Somma Vesuviana. Si è concluso ieri sera con grande partecipazione di fedeli e cittadini “Magiche Lucerne”, l’evento promosso in occasione dell’Anno Giubilare, preludio simbolico della prossima edizione della storica “Festa delle Lucerne”, in programma per il 2026.
A chiudere la manifestazione, la Santa Messa celebrata da Don Nicola De Sena presso la Chiesa Collegiata al Casamale, seguita dalla suggestiva processione attraverso le quattro porte del Borgo della Statua della Madonna della Neve, cuore spirituale delle celebrazioni del 5 agosto. La chiesa e la piazza adiacente erano gremite di persone, a testimonianza del profondo legame della comunità con questa tradizione secolare. Presenti anche le autorità religiose e civili della città.
La Madonna delle Neve protagonista della tradizione
Durante l’omelia, Don Nicola ha voluto lanciare un messaggio chiaro e incisivo: riscoprire la dimensione spirituale e cristiana della Festa delle Lucerne, troppo spesso offuscata da aspetti mondani e commerciali: “La Madonna della Neve non è un contorno, ma il fulcro della Festa. Se perdiamo questo, svendiamo l’anima della tradizione tramandata dai nostri padri”.
Don Nicola ha evidenziato anche come, nell’immaginario collettivo, il Giubileo venga spesso ridotto al semplice attraversamento della Porta Santa, dimenticando che la vera Porta è Cristo stesso, perché è colui che dona la salvezza all’umanità: “Il Giubileo non è un evento, ma una persona. È Cristo. La Porta Santa è solo il suo segno”.
Tradizione come custodia, non come possesso
Don Nicola ha poi invitato la comunità a non reinventare la tradizione, ma a custodirla, migliorarla e soprattutto a viverla nella sua autenticità: “Non dobbiamo cercare spiegazioni astruse sull’origine della festa. Non ci sono documenti certi che possano provare origini diverse. Quello che sappiamo che i nostri padri si impegnavano con fede e devozione per celebrare la Madonna della Neve. Questo deve restare il centro della Festa delle Lucerne”.
Il sacerdote ha affermato con forza la necessità di prendere parte alla Festa come momento in cui far rivivere le tradizioni secolari senza trasformarle, ma rinnovandole nel loro spirito originario: “Non siamo padroni delle nostre feste, ma custodi. È nostro compito tramandarle, ma anche rinnovarle nello spirito originario, affinché continuino ad avere un’anima. Dobbiamo aiutare le nuove generazioni a entrare nel vero significato della festa, che è l’incontro, la condivisione, la fraternità. In questo tempo giubilare siamo chiamati a rinnovare il senso profondo delle nostre tradizioni, liberandole da sovrastrutture e dinamiche consumistiche”.
La bellezza dello stare insieme
Un appello forte e chiaro alla responsabilità collettiva, affinché la Festa delle Lucerne non perda la sua identità cristiana e le sue radici secolari. Don Nicola ha poi concluso il suo discorso richiamando la cittadinanza a percepire il senso di identità e appartenenza che si trasmette attraverso il rinnovarsi della tradizione della Festa: “La vera bellezza è ritrovarsi come comunità, come fratelli. Ed è la Madonna che ci dà questa opportunità: di sentirci uniti, di riconoscerci parte di qualcosa di più grande, che viene da Dio e non dalle invenzioni dell’uomo. Il signore ci aiuti a rinnovarci e farci rendere questa Festa sempre più bella proprio perché conserva in sé stessa un’anima, un cuore, la fatica di tante persone che nei secoli si sono impegnate a tramandarla, ad abbellire questo nostro Borgo come sarà ancora di più l’anno prossimo”.




