Somma Vesuviana. Festa della Montagna: la tradizione è viva, ma Castello resta abbandonata

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Folla da  record  alla Festa della Montagna di Somma Vesuviana   «In vita mia non avevo mai visto una folla così». Mastro Antonio Capasso, uomo di grande esperienza, si meraviglia e allo stesso tempo si compiace per la straordinaria affluenza registrata al “Tre della Croce”, giornata conclusiva della Festa della Montagna. Molti anziani del rione Casamale hanno confermato come la partecipazione di gitanti e pellegrini sia addirittura triplicata rispetto agli anni precedenti. Per tutta la giornata, centinaia di persone hanno raggiunto la località Castello, un tempo crocevia di gite e pellegrinaggi, mentre molti hanno affrontato sentieri impervi per arrivare fino al Ciglio, il punto più alto del Monte Somma, da cui si gode un panorama mozzafiato. Non solo i fedeli delle paranze, che tra canti, suoni e abbondanti libagioni hanno rinnovato il rito in onore della Madonna Schiavona, ma anche numerosi turisti provenienti da tutta Italia hanno vissuto una giornata intensa, fatta di emozione e bellezza. Come sempre, calorosa è stata l’accoglienza dei giovani delle paranze, capaci di coinvolgere visitatori italiani e stranieri. Grande partecipazione anche al santuario, allestito a festa per l’occasione. «Sono stato per un’ora davanti alla chiesa – racconta Giovanni Perna – e ho visto migliaia di giovani entrare a pregare con grande devozione, chiedendo soprattutto pace per il mondo». Tra canti a figliola, ringraziamenti e suppliche, i fedeli hanno reso omaggio alla Madonna di Castello, madre e protettrice della città. In serata, una vera fiumana di persone ha invaso i vicoli del Casamale per assistere al tradizionale rito della consegna della Pertica. «Abbiamo servito almeno settecento persone – afferma Peppe Morisco, che ha curato il buffet per le paranze – e tutto si è svolto con la massima tranquillità». Le ragioni di questo successo sono molteplici: la splendida giornata di sole, il calendario favorevole, il passaparola e la promozione sui social. Ma c’è anche un fenomeno più profondo. «Le feste popolari e tradizionali stanno vivendo una nuova espansione in tutta la Campania», spiega l’etnomusicologo Nando Citarella. «Vent’anni fa, alla Festa delle Galline di Pagani si contavano meno di venti suonatori di tammorra; oggi sono centinaia. Lo stesso accade in molti altri centri». Una forza creativa potente, dunque, che vede protagonisti soprattutto i giovani. Tuttavia, a questa energia non corrisponde ancora un’adeguata valorizzazione del territorio. La zona di Castello, nodo strategico per il turismo, l’agricoltura e il collegamento tra città e montagna, versa in condizioni critiche: marciapiedi impraticabili, carenza di servizi, scarsa manutenzione. Per evitare che questo entusiasmo resti un episodio isolato, è necessario passare dalle parole ai fatti. Servono interventi concreti: riqualificazione delle infrastrutture, messa in sicurezza dei percorsi, creazione di servizi per i visitatori e un piano stabile di promozione turistica. Allo stesso tempo, è fondamentale coinvolgere attivamente le associazioni locali e le paranze, trasformando la loro energia in progettualità duratura. La Festa della Montagna ha dimostrato che esiste un grande potenziale. Ora spetta alle istituzioni e alla comunità trasformarlo in sviluppo reale, affinché Castello torni ad essere non solo meta di un giorno, ma un punto di riferimento stabile per cultura, turismo e identità.  

Ottajano, 8 maggio 1676: le famiglie del Vaglio preparano i “toselli” per la processione di San Michele Patrono

