La nuova edizione della rassegna teatrale “Il Gusto del Teatro”, promossa dal comune di Scisciano in partenariato con i comuni di Mariglianella e San Vitaliano, sarà aperta dall’evento collaterale “Natale in Piazza”, giunto alla sua settima edizione. La kermesse, voluta dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Scisciano e dedicata ad animare le feste dei più piccoli, si terrà domenica 22 dicembre, a partire dalle ore 10,00, in Piazza XX Settembre. La piazza principale del comune dell’Agro-Nolano si trasformerà in un vero e proprio villaggio di Babbo Natale con tante sorprese per i più piccoli. Spettacoli, musica, laboratori e tanti momenti di puro divertimento contribuiranno a rendere indimenticabili le feste di tutta la famiglia. Dopo questo primo evento la rassegna teatrale “Il Gusto del Teatro” proseguirà a San Vitaliano, lunedì 23 dicembre, con lo spettacolo teatrale/musicale “Serenvivity” del duo Ebbanesis. L’iniziativa è è co-finanziata dalla Regione Campania nell’ambito del POC Campania 2014/2020 – Linea Strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”. Per informazioni: www.ilgustodelteatro.it
Casamarciano, plastic free: il sindaco consegna le borracce di alluminio agli alunni del plesso Costantini
Casamarciano sempre più plastic free. Ieri mattina sono state consegnate delle borracce di alluminio agli alunni dell’istituto Costantini, guidato dalla dirigente Carolina Serpico.
L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Manzi con l’assessore alla pubblica istruzione Patrizia Mastrilli e resa possibile grazie al contributo della Gori e dell’associazione Inner Wheel che ne hanno sostenuto i costi.
“Il nostro è un percorso condiviso fin da subito con l’istituzione scolastica – dice il sindaco Andrea Manzi – La consegna ai nostri ragazzi di queste borracce è un passo importante perché, oltre a contribuire a liberare la scuola dalle bottiglie di plastica, è anche un momento educativo che coinvolge i più giovani e li abitua alla cultura del rispetto dell’ambiente. Ringrazio chi ha avuto questa sensibilità sostenendo i costi, la Gori e l’associazione Inner Wheel guidata dalla presidente Liliana De Falco”.
La cerimonia di stamattina rappresenta solo l’inizio di un percorso intrapreso dall’amministrazione comunale per la realizzazione di una piattaforma formativa di cui i ragazzi saranno gli attori principali.
“Mettiamo i giovani al centro mettendo in campo una serie di iniziative che, se da un lato favoriscono l’integrazione, dall’altro rafforzano la socializzazione contribuendo alla conoscenza e alla divulgazione dei temi ambientali – spiega l’assessore alla pubblica istruzione Patrizia Mastrilli – Quello di stamattina è solo il primo step di un percorso educativo che svilupperemo nel corso del prossimo anno che vedrà i ragazzi di Casamarciano impegnati in una vera e propria attività formativa di avvicinamento all’ambiente così da renderli più consapevoli e maturi”.
“Favoriamo tutte quelle iniziative che creano sinergia e che rafforzano il circuito virtuoso di idee – aggiunge Liliana De Falco, presidente dell’associazione Inner Wheel – Siamo a disposizione di quanti contribuiscono, con azioni ed esempi, a promuovere i valori di rispetto e di amicizia”.
Somma Vesuviana, Natale e Solidarietà: straordinario successo per la raccolta alimentare
Straordinaria raccolta alimentare promossa ed organizzata dall’Associazione ” Antonio Seraponte” in collaborazione con la Protezione Civile Civile Cobra 2 e al Coordinamento “Vesuvius”.
La raccolta alimentare, un gesto semplice ma di straordinaria solidarietà. L’occasione per sentirsi vicini ai meno fortunati, l’opportunità di sentirsi una vera comunità. Questo l’obiettivo della raccolta alimentare che è passata anche per le scuole e che ha dato risposte davvero eccellenti. Un impegno che da anni porta avanti Ciro Seraponte, l’anima dell’Associazione Culturale Musicale “Antonio Seraponte” in collaborazione con la Protezione Civile Cobra 2 e al Coordinamento “Vesuvius”. L’iniziativa viene accolta con molto entusiasmo dalle scuole e anche quest’anno il Natale sarà più bello e più dignitoso per tante famiglie, grazie ai bambini, ai ragazzi e ai loro genitori, ai Docenti, al Personale e ai Dirigenti delle Scuole di Somma Vesuviana, che hanno partecipato con grande affetto.
