Stroncato da un malore mentre gioca a calcetto: San Giuseppe dà l’ultimo saluto a Salvatore

Una serata di svago con gli amici si è improvvisamente trasformata in tragedia a San Giuseppe Vesuviano dove Salvatore è morto dopo un malore.

Nella giornata di ieri si sono tenuti i funerali di Salvatore Casillo, 42 anni, originario di San Giuseppe Vesuviano, che lunedì sera stava giocando a calcetto con gli amici in una struttura situata in via Moscati, quando all’improvviso ha accusato un malore ed è deceduto poco dopo. Un arresto cardiaco stroncante, che non ha lasciato scampo all’uomo. Nulla hanno potuto i presenti secondo i quali Salvatore sia morto poco dopo.

Numerosi i messaggi di cordoglio da parte di tutta la comunità sangiuseppese che si sono stretti attorno alla moglie e ai due figli dopo l’improvvisa tragedia.

Ieri mattina si sono tenuti i funerali a San Giuseppe, la casa di Salvatore, che l’ha accolto per dargli un ultimo saluto insieme ai tanti presenti che hanno voluto presenziare per mostrare vicinanza a tutta la dua famiglia.

 

Circumvesuviana, lettera aperta dei pendolari sui disservizi e sul taglio delle corse

Riceviamo e pubblichiamo:

Ill.mi
Presidente regione Campania
Sindaco città metropolitana
Prefetto di Napoli
Cardinale di Napoli
Sindaci vesuviani
OO.SS. EAV

Circumvesuviana senza rispetto.
Lettera aperta dei pendolari. Da oltre dieci anni, senza sosta, si susseguono tagli dell’offerta e aumento dei disservizi sulle linee ferroviarie della ex circumvesuviana, attualmente gestite da Eav. Alle nostre proteste, rilievi e proposte, sono sempre seguite risposte monche o lunghi silenzi. Nessun cambio di marcia, nessuna modifica o integrazione, si è continuato con una gestione di tagli e discriminazioni. La mancanza di treni ha inasprito ancora di più tale scelta razzista, sacrificando tutte le altre linee a beneficio esclusivo di quella di Sorrento. La programmazione del servizio nel giorno di Pasqua, che ormai si proroga da sei anni, oltre ai recenti avvenimenti di San Giorgio a Cremano, ne è la conferma. La dirigenza Eav, inoltre, si prepara a nuovi tagli discriminatori da giugno a settembre, senza alcun rispetto per i territori, i viaggiatori e i pendolari molti dei quali pagano anticipatamente onerosi abbonamenti annuali, ed alle stesse tariffe di quelli di Sorrento. I paesi del vesuviano interno e del nolano cercano con orgoglio e sacrificio il rilancio, ma questa “ offerta di servizio” sempre più inadeguata della Circumvesuviana ne frena la crescita con un orario di esercizio che esclude la possibilità di arrivare a Napoli prima delle 7.00 e andar via dopo le 20.00; una mobilità ridotta che spesso porta a rifiutare proposte di lavoro o in alternativa costringe chi può, all’uso del mezzo privato con relativi aggravi di costi economici e ambientali. EAV non paga questo scippo di diritti, né il suo debito decennale, sia di tempo che economico, maturato dai viaggiatori, gode di impunità. Tutto ciò avviene con il silenzio complice delle istituzioni; quasi nessuno davvero si indigna, nessuno difende i cittadini della vasta area metropolitana servita dalla circumvesuviana, malgrado anche la nostra richiesta di aiuto, avallata dalla raccolta di migliaia di firme, presentata pubblicamente ai sindaci dei comuni interessati. Eppure quello che accade in circumvesuviana non è certo solo colpa del fato, ma anche e soprattutto frutto di scelte gestionali. Chi ricopre una carica istituzionale, non può restare in silenzio davanti a scelte discriminatorie che catalogano i cittadini vesuviani in fasce A, B o C. Tutto questo è troppo! Noi, madri e padri di famiglia, che usiamo tutti i giorni la circumvesuviana, negli anni attraverso ogni forma democratica, abbiamo cercato ascolto e il confronto, oggi siamo delusi e arrabbiati. Signori, guardate con occhi diversi la “Time Table” della Circumvesuviana. Provate a guardarla con gli occhi di chi ha riposto in voi fiducia e speranza in città vivibili e in una vita meno “distressing”. Il silenzio che ci circonda, ci spinge inevitabilmente ad alzare la voce ed a passare ad azioni forse più efficaci. Aiutateci ad avere accesso ai diritti e a rimanere nel solco della legalità e della democrazia.

