Uno dei tesori più preziosi di Napoli: la Quadreria dei Gerolamini.

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L’Oratorio di San Filippo Neri, fondato a Roma, fu riconosciuto come Congregazione nel 1575 e venne introdotto a Napoli le 1586. Gli Oratoriani vennero chiamati anche Filippini e Gerolamini (o Girolamini) perché la loro sede a Roma era in San Girolamo alla Carità. Descriveremo in altri articoli la chiesa napoletana, i quadri più importanti della Quadreria, la Biblioteca e l’Archivio Musicale.Corredano l’articolo le immagini del “S. Andrea” del Ribera e dell’”Adorazione dei Magi” di Andrea Vaccaro.

Come ci racconta Roberto Middione, fin dai primi decenni del secolo XVII la sagrestia della Chiesa dei Gerolamini e alcune sale vicine incominciarono a ospitare una pinacoteca che– primo caso in Italia- era aperta al pubblico. La collezione si costruì, all’inizio, grazie alle donazioni dei benefattori e dei padri Oratoriani, molti dei quali appartenevano a famiglie importanti in possesso di notevoli collezioni d’arte. Entrarono nella pinacoteca anche quadri che prima erano collocati nella chiesa, come “I figli di Zebedeo” di Fabrizio Santafede e tre tele con Apostoli del Ribera: agli Apostoli il pittore spagnolo aveva dedicato 12 quadri, nove dei quali sono scomparsi. Arricchirono la quadreria il Cardinale Francesco Maria Tarugi, che era tra i fondatori della Congregazione di San Filippo Neri, suo nipote Tarugio Tarugi, anche lui “oratoriano”, e forse la nobildonna Caterina De Ruggiero. Tra i quadri donati dal Cardinale c’erano certamente il “San Sebastiano” del Cavalier d’Arpino e l’“Adorazione dei Magi” di Federico Zuccari. Cospicua fu la donazione di Domenico Larcaro, “fratello laico e benefattore dell’Oratorio” (M. Borrelli), il quale con il testamento firmato nel settembre del 1622 lasciava agli Oratoriani tutta la collezione dei suoi quadri, a patto che questi venissero esposti nel coro della chiesa o nella “sacristia maggiore” e che non si potessero né vendere, né alienare, né donare, né permutare, né anco prestare in modo alcuno”. Il testamento del Larcaro conferma che nel 1622 la sagrestia già ospitava la quadreria. Larcaro era di Monopoli e esercitava a Napoli la professione di sarto per “donne e uomini della nobiltà”: con un codicillo testamentario egli lasciò agli Oratoriani tre quadri non ancora completati, uno di Guido Reni e due del pittore Giovanni Francesco Gessi, anche lui bolognese come il Reni: secondo il Borrelli, Reni inviò il suo quadro a Napoli tra il 1627 e il 1633, mentre il “San Girolamo” del Gessi arrivò nella Chiesa dei Gerolamini tra il 1646 e il 1648: il generoso Domenico Larcaro era morto il 27 dicembre 1623, e gli Oratoriani, per dimostrare la loro gratitudine, lo fecero seppellire “nella sepoltura comune dei Padri, dietro l’altare maggiore”. Notevoli furono le donazioni di Claudio Milano (testamento del 19 luglio 1631) e di Francesco Capece Bozzuto, membro dell’Ordine, “che lasciò alla Congregazione moltissimi quadri, apparentemente di piccole dimensioni, raffiguranti in prevalenza immagini di santi”: questo elemento induce il Middione a pensare che le opere siano state collocate non nella pinacoteca della sagrestia, ma nelle “singole stanze dei Padri come oggetti di devozione personale”: in ogni caso molti dei dipinti donati dal Capece Bozzuto “sono andati dispersi col tempo”. Per fortuna il saggio pubblicato da Carlo Celano nel 1692, “Notizie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli” ci fornisce l’elenco quasi completo dei dipinti eseguiti entro la data di pubblicazione, “elenco che ancora oggi corrisponde al nucleo maggiore delle opere che compongono la Quadreria” (R. Middione). Fanno parte dell’elenco “La fuga in Egitto” e “L’incontro di Gesù e di Giovanni” di Guido Reni; “La strage degli innocenti” di Giovanni Balducci; “La deposizione di Cristo dalla croce” di Giovanni Antonio D’ Amato; il “S. Andrea”, l’”Ecce homo” e tre “Teste di Apostoli”, tutti del Ribera; “Gesù battezzato da Giovanni” di Battistello Caracciolo; La Vergine che porge il Bambino a S. Francesco”, “Santa Maria della Vallicella” e “l’Adorazione dei Magi” di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio; “tre quadri dove stanno espresse tre teste di Santi”, opera del Domenichino; “Le nozze di Cana”, “macchia”, cioè bozzetto,  del quadro che stava nella cappella della  Santissima Annunziata e che venne distrutto da un incendio  “ opera del cavaliere Massimo Stanzione”. Ho indicato solo i quadri più famosi. Molto importanti sono per alcuni studiosi le attribuzioni del Celano: esse “si rivelano più veridiche di talune proposte avanzate dalla critica, anche recentemente; può essere il caso delle cinque tele del Ribera, che Celano giustamente assegna al Maestro spagnolo, ma che sono state in seguito indebitamente ritenute di altro pittore, oppure, nel caso del “S. Andrea”, addirittura copia” (R. Middione).

