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VIncenzo Coppola, Enzo Iervolino, Peppe Maiello

Un mese esatto dalle elezioni, nello stesso giorno (ieri, mercoledì 26 giugno) in cui il sindaco eletto Lello Abete vara la nuova giunta comunale, il Pd promuove – al centro sociale anziani di piazza IV Novembre – un convegno per discutere del futuro di Sant’Anastasia, invitando cittadini, associazioni e forze politiche. Un futuro da oppositori, per adesso, come ribadito dai consiglieri eletti Peppe Maiello e Raffaele Coccia (candidato sindaco). A moderare l’evento il componente del direttivo Vincenzo Coppola, in platea il presidente del partito Antonio Dobellini, l’ex sindaco Enzo Iervolino i quali hanno poi entrambi preso la parola. Tra gli interventi, quello dell’avvocato Gioacchino Abete, del presidente dell’associazione neAnastasis Luigi Bifulco e di Carmine Esposito, già presidente del consiglio comunale nella prima consiliatura Iervolino.

 

La parola d’ordine, nell’occasione di confronto creata dal Pd, sembra essere «ripartire». Ripartire dall’opposizione, dalla gente, dai temi, dal partito. Lo si è detto subito: non è stata e non voleva essere un’analisi del voto, ma un nuovo percorso, un nuovo ciclo. «Noi non ci siamo nascosti dietro i simboli delle civiche – ha subito detto Vincenzo Coppola – non crediamo a questo tipo di politica. Non siamo per il trasformismo e lavoreremo affinché torni preminente l’interesse pubblico. Solo con la partecipazione riusciremo a battere il clientelismo e, pur se non sopporto i moralisti, siamo noi oggi a dover rappresentare la dimensione etica della politica a Sant’Anastasia. In politica ci si confronta con la complessità del reale ed è la comunità che deve farcela, non un leader da solo».

Al centro Luigi Bifulco

Intanto si riparte appunto dall’opposizione e, quando il consiglio comunale sarà proclamato, in assise il Pd conterà due consiglieri comunali: Raffaele Coccia e Peppe Maiello. Intanto ci si dedicherà all’attivismo civico, giacché in quasi tutti gli interventi si è compresa l’intenzione di aderire al comitato per la valorizzazione del parco Tortora Brayda e anche uno dei suoi promotori, Luigi Bifulco, ha preso la parola mettendo l’accento sul ruolo dell’opposizione e sottolineando in senso positivo che sia stata fatta chiarezza su chi sta con chi (il riferimento è agli ex oppositori di Abete ora in maggioranza con tanto di assessori).

Nel frattempo si accetta il risultato elettorale, il sindaco è Abete, la giunta c’è, il Pd è all’opposizione. Non ci sarebbe bisogno di sottolinearlo se non fosse che un po’ di democrat hanno fatto, prima delle elezioni, un’altra scelta, quella di correre con propri rappresentanti nella lista Progetto per Sant’Anastasia. Nessuno di loro è stato eletto, nessuno è assessore ed a rappresentare la lista che univa anche esponenti un po’ a più a sinistra del Pd e pure i Verdi, c’è in giunta soltanto un tecnico vicina ai socialisti. Dunque laddove ribadire di essere all’opposizione sarebbe superfluo, diviene in questo caso, soprattutto per i consiglieri eletti, uno scatto di orgoglio. «Noi ci onoriamo di essere all’opposizione, dove siamo sempre stati durante la prima consiliatura Abete – dice Peppe Maiello – e vogliamo discutere del futuro, di visioni e progettualità che questa maggioranza non ha. Amministrare un paese non può ridursi all’ordinario e, diciamolo pure, qui non arriva un finanziamento europeo dai tempi di Enzo Iervolino. Noi siamo stati attaccati, qualcuno ha detto che abbiamo corso soltanto perché potessimo risederci in consiglio io e Raffaele Coccia, nulla di più falso: ci saremmo potuti candidare con una lista in sostegno di chi fino ad ora avevamo avversato e il risultato sarebbe stato lo stesso, magari avremmo pure un assessore e ci saremmo “spartiti” qualcosa. Ma abbiamo scelto di mantenere la nostra identità e rimandiamo al mittente ogni provocazione, noi ripartiamo dal nostro Dna di forza riformista che vuole tornare ad essere protagonista». Maiello ha poi definito «vergognoso» dal punto di vista politico il manifesto con il quale la maggioranza, con tutti i simboli in calce, sottolinea la decisione del sindaco di ignorare il voto del consiglio di istituto della scuola di corso Umberto I circa lo svolgersi del campo scuola a cura di un’associazione. «Innanzitutto è bene sottolineare che quell’iniziativa è a scopo di lucro – ha commentato in merito Maiello – e consiglierei al sindaco di far controllare bene la delibera e i richiami normativi perché secondo me è da considerarsi nulla. Prenda atto piuttosto, il primo cittadino, che Sant’Anastasia ha bisogno di strutture adeguate e che in merito ci si dovrebbe attivare per intercettare i fondi ministeriali che finanziano gli adeguamenti fino all’80 per cento del totale, o ancora per rientrare nel progetto pubblicato il 27 maggio scorso sul Burc della Regione Campania per finanziare studi su zone a rischio sismico, o per mettere in atto la proposta di incentivare la destinazione del 5 per mille al Comune allo scopo di costituire un fondo politiche sociali per famiglie indigenti. Questi sono i temi da cui noi ripartiamo perché Sant’Anastasia necessita di una rivoluzione culturale».