Quella del 1676 fu una processione particolare. Un mese prima era stato approvato il “catasto” di Ottajano con l’elenco preciso delle famiglie, delle proprietà private e dei beni demaniali. I “nobili” e i “possidenti” avevano trovato il coraggio necessario per opporsi alle pretese di Giuseppe I Medici e per fargli capire che bisognava impostare su basi nuove il complesso rapporto tra la comunità ottajanese e la famiglia feudale.     La statua portata in processione è certamente quella di San Michele “’o gruosso”. La trasporta un carro adorno di lastre metalliche e tirato da due coppie di “bovi del Padule”, di buoi che vengono o dalla palude della Longola o da quella di Volla. Li hanno forniti, e li guidano, due ottajanesi che abitano al Vaglio, i fratelli Matteo e Tommaso Giugliano, che l’autore del documento, il “deputato” (oggi diremmo consigliere comunale) Ottavio Fabio Pisanti, indica come “vaticali di carboni”, mercanti di carbone, ma che in realtà sono al servizio di Giuseppe I Medici. Li aiutano Natale Pagano, Paolo Maffettone e Giovanni Paolo Pagano, tutti del “Vaglio”: Carminella, la moglie di Giovanni Paolo, ha 30 anni, ha da poco partorito il 7° figlio e il catasto la indica come “vammana”.   Guidano il corteo che accompagna San Michele il sindaco Nicola Caputo, “dottor fisico”, gli “Eletti” Antonio di Raimondo, Ursino Caldarelli, Gennaro Sepe, Francesco Crispo e i “deputati” Marco Aurelio Gastaferro e il Pisanti. La processione sale al Palazzo Medici, ancora Castello: nel giardino la ricevono i signori “ospiti del Principe” Giuseppe I Medici, che è assente, e assente è anche la moglie Adriana D’Avalos: tocca ai funzionari della Corte principesca, guidati da Diomede Bifulco, consegnare ai “ministri” del sindaco il pane, la pasta e “il salume” da distribuire ai “miseri”, come vuole la tradizione. Il documento attesta anche la presenza di un “musico”, Fabrizio Di Domenico, ma non ci dice quale strumento egli suona. Cinque anni dopo, durante la processione del 1671, Giuseppe I Medici porterà personalmente per le strade del Vaglio e della Terra Vecchia la piccola statua di San Michele, fatta con le pietre del Gargano e donata alla Chiesa del Patrono da Padre Tiberio Guastaferro, ottajanese di piazza San Giovanni, grande predicatore dell’Ordine dei Gerolamini. Il corteo dal Palazzo scende lungo la strada che attraversa il Vaglio e la Terra Vecchia fino al Ponte, uno dei due ponti sull’alveo Rosario.   E lungo questa strada sono stati preparati con tavoli, travi, tessuti preziosi e immagini sei “toselli”, sei cappelle, dinanzi alle quali la statua si ferma per un momento, i fedeli si inginocchiano e il parroco Ludovico Crispo impartisce la benedizione: poi prende dal “tosello” i doni che gli organizzatori hanno preparato per lui e li affida a un assistente. I “toselli” sono stati allestiti dal sacerdote Vincenzo Mazza, che abita in una “casa palaziata” e possiede, al Piano, 45 moggia di terra, dal “Magnifico” Domenico Bifulco che “vive del suo” e possiede oliveti e vigneti fino al Mauro, e da Camillo Miranda: anche lui “vive del suo” in una “casa palaziata” alla Cupa del Vaglio con la moglie Carmosina Boccia e con otto figli e quattro nipoti: lui ha 44 anni e la moglie 40 anni. Hanno contribuito all’allestimento dei “toselli” anche i Giugliano “vaticali di carboni” e il “potecaro” Nicola Parise, il cui figlio Aniello è “cocchiere di cavalli”. Questo catasto della Ottajano del ‘600 merita di essere pubblicato, con i nomi dei luoghi, dal Vaglio fino al Mauro, con i nomi dei capifamiglia, delle donne, dei figli, con le notizie sulle masserie, sulle case “palaziate”, sugli animali, e sulla triste vita quotidiana dei “miseri”.

Pomigliano, incontro pubblico “Ponti di salute”: connettere ospedale e territorio per una sanità diffusa in Campania

