Mamme in rivolta per la morte di Valeria, uccisa sulle strisce pedonali 

Tantissime donne di Napoli hanno deciso di ribellarsi dopo l’ennesima tragedia che ha visto la morte di Valeria.

Valeria, 42enne di Napoli, era andata ad accompagnare i figli a scuola, quando ieri un’auto l’ha travolta e uccisa in via Marina. La donna stava attraversando sulle strisce pedonali quando l’auto in corsa guidata da una ragazza di 22 anni non è riuscita a frenare in tempo, travolgendola. Il corpo di Valeria è purtroppo stato sbalzato ad una decina di metri di distanza non lasciandole scampo. La donna è la ventunesima vittima dall’inizio dell’anno, un dato estremamente preoccupante che mette in allarme tutta la città.

Tantissime le mamme che conoscevano Valeria, che come lei percorrono quelle strade pericolose, che si sono dette senza parole per il tragico evento. Si sono riunite per ribellarsi all’incoscienza di chi corre per le strade superando costantemente i limiti di velocità cittadini, mettendo così a rischio le vita di decine di persone. Ora si richiede un cambiamento, una proposta politica efficiente che possa fare diminuire il pericolo per le strade di Napoli.

 

 

Stellantis: mancano componenti, oggi si ferma Pomigliano: “In crisi anche l’indotto”

POMIGLIANO D’ARCO – Lo stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco resterà fermo oggi a causa della mancanza di componentistica fornita da un’azienda dell’indotto. Il fermo su tutti i turni sarà coperto dalla cassa integrazione. Lo rende noto Biagio Trapani, segretario generale della Fim Cisl di Napoli, il quale sottolinea che “il fermo dello stabilimento è causato dalla filiera dell’indotto, che non riesce a reggere la politica di riduzione dei costi imposta da Stellantis, finendo per collassare”.

“Come Fim Cisl napoletana – ha proseguito – riteniamo sempre più urgente concordare un protocollo specifico per il settore, l’unico strumento in grado di tutelare l’industria e l’occupazione. Le discussioni che stiamo portando avanti in questi giorni, analizzando la situazione e le prospettive di ogni sito produttivo e dipartimento, devono produrre risposte concrete e positive. Queste dovranno far parte di un accordo complessivo da definire con il Governo, in modo da ottenere le massime garanzie”.

Secondo Trapani per raggiungere gli obiettivi “servono impegni chiari sulla saturazione degli stabilimenti, sugli incrementi di produzione dei vari modelli, sugli investimenti in ricerca e sviluppo, e un forte impegno sulla rete dell’indotto”, e utilizzare “efficacemente le risorse per la reindustrializzazione”. “Il clima di incertezza politica sull’attuale sistema regolatorio – ha spiegato – non deve diventare un alibi per non destinare risorse al settore industriale dell’automotive. Un accordo di sviluppo per il comparto auto deve puntare a ridurre la catena di fornitura, riportando in Italia la produzione di componenti fondamentali e necessari per la motorizzazione elettrica, la guida autonoma, la digitalizzazione e la connettività. Senza un piano preciso e condiviso per la transizione industriale, attuabile immediatamente, il rischio di licenziamenti e di desertificazione industriale diventa una certezza”.

Panda e Tonale a rischio“Ancora cassa integrazione allo stabilimento Stellantis di Pomigliano. I fornitori sono messi alle strette per la volontà dell’azienda di ridurre i costi o di spostarsi all’estero nei Paesi low cost. Una decisione che sta producendo scioperi nei siti produttivi, fornitori di primo livello, che causa fermi produttivi nel Gianbattista Vico dove si producono Panda e Tonale”.

Il grido d’allarme è del segretario generale Uilm Campania, Crescenzo Auriemma. “Non è possibile – prosegue il sindacalista – che i magazzini di un sito produttivo, che si ritiene tale, non siano in grado di reggere un turno di produzione. Siamo al fianco dei lavoratori dell’indotto che, in Campania, sono circa 15mila e senza i quali è messa ancora di più in discussione la volontà di Stellantis di rimanere in Italia. Lo sciopero del 18 ottobre a Roma – ha spiegato il sindacalista – serve anche a spingere l’azienda a produrre un piano industriale che garantisca l’occupazione degli stabilimenti italiani, partendo da Pomigliano. E’ necessario portare nuovi modelli che garantiscono anche i lavoratori dell’indotto”.

Ente Parco Nazionale del Vesuvio, premiata la web serie ispirata al Vesuvio

Riceviamo e pubblichiamo.

 

 

L’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e Seed Media Agency trionfano agli OpenartAward 2024: Lo Special Award per la promozione della Regione Campania alla web serie “E oggi voglio parlare”

Napoli, 30 settembre 2024 – Seed Media Agency, agenzia creativa di San Giuseppe Vesuviano, ha conquistato un prestigioso riconoscimento agli OpenartAward 2024, con l’assegnazione dello Special Award della Regione Campania per la straordinaria valenza promozionale della web serie “E oggi voglio parlare”, ideata per l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Il premio, consegnato dall’assessore al Turismo della Regione Campania Felice Casucci, è stato ritirato dai fondatori dell’agenzia, Raffaele Annunziata e Gianluca Annunziata.

La cerimonia di premiazione si è svolta sabato 28 settembre presso il Teatro Acacia di Napoli, alla presenza di numerose personalità del mondo della cultura, del turismo e della comunicazione. Gli OpenartAward, noti per celebrare le eccellenze nell’ambito dell’arte, della cultura e della promozione territoriale, hanno quest’anno messo in luce uno dei progetti più innovativi di marketing territoriale realizzati nel 2024.

