Coop via da Napoli: stamane lavoratori in lotta con azienda e polizia. Ma alle 14 l’iper di Afragola ha chiuso per sciopero

< Stamattina il direttore, con una forzatura, ha aperto il negozio, alle ore 10 e 10. Alcuni dipendenti dei reparti “prodotti freschi” hanno quindi ritirato l’adesione allo sciopero. E i lavoratori della “regia” non hanno scioperato. Comunque al momento sono aperte solo tre casse ma intanto il direttore sta telefonando ai dipendenti, a casa loro. Sta telefonando a quelli che hanno il turno stasera. Gli sta chiedendo la disponibilità ad anticiparlo >. Ore 11: sono le voci dalla lotta dei lavoratori Ipercoop, le voci dal supermercato di Afragola, nel centro commerciale le porte di Napoli, che Coop vuole cedere a due privati campani entro il prossimo 15 luglio, insieme all’iper di Quarto. E’ una testimonianza drammatica quella giunta stamattina, cioè nella seconda giornata di sciopero dei 179 addetti del negozio della Coop emiliana Alleanza 3.0, ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli. < Ora i dipendenti stanno bloccando la saletta sindacale. Il direttore ha chiamato la digos. I dipendenti hanno tentato di bloccare le entrate delle casse. Ma è arrivata la digos: i poliziotti ci hanno avvertito che ci denunciano… >. Alla fine però i lavoratori in lotta hanno vinto anche la battaglia di oggi. Alle due del pomeriggio il direttore è stato infatti costretto a chiudere l’ipermercato. Serrata per tutto il giorno, dunque, fino a stasera. Ieri il bilancio è stato peggiore per Coop: Afragola e Quarto hanno chiuso dalle nove del mattino, senza colpo ferire. Quarto oggi invece ha funzionato. Qui saracinesche alzate.  < Oggi però ad Afragola il direttore non ha trovato i lavoratori disponibili ad anticipare il turno – spiegano le commesse in sciopero – noi qui siamo compatti anche se stamattina sembrava che gli atti di forza dell’azienda stessero per prendere il sopravvento sulla nostra vertenza, sulla nostra unica, vera arma di difesa: lo sciopero >. Il braccio di ferro a colpi di scioperi punta a strappare garanzie sul futuro. E secondo quel che pensano i lavoratori e i sindacati che li stanno sostenendo ad Afragola e a Quarto, Filcams e Fisascat, al momento di garanzie non ce ne sono affatto. Anche i Cobas stanno dando il loro apporto alla lotta, in particolare a Quarto. Ma non sono riconosciuti dai confederali e dalle aziende in ballo. Infine la Uiltucs, che pure sta partecipando al tavolo finalizzato, da parte sindacale, a tutelare i lavoratori, per il momento non ha voluto sostenere le astensioni. Nel frattempo la tensione resta alta. Per stamane era atteso l’incontro tra l’europarlamentare PD Andrea Cozzolino e i lavoratori di Afragola, nel centro comnerciale. Ma l’incontro è saltato a causa delle scintille che ci sono state stamattina tra gli scioperanti, l’azienda e la polizia.< Domani – anticipano infine  i lavoratori di Afragola – saremo in assemblea “a singhiozzo” dalle 6 alle 9, dalle 10 alle 12, dalle 15 alle 17 e dalle 18 alle 20 >. Ergo: forti disagi in vista.

 

Servizio idrico, eletto il sindaco di Casalnuovo nel comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano

