura cautelare in carcere è stata disposta dal giudice. Come previsto dalla legge, il provvedimento è stato adottato in fase di indagini preliminari e il 70enne è da ritenersi innocente fino a sentenza definitiva.    

Marigliano, pubblicato il nuovo bando per 68 lotti nell’area PIP

Il sindaco Gaetano Bocchino: “Strumento concreto per attrarre investimenti e valorizzare l’area industriale”

Riceviamo e pubblichiamo

“Abbiamo voluto imprimere un cambio di passo, puntando su criteri trasparenti e su una visione dello sviluppo che guarda alla sostenibilità e all’equità. Il bando è uno strumento concreto per attrarre investimenti e valorizzare l’area industriale in un’ottica moderna e funzionale al territorio”: lo ha detto il sindaco Gaetano Bocchino a proposito della pubblicazione del nuovo bando per l’assegnazione di 68 lotti nell’area PIP del Comune di Marigliano.

Il provvedimento, promosso dall’assessore alle attività produttive Dino Manna, è stato pubblicato sull’albo pretorio e introduce una serie di novità per garantire maggiore efficienza, trasparenza e coerenza con le esigenze attuali del tessuto produttivo. È prevista una graduatoria unica per tutte le imprese partecipanti, che stabilirà l’assegnazione dei lotti in base alla posizione ottenuta, evitando contenziosi e assicurando pari opportunità a tutti.

Sono previste premialità per i progetti che richiedono lotti contigui e per le attività imprenditoriali green e a basso impatto ambientale. In caso di assegnazione di lotti non urbanizzati, sarà l’impresa beneficiaria a doversi fare carico della realizzazione delle opere necessarie, sulla base di una convenzione da sottoscrivere con il Comune di Marigliano.

Il bando si basa su un regolamento aggiornato nel 2025 che riforma le modalità di gestione dell’area PIP con un’impostazione più attuale.

Somma, modifica orario Polizia Municipale:vertice in prefettura

Somma Vesuviana. Convocata riunione in Prefettura per l’8 agosto: al centro la modifica dell’orario di servizio della Polizia Municipale. 

Somma Vesuviana. È stata convocata per venerdì 8 agosto alle ore 15:00, presso la Prefettura di Napoli, una riunione urgente con i rappresentanti del CSA, per discutere in merito alla recente delibera approvata dal Comune di Somma riguardo la modifica dell’orario di servizio della Polizia Municipale.

Il provvedimento, approvato durante la seduta del Consiglio Comunale dello scorso 31 luglio 2025, prevede un’estensione dell’orario di servizio degli agenti della Polizia Municipale dalle ore 06:00 alle ore 24:00. L’ obiettivo, secondo quanto dichiarato dall’Amministrazione comunale, è quello di rafforzare il presidio sul territorio e garantire una maggiore presenza degli agenti nelle fasce orarie più sensibili, in particolare intorno alle 07:30, in concomitanza con l’ingresso a scuola di bambini e ragazzi, e nelle ore serali dopo le 21:00.

Tuttavia, la decisione ha suscitato forti critiche da parte del sindacato CSA, che ha chiesto l’immediato intervento della Prefettura. Secondo il sindacato, la delibera è da considerarsi illegittima a causa della carenza di personale presso il Comando di Polizia Municipale di Somma Vesuviana, il quale attualmente può contare su solo 16 unità operative, a fronte delle 51 previste per garantire un servizio efficace e sostenibile.

Nella nota inviata in Prefettura Salvatore Massimo, Segretario provinciale del CSA di Napoli, ha dichiarato: “L’imposizione di un nuovo orario senza un adeguato rafforzamento dell’organico comporta gravi ripercussioni sul benessere psicofisico dei lavoratori, aumentando lo stress, riducendo la possibilità di conciliazione tra vita lavorativa e privata, e violando il diritto di conoscere con congruo anticipo i propri turni, diritto che risulta completamente disatteso dalla delibera in questione”.

Somma, modifica orario di servizio della Polizia Municipale: il CSA scrive al Prefetto

Somma, “Magiche Lucerne”, Don Nicola: “La tradizione deve avere un’anima non deve vendersi l’anima”

Somma Vesuviana. Si è concluso ieri sera con grande partecipazione di fedeli e cittadini “Magiche Lucerne”, l’evento promosso in occasione dell’Anno Giubilare, preludio simbolico della prossima edizione della storica “Festa delle Lucerne”, in programma per il 2026.

