Riscoprire Suessola attraverso le sue bellezze naturali: progetto tra Università, Soprintendenza e Comune di Acerra

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ACERRA. Far rivivere i luoghi del passato per valorizzare nuovi patrimoni culturali. E’ l’obiettivo di tre progetti divenuti altrettante tesi di laurea frutto della collaborazione tra Comune di Acerra, Università e Soprintendenza. In particolare il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli e il Comune di Acerra hanno unito gli sforzi per approfondire il quadro delle conoscenze e delle possibili strategie di valorizzazione dei patrimoni della città. Un primo importante risultato è stato raggiunto con la discussione di tre Tesi di Laurea in Progettazione architettonica e restauro che si sono concentrate sul paesaggio a nord di Acerra in corrispondenza del Parco Urbano ‘Antica Città di Suessola’ ad Acerra. Con la guida della Professoressa Bruna Di Palma, l’orientamento dell’Architetto Serena Borea e il supporto dei Professori Luigi Veronese, Maria Rosaria Villani e Michelangelo Pugliese, le neo-dottoresse in Architettura Fiona Errichelli, Maria Caterina Odelanti e Marianna Varchetta hanno sviluppato studi e progetti per la tutela e la rivitalizzazione di tre luoghi dal forte valore storico e culturale: il Mulino di Calabricito, il Real Sito della Lanciolla e l’area archeologica di Suessola in prossimità della Casina Spinelli. Un museo dell’acqua che riconnette i livelli interni del mulino e ne ridisegna i cortili esterni, un parco della memoria borbonica in cui ritrovare l’eco delle grandi opere di bonifica e un’infrastruttura per la ricerca archeologica pubblica sono le nuove attività che connotano i tre siti nella visione sviluppata dalle tre tesi. Questi luoghi, testimoni di una profonda interconnessione tra patrimonio, acqua e paesaggio rurale, vengono interpretati come presidi narrativi e inneschi di strategie di tutela, risanamento e fruizione innovativa per un ampio brano di paesaggio acerrano. Le proposte sviluppate nascono dall’idea che luoghi oggi poco conosciuti possano tornare a essere vivi e accessibili, diventando motori di salvaguardia e riscoperta di un patrimonio culturale nel paesaggio rurale campano lungo la grande infrastruttura dei Regi Lagni. Un contributo concreto per restituire centralità a un’area di straordinaria importanza storica e paesaggistica per l’intera piana campana. “Ringrazio il Dipartimento di Architettura della Federico II, la Soprintendenza e gli uffici dell’ente per questo importante lavoro che conferma una narrazione differente della città e di tutto il territorio – sottolinea il sindaco Tito d’Errico – Acerra è città viva con un continuo e dinamico fermento culturale che testimonia l’interesse diffuso per la sua storia e per il suo inestimabile patrimonio”.

Nati per Leggere Campania, Leggiamo per la PACE

Riceviamo e pubblichiamo.     Per crescere un bambino ci vuole un villaggio. Per proteggerlo ci vuole la PACE. Gli incontri di Nati per Leggere Campania nel mese di ottobre saranno dedicati anche alla lettura degli albi contenuti nella bibliografia “Torneranno gli aquiloni”, avviata nell’agosto 2021, all’indomani della presa di Kabul da parte dei Talebani. Negli ultimi anni, di fronte ai numerosi conflitti e – oggi più che mai – di fronte al dramma che si sta consumando a Gaza, abbiamo sentito l’urgenza di rilanciare più volte questa iniziativa. Ritrovarci sul *tappeto delle storie, leggere insieme guardandoci negli occhi, dare voce ai pensieri delle bambine e dei bambini: crediamo che tutto questo sia la base per costruire relazioni sane, comunità di pace e, soprattutto, per garantire a ogni bambina e bambino il diritto all’infanzia. Per rompere il muro del silenzio, riconoscere le atrocità della guerra e trovare parole capaci di generare pensieri autentici e gesti di fratellanza, le volontarie e i volontari di Nati per Leggere Campania lavorano da tempo alla costruzione di una bibliografia di albi illustrati e libri pensata per offrire a genitori ed educatori strumenti per raccontare il mondo – anche nelle sue contraddizioni – con verità e sensibilità. «È una goccia in un oceano infinitamente più grande di noi – afferma il gruppo regionale – ma non possiamo rassegnarci. Continuiamo a credere ostinatamente che le parole siano vive, che abbiano il potere di cambiare traiettorie e riscrivere la realtà.» Per questo abbiamo deciso di dedicare i prossimi incontri alla lettura degli albi selezionati in questi anni: perché in questo tempo senza pace sentiamo il bisogno di alzare lo sguardo oltre il nostro orizzonte. Invitiamo autrici e autori, illustratrici e illustratori, editori e librai a partecipare alla costruzione della bibliografia, segnalando nuovi titoli per rendere ancora più solido il nostro ponte di storie, affinché le bambine e i bambini possano coltivare, attraverso i libri, il coraggio di non distogliere lo sguardo dall’ingiustizia e dal dolore del mondo. La bibliografia *“Torneranno gli aquiloni”* è consultabile al seguente link: [https://www.facebook.com/share/p/179NTaDro1/](https://www.facebook.com/share/p/179NTaDro1/)

