Meloni dà un mese di vacanza al viceministro degli Esteri: sarà il candidato del centrodestra in Campania

La guerra che avanza, la crisi di Gaza che ormai è diventata anche caso nazionale e i nostri connazionali della flottilla in carcere. Meloni fa la scelta più logica: mettere il viceministro degli Esteri in giro per la Campania per un mese. Perché di questo si tratterà, una vacanza e poco altro, vista la sfida persa quasi in partenza tra beghe e divisioni. Lo sa lo stesso Cirielli, che l’anno scorso premeva per essere il leader della coalizione e accolse quasi come una manna dal cielo il caso Sangiuliano che di fatto fece fuori l’altro competitor forte in casa Fratelli d’Italia. Stavolta l’hanno dovuto quasi pregare, da quel che dicono i rumors, tanto per quel che conta la Farnesina nella crisi internazionale possiamo pure metterci a fare altro. Peraltro proprio su Israele, a giugno, Cirielli usò l’espressione “legittima difesa” in un’intervista a Repubblica. Meglio soprassedere e pensare ad altro sperando – da questa parte – che la strana coppia Fico-De Luca ne faccia qualcuna delle sue regalando qualche voto a questo centrodestra che da sempre in Campania è in cerca d’autore. Ora l’autore è lui: Edmondo Cirielli. L’INCROCIO DELLE REGIONI Dopo giorni di trattative, contatti e voci di corridoio, l’ex presidente della Provincia di Salerno sembra essere il nome scelto per correre contro Roberto Fico. La premier ha provato a far quadrare il puzzle nazionale, incastrando Veneto, Puglia e Campania, ma l’assetto finale ha finito per riproporre la soluzione più scontata: un candidato politico, interno al governo, al posto di un profilo civico. IL PREFETTO MESSO DA PARTE Il nome del prefetto di Napoli Michele di Bari era rimasto in campo fino alle ultime ore, cavalcato da Forza Italia e da chi sperava in una figura meno divisiva. Ma la linea è stata chiara: sacrificare l’opzione civica e puntare su un uomo di partito, nonostante i rischi. L’ULTIMO SONDAGGIO Le riunioni decisive sono state accompagnate da rilevazioni demoscopiche, da cui Cirielli sarebbe uscito come il candidato “più competitivo”. Una lettura tutta da verificare, perché lo scenario campano per il centrodestra resta fragile, frammentato e privo di radici solide. LE VOCI DEL TOTONOMI Negli scorsi giorni erano circolati altri nomi, dai rettori Lorito e Nicoletti al presidente della Zes Giosy Romano, fino all’imprenditrice Marilù Faraone Mennella. Tutte ipotesi tramontate in fretta, mentre la coalizione si è stretta su Cirielli quasi per mancanza di alternative credibili. LA SFIDA A FICO Il centrosinistra intanto lavora sul programma: sanità, welfare e stop ai gettonisti, con Fico che prova a tenere insieme partiti e tecnici. Il contrasto è evidente: da un lato un tavolo di merito, dall’altro una candidatura che sa più di operazione di ripiego che di progetto politico. E così, nel pieno di una crisi internazionale, la Campania si ritrova un viceministro degli Esteri in campagna elettorale. Una scelta che pesa più per il segnale di debolezza che per l’entusiasmo che potrà generare. Perché la verità è che il centrodestra in Campania continua a rincorrere, affidandosi a figure di partito già logorate.

Somma, l’Assessore Perna si congeda: “Anni intensi, continuerò a lavorare per la città”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Con grande emozione prendo la parola oggi per congedarmi dal ruolo di Assessore del Comune di Somma Vesuviana, incarico che ho avuto l’onore di ricoprire dal 2020 fino ad oggi.

Sono stati anni intensi, complessi, ma allo stesso tempo ricchi di esperienze umane e professionali che porterò sempre con me. Desidero, innanzitutto, rivolgere il mio più sentito ringraziamento al Sindaco, che ha riposto in me la sua fiducia affidandomi questo ruolo così importante per la nostra comunità.