A chiudere la manifestazione, la Santa Messa celebrata da Don Nicola De Sena presso la Chiesa Collegiata al Casamale, seguita dalla suggestiva processione attraverso le quattro porte del Borgo della Statua della Madonna della Neve, cuore spirituale delle celebrazioni del 5 agosto. La chiesa e la piazza adiacente erano gremite di persone, a testimonianza del profondo legame della comunità con questa tradizione secolare. Presenti anche le autorità religiose e civili della città.

La Madonna delle Neve protagonista della tradizione

Durante l’omelia, Don Nicola ha voluto lanciare un messaggio chiaro e incisivo: riscoprire la dimensione spirituale e cristiana della Festa delle Lucerne, troppo spesso offuscata da aspetti mondani e commerciali: “La Madonna della Neve non è un contorno, ma il fulcro della Festa. Se perdiamo questo, svendiamo l’anima della tradizione tramandata dai nostri padri”.

Don Nicola ha evidenziato anche come, nell’immaginario collettivo, il Giubileo venga spesso ridotto al semplice attraversamento della Porta Santa, dimenticando che la vera Porta è Cristo stesso, perché è colui che dona la salvezza all’umanità: “Il Giubileo non è un evento, ma una persona. È Cristo. La Porta Santa è solo il suo segno”.

Tradizione come custodia, non come possesso

Don Nicola ha poi invitato la comunità a non reinventare la tradizione, ma a custodirla, migliorarla e soprattutto a viverla nella sua autenticità: “Non dobbiamo cercare spiegazioni astruse sull’origine della festa. Non ci sono documenti certi che possano provare origini diverse. Quello che sappiamo che i nostri padri si impegnavano con fede e devozione per celebrare la Madonna della Neve. Questo deve restare il centro della Festa delle Lucerne”.

Il sacerdote ha affermato con forza la necessità di prendere parte alla Festa come momento in cui far rivivere le tradizioni secolari senza trasformarle, ma rinnovandole nel loro spirito originario: “Non siamo padroni delle nostre feste, ma custodi. È nostro compito tramandarle, ma anche rinnovarle nello spirito originario, affinché continuino ad avere un’anima. Dobbiamo aiutare le nuove generazioni a entrare nel vero significato della festa, che è l’incontro, la condivisione, la fraternità. In questo tempo giubilare siamo chiamati a rinnovare il senso profondo delle nostre tradizioni, liberandole da sovrastrutture e dinamiche consumistiche”.

La bellezza dello stare insieme

Un appello forte e chiaro alla responsabilità collettiva, affinché la Festa delle Lucerne non perda la sua identità cristiana e le sue radici secolari. Don Nicola ha poi concluso il suo discorso richiamando la cittadinanza a percepire il senso di identità e appartenenza che si trasmette attraverso il rinnovarsi della tradizione della Festa: “La vera bellezza è ritrovarsi come comunità, come fratelli. Ed è la Madonna che ci dà questa opportunità: di sentirci uniti, di riconoscerci parte di qualcosa di più grande, che viene da Dio e non dalle invenzioni dell’uomo. Il signore ci aiuti a rinnovarci e farci rendere questa Festa sempre più bella proprio perché conserva in sé stessa un’anima, un cuore, la fatica di tante persone che nei secoli si sono impegnate a tramandarla, ad abbellire questo nostro Borgo come sarà ancora di più l’anno prossimo”.

Pomigliano, Russo è salvo: Ministro dice no a scioglimento per camorra del Comune

POMIGLIANO D’ARCO – Il Ministero dell’Interno ha decretato il non luogo a procedere per lo scioglimento del Comune di Pomigliano d’Arco, ritenendo insussistenti i presupposti previsti dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali. La decisione, firmata dal ministro Matteo Piantedosi il 23 luglio e pubblicata oggi, esclude la presenza di elementi tali da giustificare l’interruzione anticipata della consiliatura per presunte infiltrazioni camorristiche. La Commissione d’accesso, nominata mesi fa su impulso della Prefettura di Napoli, ha svolto un’attività di ispezione e verifica su atti amministrativi, documentazione e audizioni. La relazione finale ha escluso collegamenti diretti o indiretti dell’amministrazione comunale con ambienti criminali. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo: “Oggi – afferma – è stato finalmente restituito l’onore e la dignità che la Città di Pomigliano d’Arco, la sua Amministrazione Comunale e l’intero Consiglio Comunale meritano. Il decreto del Ministero dell’Interno che sancisce il non scioglimento per infiltrazioni camorristiche certifica, nero su bianco, ciò che abbiamo sempre sostenuto con fermezza, a testa alta e senza esitazioni: in questo Comune non è mai esistita alcuna forma di collusione con la criminalità organizzata. La camorra non ha mai avuto cittadinanza in questo Palazzo. E mai l’avrà”. Il primo cittadino ha poi aggiunto: “Nonostante il fango gettato da alcune forze di opposizione che hanno tentato di infangare il buon nome della nostra città, la verità è emersa con chiarezza grazie al lavoro della Commissione d’accesso, al Prefetto di Napoli e al Ministro dell’Interno. Oggi Pomigliano riceve un sigillo di legalità”. “Questo decreto – conclude Russo – rappresenta non solo una vittoria dell’istituzione comunale, ma un atto di giustizia nei confronti di un’intera comunità che ha sempre dimostrato integrità e trasparenza. Le falsità, le voci e le illazioni vengono finalmente messe a tacere. Andiamo avanti, con ancora maggiore determinazione, al servizio dei cittadini e come sempre nel pieno rispetto della legalità”.  
 