Saviano, si dimettono 9 consiglieri. Termina la consiliatura Simonelli.

  Sono state protocollate stamani le dimissioni di 9 consiglieri, tre della maggioranza e l’intera opposizione composta da 6 consiglieri, sottoscritte ieri davanti ad un notaio, ai sensi del comma 3 dell’articolo 141 del Testo Unico degli Enti Locali “cessazione dalla carica per dimissioni contestuali della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco”.   Termina così a poco più di cinque mesi dalla scadenza naturale la consiliatura guidata dal Sindaco Vincenzo Simonelli. Il Prefetto di Napoli dispone adesso la sospensione degli organi elettivi dell’Ente mentre con proprio decreto, il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno, provvederà allo scioglimento. Eletto nella tornata elettorale del 20 e 21 settembre 2020 e successivo turno di ballottaggio del 4 e 5 ottobre 2020, il Sindaco Simonelli era stato proclamato il 14 ottobre 2020.

Violentata nel bosco della droga dal suo pusher di fiducia

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Nel pomeriggio dello scorso 30 settembre la Polizia di Stato, nello specifico il personale della Squadra Mobile della Questura di Rieti unitamente a personale della Questura di Napoli – Commissariato di P.S. “Vasto Arenaccia”, ha proceduto al Fermo di indiziato di delitto di un giovane ventiduenne di nazionalità marocchina per il reato di violenza sessuale aggravata.   Il giovane, sbarcato a Lampedusa nel 2022, incensurato e richiedente protezione internazionale, era ricercato dalla Squadra Mobile reatina in quanto gravemente indiziato del delitto di violenza sessuale, aggravata dall’uso di armi o oggetti atti ad offendere, nei confronti di una trentenne reatina che, lo scorso aprile, in piena notte, si era recata in un bosco della periferia del capoluogo per acquistare delle sostanze stupefacenti.   Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Polizia di Stato, che hanno acquisito la querela della donna attivando immediatamente le procedure del “codice rosso”, la giovane, nel mese di aprile, si era recata in piena notte nei boschi della periferia reatina per acquistare dosi di sostanza stupefacente da uno spacciatore di nazionalità marocchina suo fornitore abituale che, palesemente ubriaco, l’aveva aggredita violentandola dopo averla minacciata e percossa con calci e pugni e colpi inferti con l’impugnatura di un machete.   Dopo la violenza, lo straniero aveva anche accusato la donna di essere stata la delatrice dell’arresto per spaccio di stupefacenti di un suo connazionale, anch’egli operante nei boschi reatini.   La donna che, nella circostanza aveva riportato delle lesioni per le quali era stato necessario il ricorso alle cure dei Sanitari del Pronto Soccorso reatino, aveva riconosciuto il suo violentatore, dal quale aveva acquistato stupefacenti diverse volte in passato, grazie ad un riconoscimento fotografico effettuato negli uffici della Squadra Mobile.   Lo straniero era stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica di Rieti per i reati di violenza sessuale aggravata, lesioni aggravate, porto di armi o oggetti atti ad offendere, intralcio alla giustizia e cessione di sostanze stupefacenti.   A tradire l’uomo, rintracciato dalle Volanti del Commissariato partenopeo in un hotel della zona, l’alert del sistema “Alloggiati Web” giunto alla Sala Operativa dell’ufficio di polizia campano a seguito della segnalazione-rintraccio inserita dagli investigatori reatini.   Il giovane fermato è stato associato presso la Casa Circondariale di Secondigliano (NA), a disposizione della procedente Autorità Giudiziaria.   Nella mattinata del 6 ottobre 2025 il G.I.P. del Tribunale Ordinario di Napoli convalidava il fermo, confermando la misura della custodia cautelare in carcere.   Nell’ambito del procedimento penale instauratosi nei suoi confronti, l’eventuale responsabilità penale verrà accertata dal Giudice.