Ringrazio i colleghi di giunta e tutti i consiglieri comunali per il percorso condiviso.

Un grazie sincero va alle associazioni del territorio, che con il loro impegno, la loro passione e il loro entusiasmo hanno contribuito in maniera determinante a valorizzare la nostra città e a rendere più forte il senso di comunità. Ringrazio i singoli cittadini che, con il loro supporto, con le loro idee e con la loro partecipazione, hanno reso possibile portare avanti tanti progetti e iniziative.

Un ringraziamento speciale alle dirigenti scolastiche, che sono sempre state al mio fianco con le loro idee, la loro sensibilità e la loro dedizione. Spero, a mia volta, di essere stata per loro un supporto concreto e un punto di riferimento nell’interesse dei nostri ragazzi e della scuola, che è il cuore pulsante della nostra comunità.

Non posso infine non rivolgere un pensiero riconoscente a tutta la macchina comunale: dai dirigenti ai dipendenti, che con competenza, professionalità e spirito di servizio sono stati fondamentali per la realizzazione di tutti i progetti messi in campo in questi anni. Senza il loro lavoro quotidiano, nulla sarebbe stato possibile.

L’amministrazione è caduta, e con essa si conclude questa esperienza istituzionale. Ma non si interrompe l’impegno personale e civile che sento nei confronti della nostra città: continuerò, in altre forme e con la stessa passione, a lavorare per il bene di Somma Vesuviana.

Concludo con un sentimento di sincera riconoscenza: grazie a chi mi ha sostenuto, incoraggiato, e anche a chi mi ha criticato con onestà. Tutto ciò mi ha arricchito e fatto crescere.

Il mio augurio è che chi verrà dopo possa proseguire con dedizione e amore verso la nostra comunità, perché Somma merita sempre il meglio.

Somma, fine dell’amministrazione Di Sarno, il PSI: “Occasione per ripartire”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  COMUNICATO DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO SEZIONE DI SOMMA VESUVIANA Dopo otto anni si chiude l’esperienza amministrativa targata Di Sarno. Un’amministrazione che ha rappresentato, senza alcun dubbio, uno dei periodi più bui per Somma Vesuviana, città che per storia, cultura e identità è sempre stata un riferimento per tutto il territorio vesuviano. I cittadini sommesi sono stati vittime innocenti di una gestione politica fatta di personalismi, approssimazione e vuoto di visione. Una pseudo-politica lontana dai valori della buona amministrazione e ancor più distante dai bisogni reali della nostra comunità. Da lunedì Somma Vesuviana sarà commissariata. Una decisione che segna una sconfitta per tutta la classe dirigente, di maggioranza come di opposizione, che negli anni si è alternata senza mai offrire una prospettiva credibile e coerente. Il Partito Socialista Italiano di Somma Vesuviana, attraverso la voce di tutti i suoi iscritti e militanti, esprime profonda amarezza per le condizioni in cui versa oggi il nostro paese. Ma, al tempo stesso, rinnova con forza il proprio impegno per una politica seria, competente e vicina alle persone. La primavera prossima i cittadini saranno finalmente chiamati alle urne. Ci auguriamo che sia l’occasione per restituire sovranità al popolo e per voltare pagina, lasciandosi alle spalle le logiche che hanno portato Somma al declino. Noi socialisti ci saremo, con le nostre idee, i nostri valori, e soprattutto con la volontà di contribuire a una nuova stagione per Somma Vesuviana. Una stagione di rinascita, dignità e rispetto. Che Somma possa tornare davvero agli antichi splendori. ✊ Maria Pangiroli Segretario cittadino PSI

Di Sarno a casa: “Pago la candidatura di mia moglie con Forza Italia”. Ecco i 3 consiglieri “disertori”