Pomigliano, ex comandante sospeso altri 40 giorni. Sanzioni anche per il successore

Pomigliano d’Arco – Nuovo capitolo nella complessa vicenda che coinvolge l’ex comandante della polizia locale, Luigi Maiello, e il suo successore temporaneo, Andrea D’Ambrosio. Quest’ultimo, attuale responsabile pro tempore del comando, è stato raggiunto da un avviso di avvio di procedimento disciplinare. Secondo quando riferito da Il Roma, l’amministrazione, avrebbe agito in modo negligente e imprudente nell’elaborazione di una segnalazione relativa a un’area del territorio, indicando dati ritenuti errati e causando un aggravio di lavoro per gli uffici.

Il caso D’Ambrosio si aggiunge a quello, già in corso, dell’ex comandante Maiello, che da mesi è al centro di una disputa legale con il Comune. Nonostante una sentenza sfavorevole in primo grado, l’amministrazione non ha proceduto alla sua reintegrazione. Nei giorni scorsi, è arrivata una nuova sanzione disciplinare per Maiello: 40 giorni di sospensione senza stipendio, motivati dal rilascio di dichiarazioni su questioni personali a una trasmissione televisiva nazionale.

Questo provvedimento si somma alla precedente sospensione di 60 giorni, già in corso, portando a un totale di 90 giorni consecutivi senza retribuzione. La decisione definitiva spetterà al giudice del lavoro, che dovrà pronunciarsi sulla legittimità delle misure adottate.

La situazione al comando della polizia locale di Pomigliano d’Arco rimane quindi tesa, con due figure apicali entrambe coinvolte in procedimenti disciplinari e contenziosi. Il mese di settembre si preannuncia cruciale per chiarire gli sviluppi, sia per il futuro della guida operativa del corpo sia per le eventuali ricadute sull’organizzazione interna e sui rapporti tra amministrazione e personale.

Somma, Onda Bianca: “Pronti a sottoscrivere la mozione per la pace per Gaza”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  La lista civica onda bianca rappresentata dal proprio consigliere comunale avv. Giovanni Bianco accoglie con favore la proposta formulata dalla forza politica extraconsiliare la città cambia ed è pronta a sottoscrivere la mozione per la pace per Gaza ed a portarla in consiglio comunale. Un tema così importante non può non essere messo al centro dell’attenzione ad ogni livello politico, sociale e culturale.

