Saviano, si prepara all’ultima sfilata di Carnevale con i carri allegorici

Riceviamo e pubblichiamo. 

 

 

 

Si conclude domenica 18 febbraio, la 44^ edizione del Carnevale di Saviano che ha preso il via il 17 gennaio con l’accensione del fucarone di Sant’Antonio. Dopo le feste rionali con spettacoli musicali e serate enogastronomiche, domani pomeriggio l’attrazione sarà ancora una volta rappresentata dallo spettacolo degli 11 carri allegorici.

Come per martedì grasso, lo start è previsto per le ore 15.00 quando tutti i carri partiranno per la sfilata sul circuito storico che si sviluppa lungo corso Italia, corso Europa, via Caliendo, corso Garibaldi, piazza e via Ciccone, piazza Vittoria, corso Umberto I, corso Vittorio Emanuele, via Trieste e Trento. Realizzati dalle 13 associazioni pro-carnevale, si ispirano a più svariati temi rappresentanti con allegria e goliardia: Rione Sant’Erasmo “L’uomo tra realtà, immaginazione e fantasia”; Punto Radio Saviano – O’ Tubbazz “Surece e galline se scannano, ntramènte o’ Tubbazz canta, sona e balla”; Rione Sirico “Rinascimento Siricano la bugia dell’unità d’Italia”; Comitato Quelli della Notte “Libertà, Libertà”; Rione Cerreto-Aliperti “Nel regno perduto la magia del carnevale”; Comitato La Vittoria e W la TV “Le freak c’est chic”; Rione Croce “Avengers”; Associazione Prospettive-Fressuriello “Lilo & Stitch: Fressuriello-Hawaii andata e ritorno”; AGM production e Rione Capocaccia “Inferno”; Rione Sena “L’era delle donne al potere”; Rione Torre “i Cavalieri della Torre”; Gruppo mascherato Giovani Teglia “Una edizione che rimarrà nei miei ricordi più belli e che chiude tredici anni di impegno alla guida della associazione fondazione carnevale – dice il Presidente Pasquale Napolitano – 13 anni durante i quali e nonostante le mille difficoltà e i momenti bui, abbiamo accolto centinaia e centinaia di ospiti arrivati da ogni dove a vivere questa straordinaria festa partecipativa e coinvolgente. Desidero pertanto ringraziare veramente tutti, amministrazione, comitati, pro loco,gruppi mascherati per la fiducia che hanno riposto in me e auguro buona lavoro al nuovo consiglio direttivo della neo nata fondazione”. Rispetto a martedì cambia solo il senso di marcia della sfilata ché possibile vedere nei vari punti del percorso.

” Come per martedì,aspettiamo tantissimi turisti che verranno a godersi la festa -dice il Sindaco Vincenzo Simonelli – accogliamo tutti con grande piacere sperando che possano trascorrere poche ore di spensieratezza e divertimento”. Macchina organizzativa al lavoro per eliminare anche le criticità registrate martedì scorso. “E’ difficile in ogni caso, gestire un enorme flusso di turisti,ma già da lunedì saremo al lavoro con un ristretto gruppo per migliorare in tutti i suoi aspetti la nostra festa”, dice il Presidente del Consiglio comunale e delegato al carnevale Salvatore Falco. La sfilata di domani è stata confermata per far fronte alle moltissime richieste pervenute da tantissimi ospiti desiderosi di partecipare alla festa. Le condizioni meteo di domani, con sole e temperature previste oltre la media stagionale per il periodo, dovrebbero infatti facilitare l’arrivo dei turisti.

Il Napoli sbatte sul muro del Genoa: la Champions è sempre più lontana

Ennesimo passo falso in questa tormentata stagione per il Napoli, che recupera il Genoa nel finale grazie all’ormai solito Ngonge. Il risultato del Maradona compromette ulteriormente la classifica degli azzurri, decimi a pari punti con il Torino e potenzialmente a -9 dal quarto posto (in attesa della partita dell’Atalanta di questa sera): il dato raccapricciante è la differenza di 27 punti rispetto alla passata stagione.