Salvatore Ferraro Portavoce gruppo facebook CIRCUMVESUVIANA- EAV Enzo Ciniglio Portavoce gruppo facebook NO AL TAGLIO DEI TRENI DELLA CIRCUMVESUVIANA
Avv Marcello Fabbrocini Presidente Comitato A.Cifariello ETS di Ottaviano

Fonte immagine: rete internet. 

Intervento Gori a tempo di record, riapre strada a San Giorgio

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SAN GIORGIO A CREMANO – Ha riaperto via Figliola a San Giorgio a Cremano chiusa lo scorso 18 marzo per gli interventi della Gori spa, (l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato a circa un milione e mezzo di cittadini residenti in 75 comuni tra le province di Napoli e Salerno) in piazzetta del Pittore e lungo le arterie che vi si innestano, in seguito ad una pregressa perdita idrica e fognaria.

La Gori per ridurre i disagi, ha modificato il piano di intervento limitando i lavori al primo tratto di via Figliola prospiciente la piazza. Così, questa importante arteria di collegamento con il Comune di San Sebastiano al Vesuvio è stata resa nuovamente percorribile, limitando i disagi di viabilità e assicurando maggiore sicurezza. Successivamente, una volta terminati gli interventi strutturali con travetti prefabbricati in cemento che copriranno l’alveo tombato nell’area interessata, in cui sono stati effettuati i lavori idraulici, riaprirà l’intera Piazza del Pittore, presumibilmente entro il 20 aprile. “Ringrazio la Gori per essere intervenuta con velocità ed aver ridotto al minimo i tempi di lavorazione rispetto a quelli previsti, comprendendo le difficoltà verificatesi in questi giorni di provvisoria chiusura per tutti i cittadini” ha detto il sindaco Giorgio Zinno.

Oltre agli interventi della Gori, si sono innestati altri enti di sottoservizi per la realizzazione della rete in fibra ottica su questa porzione di territorio che vede il fulcro in piazzetta del Pittore e che si dirama sulle strade adiacenti. In virtù di un accordo tra i gestori di telefonia e Gori, e con l’ok del dirigente dell’ente Alfonso Raho e dell’assessora Gemma Scognamiglio, è stato ottimizzato questo lasso di tempo per incrementare i servizi ai cittadini. Non appena sarà terminata anche la realizzazione della rete in fibra ottica, verranno completati i lavori con la ripavimentazione complessiva della Piazza in estate.

Morì per sventare rapina a Cisterna, carabinieri celebrano Anatolij con la sua famiglia

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CASTELLO DI CISTERNA. Nel 2015 tentò di sventare una rapina in un supermercato e perse la vita, ucciso mentre era con la figlia di 18 mesi. Carabinieri e Cassa Edile della Provincia di Napoli celebrano il gesto eroico di Anatolij Korol, insignito dal Presidente Mattarella della medaglia d’oro al valore civile. Alla famiglia una donazione

Nella solenne cornice del Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” Di Napoli, si è svolta una toccante cerimonia per onorare la memoria di Anatolij Korol, uomo coraggioso, vittima di un tragico atto di violenza.

Era il 29 agosto del 2015 e, a Castello di Cisterna intorno alle 19.30, due malviventi, entrambi con il volto completamente coperto con caschi e maschere di colore nero, giungevano presso un supermercato di via Selva a bordo di uno scooter. Mentre il conducente attendeva fuori il centro commerciale, il passeggero faceva immediata incursione all’interno del market dirigendosi verso le casse.

In quel frangente, Anatolij Korol, muratore 38enne di nazionalità ucraina che si trovava all’esterno del negozio dove aveva appena terminato di fare la spesa in compagnia della figlioletta di 18 mesi, percepite le intenzioni dei due malviventi, lasciava il carrello con la bimba e tentava di bloccare il conducente dello scooter. Lo afferrava per la cinghia di una sacca che questi portava a tracolla ma quest’ultimo riusciva a divincolarsi abbandonando la sacca irrompendo anche lui nel supermercato.
Anatolij seguì quindi i due malviventi all’interno del negozio e dopo un’energica, prolungata colluttazione con il rapinatore armato di pistola, riusciva ad immobilizzarlo a terra. Durante la colluttazione tra i due, l’altro malvivente si avvedeva dell’impossibilità del complice di liberarsi dalla morsa di Anatolij e interveniva. Prima colpendo il 38enne con violenti pugni, poi aggredendolo al capo con una penna usata alla stregua di un pugnale e, infine, appropriatosi dell’arma impugnata dall’altro rapinatore, esplodendo al suo indirizzo due colpi che attingevano il malcapitato all’emitorace e alla coscia sinistra e ne provocavano il decesso.