“L’indifferente” di Antoine Watteau: “indifferente”, una parola di grande attualità

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Il quadro – olio su tela, cm. 26 x 19 – venne dipinto da Watteau nel 1717. Come ricorda Giovanni Conticelli sul “Giornale d’’Italia”, nel giugno 2020, in piena emergenza pandemica, il dipinto venne usato da “Vittorio Sgarbi in un noto talk-show come termine di paragone per Giuseppe Conte, allora Presidente del Consiglio in carica. Il critico d’arte paragonando il personaggio rappresentato nel dipinto al politico voleva dare forza alle proprie critiche avendo però probabilmente in mente più l’uomo senza qualità della novella “L’indifferente” di Proust che il ballerino ritratto da Watteau”.  

L’altro titolo di questo quadro è “Giovane in attesa di danzare”, e secondo il poeta Paul Claudel, “tutta la ragione del personaggio è nello slancio misurato che questo “giovin signore degli ultimi anni di Luigi XIV si prepara a prendere”. Egli pensa solo alla “mossa” che farà tra poco, e in questo momento non pensa ad altro, non pensa agli alberi del bosco, né al mondo che sta oltre il bosco: e non a caso Watteau (1684- 1721) in fondo al bosco “apre” un varco. Notano gli studiosi che l’effetto del movimento sospeso è creato dal fatto che la linea delle braccia e quella che congiunge i piedi alla testa, curvandosi in non pochi punti, si incrociano sul petto. Il ritmo ondeggiante della gamba destra, della testa lievemente inclinata, delle braccia incurvate e del movimento delle dita “trova la propria stabilità nel baricentro piuttosto basso.

La linea costruisce la forma con un disegno sicuro e vibrante, il cui contorno è come folgorato dai minuti scoppi di luce in corrispondenza delle pieghe che movimentano le vesti aderenti o drappeggiate, sempre lucide, sul corpo del giovane.” (Rivista “Arte”, n.7., Leonardo Arte, 1997). E’ la lezione fondamentale della pittura rococò: la materia deve vibrare di luce in ogni sua forma: le vesti, l’incarnato, il paesaggio. E questo richiede una tecnica particolare, che sia capace di far coesistere la pennellata larga e il puntinismo. Sotto questo aspetto, Watteau sarà un modello per gli Impressionisti. Notevole è il contrasto tra il rosa delle guance e il colore del cappello, un delicato connubio di grigio e di acquamarina. Il color terra e tocchi di giallo dorato danno forza al disegno dello sguardo: uno sguardo assorto, ma senza gioia. “L’indifferente” è tutto concentrato nella percezione della musica, e l’assolutezza di questo interesse ci dice che nella passione del ballerino ci sono tensione, preoccupazione e un pizzico di sofferenza: direi, di stanchezza. Straordinaria è la lettura “finale” della Rivista “Arte”: “La figura sosta immobile in uno scenario simbolico e ovattato.

E’ il “bosco” previsto nei libretti d’opera e nei balletti, una bella quinta alla destra del ballerino, da cui prende risalto il rosso del mantelletto.”. E mi permetto di aggiungere che i tocchi di rosso porpora servono a sottolineare i vari toni del verde: Manet rifletterà a lungo su queste soluzioni, e sulla geniale rappresentazione del paesaggio dietro il busto e il braccio sinistro del ballerino: immersi nella luce, alberi, colli e nuvole perdono concretezza. “Una luce frontale, una luce da teatro, definisce la persona e, con uno scatto di lampante naturalismo, la potente curva rosa della tibia”, un rosa vellutato che era un colore assai caro a Watteau. “Contrasti intimi esposti con noncurante eleganza, affetti complessi cui si allude con freddezza” – la freddezza del disegno e dei colori – “asimmetrie dell’anima e turbamenti fanno lievitare un’arte che a un primo sguardo sembrava un inno scherzoso alla galante gioia di vivere”. Non c’è dubbio: rappresentare gli “indifferenti” di oggi è molto più semplice. Del resto, già nel 1925 Alberto Moravia ne fece, nel suo romanzo d’esordio “Gli indifferenti”, uno spietato ritratto.

