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Cosa comunica la tua postura nei gruppi di lavoro
La postura: il microfono silenzioso della leadership
Nei gruppi di lavoro, la postura è spesso il primo “biglietto da visita”: – Chi si siede dritto, con spalle aperte, occupando il proprio spazio, viene percepito come più sicuro e competente. – Coloro che si chiudono, si accasciano sulla sedia, incrocia braccia e gambe, manda un messaggio di difesa, stanchezza o disinteresse. – Chi si sporge in avanti, ascolta, annuisce, orienta il corpo verso chi parla, comunica presenza e attenzione. La domanda importante da fare è: “la tua postura sta sostenendo il tuo ruolo… o lo sta sabotando?”Esempi di postura nei team (e cosa raccontano)
Immagina una riunione: – Il responsabile parla, ma è appoggiato allo schienale, braccia incrociate, sguardo sul pc. Il messaggio implicito? “Sono distante, non sono veramente qui con voi”. – Una persona del team propone un’idea, ma si stringe sulle spalle, tiene le mani sotto al tavolo, quasi si scusa per esistere. Il gruppo percepisce insicurezza, anche se l’idea è ottima. – Un collega ascolta tutti con il busto leggermente inclinato in avanti, mani visibili, volto rivolto a chi sta intervenendo. Non parla tanto, ma il suo corpo dice: “Ti sto davvero ascoltando”. Questo crea fiducia. Nei gruppi, la postura crea gerarchie silenziose. Non sempre sane, non sempre ufficiali, ma reali.Utilizza la postura in modo consapevole
Non si tratta di “recitare”, ma di allineare corpo e intenzione. Alcuni accorgimenti immediati: – Siediti con stabilità – Piedi ben appoggiati a terra, schiena dritta ma non rigida, spalle rilassate. Comunichi presenza, non tensione. – Mostra le mani – Mani visibili sul tavolo, non nascoste sotto o incollate allo smartphone. È un segnale antico di non minaccia e apertura. – Orientati verso il gruppo – Corpo e busto rivolti verso chi parla o verso il centro del tavolo: significa “sono parte della conversazione”, non osservatore distratto. – Evita la chiusura cronica – Braccia sempre incrociate, gambe serrate, corpo che guarda la porta: messaggi di difesa o fuga. Usali consapevolmente, non per abitudine.Postura e risultati: perché conta davvero
Potrebbe sembrare solo un dettaglio estetico, ma la postura ha effetti concreti su:
– Ascolto e collaborazione: un corpo aperto invita l’altro a parlare, un corpo chiuso lo frena. – Decisioni: chi appare più stabile e centrato viene istintivamente percepito come più “degno” di essere seguito. – Clima emotivo: un tavolo pieno di persone accasciate e chiuse comunica stanchezza e disimpegno; corpi vigili e presenti alzano immediatamente il livello di energia. La postura non è solo ciò che gli altri vedono: è anche ciò che tu senti. Se ti metti seduto in modo più saldo, respiri meglio, ti senti più centrato, ed è più facile parlare con chiarezza. Piccoli esercizi da provare già alla prossima riunione – Entra in sala, fermati un secondo, fai un respiro profondo e scegli consapevolmente come sederti. – Durante un’interazione importante, chiediti: “Il mio corpo adesso sta dicendo che ci sono… o che vorrei essere altrove”? – Osserva il tuo team: chi è sempre chiuso, chi sempre espansivo, chi si “ritira” quando si toccano certi temi? Il linguaggio del corpo è una forma di comunicazione non verbale che affianca – e spesso supera – le parole in potenza comunicativa. Comunica stati emotivi (ansia, sicurezza, interesse, chiusura), atteggiamenti interiori (fiducia, resistenza, disponibilità) e perfino gerarchie implicite all’interno di un gruppo. È una comunicazione in gran parte inconscia, fatta di posture, gesti, sguardi, distanze, micro-movimenti che gli altri “leggono” in pochi istanti. È anche una comunicazione contestuale: lo stesso gesto può significare cose diverse a seconda del momento, della relazione e del contesto culturale. Per questo, lavorare sul linguaggio del corpo significa imparare a rendere consapevole ciò che il corpo già dice, allineandolo a ciò che vogliamo davvero comunicare. La postura – che è parte del linguaggio del corpo ed è istintivo, se non impari a guidarlo – è un linguaggio che usi comunque, che tu lo voglia o no. Decidere di imparare a “parlarlo”, a comunicare ciò che vuoi, consapevolmente comunicare è una delle azioni più potenti che tu possa utilizzare, per migliorare la comunicazione nel tuo gruppo di lavoro.Addio alle bustine monouso di maionese e ketchup: vietate dall’Unione Europea
Diciamo addio alla praticità, all’igiene e alla comodità delle bustine monodose. Dal 2026 l’Unione Europea introdurrà nuove regole sugli imballaggi per ridurre l’impatto ambientale di plastica e materiali non riciclabili. Una svolta che punta a limitare gli sprechi e a rendere più sostenibile anche il settore della ristorazione, cambiando abitudini ormai consolidate.
