La “Torre dell’orologio” continuerà a scandire i tempi della storia di San Gennarello di Ottaviano

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Mercoledì 26 il parroco don Raffaele Rianna e il sindaco avv. Luca Capasso hanno riconsegnato alla comunità di San Gennarello e alla storia del territorio la “Torre dell’Orologio”, e un prezioso patrimonio di memorie a cui si ispireranno il presente e il futuro della popolazione. Gli interventi degli assessori Virginia Nappo e Biagio Simonetti, e di Carmine Cimmino. La lapide “storica”.

 

La frase, che fa da titolo a questo articolo, è stata pronunciata dal parroco don Raffaele Rianna, e mi pare che sintetizzi splendidamente il significato della ricostruzione della Torre dell’Orologio e il senso della manifestazione che si è svolta mercoledì sera, nella sala della Parrocchia di San Gennaro a San Gennarello. Alle parole del parroco si possono aggiungere quelle incise sulla lapide “storica” della dedica (v. foto in appendice), tratte da un carme di Paolino da Nola: “Mentre il tempo trascorre e dinanzi a noi si apre il giorno della vita, seguiamo con passi sicuri il sentiero del bene”. Le campane suoneranno, ha promesso don Raffaele, anche per annunziare alla comunità la nascita di un bimbo, di un “nuovo incremento” del popolo di San Gennarello. E questa idea della continuità tra passato e presente è stata l’immagine- guida di tutta la suggestiva manifestazione.  La lapide “storica”, oltre alla data, ai nomi del parroco, del sindaco di Ottaviano, avv. Luca Capasso, del cav. Edoardo Corcione, Presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, porta anche il nome di Rosa Catapano Alterio, vedova dell’on. Giovanni Alterio, madre del consigliere comunale Angelo, che ha generosamente finanziato il ripristino delle campane dell’orologio, mentre l’Amministrazione Comunale ha finanziato il restauro della Torre, che l’Istituto per il Sostentamento del Clero aveva già fatto consolidare per scongiurare pericoli.

Il Sindaco e l’assessore alla Cultura dott.ssa Virginia Nappo hanno sottolineato l’importanza del lavoro che don Raffaele Rianna svolge non solo per la sua missione sacerdotale, ma anche per tutelare e promuovere i valori dell’identità storica e culturale di San Gennarello, valori che egli considera, giustamente, capitolo importante di quella missione: e il prof. Biagio Simonetti, assessore al Bilancio e al Turismo ha illustrato la funzione che quella Torre ha svolto nei secoli lungo una strada di grandi traffici, la Nola – Torre Annunziata, osservando che essa sorge proprio a metà del percorso. Tra il 19 e il 21 maggio del 1837 le guardie municipali di Ottajano istituirono, davanti alla Chiesa parrocchiale di San Gennarello, una postazione di controllo del transito dei carri: nei tre giorni, dall’alba al tramonto, e in entrambe le direzioni, passarono, 125, 140, 137 carri a quattro ruote, usati per il trasporto delle merci. Senza contare le carrozze.

Carmine Cimmino, dopo aver ricordato questo episodio,  ha raccontato per sommi capi la storia della Torre. Una piccola torre campanaria sorgeva accanto alla Chiesa fin dal primo momento: del resto, le parrocchie dovevano essere fornite di campana, e la Chiesa di San Gennarello divenne parrocchia a metà del Settecento. Che la torre primitiva fosse di ridotte dimensioni è un dato fornito dalla relazione dei tecnici del Comune di Ottajano che nell’ottobre del 1820 ebbero l’incarico di costruire una cisterna per l’acqua nella piazza, proprio davanti alla Chiesa. La Torre che oggi ammiriamo venne costruita tra il 1869 e il 1883: Aniello Ammirati, che fu, nel1868, vice –presidente della Gran Corte Criminale, proprio nel ’69 fece un generoso donativo per la costruzione della Torre. La data incisa sulle due campane e una relazione dell’ottobre del 1885, firmata dal parroco don Francesco Annunziata, permettono di affermare con certezza che nel 1883 la costruzione era stata portata a termine. Documenti di archivio inducono a ritenere che abbiano lavorato al progetto gli architetti Vincenzo Del Giudice e Ernesto Bifulco, fratello di Giuseppe, che fu sindaco di Ottajano, e che almeno una delle due campane sia stata fusa in bronzo dal più famoso fonditore di Napoli, Gennaro Danisi. E’ probabile che l’orologio sia stato montato nella fase finale dei lavori. L’”ornato” in stile liberty della Torre venne rispettato anche negli interventi di restauro dopo l’eruzione terribile del 1906 ed è stato sapientemente “recuperato” nei lavori di oggi.