“Abbiamo provveduto ad avvisare il Sindaco Dott. Salvatore Di Sarno, il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Sommese e tutte le Istituzioni locali, a partire dagli On. Gianfranco Di Sarno e Carmine Mocerino, al fine di coinvolgerli nella distribuzione agli aventi diritto.Tutti gli alimenti- spiega Ciro Seraponte- sono stati raccolti in uno spazio del Convento dei Padri Trinitari, grazie a Padre Giuseppe e Padre Nicola che ce l’hanno concesso, e da li partirà a giorni la consegna. CHI FA DEL BENE RICEVE BENE!!! Il nostro desiderio è che le belle notizie prendano sempre il sopravvento su quelle cattive. Felice e sereno Natale a tutti, con tanta Buona musica!!!”
Secondo Circolo Didattico di Somma Vesuviana, un presepe vivente pieno di emozione
Il Presepe Vivente realizzato nel Plesso Rione Trieste ha incantato i genitori ed entusiasmato l’intera comunità .
Se il fiore più bello è quello che resiste agli inverni e all’inclemenza degli elementi, così i risultati che restano sono quelli che vincono la fatica di respirare realtà di periferia con tutte le difficoltà che essa comporta. I risultati che restano sono quelli che abbagliano e commuovono, come ha abbagliato e commosso il lavoro nato dalla volontà di insegnanti, collaboratori, genitori e un’intera comunità con loro i protagonisti assoluti: i bambini della primaria e dell’infanzia del plesso del Rione Trieste di Somma Vesuviana, impegnati nella manifestazione Presepe Vivente “La Notte Santa”. Non solo la sacra famiglia, re Magi e angeli ma tanti altri personaggi : lavandaie, pastai, cestai, falegnami, soldati romani, Erode, venditori di tessuti, pastorelli, pecorelle, macellai, panettieri, fruttivendoli, pescivendoli: la scuola si è trasformata magicamente in una piccola Betlemme.
Il progetto ha suscitato l’interesse e l’entusiasmo dei genitori e ha visto la collaborazione attiva dell’Associazione “Zi Riccardo e le donne della Tammorra”, da anni in prima linea per la valorizzazione del territorio e, soprattutto, impegnati nei laboratori di musica, canti della tradizioni per i bimbi e i giovani del quartiere Rione Trieste e non solo. A loro si deve l’abbellimento con il verde e con alcuni attrezzi e strumenti di antichissimi mestieri.
Non è mancato il prezioso supporto dei volontari della Protezione Civile Cobra2 e del gruppo Vesuvius per gestire le presenze di genitori , che sono stati davvero numerosissimi, così come non è mancato il supporto straordinario dell’architetto Iovine del settore scuola per migliorare la pubblica illuminazione degli ambienti e del cortile.
Tanto il lavoro sinergico, interpretazioni da imparare, scene da allestire per questa “Notte Santa” che ha avvicinato grandi e piccoli a quello spirito che l’essenza del presepe porta con sé: «Si vede che c’è stato un lavoro enorme dietro, negli allestimenti, nei costumi -ha dichiarato il vice sindaco Maria Vittoria di Palma, presente alla manifestazione – I bambini sono stati bravissimi nelle scene recitate, credo sia stata la cosa più bella fatta dai bambini che ho visto quest’anno. Sono rimasta assolutamente colpita». Molto presi dal ruolo assegnatogli dalle insegnanti , i piccoli hanno infatti trasmesso il vero umano calore che queste feste rappresentano, la famiglia e la comunità che si stringe nel presepe, simbolo di attesa di una rinascita che cambia il mondo.