Vecchia Piazzolla”: Felice Romano ne ha scritto la storia con la sapienza e con il cuore

Il libro “Vecchia Piazzolla. Storia, Leggenda, Documenti, Folklore” verrà presentato venerdì 10 ottobre nell’ “auditorium parrocchiale “di Piazzolla, a partire dalle ore 19.00, oltre che dall’autore, dal prof. Vincenzo Ammirati, dall’ arch. Luigi Polisi e da Carmine Cimmino.

Felice Romano ha scritto la storia politica e sociale della sua Piazzolla e in ogni capitolo ha saputo intrecciare l’attenta riflessione sui documenti, l’emozione dei ricordi, l’amore del figlio per la Madre Terra. Insomma, Felice Romano ha scritto la storia di Piazzolla e quella dei Piazzollesi, la “storia alta” e la straordinaria storia “bassa”. Tra i tanti esempi dell’abilità dell’autore scegliamo il paragrafo dedicato a “Zi’ Carmela ‘a parrucchiana”, una filatrice di canapa: certi aspetti del suo mestiere consentono a Felice Romano di citare G.B. Basile e di divertirsi a spiegare il detto napoletano “tené ‘a casa a ddoje porte”. Il cap.VIII, “Gente, fatti e mestieri”, e il cap. IX, in cui si tratta della “tavola degli umili”, susciteranno l’attenzione di tutti coloro che si interessano della storia sociale del territorio vesuviano e di quello nolano.

Prende 150mila di indennità ma non è cieco: coniugi nei guai

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Una coppia di coniugi è stata arrestata a Castellammare di Stabia con l’accusa di truffa aggravata

L’uomo ha percepito dall’Inps, per 20 anni, 150mila euro di indennità di accompagnamento perché cieco. In realtà, l’uomo era ipovedente.

Le indagini sono state effettuate dalla Guardia di finanza di Torre Annunziata, coordinate dall’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nunzio Fragliasso.

A seguito degli accertamenti, è stata arrestata (e poi messa ai domiciliari) una coppia di coniugi di Castellammare di Stabia, con l’accusa di truffa aggravata e falso ideologico.

Alla coppia sono stati già sequestrati oltre 124mila euro dai finanzieri di Castellammare e il falso cieco era il marito della coppia.

Tramite i servizi di osservazione predisposti, è emerso che l’uomo riusciva ad orientarsi senza difficoltà anche in luoghi molto affollati che non frequentava abitualmente.

Inoltre, non riscontrava difficoltà mentre prelevava soldi al bancomat, nel sistemare i soldi nel portafoglio e nell’esaminare la ricevuta.

Però, l’uomo ha sempre simulato di essere completamente non vedente, anche durante le visite mediche di revisione predisposte dall’Inps.

Era stato classificato non vedente nel 2010 tramite un esame strumentale, rivelatosi successivamente falso.

Per confermare la truffa, gli inquirenti si sono rivolti ad un dirigente di medicina legale dell’Asl Napoli 3 Sud e di un oculista.

Questi hanno confermato, a seguito di una visione delle immagini girate dai finanzieri, che le azioni compiute in video dall’uomo non possono essere assolutamente ritenute compatibili con quelle che può eseguire una persona completamente non vedente.

