“Pasta e piselli con pancetta”: i piselli e la pancetta piacevano all’imperatore Vitellio, anche perché gli ricordavano altri piaceri…..

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Poiché certi “piatti” sollecitano i ricordi e l’associazione di pensieri e di immagini, può capitare, diceva Grimod de la Reynière, che i delicati e teneri piselli, associati alla “pancetta” di maiale, perdano la delicatezza ed evochino metafore un po’ sconvenienti. La voracità mitica dell’imperatore Vitellio, che diede il suo nome a un “piatto” di piselli  e a uno di “carne di maiale”. Il valore metaforico della parola “pisello” e dei nomi della femmina del maiale. Una battuta di Benigni.

 

Ingredienti (4 persone): 300 gr di tubetti piccoli (o ditali); 3 bicchieri di piselli;  4 fette di pancetta fresca, cipolla bianca,olio extravergine, sale ( l’autore di questa ricetta ha usato piselli surgelati, che possono essere agevolmente sostituiti dai piselli in barattolo). In una pentola fate soffriggere leggermente la cipolla, tagliata finemente, con dell’olio di oliva e la pancetta tagliata a striscioline o a cubetti. Aggiungete i piselli e fateli rosolare. Salate, unite un bicchiere di acqua e fate cuocere i piselli per una decina di minuti. Se usate quelli precotti in barattolo ci vorrà molto meno tempo per la cottura. Quando i piselli saranno morbidi, unite la pasta direttamente nella pentola, mescolate, e cuocete, aggiungendo di tanto in tanto qualche tazzina di acqua fino ad ultimare la cottura. Aggiustate di sale; il “piatto” va in tavola ben caldo (la ricetta è pubblicata sul sito “studenti ai fornelli”).Lo chef Biagio ha versato nel “soffritto iniziale”, prima di aggiungere i piselli,  metà bicchiere – un bicchiere da liquore – di “coda di volpe” del Vesuvio.

Diceva Grimod de la Reynière, il “buongustaio eccentrico”, che quando stiamo a tavola può capitare che il “piatto” “parli” non solo al gusto e all’olfatto, ma anche alla memoria, e ci spinga ad associare pensieri, immagini, ricordi e sequenze culturali: come se mangiassimo molti “piatti” in uno solo.. Non c’è pietanza più rasserenante e casta di una “pasta con piselli”: il legume si combina dolcemente con “ditali, mezze maniche e farfalle”, e insieme creano una musica lieve, da meditazione, un silenzio sussurrante. E’ un “piatto” da rito religioso, e gli Ottavianesi lo preparano nel giorno sacro al patrono San Michele. Ma se ci aggiungi un po’ di vino rosso, come ha fatto lo chef Biagio, e la pancetta, allora la musica cambia, e si fa crepitio di trombe o malizioso e allusivo concerto di violini. Perché la pancetta ti spinge a ricordare che le vecchie signore, ancora negli anni’ 60, la chiamavano, alla latina, “verrinia”, e spesso la sostituivano con il “guanciale”, “’o vuccularo”: e “verrinia” e “vucculara”, come altre parole napoletane connesse al maiale e alla scrofa, venivano usate, da quelle signore, come sarcastiche metafore di donne dai costumi troppo facili. Del resto, già gli scrittori del ‘300 usavano i due nomi della femmina del maiale, “troia” e “scrofa”, come volgarissime ingiurie antifemministe, e anche  molti scrittori del ‘900 ci hanno “azzuppato ‘o ppane”, fra gli altri, Moravia, Soldati, Brancati, Compagnone e Arpino.

Il contatto con la “verrinia” toglie gentilezza anche al pisello. E sei costretto a ricordarti di Vitellio, che fu imperatore di Roma solo per nove mesi, dall’aprile al dicembre del 69 d.C., e passò i suoi giorni imperiali a banchettare: anche quattro banchetti al giorno, e riusciva a sostenerli tutti, perché si era allenato a vomitare, tra una portata e l’altra. Era così vorace, racconta Svetonio, che perfino durante i riti sacri non riusciva a trattenersi dal portar via dagli altari le viscere  degli animali sacrificati agli dei e il pane di farro: e a divorare tutto, immediatamente, sul posto, davanti ai sacerdoti sconvolti. I suoi banchetti avrebbero suscitato l’invidia di Gargantua e Pantagruele, e i suoi avversari si divertirono a immaginare e a raccontare le scene di dissolutezza sessuale che, in quei banchetti interminabili, facevano da condimento ai vertiginosi peccati della gola. Questo incredibile personaggio diede il suo nome a due “piatti” descritti da Apicio: il “maiale vitelliano”, un pezzo di carne di maiale prima arrostito e poi fatto macerare in una “salsa” di “garum”, di erbe, di vino passito e di pepe; e i piselli “vitelliani”, cotti in un terribile trito di porri fiori di malva maggiorana pepe tuorli di uova sode aceto miele e vino. La “verrinia” spinge a ricordare che il delicato pisello è metafora dell’organo sessuale maschile, e scrittori di grande talento si sono divertiti a usare il nome del tenero legume in quel senso lì: considerata l’arditezza delle immagini, non posso citare i passi incriminati. Ma una battuta di Benigni merita di essere ricordata, con cautela: “Può darsi che anticamente l’omo avesse più organi sessuali, tre piselli: e da qui la famosa frase: che c….o vuoi? “.