Riceviamo e Pubblichiamo L’iniziativa, promossa da associazioni e movimenti politici per la costruzione di una sanità campana più forte, moderna e vicina ai cittadini, sarà presenziata da relatori esperti del ramo e da Loredana Raia, presidente della Commissione Sanità e sicurezza sociale del Consiglio regionale della Campania.     Pomigliano d’Arco, 5 maggio 2026. La dolorosa scomparsa del piccolo Domenico ha scosso profondamente la coscienza collettiva, riaccendendo interrogativi urgenti sul funzionamento del sistema sanitario e sulla capacità di garantire risposte tempestive, efficaci e umane nei momenti più critici. Un evento che impone riflessione, responsabilità e, soprattutto, azione. Da questa esigenza nasce una iniziativa pubblica promossa congiuntamente da associazioni e movimenti politici, che si terrà domani, mercoledì 6 maggio, a Pomigliano d’Arco, presso la sala delle Capriate, ex Distilleria, alle ore 18,30. L’incontro “Ponti di salute: connettere ospedale e territorio per una sanità diffusa in Campania”, aperto ai cittadini, si reggerà sull’intervento di operatori sanitari, professionisti esperti del ramo e Regione Campania. L’obiettivo è creare uno spazio di confronto serio e costruttivo sulla sanità campana, partendo dalle criticità ma senza rinunciare a riconoscere e valorizzare ciò che funziona. Il dibattito non si limiterà all’analisi delle carenze strutturali e organizzative, punterà a mettere in luce il lavoro serio, competente, puntuale di medici, infermieri, tecnici e operatori che rappresentano il vero motore di una sanità che quotidianamente garantisce assistenza e cura ai cittadini. Negli ultimi anni, la sanità campana ha compiuto passi importanti: è uscita dalla fase di commissariamento, segnando un cambio di passo significativo sul piano della governance e della programmazione. Questo risultato, pur non esaurendo i problemi ancora presenti, dimostra che un percorso di risanamento e rilancio è possibile. Tra i temi centrali dell’iniziativa vi saranno il rafforzamento degli investimenti, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei servizi, elementi indispensabili per costruire un sistema sanitario più efficiente, accessibile e capace di rispondere alle sfide contemporanee. Più tecnologia significa diagnosi più rapide, cure più efficaci e una gestione più intelligente delle risorse. L’incontro si propone quindi non come un momento di denuncia fine a se stessa, ma come un’occasione concreta per elaborare proposte, condividere esperienze e realizzare una visione comune per il futuro della sanità in Campania.  

Rubrica “Punto e Virgola”, Intervista al candidato sindaco Peppe Nocerino

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“Punto e Virgola”, la rubrica de Ilmediano già nota ai nostri lettori per le sue interviste video, si adatta in questa fase ai tempi della campagna elettorale. Considerati i numerosi impegni dei tre candidati alla carica di sindaco, il confronto prende il via in forma scritta, per poi proseguire anche con gli approfondimenti video. Iniziamo con Peppe Nocerino, già consigliere comunale, candidato  sindaco con il sostegno delle liste “Siamo Sommesi” e “Spazio Agòn”.
Lei rivendica esperienza e conoscenza della macchina amministrativa, ma Somma Vesuviana arriva da una crisi profonda anche di fiducia nelle istituzioni. Come sanare questa ferita?
“Non parlerei di rivendicare, ma di mettere a disposizione. La mia esperienza e la conoscenza della macchina amministrativa, e soprattutto delle specificità del Comune di Somma Vesuviana, sono strumenti utili per restituire stabilità.
La crisi di fiducia nasce da una cattiva amministrazione e, negli ultimi anni, da un evidente caos politico: cambi di posizione, maggioranze fragili, dinamiche che hanno allontanato i cittadini dalle istituzioni.
Come si recupera la fiducia? in modo semplice, ma concreto: amministrando bene. Con chiarezza nei ruoli, coerenza politica e una guida stabile. Chi è in maggioranza governa, chi è all’opposizione controlla. È da qui che si riparte per ricostruire un rapporto credibile con la città”.
La città si trova davanti a scelte difficili, anche legate alla situazione finanziaria. Come si esce da questa condizione? Ci saranno sacrifici per i cittadini?
“I sacrifici, purtroppo, i cittadini li stanno già facendo da tempo, pagando le conseguenze di una situazione finanziaria complessa. Parliamo di un dissesto che considero tecnico, legato anche a scelte amministrative e passaggi non completati nei tempi giusti.
Da questa condizione non si esce con l’improvvisazione, ma con competenza e consapevolezza. Serve una guida che conosca il funzionamento dell’ente, che sappia utilizzare gli strumenti normativi e che sia in grado di prendere decisioni senza immobilismi.
L’obiettivo deve essere chiaro: ridurre al minimo il peso sui cittadini e, soprattutto, restituire servizi adeguati. Oggi i cittadini fanno sacrifici senza avere risposte: scuole chiuse, servizi insufficienti.
Io mi sono candidato per invertire questa rotta: non per chiedere altri sacrifici, ma per mettere fine a quelli che già stanno sopportando. Quindi la mia risposta è no, non ci saranno sacrifici: con me partirà un percorso per uscire da questa condizione disagevole e restituire a Somma Vesuviana la dignità che merita.”
In che modo intende garantire la partecipazione dei giovani, che rappresentano una priorità del suo programma?
“Più che proclami, servono fatti. La nostra coalizione è l’unica che ha costruito un’esperienza concreta come Spazio Agòn, una realtà fatta da giovani che si sono messi insieme, hanno lavorato e oggi partecipano attivamente alla vita politica della città.
Il punto, però, è anche un altro: i giovani non hanno bisogno di slogan, ma di una città vivibile. Spazi recuperati, luoghi di aggregazione, servizi che funzionano. Il recupero di aree come Santa Maria a Castello va esattamente in questa direzione.
La vera partecipazione nasce quando i giovani sentono che vale la pena impegnarsi, candidarsi, diventare classe dirigente.
E qui bisogna essere chiari: il Comune deve fare il Comune. Non deve promettere ciò che non può mantenere, ma garantire servizi, sicurezza, qualità della vita. È da lì che si costruisce una città in cui i giovani scelgono di restare e partecipare”.