Carmine Cimmino ricorda di aver collaborato, dieci anni fa, con “l’Associazione Agape” e con Lucia Ambrosio, Giuseppe Di Gaeta, Pasquale Donnarumma e Domenico Massa nella pubblicazione di un testo, “L’identità civica di San Gennarello (1675- 1861) e si dichiara disposto a dare una mano a chi voglia scrivere una storia completa della comunità analizzando il notevole numero di atti e di documenti che, nelle stanze dell’archivio comunale, attendono di essere pubblicati.

Infine tutti sono usciti in piazza,per assistere al rito più significativo: le autorità hanno “scoperto” la lapide storica di dedica, con la frase di San Paolino. L’evento si è degnamente concluso con la delicata fragranza dello spumante e con i sapori di una magnifica torta, nello scrosciare degli applausi.

 

Somma Vesuviana, serata in ricordo del fisico Mario Romano, fu sindaco di Sant’Anastasia

Questa sera alle 19, 30 alla Fattoria didattica Beneduce, agriturismo in via Fornari, ci sarà una serata in ricordo del prof. Mario Romano.

Relatore sarà il prof. Filippo Terrasi (professore di Fisica applicata ai beni culturali e ambientali dell’università Luigi Vanvitelli) che proporrà «La Supernova nell’albero”, un seminario dedicato a Romano e che presenterà i risultati, di misure relative al prezioso archivio “storico” costituito dagli anelli di accrescimento della biomassa arborea. In serata, una cena conviviale nella stessa struttura.

La scomparsa di Mario Romano, il sindaco della «Primavera Anastasiana» (governò dal 1995 al 1997) risale a giugno 2014.

 

 

 

Terra dei Fuochi, task force del comune di Volla

Ai fini dell’ attuazione dell’accordo per lo svolgimento congiunto dei servizi di Polizia Locale per il contrasto del fenomeno dell’abbandono e incendio di rifiuti tra comuni della provincia di Napoli tra cui anche il Comune di Volla firmato in presenza dell’incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti nella Regione Campania, il Viceprefetto G. Iorio la Polizia Locale di Volla, nei giorni scorsi, ha effettuato diversi controlli sul territorio tesi alla prevenzione/repressione dei reati ambientali sul territorio di competenza.

Il controllo ha permesso di elevare numero 7 contravvenzioni per mancata differenziazione in violazione all’ordinanza sindacale, per conferimento fuori orario e/o giorni prestabiliti e per deposito di bustoni di colore nero, pezzi di mobilio, legno etc.

Inoltre da controllo effettuato presso un’attività commerciale dedita alla commercializzazione all’ingrosso di imballaggio sita in Volla per visionare lo smaltimento dei rifiuti emergeva che la stessa era sprovvista di titolo autorizzativo. Pertanto veniva irrogata la sanzione per violazione dell’art. 56 della LR Campania n. 1/14 e richiesta al competente SUAP l’emanazione della sanzione accessoria dell’ordinanza di chiusura immediata dell’attività ai sensi dell’art. 57 c. 2/3 della citata LR.

Anche l’Arpac settore aria veniva compulsata per la verifica dell’emissione in atmosfera dell’attività.

L’Ass. all’ambiente M. Coppeto ha rilasciato a margine dell’intervento una dichiarazione:” Continua incessante l’azione di controllo del territorio concertata con la Prefettura e denominata “Terra dei fuochi”. Altre posizioni irregolari sono state evidenziate e sono state irrogate le relative sanzioni a conferma che il nostro slogan “Legalità in azione” continua ad essere il faro della nostra azione quotidiana. Ma l’azione dell’assessorato che mi onoro di dirigere non si limita all’azione repressiva ma attraverso campagne di sensibilizzazione della popolazione soprattutto alla popolazione scolastica sta mettendo in atto una strategia della prevenzione che a lungo andare non potrà non dare i suoi frutti”.

Volla. Secondo appuntamento della rassegna artistica e letteraria “Incontri culturali Vollesi”

Martedì 25 giugno 2019, dalle ore 17,00 alle ore 19,00, presso la sala consiliare del Comune di Volla in via Aldo Moro,1 a Volla, la seconda tappa della rassegna ”Incontri Culturali Vollesi”.

Proseguono come annunciato gli appuntamenti della rassegna artistica e letteraria “Incontri culturali Vollesi”, un contenitore culturale incentrato sulla poesia, la narrativa e sulle altre espressioni dell’arte.

Questa volta ospite e padrone di casa, uno degli organizzatori, il Dott. Egidio Perna con il suo ultimo libro “La Leggenda di Orgutan”.

E. Perna è un medico chirurgo, originario di ponticelli, trapiantato a volla, noto sul territorio per le sue doti artistiche e creative che spaziano tra la pittura, la poesia e la scrittura.