Artista muore dopo aver mangiato panino da un ambulante in vacanza. Boom di intossicati per botulino

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È morto dopo aver mangiato un panino apparentemente innocuo acquistato da un chiosco ambulante. Luigi Di Sarno, 52 anni, originario di Napoli, si è sentito male mentre tornava da Diamante, dove aveva consumato il panino a base di salsiccia e broccoli. Il malessere si è aggravato durante il viaggio di ritorno e l’uomo si è fermato a Lagonegro, in provincia di Potenza, dove però è deceduto prima dell’arrivo dei soccorsi. Il suo caso potrebbe essere legato a un’intossicazione da botulino, la stessa sospettata anche per almeno altre sei persone che hanno mangiato il medesimo prodotto da un venditore ambulante sul lungomare di Diamante. Tra i pazienti attualmente ricoverati all’ospedale di Cosenza si contano due minorenni, una donna e quattro adulti. L’episodio ha destato allarme tra residenti e turisti, e ha spinto le autorità a intervenire con urgenza. Il mezzo utilizzato per la vendita del panino è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Paola, che ha avviato un’indagine per accertare eventuali responsabilità. L’inchiesta è condotta dal procuratore Domenico Fiordalisi. L’Azienda ospedaliera di Cosenza ha annunciato per domani una conferenza stampa in cui verranno forniti aggiornamenti dettagliati sulle condizioni cliniche dei ricoverati e sulle misure sanitarie in atto. Particolare attenzione sarà data alla profilassi avviata per evitare ulteriori casi. Il sospetto di un focolaio di botulino collegato allo street food mette sotto la lente d’ingrandimento le norme igienico-sanitarie e i controlli sulla ristorazione ambulante, in una stagione in cui il turismo aumenta e la vigilanza diventa più complessa.  

Tram Azzurro, Carbone spinge sulla corsia preferenziale: “Sul trasporto pubblico non si arretra”

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«In un momento in cui la città comincia finalmente a vedere i frutti degli investimenti sul trasporto pubblico, arretrare sulla corsia preferenziale di via Acton è un errore». A dichiararlo in Aula è il Consigliere Comunale Luigi Carbone, intervenuto sul destino del progetto collegato al cosiddetto “Tram Azzurro”. «Stiamo assistendo a un paradosso – prosegue –: il traffico rischia di rallentare proprio quei mezzi pubblici che dovrebbero invece avere la precedenza. Non possiamo permettere che la mancanza di un piano traffico blocchi il cambiamento. È il momento di avere il coraggio di dire ai cittadini che la strada va condivisa, non occupata». Carbone ha ribadito il sostegno al progetto originario: «La corsia preferenziale è un segnale di civiltà. Serve a tutelare chi sceglie autobus, tram, taxi, bike sharing. Se vogliamo una città più vivibile e meno inquinata, dobbiamo incentivare la mobilità sostenibile, non cedere di fronte alle resistenze». «Ci auguriamo – conclude – che si tratti solo di una sospensione momentanea.Lavoriamo insieme per correggere la rotta e dare a Napoli la visione che merita: meno auto, più futuro».