Impatto economico delle industrie turistiche sulle comunità locali

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Non è un segreto: nel corso degli ultimi vent’anni, il turismo ha lasciato un’impronta piuttosto visibile su molte zone d’Italia. Magari non dappertutto con la stessa intensità, però. Prendiamo i dati OECD: sembra che il turismo oggi contribuisca per circa il 13% al PIL nazionale e che ogni anno attivi direttamente non meno di tre milioni di contratti di lavoro. Un numero che, a pensarci bene, lascia il segno. In certe regioni, il salto digitale e l’espansione di servizi online come il casino online hanno accelerato investimenti e mutamenti nel tessuto economico delle città. Siamo ben oltre il conteggio semplice dei visitatori in arrivo; effetti a catena si notano tra fornitori, piccole realtà artigianali, micro-imprese locali. Tuttavia, non tutto risulta distribuito in modo omogeneo. Alcuni modelli pare abbiano una ricaduta più tangibile nei paesi, mentre altri si limitano a sfiorare la vita quotidiana delle comunità, lasciando dubbi sulla reale ridistribuzione dei benefici.

Nuove opportunità e sfide per l’economia locale

Sta prendendo spazio, almeno così sembra, un approccio diverso rispetto al vecchio turismo di massa. Secondo la Slow Tourism Association, nel 2023 lo slow tourism arrivava intorno al 2,5% del PIL nazionale nei maggiori Paesi europei – e osservando i numeri, si nota un incremento continuo, intorno al 12% ogni anno. Questa tendenza porta una fetta più ampia di ricchezza verso le comunità piccole, anziché finire nelle casse delle grandi piattaforme. In Italia, chi viaggia “slow” lascia il 70% della spesa economicamente sul territorio, con esiti che si traducono in nuovi lavori acquisti a favore di realtà locali ed un ritorno di vitalità per antichi mestieri o ristoranti a conduzione familiare. Gli operatori spesso si impegnano a restituire alla collettività una parte degli utili, dedicandoli a sentieri, restauri, o iniziative di servizio pubblico. In questa dinamica, anche attività online come il casino online affiancano realtà fisiche, creando nuove entrate e forme di intrattenimento per i visitatori, e dando impulso all’economia digitale del luogo.

Ricadute occupazionali e digitalizzazione

Sempre più spesso si sente parlare di richiesta crescente di competenze specialistiche, specie nel turismo digitale o nell’ambito dell’accoglienza e della gestione online. Roiback (2024) nota che le imprese più innovative tendono ad assumere personale locale e, perché no, a collaborare volentieri con start-up della zona. Spesso, questo si traduce nell’arrivo di nuovi servizi. La collaborazione fra il turismo tradizionale e le piattaforme di intrattenimento online (compresi i servizi di casino online) porta a un ventaglio di opportunità più vario. In qualche città, le camere affittate tramite portali web superano ormai quelle offerte dagli alberghi storici; nel frattempo, nei borghi capita che la rinascita passi più dalla gestione autonoma delle prenotazioni e dalla comunicazione sui social che dalla classica pubblicità. Cresce anche il bisogno di artigiani digitali, specialisti e operatori capaci di sperimentare nuovi tipi di esperienze. Non bisogna trascurare, però, un lato più fragile di questo sviluppo: l’accentramento sulle grandi piattaforme potrebbe facilmente creare dipendenze economiche e mettere in difficoltà le piccole imprese – almeno se manca una rete di sostegno o formazione continua.

Sviluppo rurale e riduzione delle disuguaglianze

L’espansione del turismo arriva pure in zone rurali – e qui, la distanza dalle metropoli si riduce un po’. Se si considerano i numeri diffusi dalla Slow Tourism Association, ben oltre la metà (il 55%) dei visitatori stranieri oramai punta a esperienze meno scontate, più autentiche, volutamente lontane dai circuiti più inflazionati. Cosa succede allora? Anche le piccole aziende agricole, i laboratori artigianali e le filiere locali si trovano improvvisamente di fronte a una domanda nuova. Solo in Emilia-Romagna, nel 2023, le presenze nelle valli hanno segnato un incredibile +18% rispetto alle spiagge, con un impatto immediato sul lavoro stagionale che, in certi casi, si è quasi duplicato. Qui e lì, le comunità che in passato rischiavano di restare ai margini dello sviluppo diventano protagoniste, riscoprendo identità locali e riconoscendo nel turismo una leva per la coesione e, forse, per il ritorno delle giovani imprese agricole.