Sono pratiche, igieniche e ormai onnipresenti: ketchup, maionese, olio e salse monodose accompagnano da anni i pasti nei bar, nei ristoranti e nel take-away. Ma dietro la loro comodità si nasconde un problema ambientale tutt’altro che trascurabile.
Le bustine monouso, infatti, sono spesso realizzate con materiali compositi, che rendono il riciclo complesso, se non impossibile.
Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi
Per affrontare il problema alla radice, l’Unione Europea ha approvato il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio, noto come Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR).
La norma entrerà in vigore in modo uniforme in tutti gli Stati membri a partire dal 12 agosto 2026.
L’obiettivo è ridurre la quantità di rifiuti prodotti, favorire il riuso e migliorare la riciclabilità degli imballaggi immessi sul mercato.
Perché le bustine monodose sono un problema
Nonostante nascano con l’intento di evitare sprechi alimentari, le bustine monodose finiscono spesso per generare più rifiuti di quanto ne evitino. La loro struttura multistrato, pensata per garantire conservazione e sicurezza igienica, impedisce il corretto riciclo nei normali circuiti della raccolta differenziata.
Inoltre, la presenza di PFAS (sostanze chimiche molto resistenti alla degradazione) solleva preoccupazioni ambientali sempre più rilevanti.
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Pomigliano, scattate le zone rosse: le misure in atto dopo la riunione tra Sindaco e Prefetto
Nella giornata di giovedì 22 gennaio, alle 16:30, si è tenuta la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per discutere delle misure da attuare nella città di Pomigliano
Alla riunione hanno preso parte anche il Prefetto di Napoli Michele di Bari e il Sindaco di Pomigliano d’Arco Raffaele Russo.
Il tema principale dell’incontro è stata la sicurezza dell’intero paese, prestando particolare attenzione ai provvedimenti e al rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, garantendo così sicurezza sull’intero territorio cittadino.
L’Amministrazione comunale ha ribadito il proprio impegno costante a tutela della sicurezza e della vivibilità del paese, come già detto nei giorni scorsi in Municipio.
A seguito della riunione, sono state istituite tre Zone Rosse sul territorio, con sorveglianza speciale per la durata di 3 mesi. L’intervento avrà efficacia immediata.
Le aree interessate saranno: il Parco Pubblico Giovanni Paolo II (Via Passariello – Via Gandhi), Piazza Giovanni Leone e Via Roma e Borgo Paciano. In queste zone ci sarà una presenza rafforzata delle Forze dell’Ordine, con controlli intensificati sia di giorno che di notte.
Altro cambiamento sarà la possibilità di divieto di stazionamento per comportamenti molesti o aggressivi, oltre ad azioni mirate per contrastare microcriminalità e illegalità diffusa.
Queste misure sono frutto di un’analisi tecnica condivisa tra Prefettura, Questura, Guardia di Finanza e Carabinieri, con lo scopo di garantire la sicurezza dei cittadini e tranquillità e vivibilità negli spazi pubblici.
Al termine dei tre mesi di Zona Rossa, sarà valutata la possibilità di estendere questa condizione in altri quartieri della città, in base all’andamento della situazione.
Con questi provvedimenti il Comune di Pomigliano d’Arco ha confermato il proprio impegno nel rendere il paese un luogo sicuro, ordinato e vivibile, sperando che la comunità locale possa finalmente vivere in tranquillità.
Marigliano, convocato dal Prefetto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica
Da Sant’Anastasia alla Svizzera: Vesuvius Taste Experience entra tra le 70 migliori pizzerie al mondo
Giuseppe Folgore, pizza chef di Vesuvius e anima creativa delle proposte del locale, ha accolto l’ingresso nella prestigiosa selezione con gratitudine e orgoglio. Un riconoscimento di grande valore, arrivato anche in modo inaspettato, che segna un passaggio importante nel percorso di crescita della pizzeria e che porta con sé anche il nome di Sant’Anastasia sulla scena gastronomica internazionale.
L’ingresso tra le 70 migliori pizzerie al mondo conferma Vesuvius Taste Experience come una realtà capace di portare, anche fuori dall’Italia, un’idea di pizza che unisce tradizione, tecnica e visione moderna, affermandosi con impegno e passione nel panorama internazionale della ristorazione artigianale.