Somma Vesuviana, studente del “Torricelli” premiato al Premio Campania-Europa

Somma Vesuviana. Il 4 maggio, presso l’Aula “Giancarlo Siani” del Consiglio Regionale della Campania, si è svolta la cerimonia di premiazione della XXIII edizione del Premio Campania-Europa, iniziativa dedicata alla promozione della cittadinanza europea, alla valorizzazione dell’identità campana nel contesto europeo e alla partecipazione degli studenti.

Tra gli istituti premiati figura anche il Liceo Scientifico-Classico “E. Torricelli” di Somma Vesuviana, con l’elaborato realizzato dallo studente Maio Salvatore Giuliano, frequentante la classe V C dell’indirizzo Scienze Applicate.

Il lavoro è stato selezionato per l’approccio analitico adottato nell’affrontare tematiche di attualità legate al ruolo dell’Europa nello scenario internazionale. Nell’elaborato, lo studente ha proposto una riflessione sul possibile rafforzamento del ruolo dell’Unione Europea, con particolare riferimento ai temi della pace e della governance globale. Il testo analizza inoltre criticità e limiti delle attuali dinamiche istituzionali europee nel contesto geopolitico.

Nel corso della presentazione, lo studente ha espresso alcune considerazioni critiche sul ruolo delle organizzazioni internazionali, con riferimento all’ONU, ritenuta “meno incisiva nel contesto del diritto internazionale”, e su iniziative parallele come la cosiddetta “Board of Peace”.

Il riconoscimento rientra nelle attività di valorizzazione delle competenze degli studenti promosse dal Liceo “E. Torricelli” di Somma Vesuviana. La partecipazione al Premio Campania-Europa rappresenta per lo studente un’esperienza di approfondimento e confronto su tematiche di cittadinanza europea.

Alla cerimonia hanno preso parte la docente referente, prof.ssa Mirella Ferrara, e la prof.ssa Vincenza Cutolo, docente dello studente premiato, che hanno seguito il percorso progettuale e la partecipazione all’iniziativa.

A Striano riapre l’isola ecologica: completati gli interventi di adeguamento e risolte le criticità strutturali