E la Buona Scuola ha mostrato i frutti di un lavoro costante nel quale ognuno ha avuto un ruolo fondamentale e sul quale il Dirigente Scolastico, Antonella Luisa La Pietra, si dice più che soddisfatta commentando sulla pagina facebook della Scuola: «Passione, energia, entusiasmo, amicizia, partecipazione, collaborazione, bellezza … queste le parole che alunni, genitori, maestre e collaboratori hanno declinato in un lavoro corale per la realizzazione di questa prima edizione del Presepe Vivente. Una rappresentazione viva, reale, autentica in cui i bimbi sono stati protagonisti attivi del loro apprendimento, misurandosi con i loro ruoli studiati con impegno e assimilati con profondità. Ancora una volta questi bimbi hanno vissuto concretamente lo spirito dell’inclusione che caratterizza da sempre questa scuola. E ancora una volta il plesso di Rione Trieste si è confermato casa delle bimbe e dei bimbi che lo frequentano e che qui respirano aria di famiglia, grazie alla cura e alla dedizione assoluta che le bravissime maestre rivolgono loro. Da parte mia grazie con tutto il cuore a tutti per la magia che ci hanno regalato».
Il contrabbando del pane a Somma nel XVIII secolo
Fino al 1750 l’Università di Somma (il governo locale), non possedendo beni patrimoniali, visse a gabella, cioè esclusivamente grazie ai dazi gravanti sui consumi. La rendita più antica e cospicua era sempre stata la gabella sulla farina e il diritto esclusivo dell’Università di vendere il pane alla popolazione.
Gli Amministratori locali accordavano ad un conduttore, dietro pagamento di un compenso, il diritto di fare pane (jus panizzandi) nel forno pubblico dell’Università. L’ “affittatore”, dal canto suo, uomo sempre raccomandato dalle autorità locali, vendeva il pane prodotto, ogni giorno, in otto botteghe del pane distribuite nei tre quartieri della città. Oltre al predetto conduttore, nessun altra persona, cittadino o forestiere, poteva fare pane per venderlo oppure introdurlo nel territorio di Somma per farne mercimonio, come riferisce il compianto storico locale Giorgio Cocozza. Il forno pubblico, secondo le ultime acquisizioni, doveva trovarsi nel primo tratto di via Casaraia (la strada che attualmente va dal negozio Hereke di via Gramsci e arriva all’incrocio che porta a via San Pietro), che all’epoca era citata nelle “Matrici della popolazione” con il toponimo “Strada Forno”. I Capitoli dell’Università prevedevano una sola eccezione: i tavernari ed i massari delle grandi masserie potevano fare pane nei loro forni, ma solo per venderlo agli avventori, ai forestieri di passaggio e ai coloni che abitavano nell’ambito della masseria stessa.
Quando il 1° gennaio 1751 entrò in vigore a Somma il Catasto Onciario borbonico del 1744, il popolo di Somma credette che fossero cessati tutti i dazi e le gabelle, tra cui quella del pane. Tutto ciò liberalizzò la vendita del pane di contrabbando, portando una forte caduta della corposa rendita con cui l’Università di Somma pagava il Regio Erario. La gente non comprava più nelle botteghe legali, ma in quelle illegali che disponevano sia di un prezzo inferiore che di una qualità superiore, in quanto non sempre il pane legale era fatto con ingredienti di buon livello. Addirittura, nel 1793, il Governo locale della Città di Somma, tramite il suo procuratore legale, dovette ricorrere al Tribunale della Regia Camera della Sommaria per ribadire di essere la titolare, da tempo immemorabile, del diritto di vendere il pane, l’olio e il vino al minuto. Il ricorso era stato fatto perché il fattore della masseria della Starza Regina si era messo a vendere illegalmente nella sua baracca i generi alimentari citati.
