Ercolano in azione! In consiglio comunale in due seguono Calenda

Ercolano in Azione! In consiglio comunale in due seguono Carlo Calenda e lasciano la maggioranza

Ercolano in Azione è il nuovo gruppo politico nato all’ombra del Vesuvio in seguito alla creazione del partito “Azione” voluto da Carlo Calenda e Matteo Richetti a livello nazionale.

Promosso da giovani provenienti da diverse realtà del territorio, il gruppo nelle ultime settimane ha cominciato un percorso di organizzazione che ora è arrivato ad una formale implementazione.

La sede del partito si trova in Via Pugliano 41, nel centro storico della città, per presidiare simbolicamente il luogo da cui deve ripartire lo sviluppo della città degli Scavi.

Il gruppo operativo è composto da: Maria Chiara Carrino; Ciro Marco Cipolletti; Luigi Cosentino; Giorgio Di Fiore; Loredana Gargiulo; Francesca Iacomino; Gabriele Intoccia.

In consiglio comunale nel frattempo si è costituito il gruppo Ercolano in Azione composto dai consiglieri Nicola Abete e Piero Sabbarese. Il gruppo, che si pone in opposizione alla maggioranza che governa la città, porterà nelle istituzioni le tematiche che gli attivisti proporranno per il territorio.

Investire, Proteggere e Liberare saranno i tre pilastri dell’azione per Ercolano, un’azione che intende accompagnare la mobilitazione di tutti quei cittadini che lavorano, studiano e faticano al di là degli scontri inconcludenti tra tifoserie e degli slogan privi di contenuti.

«Stiamo creando un contesto nuovo, qualcosa che non si era mai visto prima. – afferma Piero Sabbarese – Ci siamo allontanati dall’idea di partito dove conta più vincere un congresso che le elezioni, per costruire un movimento orizzontale che nasce sui territori e che lavora sui fatti reali. Ercolano è la città dove si è costituita la prima sede fisica di un comitato in Azione, ed è un orgoglio vedere tanti giovani lavorare ad un progetto, spinti solo ed esclusivamente dalla passione per la politica e per la nostra città»

Somma Vesuviana, gli Open Days del Torricelli all’insegna dell’arte di Leonardo Da Vinci

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Il Liceo Scientifico-Classico “E. Torricelli” apre le sue porte per gli Open Days del nuovo anno. In occasione del 500° Anniversario della morte di Leonardo Da Vinci e del 50° Anniversario della nascita del Liceo sarà realizzata una mostra didattica su vita e opere del grande Genio.

Quello realizzato dal Liceo Scientifico-Classico “E. Torricelli” si prefigura come un vero e proprio evento dal forte impatto artistico grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale “Il Genio di Leonardo” – S. Croce sull’Arno (PI). Non solo sarà presentata la didattica unitamente alla nuova offerta formativa proposta per l’anno scolastico 2020/2021, ma questa sarà anche un’importante occasione per fare un tuffo nel passato, ritornando agli antichi fasti di cui poteva godere l’Italia rinascimentale grazie alla firma del grande Leonardo.

L’Istituto offre tre indirizzi di studio: Scientifico, Scientifico con opzione Scienze Applicate e Classico. Dall’anno scolastico 2018/2019 sono stati attivati importanti corsi formativi, come il Cambridge con attenzione alla lingua inglese e uno più propriamente legato al settore matematico. Dall’anno 2019/2020 l’offerta formativa sarà arricchita anche grazie all’attivazione dell’indirizzo biomedico presso il Liceo Scientifico. Il giorno 18 gennaio – dalle ore 15 alle 18 – e domenica 19 – dalle ore 9 alle 12 – tutti i ragazzi e le loro famiglie saranno i benvenuti per conoscere da vicino le grandi novità riservate per il prossimo anno accademico. L’ardua scelta dopo le scuole medie può spaventare, ma se affidata ad istituti che, come il Torricelli, lavorano solo per garantire il meglio ai futuri esperti del domani, diventa senz’altro uno step più semplice da superare.