“Nella mitica Terra di Ogutan, re Glove governa sul popolo dei Tanguini con saggezza e benevolenza, garante di una pace arduamente conquistata dopo una lunga e sanguinosa guerra col malvagio fratello Ogardo. Ma il fantasma dell’ultima battaglia contro di lui lo perseguita: Glove non è sicuro che il fratello sia stato definitivamente sconfitto, e teme che possa essere entrato in possesso di Orgutan, il Guanto d’oro forgiato dal leggendario Mago Gamon che conferisce i poteri di acqua, fuoco, fulmine e vento al Bene o al Male, a seconda di chi ne entra in possesso. Glove avverte i segnali che qualcosa sta per cambiare e che la vita serena del suo popolo sta per essere nuovamente minacciata. Una favola dai toni allegorici, che rifiuta una definizione fatalistica del Bene e del Male, ed esplora il legame indissolubile tra popoli diversi ma vicini, padri e figli, passato e futuro ”.

L’autore ha raccontato l’origine simpatica della sua idea, avuta dai guanti di lattice che lui stesso usa nella sua professione da medico. Guanto che è elemento chiave e sagoma dei protagonisti del racconto. Umanoidi che a secondo dell’habitat in cui si trovano prendono forma. Inoltre ha sottolineato la sua visione del bene e del male che traspare vivamente nel testo.

“…il bene ed il male sono delle invenzioni umane, se non ci fosse l’uomo sulla terra non ci sarebbero né il bene, nè il male. E’ l’essere umano che ha cominciato ad etichettare alcune cose sotto forma di bene e altre sotto forma di male, e quindi con questi presupposti faccio questo racconto fantastico di questi mondi che stanno lontano da noi. Il bene ed il male sono delle sfumature e delle interpretazioni dell’essere umano. Il bene come una difesa ed il male come una volontà di sopraffazione…”.

Il dott. Perna è autore anche di altri libri. “Segni, parole, colori”(2003), “E’ vita sempre”(2005), entrambe due raccolte di poesie di cui ne è l’autore. Poi “Il dottor Pendolare” (2010), un romanzo autobiografico. Poco dopo, “Ed io pago” (2011), racconto di un sogno riformista. E ancora “La Battaglia di Pollena Trocchia” (2013), che tocca i temi scottanti della sanità nella nostra realtà.

Quasi tutti i suoi libri hanno come copertina quadri dipinti dallo stesso artista. Inoltre le opere del dott. Perna, sono esposte nella Galleria d’arte Perna sita in via Sandomenico, 9, Volla (Na).

La rassegna è ideata e organizzata da Gennaro Iannuzzi, nato nel quartiere Arenella, Vollese di adozione, ex dipendente di poste Italiane, attualmente in pensione, appassionato di poesia e autore di numerosissimi versi che toccano scottanti temi sociali, temi di attualità e l’amore in tutte le sue forme.

Hanno collaborato all’iniziativa culturale, Giuseppe. Vetromile, Virgilio Perna e Giuseppe Gironda.
G. Vetromile è un appassionato poeta Anastasiano, autore di numerose raccolte di poesia e organizzatore del premio nazionale annuale della poesia “Città di sant’Anastasia”.
V. Perna, fratello di Egidio, è autore del libro di poesie “La mia Terra – Luogo dell’anima”, editore Albatros
G. Gironda è un calabrese di origine, residente a Volla, che, attraverso la scrittura, ripropone le tradizioni e i legami con la sua terra.

Tutti in sinergia gli organizzatori hanno curato l’andamento della romantica serata, che spaziava tra la fantasia e i misteri del libro e la dolcezza dei versi delle numerose poesie.

Inoltre ogni pausa è stata accompagnata dalla melodia delle note del maestro G. Leone, che con il suo organo ha eseguito alcuni brani di musica classica.

A moderare la serata G. Iannuzzi, che visto la sede non ha esitato a dedicare con immensa emozione l’incontro culturale, a G. Navarra e A. Navarro, militanti politici del territorio prematuramente e tragicamente scomparsi negli ultimi anni.
A fare un’attenta relazione e presentazione del libro “La leggenda di Orgutan” è stato G. Vetromile.

L’iniziativa ha avuto il patrocinio morale del Comune di Volla. E’ intervenuto il sindaco Avv. Pasquale Di Marzo che ha mostrato tanto apprezzamento all’iniziativa culturale.
Quasi tutti i presenti in sala tra autori e poeti hanno dato un piccolo contributo alla serata recitando i loro versi.
Sono intervenuti la prof.ssa Vittoria Caso poetessa e Presidente dell’associazione Culturale “Clarae Musae”, jl prof Raffaele Urraro, poeta e saggista curatore della “Giornata Leopardiana Vesuviana”, Lucia Esposito presidente dell’associazione “”Ci diamo la mano”, Nino Ragosta scrittore, Anna Perla poetessa, Virgilio Perna poeta ed organizzatore, Vincenzo Cerasuolo poeta, Guglielmo Alfieri poeta, Giuseppe Gironda poeta ed organizzatore e per finire il Prof. Giovanni D’Amiano, popolarissimo cittadino vollese autore di numerosi testi in memoria della città di Volla. D’Amiano è stato capace di deliziare ed appassionare la platea recitando alcune poesie che narravano usi e costumi antichi del proprio territorio in lingua rurale.