Riapre ufficialmente l’isola ecologica di Striano, al termine di un articolato intervento di adeguamento che ha consentito di superare criticità amministrative e ambientali e di riportare l’impianto in condizioni di piena funzionalità e sicurezza. L’Amministrazione comunale ha scelto di intervenire in maniera strutturale e definitiva, affrontando problematiche pregresse. In particolare, tra gli interventi realizzati, si evidenzia la risoluzione definitiva delle criticità legate alla gestione delle acque meteoriche: le precedenti vasche di raccolta, che presentavano diverse problematiche, sono state sostituite con un sistema di collettamento diretto in fogna, previo trattamento di prima pioggia, garantendo maggiore efficienza e conformità alle normative vigenti. I lavori di adeguamento sono stati eseguiti dalla DM Tecnology, affidatario della gestione in adempimento agli obblighi contrattuali, consentendo di sanare tutte le problematiche preesistenti e restituire alla cittadinanza un’infrastruttura pienamente operativa. “La riapertura dell’isola ecologica rappresenta un primo tassello per la nostra comunità – dichiara il Sindaco Giulio Gerli – frutto di un lavoro attento e responsabile. Abbiamo scelto di intervenire in modo definitivo, anche a costo di allungare i tempi, per garantire un servizio efficiente, sicuro e duraturo.” L’Amministrazione richiama inoltre l’attenzione dei cittadini sull’importanza di una corretta raccolta differenziata, sottolineando come essa rappresenti non solo una scelta ambientale, ma anche una responsabilità economica, considerando che i costi del servizio incidono direttamente sulle tariffe TARI. Particolare attenzione viene rivolta anche al contrasto degli sversamenti abusivi, fenomeno in riduzione ma ancora rilevante per l’impatto economico sull’intero sistema di gestione dei rifiuti. “Parallelamente – continua il Sindaco Gerli – stiamo portando avanti ulteriori azioni di miglioramento del servizio: è stata presentata alla Regione Campania richiesta per l’installazione di due compostiere di comunità presso l’isola ecologica, con l’obiettivo di ridurre i costi di smaltimento della frazione organica. Abbiamo poi candidato a finanziamento un progetto di circa 1,6 milioni di euro per l’ampliamento dell’isola ecologica”. La riapertura dell’impianto rappresenta dunque non solo il ripristino di un servizio essenziale, ma anche un punto di partenza per un sistema di gestione dei rifiuti sempre più efficiente, sostenibile e orientato al futuro.

Casalnuovo, incendiata l’auto del comandante di Casandrino: ha operato anche a Pomigliano

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CASALNUOVO DI NAPOLI – Un incendio doloso, con ogni probabilità, ha colpito l’auto del comandante della polizia municipale di Casandrino, Raffaele Andrea Dambrosio. Il fatto si è verificato nella tarda serata di ieri, proprio sotto l’abitazione dell’ufficiale, nel territorio di Casalnuovo di Napoli.

Ignoti, con modalità ancora al vaglio degli investigatori, hanno incendiato il veicolo parcheggiato in strada. Il rogo si è propagato rapidamente, rendendo inutilizzabile la vettura e provocando danni anche a un’auto vicina.

L’episodio è avvenuto mentre Dambrosio era in casa con la famiglia. La dinamica e il bersaglio scelto fanno ipotizzare un’azione intimidatoria, probabilmente collegata all’attività professionale svolta dal comandante.

Sul caso stanno lavorando le forze dell’ordine, che hanno avviato accertamenti per individuare eventuali testimoni e verificare la presenza di sistemi di videosorveglianza nella zona. Al momento non si escludono collegamenti con recenti attività di controllo o operazioni sul territorio.

Dambrosio ha assunto da poco la guida della polizia municipale di Casandrino, ente attualmente amministrato da una gestione commissariale. In passato ha maturato esperienza anche nel comando di Pomigliano d’Arco.

L’accaduto riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza e della tutela degli operatori pubblici, sempre più esposti a episodi di pressione e minacce, soprattutto in contesti territoriali delicati.

Scommesse clandestine e camorra, il broker delle puntate resta in carcere

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Un sistema parallelo di scommesse online, piattaforme estere e una rete diffusa sul territorio: è questo lo scenario al centro dell’inchiesta che ha portato la Corte di Cassazione a confermare il carcere per un presunto referente di un’organizzazione collegata al clan Licciardi.

La Suprema Corte ha respinto il ricorso dell’indagato, ritenendo pienamente valida la ricostruzione fatta prima dal gip e poi dal Tribunale del Riesame di Napoli. Secondo i giudici, gli elementi raccolti delineano un quadro solido di coinvolgimento in un’associazione dedita alla gestione illegale del gioco.

Le indagini, sviluppate dai Carabinieri di Castello di Cisterna, hanno fatto emergere una struttura organizzata capace di operare su più livelli: da un lato i siti di scommesse registrati all’estero, dall’altro le agenzie fisiche disseminate nella provincia napoletana.