Sostenibilità, rischi e partecipazione comunitaria

Il turismo che cresce senza limiti mette a dura prova l’equilibrio di un luogo: serve attenzione, forse anche una certa dose di inventiva nella gestione. L’esperienza italiana lascia intuire che la partecipazione diretta degli abitanti può fare la differenza, soprattutto nel dare la misura di quello che è davvero sostenibile. Se vengono a mancare regole condivise, i rischi non sono trascurabili – conflitti sociali, perdita (a volte definitiva) dell’identità locale, sfruttamento eccessivo delle risorse. D’altra parte, dove si costruiscono politiche attente alle tradizioni e alla conservazione, l’impatto positivo tende a perdurare. Non mancano gli esempi: molte amministrazioni si muovono (chi più, chi meno) nella direzione della trasparenza, aprendo spazi di decisione collettiva. Documenti Geografici (2024) sembra suggerire che i risultati migliori si registrano proprio dove la progettazione turistica nasce da una collaborazione vera tra operatori e istituzioni, anche grazie a strumenti capaci di correggere gli scivoloni in corso d’opera. Si potrebbe quindi dire che solo modelli flessibili, costruiti intorno alle esigenze reali delle comunità, sono in grado di favorire crescita sostenibile… almeno per ora.

Il valore della responsabilità anche nell’intrattenimento

C’è da riconoscere che tutto il tema del casino online, come pure quello degli altri passatempi digitali, mette subito a fuoco la questione delle buone pratiche. Il gioco responsabile, se promosso con serietà, tutelerebbe sia il turista sia chi vive della filiera economica generata. Integrando offerta sicura, informazione trasparente e strumenti di prevenzione, le industrie turistiche potrebbero ridurre l’incidenza dei problemi legati all’intrattenimento digitale. Forse non basta per risolvere tutto; in ogni caso, il contributo derivante dal gioco online sembra rivelarsi – almeno nelle esperienze più rigorose – una risorsa che può affiancarsi in modo equilibrato allo sviluppo del territorio, sempre che resti ancorato a criteri di responsabilità.

Innovazione, imprese e merito: allo Studio Guarino il protagonismo del cambiamento

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Innovazione, imprese e merito: allo Studio Guarino il protagonismo del cambiamento   Al Senato della Repubblica il convegno “Innovazione e nuove imprese”, su iniziativa del senatore Francesco Silvestro. Consegnato anche il Premio Drago a Mario Guarino e allo stesso senatore.   Roma, 7 ottobre 2025 – La Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica ha ospitato oggi il convegno “Innovazione e nuove imprese: come sta cambiando il mondo del lavoro”, un momento di confronto e approfondimento che ha messo al centro le nuove sfide dell’economia e le strategie per sostenere la crescita delle imprese italiane.   L’iniziativa, promossa su impulso del senatore Francesco Silvestro, Presidente della Commissione Bicamerale per le Questioni Regionali, è stata organizzata dallo Studio Guarino, realtà di consulenza fiscale e aziendale che da anni affianca con competenza e visione strategica numerose imprese nel loro percorso di sviluppo e consolidamento.   A moderare i lavori è stato il consulente fiscale e giornalista Paolo Guarino, che ha introdotto una tavola rotonda di grande valore, con interventi di esponenti del mondo imprenditoriale e istituzionale: Raimondo Grassi (Gruppo Grassi), Luca Guarino (consulente aziendale), Andrea Di Pasquale (Mediacom Lab), Mario Miccione (Espresso Podcast), Guglielmo Esposito (Mosaiko Enterprise), Andrea Della Peruta (URBA) e Simona La Marca (Confindustria).   Durante l’incontro si è discusso di innovazione tecnologica, formazione e competitività, temi fondamentali per costruire un modello di impresa capace di coniugare sostenibilità, valore umano e crescita economica.   Un momento particolarmente significativo della giornata è stata la consegna del “Premio Drago”, riconoscimento promosso dalla testata giornalistica Viesnews per celebrare personalità che si distinguono per impegno, competenza e dedizione nel proprio ambito professionale, contribuendo concretamente alla crescita della comunità.   Tra i premiati dell’edizione 2025:   Dott. Mario Guarino, insignito del Premio alla Carriera, per il suo instancabile impegno come consulente fiscale e per l’attività svolta nel sostenere e valorizzare le imprese italiane, diventando un punto di riferimento nel mondo della consulenza.   Sen. Francesco Silvestro, premiato per la Responsabilità Istituzionale, in riconoscimento al suo costante impegno nel garantire trasparenza e correttezza nei rapporti tra Stato e Regioni, e per il contributo nell’attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP).     Il Premio Drago, simbolo di forza, visione e determinazione, è stato consegnato come tributo a chi, con il proprio lavoro, rappresenta un esempio di valore e ispirazione per la comunità.   L’evento ha confermato il ruolo dello Studio Guarino come promotore di cultura economica e innovazione, capace di connettere mondi diversi – istituzioni, imprese e professionisti – in un dialogo concreto sul futuro del lavoro e dell’impresa in Italia.