Ancora una volta il Napoli ha evidenziato grandi limiti in fase offensiva, risultando lento e impreciso nella costruzione e appoggiandosi totalmente alle invenzioni di Kvara; in più non c’è quasi mai ricerca della profondità, il che rende la manovra ancora più prevedibile: in tal senso l’unica speranza è il ritorno di Osimhen. Da più parti riecheggiano voci che vorrebbero un esonero di Mazzarri: da un lato sarebbe giusto dato che la situazione non solo non è migliorata ma è addirittura peggiorata rispetto al periodo Garcia, dall’altro non avrebbe senso chiamare un altro traghettatore che comunque non sarebbe capace di trovare la svolta per una situazione ormai irreparabile; è più conveniente finire in questo modo e partire con un nuovo progetto (ben programmato stavolta) per la prossima stagione. Insomma non si arriva nel migliore dei modi all’ottavo contro il Barcellona e la sensazione è che servirà un’impresa per fare un risultato positivo.

Acerra, l’opposizione inaugura domani la sua casa

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Acerra – Domenica inaugurazione della sede di Coalizione Civica X Acerra.

Tra gli ospiti i Sindaci di Castello di Cisterna, Pompei e Torre del Greco; il Presidente del Consiglio comunale di Napoli, Enza Amato; i consiglieri regionali di Italia Viva, on. Francesco Iovino, e Azione-P.E.R. on. Raffaele Maria Pisacane; il capogruppo del PD in Consiglio regionale, on. Mario Casillo e il capogruppo del PD in Commissione Vigilanza Rai, il deputato on. Stefano Graziano.

 

Domenica 18 alle ore 11:00 verrà inaugurata la sede di Coalizione Civica X Acerra, rappresentata in Consiglio comunale da sette consiglieri comunali: prenderà il nome di “Casa Pensante – Officina delle Idee”, un’esperienza civica in cui persone diverse provano a fare rete, proporre iniziative, organizzare incontri, offrire momenti di confronto senza per questo dover rinunciare alle proprie appartenenze.

Sarà un luogo di tutti e di nessuno, autofinanziato, di promozione etica, di iniziativa politica e sociale, aperto e a disposizione non solo della Coalizione ma di tutti i cittadini e le cittadine di Acerra che credono nella possibilità del cambiamento dello stato presente delle cose attraverso l’impegno civico e la partecipazione.

Coalizione Civica X Acerra è nata prima delle elezioni del 2022 e oggi inizia a essere un’esperienza solida, che sta formando una classe dirigente e donne e uomini liberi, cittadini che sanno di avere doveri prima ancora che diritti.

“Accoglieremo i nostri ospiti con le mascherine – dichiarano il presidente, la portavoce, il direttivo e i sette consiglieri comunali di Coalizione Civica – per ricordare e ricordarci che Acerra è il Comune campano con la peggiore qualità dell’aria, per responsabilità di tutti. E ci sembra proprio uno scherzo di Carnevale la proposta del Sindaco di risolvere il problema con pochi alberelli, proprio lui che guida un’Amministrazione in continuità con chi ne ha abbattuti diversi e voleva abbattere i cedri secolari che, fortunatamente, sono ancora lì”.

“Chiederemo ai nostri ospiti di sostenere a ogni livello il confronto in atto tra S.E. Vescovo di Acerra Antonio Di Donna e la Regione Campania per bloccare la quarta linea, ma anche per richiamare il Ministero dell’Ambiente e dell’Interno alle proprie responsabilità, gravi ieri ed oggi”.

Pompe funebri e camorra: il prefetto chiude un’azienda di Pomigliano

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L’altro ieri ben 18 interdittive antimafia sono state notificate in un solo giorno dall’organo territoriale. Destinataria della misura anche una ditta pomiglianese 

 

Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha emanato un’interdittiva antimafia ai danni di un’impresa di pompe funebri di Pomigliano. La ditta è stata considerata dalla prefettura a rischio di infiltrazioni da parte di un noto pregiudicato per associazione mafiosa del territorio. Adesso, dunque, poiché le pompe funebri svolgono un servizio soggetto ad autorizzazione pubblica, l’azienda in questione non può più operare. Si tratta di un’impresa che i funzionari del ministero dell’Interno ritengono condizionata dallo stesso pregiudicato a causa del quale nel 2022 furono contemporaneamente emanate dalla prefettura ben cinque interdittive ai danni di altrettante imprese funebri di Pomigliano, Casalnuovo e Castello di Cisterna. Alla base del provvedimento appena preso c’è il sospetto che la ditta interdetta l’altro giorno sia la naturale prosecuzione di una delle cinque aziende chiuse nel 2022, pur avendo leggermente modificato il nome originario. L’interdittiva è stata quindi fatta notificare al Comune per gli adempimenti di rito.