Il commento dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio

L’Ente Parco Nazionale del Vesuvio ha espresso grande soddisfazione per il successo della web serie e per la collaborazione con Seed Media Agency:

“Il Vesuvio è molto più di un simbolo naturale: è un patrimonio culturale e storico di inestimabile valore per la Campania e per l’Italia. Attraverso la web serie ‘E oggi voglio parlare’, siamo riusciti a dare una voce nuova e coinvolgente al nostro vulcano, che ha catturato l’attenzione non solo dei residenti, ma anche di un pubblico internazionale. Siamo fieri di aver affidato a Seed Media Agency la realizzazione di questo progetto, che ha saputo raccontare il Vesuvio con autenticità e passione, rendendo giustizia alla sua grandezza e al suo ruolo nel nostro territorio.”

Il portavoce ha sottolineato l’importanza di progetti come questo per la promozione del Parco e la valorizzazione del suo patrimonio culturale e naturale:

“Il nostro obiettivo è far conoscere il Parco Nazionale del Vesuvio non solo per la sua bellezza paesaggistica, ma anche per il suo valore culturale e storico. Questa web serie ci ha permesso di raggiungere questo scopo, raccontando in modo originale e poetico le storie legate al vulcano e al territorio circostante. Grazie a Seed Media Agency per aver saputo tradurre questa visione in un racconto che parla al cuore delle persone.”

“E oggi voglio parlare”: un progetto vesuviano per raccontare il Vesuvio

La web serie “E oggi voglio parlare”, al centro del riconoscimento ricevuto, è un esempio lampante di come i vesuviani sappiano raccontare il proprio territorio con passione e autenticità. Seed Media Agency ha saputo dar voce al Vesuvio, il vulcano simbolo della Campania, trasformandolo in un narratore che, attraverso rime e dialetto napoletano, svela le sue storie più affascinanti e i suoi segreti millenari.

Il progetto, commissionato dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, nasce con l’obiettivo di riscoprire il patrimonio culturale e naturalistico vesuviano, attraverso un linguaggio poetico e immersivo. In ogni episodio, il Vesuvio racconta in prima persona il suo legame con il territorio, le leggende che lo circondano e il popolo che vive alle sue pendici, offrendo una chiave di lettura unica e intima.

Le parole di Raffaele Annunziata: “Orgogliosi di raccontare la nostra terra”
Durante la premiazione, Raffaele Annunziata, co-fondatore di Seed Media Agency e direttore creativo del progetto, ha espresso la sua soddisfazione per il riconoscimento ricevuto:

“Questo premio rappresenta una grande soddisfazione per noi. Essere riusciti a raccontare il Vesuvio, la nostra terra, con una narrazione in prima persona è per noi motivo di grande orgoglio. Siamo cresciuti all’ombra di questo vulcano, e poter dare voce alle sue storie attraverso questo progetto è stato un vero e proprio tributo alla cultura vesuviana e alla capacità dei suoi abitanti di raccontare con autenticità.”

Annunziata ha anche voluto ringraziare l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio per il supporto ricevuto e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della web serie:

“Siamo grati all’Ente Parco Nazionale del Vesuvio per la fiducia e il sostegno che ci hanno dato. Il loro impegno per la valorizzazione del territorio è stato per noi fonte di ispirazione. Un grazie speciale va al nostro team e a chi ha lavorato con passione per rendere possibile questo progetto.”

Le dichiarazioni dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio: “Un racconto che dà voce alla nostra identità”

L’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, promotore e committente del progetto, ha evidenziato
l’importanza della web serie per la promozione del patrimonio culturale e naturale del Vesuvio. In una nota ufficiale, l’Ente ha dichiarato:

“La web serie ‘E oggi voglio parlare’ è per noi un progetto di fondamentale importanza, perché riesce a dare voce al Vesuvio in un modo innovativo e coinvolgente. Attraverso le storie narrate in dialetto, il nostro vulcano si racconta al mondo, portando alla luce non solo la sua bellezza naturale, ma anche la sua anima storica e culturale. Seed Media Agency ha saputo catturare l’essenza del Vesuvio e trasformarla in una narrazione accessibile a tutti, capace di emozionare e coinvolgere.”

L’Ente ha sottolineato anche l’importanza della collaborazione con realtà locali come Seed Media Agency:

“Crediamo fermamente che il nostro territorio possa essere valorizzato al meglio attraverso la collaborazione con realtà locali che, come Seed Media Agency, comprendono profondamente la cultura e la storia vesuviana. Progetti come questo sono la prova tangibile di quanto sia importante continuare a investire in iniziative che combinano creatività, innovazione e tradizione.”

Dopo il 1980, nuove figure: il camorrista-imprenditore , il “gattopardo” e il predicatore anti-camorra…

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Le commissioni d’inchiesta e gli storici hanno dimostrato che dopo il terremoto del 1980 intorno agli affari della ricostruzione (e poi dello smaltimento dei rifiuti) si crea un’alleanza ferrea tra le imprese e le organizzazioni criminali e si delinea una figura nuova: il camorrista -imprenditore. Diventano numerosi i predicatori anti-camorra, ma nel “popolo” diventa certezza il sospetto che gli amministratori delle fabbriche, delle aziende, dei centri commerciali e della politica non paghino, in tribunale e in carcere, gli affari conclusi con la camorra e non vengano smascherati dai predicatori anti-camorra, né da quelli fissi, né da quelli “a giornata”.