Il sindaco di Casalnuovo di Napoli, Massimo Pelliccia, è stato eletto nuovo componente del comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano in rappresentanza del distretto Sarnese Vesuviano. Su indicazione della Rete dei Comuni per l’acqua pubblica, Pelliccia, che ha ricevuto 12 voti e 7 schede bianche, sostituisce Raffaele De Simone, sindaco uscente di Roccarainola. “A De Simone va il nostro vivo ringraziamento per l’impegno profuso in questi anni – sottolineano i rappresentanti – nell’intento di continuare con sempre più tenacia la battaglia, dentro e fuori le istituzioni, per la ripubblicizzazione dell’acqua, la liquidazione della gestione Gori, il miglioramento di un servizio disastroso e la riduzione delle tariffe più alte d’Italia”.
Il consiglio di distretto, inoltre, ha istituito su proposta del gruppo dei Comuni per l’acqua pubblica una commissione di controllo, composta da 5 consiglieri, incaricata di approfondire l’annosa questione delle partite pregresse Gori, dal valore di 122 milioni di euro e già bocciate con sentenza del Tar Campania, e degli aumenti tariffari del periodo 2012-2015.
La commissione ha il compito di revisionare quanto fatto durante il lungo commissariamento del disciolto Ato 3 e proporre ulteriori approfondimenti utili per una decisione finale che riguarda direttamente le tasche di 1 milione e mezzo di cittadini.
Il consiglio ha ribadito poi l’urgenza di stabilire la sede del distretto in uno dei 76 Comuni del territorio, in posizione baricentrica secondo criteri di adeguatezza dei locali, economicità, raggiungibilità. Una scelta che finalmente va incontro alla necessità di affermare il ruolo democratico dei Comuni e che mette alla pari il Sarnese Vesuviano con gli altri distretti, tutti già da tempo dotati di una propria sede autonoma.

Cicciano e Castello di Cisterna, piano di Gori per risparmiare 10 miliardi di litri d’acqua annui

GORI informa che, ai fini della riduzione delle perdite e di un complessivo miglioramento della distribuzione, è programmata la sospensione dell’erogazione idrica venerdì 5 luglio dalle 09:30 alle 13:30 nelle seguenti strade del Comune di Cicciano: Via San Michele, Traversa I Di Via Caserta, Via Olmo, Via Sant’Anna, Traversa VII Di Via Caserta, Via Giordano Bruno, Via Cavalieri Di Malta, Via Luigi Magnotti, Via Caserta, Traversa III Di Via Caserta, Via Onorevole Domenico Colasanto, Via Madonna Degli Angeli, Via Antonio De Luca, Via Armando Diaz, Via Cupola, Via Pietro Ravelli, Traversa VI Di Via Caserta, Viale Delle Olimpiadi e Relative Traverse.

L’erogazione idrica sarà interrotta per il medesimo motivo dalle 09:00 alle 14:00 di venerdì 5 luglio in tutto il territorio comunale di Castello di Cisterna.

I lavori, che riguarderanno in particolar modo i dispositivi di misura e di regolazione, si fondano sull’utilizzo delle più moderne tecnologie di telecontrollo e telegestione delle reti. L’obiettivo è quello di suddividere in distretti la rete idrica, così da essere monitorata in maniera ancora più puntuale. Con tali interventi, infatti, potrà essere individuata con maggiore precisione la posizione delle perdite idriche occulte, agevolando e velocizzando le successive attività di riparazione e, quindi, limitando i volumi di acqua dispersi.

Gli interventi si inquadrano in una nuova e più ampia strategia gestionale ed in un programma di interventi finalizzato alla tutela della risorsa idrica, attraverso la suddivisione della rete in distretti di dimensioni contenute e l’ottimale regolazione delle pressioni, che consentiranno di risparmiare oltre 10 miliardi di litri di acqua all’anno, attualmente dispersi in rete. Le diverse attività, progettate e programmate anche per poter superare le criticità strutturali esistenti in alcune zone, tuttavia, potrebbero determinare problemi limitati a specifiche utenze; nel caso in cui si verificassero tali evenienze, sarà necessario segnalare le anomalie utilizzando il numero verde 800218270, gratuito ed attivo h24.  

Si rappresenta che, in alcune zone del territorio, attualmente è disponibile una pressione più elevata di quanto necessario alla fruizione del servizio idrico, e ciò ha comportato l’utilizzo da parte degli utenti di riduttori di pressione. In questi casi, a seguito degli interventi in programma, se si determinassero cali di pressione, sarà necessario ritarare (a cura dell’utente) i riduttori di pressione e verificare l’impianto idraulico interno alle abitazioni prima di segnalare a GORI l’anomalia. 