Un vero e proprio circuito alternativo a quello legale, che avrebbe garantito introiti significativi al gruppo criminale. In questo contesto, l’indagato avrebbe svolto un ruolo chiave nella raccolta del denaro, agendo come punto di riferimento per i flussi economici destinati al clan.

Le intercettazioni hanno avuto un peso decisivo. Dalle conversazioni captate, secondo i giudici, emerge con chiarezza che le somme richieste erano riconducibili all’organizzazione e non a rapporti personali. Denaro considerato di pertinenza del clan e gestito secondo logiche interne al sistema.

La Cassazione sottolinea inoltre un principio fondamentale: nella fase cautelare non serve una prova definitiva, ma una valutazione fondata su elementi gravi e concordanti. In questo caso, il quadro indiziario è stato ritenuto sufficiente e coerente.

Con il rigetto del ricorso, per l’indagato si conferma la detenzione in carcere. A suo carico anche le spese del procedimento.

Sangue a Pomigliano, giovane accoltellato nella villa comunale

Notte di violenza a Pomigliano d’Arco, dove un giovane di 29 anni è stato ferito con diverse coltellate all’interno della villa comunale Giovanni Paolo II. L’episodio è avvenuto nelle ore notturne e ha richiesto l’intervento immediato dei soccorsi e delle forze dell’ordine.

Secondo le prime ricostruzioni, ancora in fase di verifica, il giovane sarebbe stato aggredito da una o più persone per motivi non ancora chiariti. L’allarme è scattato poco dopo l’accaduto, con l’arrivo sul posto dei sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure prima del trasferimento urgente in ospedale.

Il 29enne, residente proprio a Pomigliano, è stato trasportato presso l’Ospedale del Mare, dove i medici lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico per suturare le ferite riportate durante l’aggressione. Le sue condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi: non è in pericolo di vita.

Sul luogo dell’accoltellamento sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato immediatamente le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona, al fine di identificare i responsabili.

Non si esclude alcuna pista: tra le ipotesi al vaglio vi sono una lite degenerata o un’aggressione premeditata. Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime ore per chiarire il contesto in cui si è verificato l’episodio e per risalire agli autori del gesto.

L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza nelle aree pubbliche cittadine, soprattutto nelle ore serali, quando parchi e ville comunali diventano spesso luoghi di ritrovo.

Martusciello sotto pressione a Bruxelles: l’Huaweigate imbarazza Forza Italia

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  Il caso Huaweigate continua a pesare sul Parlamento europeo e su Forza Italia. Dopo l’audizione davanti alla commissione Giuridica dell’Eurocamera, resta aperta la partita sulla richiesta di revoca dell’immunità del capodelegazione azzurro Fulvio Martusciello, avanzata dalla procura del Belgio nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sistema di pressioni, regali e rimborsi illeciti legati agli interessi di Huawei nelle politiche europee. Martusciello ha ribadito davanti agli eurodeputati la propria posizione difensiva, già contenuta in una memoria trasmessa alla commissione. Il Partito popolare europeo ha contestato la solidità della richiesta della procura belga, sostenendo la necessità di elementi più dettagliati e circostanziati prima di procedere su un passaggio delicato come la revoca dell’immunità parlamentare. Il dossier è ora nelle mani del relatore incaricato, l’eurodeputato conservatore polacco Dominik Tarczyński, chiamato a indicare se raccomandare o meno la revoca dell’immunità. La decisione passerà poi dalla commissione Giuridica e, successivamente, dall’Aula del Parlamento europeo. Sul voto pesa anche il clima politico maturato dopo il Qatargate. Il precedente delle immunità discusse nei mesi scorsi ha incrinato il rapporto tra Popolari e Socialisti: in particolare, la diversa posizione assunta sui casi delle eurodeputate Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti ha lasciato strascichi. Tra i Socialisti, secondo quanto filtra, si insiste ora sulla necessità di evitare doppi standard. L’inchiesta Huaweigate, emersa lo scorso anno, riguarda un presunto sistema di tangenti, regali e rimborsi illeciti finalizzato a favorire gli interessi del colosso cinese delle telecomunicazioni nelle istituzioni europee.