da dx, Enzo Iervolino, Peppe Maiello, Vincenzo Coppola

L’ex sindaco Enzo Iervolino è stato tra i più fervidi sostenitori del candidato Pd in campagna elettorale. Ma non ha mai preso la parola dai palchi. Lo ha fatto ieri sera per auspicare un’opposizione vigile, collaborativa sulle iniziative importanti per il paese e che faccia da pungolo. «Noi non vogliamo osteggiare nessuno – ha detto Iervolino – anzi auguriamo al sindaco e alla nuova giunta di esercitare un ruolo propositivo e di garanzia per i cittadini, il voto popolare va rispettato ma adesso occorre costruire e riportare la discussione politica sui problemi reali, a cominciare dal gravissimo pasticcio del piano urbanistico comunale, il disegno del paese intorno al quale gira tutto il resto. Quella che è mancata negli ultimi dieci anni – dove si sono varate solo opere pubbliche già programmate e nessun finanziamento è arrivato – è l’idea di comunità. Oggi iniziamo un percorso di politica viva che non sia appannaggio di lobbies, che non sia basata soltanto sulla comunicazione di cose che poi non diventano mai fatti concreti».

Gioacchino Abete

Una posizione netta è quella che sembra star cuore a tutto il popolo democrat. «Rifuggo dallo scontro personale, il sindaco Abete e i suoi saranno tutte brave persone ma è la diversità di valori che fa e deve fare la differenza – ha detto Gioacchino Abete nel suo intervento – per questo chiedo al Pd di scendere in campo pe difendere i valori dell’antifascismo, della legalità, dell’onestà, della trasparenza. Oggi sembra un generale «vogliamoci bene» che prescinde dai colori politici, dimenticando che i valori camminano sulle nostre gambe».

Antonio Dobellini

«Cultura Beneduciana (dall’ex sindaco anastasiano Ciccio Beneduce), populismo da quattro soldi, cultura trasformistica che si tenta di giustificare in tutti i modi». Comincia così il suo intervento il presidente Pd, Antonio Dobellini. E prosegue: «Bisogna smetterla con i protagonismi personali e noi non possiamo consentire che liste civiche, rappresentanti di nessuno, divengano bandiere di interessi di parte. Per noi la politica è ancora un’arte nobile e tra le nostre fila ci sono tanti giovani, ma avremmo voluto che stavolta scendesse in campo anche la classe dei professionisti di questa città. Quei professionisti che si tirano sempre indietro in campagna elettorale e che poi parlano il giorno dopo». Dobellini ha anche, come Coccia nel suo intervento poco dopo, insistito sulla necessità di recuperare temi importanti, quelli che interessano il tessuto connettivo del paese: l’agricoltura, il comparto lattiero caseario, il comparto dei trasporti su gomma. «Quest’ultimo – ha aggiunto – è una realtà importante, parliamo di circa 400 mezzi pesanti e ha grandissime e importanti opportunità di sviluppo». Inoltre, un passaggio su Palazzo Nicola Amore (bene che la giunta Esposito aveva ottenuto in comodato gratuito con una convenzione rescissa poi da Abete). «Secondo me si può rilanciare attraverso il Gal (gruppo di azione locale)». Non si è poi sottratto da un commento sulla neo giunta Abete bis, Dobellini: «Sono deluso dalla giunta, avrei immaginato un sindaco libero da condizionamenti dei capipopolo, invece non ha dimostrato la sua autonomia. Sono tutte persone rispettabili, ma non c’è alcuna visione politica».