Per ulteriori dettagli sulle sospensioni idriche programmate, si invita a visitare la sezione “Avvisi all’Utenza”, del sito www.goriacqua.com costantemente aggiornato o a contattare il Numero Verde 800 21 82 70.

 

Una pioggia di insulti sulla “sciantosa”, poi la vedono sotto braccio con Teofilo Sperino per via Toledo, e le baciano le mani…..

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La claque “ostile”, che nell’aprile del 1891 coprì di insulti e di minacce la “sciantosa” napoletana Amina Vargas si trasformò in una schiera di devoti ammiratori quando, per due sere consecutive, la “sciantosa” apparve in pubblico e passeggiò per via Toledo sottobraccio con Teofilo Sperino, famoso guappo.

 

Leggevo oggi, su “fb”,il post di un tale, che, dopo aver offeso gravemente una signora, ritirava gli insulti e chiedeva scusa, attribuendo coraggiosamente la colpa della sua volgarità a un numero eccessivo di bicchieri di vino, o di liquore. Poi ho letto le farneticazioni vomitevoli di firme chiaramente “pezzottate”  e mi sono ricordato di un episodio della vita di don Teofilo Sperino, l’ultimo guappo della Napoli dell’Ottocento. Un guappo “buono”, capace di “amministrare la giustizia” con uno sguardo, con una “torciuta ‘e musso”, con un moto nervoso del bastone. Nel 1892 Luigi Forgione e Giuseppe Bellomunno, impresari di pompe funebri, chiesero a Sperino di proteggerli dalla camorra degli ospedali – c’era anche allora una camorra degli ospedali – e dai camorristi dei cimiteri – questa camorra qua, invece, c’era solo allora, come tutti sanno-. Don Teofilo volle in cambio una quota della società, che gli venne concessa, ma cominciò a comportarsi da padrone assoluto: il che non piacque ad Andrea, il figlio di Luigi Forgione. La sera del 7 marzo 1893 Teofilo Sperino uscì dal teatro Partenope in via Foria, e si diresse a piedi verso via Nuova Capodimonte, dove abitava. In via Stella gli si avvicinò una carrozza, ne scese Andrea Forgione, che sparò al guappo: don Teofilo morì due giorni dopo ai Pellegrini. Una grande folla partecipò al corteo funebre. Il 15 marzo l’ispettore del quartiere Stella cercò di spiegare al prefetto Carmine Senise che Teofilo Sperino non era un capo camorra, ma un guappo: e raccontò un episodio dell’aprile del 1891, di cui alla polizia aveva parlato un informatore “non aduso a inventare favole”.

Era l’epoca d’oro delle “sciantose”: francesi – “Sono francese e vengo da Parigi”- come Armand’Ary, e napoletane che conservavano il nome del battesimo, come Amelia Faraone, o adottavano nomi esotici, come Amina Vargas, giovanissima stella del “Circo delle Varietà”. Le “sciantose” stavano al centro di storie, di pettegolezzi, di trame che scombinavano matrimoni e fidanzamenti, e non è difficile immaginare quanto fosse agitata la loro giornata, in teatro e fuori dal teatro. La stella di Amina Vargas incominciò a risplendere nel 1889: eleganza, voce suadente, un corpo straordinario che lei mostrava con maliziosa parsimonia e che incantò anche i pittori napoletani, e un gioco difficile in cui si alternavano sensibilità ai corteggiamenti, e improvvise ritirate nel fortino della fredda riservatezza. Era un gioco “pubblicitario” ben orchestrato, che nel 1893 avrebbe indotto Salvatore Di Giacomo e Eduardo Di Capua ad affidare alla Vargas la prima interpretazione di “Carcioffolà”.