Il Tribunale, riconosciuta fondata l’ istanza degli amministratori locali, ordinò al Regio Governatore di Somma di adottare tutte le misure urgenti volte ad assicurare il mantenimento dell’antico diritto dell’Università. Il povero fattore della Starza Regina fu costretto a togliere le baracche e a non vendere il pane ed altri generi commestibili sottoposti al vincolo. Nonostante i ripetuti interventi del Tribunale e l’attenta vigilanza locale, il contrabbando del pane non fu estirpato. Il caso eclatante, che vale la pena ricordare, avvenne il 4 dicembre del 1795 ad un giovane sommese di nome Giuseppe Sorrentino. Questi acquistò, in un forno illegale di Somma, otto palate di pane buono e tenero e mentre lo portava pubblicamente a casa sua, nel quartiere Casamale, fu fermato improvvisamente dal vigilante Vincenzo Reanna (Rianna), che gli sequestrò il pane unitamente al sacchetto che lo conteneva. La cosa mandò su tutte le furie Domenico Sorrentino alias Nasone, padre del giovane fermato. Questi, uomo violento e rivoltoso, ben noto a Somma, dopo aver ingiuriato e minacciato i conduttori del forno pubblico, ebbe la temerarietà di schiaffeggiare nella sua casa la moglie del vigilante Vincenzo Reanna. L’azione violenta del Sorrentino, subito denunziato alle autorità competenti, continuò anche il giorno dopo; infatti, si portò dal Governatore Regio e con un atteggiamento arrogante gli disse che il pane lo comprava “dove voleva e quanto ne voleva”, adducendo che in qualità di cittadino napoletano, e non lo era, godeva di tutti i diritti civici. Chiese, quindi, l’immediata restituzione delle otto palate di pane e del sacchetto, avvertendo che in caso contrario avrebbe creato disordini tra il popolo. Addirittura il Sorrentino offese il Regio Governatore, accusandolo di percepire una lauta mazzetta dall’affittatore del forno pubblico. Il Governatore, dopo tale oltraggiosa affermazione, ordinò subito l’arresto del Sorrentino. La cattura non fu possibile sia per l’assenza della squadra del Tribunale di Campagna, residente nel vicino Casale di Sant’Anastasia, sia perché gli armigeri della Regia Corte non furono sufficienti a bloccare il facinoroso uomo, che aveva una vasta parentela e godeva pure di un notevole appoggio tra il popolino. Dopo ripetute ricognizioni, però, e tanti interrogatori, tra cui uno alla moglie del vigilante Reanna, il Tribunale della Regia Camera della Sommaria decretò ufficialmente la carcerazione di Domenico Sorrentino. Stavolta la squadra di Campagna eseguì il mandato e rinchiuse il reo nelle carceri di Pomigliano d’Arco, lontano da Somma. Il contrabbando del pane e degli altri generi soggetti a gabella, però, continuò a svilupparsi in forme più o meno celate, nonostante i ripetuti interventi delle autorità preposte alla repressione degli abusi.
Arriva “That’s Christmas Live Show”. E salverà il tetto della Chiesa di San Potito
Torna a Napoli “That’s Christmas Live Show”, lo spettacolo musicale ideato e diretto da Carlo Morelli che si terrà nella Chiesa di San Potito il 4 gennaio alle 20.30 e il 5 gennaio alle 18.30.
Sarà un fantastico viaggio dalla canzone classica napoletana ai nostri tempi, con gli arrangiamenti del Maestro Morelli che esaltano e colorano il programma musicale di moderne sonorità, presentando rielaborazioni di brani intramontabili come “White Christmas”, “Jingle bells”, “All I want For Christmas is You”, “Santa Claus is coming”, “Let it snow”, “Imagine” di John Lenon, “’O Sarracino” e “I Will Survive” di Gloria Gaynor.
Un exploit musicale capace di affascinare il pubblico di tutte le età, che potrà scoprire il fascino di una città che ha insegnato la sua musica nelle corti di tutta Europa. Inoltre, attraverso l’acquisto del biglietto ogni singolo spettatore potrà contribuire al restauro del tetto della Chiesa di San Potito.
Grande protagonista sarà il Coro della Città di Napoli: in scena giovani cantanti, divisi su 4 corde (soprano – mezzosoprano – tenore – basso). Ragazzi e ragazze di spiccate personalità, musicisti diplomati nei Conservatori, voci estremamente diverse l’una dall’altra, unite da un unico scopo: diffondere buonumore, energia e positività attraverso la musica. I componenti del Coro, inoltre, diventeranno, ad uno ad uno, interpreti solisti di ogni brano.