Il Liceo Scientifico-Classico nasce negli anni ’60 come sede distaccata del Liceo Scientifico “Vincenzo Cuoco” di Napoli, ma raggiunge la propria autonomia dieci anni dopo, durante l’anno scolastico 1969/1970. Per celebrare quel primissimo e grande traguardo che ha segnato l’inizio di una vera e propria era per l’Istituto è stata realizzata una mostra didattica dedicata alla mente poliedrica di Leonardo Da Vinci, che 500 anni fa ha lasciato definitivamente la sua patria. La rassegna artistica Leonardo Da Vinci – “La vita, le opere, i codici e le macchine” sarà inaugurata con il Patrocinio del Comune di Somma Vesuviana il prossimo 17 gennaio alle ore 16:30 e sarà disponibile fino al 25 gennaio presso la sede principale del Liceo in Via S. Aloia, 1 – Somma Vesuviana. L’ingresso è gratuito ed è aperto a tutti coloro che saranno fortemente interessati ad approfondire le tappe fondamentali di un uomo che ha fatto del proprio ingegno una ragione di vita.

Volla: ruba rame in un cantiere, 32enne finisca in manette

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Ieri pomeriggio i carabinieri della stazione di Volla, durante un servizio di pattuglia per prevenire e contrastare i reati predatori, hanno arrestato in flagranza di furto un trentaduenne del luogo, Marcello Esposito, già noto alle forze dell’Ordine.
I militari si sono accorti che all’interno di un cantiere edile in via Fraustino c’era una persona in un orario sospetto quindi sono entrati a verificare bloccando così l’autore del furto mentre portava via 400 metri di cavi di rame.
Esposito è stato tratto in arresto e sottoposto ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

Sant’Anastasia, presidio UICI: al via il corso di codice lettura Braille

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Ieri, giorno 11 gennaio 2020, presso il Presidio UICI di Sant’Anastasia, ha avuto inizio il Corso Braille: il codice di lettura e scrittura utilizzato dalle persone con disabilità visiva.

Il Corso vede un considerevole numero di iscritti, non solo Soci UICI ma, soprattutto, educatori ed aspiranti educatori che hanno scelto l’I. Ri. Fo. R. (Istituto per la Ricerca, Formazione e Riabilitazione) come Ente per la propria formazione professionale.

Il Corso prevede un programma molto articolato, dove, non solo verrà impartito l’insegnamento del codice Braille ma, altresì, nozioni di tiflodidattica, tifloinformatica, gli ausili per la mobilità, per l’autonomia personale e per la didattica, le principali leggi che disciplinano in materia di disabilità visiva, l’ipovisione e le strategie didattiche per alunni ciechi ed ipovedenti; la prima lezione di oggi tenuta dalla docente Sandra Minichini e dalla tutor Lucia Castaldo, ha introdotto il Braille e le prime lettere dell’alfabeto, la percezione aptica e le leggi dell’aptomorfica ed il “modo” in cui i ciechi conoscono il mondo circostante.

Oltre al saluto del Presidente della sez. UICI di Napoli, Mario Mirabile, ha introdotto i lavori, il Referente del Presidio, Giuseppe Fornaro, il quale ha augurato un buono studio ai corsisti affinché possa esserci maggior competenza nelle figure educative che dovranno accompagnare gli alunni ciechi o ipovedenti durante il loro percorso scolastico.
Il Corso avrà una durata di oltre due mesi e mezzo, al termine, un esame finale valuterà le competenze acquisite.

Auguriamo a tutti noi ed ai corsisti  un buon lavoro, con l’auspicio di conferire un’ottima formazione agli educatori in modo che questi possano compensare le molteplici mancanze di molti docenti in materia di “didattica inclusiva” per disabili visivi.

credit foto: web

Lutto nella mondo della ristorazione campana, è morto il patron della storica osteria “‘E Curti”

Si è spento all’età di 80 anni Carmine D’Alessandro, patron del ristorante E’ Curti di Sant’Anastasia,  conosciuto in tutto il mondo per il suo mitico nucillo, una ricetta quasi centenaria che nasce dai malli delle noci di Sorrento.

L’osteria, nata un secolo fa, è stata rilevata nel 1952  e da Locanda del Monaco diventò trattoria de i Curti. L‘antica trattoria è la memoria storica di un luogo che ha aperto i battenti nel 1924.