Anatolij KOROL lasciava così la moglie Nadiya e le figlie Anastasiya (all’epoca 14enne) e Lisa (di soli 18 mesi).
La pressante attività di indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna, insieme al Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e con il supporto del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Napoli, consentiva quindi di arrestare – il 5 settembre del 2015 – per omicidio, rapina aggravata e porto abusivo di armi, in concorso i due rapinatori che si erano nascosti a Scalea, in provincia di Cosenza. Durante le operazioni furono denunciate anche altre due persone che avevano fornito rifugio ai due indagati.

Il completamento dell’attività investigativa del comando provinciale di Napoli consentiva poi di individuare e arrestare in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nell’ottobre 2015, gli altri due complici della rapina, ritenuti responsabili di aver effettuato il sopralluogo propedeutico all’azione delittuosa e finalizzato ad acquisire informazioni relative alla consistenza dell’incasso e di aver fornito l’arma ed il motociclo utilizzati nel delitto.
A seguito del processo di primo grado, i primi tre sono stati condannati alla pena di 20 anni di reclusione, mentre il quarto, alla pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione.

Il 2 ottobre 2015, presso il Quirinale, il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, ha consegnato ai familiari di Anatolij Korol la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.

Durante la cerimonia, il Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden” Generale di Corpo D’Armata Antonio De Vita, il Comandante Provinciale Carabinieri di Napoli Generale di Brigata Enrico Scandone, il Presidente della Cassa Edile della Provincia di Napoli Dott. Ingegnere Rodolfo Girardi e il vice Presidente Dott. Valerio Medici, hanno consegnato alla moglie e alle due figlie di Anatolij una donazione simbolo tangibile della solidarietà e del sostegno della comunità e delle istituzioni nei confronti della sua famiglia.
Questo gesto vuole essere un segno di riconoscimento e gratitudine per il sacrificio di un uomo che diede la propria vita per difendere i valori di giustizia e solidarietà.

La consegna della donazione è stata un momento di grande significato e unità nella condivisione del dolore e nell’affermazione dei valori di solidarietà e giustizia.

Una donazione che suggella un rapporto di condivisione e vicinanza tra l’Arma dei carabinieri, l’Associazione Costruzioni edili di Napoli e la famiglia di Anatolij.

L’onore e il riconoscimento postumo attribuiti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’assegnazione della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria di Anatolij Korol sugellano la sua straordinaria dedizione al bene comune e il suo esempio di altruismo e coraggio che continueranno a ispirare le future generazioni.

La moglie di Anatolij, Nadiya, ha voluto rilasciare questa dichiarazione: “Il ricordo del mio caro marito è mantenuto vivo grazie al profondo amore che ci univa, e trova continuità nelle nostre figlie. Il suo gesto di grande coraggio è ancora oggi ricordato con gratitudine dai carabinieri, i quali lo trasformano in un sostegno tangibile grazie alla loro assistenza e protezione. Il supporto che la mia famiglia riceve dall’Arma dei Carabinieri e dalla Cassa Edile di Napoli ha per me un valore inestimabile. Desidero esprimere il mio profondo ringraziamento ai vertici di tali istituzioni, tra cui il Generale Antonio De Vita, il presidente Rodolfo Girardi , il vice Presidente Dott. Valerio Medici e il Generale Enrico Scandone”.

Somma Vesuviana, il calvario del monte Somma e i politici responsabili del degrado

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La Montagna di Somma, madre premurosa che distribuisce agli abitanti frutti, materiali di sostegno e di arredo, risorse energetiche e protezione, sta vivendo un calvario. I lagni, i valloni ed i terrazzamenti, costruiti con il sacrificio di intere generazioni, oggi sono il regno di erbe infestanti e di rovi.

 

Sembra quasi che il Monte abbia indossato una corona di spine per vivere fino in fondo una dolorosa Passione.

Eppure il Monte Somma, con i suoi declivi, con le selve ed il suolo fertilissimo è prodigo e generoso. Negli appezzamenti coltivati sono nate nel corso dei secoli molte varietà di piante di albicocca, di ciliegie, di castagne e tanta altra frutta di qualità inimitabile. Nelle selve scoscese la montagna amica regala anche prelibatezze cosiddette selvatiche che crescono semplicemente per la diffusione dei semi portati dal vento e dell’acqua piovana e grazie ad un terreno dalla grana fine, ricco di microelementi minerali.  Tra gli odorosi frutti che oramai nessuno raccoglie più ci sono anche: diverse varietà di prugne, i corbezzoli, il sorbo, le mandorle, le lazzarole, i gelsi e tanto altro. Ricco e variegato è anche il corredo di erbe commestibili, presenti   in quantità   estensive.