Ma nell’aprile del 1891 quel gioco espose la “sciantosa” agli insulti e perfino alle minacce dei corteggiatori beffati, e forse dei tifosi delle altre “sciantose” che vedevano attaccati i loro spazi. Entrarono in gioco anche i capi delle “claques” – “di cui altre volte vi ho parlato”, scrive al prefetto l’ispettore – e la vita per Amina si fece difficile: bigliettini offensivi, agitazione in platea, e fuori dal teatro, e chiassose proteste che accompagnavano la “sciantosa” lungo via Toledo, e che provocarono scompiglio anche davanti al “Gambrinus”. Ma una sera Amina Vargas fece una lunga passeggiata dal San Carlo alla fine di via Toledo, sottobraccio con Teofilo Sperino, e la sera dopo la scena venne ripetuta e forse interpretata con una mimica più convincente dallo Sperino, che era un grande attore e le cui “camminature” erano veri e propri messaggi, muti, ma assai chiari. Non ci furono insulti, nessuno gridò, non risuonarono risate di scherno. Anzi davanti alla bottega di Pintauro una folla di ammiratori circondò i due e manifestò gioia e, per l’uno e per l’altra, devozione e rispetto. Dei “nemici” della Vargas si persero le tracce. Si erano tutti convertiti al culto della “sciantosa” sulla via Toledo, una via “miracolosa”, come si vede nel quadro di Carlo Brancaccio, che correda l’articolo.

 

 

 

 

A Ottaviano, sabato 6 luglio, un interessante confronto tra  i pittori della “Scuola di Posillipo” e i pittori dello “stile ottajanese”

Il confronto, che si realizzerà attraverso una “estemporanea” in piazza Municipio, è organizzato dall’Associazione napoletana “Noi vittime del consumo” e dal Comitato Civico ”A. Cifariello”di Ottaviano.  L’obiettivo è quello di rinnovare i fasti dell’arte pittorica, e di far conoscere i non pochi artisti che cercano di “catturare” la luce, le tinte e i paesaggi meravigliosi di Napoli e del Vesuviano. Nel marzo del ’36 gli alunni del Ginnasio dipinsero le scene di una “fiaba musicata”.

 

I pittori lavoreranno alle loro opere sabato 6 luglio, dalle ore 10.00 alle ore 12.30, in piazza Municipio, e queste opere verranno esposte al pubblico, nel chiostro della Chiesa del Ss. Rosario, dalle ore 17.00 alle ore 21.30.  L’iniziativa dell’ Associazione “Cifariello”,  di cui è presidente l’avv. Marcello Fabbrocini, si propone di rinnovare la tradizione dell’ “estemporanea” di pittura che segnò la storia culturale di Ottaviano negli anni ’70, e di riportare nel patrimonio della città le interessanti cronache della pittura ottavianese della prima metà del ‘900 di cui sono stati protagonisti  pittori di alto valore come Aurelio Bifulco, Domenico Costagliola, Michele Arpaia. Toccherà a Carmine Cimmino spiegare se e in che misura sia esistita una “scuola ottavianese di pittura”. Possiamo solo dire, per ora, che sul finire dell’Ottocento alcuni giovani rampolli di importanti “borghesi” di Ottajano si dilettavano con il disegno e la pittura, e a lungo le loro opere vennero conservate tra i ricordi della stirpe. Sappiamo anche che il 25 marzo del 1936 gli alunni del Ginnasio appena intitolato a Armando Diaz allestirono la rappresentazione di una  “fiaba musicata”: “Le due gocce  d’oro”  e che alcuni di essi,  Michele Arpaia, Giuseppe Vallo, Clara Fanelli e Serafino Boccia, dipinsero la scenografia.

Somma Vesuviana, stasera in scena a “Il Torchio” la storia di Katia e Maurice Krafft, i “diavoli dei vulcani”

In scena un’appassionante storia vera, quella di due coniugi in cerca di lava e lapilli. Katia e Maurice Krafft avevano meno di cinquant’anni quando morirono, insieme, nel corso dell’eruzione del vulcano giapponese Unzen. Katia e Maurice si amavano, ma amavano soprattutto i vulcani.