“Dirigere il Coro è emozionante, esaltante e affascinante – racconta entusiasta il Maestro Morelli – ogni volta vengo letteralmente rapito dalle note. Ecco perché la mia direzione è sempre in levare. Tra me e il Coro si crea un feeling tale da renderlo il mio prolungamento naturale. È come quando si suona: dallo strumento esce la musica di chi lo suona; dalla voce del Coro esce la mia voce. Il Coro diventa me stesso moltiplicato. Ad ogni movimento che scandisco c’è una reazione puntuale e precisa. Il risultato è un’esplosione di energia – conclude Morelli – che arriva diretta al pubblico, coinvolgendolo e rendendolo protagonista di una performance davvero unica”.
QUANDO:
– 4 gennaio ore 20.30
– 5 gennaio ore 18.30
DOVE:
Chiesa di San Potito – Via Salvatore Tommasi 1 Napoli.
PER INFO E PRENOTAZIONI:
Tel. 3914198749
Email: thatsnapoliliveshow@gmail.com
Sant’Anastasia non ha più un governo: dopo il sindaco si dimettono assessori e consiglieri
Ieri sera i consiglieri comunali di maggioranza, confortati dalle firme dei colleghi del Pd Peppe Maiello e Raffaele Coccia (per evitare una surroga), hanno rassegnato le loro dimissioni, dunque tutta l’assise è decaduta. Così ha fatto anche la giunta comunale, hanno firmato via via le dimissioni il vicesindaco Mariano Caserta e gli assessori Gelsomina Maiello, Alfonso Di Fraia, Bruno Beneduce, Claudia Ardolino. Toccherà ora ad un commissario prefettizio portare la città alle elezioni.
Lello Abete, sindaco di Sant’Anastasia dal 2014, riconfermato al primo turno nelle amministrative della scorsa primavera, ha fatto protocollare le sue dimissioni a Palazzo Siano ieri mattina. Dopo quattordici giorni dal momento dell’arresto per l’inchiesta «Concorsopoli» che sta facendo tremare anche numerosi comuni limitrofi. L’ormai ex primo cittadino si trova infatti nel carcere di Poggioreale da venerdì 6 dicembre, giorno in cui gli uomini della Guardia di Finanza lo prelevarono dalla sua abitazione, arrestando al contempo il consigliere comunale di maggioranza Pasquale Iorio, il segretario generale Egizio Lombardi, l’imprenditore salernitano Alessandro Montuori e una delle candidate vincitrici dei concorsi banditi al Comune di Sant’Anastasia insieme a suo marito, Georgia Biscardi e Paolo Manna, per cui la Procura dispose il divieto di dimora in Campania. Le accuse a carico del primo cittadino e degli altri indagati sono pesanti e riguardano l’associazione a delinquere (accusa che per Montuori e Lombardi il Riesame ha fatto cadere, ma ci sarebbe un ricorso del pm in Cassazione) dedita a più delitti di corruzione finalizzati a favorire illecitamente il superamento di concorsi pubblici. Le due ordinanze firmate dal gip Fortuna Basile che ha applicato le misure cautelari richieste dai pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano e ancor prima la conferenza stampa con il procuratore capo di Nola, Anna Maria Lucchetta, il giorno degli arresti, hanno portato alla luce un quadro accusatorio che non promette alcunché di buono per gli indagati. La decisione di rassegnare le dimissioni è stata per Lello Abete, evidentemente, molto difficile. L’ex sindaco è stato l’unico, dopo gli arresti, a rispondere alle domande dei giudici professandosi estraneo ai fatti, tutti gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ma appena qualche giorno fa, con due nuovi capi di imputazione e una nuova ordinanza che confermava le esigenze cautelari di custodia in carcere, i suoi legali Giovanni Pansini e Isidoro Spiezia avevano già annunciato che si sarebbe andati in questa direzione, mentre quasi tutti coloro che nell’ultima campagna elettorale lo avevano appoggiato cominciavano la fuga dall’ex carro del vincitore. E soltanto ieri l’avvocato Spiezia rimarcava: «Lello Abete si è dimesso unicamente per rispetto della città di Sant’Anastasia e per ragioni di trasparenza, aver fatto passare due settimane per realizzare compiutamente tale decisione ha quale unica ragione il suo essere determinato a dimostrare la propria innocenza». Una decisione che il tribunale