Rosario Serra, studioso ed esperto botanico, ha calcolato che sulla Montagna ci sono almeno 100 varietà di erbe alimentari ed officinali che potrebbero essere utilizzate. Per non parlare poi della bontà dei funghi in buona parte: porcini, chiodini, ovuli e mazze di tamburo, molto apprezzati per il sapore ed il profumo. Tra le mele selvatiche si annotano tra le altre le zitelle e le limoncelle.

“Era usanza dei nostri genitori – ricordano i vecchi contadini del Casamale – mettere nelle cristalliere delle mele zitelle. Il profumo di quel frutto si diffondeva per tutta la casa e trasferiva sensazioni di bontà e di leggerezza”. Tutti questi sapori sono quasi perduti. Un panorama olfattivo, visivo, gustativo e tattile, adesso completamente dimenticato.

“Le colture agricole – dice Michele Maiello, un uomo che ha dedicato la sua vita al lavoro nei campi – si estendono fino ad un’ altezza di 600 -700 metri. Purtroppo non riusciamo a recuperare neppure l’1 per cento dei prodotti offerti dalla terra. Ci sarebbero anche tante sperimentazioni da fare. In molte selve crescerebbero bene mirtilli e lamponi, mentre le more e le fragoline di bosco si stanno diffondendo indipendentemente dall’azione dell’uomo”.  A sentire i pochi contadini rimasti è un pianto continuo. Sembra un improvvisato Miserere. Tutti richiedono interventi per rimettere in sicurezza le strade, e finanziamenti seri per progetti d’ investimento e di sviluppo. I sommesi sono molto interessati alle sorti della loro Montagna e vorrebbero vedere interventi decisivi e risolutivi. I politici e gli amministratori, invece, sono il problema dolente. Un vero flagello. Peggio della peronospora. Le diverse istituzioni: Comune, Regione, Parco si arrovellano in conflitti di competenza. Ognuna accusa gli altri per la manifesta inefficienza e alla fine nessuno fa niente. Le discussioni impazzano, ma intanto la Montagna muore.

 

Somma Vesuviana, la processione del Venerdì Santo: una delle più antiche del Sud Italia

Le secolari processioni – Domani il Giovedì Santo – dalle ore 19 l’uscita delle tre congreghe Confraternita del SS. Sacramento, Santissima Maria della Neve e la Santissima Maria della Libera girano in processione per l’Adorazione degli Altari con tradizionali canti e confratelli con saio bianco.

Raffaele Molaro – anni 82 – l’ultimo cantore – Venerdì canterà il Miserere in latino con i gruppi cantorum.

Venerdì Santo – Ore 19 – l’uscita dall’antica Collegiata, nel cuore della Terra Murata, il Borgo Antico nella Cinta Muraria, della lunga processione: 2000 confratelli, 4 congreghe, 4 gruppi cantorum che intoneranno tutto in latino il Miserere, lungo l’intero percorso, tra le Mura Antiche e il paese, 40 gli elementi che comporranno la banda musicale al seguito della Madonna con il Cristo Morto. Falò accesi agli angoli dei vicoli e da quella fiamma, i confratelli accenderanno le 2000 candele.

Salvatore Di Sarno – Sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Più di 200 anni di storia”.

Raffaele Molaro  – anni 82, l’ultimo degli antichi Cantori –  : “Oggi è importante la continuità per dare buoni insegnamenti alle nuove generazioni. La mia sarà la 59esima processione. Avevo 23 anni quando diventai confratello”. Raffaele, in un punto esatto della processione, si aggregherà al gruppo cantorum della Santa Maria della Neve e indossando il saio bianco canterà il Miserere in latino! ”.

Padre Nicola De Sena  – parroco di San Michele Arcangelo e San Giorgio, guida della Confraternita madre del Pio Laical Monte della Morte e Pietà: “Nel contemplare il volto della Madre addolorata, i Sommesi ritrovano i propri dolori, le difficoltà, le sofferenze della vita e chiedono alla Vergine Maria di consolare il cuore affannato da tante croci da portare. Questo appuntamento secolare non è rinchiuso nell’orizzonte di morte, ma apre già alla luce e alla speranza della risurrezione di Cristo”.

Alessandro Masulli – Direttore Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana: “E’ tra le processioni più antiche di tutto il Sud Italia ”.