A Ottaviano ciò che accade oggi è già accaduto ieri. Quasi sempre

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A Ottaviano ciò che accade oggi è già accaduto ieri. Quasi sempre. Lo disse in consiglio comunale P. Cola, il primo podestà di Ottaviano, ricordando che dopo ogni eruzione i proprietari terrieri spostavano in avanti, e non di poco, i termini di confine “accaparrandosi” vasti tratti del demanio pubblico. Già altri sindaci, prima del prof. Simonetti, sono stati sostenuti da una maggioranza risicata, e dunque si è già visto all’opera tutto il repertorio “politico” di tattiche di difesa e di attacco che la situazione suggerisce. Un tempo funzionavano le lettere anonime, oggi i post “pezzottati”, con firma falsa. Correda l’articolo un disegno a penna di un grande ottavianese, Michele Arpaia.   Ricordavo questa “sentenza” di Pasquale Cola mentre rileggevo la biografia di Giuseppe IV Medici, terz’ultimo principe di Ottajano che nel 1861 i Piemontesi trascinarono in carcere accusandolo di essere filoborbonico e “patrono” del brigante Pilone e che due anni dopo Vittorio Emanuele II nominò amministratore del Palazzo Reale di Napoli per premiare la rapidità della sua conversione. Gli Ottavianesi, ammaestrati dai Medici e dalla complessità della loro storia, sanno per esperienza che un proverbio non ha valore assoluto e definitivo: la sapienza popolare lascia sempre uno spazio aperto per il capovolgimento dei suoi “detti”: si dice per esempio che “chi va piano, va sano e va lontano”, ma si ammette anche che, in certe situazioni, “chi arriva tardi, male alloggia”. Qualche giorno fa il sindaco di Ottaviano, prof. Simonetti, ha pubblicato sul suo sito il proverbio “ chi nun tene che pettenà, pettena ‘o cane”: chi non ha niente di importante da fare, consuma il suo tempo in esercizi insignificanti e anche nel dare fastidio agli altri, che invece sono impegnati in azioni di peso rilevante. Ma può accadere che proprio mentre pettina il cane – un gesto meccanico e ripetitivo – la mente del pettinatore trovi il tempo e l’impulso per concentrarsi su questioni che non era ancora riuscito a risolvere, su matasse che non gli era stato possibile dipanare. E all’improvviso, mentre la mano ripete il gesto, l’intelletto trova il bandolo della matassa. Oggi il sindaco ha risposto con un post molto aspro al post di un consigliere dell’opposizione: non è il momento di commentare il tutto – lo farò quando “racconterò” il prossimo consiglio comunale -, ma il prof. Simonetti non può negare che il sistema sociale di Ottaviano- in particolare quello di Ottaviano Centro – presenti chiari segni di problemi anche seri. Recentemente a Vincenzo Caldarelli, consigliere delegato “alle opere pubbliche, al verde pubblico e alla metanizzazione”, è stato dedicato un post in cui la sua immagine è circondata dalle foto dei lavori in corso nelle strade della città e da espliciti riferimenti a quelli di via G. Di Prisco, chiusa al traffico per i lavori della Gori: qui, qualche giorno fa, un’auto, forse per l’eccesso di velocità, “ha urtato contro i dissuasori di chiusura della strada”: per fortuna, “la conducente non ha riportato danni fisici”. Insomma, il post poteva anche indicare il consigliere come il responsabile del disagio e della pericolosa confusione. Il mio augurio è che Vincenzo Caldarelli porti a termine il programma degli interventi e che metta in conto di essere un bersaglio non solo del “fuoco nemico”, ma anche del “fuoco amico”, diciamo così: forse a qualcuno dà fastidio il fatto che egli svolge, nell’attività dell’amministrazione, un ruolo di primo piano. Dice un proverbio toscano, “anche quando credi di stare tra gli amici, guardati le spalle”. E gli “amici” talvolta si servono, sui “social”” di contatti falsi, di firme “pezzottate”: ma mi auguro che non sia già in atto questa pratica disgustosa. C’è, poi, la questione della sanatoria edilizia: mi dicono che il sindaco ha nominato una commissione di tre membri, e che nessuno dei tre è di Ottaviano. Il nostro giornale dedicherà grande attenzione all’attività della commissione: e mi va di esprimere, già ora, la certezza che essa applicherà gli stessi princìpi in tutto il territorio cittadino, dalla Montagna alla pianura, “dalle Alpi alle Piramidi”. Due sindaci di Ottaviano, Aurelio Trusso e Enrico Iervolino, non consentirono ai Vescovi di Nola di mettere le mani sulla processione di San Michele, di modificarne riti e percorso. Mi dicono che quest’anno San Michele è entrato in piazza Municipio, per la prima volta, si è fermato, e ha ascoltato i sermoni non so di chi. E’ vero? Se è vero, vi esorto a non scherzare con San Michele.

Ammortizzatori usurati, il pericolo nascosto della guida urbana

Gli ammortizzatori auto rappresentano un elemento fondamentale per la sicurezza e il comfort di guida nelle condizioni urbane. In città, dove frenate improvvise, buche stradali e continue partenze e arresti sono all’ordine del giorno, questi componenti lavorano intensamente per mantenere il controllo del veicolo e garantire il benessere dei passeggeri. Ammortizzatori in buone condizioni riducono del 30% gli spazi di frenata e migliorano significativamente la stabilità durante le manovre evasive tipiche del traffico cittadino. La risposta diretta è chiara: ammortizzatori efficienti assicurano che le ruote mantengano sempre il contatto ottimale con l’asfalto, controllando le oscillazioni della carrozzeria e assorbendo le irregolarità del manto stradale. Questo si traduce in una guida più sicura, con minori sollecitazioni alla colonna vertebrale dei passeggeri e una riduzione dell’affaticamento del conducente durante i lunghi spostamenti urbani.