E cosi che si è conclusa la seconda tappa della rassegna. In sala tanti uomini e tante donne. Tante persone, alcune sconosciute tra loro, ma che sembravano si conoscessero da sempre, poiché ognuno di loro seppur non concedendo chissà quali informazioni, attraverso quei versi ha recitato una vera e propria confessione di se stesso.

Somma Vesuviana, arriva il Telesoccorso. Sergio D’Avino :”una risposta alla solitudine delle fasce deboli”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal consigliere di maggioranza Sergio D’Avino.
Arriva a Somma Vesuviana il progetto del telesoccorso, che l’amministrazione comunale realizza in partnership con la Chiesa Evangelica Luterana. Si tratta di un importante progetto di assistenza agli anziani e, in generale alle fasce deboli, che consentirà di migliorare la vita della popolazione a rischio, favorendo una risposta adeguata a specifiche necessità sociali e sanitarie.
I destinatari della misura saranno 50 soggetti che vivono da soli e senza adeguato supporto familiare nel Comune di Somma Vesuviana. Ad ognuno di loro verrà consegnato un terminale con un piccolo telecomando tascabile. Basterà premere sul pulsante del telecomando per chiedere aiuto ogni volta che ce ne sarà bisogno e dalla centrale operativa arriverà subito una risposta, con un operatore che si metterà in contatto con l’utente.
Un servizio utile, dunque, che va incontro alle esigenze della terza età, in modo particolare agli anziani che, loro malgrado, devono fare tutti i giorni i conti con la solitudine.
“Aggiungiamo un ulteriore tassello al mosaico delle iniziative nel campo delle politiche sociali che l’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno sta portando avanti. Di concerto con la dirigente Jolanda Marrazzo e all’assessorato al ramo stiamo lavorando affinché tutti i settori della popolazione ricevano servizi sociali adeguati”, è il commento del consigliere comunale e capogruppo di Svolta Popolare, Sergio D’Avino.

Crisommole, il monito di Carotenuto: “Tutelare gli agricoltori”

“Crisommole è un evento che mette al centro il territorio vesuviano e le sue risorse. Sono certo che diventerà anche l’occasione di discutere dell’esigenza di tutelare i coltivatori di albicocche, oggi messi in ginocchio da prezzi troppo bassi e da condizioni sempre più difficili”. Così Carmine Carotenuto, patron del Luxury Royal di Somma Vesuviana, in via Aldo Moro, commenta l’evento dedicato alla riscoperta delle albicocche, che si terrà a Somma Vesuviana il 29 e 30 giugno.

Aggiunge Carmine Carotenuto: “Abbiamo sostenuto con convinzione la manifestazione, perché crediamo che lo sviluppo del territorio passi proprio da eventi del genere. Tuttavia è necessario sottolineare i problemi degli agricoltori, autentici protagonisti della nostra cultura gastronomica ed alimentare: le istituzioni trovino soluzioni per aiutarli e sostenerli”

Somma Vesuviana, sotto casa dell’ex compagna con due bottiglie di benzina: arrestato 33enne

I carabinieri della stazione di Somma Vesuviana, insieme a quelli della sezione radiomobile di Castello di Cisterna, hanno arrestato un 33enne del posto già noto alle Forze dell’Ordine.

L’uomo è stato sorpreso dai militari nei pressi dell’abitazione dell’ex compagna, in possesso di due bottiglie di plastica contenenti benzina. Prima che potessero identificarlo, il 33enne ha reagito al controllo e colpito i carabinieri intervenuti, con calci e pugni. Bloccato, dopo le formalità di rito è stato tradotto al carcere di Poggioreale.

Secondo quanto dichiarato dalla vittima, il 33enne non aveva accettato la fine della relazione e negli ultimi mesi aveva più volte minacciato e aggredito la donna.

Napoli Teatro Festival: Casamarciano tra i 40 luoghi del programma

C’è anche Casamarciano tra i quaranta luoghi della Campania inseriti nel ricco programma di “Napoli Teatro Festival”, la mega rassegna culturale che, per 37 giorni consecutivi, fino al 14 luglio, porterà in giro per l’intero territorio regionale circa 110 spettacoli tra reading, installazioni sceniche e recital, di cui oltre 60 prime nazionali. Un contenitore dalle grandi dimensioni culturali che mette in rete da un lato le competenze artistiche di oltre 800 artisti, dall’altro i luoghi simbolo delle comunità coinvolte di cui Napoli è comune capofila. In quest’ottica di promozione si colloca il Complesso Badiale di Santa Maria del Plesco che, venerdì 28 giugno, ospiterà “Canti e suoni della dimenticanza”, il recital di Raffaello Converso con le orchestrazioni del maestro Roberto De Simone. L’appuntamento è per le ore 21 e seguirà i criteri indicati dall’organizzazione con un biglietto di ingresso simbolico di 8 euro.