Della Peruta presenta URBA: la rivoluzione digitale per le PA al convegno del Senato

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Andrea Della Peruta presenta URBA: la rivoluzione digitale per le PA al convegno del Senato   Durante il convegno “Innovazione e nuove imprese”, tenutosi oggi al Senato per iniziativa del senatore Francesco Silvestro e organizzato dallo Studio Guarino, uno degli interventi più attesi è stato quello di Andrea Della Peruta, che ha raccontato il progetto URBA, piattaforma innovativa promossa da Bidata Srl.   Che cos’è URBA   URBA è una suite in cloud dedicata alla digitalizzazione dei servizi della Pubblica Amministrazione, pensata per semplificare e rendere interoperabili i processi che legano i cittadini agli enti locali. Tra le sue funzionalità: gestione cimiteriale, geoportale, pratiche edilizie (GeoSUE / SUAF), sistemi di protezione civile, gestione della toponomastica, servizi online per cittadini e molto altro.   La piattaforma è progettata per integrarsi con sistemi di identità digitale (SPID, CIE, eIDAS) e con PagoPA, rendendo le procedure amministrative più accessibili e moderne. URBA è sviluppata con standard conformi alle normative AGID e possiede certificazioni ISO 9001 e ISO 27001, che attestano la qualità e la sicurezza nella gestione dei dati.   Il discorso di Della Peruta al convegno   Nella sua esposizione, Della Peruta ha sottolineato come URBA non sia soltanto un software, ma un modello di innovazione sistemica per le amministrazioni locali. Ha evidenziato i seguenti punti chiave:   1. Riduzione della burocrazia e snellimento dei processi Ha spiegato che URBA permette agli enti di concentrare le attività in un’unica piattaforma, evitando l’uso di sistemi isolati e disconnessi, e migliorando l’efficienza operativa.     2. Interoperabilità e integrazione Ha posto l’accento sulla capacità di URBA di dialogare con altri software esistenti tramite API REST e sistemi certificati, facilitando l’adozione anche in enti con strutture IT già consolidate.     3. Accessibilità e trasparenza al cittadino Della Peruta ha evidenziato che l’interazione con i cittadini diventa più fluida: dalle pratiche urbanistiche ai servizi funerari, passando per notifiche e pagamenti digitali, tutto può essere gestito in modo sicuro e tracciabile.     4. Sicurezza dei dati e conformità normativa La sua presentazione ha rimarcato il valore delle certificazioni ISO e l’aderenza a linee guida di sicurezza, per garantire che il sistema sia affidabile e rispetti la privacy e integrità dei dati cittadini.     5. Visione strategica per il futuro delle PA Della Peruta ha invitato i presenti – soprattutto amministratori e decisori – a considerare URBA non solo come uno strumento tecnologico, ma come parte di una strategia di trasformazione digitale essenziale per creare città più intelligenti e pubbliche amministrazioni più reattive.       Impatto atteso e prospettive   Secondo Della Peruta, se adottato su larga scala, URBA può contribuire a:   migliorare il rapporto tra cittadino e amministrazione grazie a servizi digitali moderni;   abbattere i tempi delle pratiche e ridurre i costi gestionali;   semplificare l’adozione di politiche territoriali integrate, grazie alla condivisione di dati e mappe digitali;   rafforzare la fiducia nelle istituzioni attraverso sistemi trasparenti e controllabili.     Con questo intervento, Studio Guarino ha confermato la sua vocazione non solo come promotore di eventi, ma come facilitatore di dialogo tra tecnologia, impresa e istituzioni. URBA, nelle parole di Della Peruta, appare come un progetto concreto che può dare forma a una nuova generazione di enti locali digitali, efficienti e vicini alle esigenze dei cittadini.