 

Gli studiosi, e in particolare Isaia Sales, hanno dimostrato che la svolta nella storia della camorra- una svolta drammatica per la società italiana – fu dettata dalla ricostruzione dell’Italia meridionale devastata dal terremoto del 1980. Nella relazione approvata il 21 dicembre 1993 scrisse la Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Luciano Violante: “ L’enorme quantità di elementi raccolti sulle irregolarità registrate nella ricostruzione, le rilevazioni sulle lievitazioni dei prezzi nonché sui meccanismi relativi all’assegnazione e all’esecuzione delle commesse portano a concludere che gran parte dell’attività che si è svolta intorno all’utilizzo dei fondi stanziati per il terremoto  è stata condizionata dalla presenza di organizzazioni camorristiche.” Si creò un vero e proprio “mercato-protetto, senza concorrenti, con illimitate disponibilità finanziarie”: rientravano in questo mercato gli appalti per la rimozione delle macerie, quelli per l’acquisto di prefabbricati, camper e roulottes, gli appalti per la ricostruzione: 20000 alloggi solo a Napoli. Gli interventi vengono decisi dalle Amministrazioni nel segno della “somma urgenza” e quindi con una procedura semplificata, che si apre subito all’inquinamento utile alla delinquenza organizzata. Scrive Isaia Sales: “La camorra, quando si presenta sulla scena politica, rispetta la competenza politica, le riconosce la propria parte negli affari, non punta al monopolio degli utili, non usa subito il sistema intimidatorio. Che non si sia trattato solo di paura lo dimostrano le elezioni del 1985. Tranne gli uomini politici inquisiti e finiti in galera, nessuno degli uomini di governo locale si ritira dalla politica. Non c’è la reazione normale di chi si sente accerchiato e impotente.” (I. Sales, Storia delle camorre, 2022, p. 321). Carmine Schiavone, pentito del clan dei Casalesi, dichiarò che dopo il 1980 i clan della camorra capirono che “era necessario industrializzare le attività mafiose, per avere continua disponibilità di capitali”: in questo modo, scrive Amato Lamberti, “si realizza un intreccio tra i due mercati”, il mercato illegale e il mercato legale, “che rende sempre più difficile la separazione tra criminale e legale.” (A. Lamberti, La camorra imprenditrice, pag.46). L’altro grande affare della camorra imprenditrice è lo smaltimento dei rifiuti tossici. Ma anche su questo argomento è fondamentale la riflessione di Isaia Sales, il quale scrive che la responsabilità prima del disastro non è della criminalità organizzata, ma “delle grandi, medie e piccole industrie produttrici di scarti tossico-nocivi.”. I clan “svolgono solo una funzione di “servizio” a una pressante domanda di occultamento, smaltimento, interramento o addirittura di riciclo di materiali nocivi derivanti da processi industriali: l’ha detto, nel 2000, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. La colpa del “dramma smaltimento rifiuti” non è solo della camorra: ha scritto Raffaele Cantone che “la camorra si è seduta a un tavolo nel quale c’era un intreccio di interessi molto più ampio e riferibile ad altri soggetti. Non credo di dire una castroneria se affermo che la camorra ha avuto un ruolo subordinato rispetto ad altri centri di interesse; ha avuto la sua parte come pretende sempre quando c’è del danaro da spartire, ma non credo che sia stata il motore del complesso intreccio affaristico.” (R.Cantone, “I Gattopardi”, 2010, p.198). La camorra pretende “la sua parte” anche perché fornisce alla magistratura e all’ opinione pubblica i “colpevoli” che pagano per le proprie colpe e per quelle dei “gattopardi”. E i “gattopardi” più sfrontati non fanno mancare il loro applauso ai sermoni dei predicatori anti-camorra. Ma poiché l’affare dello smaltimento dei rifiuti non è un affare solo Campano, dedicheremo al tema un articolo a parte commentando il saggio di Vittorio Martone “Alleanze nell’ombra”. E parleremo della polemica sull’omaggio tributato alla tomba di Raffaele Cutolo  dalla moglie.

Somma Vesuviana, il 5 e 6 ottobre apertura straordinaria della Villa Augustea

Riceviamo e pubblichiamo.

 

 

Sabato 5 e Domenica 6 Ottobre apertura straordinaria del sito Archeologico della Villa Augustea. Accompagnati dagli archeologi, sarà possibile entrare nel sito in verticale più affascinante della Campania, con ingresso libero.

Portate alla luce nuove terme antecedenti il 79 d.C. che con ogni probabilità dovevano alimentare un complesso termale di epoca augustea appartenuto ad un personaggio molto importante.

Rosalinda Perna assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana: “Si rafforza l’ipotesi che possa essere la villa dove sarebbe morto l’Imperatore Augusto. Tutti coloro i quali verranno a Somma Vesuviana, Sabato 5 e Domenica 6 Ottobre, faranno un viaggio nel tempo. E’ un sito archeologico in verticale. La parte di sopra, con ambienti affrescati, pavimenti mosaicali, colonnati, strutture importanti, è del dopo 79 d.C. con la stratificazione geologica dell’eruzione vulcanica del 472 d.C. ma c’è la parte ipogea che è antecedente il 79 d.C. con il rinvenimento di ambienti ipogei con terme e deposito di anfore di epoca augustea. Tutte le indicazioni vanno nella stessa direzione. Trovati ipogei di epoca augustea. Con ogni probabilità tali terme, servivano ad alimentare energia per un quartiere termale certamente non pubblico ma sicuramente privato e allora è chiaro che il sogno della Villa dell’Imperatore Augusto ricompare”.

Continua a stupire il sito archeologico di Somma Vesuviana, nel napoletano, a 18 Km da Napoli. Sarà possibile visitarlo ad ingresso libero Sabato 5 e Domenica 6 Ottobre, dalle ore 9.

Il sito archeologico della Villa Augustea è entrato nel circuito della Settimana del Pianeta Terra, il Festival delle Geoscienze giunto alla XII esima edizione. Sabato 5 Ottobre ci sarà anche la passeggiata geoarcheologica con gli esperti dell’INGV, sempre dalle ore 9.