Sma avrà una sede a Casoria: nuove unità per la cura del verde di parchi e scuole

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Un passo decisivo nella lotta al degrado urbano e nella valorizzazione del patrimonio pubblico. È questo il significato dell’accordo firmato tra il Comune di Casoria e la società regionale SMA Campania S.p.A., che prevede la concessione in comodato d’uso gratuito per sei anni di un immobile comunale in via Po, da adibire a Base Territoriale SMA per la gestione di attività di prevenzione ambientale e manutenzione del verde.

Il contratto – sottoscritto presso la casa comunale nella mattinata di oggi, 7 agosto insieme al presidente di SMA Campania Antonio Capasso – rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale finalizzata a restituire valore e funzione a un bene pubblico inutilizzato, trasformandolo in presidio operativo per la tutela del territorio.

“Siamo di fronte a un accordo che unisce concretezza e visione – dichiara il sindaco Raffaele Bene –. Grazie a questa convenzione, il Comune non solo valorizza un proprio bene ma ottiene in cambio un impegno pluriennale da parte di SMA per la manutenzione di ampie porzioni del nostro verde urbano, con benefici diretti per i cittadini e per l’ambiente.”

Immobile ristrutturato da Sma

L’immobile di via Po, composto da due porzioni catastali, sarà interamente ristrutturato e arredato a spese di SMA Campania, senza alcun onere per l’amministrazione. La società, che opera in house per la Regione Campania nel settore della prevenzione ambientale, userà la sede per il coordinamento delle proprie attività territoriali. L’immobile verrà anche assicurato da SMA, che si farà carico di tutte le utenze, tasse e spese condominiali.

Ma il valore strategico dell’accordo non si esaurisce nella riqualificazione dell’immobile. Per l’intera durata del comodato – sei anni – la SMA garantirà un piano annuale di interventi di manutenzione ambientale e del verde pubblico, in stretta collaborazione con il Comune.

In particolare, la società si impegna a:

 – effettuare due attività di diserbo e pulizia all’anno nei parchi ERP di proprietà comunale;

– mettere in sicurezza le alberature e le scarpate presenti nei pressi degli immobili comunali;

intervenire nelle aree verdi dei plessi scolastici pubblici;

 – assicurare sei uomini per 80 giorni all’anno destinati esclusivamente ad attività di manutenzione del verde e prevenzione ambientale.

Le aree interessate

Gli interventi riguarderanno specificamente:

– Parco dei Pini (via Ada Negri) 

– Parco Buontempo (via G. Watt)

 – Parco Fontana (via G. Garibaldi)

e tutte le aree verdi facenti parte degli istituti scolastici comunali.

“È un’operazione che guarda al decoro e alla sicurezza urbana – sottolinea l’assessore all’Ambiente Valerio Cresci . Grazie alla presenza stabile di SMA sul territorio avremo interventi costanti, programmati, verificabili, con un risparmio di risorse e un miglioramento significativo del servizio. Il verde urbano sarà curato con maggiore regolarità.”

L’accordo è stato elaborato sulla base di quanto previsto dal Regolamento di Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Immobiliare approvato dal Consiglio comunale e ha ottenuto il via libera della Giunta lo scorso 30 luglio.

Un modello da replicare

La convenzione si configura come comodato d’uso modale, ai sensi dell’articolo 1803 del codice civile, ovvero legato a obblighi specifici da parte del comodatario.

“Questa non è solo un’operazione di riuso – conclude Bene –. È un investimento sul futuro della città, perché ripristina un bene inutilizzato e garantisce un presidio attivo e competente per sei anni, con ricadute positive e immediate in termini di igiene, sicurezza e tutela dell’ambiente.”