del Riesame potrebbe tenere in conto giacché gli avvocati puntano a misure cautelari meno afflittive, come la custodia domiciliare. Le udienze del tribunale della Libertà dovrebbero essere fissate, per Abete come per Iorio (assistito dall’avvocato Sabato Graziano) il giorno della vigilia di Natale. Intanto nella serata di ieri sono arrivate le dimissioni della giunta, dunque di tutti gli assessori rimasti sinora in carica, e dei consiglieri comunali, mentre il giorno precedente già una di loro, Giulia Raia, aveva preceduto la decisione collettiva protocollando le sue. Sarà ora un commissario prefettizio a dover traghettare Sant’Anastasia verso nuove elezioni che, a meno di sorprese, potrebbero già tenersi insieme alle regionali del prossimo anno. Restano le macerie di un paese che si sta disgregando anche socialmente, dove tutte le promesse di una campagna elettorale sono finite al macero con l’amministrazione decapitata dei suoi vertici. Resta la delusione di tanti giovani che avevano partecipato a concorsi pubblici sperando in un lavoro e che si sono visti superare da chi ha pagato 20, 30 o 50mila euro per comprarsi il futuro.
Ucciso sotto casa ad Acerra: morto il ras Avventurato. Tre omicidi in pochi metri…
Nel tardo pomeriggio di ieri è stato ucciso Giuseppe Avventurato, 48 anni, pregiudicato. L’uomo è stato raggiunto da tre colpi di pistola, alla testa e al torace, sparati da distanza ravvicinata mentre si trovava sul marciapiede davanti al terraneo in cui abitava, al corso della Resistenza, pieno centro popolare di Acerra. Avventurato non è morto subito. I suoi parenti si sono accorti che era ancora vivo per cui non hanno voluto attendere l’arrivo dell’ambulanza. Lo hanno subito portato con una loro autovettura nella vicinissima clinica Villa dei Fiori, l’attrezzato ospedale convenzionato del territorio. Ma qui i medici hanno constatato che le ferite inferte alla vittima dell’agguato erano troppo profonde e devastanti. Avventurato è quindi morto poco dopo il ricovero, nel pronto soccorso del presidio ospedaliero. Intanto si teme una nuova faida di camorra. Un altro omicidio ad Acerra è stato messo a segno dieci mesi fa. A febbraio è caduto sotto i colpi dei killer Vincenzo Mariniello, 46 anni, anche lui pregiudicato, proprio a poche centinaia di metri dall’ultimo fatto di sangue. Un omicidio, questo del figlio del boss, anche lui ucciso, nel 2000, Gennaro Mariniello, che ha interrotto più di tre anni consecutivi di tregua mafiosa. Prima di allora infatti l’ultimo omicidio avvenuto ad Acerra è stato quello ai danni di Ignazio Adalberto Caruso, un altro pregiudicato, ammazzato il 19 settembre del 2015, anche lui proprio nelle immediate vicinanze del corso della Resistenza, in piazza San Pietro.
Operazioni NAS: sequestri, chiusure e arresti a Nola, Marigliano, Caivano, San Giorgio
Con l’approssimarsi del periodo delle festività di fine anno i Carabinieri del NAS di Napoli, insieme ai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, hanno eseguito vari controlli nei settori di competenza allo scopo di prevenire attività illecite che danneggiano i cittadini:
Caivano: i Carabinieri del NAS di Napoli, dopo aver sottoposto a una verifica igienico sanitaria un punto vendita di carni e salumi, hanno individuato un’anomalia nel misuratore di energia elettrica, ubicato all’ingresso dell’attività. A quel punto, una volta richiesto ed ottenuto l’appoggio di personale specializzato della società distributrice di energia elettrica, i militari hanno accertato la manomissione interna dei circuiti del misuratore di energia, manomissione che ha determinato un furto di energia elettrica perdurante da circa cinque anni per un ammontare di oltre quarantamila. Il gestore dell’esercizio è stato quindi arrestato. Nel medesimo contesto i NAS hanno riscontrato che carni ed alimenti preparati erano privi di qualsiasi indicazione utile alla loro rintracciabilità nonché di documentazione di trasporto per cui si è proceduto al sequestro amministrativo di 10 chili di questi alimenti.