I funerali  di Carmine D’Alessandro si terranno oggi ,13 gennaio, presso la chiesa di Sant’Antonio a Sant’Anastasia.

Emergenza rifiuti, i sindaci del vesuviano: ” Napoli rallenta la raccolta differenziata”

Nota stampa congiunta dei sindaci del vesuviano sulla crisi della raccolta differenziata.

I sindaci dei comuni di Portici, San Giorgio a Cremano, Ercolano, San Sebastiano al Vesuvio, Cercola, Massa di Somma, Somma Vesuviana, Volla, Pollena Trocchia e Torre del Greco, segnalano ancora una volta il rischio che la raccolta differenziata delle proprie città venga vanificata dalla pessima gestione degli impianti di smaltimento a cura della Città Metropolitana e della Società Provinciale SAPNA. Difatti oltre ad aumenti sconsiderati dei costi che si ripercuoteranno sui cittadini, vi è una politica che mette in coda alle necessità della città di Napoli qualsiasi altro territorio rallentando, se non bloccando, la raccolta anche nelle città dove non vi è alcuna crisi.
Nei prossimi giorni anche nelle nostre città vi potranno essere ulteriori disservizi creati dalle interminabili code per sversare l’indifferenziato che in maniera sistematica vedono i camion dell’Asia scavalcare qualsisi fila. Questa gestione del tutto inefficiente e faziosa della Sapna e della Città Metropolitana mortifica i nostri territori penalizzando i Cittadini virtuosi creando evidenti disparità di trattamento a favore di Amministrazioni inadempienti sugli obiettivi di legge in materia di raccolta differenziata.

Acerra, Istituto “Don Antonio Riboldi”: costruttivo incontro tra Sindaco e Consiglio di Circolo didattico

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Ieri sera si è svolto un incontro tra i docenti ed i genitori del Consiglio di Circolo del Primo Circolo didattico di Acerra “don Antonio Riboldi” ed il Sindaco Raffaele Lettieri.

Nel corso dell’incontro, con dialogo condiviso e costruttivo, sono state sviscerate le diverse argomentazioni dei rappresentanti del Consiglio di circolo e le ragioni dell’Amministrazione comunale. Le parti hanno condiviso la scelta dell’Amministrazione comunale di allocare il Primo circolo nella parte della struttura di Piazzale Renella che il Comune aveva già designato, così come l’Amministrazione ha accolto la richiesta dei rappresentanti della scuola di conservare il Plesso Montessori, che rimarrà scuola dell’Infanzia con spazi esterni all’altezza delle aspettative dei genitori.

Al termine dello scambio di informazioni tra genitori, docenti e Amministrazione resta fermo che le iscrizioni per il prossimo anno scolastico 2020/2021 dovranno essere realizzate sulla base degli attuali spazi assegnati nei vari plessi del Primo Circolo didattico, con l’impegno, condiviso da Amministrazione comunale e Consiglio di circolo della scuola, che appena la struttura di Piazzale Renella sarà completata e dotata anche del collaudo tecnico/amministrativo, il Primo circolo occuperà parte degli spazi del plesso di Piazzale Renella per ospitare le classi di scuola primaria e le sezioni dell’infanzia attualmente distribuite sui vari plessi, mantenendo il plesso Montessori di scuola dell’infanzia, così come richiesto.

 

Gallipoli: Il “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” riparte da qui con la ventesima edizione

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Il concorso gastronomico itinerante ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico

Sabato 18 gennaio si terrà a Gallipoli, in provincia di Lecce, la ventesima edizione del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” e prodotti della gastronomia pugliese. Sono dunque trascorsi diciotto anni da quando il Cav. Uff. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto, diede inizio con passione al concorso gastronomico itinerante su tutto il territorio nazionale con lo scopo di divulgare, in tante regioni italiane, la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. La manifestazione, nel classico stile Renoir, negli anni è andata sempre più a crescere e ad affermarsi,  riscuotendo unanimi consensi,  tanto da essere imitata, senza avere successo, dai Comuni di Lerici, Macerata e Cervia, per promuovere i loro prodotti tipici locali. Si riaccendono quindi i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto, allevato in aree sottoposte a strettissimi controlli da parte delle autorità preposte, che ogni settimana  definiscono la qualità e la salubrità, tanto che oggi i mitili del comprensorio indicato come secondo seno del Mar Piccolo di Taranto sono finalmente tornati ad essere classificati nella classe “A”, il prodotto quindi  non  necessita più di  essere messo nelle vasche di stabulazione dopo la raccolta, le cozze potranno ora arrivare direttamente nelle case dei consumatori sempre freschissime, pulite, pronte da mettere in pentola. Il prodotto ha il suo periodo di riproduzione durante l’inverno e il miglior periodo per assaporarne la prelibatezza sono i mesi successivi. Come nelle precedenti edizioni il Festival sarà seguito dalla stampa locale e nazionale, alla manifestazione   parteciperanno giornalisti provenienti da diverse città italiane e verrà ripresa – come nelle altre edizioni –  dalle telecamere di Rai 2 , mandata poi in onda nella trasmissione “Eat Parade”. Proprio in questo momento di difficoltà Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su  nuove energie che possano contribuire a diversificare quello che viene definito il “business network”, cioè il “tessuto produttivo” a cui si fa riferimento per indicare le relazioni immateriali tra un produttore e l’altro, relazioni economiche, sociali e culturali che fanno sì che le imprese in un determinato territorio non siano isolate, ma interagiscano con le infrastrutture produttive cioè con  tutti i mezzi tecnici, i servizi e strumenti che rendono possibile la produzione. Occorre quindi migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria  politica di valorizzazione sul contesto italiano.

E’ questo l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività dei vari chefs che si fronteggiano nella preparazione delle più fantasiose pietanze. Gli chefs provenienti da ogni parte d’Italia, appartengono tutti a prestigiose strutture ricettive, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il  mollusco bivalve   con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la cozza tarantina, la vera protagonista dell’evento, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuove pagine della  storia della cucina italiana.

Gli chefs e i maîtres, che hanno accolto nelle loro cucine  i mitili tarantini, diventano a loro volta, attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia di nuovi piatti da essere replicati dagli estimatori di tale prelibato frutto del mare jonico. Sarà l’Hotel Bellavista Club del gruppo Caroli Hotels di Gallipoli ancora una volta ad ospitare il Festival per la  XX  edizione 2020, sponsorizzando ufficialmente l’evento. Seguiranno poi gli appuntamenti itineranti in tutto il territorio nazionale: nel mese di Febbraio si svolgeranno quattro serate eliminatorie, riservate agli chefs e ai commissari di gara, presso il ristorante dell’ Hotel  Lido Impero di Chiatona, vicino Massafra, in provincia di Taranto. Il 24 e il 25 Marzo si disputerà poi ad Aversa  il Gran Premio “Pizza e Cozze Tarantine” a cui seguiranno altri  appuntamenti ad Isernia, Civitanova Marche, Peschiera del Garda ed altri, per concludersi prima della stagione estiva. Il direttore organizzativo del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” Cav. Uff. Cosimo Lardiello,  per la ventesima edizione  ha schierato a Gallipoli i più prestigiosi chefs nazionali ed internazionali componenti della squadra ufficiale nazionale del Festival,  che rappresentano il Festival nelle competizioni più importanti nazionali ed internazionali, questi i nomi: Gianfranco Anzini executive chef di Napoli; Alessandro Angiola executive chef di Foggia; Vincenzo Cecere executive chef di Catanzaro; Nicola Altavilla executive chef di Taranto; Onofrio Terrafino executive chef  di Gallipoli (Le).

La manifestazione sarà presentata da Angelo Caputo, Vice Direttore di Studio 100 Tv di Taranto. Il gruppo musicale Rua Katalana Quartet, nato dall’incontro di quattro amici musicisti con  esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, eseguirà brani del loro repertorio. E’ prevista la partecipazione di rappresentanti delle Forze dell’Ordine dei Comuni di Lecce e Brindisi, nonché  di un numeroso gruppo di piloti dell’Aviazione Marittima Italiana con il loro Presidente nazionale Orazio Frigino e con i rappresentanti delle delegazioni delle Regioni Calabria, Marche, Lombardia, Toscana. Scopi dell’Aviazione Marittima Italiana sono quelli di diffondere l’idea del volo sportivo proprio in una regione d’Italia, la Puglia, che è una piattaforma naturale protesa nel Mediterraneo, dove le tradizioni aeronautiche hanno salda dimora  e con dentro l’irresistibile voglia di vivere il cielo da protagonisti.

