CONDIVIDI

Mercoledì 26 il parroco don Raffaele Rianna e il sindaco avv. Luca Capasso hanno riconsegnato alla comunità di San Gennarello e alla storia del territorio la “Torre dell’Orologio”, e un prezioso patrimonio di memorie a cui si ispireranno il presente e il futuro della popolazione. Gli interventi degli assessori Virginia Nappo e Biagio Simonetti, e di Carmine Cimmino. La lapide “storica”.

 

La frase, che fa da titolo a questo articolo, è stata pronunciata dal parroco don Raffaele Rianna, e mi pare che sintetizzi splendidamente il significato della ricostruzione della Torre dell’Orologio e il senso della manifestazione che si è svolta mercoledì sera, nella sala della Parrocchia di San Gennaro a San Gennarello. Alle parole del parroco si possono aggiungere quelle incise sulla lapide “storica” della dedica (v. foto in appendice), tratte da un carme di Paolino da Nola: “Mentre il tempo trascorre e dinanzi a noi si apre il giorno della vita, seguiamo con passi sicuri il sentiero del bene”. Le campane suoneranno, ha promesso don Raffaele, anche per annunziare alla comunità la nascita di un bimbo, di un “nuovo incremento” del popolo di San Gennarello. E questa idea della continuità tra passato e presente è stata l’immagine- guida di tutta la suggestiva manifestazione.  La lapide “storica”, oltre alla data, ai nomi del parroco, del sindaco di Ottaviano, avv. Luca Capasso, del cav. Edoardo Corcione, Presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, porta anche il nome di Rosa Catapano Alterio, vedova dell’on. Giovanni Alterio, madre del consigliere comunale Angelo, che ha generosamente finanziato il ripristino delle campane dell’orologio, mentre l’Amministrazione Comunale ha finanziato il restauro della Torre, che l’Istituto per il Sostentamento del Clero aveva già fatto consolidare per scongiurare pericoli.

Il Sindaco e l’assessore alla Cultura dott.ssa Virginia Nappo hanno sottolineato l’importanza del lavoro che don Raffaele Rianna svolge non solo per la sua missione sacerdotale, ma anche per tutelare e promuovere i valori dell’identità storica e culturale di San Gennarello, valori che egli considera, giustamente, capitolo importante di quella missione: e il prof. Biagio Simonetti, assessore al Bilancio e al Turismo ha illustrato la funzione che quella Torre ha svolto nei secoli lungo una strada di grandi traffici, la Nola – Torre Annunziata, osservando che essa sorge proprio a metà del percorso. Tra il 19 e il 21 maggio del 1837 le guardie municipali di Ottajano istituirono, davanti alla Chiesa parrocchiale di San Gennarello, una postazione di controllo del transito dei carri: nei tre giorni, dall’alba al tramonto, e in entrambe le direzioni, passarono, 125, 140, 137 carri a quattro ruote, usati per il trasporto delle merci. Senza contare le carrozze.

Carmine Cimmino, dopo aver ricordato questo episodio,  ha raccontato per sommi capi la storia della Torre. Una piccola torre campanaria sorgeva accanto alla Chiesa fin dal primo momento: del resto, le parrocchie dovevano essere fornite di campana, e la Chiesa di San Gennarello divenne parrocchia a metà del Settecento. Che la torre primitiva fosse di ridotte dimensioni è un dato fornito dalla relazione dei tecnici del Comune di Ottajano che nell’ottobre del 1820 ebbero l’incarico di costruire una cisterna per l’acqua nella piazza, proprio davanti alla Chiesa. La Torre che oggi ammiriamo venne costruita tra il 1869 e il 1883: Aniello Ammirati, che fu, nel1868, vice –presidente della Gran Corte Criminale, proprio nel ’69 fece un generoso donativo per la costruzione della Torre. La data incisa sulle due campane e una relazione dell’ottobre del 1885, firmata dal parroco don Francesco Annunziata, permettono di affermare con certezza che nel 1883 la costruzione era stata portata a termine. Documenti di archivio inducono a ritenere che abbiano lavorato al progetto gli architetti Vincenzo Del Giudice e Ernesto Bifulco, fratello di Giuseppe, che fu sindaco di Ottajano, e che almeno una delle due campane sia stata fusa in bronzo dal più famoso fonditore di Napoli, Gennaro Danisi. E’ probabile che l’orologio sia stato montato nella fase finale dei lavori. L’”ornato” in stile liberty della Torre venne rispettato anche negli interventi di restauro dopo l’eruzione terribile del 1906 ed è stato sapientemente “recuperato” nei lavori di oggi.

Carmine Cimmino ricorda di aver collaborato, dieci anni fa, con “l’Associazione Agape” e con Lucia Ambrosio, Giuseppe Di Gaeta, Pasquale Donnarumma e Domenico Massa nella pubblicazione di un testo, “L’identità civica di San Gennarello (1675- 1861) e si dichiara disposto a dare una mano a chi voglia scrivere una storia completa della comunità analizzando il notevole numero di atti e di documenti che, nelle stanze dell’archivio comunale, attendono di essere pubblicati.

Infine tutti sono usciti in piazza,per assistere al rito più significativo: le autorità hanno “scoperto” la lapide storica di dedica, con la frase di San Paolino. L’evento si è degnamente concluso con la delicata fragranza dello spumante e con i sapori di una magnifica torta, nello scrosciare degli applausi.