Misure a largo raggio

Nell’ambito della stessa raffica di interdittive ( ammontano a 18 , tutte fatte notificare dalla prefettura in un solo giorno, il 15 febbraio ) sono state raggiunte dai provvedimenti ostativi a carattere preventivo un’azienda di Napoli, due di Marano e ben quattordici che sono concentrate in due piccoli comuni della penisola sorrentina, a Piano di Sorrento e a Sant’Agnello. Le aziende della penisola che sono state interdette operano tutte nel settore dell’edilizia. Si tratta di immobiliari e ditte di costruzioni. Secondo il ministero dell’Interno sono imprese condizionate da un potente clan dell’area stabiese. L’operazione preventiva ai danni di queste aziende ubicate in costiera è scattata dopo che un ambientalista di Sorrento, in lotta per evitare una speculazione, era stato aggredito fisicamente dal titolare di fatto delle imprese poi interdette. Dopo l’aggressione l’ambientalista finì in ospedale a causa delle ferite riportate.

 

 

 

Marigliano, il cantautore Giuseppe D’Angelo finalista del Festival di Napoli

Riceviamo e pubblichiamo. 

 

 

 

E’ di Marigliano uno dei finalisti dell’edizione 2024 del Festival di Napoli. Si tratta del cantautore Giuseppe D’Angelo che diffonde da oltre 15 anni la sua musica.
Giuseppe partecipa al Festival con un suo nuovo inedito, scritto in lingua napoletana, dal titolo “Strigneme accussì”. La direzione musicale e gli arrangiamenti sono stati curati dal maestro Giuseppe Sasso, mentre i plettri sono stati realizzati dal maestro Claudio Romano. Le registrazioni sono state effettuate presso lo studio “Amarcord” di Marigliano.
L’artista ha già partecipato al Festival di Napoli nell’edizione del 2019 vincendo il premio “Mario Abbate – Interpretazione” con il singolo “Sciore”, curato con la direzione musicale e gli arrangiamenti di Luigi D’Arienzo

Tutto pronto per la nona edizione del Festival di Napoli, organizzato dall’ “Ania” – Associazione Nazionale Italiana Artisti.
Dopo una prima accurata selezione che ha visto la partecipazione di ben 383 brani, sono state effettuate 3 audizioni dal vivo a Napoli, Milano e Orvieto per scegliere i finalisti, durante le quali sono stati scelti 20 brani dei cantanti della “New Generation” della canzone napoletana che si sono messi in gioco per rilanciare, ancora una volta, Napoli nel mondo.
Il Festival di Napoli 2023 andrà in onda Domenica 18 Febbraio 2024 alle ore 14 sull’emittente televisiva GT Channel canale 117 del Digitale Terrestre.
Il Festival è organizzato dal Direttore Artistico M° Massimo Abbate, Presidente dell’Ania, che ormai da molti anni si propone di fare da gancio come elemento di continuità tra il Festival di Napoli del passato e quello odierno, ricalcando i maggiori fasti d’un tempo, con noti e straordinari interpreti della canzone napoletana, uniti a quelli attuali della nuova generazione.
Abbate vuole portare all’ascolto del grande pubblico la nuova musica melodica napoletana, rivisitata in chiave moderna, attraverso l’interpretazione di una serie di artisti di talento e alcuni di essi già noti al grande pubblico.

Pollena Trocchia, tutto pronto per la sfilata di Carnevale

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Pollena Trocchia

 

 

 

 