Nola, via Cimitile: militari del NAS di Napoli hanno eseguito una verifica igienico sanitaria presso un’attività di pasticceria. Alla fine hanno disposto il sequestro amministrativo di 70 chili di alimenti (prodotti di friggitoria e dolci tipici siciliani, quali arancini, cassata, cassatine) in quanto privi di informazioni utili a garantirne la rintracciabilità alimentare. Sono state anche impartite alcune prescrizioni relative ad alcune non conformità riscontrate durante la verifica igienico sanitaria per le carenze strutturali del laboratorio di produzione e per il mancato aggiornamento del sistema di monitoraggio previsto dal manuale HACCP.
Marigliano, corso Umberto: i Carabinieri del NAS di Napoli, coadiuvati nelle fasi di verifica da personale dell’ASL NA 3 SUD e della polizia locale, hanno condotto un’ispezione igienico sanitaria in un esercizio di vendita di prodotti agricoli al cui termine hanno proceduto alla chiusura igienico sanitaria di un’area esterna adibita abusivamente per la vendita di prodotti ortofrutticoli, ma in assenza di notifica alimentare. E’ stato anche contestato un ampliamento della superficie di vendita in assenza di S.C.I.A. ed è stata prescritta l’eliminazione delle carenze igienico-sanitarie riscontrate e riferite agli ambienti ed alle aree deputate allo svolgimento dell’attivita’.
San Giorgio a Cremano, via Gianturco: i militari del NAS hanno eseguito una verifica igienico sanitaria presso un bar/pasticceria al termine della quale hanno proceduto al sequestro amministrativo di 100 chili di prodotti di pasticceria (babà, roccocò, sfogliatelle,cornetti, pan di spagna) perché privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilità alimentare. E’ stata anche disposta una “diffida” per alcune non conformità riscontrate nel corso della verifica igienico sanitaria a causa di carenze strutturali del laboratorio di produzione e per il mancato aggiornamento del sistema di autocontrollo.
Nola, via Napolitano: i Carabinieri del NAS hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un pub al cui termine hanno disposto il sequestro amministrativo di 250 chili circa di alimenti vari (verdure, pane, panini, prodotti di friggitoria, carnei, pasta, prodotti ittici, dolci vari ) privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilità alimentare. Disposta anche la chiusura amministrativa di tre locali adibiti a deposito alimentare per una serie di gravi carenze igienico sanitarie riscontrate durante la verifica. Impartite infine per carenze formali e sostanziali relative al locale cucina e per il mancato aggiornamento delle schede di monitoraggio previste dal manuale di autocontrollo.
Sant’Anastasia, dimissioni del sindaco Abete. I Verdi: “Era inevitabile”
Dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e dalla commissaria cittadina dei Verdi, Ines Barone, riceviamo e pubblichiamo.
“Il Sindaco di Sant’Anastasia, Raffaele Abete, arrestato per corruzione, per aver alterato per via telematica i risultati di concorsi pubblici in cambio di tangenti che vanno dai 30 ai 50 mila euro, si è dimesso.
“Le dimissioni erano un atto dovuto da noi richiesto con forza. Le accuse sono molto gravi e non si può essere a capo dell’amministrazione cittadina con una simile situazione giudiziaria. Spetterà poi ai magistrati approfondire la vicenda ma intanto bisogna chiudere questa esperienza amministrativa. Adesso è necessario per questo comune liberarsi dell’onta degli ultimi due sindaci che si sono succeduti entrambi arrestati. Il primo già condannato per una vicenda di mazzette e il secondo agli arresti per corruzione.” – hanno dichiarato il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il commissario del Sole che Ride di Sant’Anastasia Ines Barone che avevano chiesto con forza le dimissioni del primo cittadino”.