Aveva ragione Voltaire: diffidate dei timidi e dei delicati: all’improvviso gettano via la maschera, e si rivelano briganti feroci. Tenete i piselli lontano dalla pancetta, dalla “verrinia” e dalle “vucculare”.

 

Pericolo amianto ad Acerra: il sindaco fa chiudere una via del centro

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L’ordinanza immediatamente esecutiva è stata firmata ieri pomeriggio dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri: via Caporale è stata interdetta al transito delle persone e dei veicoli. Nella stessa ordinanza è stato vietato l’utilizzo a scopo abitativo di due alloggi, un sottotetto adibito a mansarda e un terraneo, e l’uso di un balcone. Il provvedimento è scaturito a seguito del crollo del tetto di un edificio completamente fatto di eternit, il temuto cemento-amianto si è frantumato in migliaia di pezzi su via Caporale, un vicolo del centro storico. Ora si teme che le pericolosissime fibre di asbesto, che possono provocare il cancro della pleura polmonare, si siano impadronite dell’area interessata dal crollo. L’ordinanza comunque oltre a imporre ai proprietari l’interdizione all’uso dei locali abitati e dei balconi interessati dal cedimento obbliga gli stessi a ripristinare lo stato dei luoghi mettendoli preventivamente in sicurezza. In caso di inottemperanza scatteranno i provvedimenti penali del caso. Questi sviluppi clamorosi del crollo si sono avuti dopo una denuncia inoltrata alla procura di Nola dagli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo e Michele Pannella. Nella denuncia gli ecologisti avevano segnalato “il pericolo per la salute pubblica determinato non solo dal crollo del tetto di amianto ma anche dalle anomale operazioni di messa in sicurezza effettuate dalla ditta incaricata di intervenire in tutto il territorio comunale per situazioni del genere”.

«Miglior Professionista 2020» al Gran Premio Internazionale di Venezia: riconoscimento all’anastasiana Francesca Beneduce

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Francesca Beneduce

«Nomination 2020» e «Miglior Professionista 2020», doppio riconoscimento e doppia soddisfazione per Francesca Beneduce. Cittadina di Sant’Anastasia, una laurea in scienze politiche con tesi sui crimini ambientali e una pluriennale esperienza nel sociale, la Beneduce è giornalista pubblicista, criminologa, esperta di politiche paritarie e di genere (è stata due volte presidente della Cpo a Sant’Anastasia ma anche e soprattutto presidente della Cpo della Regione Campania), si è occupata di centri e sportelli antiviolenza ma anche di accordi territoriali,  è valutatrice del personale della pubblica amministrazione per Consiglio Regionale ed enti locali, impegnata costantemente in difesa e in sostegno dei diritti umani e civili, in campagne di sensibilizzazione per il benessere psicofisico dei militari e delle forze dell’ordine e, come racconta il suo excursus, da sempre votata in iniziative e campagne di respiro nazionale contro la violenza. Quella di genere e quella…in genere.

Non è nuova ai premi, Francesca. Ma quello che le è stato consegnato nel pomeriggio di venerdì 7 febbraio, sotto l’alto patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio presso la Sala Mechelli con la partecipazione del vice presidente del Consiglio Giuseppe Emanuele Cangemi,  è particolarmente prestigioso: il «*Gran Premio Internazionale di Venezia Leone d’Oro», un riconoscimento alle eccellenze che si sono distinte nel proprio settore professionale, contribuendo con il proprio operato alla crescita economica, sociale e valoriale del Paese. I professionisti e gli imprenditori premiati sono stati selezionati attraverso un’attenta e scrupolosa valutazione del comitato di presidenza del Premio, tra questi il neo sostituto procuratore generale di Napoli Catello Maresca, già ai vertici della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

 

*Il Gran Premio Internazionale di Venezia Leone d’Oro dal 1947, prestigioso e storico riconoscimento all’arte, alla cultura ed all’imprenditoria italiana, il cui massimo riconoscimento fino al 1942 era la Coppa Mussolini che veniva assegnata al miglior film italiano e straniero. Successivamente il premio ha acquisito notorietà come Leone di San Marco fino al 1953. Nel 1954, diventa Leone d’Oro riassumendo in un aggettivo lo spessore del suo quid e l’intento di promuovere la continua e armoniosa espressione di tutte le arti. Dal 2006 il Gran Premio Internazionale di Venezia è promosso dal Gruppo Editoriale Armando Curcio Editore, Venice in the word. e dalla Leone di San Marco. Il Comitato di Presidenza dell’Ordine Leone d’Oro presieduta da Sileno Candelaresi coadiuvato dai presidenti Leopoldo Lombardi (Gran Premio Internazionale di Venezia), Carmelo Monaco (Leone d’Oro per lo Sport), Mario Baccini (già Ministro della Funzione Pubblica, Presidente Leone d’Oro per la Pace), Walter Scognamiglio (Vice Presidente Ordine Leone d’Oro).