Somma Vesuviana, in 13 mandano a casa il sindaco Tre consiglieri di maggioranza tra i firmatari: Rancella, Stanzione e Neri Nocerino e Sommese, con la firma che manda a casa Di Sarno perdono il ruolo di consiglieri metropolitani. Tra l’opposizione Rianna rifiuta di firmare: “Era giusto finisse l’amministrazione ma non associo la mia firma a quella del Pd” Salvatore Di Sarno non è più il sindaco di Somma Vesuviana. Dal 2017 Di Sarno occupava lo scranno più alto di Palazzo Torino ma oggi pomeriggio la sua esperienza finisce anche per mano di parte della sua maggioranza, ossia i consiglieri del Pd Salvatore Rancella e Giovanni Stanzione, ma anche Vincenzo Neri. Il sindaco Di Sarno aveva oggi parlato ai cittadini attraverso una diretta su Facebook, annunciando cosa sarebbe avvenuto, dicendo che «avrebbe venduto cara la pelle» e dettagliando anche i motivi per cui tutto ciò si sarebbe verificato. Mentre andava in diretta, a proposito di vendere cara la pelle, DI Sarno aveva anche azzerato la giunta. “Tutto è nato da una presunta candidatura di mia moglie nelle liste di Forza Italia alle regionali – ha detto Di Sarno – candidatura mai confermata. Ci sono stati dei contatti ma per ora non se ne è fatto nulla, sono sicuro che dietro c’è anche altro e che la nostra città è svenduta per volere di palazzo, per volontà di qualche esponente regionale. Sicuramente nelle prossime ore arriveranno le ragioni e le motivazioni di chi ha firmato la sfiducia, poiché si presuppone che con tutte le ragioni possibili per decretare la fine dell’amministrazione Di Sarno, il vulnus trovato da Pd & compagni non sia davvero la possibile candidatura di Giusiana Guerra alle regionali. «Un tale del Pd mi ha anche detto che dovevo smentire immediatamente e pubblicamente questa cosa – racconta il sindaco – io gli ho risposto con una domanda: ma se mi candidassi io tu mi voteresti? Ovviamente la risposta è stata no. Non credo mia moglie si candidi per ora, ma se volesse inseguire un suo sogno, non potrei mai essere io ad ostacolarla, anzi dovrei da buon marito aiutarla. Tutto questo però non doveva entrare per nulla nelle questioni amministrative». La vicenda è difficile ma del resto dopo l’avvio dell’amministrazione Di Sarno bis, esclusi molti degli eletti che avevano contribuito a far rieleggere il sindaco, era stato proprio il Pd a reggerne le sorti. Nell’attesa delle motivazioni, vere o presunte, dei tredici che hanno deciso di firmare, una è già arrivata, quella di Peppe Nocerino che con la sua firma segna anche la fine della sua esperienza da consigliere metropolitano: Ecco la sua nota: «Con le dimissioni contestuali di 13 consiglieri comunali, tra cui il sottoscritto, si è posta fine all’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno. È stata una scelta sofferta, ma necessaria, dettata dalla preoccupazione per le modalità con cui sono state condotte le attività amministrative negli ultimi anni. Il gruppo Siamo Sommesi, coerentemente con il proprio ruolo di opposizione, ha sempre agito nell’interesse esclusivo della città, denunciando in aula consiliare e presso gli enti sovraordinati le criticità di questa amministrazione. Non vi è alcuna finalità di parte: la nostra unica responsabilità è verso i cittadini di Somma Vesuviana, che meritano stabilità e un governo realmente rappresentativo del loro voto. Pur essendo consapevoli che il commissariamento non rappresenta una soluzione ideale, riteniamo che fosse giunto il momento di restituire respiro alla città e porre fine a una gestione condizionata da logiche estranee al bene comune. Per quanto mi riguarda – conclude Nocerino – con la decadenza dal ruolo di consigliere comunale termina anche il mio incarico alla Città Metropolitana. Si tratta di un sacrificio personale, ma affrontato con senso di responsabilità, certo che chi mi sostituirà nelle liste di Fratelli d’Italia saprà svolgere con impegno quel ruolo. Il nostro lavoro politico continuerà con ancora maggiore determinazione e presenza sul territorio». Anche Peppe Sommese perde la carica di consigliere metropolitano e dice la sua sulla vicenda:  “Abbiamo più volte, a più riprese ed in tutti i modi sottolineato la scelta deleteria del primo cittadino di mettere da parte le regole della politica, di sovvertire il mandato elettorale, di mortificare le istituzioni e la credibilità dell’Assise cittadina, svilendo il ruolo del consiglio comunale come luogo di dibattito e soprattutto di guida rispetto agli indirizzi dell’attività amministrativa. Adesso con la stessa maturità e con la stessa responsabilità dimostrata nel chiudere questa fallimentare esperienza, le forze politiche promotrici della sfiducia hanno il dovere di lavorare sodo al fine di mettere in campo per le prossime elezioni Amministrative un progetto di qualità, ambizioso, che sappia valorizzare le enormi potenzialità di questa terra.Il mio contributo non mancherà innanzitutto per amore verso la mia città. Quell’amore che oggi mi ha portato a firmare la sfiducia rinunciando come diretta conseguenza al ruolo di consigliere delegato in Città metropolitana. Gli interessi collettivi per me hanno molto più valore rispetto ad un incarico personale per quanto conquistato con impegno e sacrificio”. Tra i firmatari delle dimissioni troviamo tutti quelli che ci saremmo aspettati, a parte uno, ossia quel consigliere che a Di Sarno, dopo aver lasciato i banchi di maggioranza ma forse anche prima, non ne aveva fatta passare una. Parliamo di Salvatore Rianna al quale non si può non chiedere perché sulla fine tombale del governo di Sarno non c’è la sua firma. Ecco la risposta: «Era giusto finisse quest’amministrazione – ha detto Rianna – ma forse qualcuno doveva svegliarsi dopo tutte le denunce di atti illegittimi e cose dell’altro mondo che ho portato alla luce in questi anni. Non avrei mai associato la mia firma a quella del Pd. Si godano il momento di gloria». Presto arriverà il commissario prefettizio che provvederà alla gestione ordinaria in attesa delle elezioni.