Francesi, giravano il mondo per assistere alle eruzioni, circa 140 nella loro vita di coppia. “I diavoli dei vulcani” li avevano soprannominati gli americani, ed erano notissimi nel mondo scientifico per la loro costante inclinazione al pericolo. Il libro di Andrè Demaison, si chiama proprio così, “I diavoli dei vulcani” e il loro amore è stato raccontato in narrazioni e documentari. Questa sera, alle 20.30, la loro storia la racconterà anche l’attore, regista e drammaturgo Fabio Cocifoglia, mettendo in scena “Katia e Maurice, i diavoli dei vulcani da Julius Verne a Italo Calvino”, che ha scritto e interpreterà allo spazio per le arti “Il Torchio” di via Colonnello Aliperta al Parco degli Aromi di Somma Vesuviana. Lo spettacolo rientra nel progetto “A Mano a Mano”, frutto della collaborazione tra le associazioni Il Torchio e Incanto Acustico con il patrocinio del Comune.

Coop scappa da Napoli: oggi secondo sciopero con serrata all’iper di Afragola. Ma Quarto riapre. Eurodeputato PD sul posto

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E’ finito con un sostanziale nulla di fatto il secondo esame congiunto tenuto ieri e finalizzato a un accordo con i sindacati per la cessione degli Ipercoop di Afragola e di Quarto e il conseguente addio a Napoli delle grandi cooperative del centro nord. Oggi intanto i lavoratori dell’iper di Afragola hanno deciso di scioperare per il secondo giorno consecutivo. L’astensione è stata proclamata da Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl. Ma la Uiltucs si è di nuovo chiamata fuori. Dunque, ad Afragola ci sarà un’altra serrata del negozio, per tutta la giornata: saracinesche abbassate, clienti alla porta e presidio degli scioperanti agli ingressi del centro commerciale di località Marziasepe. Ma sempre oggi non seguiranno i colleghi di Afragola quelli dell’impianto di Quarto. Troppi screzi, troppe divisioni. Durante il faccia a faccia di ieri nella sede di Confcommercio, a via Medina, i rappresentanti dei Cobas dello store flegreo sono stati fatti allontanare dalle forze dell’ordine, che tra l’altro hanno usato metodi sbrigativi per farsi capire subito. E a un certo punto è sembrato che tutto potesse degenerare con un pericoloso tafferuglio tra lavoratori e polizia. Alla fine è però prevalso il buonsenso. A ogni modo veniamo a quel che è emerso dal secondo confronto di ieri. Per quanto riguarda la richiesta dei lavoratori di garantire il passaggio di gestione attraverso l’affitto di ramo d’azienda da parte di Alleanza 3.0, e non quindi attraverso la pura cessione di ramo d’azienda, la coop emiliana ha risposto che non ce ne sono i presupposti. Motivo di questo no addotto dalla grande cooperativa italiana: < Il consiglio di amministrazione di Alleanza ha ridisegnato i perimetri aziendali, perimetri che prevedono la dismissione dei punti vendita della Campania a causa dei bilanci negativi >. Altro ostacolo, ma sarebbe meglio definirlo un vero e proprio punto dolente, è la questione del tfr, il trattamento di fine rapporto, la cosiddetta liquidazione, che a questo punto le maestranze rivendicano visto l’addio a Napoli della Coop. Ebbene, anche in questo caso c’è stato un no. < Il tfr – la risposta negativa dell’azienda che sta per dare il via alla cessione –  non spetta ai lavoratori in base all’ art 47 della legge 428 del 1990. Per lo stesso motivo non siamo nemmeno disposti a dare quello rimasto in azienda fino al 2007 >. Un ennesimo no ha poi riguardato la richiesta dei dipendenti di poter andare via dalla Campania, una volta ceduti gli ipermercati, e di essere trasferiti nei vari punti vendita della cooperativa dislocati nel centro nord.  Alleanza 3.0 ha motivato questo terzo rifiuto spiegando che < la cessione non prevede esuberi ma bensì un rilancio degli impianti e uno sviluppo imprenditoriale >.  