Ercolano, catturato reggente del clan: era latitante da 2 anni

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È finita all’alba la fuga di Michele Ciaravolo, 45 anni, ritenuto il leader del clan Ascione-Papale, attivo da anni nell’area di Ercolano. L’uomo era ricercato dal dicembre 2023 e dovrà scontare una condanna definitiva a oltre sette anni di carcere per associazione mafiosa. Il blitz è scattato questa mattina, mercoledì 7 agosto, proprio nel comune vesuviano, dove i carabinieri della Compagnia di Torre del Greco, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, del Nucleo Cinofili di Sarno e dell’unità elicotteri di Pontecagnano, hanno localizzato e arrestato Ciaravolo. Le ricerche non si erano mai fermate e, negli ultimi giorni, le attività investigative coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia avevano permesso di restringere il campo, individuando uno degli appartamenti che il latitante utilizzava come rifugio. Ciaravolo era sfuggito alla cattura per quasi due anni, spostandosi tra diversi nascondigli e facendo perdere le sue tracce dopo la condanna definitiva. Il provvedimento di carcerazione, emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli lo scorso 4 dicembre, stabilisce per lui una pena di 7 anni, 1 mese e 5 giorni di reclusione per il suo ruolo in un’associazione di tipo mafioso. Dopo l’arresto, l’uomo è stato trasferito in carcere, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il clan Ascione-Papale, cui Ciaravolo viene indicato come esponente di vertice, è da tempo al centro di indagini per la sua influenza nel tessuto criminale del territorio vesuviano. Il blitz odierno segna un punto importante nella lotta alle organizzazioni camorristiche dell’area napoletana, grazie al lavoro coordinato delle forze dell’ordine e della magistratura antimafia.    

Si finge prima nipote e poi carabiniere: 21enne di Pomigliano preso per truffa in Puglia

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POMIGLIANO D’ARCO – Aveva 21 anni ed è originario di Pomigliano il giovane finito in carcere per una truffa che ha colpito una donna di 90 anni a Bisceglie. L’indagine, condotta dai Carabinieri su delega della Procura della Repubblica di Trani, si è conclusa con l’emissione di una misura cautelare firmata dal Gip del Tribunale, eseguita nei giorni scorsi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti risalgono a maggio. L’anziana, sola in casa, ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è spacciato per suo nipote, raccontandole di un grave guaio del padre – figlio della donna – fermato dai Carabinieri all’ufficio postale. Per “evitare l’arresto”, era necessario pagare immediatamente una somma di denaro, anche in gioielli. Scossa e preoccupata, l’anziana ha raccolto tutto ciò che aveva a disposizione: 5.000 euro in contanti e alcuni oggetti in oro. Poco dopo, si è presentato alla sua porta un giovane, che stavolta ha finto di essere un carabiniere in borghese incaricato di ritirare la somma. La donna, ingannata dal racconto e convinta della buona fede dell’uomo, ha consegnato tutto. Soltanto più tardi, parlando col vero figlio, ha compreso di essere caduta vittima di un raggiro. La denuncia ai Carabinieri ha dato il via a indagini lampo: fondamentali si sono rivelate le telecamere di videosorveglianza, comprese quelle installate da una vicina, che hanno ripreso l’intera scena. Proprio grazie ai filmati è stato possibile risalire al volto del presunto truffatore, poi riconosciuto anche dalla vittima. Le immagini hanno inoltre mostrato che il ragazzo non era solo: ad accompagnarlo c’era un complice alla guida dell’auto usata per raggiungere e lasciare il luogo del reato. Il 21enne, originario di Pomigliano, è ora detenuto in attesa di ulteriori sviluppi, mentre proseguono le indagini per identificare il complice e verificare eventuali altri episodi simili, anche in altri comuni. Non si esclude che il gruppo possa aver colpito in più città con lo stesso schema, colpendo le persone più vulnerabili.  