Il Venerdì Santo, prima della risalita dal centro al Borgo storico, tutti i 2000 confratelli si fermano e si inchinano al passaggio della statua della Madonna con il Cristo Morto. Solo in quel momento verranno spente le candele. 

“Più di 200 anni di storia sono nella tradizionale Processione del Cristo Morto, la sera del Venerdì Santo a Somma Vesuviana. I preparativi hanno inizio già dal pomeriggio, dopo le ore 15, con l’allestimento di fasci alti di legno, in più punti del percorso iniziale, in particolare agli angoli dei vicoli che sono parte del Borgo Antico. All’uscita della Madonna, questi fasci vengono accesi anche per dare la possibilità, agli stessi confratelli, di dare luce alle candele. La pricessione esce al calar della sera con la partecipazione di almeno più di 30.000 persone lungo tutto il percorso. In occasione del Venerdì Santo, dalle ore 17 alle ore 22, saranno chiuse al traffico Via Collegiata, Piazza Collegiata, Via Piccioli, Via San Giovanni De Matha, dunque il Centro Storico. Avremo divieto di sosta, dalle ore 17 e fino alle ore 22 in Via Margherita, Via Canonico Feola, Via Gobetti, Via Turati, Via Amendola, Via Gramsci, Via Casaraia, Via Mercato Vecchio nel tratto di strada compreso tra l’intersezione tra Via Casaraia e Corso Italia. Divieto di sosta, dalle ore 17 alle ore 22 anche in Via Roma, Via San Pietro, Via Ferrante D’Aragona, Via Campane, Via Botteghe, Via Nuova”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.

Ben 2000 confratelli con il saio bianco, 4 congreghe, 4 gruppi cantorum che intonano il Miserere tutto in latino e lungo tutta la durata della processione, più di 8000 donne, migliaia di candele nei vicoli accese grazie a dei falò preparati dalla popolazione già dalle prime ore del pomeriggio e accesi poco prima dell’uscita della processione, alle ore 19 dalla chiesa più antica, quella della Collegiata, nel cuore del Borgo Antico. Il canto del Miserere in latino lo si ascolta anche a distanza dai balconi, dalle terrazze, in tutto il paese, mentre la banda, formata da 40 elementi, intona le marce funebri tra cui la Sonata n. 2 di Chopin. Un vero fiume di fiammelle lungo almeno 3 km accompagna l’intera atmosfera. Si tratta di una delle più antiche processioni di tutto il sud Italia.

Raffaele Molaro, anni 82, ultimo cantore del Miserere di antica generazione. Quest’anno il Gruppo Cantorum della Congrega della Neve, cordone verde, gòli renderà omaggio, dandogli l’opportunità di cantare con loro in un punto preciso della processione. Raffaele, anni 82, canterà una strofa del Miserere in latino.

“Sono confratello dal 1965. La mia è la 59esima processione – ha dichiarato Raffaele Molaro –  per devozione. Sono costante perchè credo che le nuove generazioni debbano avere modelli positivi, insegnamenti positivi”.

Dal primo pomeriggio l’atmosfera la si vive nell’aria. Tutti i confratelli di qualsiasi età, anche bambini, iniziano a raggiungere la parte del Centro Storico.

“La Settimana Santa è l’evento centrale della comunità cristiana. Anche nella nostra città le parrocchie si preparano a vivere le celebrazioni che fanno memoria degli ultimi giorni della vita di Gesù. Ogni comunità ha i suoi momenti liturgici – ha affermato padre Nicola De Sena, parroco della Comunità Parrocchiale di San Michele Arcangelo e San Giorgio, guida della Confraternita madre del Pio Laical Monte della Morte e Pietà –  ma ciò che unisce tutte è la processione del Cristo morto e dell’Addolorata. Il venerdì santo è un giorno particolare, perché molti partecipano a questo momento di religiosità popolare, organizzato dalla Confraternita del Pio Laical Monte della morte e pietà, con la presenza delle altre confraternite esistenti della nostra città. Nel contemplare il volto della Madre addolorata, i Sommesi ritrovano i propri dolori, le difficoltà, le sofferenze della vita e chiedono alla Vergine Maria di consolare il cuore affannato da tante croci da portare. Questo appuntamento secolare non è rinchiuso nell’orizzonte di morte, ma apre già alla luce e alla speranza della risurrezione di Cristo. Infatti, la consolazione che può donare la Madre viene dalla consapevolezza che Gesù risorto accoglie ogni preghiera di intercessione”.

Le Congreghe in processione il Giovedì Santo e Venerdi Santo.