Inoltre è previsto che gli appalti di pulizia e vigilanza degli ipermercati passino integralmente alla società che vuole acquisire, un’azienda gestita da un ex direttore di Ipercoop Campania e da una ex lavoratrice, sempre di Ipercoop, un tempo con mansioni di capo. Poi, il capitolo farmacie e ottica: resteranno interne agli ipermercati (ma sarebbe meglio definirli supermercati visto che sono stati già drasticamente ridotti nel corso degli ultimi anni) mentre i negozi di ottica saranno ceduti ad un privato, ma con l’obbligo di mantenere gli ottici che lavorano attualmente in Coop. In ogni caso è una situazione complessiva che sta facendo mantenere alta la tensione.  Un altro sciopero è stato infatti comunque proclamato, anche se solo ad Afragola e solo da Cgil e Cisl. I 145 lavoratori di Quarto stamattina riapriranno i battenti, dopo aver scioperato ieri insieme ai 179 addetti di Afragola. < Lì non sono compatti come noi >, spiega una lavoratrice dell’Ipercoop di Afragola. < A quarto c’è una forte presenza dei Cobas – aggiunge però un lavoratore dello store flegreo – che contano almeno 40 iscritti. Ma il fatto che i loro rappresentanti non vengano riconosciuti da nessuno e che all’esame congiunto in Confocommercio siano stati respinti fuori della sede con l’aiuto della polizia sta creando gravi problemi di unità sindacale >.  Una unità sul fronte delle maestranze che è stata messa già in discussione con la decisione della segreteria regionale della Uiltucs-Uil di non aderire né allo sciopero di ieri né tantomeno a quello di oggi.  < La segreteria Uiltucs – esclamano alcuni addetti di Afragola – ha contro i suoi stessi iscritti, che stanno scioperando lo stesso: tutti i suoi iscritti ! I suoi rappresentanti sindacali, però, erano in permesso sindacale quando abbiamo incrociato le braccia !! E’ vergognoso ! La segretaria Uiltucs ha messo le sue rsa in permesso già dal 27 giugno scorso  ! >.  Intanto chi è rimasto a lottare in quel di Afragola annuncia che < l’europarlamentare del Pd, Andrea Cozzolino, ha saputo della situazione dell’Ipercoop di Afragola per cui ha deciso di venirci a trovare domani alle 11:30 davanti al negozio Euronics: siete tutti invitati a partecipare >. Nel frattempo ieri è stato anche annunciato dalle parti in causa che il terzo esame congiunto sulla cessione si terrà il 9 luglio, sempre presso la sede di Confcommercio. Ma che cosa potrebbe succedere in caso di mancato accordo tra Alleanza 3.0, i nuovi acquirenti e i lavoratori ?  I sindacati  ieri mattina hanno minacciato di voler arrivare fino al ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Ma la “GDM”, la società a cui Coop intende cedere, sta gettando acqua sul fuoco assicurando la continuità lavorativa e di pagare l’ incentivo all’ esodo per chi non vuole condividere questa nuova avventura imprenditoriale nel territorio economicamente più diffcile d’Italia, l’area napoletana. GDM ieri ha anche presentato un piano di sviluppo che prevede 5 nuove aperture entro il 2022 e un fatturato di 67 milioni di euro. < Ciò sembra alquanto ambizioso e ci mette preoccupazione – commenta una lavoratrice –  come può un imprenditore privato fare sviluppo, peraltro in un territorio difficile come il nostro, dove la grande Coop ha fallito ?!? Per questo chiediamo non la cessione ma il fitto dato che rimarrà il marchio Coop sui negozi. E chiediamo il tfr perché temiamo di perderlo com’è successo per i lavoratori di Carrefour Casoria, che dopo l’abbandono da parte della multinazionale francese furono licenziati dopo qualche anno dal nuovo acquirente e persero tutto >.

 

 

 

Somma Vesuviana, Rotaract club “Poggiomarino Vesuvio Est” organizza “Una stesa alla camorra”

L’appuntamento è all’Osteria Summa Terra nel Museo Contadino a Somma Vesuviana.