Per gli archeologi oltre alla villa di Augusto potrebbe esserci anche un quartiere termale di epoca augustea. L’ipotesi è ulteriormente rafforzata dall’ultima scoperta!

Salvatore Di Sarnosindaco di Somma Vesuviana : “Siamo parte della Settimana del Pianeta Terra. La passeggiata geoarcheologica sarà una grande opportunità. Siamo in presenza di un sito geo – archeologico di grande valore culturale e storico. Chi verrà a vederlo farà un viaggio nel tempo senza precedenti”. Un viaggio in compagnia della storia, della bellezza, ma anche della ristorazione sommese.

A Somma Vesuviana, nei pressi di Starza della Regina, si trova una villa che per la maestosità dei resti portati alla luce, si è ritenuto fosse appartenuta all’imperatore Augusto (morto presso Nola nel 14 d.C.) da cui il nome Villa Augustea. Questa interpretazione è ancora incerta, le strutture finora messe in luce sembrano indicare la presenza di un intero insediamento urbano di notevole prestigio e di grande qualità architettonica. Le scoperte di queste settimane sono davvero sensazionali, in quanto sono venute alla luce terme di epoca augustea che servivano ad alimentare un complesso termale privato, appartenuto ad un personaggio di grande rilievo.

Il 5 di Ottobre, dalle ore 9 sarà possibile partecipare alla passeggiata geoarcheologica e vedere stratificazioni geologiche di eruzioni importanti come ad esempio quella del 79 d.C. e anche quella del 472 d.C. con un’occasione unica in grado di coniugare archeologia e geologia. Ringrazio al riguardo i fondatori della Settimana del Pianeta Terra, i professori Silvio Seno e Rodolfo Coccioni, Giuliana Alessio dell’INGV, gli archeologi della missione internazionale, quali Aoyaghi Masanori, Satoshi, Antonio De Simone e il presidente della Pro Loco, Franco Mosca. Ricordo che è possibile raggiungere il sito in tanti modi. Ad esempio, con la linea ferroviaria della Circumvesuviana, Napoli – Ottaviano – Sarno, scendendo alla fermata Villa Augustea. Il sito archeologico è a 200 metri dalla stazione. È possibile raggiungere il sito in auto con autostrada Napoli – Bari, uscita Pomigliano D’Arco e seguendo le indicazioni per Somma Vesuviana, Villa Augustea a soli 6 km dall’uscita autostradale. O sempre in auto, mediante la superstrada, statale 268 del Vesuvio che collega Napoli ad Angri e viceversa. In questo caso bisogna uscire a Somma Vesuviana – Pomigliano D’Arco. Il sito dista appena 700 metri dall’uscita della superstrada”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.

Per partecipare è necessario prenotarsi scrivendo a giuliana.alessio@ingv.it

Ben due saranno i grandi eventi alla Villa Augustea, da una parte la passeggiata geoarcheologica, prevista solo per Sabato 5 Ottobre e per la quale è necessario prenotarsi, dall’altra invece le visite con le guide della ProLoco e per le quali basta semplicemente recarsi al sito archeologico.

Ed ora lo scavo archeologico è anche ipogeo, con ambienti trovati nel sottosuolo di Somma Vesuviana. Un sito archeologico dal grande fascino e in grado di raccontare quanto accaduto dopo il 79 d.C. ma ora anche il prima del 79 d.C. con testimonianze uniche come colonnati, pavimenti mosaicali, stratificazioni geologiche di eruzioni vulcaniche, affreschi con straordinarie storie, statue, celle vinarie, strutture imponenti e di grande portata. Ed ora il sito è anche con ambienti ipogei, portati alla luce nell’ultima campagna di scavo con il rinvenimento di statue di epoca augustea, terme di epoca augustea che dovevano alimentare un complesso termale di epoca augustea.

Continue sorprese, perchè sono venute alla luce, in queste settimane, terme di epoca augustea, ambienti ipogei. Il sito archeologico nella parte superiore racconta il dopo 79 d.C. ma nella parte ipogea racconta l’epoca anteriore il 79 d.C

A Somma Vesuviana, dove sono in corso gli scavi argeologici sotto la guida dell’Università di Tokyo e in collaborazione con il Suor Orsola Benincasa di Napoli, sono state riportate alla luce le prime terme risalenti ad un periodo antecedente il 79 d.C. ed è una scoperta che va ulteriormente a rafforzare i risultati ottenuti nella campagna di scavo terminata verso la fine del 2023, quando sono state rinvenute le prime terme sempre antecedente al 79 d.C., una fornace per l’alimentazione, con ogni probabilità, di un quartiere termale. Nella campagna del 2023 – ha affermato Rosalinda Perna, Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano – gli archeologi trovarono un deposito di anfore degli anni in cui Augusto viveva e al di sotto di questo deposito furono trovati segni di ambienti ipogei, dunque dei sotterranei, nei quali potevano essere allocati i servizi e uno di questi servizi potrebbe essere ricondotto alla presenza di terme, di epoca augustea, che serviva ad alimentare energia probabilmente per un quartiere termale certamente non pubblico ma sicuramente privato e allora è chiaro che il sogno di Augusto ricompare. La fornace scoperta con il rinvenimento di carbone analizzato dall’Università di Tokyo testimonia la presenza di un importante sistema di riscaldamento degli ambienti. Un sistema che dunque doveva riscaldare una villa importante, un sito importante. Siamo in un territorio che ha valenze magiche. Le nuove terme, la seconda portata alla luce, scoperta adesso, andrebbe a confermare questa ipotesi, di un complesso termale antecedente al 79 d.C. e lo scavo sta proseguendo in questo punto. Questa è la terra di Dioniso, la terra del Vesuvio, dove si produceva un vino eccezionale che da questa terra giungeva nel Mondo Antico, fino in India. Leggendo di attestazioni archeologiche, senza il rinvenimento del sito archeologico di Somma Vesuviana, senza la Villa di Somma, si era convinti che dopo l’eruzione del 79 d.C. ci fosse stata una stasi lunga, profonda, per la produzione del vino. Invece lo scavo di Somma ha dimostrato che il vino si è sempre prodotto. Dunque un territorio fertile dalle grandi potenzialità”.