È fissato per oggi, 17 febbraio, dopo il rinvio causa maltempo della scorsa settimana, l’appuntamento con la sfilata di Carnevale a Pollena Trocchia. Orario di partenza e percorso confermati: si comincia alle ore 16 da piazza don Luigi Russo, dove dopo l’intrattenimento degli artisti di strada ci sarà il flash mob dei giovani della parrocchia di San Gennaro a tema Carnevale di Rio. Il carro e il suo seguito percorreranno poi via San Gennariello e via Dante Alighieri, arrivando in piazza Amodio, dove si potrà assistere a un nuovo intrattenimento degli artisti di strada e al flash mob dei giovani della parrocchia San Giacomo Apostolo a tema The Greatest Showman. A seguire, la sfilata percorrerà via Salvatore Fusco e via Roma per concludersi infine in Piazza Capece Minutolo, dove si esibiranno in un flash mob a tema Pirati dei Caraibi i giovani della parrocchia della Santissima Annunziata e si terrà lo spettacolo finale della manifestazione, sempre con gli artisti di strada. «Finalmente ci siamo: tutto è pronto, quando Pollena Trocchia vivrà un intenso momento di divertimento e spensieratezza pensato per l’intera comunità locale e in particolar modo per i più piccoli con esibizioni di artisti di strada e dei giovani delle nostre parrocchie, maschere, musica e tanta allegria» ha detto il vicesindaco di Pollena Trocchia con delega agli eventi Francesco Pinto. «Il Comune in maniera convinta si è affiancato alle tre parrocchie del territorio – Santissima Annunziata, San Giacomo Apostolo e San Gennaro – nell’organizzazione di una iniziativa che vuole fare comunità, promuovendo lo stare insieme in modo sano e il recupero di una tradizione che a Pollena Trocchia si era affievolita nel tempo. Sono tutti invitati a partecipare» ha concluso il sindaco del comune vesuviano, Carlo Esposito.

Frine, Musa di Prassitele, meritava per il suo “colpo di scena” un pittore più raffinato di Géròme

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La doppia versione del “colpo di scena” che permise a Frine, una delle più affascinanti etere dell’antica Grecia, di evitare la condanna dell’Areopago che la stava giudicando per l’accusa di empietà. Jean Léon Géròme dipinse il quadro “Frine davanti all’ Areopago”(80,5x 121) nel 1861: il nudo fu aspramente criticato come pornografico, ma in realtà è una figura spenta, una “figurina di caramello”(Zola).

 

 

Mnesarete di Tespie, figlia di Epicle, nacque intorno al 370 a.C. e dallo splendore mitico del suo corpo e dal temperamento e dall’intelligenza fu destinata a diventare, quando la famiglia si trasferì ad Atene, una delle più famose cortigiane della storia greca. Il suo nome fu collegato a tanti personaggi e a tanti episodi da indurre gli studiosi a sospettare che storici e cronisti antichi avessero sottoposto anche le sue vicende alla pratica dello sdoppiamento, pratica biografica non rara, soprattutto quando il personaggio non apparteneva al mondo della politica alta e tuttavia godeva di una fama “pittoresca”. Ad Atene ella cambiò nome e si chiamò Frine, e cioè “rospo”, con riferimento al colore olivastro della sua pelle, come sostiene Plutarco. Fu un mutamento profetico: la splendida ragazza che prima si chiamava Mnesarete, “Colei che ricorda la virtù”, prese il nome dall’animale che era per i Greci il simbolo del vizio deformante. Il primo a parlare pubblicamente di Frine fu lo scrittore Timocle: in un frammento della commedia” Neera” un personaggio dice che si era innamorato di Frine quando ella raccoglieva capperi, ma ora che la donna si è arricchita, egli è stato messo alla porta. E’ facile capire come la cortigiana si fosse arricchita: le sue “amicizie” furono fruttuose in ogni senso, e probabilmente anche Prassitele sentì il fascino della sua bellezza e perciò la scelse come modella per la statua nuda di Afrodite collocata poi nel tempio di Cnido. Lo scalpore e l’ammirazione suscitati dall’Afrodite Cnidia e dal suo rivoluzionario verismo dovettero produrre fondamentali ripercussioni sulla notorietà di Frine e, verosimilmente, anche sul suo ‘potere contrattuale’. “ I Greci dell’epoca dovevano essere disposti a pagare forti somme per un incontro con la donna le cui sembianze erano state immortalate nella celebre statua. In breve tempo Frine conquistò fama e molte ricchezze; e queste ultime, è da credere, le consentirono di avviare quel processo di ‘autocelebrazione’, che, a quanto sembra, caratterizzò tutta la vita di colei che in seguito sarebbe stata riconosciuta come «la più famosa fra le etère»”.(Eleonora Cavallini). Frine seppe promuovere con saggezza la sua fama commissionando a Prassitele alcune statue destinate a luoghi importanti, che cittadini e forestieri collegavano agevolmente al suo nome. Per il tempio della sua città fece scolpire la statua di Eros, che divenne così famosa da essere citata da Cicerone, nelle Verrine, come l’unica opera che rende la città di Tespie “degna di essere visitata”. Era fatale che la cortigiana attirasse su di sé l’ostilità dei comuni cittadini, ma anche dei politici filomacedoni quando il suo nome comincio ad essere collegato, nel segno dell’eros, a quello di uno dei più grandi oratori ateniesi, Iperide, la cui avversione ai Macedoni ella cominciò a condividere apertamente. Frine non fece nulla per smorzare i toni del contrasto, anzi pronunciò parole destinate ad alimentare il fuoco, come quando – lo dice Ateneo – promise ai Tebani che avrebbe ricostruito a sue spese le mura di Tebe, distrutte da Alessandro, se i Tebani avessero inciso sulla pietra questa iscrizione: Alessandro ha distrutto la città, l’etera Frine l’ha fatta risorgere. Il partito filomacedone trascinò in tribunale la donna spingendo un certo Eurias, che forse era un suo ex amante, come immaginò Alcifrone, e certamente era un sicofante, un calunniatore di professione, ad accusarla, tra l’altro, di aver organizzato incontri orgiastici tra uomini e donne e, soprattutto, di aver tentato di introdurre in Atene il culto di un dio straniero, forse il dio trace Isodaites: l’empietà, se dimostrata, apriva la strada alla pena di morte. Iperide difese la “sua” donna, ma quando si accorse che i giudici inclinavano verso la condanna, “recitò” il colpo di scena più famoso dell’oratoria giudiziaria: narra Ateneo che portò Frine al centro della sala, le denudò il seno, le tolse lentamente le sottovesti, e domandò ai vegliardi sbalorditi se, dopo Platone, potevano ancora credere che la vera Bellezza -e quella di Frine si manifestava come una vera Bellezza – potesse compiere il Male. Frine venne assolta, e il governo di Atene prese provvedimenti per evitare che durante un processo si ripetessero scene del genere. Qualche altra fonte dice che a scoprirsi il seno fu proprio Frine, che si batteva il petto come supplice e piangeva: gesti propri degli accusati che si affidano alla clemenza dei giudici. Questa seconda versione del “colpo di scena” giustificherebbe, in parte, l’impianto che Géròme ha dato al suo quadro e darebbe un senso all’atteggiamento della donna, che sembra vinta dalla vergogna: ma  il disegno del corpo, i toni delle ocre e dei gialli, l’assenza dei contrasti cromatici e gli sguardi e i gesti dei vecchi giudici ci dicono che il pittore non ha saputo dare un senso al calligrafico nudo e ha meritato lo sprezzante giudizio di Zola.