Il Rotaract Club “Poggiomarino-Vesuvio Est” il giorno 6 luglio 2019 all’Osteria “Summa Terra” a Somma Vesuviana ospiterà una discussione sulla camorra.
Saranno presenti Gianni Parisi, attore e regista conosciuto in particolare per il ruolo di Don Gerlando Levante in Gomorra 4, Carmine Mocerino, Presidente della Commissione Anticamorra e Beni Confiscati Regione Campania, e Francesco De Rosa, giornalista e direttore de “La Camorra vista e rivista” per discutere della camorra e della sua forte presenza sul territorio vesuviano.
L’iniziativa nasce dalla volontà di informarsi ed informare, prendere consapevolezza su quanto la camorra sia insediata e insidi i territori vesuviani di cui il club si occuperà nei prossimi mesi, oltre che il desiderio di comprendere dove e come intervenire in modo da essere sinceramente d’aiuto in merito.
Questa discussione si propone come il primo passo verso una serie di eventi in merito che avranno continuazione nel corso del prossimo anno rotaractiano.
Seguirà un aperitivo.

Poggiomarino, frode in commercio di lattughino bio: denunciato commerciante

Un imprenditore ortofrutticolo 52enne di Poggiomarino è stato denunciato per frode in commercio dai Carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale.

I Carabinieri hanno scoperto la frode effettuando controlli ordinari in 2 supermercati, uno a Napoli e uno a Poggiomarino, dove hanno approfondito gli accertamenti su confezioni di lattughino etichettato “bio”. Dall’etichetta sono risaliti al luogo di produzione, Poggiomarino. Da lì le indagini sono state indirizzate alla ditta indicata sull’etichetta ed è stato scoperto che a quella ragione sociale corrispondono solo uffici: quindi la verdura non poteva essere prodotta lì. La ditta apponeva solo l’etichetta “bio” che quindi indicava origine, luogo di lavorazione e luogo di confezionamento del prodotto completamente diversi da quelle reali, frodando così il commercio.
Oltre alla denuncia all’uomo sono state comminate sanzioni amministrative per oltre 40mila euro.

Pollena Trocchia, semiconvitto: al via la presentazione delle domande di ammissione gratuita

Anno scolastico 2019/20, aperti i termini per la presentazione delle domande di ammissione gratuita in regime di semiconvitto per minori appartenenti a famiglie in particolari condizioni di disagio. Il collocamento avverrà presso i locali istituti scolastici “Suore Compassioniste Serve di Maria” e “Suore degli Angeli”. Il Comune di Pollena Trocchia ha previsto, come già in passato, un totale di 16 posti, divisi equamente tra i due istituti. Possono presentare richiesta i genitori di alunni il cui reddito risultante dal modello ISEE non superi i 5mila euro, che abbiano residenza anagrafica nel comune di Pollena Trocchia e che siano in possesso di cittadinanza italiana o di stato aderente all’Unione Europea o con permesso o carta di soggiorno. Nel caso in cui le richieste superino i posti disponibili verrà stilata un’apposita graduatoria per ogni convitto, con l’ordine di precedenza che sarà determinato dal valore ISEE più basso e, in subordine, dal maggior numero di figli in età prescolare e scolare. Nel caso in cui nel nucleo familiare vi sia la presenza di più minori che potrebbero usufruire del servizio, la frequenza gratuita sarà garantita solo per un minore per ogni nucleo familiare che ne faccia richiesta. Per presentare domanda c’è tempo fino al prossimo 30 agosto. «Nei giorni scorsi abbiamo aperto le iscrizioni per l’asilo nido comunale, poi abbiamo ricevuto l’ottima notizia del tempo pieno per le classi prime della primaria del nostro istituto comprensivo, ora abbiamo dato il via anche alle iscrizioni per il semiconvitto, questo a testimonianza del fatto che la scuola riveste per quest’Amministrazione Comunale una grande importanza e nei suoi confronti dedichiamo incessante impegno e attenzione» ha detto il Sindaco di Pollena Trocchia Carlo Esposito. «Sedici famiglie del nostro territorio che versano in condizioni di disagio anche quest’anno potranno contare su questa misura assistenziale che, proprio come altri servizi relativi alle politiche sociali, garantiamo ormai con continuità, fornendo così alla cittadinanza la sicurezza di poter far affidamento su aiuti validi in situazioni difficili» ha aggiunto il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Pasquale Fiorillo.