 

Scoperte straordinarie!

Quando iniziò lo scavo, a Somma Vesuviana, era perché si favoreggiava sulla villa dove sarebbe morto Augusto. Per due decenni, lo scavo aveva dato risultati diversi ma non meno interessanti. È venuta alla luce una villa costruita circa 200 anni dopo la morte di Augusto testimoniando però la continuità di vita su questo territorio . Negli ultimi due anni, però, sono incominciati a venire alla luce tanti segnali estremamente interessanti. L’evidenza archeologica che è venuta a rivelarsi, piano, piano, in due anni di lavoro silenzioso, è che la Villa costruita sul finire del II sec. d.C. ha un precedente in una villa che è stata forse abbandonata, o dismessa, o smontata e comunque scomparsa dalla vita a causa dell’eruzione del 79 d.C. e quindi è ritornata in gioco, in modo prepotente, l’esistenza della Villa Augustea.

In superficie l’epoca del dopo 79 d.C. e in profondità l’epoca augustea. Un sito di grande valenza, quello che sta emergendo sempre più a Somma Vesuviana, a 18 Km da Napoli. È il sito che testimonia il passaggio del tempo.

Un sito importante in un territorio importante!

La Villa appare di fatto come una testimonianza vivace del passato, dei secoli in evo antico, perché la Villa pre 79 è una villa che è stata certamente intaccata dall’eruzione del Vesuvio, ma su questa villa più antica si costruisce la villa che è in superficie. Questa villa in superficie sfida tutti i secoli dell’evo antico. Ci sarà una successiva eruzione, quella del 472 d.C. che comporterà il seppellimento della villa. Dunque questo sito è testimone del passaggio del tempo. Ma il 472 d.C. è il periodo in cui l’Impero Romano, anche formalmente scompare per cedere il posto a quello che è il Mondo post Antico e Altomedievale. Quindi, siamo dinanzi alla testimonianza di un fecondo rapporto anche se distruttivo, nell’ambiente naturale tra il territorio e il Vesuvio che di tanto in tanto si risveglia. Dunque, abbiamo saputo che questi territori non sono stati mai abbandonati dalla frequentazione umana. L’eccezionalità di questo rinvenimento è anche che capita in un territorio favoloso. Lo scavo della Villa di Somma Vesuviana, non avviene nel deserto, ma in un territorio dove noi abbiamo attestazioni culturali di diversissimo tipo, soprattutto culturali perché legate a diverse cronologie. Abbiamo ad esempio il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo, nel cui sottosuolo c’è questo palinsesto di pittura che inizia nell’XI secolo e giunge fino a tutto il XVII secolo con testimonianze eccezionali. Abbiamo il Castello di Lucrezia D’Alagno, abbiamo il grande comparto di Castello nella zona di Montagna, sul Monte Somma. Somma Vesuviana ha una testimonianza unica al mondo che è il Centro Storico, il Casamale. Credo che il Casamale sia l’unico caso di Terra Murata intatta di epoca Aragonese, un borgo fortificato di epoca aragonese, forse unico esempio di epoca aragonese che abbiamo nella sua integralità. Abbiamo un territorio che magicamente continua ad essere l’attore principale di una serie di eventi legati al mondo della cultura, perché sono attestazioni folcloriche di particolare importanza. Piace ricordare ad esempio, la Processione degli Incappucciati del Venerdì Santo, la Festa dei Fuochi sul Monte Somma con la consegna della pertica alla donna amata, la Festa delle Lucerne che è assolutamente unica al mondo. Tutto questo è in un contesto territoriale che produceva e produce ancora oggi uno dei migliori vini al mondo, in un territorio che per una serie di eventi storici, contingenti e curiosi è una delle capitali gastronomiche mondiali ad esempio per il baccalà e stoccafisso. Ci sono tutti gli elementi per uno sviluppo turistico del territorio.

Follia a Pollena: ferisce marito col coltello, poi vuole strangolarlo con cintura

POLLENA TROCCHIA – Tenta di strangolare il marito e finisce in manette. Donna arrestata dai Carabinieri

Via Leoncavallo, Pollena Trocchia, paesino che fa a spallate con le pendici del Vesuvio e la periferia orientale di Napoli.

Un uomo corre in strada e si rifugia nella sua auto. Non fa in tempo a bloccare le sicure alla portiera che la moglie riesce ad afferrarlo. Gli avvolge la cintura alla gola e prova a strangolarlo, poi tenta di ferirlo con un coltello da cucina.
La scena – sono le 22 circa – attira l’attenzione di passanti e residenti. Il 112 è travolto dalle richieste e i carabinieri della tenenza di Cercola arrivano in pochi minuti.

L’uomo è ancora in strada, mostra ai militari i segni del tentativo di strangolamento e le svariate contusioni riportate su tutto il corpo. Racconta quello che è appena successo.
La donna viene individuata e arrestata nel cortile dell’abitazione. E’ ora in carcere, in attesa di giudizio.
Rinvenuti coltello e cintura utilizzati. La vittima denuncerà altri eventi simili, tutti verosimilmente dettati dalla forte gelosia.