Le ricette di Biagio: uova “ ‘mpriatorio”, il piatto rituale che chiudeva le processioni e le “trafiche” delle travi di quercia e dei cavalli

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Le uova al purgatorio: origine del nome. La simbologia complessa dell’uovo, e il valore rituale del piatto. I documenti della storia di Ottajano dicono che questo piatto veniva consumato dalle congreghe  quando si concludeva la processione della Madonna del Carmine, e che le “ova ‘mpriatorio” sigillavano  le “trafiche” del mercato dei cavalli e delle travi di quercia. E’ corretto supporre che il rito facesse parte di tutta la cultura vesuviana.

 

Ingredienti: tre uova, 400 gr. di pomodori pelati, 300 gr. di cipolla di Montoro, mezzo bicchiere di vino bianco, sale, pepe, olio extravergine. Tagliate le cipolle alla julienne,  mettetele  in un tegame con  l’olio, fate soffriggere per circa cinque minuti a fiamma vivace, versate il vino, fate sfumare,  aggiungete i pomodori pelati, fate cuocere  per circa venti minuti  e “aggiustate” con sale e pepe. Poi adagiate nel sugo le uova, mettete su ciascuna di esse una “punta” di sale e di pepe, coprite con il coperchio e fate cuocere, a fiamma bassa, finché il “bianco” non si rapprenda. A tavola il “piatto” va molto caldo.

 

Il catalogo dei valori simbolici dell’uovo è assai lungo: tutti i popoli, tutte le religioni e molti artisti vi hanno aggiunto, nei secoli, qualcosa di nuovo, anche se spesso le novità conclamate si sono rivelate banali ripetizioni. L’uovo è simbolo della fecondità maschile e femminile, è immagine della perfezione, è figura della complessità del mondo, è segno della resurrezione. L’uovo è modello del ventre materno, e perciò Salvador Dalì lo scelse come  ornamento principale  della sua villa a Port Lligat(vedi immagine in appendice). L’uovo fu già per gli antichi simbolo dell’armonia degli opposti, perché il suo guscio racchiude due colori antitetici, ed entrambi assoluti,il bianco e il rosso. La simbologia religiosa dà forse origine anche al nome di questo piatto, perché il bianco e il rosso richiamano alla mente la scena delle tavolette votive, in cui le anime purganti chiedono ai Santi di salvarle dalle fiamme del Purgatorio (vedi immagine in appendice). Ma tre documenti da me trovati nelle ricerche sulla storia di Ottaviano e del Vesuviano confermano la funzione rituale delle “ova ‘mpriatorio”.  A Ottajano, almeno fino al 1905, la giornata dedicata alla processione della Madonna del Carmine si concludeva con un “ristoro” che a turno le famiglie “ragguardevoli” offrivano ai confratelli delle congreghe e che veniva allestito in piazza San Giovanni.  Nel 1883 Vincenzo Del Giudice, architetto e potente consigliere comunale,  offrì ai numerosi confratelli pane, “salami, formaggi e le ova al pomidoro”, mentre il vino venne offerto dai consiglieri Francesco Saviano e Ferdinando Boccia. La notizia la leggiamo nella relazione che il comando delle guardie municipali trasmise al sindaco Giuseppe Bifulco per confermargli  che non c’erano stati incidenti, nella lunga giornata, che “i mastri dei fuochi” avevano rispettato le disposizioni stabilite dalle autorità, e, infine, che il consigliere Giosuè Ranieri, al ritorno della statua della Madonna nella sua chiesa, aveva offerto al parroco di San Giovanni, “alla presenza dei fedeli tutti”, una cospicua somma come contributo per “il maritaggio di donzella povera”, “come da tradizione”.