Dove si va in vacanza quest’estate? Le mete più gettonate

Sicuramente in questi giorni sarà capitato a ognuno di noi di imbattersi nelle storie social di persone già partite per le vacanze estive. Ma quali sono le mete più gettonate?

La canzone “Riccione” di Tommaso Paradiso non smentisce mai: a distanza di anni dall’uscita, le spiagge del Nord-Est Italia sono tra le più gettonate non solo dai ragazzi per la movida, ma negli ultimi tempi, anche dalle famiglie, poiché queste zone si sono ormai trasformate in mete molto family friendly. È il caso di Bibione, Jesolo, Rimini e naturalmente Riccione.

Per quanto riguarda il Sud Italia, sia in villaggi che in appartamenti, Calabria e Puglia continuano a dominare le classifiche di ricerca sui siti di viaggio, in particolare Tropea e Porto Cesareo.

Ma torniamo alla nostra regione, cosa succede in Campania? Sicuramente Capri, Amalfi e Sorrento, da anni sono molto frequentate da turisti e spesso proprio in questo periodo ci sono avvistamenti di celebrità come Dua Lipa che ha scelto Napoli e le costiere come mete da visitare con il suo fidanzato. Per chi vuole divertirsi senza spendere molto e allontanarsi godendosi ugualmente l’esperienza dell’isola, Ischia quest’anno è preferita da molti campani.

Tra le mete estere più amate dagli italiani, oltre alle intramontabili Ibiza e Mykonos conosciute per essere luogo di divertimento per i giovani, sorprende quest’anno una particolare preferenza per le destinazioni culturali e sportive rispetto a quelle esclusivamente balneari. Questo cambiamento potrebbe essere legato all’incertezza del clima mediterraneo, sempre più instabile. Per questo Londra e Parigi si rivelano mete perfette per chi è attratto dalla cultura, dal benessere e da attività che favoriscono l’equilibrio psicofisico.

Brucia deposito sequestrato a Pompei, aperta un’indagine

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Nella giornata di ieri 6 agosto è andato in fiamme un deposito a Pompei, la procura interviene per fare luce sulle cause

L’incendio sarebbe partito da alcune sterpaglie e si sarebbe esteso velocemente fino ad arrivare al deposito sequestrato di materiali tessili, per poi avvolgerlo.

Le operazioni di spegnimento si sono complicate più del previsto e una delle cause potrebbe essere proprio il contenuto del deposito.

Dal rogo si è alzata una nube nera che si è estesa per diversi chilometri, arrivata fino a Posillipo.

Sul posto sono intervenuti la Polizia Locale, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, i tecnici dell’Arpac e l’Agenzia regionale per l’ambiente che in questi momenti sta monitorando la situazione riguardante l’inquinamento.

Prime parole dell’Arpac sulle conseguenze dell’incendio: “Dai primi dati acquisiti non si rilevano finora evidenti criticità riconducibili all’incendio”.

La Procura di Torre Annunziata ha aperto un’indagine per fare luce sulle cause dell’incendio avvenuto a Pompei, al confine con Scafati; solo in via precauzionale sono state disposte delle evacuazioni.

Il comune di Pompei, da dove è partito l’incendio, e i comuni limitrofi di Scafati, Boscoreale, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia hanno raccomandato alcune misure precauzionali per la popolazione.

Il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, tramite un post su facebook, ha dato degli aggiornamenti sullo stato del rogo e ha invitato i cittadini a rimanere nelle loro abitazioni e di non uscire se non strettamente necessario e di tenere porte e finestre chiuse: “In merito all’incendio sviluppatosi nella mattinata odierna all’interno di un capannone privato sito in Via Spinelli, si comunica che l’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco ha consentito di circoscrivere le fiamme, che tuttavia non risultano ancora completamente estinte. La natura del materiale presente nel capannone (scarti di lavorazione tessile) rende più complessa l’opera di spegnimento, tuttora in corso.