“A Somma Vesuviana riti secolari e radicati nella storia. Il Giovedì Santo le Confraternite sono impegnate nelle processioni serali subito dopo la Messa “In Coena Domini”. Ogni Confraternita parte da un punto diverso del paese e spesso si incrociano sul sagrato delle chiese. L’una deve attendere prima l’uscita dell’altra. Durante il percorso del Giovedì Santo, i confratelli recitano il Santo Rosario per tutta la durata dei percorsi. La Confraternita del SS. Sacramento, quella di Santissima Maria della Neve e, infine, quella di Santissima Maria della Libera girano in processione per l’Adorazione degli Altari, che nel gergo popolare viene denominata visita ai “sepolcri”. I canti, una volta –  ha affermato Alessandro Masulli, storico delle tradizioni locali, Direttore dell’Archivio Storico di Somma Vesuviana – erano la caratteristica principale di queste serate: recuperati dalla liturgia delle “Tre ore di agonia”, venivano intonati coralmente con l’accompagnamento dell’organo. Pezzo d’obbligo era lo Stabat Mater. Seguivano le “Sette parole di Gesù in Croce, composte all’inizio del Novecento dal maestro Natale Pellegrino, la cui esecuzione avveniva proprio durante le” Tre ore di agonia”.  Il Venerdì Santo sono ancora di più le confraternite. Le origini secolari della processione : lo statuto del Pio Laical Monte della Morte e Pietà dei Nobili del 1804 ci attesta che la processione dell’Addolorata con il Cristo morto non era ancora introdotta tra le pratiche di culto del sodalizio, mentre veniva contemplata per la prima volta la festività liturgica della Madre dei dolori. Nel 1857, invece, da una relazione del Vicario Foraneo Don Francesco di Mauro si è appreso che la processione dell’Addolorata si teneva e, addirittura, usciva dalla parrocchia di San Giorgio martire anziché dalla Collegiata. Il primo gennaio del 1889, in aggiunta, il Prefetto dell’Arciconfraternita, il barone Augusto Vitolo Firrao, in un suo cenno storico sul sodalizio, inviato alla Curia Vescovile di Nola, scriveva:… in questa Cappella si praticano tutte le sacre funzioni del Sodalizio; e fra l’altre nel Venerdì Santo vi si celebrano i dolori di Maria SS. con una solenne processione, simulante l’esequie di N. S. Gesù Cristo dal Calvario al sepolcro con la Vergine Addolorata, e ch’è tenuta in molta divozione dalla cittadinanza. Le notizie sopra citate ci confermano quindi le origini ottocentesche del corteo dell’Addolorata con il Cristo Morto e rivoluzionano vecchie supposizioni che lo facevano risalire alla seconda metà del XVII secolo, epoca della nascita della Compagnia”.

Coinvolgente lo scenario, tra vicoli, Cinta Muraria antica, stradine, falò accesi per dare la possibilità, la sera del Venrerdì Santo, ai confratelli di accendere le candele. La Processione è molto suggestiva, tra candele, vicoli, il canto in latino del Miserere e sullo sfondo la veduta della Montagna, del Monte Somma.

Il Venerdì Santo con la Pio Laical Monte della Morte e Pietà. Ben 4 congreghe, 4 i gruppi cantorum, 2000 confratelli con saio bianco. Con la Madonna con il Cristo Morto almeno 8000 donne, al seguito.  La Banda musicale è formata da ben 40 elementi.  con la Madonna con il Cristo Morto.

“La Processione è molto suggestiva, tra candele, vicoli, il canto in latino del Miserere e sullo sfondo la veduta della Montagna, del Monte Somma. Ma anche il lunghissimo corteo di donne che accompagna la Madonna con il Cristo Morto, poi il canto del Miserere tutto in latino, per tutta la durata della processione intonato dai gruppi cantorum delle congreghe e sempre con il saio bianco. I riti del Venerdì Santo – ha concluso Masulli – che si svolgono in Campania, hanno lo scopo di far rilevare ai fedeli il dolore della Chiesa per la Passione e Morte di Cristo. Il primo gennaio del 1650, la nobiltà napoletana fondò in una cappella della Collegiata, nella Terra di Somma Vesuviana una Compagnia della Morte con lo scopo principale di seppellire i morti in miseria e di aiutare i poveri infermi. Nel 1705, il sodalizio assunse la denominazione di Congrega e Monte della Morte e Pietà.

 

Somma, saltano temi caldi: tensione in Consiglio, sindaco lascia seduta

Somma Vesuviana. Un Consiglio Comunale quello di ieri che ha sollevato forte sconcerto e disapprovazione.