 

“Una grande occasione per Casamarciano ma soprattutto una nuova opportunità di crescita e visibilità che arriva alla vigilia della IX edizione del ‘Festival Scenari Casamarciano’ – dichiara il sindaco Andrea Manzi – Continua con sempre nuovi stimoli il percorso iniziato nove anni fa e che ci vede sempre più proiettati in circuiti di prestigio rappresentando al meglio la nostra naturale vocazione artistica che, nel teatro, trova la sua massima espressione. Siamo orgogliosi del cammino intrapreso e di questa nuova vetrina che anticipa, di fatto, quanto accadrà nei prossimi mesi, prima con le Giornate di Commedia Annibale Sersale e poi con il Festival di settembre che, come già annunciato, cambierà ancora una volta look. Pronti a stupire e a guardare al futuro nel segno della cultura “.

Sant’Anastasia, «Quale politica per il futuro della città?», gli spunti e le riflessioni del Partito Democratico

VIncenzo Coppola, Enzo Iervolino, Peppe Maiello

Un mese esatto dalle elezioni, nello stesso giorno (ieri, mercoledì 26 giugno) in cui il sindaco eletto Lello Abete vara la nuova giunta comunale, il Pd promuove – al centro sociale anziani di piazza IV Novembre – un convegno per discutere del futuro di Sant’Anastasia, invitando cittadini, associazioni e forze politiche. Un futuro da oppositori, per adesso, come ribadito dai consiglieri eletti Peppe Maiello e Raffaele Coccia (candidato sindaco). A moderare l’evento il componente del direttivo Vincenzo Coppola, in platea il presidente del partito Antonio Dobellini, l’ex sindaco Enzo Iervolino i quali hanno poi entrambi preso la parola. Tra gli interventi, quello dell’avvocato Gioacchino Abete, del presidente dell’associazione neAnastasis Luigi Bifulco e di Carmine Esposito, già presidente del consiglio comunale nella prima consiliatura Iervolino.

 

La parola d’ordine, nell’occasione di confronto creata dal Pd, sembra essere «ripartire». Ripartire dall’opposizione, dalla gente, dai temi, dal partito. Lo si è detto subito: non è stata e non voleva essere un’analisi del voto, ma un nuovo percorso, un nuovo ciclo. «Noi non ci siamo nascosti dietro i simboli delle civiche – ha subito detto Vincenzo Coppola – non crediamo a questo tipo di politica. Non siamo per il trasformismo e lavoreremo affinché torni preminente l’interesse pubblico. Solo con la partecipazione riusciremo a battere il clientelismo e, pur se non sopporto i moralisti, siamo noi oggi a dover rappresentare la dimensione etica della politica a Sant’Anastasia. In politica ci si confronta con la complessità del reale ed è la comunità che deve farcela, non un leader da solo».

Al centro Luigi Bifulco

Intanto si riparte appunto dall’opposizione e, quando il consiglio comunale sarà proclamato, in assise il Pd conterà due consiglieri comunali: Raffaele Coccia e Peppe Maiello. Intanto ci si dedicherà all’attivismo civico, giacché in quasi tutti gli interventi si è compresa l’intenzione di aderire al comitato per la valorizzazione del parco Tortora Brayda e anche uno dei suoi promotori, Luigi Bifulco, ha preso la parola mettendo l’accento sul ruolo dell’opposizione e sottolineando in senso positivo che sia stata fatta chiarezza su chi sta con chi (il riferimento è agli ex oppositori di Abete ora in maggioranza con tanto di assessori).