L’area interessata è costantemente monitorata da personale dei Vigili del Fuoco, della Polizia Locale, dell’Ufficio Tecnico Comunale e della Protezione Civile. Inoltre, sul posto sono presenti i tecnici dell’ARPAC, che stanno effettuando rilievi ambientali. Al momento, non sono state rilevate sostanze tossiche nell’aria.

Si raccomanda, in via precauzionale, alla popolazione residente nelle aree limitrofe (in particolare Via Spinelli e Via Passanti Scafati) di:

– tenere porte e finestre chiuse;

– limitare le uscite all’esterno solo a casi di effettiva necessità;

– lavare accuratamente frutta e verdura coltivate nelle zone prossime all’incendio prima del consumo.

Eventuali ulteriori aggiornamenti saranno comunicati attraverso i canali istituzionali dell’Ente.”

È intervenuto anche Michele di Bari, prefetto di Napoli, convocando d’urgenza una riunione del Centro di Coordinamento Soccorsi alla quale hanno partecipato il viceprefetto vicario della Prefettura di Salerno, il sindaco di Pompei, il vicesindaco del Comune di Scafati (vista la direzione dei fumi provenienti dall’incendio), l’Asl Napoli 3 Sud, l’Arpac, i Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine.

Antonio Di Maiolo, il TravelToker di Somma Vesuviana che conquista TikTok

Somma Vesuviana. Grande successo sulle piattaforme social per Antonio Di Maiolo. Il giovane content creator sta guadagnando sempre più follower su TikTok grazie alla sua attività come TravelToker.

Sono tanti gli influencer che, cavalcando i trend del momento, riescono a diventare virali su TikTok e a conquistare l’attenzione degli utenti. Tra queste nuove figure digitali, però, una in particolare sta riscuotendo un successo crescente. Si tratta dei TravelToker, content creator che raccontano le loro esperienze di viaggio nel mondo, attraverso brevi video che mostrano le bellezze delle destinazioni visitate, propongono itinerari originali e offrono consigli pratici a chi desidera esplorare nuovi luoghi. Il loro obiettivo è ispirare, informare e intrattenere, accompagnando l’utente dalla semplice curiosità fino alla prenotazione.

Un trend che sta conquistando milioni di utenti

Secondo quanto riportato dal giornalista e digital strategist Francesco Marino in un articolo pubblicato su “Il Mattino”, l’hashtag #TravelTok conta oggi oltre 3 milioni di contenuti. Quest’ultimo non si limita a stimolare l’interesse, ma spinge anche gli utenti ad agire, portandoli a scoprire luoghi mai visti prima. Infatti, il 77% di coloro che ogni giorno frequenta la piattaforma social cinese afferma che i contenuti visionati hanno avuto un ruolo nella scoperta di una nuova destinazione. Inoltre, tra i contenuti più apprezzati ci sono proprio i video di viaggio a Napoli, tra monumenti, curiosità e ottimo cibo partenopeo.

Oggi, sempre più persone prima di prenotare una vacanza si affidano ai consigli di questi nuovi narratori digitali. Tra loro spicca Antonio Di Maiolo, giovane talento di Somma Vesuviana, che sta conquistando il pubblico con la sua passione e autenticità.

Antonio Di Maiolo e il successo sui social

Antonio Di Maiolo è un content creator di 25 anni originario di Somma Vesuviana. Il giovane vanta una community di oltre 160.000 follower su Instagram e 100.000 su TikTok. Fin da piccolo ha coltivato una forte passione per il mondo del cinema e della televisione, che lo ha portato a realizzare cortometraggi e, successivamente, ad avvicinarsi anche alla fotografia. Con il tempo, questa passione si è trasformata in una professione, permettendogli di specializzarsi come Social Media Manager, unendo creatività e competenze digitali nella costruzione di contenuti coinvolgenti e di qualità.

Antonio ama entrare in contatto con persone di culture diverse, coltiva le sue doti comunicative e si definisce curioso e proattivo. Tra i suoi interessi principali ci sono la fotografia, il cinema, la musica e il viaggio. Proprio grazie ai video in cui condivide consigli, esperienze e curiosità da tutto il mondo, ha conquistato il cuore di migliaia di utenti.