Nonostante sia stato programmato nel pieno della Settimana Santa che proietta la comunità cristiana verso la gioia dei festeggiamenti della Pasqua, il Consiglio Comunale di ieri ha gettato la città e, soprattutto, l’Amministrazione nel baratro di una situazione politica che ha tutta l’aria di una oscura tempesta. Quello che ha più indispettito l’opposizione è stata l’assenza degli Assessori Raia e Micillo che ha determinato l’impossibilità di discutere di problematiche importanti come la sospensione del mercato settimanale e i lavori dei marciapiedi di via Marigliano. Non sono state affrontate altri due temi caldi della discussione politica a Somma delle ultime settimane, ovvero fondi Pnrr e l’altra sulla chiusura del centro disabili.

Il Sindaco abbandona l’aula

Nel corso di un dibattito dai toni particolarmente accesi, una signora è entrata nella sala consiliare protestando contro le istituzioni politiche, per poi essere allontanata. E, a scaldare ancora di più l’atmosfera già estremamente tesa, sul montare delle polemiche per la mancanza di riposte alle interrogazioni poste, il Sindaco ha lasciato l’aula consiliare ponendo fine al Consiglio. Di Sarno ha motivato questa decisione affermando di sentirsi offeso dai modi di fare politica dell’opposizione che, in tutta risposta, ha accompagnato l’uscita di scena del Sindaco urlando “vergogna”. Questa mattina la stessa opposizione ha firmato un manifesto dal titolo “Il Sindaco Di Sa…stro”, chiedendo le immediate dimissioni del Primo cittadino.

Le parole di Sommese

Su quanto accaduto in Consiglio Comunale si è espresso con un post su Facebook il Consigliere Sommese: “Ormai questa maggioranza esprime i peggiori valori e mostra davanti a tutti il volto peggiore del potere. Il Prefetto di Napoli deve intervenire perché è necessario bonificare l’Ente ripristinando la legalità, ripristinando il primato dell’interesse collettivo su quello personale e di parte, restituendo dignità alle istituzioni calpestate da una ristretta oligarchia di potere che sta mostrando il volto peggiore della politica e rappresenta tutto ciò che una buona amministrazione non dovrebbe rappresentare.  La nostra è una battaglia di democrazia e di legalità di fronte alla quale non arretriamo nell’esclusivo interesse della nostra terra”.

Legambiente lancia da Acerra Patto di Responsabilità Ambientale, prime adesioni da Comuni e associazioni

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ACERRA. Prime adesioni al Patto di Responsabilità Ambientale, lanciato venerdì 22 marzo ad Acerra, dove presso la Casa del Popolo Enrico Berlinguer di Acerra si è tenuta la presentazione del dossier Mal’Aria 2024 di Legambiente. La presentazione a cura del responsabile del comitato scientifico nazionale Andrea Minutolo ha esaminato i dati degli sforamenti di PM10, PM 2.5 e NO2 nelle città campane con un focus su Acerra, maglia nera nel 2023 per il numero di giornate di sforamenti di PM10.

La consapevolezza che l’inquinamento nelle nostre città sia un problema condiviso e cronicizzato lo rivela la lettura dei dati degli scorsi anni. Un tema complesso che non si presta a letture semplicistiche ma che necessita, se davvero si vuole invertire la rotta di risposte integrate e condivise che coinvolgano tutti gli attori sociali: scuole, cittadini, associazioni, forze politiche, aziende e ovviamente amministrazioni comunali e regionali.  I dati di Mal’Aria impongono alle città campane un drastico cambio di rotta, necessario se si vuole tutelare la salute pubblica e che da Acerra a Pomigliano, da Volla a Nola da Casoria ad Avellino è possibile solo con il confronto e la costruzione di alternative condivise.   C’è bisogno di un’assunzione di responsabilità da parte di tutte e tutti. La presentazione del dossier e di un canovaccio di 10 proposte presentate a cui hanno lavorato il Circolo di Acerra e di Pomigliano e condiviso con i circoli di Legambiente Nola e Avellino apre i lavori alla costruzione di un Patto di Responsabilità ambientale con la città e i comuni limitrofi.

La prima integrazione delle proposte arriva dagli studenti del Liceo De Liguori, guidati dalla prof.ssa Titti Soriano e dal Dirigente Giovanni La Montagna con una proposta di mobilità sostenibile e di due campagne di sensibilizzazione. Adesione formale anche dal comune di Casoria con una dichiarazione congiunta del sindaco Raffzele Bene e dell’assessore all’Ambiente Marianna Riccardi. Presenti all’iniziativa il sindaco di Acerra Tito d’Errico e l’assessore Milena Tanzillo.