La “trafica dell’uva” era un atto di mercato con cui i proprietari di vigneti garantivano ai loro clienti che ad essi avrebbero dato l’uva “da vino” a fine vendemmia: in questo rapporto contavano la parola d’onore e la stretta di mano: e quando “le partite dell’uva” erano importanti, facevano da notai e da garanti i camorristi “formidabili” del territorio, i capi. Nel 1863 I camorristi ottajanesi si schierarono contro Pilone anche perché il brigante aveva preso gusto a sedersi ai tavoli delle “trafiche”. Mi raccontavano i miei zii “cavallari” che c’era una “trafica” anche per l’acquisto dei cavalli da tiro, dei muli e degli asini nelle fiere, e, in particolare, nella fiera di Ottajano, una delle più imponenti dell’Italia meridionale, che si svolgeva durante la festa di San Michele. Questa “trafica” si concludeva nella locanda degli Annunziata,  nei pressi di piazza San Lorenzo, davanti a un piatto di “uova al pomodoro” e a un bicchiere di “vino sincero” del Vesuvio. Non ci dobbiamo meravigliare se questa locanda, in “si trafficava” su notevoli somme di danaro, era controllata dalle forze dell’ordine e dagli “informatori”. Nel 1898  i carabinieri  appresero da un “relatore” che  due membri della famiglia Vetrano avevano incontrato nella locanda di Saverio Annunziata tre “mercanti” di  Scafati a cui avevano venduto, “a stretta di mano, e a un prezzo assai più basso che l’usuale”, le travi del loro querceto di Piano di Borde. Aveva preso parte alla trattativa anche il locandiere.  I Vetrano erano sospettati, tra l’altro, di tagliare e vendere non solo le querce della loro “masseria”, e “in numero assai più alto di quello previsto dal ruolo di rotazione”, ma anche i “cerri” delle selve demaniali con cui la “masseria” confinava. Ovviamente, non erano i soli a non tener conto dei confini: la distrazione può fare brutti scherzi a tutti.

E’ probabile che il locandiere, concluso l’affare, abbia servito ai “trafficanti” “ova ‘mpriatorio”.

 

Somma Vesuviana piange la scomparsa di Monsignor Alfonso Pisciotta

La salma arriverà domani alle ore 11:00 nella Chiesa San Giorgio Martire e alle ore 16:00 ci sarà la solenne messa presieduta dal Vescovo di Nola Mons. Francesco Marino.” La Chiesa se vuole essere credibile – affermava il nostro parroco – deve camminare insieme, avendo come punti fermi del suo apostolato la famiglia, i giovani e i poveri”.

Don Alfonso Pisciotta era nato il 28 gennaio del 1955 a Lausdomini, una frazione situata nella città di Marigliano. Ordinato parroco il 9 febbraio del 1979, era stato parroco a Cicciano nel 1984 nella Chiesa di San Pietro e a Quindici (Avellino) nella Parrocchia di S. Maria delle Grazie, prima di approdare definitivamente, il 5 gennaio 2017, nella Chiesa di San Giorgio Martire a Somma Vesuviana, subentrando a Mons. Giuseppe Giuliano, nominato Vescovo di Lucera – Troia. Toccò a Don Alfonso, il 14 dicembre 2015, in qualità di Vicario decanale, aprire la Porta Santa del Santuario della Madonna del Carpinello a Visciano, scelto dalla Diocesi di Nola fra le cinque chiese giubilari. Nominato Monsignore con il titolo di Cappellano di Sua Santità, Don Alfonso è stato Rettore del Seminario Vescovile di Nola e docente di Teologia pastorale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Nola. Quanti giovani accolse in seminario, accompagnandoli con sapienza e attenzione, tra questi il giovane parroco Don Raffaele Rianna nel 1996, che lo ricorda commosso. Nel 2018 Don Alfonso fu scelto dal Vescovo di Nola, Mons. Francesco Marino, come nuovo Vicario episcopale per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti. La Chiesa se vuole essere credibile – affermava il nostro parroco – deve camminare insieme, avendo come punti fermi del suo apostolato la famiglia, i giovani e i poveri. Sono queste le parole su cui si è mossa l’intera attività apostolica del caro parroco e che hanno sempre acceso in noi fedeli il desiderio di “umanità”. Addio, Don Alfonso.