Carmine Esposito

Prima della chiusura, toccata a Raffaele Coccia, ha preso la parola Carmine Esposito, presidente del consiglio comunale nel primo mandato Iervolino (1997 – 2002) che ha esordito rivolto ai «compagni» Pd: «Mi sono dovuto sforzare per votarvi, ma era doveroso perché se si crede in certi principi bisogna poi essere consequenziali». Ed è stato molto critico, Esposito, nei confronti del Pd, rimarcando che mai si è saputo, in quel partito, valorizzare ciò che era stato fatto al governo. E che sarebbe il caso di smetterla con riferimenti politici individuali, e singoli che ad ogni piè sospinto corrono da capicorrente, spesso emeriti sconosciuti. E poi, la bordata, riprendendo un tema che in Italia sembra essere tornato in auge: «Ci vorrebbe un minimo di etica, quanto meno una pregiudiziale antifascista, perché io ad uno che fa il saluto romano non lo nominerei assessore, gli darei un calcio». Vi risparmiamo il punto preciso nel quale Esposito – che ha aggiunto poi “Il fascismo è reato, non è opinione” assesterebbe detto calcio.   Ideologie a parte, nell’intervento dell’ex presidente è saltato fuori un argomento che ha fatto molto discutere in città nelle ultime settimane, ossia il «destino» del funzionario Luigi Pappadia, rimosso dal suo settore di competenza giustificando la decisione con l’applicazione delle regole previste dal piano anticorruzione. Per carità, la normativa è questa. Ma non può non sorgere un dubbio legittimo: questa regola vale soltanto per l’architetto Pappadia? «Sono orgoglioso di essere stato parte dell’amministrazione Iervolino che all’epoca scelse il funzionario Pappadia – ha proseguito Esposito – non mi ha mai deluso, è sempre stato onesto e corretto nonché, guarda caso, obiettivo di ben tre campagne elettorali, cosa credo mai verificatasi in alcun altro comune. Tra pochi mesi lui andrà in pensione, ma occorrerebbe spiegare alla gente perché c’è questo accanimento nei suoi confronti, in ultimo per una vicenda che pare coinvolga il sindaco in prima persona. Io lo ringrazierò personalmente ma ritengo dovrebbe farlo tutta Sant’Anastasia in un’iniziativa pubblica, dicendogli che ci mancherà molto». Ha poi aggiunto, l’ex presidente: «Sono stato contento di non trovare qui stasera alcune persone, meno male che si sono decise. Ma quella strada, come avevo detto in tempi non sospetti, secondo me l’avevano imboccata anni fa».

Raffaele Coccia

 

La chiusura è toccata al candidato sindaco, che a breve sarà proclamato consigliere comunale sotto le insegne Pd, Raffaele Coccia. «Noi non dimentichiamo di avere un programma – ha asserito Coccia – nemmeno dai banchi di opposizione, e stasera inizia un nuovo cammino. Siamo già al lavoro e dopo il voto abbiamo come prima cosa realizzato un documento da portare in consiglio, un atto che darà a tanti imprenditori anastasiani del comparto trasporti su gomma di crescere e prosperare con un bel ritorno per l’economia grazie alla Zes (zona economica speciale) che prevede agevolazioni fiscali e burocratiche. Abbiamo sempre lavorato, ottenendo risultati anche dai banchi di minoranza e così faremo anche stavolta, vigilando e controllando, forti di una indiscutibile etica politica».