Chiunque voglia integrare le proposte scaricabili dalle pagine social, può scrivere ai contatti mail del circolo territoriale più vicino, a questa prima fase seguirà la costruzione di tavoli di lavoro tematici.

Legambiente Acerra

Legambiente Pomigliano

Legambiente Nola

Legambiente Avellino

Terra dei Fuochi: la Cassazione restituisce ai Pellini il tesoro confiscato

Con una clamorosa sentenza la magistratura mette fine ad anni di incertezze   

 

La sesta sezione della Corte di Cassazione con una sentenza appena emanata ha restituito il patrimonio di 222 milioni confiscato nel primo e nel secondo grado di giudizio dal tribunale misure di prevenzione e dall’appello ai fratelli Cuono, Salvatore e Giovanni Pellini, i tre fratelli acerrani condannati per disastro ambientale aggravato nella Terra dei Fuochi. “Annullamento senza rinvio del decreto di sequestro e restituzione dei beni”, la sentenza dei giudici che hanno riconosciuto quanto già aveva chiesto il procuratore generale nella sua requisitoria che ha recepito la richiesta dei legali degli imprenditori dello smaltimento dei rifiuti. Legali che hanno sostenuto con successo che il ritardo registrato tra la sentenza di primo grado della confisca, risalente al 2019, e quella di secondo grado, emanata nel 2023 è stato tale da far scattare la prescrizione del sequestro dei beni.

L’indignazione

Intanto immediata è scattata l’indignazione del popolo della Terra dei Fuochi. “Ci hanno ammazzato due volte”, le reazioni degli ambientalisti che nei giorni scorsi avevano manifestato proprio allo scopo di impedire una sentenza del genere. Indignato anche il deputato dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. “Ora deve intervenire Gratteri, prima che sia troppo tardi”, l’appello dell’ecologista di Acerra Alessandro Cannavacciuolo.

 

 

Somma, Tim chiude centrale in rame: via alla banda larga

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SOMMA VESUVIANA – Tim accelera il processo di digitalizzazione della rete e avvia lo switch off delle prime centrali in rame in Campania, per favorire l’adozione delle nuove tecnologie in fibra ottica da parte di cittadini e imprese.

Il processo di dismissione riguarderà un primo lotto di 15 centrali distribuite su altrettanti comuni, basate su tecnologie completamente in rame, che verranno spente a partire dal prossimo 25 maggio. Entro tale data, di conseguenza, i collegamenti attestati su queste centrali (Adsl, Isdn e linee telefoniche Rtg) saranno migrati sulla rete Tim di nuova generazione, già disponibile totalmente o in parte in fibra. Le 15 centrali della Campania interessate dallo spegnimento sono ubicate a Calvizzano, Santa Maria La Carità, Giugliano in Campania, Ischia, Sarno, Brusciano, Bacoli, Somma Vesuviana, Pozzuoli, Giugliano in Campania, Pellezzano, Montecorvino Rovella, Castel Volturno, Capua e Santa Maria Capua Vetere.

“L’operazione di spegnimento della rete in rame e la preventiva migrazione dei clienti verso connessioni in banda ultralarga consentiranno un significativo miglioramento delle prestazioni e della qualità del servizio. Il passaggio alla fibra comporta, inoltre, la riduzione dei consumi energetici e, di conseguenza, un minore impatto ambientale”, si sottolinea in una nota. I clienti Tim hanno già ricevuto al riguardo un’informativa nella fattura telefonica. Coloro che ad oggi non hanno ancora scelto un collegamento a banda ultralarga, per continuare a fruire dei servizi di fonia e navigazione Internet dovranno effettuare tale scelta entro il 24 maggio. A questo scopo saranno contattati dal servizio clienti di riferimento (187 per la clientela residenziale e 191 per quella business) per la verifica dell’impianto di casa o dell’ufficio da parte dei tecnici dell’azienda e la fornitura del modem in comodato d’uso gratuito. Rimarranno invariati il numero telefonico e le condizioni tariffarie.

I clienti degli altri operatori che utilizzano la rete di Tim dovranno rivolgersi al proprio gestore. Gli interventi di adeguamento tecnologico sono stati approvati dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) nell’ambito del più ampio piano generale di rinnovamento delle tecnologie, che prevede la progressiva dismissione delle centrali della rete in rame. Tim, infine, ha già inviato un’apposita informativa a tutte le Amministrazioni comunali nei cui territori ricadono le centrali interessate dall’iniziativa, organizzando anche specifici incontri di approfondimento sul tema.