Nel frattempo si accetta il risultato elettorale, il sindaco è Abete, la giunta c’è, il Pd è all’opposizione. Non ci sarebbe bisogno di sottolinearlo se non fosse che un po’ di democrat hanno fatto, prima delle elezioni, un’altra scelta, quella di correre con propri rappresentanti nella lista Progetto per Sant’Anastasia. Nessuno di loro è stato eletto, nessuno è assessore ed a rappresentare la lista che univa anche esponenti un po’ a più a sinistra del Pd e pure i Verdi, c’è in giunta soltanto un tecnico vicina ai socialisti. Dunque laddove ribadire di essere all’opposizione sarebbe superfluo, diviene in questo caso, soprattutto per i consiglieri eletti, uno scatto di orgoglio. «Noi ci onoriamo di essere all’opposizione, dove siamo sempre stati durante la prima consiliatura Abete – dice Peppe Maiello – e vogliamo discutere del futuro, di visioni e progettualità che questa maggioranza non ha. Amministrare un paese non può ridursi all’ordinario e, diciamolo pure, qui non arriva un finanziamento europeo dai tempi di Enzo Iervolino. Noi siamo stati attaccati, qualcuno ha detto che abbiamo corso soltanto perché potessimo risederci in consiglio io e Raffaele Coccia, nulla di più falso: ci saremmo potuti candidare con una lista in sostegno di chi fino ad ora avevamo avversato e il risultato sarebbe stato lo stesso, magari avremmo pure un assessore e ci saremmo “spartiti” qualcosa. Ma abbiamo scelto di mantenere la nostra identità e rimandiamo al mittente ogni provocazione, noi ripartiamo dal nostro Dna di forza riformista che vuole tornare ad essere protagonista». Maiello ha poi definito «vergognoso» dal punto di vista politico il manifesto con il quale la maggioranza, con tutti i simboli in calce, sottolinea la decisione del sindaco di ignorare il voto del consiglio di istituto della scuola di corso Umberto I circa lo svolgersi del campo scuola a cura di un’associazione. «Innanzitutto è bene sottolineare che quell’iniziativa è a scopo di lucro – ha commentato in merito Maiello – e consiglierei al sindaco di far controllare bene la delibera e i richiami normativi perché secondo me è da considerarsi nulla. Prenda atto piuttosto, il primo cittadino, che Sant’Anastasia ha bisogno di strutture adeguate e che in merito ci si dovrebbe attivare per intercettare i fondi ministeriali che finanziano gli adeguamenti fino all’80 per cento del totale, o ancora per rientrare nel progetto pubblicato il 27 maggio scorso sul Burc della Regione Campania per finanziare studi su zone a rischio sismico, o per mettere in atto la proposta di incentivare la destinazione del 5 per mille al Comune allo scopo di costituire un fondo politiche sociali per famiglie indigenti. Questi sono i temi da cui noi ripartiamo perché Sant’Anastasia necessita di una rivoluzione culturale».

da dx, Enzo Iervolino, Peppe Maiello, Vincenzo Coppola

L’ex sindaco Enzo Iervolino è stato tra i più fervidi sostenitori del candidato Pd in campagna elettorale. Ma non ha mai preso la parola dai palchi. Lo ha fatto ieri sera per auspicare un’opposizione vigile, collaborativa sulle iniziative importanti per il paese e che faccia da pungolo. «Noi non vogliamo osteggiare nessuno – ha detto Iervolino – anzi auguriamo al sindaco e alla nuova giunta di esercitare un ruolo propositivo e di garanzia per i cittadini, il voto popolare va rispettato ma adesso occorre costruire e riportare la discussione politica sui problemi reali, a cominciare dal gravissimo pasticcio del piano urbanistico comunale, il disegno del paese intorno al quale gira tutto il resto. Quella che è mancata negli ultimi dieci anni – dove si sono varate solo opere pubbliche già programmate e nessun finanziamento è arrivato – è l’idea di comunità. Oggi iniziamo un percorso di politica viva che non sia appannaggio di lobbies, che non sia basata soltanto sulla comunicazione di cose che poi non diventano mai fatti concreti».

Gioacchino Abete

Una posizione netta è quella che sembra star cuore a tutto il popolo democrat. «Rifuggo dallo scontro personale, il sindaco Abete e i suoi saranno tutte brave persone ma è la diversità di valori che fa e deve fare la differenza – ha detto Gioacchino Abete nel suo intervento – per questo chiedo al Pd di scendere in campo pe difendere i valori dell’antifascismo, della legalità, dell’onestà, della trasparenza. Oggi sembra un generale «vogliamoci bene» che prescinde dai colori politici, dimenticando che i valori camminano sulle nostre gambe».

Antonio Dobellini

«Cultura Beneduciana (dall’ex sindaco anastasiano Ciccio Beneduce), populismo da quattro soldi, cultura trasformistica che si tenta di giustificare in tutti i modi». Comincia così il suo intervento il presidente Pd, Antonio Dobellini. E prosegue: «Bisogna smetterla con i protagonismi personali e noi non possiamo consentire che liste civiche, rappresentanti di nessuno, divengano bandiere di interessi di parte. Per noi la politica è ancora un’arte nobile e tra le nostre fila ci sono tanti giovani, ma avremmo voluto che stavolta scendesse in campo anche la classe dei professionisti di questa città. Quei professionisti che si tirano sempre indietro in campagna elettorale e che poi parlano il giorno dopo». Dobellini ha anche, come Coccia nel suo intervento poco dopo, insistito sulla necessità di recuperare temi importanti, quelli che interessano il tessuto connettivo del paese: l’agricoltura, il comparto lattiero caseario, il comparto dei trasporti su gomma. «Quest’ultimo – ha aggiunto – è una realtà importante, parliamo di circa 400 mezzi pesanti e ha grandissime e importanti opportunità di sviluppo». Inoltre, un passaggio su Palazzo Nicola Amore (bene che la giunta Esposito aveva ottenuto in comodato gratuito con una convenzione rescissa poi da Abete). «Secondo me si può rilanciare attraverso il Gal (gruppo di azione locale)». Non si è poi sottratto da un commento sulla neo giunta Abete bis, Dobellini: «Sono deluso dalla giunta, avrei immaginato un sindaco libero da condizionamenti dei capipopolo, invece non ha dimostrato la sua autonomia. Sono tutte persone rispettabili, ma non c’è alcuna visione politica».