Dalla Svizzera agli Stati Uniti, dal Vietnam fino ai luoghi nascosti e poco conosciuti della Campania, Antonio racconta esperienze uniche con uno sguardo attento, coinvolgente e rispettoso. Come Antonio ha affermato in un intervista su Il Mattino: “È questo il potere enorme di TikTok, far (ri)scoprire luoghi prima ignorati. Il segreto è raccontare le destinazioni rispettandone l’identità e incoraggiando comportamenti consapevoli”.

Certificati energetici fasulli, danno da 30 milioni: indagini su ditta vesuviana

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Nella mattinata odierna, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti retta dal Procuratore Regionale dott. Antonio Giuseppone, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli hanno notificato un invito a dedurre nei confronti di 4 soggetti ritenuti responsabili, in via solidale, di un danno erariale di oltre 30,4 milioni di euro.

Gli accertamenti di polizia erariale, coordinati dal Vice Procuratore Generale dott. Davide Vitale, hanno permesso di accertare che i destinatari del provvedimento – una società di capitali con sede, all’epoca dei fatti, in Poggiomarino (NA) e tre persone fisiche che hanno agito, in nome o per conto della stessa, quali amministratori di diritto o di fatto – hanno arrecato un ingente danno patrimoniale al Gestore dei Servizi Energetici (G.S.E. S.p.a.), derivante dalla illecita percezione di incentivi pubblici sotto forma di Titoli di Efficienza Energetica (c.d. “certificati bianchi”). Tali titoli vengono rilasciati da G.S.E. S.p.a. (società in house totalmente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze), per il tramite dell’ente pubblico Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (C.S.E.A.), a soggetti privati, le c.d. società “E.S.Co.” (Energy Saving Company), che attestino di aver eseguito interventi di efficientamento energetico. Queste ultime, a loro volta, possono cedere i titoli alle società distributrici di energia elettrica e gas, alternativamente, sulla piattaforma di mercato regolata dal Gestore dei Mercati Energetici (G.M.E. S.p.a.) oppure attraverso contrattazioni bilaterali. Si tratta, quindi, di veri e propri titoli negoziabili, dematerializzati e al portatore, costituenti un vero e proprio contributo pubblico, il cui controvalore monetario viene determinato ogni anno dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA). Nel caso in esame, è emersa la sistemica e raffinata falsa attestazione e rendicontazione – da parte di una società con sede, all’epoca dei fatti, in Poggiomarino (NA), e poi dichiarata fallita – di risparmi energetici conseguiti in relazione a opere, poi rivelatesi totalmente fittizie, di efficientamento energetico (in particolare, isolamento di pareti, e coperture per riscaldamento/raffreddamento) per conto di soggetti terzi, a fronte delle quali G.S.E. ha emesso in favore di tale società n. 138.074 certificati bianchi, successivamente ceduti sul mercato dei titoli, gestito da G.M.E., a soggetti ignari della frode. Questi ultimi hanno poi presentato a G.S.E. detti certificati percependo un contributo/controvalore monetario non dovuto e, quindi, costituente danno erariale. A conferma del sistema di frode – accertato anche da una concorrente indagine penale della Procura della Repubblica di Treviso – le amministrazioni comunali interpellate hanno comunicato che i titoli autorizzativi/abilitativi indicati nelle richieste di verifica e certificazione dei risparmi non risultavano depositati presso i propri sportelli. Inoltre, i legali rappresentanti delle imprese incaricate dell’esecuzione dei lavori hanno disconosciuto le fatture emesse nei confronti della società oggetto d’indagine. La condotta contestata è culminata addirittura nell’utilizzo di nomi di fantasia nell’indicazione dei luoghi interessati dai presunti lavori di efficientamento energetico. L’attività odierna testimonia il costante e coordinato impegno della Corte dei conti e della Guardia di finanza a contrasto degli illeciti in materia di spesa pubblica e a tutela della corretta destinazione delle risorse erogate dallo Stato.