Crollo di Scampia, nel decreto fondi per le famiglie sfollate

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“Oggi abbiamo votato la fiducia sul provvedimento ‘omnibus’, un decreto legge che rappresenta una risposta concreta e tempestiva alle esigenze di famiglie, lavoratori e imprese in questo delicato momento. Questo provvedimento introduce una serie di misure urgenti di carattere fiscale, proroghe di termini normativi e interventi economici fondamentali per sostenere e rilanciare il tessuto economico e sociale del nostro Paese”.

Lo ha dichiarato il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro.

“Tra i numerosi interventi previsti, desidero porre particolare attenzione ai contributi destinati ai cittadini coinvolti nello sgombero della ‘vela celeste’ di Scampia – ha aggiunto Silvestro -. Dopo il tragico crollo della balaustra avvenuto lo scorso luglio, che ha reso inagibile l’intero complesso, il nostro Governo ha ritenuto prioritario intervenire con misure di sostegno per le famiglie colpite da questa emergenza. Attraverso questi contributi, miriamo a garantire sicurezza e dare la possibilita’ di nuove soluzioni abitative per tutti i residenti colpiti”.

“Il Decreto ‘omnibus’ – ha concluso – e’ un segnale forte di impegno da parte del Governo per affrontare con determinazione le difficolta’ attuali, mirando a tutelare i diritti dei cittadini e promuovere una ripresa economica solida e inclusiva”

Somma Vesuviana, arriva il Festival del Baccalà Norvegese

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:

Dal 25 al 27 di Ottobre il Festival del Baccalà Norvegese con piatti prelibati sommesi, tammurriate e canti popolari, la presenza di grandi chef, visite ed escursioni naturalistiche e culturali e feste di piazza tutte le sere, visite anche alle imprese!

Alessandro Masulli (Direttore Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano): “Recenti studi hanno rivelato la presenza del baccalà a Somma Vesuviana già dal ‘600. In questo rapporto tra Norvegia e Somma Vesuviana c’è anche Venezia. fu il ricco mercante veneziano napoletanizzato Guglielmo Samuelli a mettere in commercio sul nostro territorio il quotato prodotto che, poi, avrebbe fatto di Somma la capitale italiana dello stoccafisso e del baccalà!”.

A Somma attese persone da altre regioni e arriveranno le autorità Norvegesi.

In Piazza Santa Maria del Pozzo – a Somma Vesuviana – cuore del Parco Nazionale del Vesuvio – Festival del Baccalà dal 25 al 27 di Ottobre.

Rosalinda Perna   (Assessore agli Eventi e Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano): “Il Festival, inizialmente era in programma dall’11 al 13 di Ottobre, ma è stato spostato al 25 – 26 e 27 di Ottobre. L’evento è atteso ed è stato confermato. Un prodotto di mare in una terra di fuoco ricca di uno straordinario patrimonio culturale che spazia dall’epoca Romana a quella Aragonese. Per tutti coloro i quali verranno a Somma Vesuviana, a 18 Km da Napoli, a 30 da Pompei e a poco più di 60 dalla Costiera Amalfitana e non lontana dalla Reggia di Caserta, ci sarà non solo la possibilità di visitare queste località ma anche il nostro patrimonio culturale quale la Villa Augustea, sito archeologico di grande valore oggetto della missione archeologica internazionale, il Castello di Lucrezia D’Alagno risalente al 1458, il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo con ben tre cripte sotterranee e molteplici affreschi, il Borgo Antico del Casamale con la sua Cinta Muraria intatta ed antica”.

Incuriosisce il rapporto tra Somma Vesuviana e la Norvegia, un prodotto di mare in una terra di fuoco, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio.

 

Salvatore Di Sarno   (Sindaco del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano): “E’ il ritorno di un grande evento! Stiamo puntando ad una valorizzazione turistico – culturale di Somma Vesuviana”.

 

Lello D’Avino   (Presidente ProLoco Vesuvia): “Sarà una rassegna ricca di tanti eventi. Sicuramente ricca di pietanze anche di conferenze, presenze istituzionali, confronti tra Somma Vesuviana e la Norvegia, due culture diverse,  accomunate da questo prodotto. Durante la tre giorni non avremo solo la parte gastronomica ma avremo anche la possibilità di conoscere e raccontare le antiche testimonianze”.

 

“Sorprendente ma lo dicono le ultime ricerche. Il baccalà sommese ha una storia antica, stando alle ultime ricerche risalenti addirittura al ‘600. Le ultime acquisizioni storiche attestano che fu il ricco mercante veneziano napoletanizzato Guglielmo Samuelli a mettere in commercio sul nostro territorio il quotato prodotto che, poi, avrebbe fatto di Somma la capitale italiana dello stoccafisso e del baccalà. Samuelli, nella prima metà del Seicento, era socio della “Compagnia Guadaya e Vots” che curava, tra l’altro, le importazioni di baccalà ed aringhe per l’Esercito e la Marina del Governo napoletano. Le cronache del tempo riferiscono che le balle venivano trasportate nel territorio di Somma e lavorate con l’acqua delle sorgenti del Monte omonimo. Il Samuelli accumulò nel tempo una notevole fortuna all’ombra del Vesuvio: acquistò, infatti, da queste parti una masseria arbustata con casale per la cifra di 3.400 ducati, dove si recava a caccia ogni volta che veniva a Somma Vesuviana per affari (Inventario dell’Archivio Baldovinetti Tolomei 176.4, Guglielmo Samuelli – da Napoli 10 lettere; Napoli nobilissima vol. 31, 1992; Ricerche sul ‘600 napoletano, L & T, 1989). La lavorazione del pesce, ancora oggi si intreccia parallela al paziente e faticoso lavoro dei nostri padri, che hanno sempre creduto e saputo mantenere una così nobile arte. Oggi è un vero pezzo di economia della città in continua crescita ed espansione”. Lo ha affermato Alessandro Masulli, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana.

