Il segretario cittadino del PD chiarisce sulle dimissioni annunciate, sulle dinamiche della coalizione e sul nodo dissesto: “Serve sintesi, non personalismi”
Intervista a Francesco Barra, segretario cittadino del Partito Democratico di Somma Vesuviana, in vista delle elezioni amministrative di maggio.
Lei ha annunciato al partito e ai tesserati le sue dimissioni. Annunciate, dunque, ma non rassegnate: perché questo annuncio?
Sì, ho annunciato le dimissioni via mail al partito perché ai tavoli di confronto, invece di discutere di programmi, si parlava esclusivamente di autocandidature. Considerato il momento particolarmente delicato, legato alla costruzione di una coalizione progressista di centrosinistra, il livello provinciale ha ritenuto opportuno bloccare questo percorso e ci siamo rimessi subito al lavoro insieme.
È stato lei a portare sui tavoli il nome di Gino Cimmino?
No, si trattava semplicemente di un nome emerso da un sondaggio, niente di più. Non c’è stata alcuna pressione da parte mia. Il sondaggio, svolto a livello provinciale, ha fatto emergere il nome di Gino Cimmino come figura di alto profilo.
Perché persiste questa fase di stallo nel centrosinistra?
Non parlerei di stallo. Oggi ci troviamo a mettere insieme sensibilità diverse: maggioranza e opposizione della precedente esperienza amministrativa. È naturale che emergano più proposte. Stiamo lavorando per trovare una sintesi che porti all’individuazione di un candidato condiviso, di elevato profilo politico e culturale.
È vero che ha partecipato a un incontro promosso dall’associazione “9 Marzo”?
Sì, era un incontro pubblico e aperto. Colgo l’occasione per chiarire che al tavolo del PD siedono diverse forze: M5S, Casa Riformista, A Testa Alta, Alleanza Verdi e Sinistra, PSI, CDU e tre civiche — Per Somma (U. Parisi), Movimento 4.0 (Fratelli Granato) e Antonio Coppola, che al momento non ha ancora una lista con un nome definito.
A proposito del gruppo “A Testa Alta”: Carmine Mocerino, ex consigliere regionale, è tra i nomi proposti?
In realtà, circa venti giorni fa, Carmine Mocerino — tramite un suo referente — ha fatto sapere di non essere disponibile ad alcuna candidatura.
Sul dissesto, o presunto tale, non vi sentite responsabili?
Certo, ma è bene ricordare — soprattutto a chi ci attacca, in particolare Forza Italia — che non abbiamo partecipato al consiglio comunale perché avevamo forti perplessità sulla delibera relativa alla Soficop, già espresse al sindaco Di Sarno.
Quella delibera era propedeutica all’approvazione del piano di riequilibrio. Per quanto riguarda il ritardo, sarà presentato un ricorso dalla Commissaria alla Corte dei Conti, Sezioni Riunite, e riteniamo che il ricorso possa essere accolto almeno per quanto riguarda i termini temporali. Sul merito, invece, non ci sono ancora certezze.
Vorrei inoltre chiedere a Forza Italia come mai nel 2022 hanno votato un debito di bilancio pari a zero e, successivamente, uno di meno 12 milioni di euro.