Il ruolo cruciale degli ammortizzatori per la sicurezza urbana

Nel traffico cittadino, la sicurezza dipende largamente dalla capacità di reagire prontamente agli imprevisti. Gli ammortizzatori usurati compromettono questa capacità in diversi modi. Durante le frenate di emergenza, un sistema ammortizzante inefficiente può causare il cosiddetto “effetto tuffo” dell’auto, spostando il peso verso l’anteriore e riducendo l’aderenza delle ruote posteriori. Le statistiche europee mostrano che il 23% degli incidenti urbani è correlato a problemi di aderenza e controllo del veicolo, spesso aggravati da componenti delle sospensioni in cattive condizioni. In particolare, su strade bagnate tipiche del clima italiano, la differenza tra ammortizzatori nuovi e usurati può determinare fino a 6 metri aggiuntivi di spazio di frenata a 50 km/h.

L’importanza sottovalutata del comfort di guida

Il comfort di guida non è un lusso, ma un fattore che influenza direttamente la concentrazione del conducente. Ammortizzatori inefficienti trasmettono all’abitacolo ogni piccola irregolarità stradale, causando vibrazioni continue che generano stress fisico e mentale. Questo fenomeno è particolarmente evidente sui sampietrini romani o sui selciati delle città storiche italiane. Secondo AUTODOC“La durata degli ammortizzatori auto dipende molto dallo stile di guida e si aggira sui 60-100.000 km di percorrenza oppure ogni quattro anni. Ammortizzatori auto, quando cambiarli? Questa risposta è più semplifica: dipende dall’utilizzo, ma ci sono dei parametri di percorrenza che dipendono dal modello e che sono dichiarati, per cui è un intervento tecnico che dipende dalla distanza percorsa. Naturalmente, questo se i pezzi sono di ottima qualità, come gli ammortizzatori Japanparts.”

Segnali di usura da non ignorare mai

I sintomi di ammortizzatori usurati nella guida urbana sono facilmente riconoscibili. L’auto che “rimbalza” dopo aver superato dossi artificiali, l’oscillazione prolungata della carrozzeria dopo le buche, e l’instabilità durante i cambi di corsia sono tutti campanelli d’allarme. Per la sostituzione, si consiglia di scegliere set di ammortizzatori che garantiscano un comportamento uniforme. Sul sito auto-doc.it è possibile trovare informazioni sui set disponibili per ogni modello, che garantiscono la massima compatibilità e prestazioni ottimali.

Come il degrado influisce sulle prestazioni del veicolo

Lo schema seguente illustra in modo visivo come il deterioramento degli ammortizzatori comprometta progressivamente le prestazioni del veicolo. Attraverso comparazioni grafiche e dati concreti, è possibile comprendere immediatamente l’impatto che componenti usurati hanno sulla sicurezza di guida quotidiana. I parametri mostrati si basano su test reali condotti su strade urbane italiane, considerando le specifiche condizioni del traffico cittadino.

Schema comparativo delle prestazioni degli ammortizzatori

La tabella sottostante fornisce una panoramica numerica precisa del peggioramento prestazionale correlato al degrado degli ammortizzatori. I valori percentuali indicano l’incremento negativo rispetto alle condizioni ottimali, permettendo ai proprietari di auto di valutare concretamente quando è necessario procedere alla sostituzione. Questi dati sono particolarmente utili per pianificare la manutenzione preventiva e comprendere l’impatto economico dell’usura sui costi di gestione del veicolo.
Condizione Ammortizzatori Spazio di Frenata Stabilità in Curva Comfort Passeggeri Usura Pneumatici
Nuovi/Ottime condizioni 100% (riferimento) Ottima Massimo Normale
Discreto stato 0,15 Buona Ridotto Leggermente accelerata
Usurati 0,3 Compromessa Molto ridotto Significativamente accelerata
Danneggiati 0,5 Pericolosa Pessimo Irregolare e rapida

La scelta giusta per la città

Per l’utilizzo urbano, gli esperti consigliano ammortizzatori con caratteristiche specifiche: risposta pronta alle sollecitazioni, durata elevata considerando l’uso intensivo, e capacità di assorbire efficacemente le irregolarità tipiche dell’asfalto cittadino. L’investimento in ammortizzatori di qualità si ripaga attraverso maggiore sicurezza, ridotta usura degli pneumatici, minor consumo di carburante e, non ultimo, benessere durante la guida quotidiana. Fonti:
  • AUTODOC
  • European Transport Safety Council (ETSC)
  • Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lav