 

De Luca allo scontro con polizia a Palazzo Chigi: “Ci dovete uccidere”

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Tensione vicino a Palazzo Chigi tra il corteo dei sindaci, capeggiati dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e le forze dell’ordine che provano a impedire ai manifestanti l’accesso davanti alla sede del governo. In un filmato si vede De Luca parlamentare con uno dei dirigenti incaricati di gestire l’ordine pubblico. “Non si può andare oltre”, dice quest’ultimo. Concitata la risposta del governatore: “e allora chiedete che qualcuno venga qui a parlare, sennò dovete caricarci, è chiaro? Ci dovete uccidere”, urla.

“Ero nella prima fila del corteo, volevamo arrivare a Palazzo Chigi ma davanti Piazza Colonna c’era una barriera di polizia. Abbiamo provato a passare ma ci hanno respinti con diversi forti spintoni”. Lo spiega Giuseppe Annunziata, segretario del Pd di Napoli, raggiunto telefonicamente dall’ANSA a Roma dove ha partecipato alla manifestazione indetta da De Luca. Annunziata ricostruisce le fasi concitate dell’accaduto: “Abbiamo ricevuto dei forti spintoni dalla polizia a cui cercavamo di resistere. Non ci sono stati manganelli e non mi risultano colleghi feriti. Dopo la fine delle spinte tra i due gruppi abbiamo cantato Bella ciao”.

 

 

Ipercoop: la Regione fa sospendere i licenziamenti per 40 giorni

La riunione con l’assessore Marchiello per trovare una soluzione alla vertenza 

 

Quaranta giorni di tempo per definire un nuovo investimento in grado di salvare 150 posti di lavoro e di rilanciare l’area commerciale di Afragola. La decisione della Regione e delle parti sociali di sospendere la procedura di licenziamento per gli addetti dei supermercati Ipercoop di Afragola ed ex Auchan di Nola, chiusi dal 2022, è stata presa ieri mattina, durante una riunione telematica organizzata dall’assessore regionale al Lavoro e alle Attività Produttive, Antonio Marchiello.