Somma Vesuviana, Nocerino: dimissioni atto di responsabilità

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Somma Vesuviana, Nocerino: dimissioni atto di responsabilità per ridare respiro alla città     «Con le dimissioni contestuali di 13 consiglieri comunali, tra cui il sottoscritto, si è posta fine all’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno. È stata una scelta sofferta, ma necessaria, dettata dalla preoccupazione per le modalità con cui sono state condotte le attività amministrative negli ultimi anni. Il gruppo Siamo Sommesi, coerentemente con il proprio ruolo di opposizione, ha sempre agito nell’interesse esclusivo della città, denunciando in aula consiliare e presso gli enti sovraordinati le criticità di questa amministrazione. Non vi è alcuna finalità di parte: la nostra unica responsabilità è verso i cittadini di Somma Vesuviana, che meritano stabilità e un governo realmente rappresentativo del loro voto. Pur essendo consapevoli che il commissariamento non rappresenta una soluzione ideale, riteniamo che fosse giunto il momento di restituire respiro alla città e porre fine a una gestione condizionata da logiche estranee al bene comune. Per quanto mi riguarda – conclude Nocerino – con la decadenza dal ruolo di consigliere comunale termina anche il mio incarico alla Città Metropolitana. Si tratta di un sacrificio personale, ma affrontato con senso di responsabilità, certo che chi mi sostituirà nelle liste di Fratelli d’Italia saprà svolgere con impegno quel ruolo. Il nostro lavoro politico continuerà con ancora maggiore determinazione e presenza sul territorio». Giuseppe Nocerino Consigliere comunale del gruppo Siamo Sommesi Consigliere metropolitano

Crisi a Somma Vesuviana: 13 consiglieri firmano le dimissioni, cade l’amministrazione Di Sarno

A Somma Vesuviana la crisi politica è deflagrata definitivamente: 13 consiglieri comunali hanno firmato le proprie dimissioni, decretando la fine anticipata del mandato del sindaco Salvatore Di Sarno.