E il 25 – 26 – 27 di Ottobre, il Festival del Baccalà Norvegese, in programma a Somma Vesuviana, inizialmente programmata dall’11 al 13 di Ottobre, celebrerà una storia che dura da ben 400 anni. Tammurriate con canti popolari, visite culturali, visite alle aziende, festa di piazza con l’arte culinaria, piatti squisiti della tradizione sommese. Il tutto alla presenza anche delle autorità norvegesi che saranno a Somma Vesuviana.

“Come si sa,  Somma Vesuviana è tra i poli di commercio e consumo di baccalà e stoccafisso più importanti al mondo; da noi, il merluzzo, solo essiccato e messo sotto sale, cominciò ad assumere un ruolo centrale nell’alimentazione in tre precisi momenti storici. Il primo momento risale al 1563, quando il Concilio di Trento sancì le regole del mangiare magro, con divieto di mangiar carne in tempo di Quaresima, i venerdì e le altre feste comandate. Il pesce essiccato, quindi, divenne un’ottima alternativa alla carne già dal XVI secolo in poi. Successivamente, nel 1749, Carlo III di Borbone stipulò un trattato con Federico V, re della Danimarca e della Norvegia – ha spiegato Alessandro Masulli, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano –  per l’importazione del pesce secco e salato che costituiva, specie per le fasce più deboli, un alimento a basso prezzo. Risale, infine, al pieno Ottocento, l’arrivo del baccalà e dello stoccafisso nel territorio vesuviano e, in special modo, tra S. Anastasia e Somma Vesuviana, dove sia a causa dell’esigenza di nuove norme igieniche, sia per sgravi fiscali concessi ai Padri Domenicani, vennero installate proprio dai monaci nuove vasche per ammollare il pesce essiccato, spostando il processo in aree meno abitate e riducendo così le ormai insopportabili lamentele della popolazione contro i baccalajuoli. A Somma, tra l’altro, la comunità religiosa Domenicana era ben inserita nel contesto socio-culturale del paese. Ma a quanto sembra, dalle ultime acquisizioni, fu il ricco mercante veneziano napoletanizzato Guglielmo Samuelli a mettere in commercio sul nostro territorio il quotato prodotto che, poi, avrebbe fatto di Somma la capitale italiana dello stoccafisso e del baccalà.

Nel tempo si sono diffuse numerose ricette a base di stoccafisso e baccalà: dal baccalà fritto, al baccalà in bianco, dallo stoccafisso alla marinara al celebre Stocc’e patane. Celebri artisti e intellettuali hanno esaltato il baccalà: Totò, Eduardo De Filippo, Salvatore Di Giacomo, Pino Daniele e tanti altri. Numerosi ristoranti del territorio hanno riportato in voga l’uso di questi prodotti dei mari scandinavi, con grande rispetto della tradizione e, oggi, anche tanti chef, con un approccio più sperimentale, stanno rivalutando il suo ruolo centrale nella nostra storia culinaria”.

Dunque ritorna la Festa del Baccalà che sarà Festival del Baccalà Norvegese, con, festa di piazza ma anche la presenza di grandi chef, degustazioni di prelibati piatti sommesi, conferenze. Il tutto dal 25 al 27 Ottobre, tutte le sere a partire dalle ore 19 e fino a notte inoltrata. Il Festival del Baccalà vedrà anche le tradizionali tammurriate con il canto popolare, escursioni naturalistiche e culturali.

“Attese persone da tante regioni. A Somma Vesuviana, nel napoletano, ritorna la grande Festa del Baccalà. Un prodotto di mare in una terra di fuoco ricca di uno straordinario patrimonio culturale che spazia dall’epoca Romana a quella Aragonese. Il 25 – 26 e 27 Ottobre, ritornerà l’attesa Festa del Baccalà che in realtà si chiamerà Festival del Baccalà. L’evento, inizialmente, era in programma l’11 – 12 e 13 di Ottobre, ma per evitare la concomitanza con un altro grande evento che annunceremo nei prossimi giorni, sono state stabilite nuove date. Per tutti coloro i quali verranno a Somma Vesuviana, a 18 Km da Napoli, a 30 da Pompei e a poco più di 60 dalla Costiera Amalfitana e non lontana dalla Reggia di Caserta, ci sarà non solo la possibilità di visitare queste località ma anche il nostro patrimonio culturale quale la Villa Augustea, sito archeologico di grande valore oggetto della missione archeologica internazionale, il Castello di Lucrezia D’Alagno risalente al 1458 – ha affermato Rosalinda Perna, Assessore agli Eventi e Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano – il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo con ben tre cripte sotterranee e molteplici affreschi, il Borgo Antico del Casamale con la sua Cinta Muraria intatta ed antica, la meravigliosa chiesa de La Collegiata, la più antica del territorio e al cui interno sarà possibile ammirare opere pittoriche del ‘600, il Santuario Mariano di Santa Maria a Castello nella zona alta del paese. Oltre alla possibilità di visitare il patrimonio culturale, non mancherà l’opportunità per ammirare il patrimonio naturalistico. La sera ed ogni sera dal 25 al 27 di Ottobre, in Piazza Vittorio Emanuele III avremo la festa con molteplici pietanze, ma anche la tammurriata e le tradizioni popolari di Somma Vesuviana”.

E’ più di un grande ritorno! E’ il Festival del Baccalà, un prodotto di mare in una terra di fuoco con il tradizionale legame tra Somma Vesuviana e la Norvegia, tra leggende e storia.

Il Festival del Baccalà è un grande evento targato ProLoco Vesuvia e patrocinato dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno.