Carmine Esposito

Prima della chiusura, toccata a Raffaele Coccia, ha preso la parola Carmine Esposito, presidente del consiglio comunale nel primo mandato Iervolino (1997 – 2002) che ha esordito rivolto ai «compagni» Pd: «Mi sono dovuto sforzare per votarvi, ma era doveroso perché se si crede in certi principi bisogna poi essere consequenziali». Ed è stato molto critico, Esposito, nei confronti del Pd, rimarcando che mai si è saputo, in quel partito, valorizzare ciò che era stato fatto al governo. E che sarebbe il caso di smetterla con riferimenti politici individuali, e singoli che ad ogni piè sospinto corrono da capicorrente, spesso emeriti sconosciuti. E poi, la bordata, riprendendo un tema che in Italia sembra essere tornato in auge: «Ci vorrebbe un minimo di etica, quanto meno una pregiudiziale antifascista, perché io ad uno che fa il saluto romano non lo nominerei assessore, gli darei un calcio». Vi risparmiamo il punto preciso nel quale Esposito – che ha aggiunto poi “Il fascismo è reato, non è opinione” assesterebbe detto calcio.   Ideologie a parte, nell’intervento dell’ex presidente è saltato fuori un argomento che ha fatto molto discutere in città nelle ultime settimane, ossia il «destino» del funzionario Luigi Pappadia, rimosso dal suo settore di competenza giustificando la decisione con l’applicazione delle regole previste dal piano anticorruzione. Per carità, la normativa è questa. Ma non può non sorgere un dubbio legittimo: questa regola vale soltanto per l’architetto Pappadia? «Sono orgoglioso di essere stato parte dell’amministrazione Iervolino che all’epoca scelse il funzionario Pappadia – ha proseguito Esposito – non mi ha mai deluso, è sempre stato onesto e corretto nonché, guarda caso, obiettivo di ben tre campagne elettorali, cosa credo mai verificatasi in alcun altro comune. Tra pochi mesi lui andrà in pensione, ma occorrerebbe spiegare alla gente perché c’è questo accanimento nei suoi confronti, in ultimo per una vicenda che pare coinvolga il sindaco in prima persona. Io lo ringrazierò personalmente ma ritengo dovrebbe farlo tutta Sant’Anastasia in un’iniziativa pubblica, dicendogli che ci mancherà molto». Ha poi aggiunto, l’ex presidente: «Sono stato contento di non trovare qui stasera alcune persone, meno male che si sono decise. Ma quella strada, come avevo detto in tempi non sospetti, secondo me l’avevano imboccata anni fa».

Raffaele Coccia

 

La chiusura è toccata al candidato sindaco, che a breve sarà proclamato consigliere comunale sotto le insegne Pd, Raffaele Coccia. «Noi non dimentichiamo di avere un programma – ha asserito Coccia – nemmeno dai banchi di opposizione, e stasera inizia un nuovo cammino. Siamo già al lavoro e dopo il voto abbiamo come prima cosa realizzato un documento da portare in consiglio, un atto che darà a tanti imprenditori anastasiani del comparto trasporti su gomma di crescere e prosperare con un bel ritorno per l’economia grazie alla Zes (zona economica speciale) che prevede agevolazioni fiscali e burocratiche. Abbiamo sempre lavorato, ottenendo risultati anche dai banchi di minoranza e così faremo anche stavolta, vigilando e controllando, forti di una indiscutibile etica politica».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Falso e calunnia”: niente processo per il fratello del capo della polizia di Pomigliano. La rabbia di chi lo denunciò

Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste, relativamente all’accusa di falso in atto pubblico, e prescrizione del reato di calunnia. Qualche giorno fa è terminato con questa sentenza del gup di Nola, il giudice dell’udienza preliminare, Martino Aurigemma, il procedimento penale a carico del maresciallo della polizia locale di Pomigliano, Ettore Giuntoli, fratello del comandante della polizia locale, il colonnello Armando Giuntoli. éer lui, dunque, niente processo. Ma se per l’ormai ex imputato appena uscito indenne dal procedimento < questa sentenza rappresenta la fine di un incubo, l’uscita da un tunnel durato anni >, per la presunta vittima di questa vicenda, che aveva denunciato il maresciallo ottenendo la richiesta di rinvio a giudizio, < ingiustizia è fatta >. A ogni modo anche Giuntoli non è rimasto completamente soddisfatto dall’esito dell’udienza preliminare. <Ricorrerò in appello contro la prescrizione del reato di calunnia >, fa sapere il poliziotto municipale. La vicenda risale al 29 novembre del 2012, quando Ettore Giuntoli arresta in mezzo alla strada Luigi La Gatta, 55 anni, incensurato, che era sulla sua bicicletta. Un arresto scaturito dopo un alterco tra i due scattato per motivi mai completamente chiariti. Ne scaturisce comunque la denuncia da parte di La Gatta e il conseguente procedimento giudiziario. < Giuntoli ha inventato una mai avvenuta aggressione fisica ai suoi danni pur di giustificare l’arresto >. Con questa sostanziale accusa nell’aprile scorso il pubblico ministero di Nola, Antonella Vitagliano, chiede di processare per falso il maresciallo. Reati contestati: falsificazione del verbale di arresto e calunnia. Il maresciallo, secondo il pm, aveva accusato La Gatta di aggressione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nel verbale Giuntoli scrive di essere stato < aggredito brutalmente > da La Gatta, che gli avrebbe anche scaraventato la bici sulle gambe provocandogli una lesione alla caviglia. Ma in pochi mesi la magistratura assolve il pensionato con formula piena. A quel punto La Gatta intraprende una battaglia giudiziaria contro Giuntoli. In un primo momento però il pubblico ministero chiede al gip di archiviare l’accusa nei riguardi del poliziotto municipale. Ma il giudice per le indagini preliminari, Lucio Aschettino, non la vede così e ordina l’imputazione coatta del casco bianco. Il pubblico ministero esamina quindi di nuovo tutti i verbali redatti da Giuntoli e ascolta tre testimoni: un altro maresciallo della polizia municipale di Pomigliano e due passanti presenti all’alterco del 2012. E il pm stabilisce che Giuntoli si sarebbe inventato tutto: l’aggressione, le lesioni e la resistenza. Il casco bianco va in udienza preliminare rispondendo di falso in atto pubblico e calunnia. Alla fine però il gup Aurigemma chiude la vicenda rigettando il rinvio a giudizio e stabilendo che il reato di calunnia è prescritto e che non sussiste il reato di falso, a causa di elementi acquisiti insufficienti e contraddittori.

Pino Neri

 

Ed ecco la lettera inviatami da Luigi La Gatta

< La mia è la storia di una clamorosa ingiustizia. A mie spese ho appreso, purtroppo, che il peggior nemico della giustizia, troppo spesso, è proprio chi al contrario dovrebbe far rispettare la legge. Riferisco tutti i particolari di questa brutta storia a testimonianza della terribile esperienza che ho subito presso il Tribunale di Nola. A seguito di una vita di stenti, condotta nella più totale onestà, nel rispetto della legge, mi ritrovo in età pensionabile privato di ogni forma di tutela, di assistenza e di protezione da parte della giustizia. Sono stato accusato ingiustamente, mi hanno arrestato senza un motivo, ho dovuto affrontare un lunghissimo e costosissimo processo. E l’ho fatto come ho sempre agito nella mia vita, con estrema dignità. Sono riuscito a dimostrare la mia assoluta innocenza e la falsità delle accuse mosse nei miei confronti, accuse gravissime, soprattutto perchè provenienti da un pubblico ufficiale. La mia vita da quel maledetto giorno è diventata un inferno, quelle accuse che ledevano il mio onore ed il mio decoro hanno lasciato una ferita che mai riuscirò a rimarginare. Dopo la mia assoluzione, ho deciso di denunciare chi mi aveva ingiustamente accusato e arrestato, per amore della Giustizia, affinchè nessun altro vivesse il mio stesso calvario. A questo punto è iniziata una esperienza paradossale. Dopo una prima richiesta di archiviazione, ho presentato una opposizione, e a seguito di una udienza, il Giudice per le indagini preliminari di Nola ha ordinato alla Procura di formulare un’imputazione coatta. Per quel Giudice c’erano elementi sufficienti per sostenere una accusa in giudizio nei confronti del Brig. Giuntoli. Arrivati all’udienza preliminare, peró, lo stesso Pubblico Ministero, che qualche tempo prima aveva formulato l’accusa contro il Brig. Giuntoli ha chiesto al Giudice di “assolverlo” , di emettere una sentenza di non luogo a procedere. E così è andata, processo chiuso, tutto finito. In tutto quel tempo, non era cambiato nulla, stesse prove, stessa documentazione, stesse indagini, ma adesso improvvisamente quegli stessi elementi non erano più sufficienti a sostenere l’accusa. Io non riesco a trovare una giustificazione per tutto questo. Non mi do pace e sono profondamente deluso da questa giustizia. Sono convinto che la battaglia che ho intrapreso vada al di là della mia persona. Queste incongruenze, contraddizioni, meccanismi infernali, vere e proprie ingiustizie, che spesso emergono nel nostro sistema giudiziario, non sono più sopportabili. In aula ricordo, c’era scritto “La legge è uguale per tutti”, oggi sono certo che non è così >.