La sospensione dei tagli draconiani durerà dunque fino al 25 marzo ed è stata favorita dal precedente intervento del governo, che venerdi scorso ha annunciato l’emanazione di un decreto che concederà una nuova cassa integrazione a zero ore per tutti i lavoratori in pericolo fino al 31 luglio prossimo. Ma i due piani purtroppo non vanno confusi. La cassa integrazione non ha infatti estinto la procedura di licenziamento avviata a novembre dalla società della grande distribuzione GDM. E’ stato quindi necessario l’intervento in sede regionale per dare meno di un mese e mezzo di tempo a questa difficile e complicata vertenza occupazionale e produttiva.

Il tavolo

Ieri al tavolo organizzato da Marchiello hanno partecipato i sindacati, la GDM, da cui dipendono i 150 addetti da licenziare, la IGD, la società controllata da Coop proprietaria dell’Ipercoop, e la AP Commerciale, l’azienda che detiene il marchio Sole 365 e che ha consegnato la manifestazione d’interesse per subentrare nella gestione del supermercato di Afragola. Dall’incontro sono emerse alcune criticità che stanno ostacolando la riapertura dell’Ipercoop e il conseguente rilancio di tutta l’area commerciale di località Marchesa, a due passi dai centri abitati di Acerra e Casalnuovo ed in questo momento interessata dai lavori per l’alta capacità ferroviaria Napoli-Bari.

La prima criticità è che la IGD ha fatto capire che l’apertura di una trattativa per l’ingresso di un nuovo partner ad Afragola è subordinato alla consegna formale del supermercato da parte della GDM. Il secondo ostacolo è costituito da due pregiudiziali poste dalla AP commerciale come condizione per il nuovo investimento e il salvataggio dei 150 addetti (compresi i 25 dell’altro supermercato ubicato nel Vulcano Buono di Nola, del cui destino non si parla).

Le pregiudiziali

la AP ha fatto sapere che potrà riassorbire tutti i lavoratori solo in caso di consistenti sgravi fiscali oppure, in alternativa, licenziandoli e contestualmente riassumendoli allo scopo di abbassare il costo del lavoro.  «Siamo ancora in una fase interlocutoria – commenta  l’assessore Marchiello – si deve ancora procedere alla consegna dei locali da parte di GDM. Penso dunque – preannuncia l’esponente della giunta campana retta dal presidente Vincenzo De Luca – di fare un nuovo incontro con i sindacati e AP commerciale, che ha fatto la manifestazione d’interesse, allo scopo di tutelare i lavoratori, per i quali è stata fatta una sospensiva di 40 giorni che blocca i licenziamenti ».

 

Lottizzazione abusiva, confiscato il ‘Castello delle Cerimonie’

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Diventa esecutiva, con una sentenza della Corte di Cassazione emessa ieri, la confisca del ‘Castello delle Cerimonie’, noto anche come ‘La Sonrisa’, grande struttura ricettiva che si trova a Sant’Antonio Abbate, nel Napoletano, diventata molto conosciuta al pubblico come ‘location’ di una nota serie tv andata in onda su Real Time e dedicata ai festeggiamenti per i matrimoni e altre ricorrenze.

La Suprema Corte, oltre a rendere esecutiva la parte della sentenza inerente la confisca, ha anche sancito la prescrizione dei reati contestati agli indagati. La vicenda giudiziaria della ‘Sonrisa’ è iniziata nel 2011: gli inquirenti contestarono una lunga serie di abusi edilizi realizzati, secondo le indagini, a partire dal 1979, su un’area ampia oltre 40mila metri quadri. La confisca interessa gli immobili e i terreni su cui sorge la struttura ricettiva, che saranno acquisiti nel patrimonio immobiliare del Comune di Sant’Antonio Abate.

Con la sentenza del tribunale di Torre Annunziata (Napoli), emessa nel 2016, venne condannata a un anno di reclusione (pena sospesa) Rita Greco, defunta moglie del “Boss delle Cerimonie” Tobia Antonio Polese, e per Agostino Polese, suo fratello, che ricopriva la carica di amministratore della società. La sentenza di primo grado venne riformata in parte dalla Corte d’Appello di Napoli e da ieri la sentenza è passata in giudicato con il pronunciamento della Cassazione.