Secondo le ricostruzioni, la spaccatura interna alla maggioranza — con vertici del Pd e Verdi usciti dalla coalizione — e le voci su una possibile candidatura della moglie del sindaco alle prossime elezioni regionali avrebbero accelerato la “fuga” collettiva dei consiglieri

L’atto delle dimissioni è stato protocollato nel pomeriggio, facendo scattare le procedure per il commissariamento del Comune.

Nella stessa giornata, a Ottaviano, la maggioranza dei consiglieri comunali ha presentato le proprie dimissioni, provocando la “sfiducia” del sindaco Biagio Simonetti e la decadenza dell’intera amministrazione.

In breve: in poche ore, due cittadini vesuviani – Somma e Ottaviano – si ritrovano senza sindaco né consiglio operativo, con il “rompete le righe” anticipato della vita istituzionale locale.

Sciopero Napoli, in 20.000 in piazza per la Flotilla

Per la giornata del 3 ottobre è stato indetto lo sciopero generale per la Palestina e la Flotilla, 20.000 sono le persone scese in piazza

Dalle ore 10:00 di questa mattina è partito un corteo da Piazza Garibaldi, composto da più di 20.000 persone, per lo sciopero generale indetto da Cgil e Usb.

Questa è una mobilitazione, condivisa in tutta l’Italia, in segno di solidarietà al popolo palestinese, vittima di orribili attacchi da parte dell’esercito israeliano e agli attivisti della Global Summud Flotilla, abbordati in acque internazionali mentre tentavano di raggiungere la striscia di Gaza.

La decisione di proclamare sciopero nazionale, per i sindacati, parte da: “l’aggressione armata, avvenuta il 1° ottobre 2025, contro navi civili che trasportavano cittadini italiani, rappresenta un fatto di gravità estrema: un attentato diretto all’incolumità e alla sicurezza dei lavoratori e dei volontari imbarcati.”

Il corteo, partito da Piazza Garibaldi, ha imboccato Corso Umberto I, bloccando completamente il traffico cittadino, proseguendo verso Municipio.

Stessa sorte anche per le strade circostanti, che stanno subendo importanti rallentamenti.

Tanti sono i cori urlati ad alta voce dai manifestanti: “Fermiamo il genocidio in Palestina, Palestina libera”. I sindacati aggiungono: “I lavoratori di questo paese non saranno complici del trasporto di armi a Israele”.

L’obiettivo dei rappresentanti di USB è quello di entrare nella zona del Porto, presidiato già dalle prime ore del mattino dalle forze dell’ordine.

Nel corteo, oltre alle due sigle sindacali, troviamo associazioni studentesche che già nei giorni precedenti hanno messo in atto azioni di protesta.

Tra queste ricordiamo la rivoluzione all’interno della stazione centrale con conseguente blocco di diversi binari.

Oppure ancora, il tentativo di blitz all’interno del Porto di Napoli, durante il quale i manifestanti hanno denunciato di essere stati caricati dalla Polizia, provocando anche un ferito.

Il Garante ha definito questo sciopero ‘illegittimo’, in quanto non c’è stato un preavviso, ma la Cgil ha annunciato di aver già presentato ricorso.

Tante sono le tensioni in strada per questo sciopero. In questi momenti i manifestanti sarebbero riusciti a sfondare il cordone della polizia all’interno del porto, all’altezza del varco Pisacane, e ora starebbero proseguendo nella loro protesta.

Torre, accoltellato al collo con un fendente al collo

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Questa mattina un uomo di origine nigeriana è stato colpito al collo con un arma da taglio a seguito di una lite

Gli agenti del commissariato di polizia di Torre Annunziata indagano sul caso di un uomo nigeriano ferito al collo e in gravi condizioni, a seguito di una lite.

La vicenda si è svolta in Via Colombo a Torre Annunziata, nei pressi dei giardinetti della zona, dove è intervenuto il personale della Polizia di Stato.