“Abbiamo voluto con forza il ritorno di questo evento che nel passato – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano – attirava migliaia di persone a sera. Somma Vesuviana rappresenta un territorio ricco di prodotti agroalimentare, noto per la ristorazione, ma anche di grande valore storico e culturale. Puntiamo sempre di più a valorizzare la vocazione turistico – culturale”.

Pietanze, storie, canti popolari, incontri dal 25 al 27 di Ottobre!

“Sarà una rassegna ricca di tanti eventi. Sicuramente ricca di pietanze, ma anche ricca di conferenze, presenze istituzionali, confronti tra Somma Vesuviana e la Norvegia, due culture diverse ma accomunate da questo prodotto. Durante la tre giorni non avremo solo la parte gastronomica ma avremo anche la possibilità di conoscere e raccontare quelle antiche testimonianze fatte di volti  – ha dichiarato Raffaele D’Avino, Presidente della ProLoco Vesuvia – e di storie sul legame tra questa terra di fuoco, quale Somma Vesuviana non lontana dal Vesuvio e la Norvegia. Un evento nell’evento che sarà nel cuore delo Parco Nazionale del Vesuvio. Da una parte il piennolo, il nostro pomodoro e comunque tutti i vari prodotti del Vesuvio e dall’altra un prodotto di mare quale il merluzzo pescato nei mari della Norvegia”.

Somma Vesuviana, Direttivo PD: “Vogliamo risposte dai nostri rappresentanti”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:

Di fronte al silenzio del segretario e dei consiglieri comunali del PD di Somma Vesuviana, ci troviamo costretti a esprimere pubblicamente la nostra opinione, al fine di tutelare la nostra posizione di iscritti e dirigenti del Partito Democratico locale. Anche alla luce del fatto che siamo continuamente costretti ad chiedere riunioni che puntualmente non vengono convocate.

Un dato che emerge costantemente dalle riunioni del direttivo è che l’azione del segretario e dei consiglieri non è supportata dalla maggioranza dei dirigenti locali. Non possiamo che constatare come la gran parte dei dirigenti, che inizialmente aveva ratificato la scelta di sostenere una nuova maggioranza guidata da Di Sarno, abbia smesso di partecipare alla vita del partito. Tanto che da tempo non si riesce a raggiungere il numero legale per le sedute. Tuttavia, ciò non ci ha impedito di esprimere le nostre perplessità sulla situazione attuale.

Dall’ultimo comunicato stampa a nostra firma, si sono svolti due direttivi nei quali abbiamo chiesto con forza chiarimenti riguardo alla condotta dei rappresentanti istituzionali e politici della sezione locale. Tra i punti che abbiamo sollevato:

• La necessità che i nostri rappresentanti rompano il silenzio nei confronti della città e rispondano alle gravi accuse politiche mosse all’amministrazione, al sindaco e al partito da più fronti politici.
• La necessità di un’assunzione di responsabilità pubblica sull’azione amministrativa. A distanza di oltre un anno, non è ancora chiaro quali siano i risultati ottenuti e quali i benefici di questa operazione.
• La necessità di chiarire in quale prospettiva si colloca l’azione politico-amministrativa del PD, quali obiettivi verranno prioritizzati e quali politiche il partito intende proporre per il bene della città.
• La necessità di elevare il livello del dibattito pubblico, coinvolgendo i cittadini nella vita politica attraverso dibattiti, assemblee pubbliche e conferenze stampa.
• La richiesta di un chiarimento pubblico da parte del sindaco riguardo una sua possibile candidatura con Forza Italia alle prossime elezioni regionali.

Di fronte a tutto questo, la sola risposta è stata il silenzio, il tergiversare, le subdole insinuazioni da marciapiede. La discussione politica si è ridotta alla mera spartizione di assessorati e incarichi da assegnare.

A noi non interessano simili faccende banali, né la squallida spartizione del potere per il potere. Non intendiamo far parte di questo mercimonio.

Il nostro unico interesse è restituire una prospettiva alla nostra città ed elevare il livello del dibattito pubblico.

Salvatore Piccolo – Direttivo PD
Mena Tiziano – Direttivo PD
Gianni Piccolo – Direttivo PD

Commerciante spara al mercato del pesce e uccide due lavoratori

 

Dplice omicidio questa mattina all’alba all’interno del mercato ittico di Salerno. A sparare è stato un 72enne, proprietario di un’attività commerciale di Salerno, che ha colpito un 58enne di Portici al cuore e un 48enne salernitano alla femorale: il primo è morto sul colpo, il secondo è deceduto in ospedale.

Da quanto si apprende pare che l’autore del duplice omicidio sia gravemente malato. In passato avrebbe avuto degli screzi in quanto sarebbe stato accusato di aver sottratto una cassetta del pesce. Movente che oggi avrebbe generato la “vendetta”, culminata nel duplice omicidio.

L’autore, un 72enne, sembra si trovasse stamattina sul posto per acquistare del pesce come cliente in quanto avrebbe una pescheria in città. Secondo alcuni dipendenti di un’altra filiale, giunti stamane sul posto appresa la notizia, “le due vittime, Carmine di Salerno e Rosario di Portici erano due grandi lavoratori, due persone perbene. Entrambi avevano due figli. Il primo deceduto in ospedale, il secondo morto sul colpo”. “Sembra – dicono ancora i due lavoratori- che l’omicida fosse arrivato al Mercato per acquistare del pesce per la sua attività, poi si è allontanato, è tornato e ha sparato ai suoi due ex colleghi di lavoro. Siamo senza parole. Non ci spieghiamo come si possa arrivare a tanto. Sapevamo che il 72enne fosse malato, aveva subito un intervento alle corde vocali ma che avesse superato i suoi problemi di salute”. Intanto è arrivato sul posto il medico legale. Presente anche la Scientifica per i rilievi. Procedono in modo congiunto Carabinieri e Polizia.