Nonostante la velocità con cui sono intervenuti, il ferito era stato già trasportato dal personale del 118 intervenuto in zona al San Leonardo di Castellammare di Stabia.

Successivamente l’uomo è stato trasferito all’ospedale del Mare, dove si trova tutt’ora in codice rosso in attesa di un intervento chirurgico.

Dalle prime ricostruzioni dei fatti emerge che la vittima sarebbe stata ferita al collo a seguito di una lite avvenuta in una spiaggia vicina con un altro soggetto.

Sono in corso ulteriori indagini, effettuate dagli stessi agenti del commissariato di Torre Annunziata.

Da quanto si apprende, gli inquirenti avrebbero fermato e portato presso i loro uffici un uomo fortemente indiziato.

Saviano, beccati dalle telecamere a sversare rifiuti

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Saviano, sversamento illecito di rifiuti ingombranti da fuori comune: beccati dalle telecamere, scatta la denuncia con ritiro patente.   Due uomini, residenti in un comune limitrofo, sono stati denunciati dalla Polizia Municipale all’Autorità Giudiziaria per sversamento illecito di rifiuti ingombranti grazie ad una tempestiva segnalazione e all’immediato intervento delle donne e degli uomini della Municipale agli ordini del Capitano Giuseppina Starace, ma soprattutto grazie al nuovo impianto di videosorveglianza che ha cristallizzato la scena nei pressi dello Stadio Comunale. I due sono arrivati in via Trezzelle con un furgone e una macchina per sversare divani e altro mobilio. Grazie all’attività di controllo del territorio e all’ausilio del sistema di videosorveglianza, è stato possibile risalire ai responsabili dell’illecito ambientale, che sono stati identificati e denunciati all’Autorità Giudiziaria. Contestualmente gli agenti hanno proceduto al sequestro dei rifiuti, al ritiro delle patenti di guida, secondo il nuovo decreto, e all’avvio delle procedure di smaltimento presso l’isola ecologica comunale. L’intervento s’inquadran nel più ampio progetto “Terra dei Fuochi” contro i reati ambientali e nella difesa del decoro urbano, in linea con le politiche di legalità e rispetto del territorio portate avanti dall’Amministrazione.

Ottaviano, sindaco Simonetti sfiduciato dopo due anni di mandato

Ad Ottaviano non si parla di altro. È una notizia fresca quella che vede protagonista il sindaco Biagio Simonetti che è stato appena sfiduciato. È accaduto poco fa, dopo giorni di bufera per i problemi in un’ala del plesso Regina Margherita, che è stata chiusa. Gli alunni sono stati trasferiti ma, stando alle cronache degli ultimi giorni, il consiglio comunale era ormai spaccato da tempo e pronto ad una decisione drastica, come quella presa poco fa. La decisione definitiva è stata presa dalla Consigliera Maddalena Massa, che ha ufficialmente dichiarato l’ultimo voto di sfiducia necessario per far decadere il sindaco, insieme agli altri dell’opposizione. Il mandato di Simonetti era iniziato appena due anni fa con il supporto, tra l’altro, dell’ex sindaco Luca Capasso che, da ormai tempo, si era allontanato dal suo ex braccio destro non appoggiandone più le scelte. Dopo diverso tempo arriva anche la sfiducia di Massa, che da sempre aveva mostrato vicinanza all’ex assessore Giorgio Marigliano, anche lui allontanatosi dalle politiche di Simonetti fin da subito. Una notizia che era nell’aria già da qualche tempo ormai, nonostante non ci fosse ancora l’ufficialità: a Ottaviano si parlava già da un po’ di una possibile sfiducia nei confronti del sindaco anche se non era ancora chiaro quando sarebbe accaduto. Insomma, bisognava solo capire quanto tempo ci volesse, ma il finale era già ipotizzabile. Ora, dopo due anni di mandato, a Ottaviano dovrà essere nominato un nuovo commissario prefettizio dalla Procura in attesa delle prossime elezioni comunali.