Somma Vesuviana, l’inchiesta sul voto 2017: gli accordi trasversali

Nei lunghi mesi in cui gli investigatori hanno intercettato un po’ di persone coinvolte nella competizione elettorale, prima, durante e dopo il voto del maggio di tre anni fa, molte cose sono accadute. Soldi e benefici in cambio di voti, favori, promesse.

La compravendita di voti, questa la convinzione degli investigatori grazie ad alcune intercettazioni, non avveniva in una sola coalizione. Ne avrebbero avuto la certezza grazie ai contatti tra due candidati consiglieri posizionati in schieramenti opposti. Ed è uno di loro che chiama l’amico – avversario per chiedergli se fosse al corrente che un noto pluripregiudicato si era recato in un caseggiato popolare di Somma Vesuviana con alla mano diecimila euro, tutti da destinare all’acquisto di preferenze per il candidato sindaco che (l’amico) aveva prescelto. Circostanza non sviscerata compiutamente tra i due, ma che torna in una successiva conversazione tra uno dei candidati e una terza persona la quale suggerirà di non stare troppo vicino al candidato sindaco per non fargli perdere voti.

Come è ormai chiaro, le indagini sono proseguite dopo il ballottaggio. Tra le conversazioni captate ve n’è una in particolare nella quale si fa cenno alla situazione giudiziaria di un eletto: un personaggio noto della politica locale confida all’interlocutore che quella persona potrebbe essere silurata in un attimo perché le sue «carte» dinanzi alla giustizia, a causa di precedenti vicende, non sarebbero in regola, così come pure, stessa situazione, per il primo dei non eletti dopo di lui.

Tra scambi di voto, compravendite tattiche politico – elettorali, si sprecano inoltre i giudizi trancianti su molti dei protagonisti della vita politica (e non) locale: ce n’è per i candidati sindaco fermi al primo turno, per i giornalisti, per attuali deputati.

 

 

 

 

 

Marigliano, “Passa la palla!” da Torino al Liceo “C. Colombo” per il prossimo convegno contro il bullismo

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In vista un nuovo evento per dire basta alla violenza nelle scuole e tra i giovani: il Liceo “C. Colombo” di Marigliano accoglie l’invito dalla Città metropolitana di Torino durante il convegno “Passa la palla! Cura delle relazioni e delle reti sociali”. Presente anche il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina nella Giornata Nazionale contro il bullismo.

Si è tenuto ieri il convegno “Passa la palla! Cura delle relazioni e delle reti sociali”, in occasione della Giornata Nazionale contro il bullismo. Il dirigente scolastico Nicoletta Albano del Liceo “C. Colombo” di Marigliano ha mostrato fin da subito grande interesse, aderendo all’iniziativa con una rappresentanza di docenti, tra cui i professori Annamaria Russo, Antonio Caccavale e Giuseppe Monda, giunti per l’occasione nella città della Mole. Il gesto non è passato inosservato ed è stato premiato quale sigillo di un ideale accordo con la Città di Torino, affinché possa crearsi e rinvigorirsi negli anni un network che includa tutte le scuole italiane.

Il convegno è stato promosso dalla Città metropolitana di Torino e dall’Associazione Social for Inclusion, di cui fa parte Rosalba Morese, docente universitario della Svizzera italiana di Lugano, che in prima linea si è occupata di diffondere l’evento da nord a sud, su tutto il territorio nazionale. Numerosi gli enti scolastici, le associazioni e le università coinvolte nell’iniziativa a dimostrazione del fatto che il bullismo e il cyber bullismo sono fenomeni da contrastare con forza. I giovani hanno bisogno di esempi e guide da seguire e la scuola negli anni ha sempre manifestato il proprio impegno nel combattere e arginare fenomeni di violenza per poter vivere in un ambiente sano e pacifico, all’insegna della correttezza e della giustizia.

Forte è l’intervento del ministro dell’istruzione Lucia Azzolina, che confida di essere stata vittima di attacchi violenti dal mondo della scuola. «Molti ragazzi, a volte anche adulti, pensano che queste possano essere considerate delle “bravate”. No, assolutamente! Noi sappiamo benissimo che non è così e lo sappiamo perché a causa di certe “bravate” alcuni giovani si sono tolti la vita per la vergogna di essere stati bullizzati, altri tutt’oggi non hanno il coraggio di uscire di casa. È evidente che non possiamo essere indifferenti. Tantomeno può esserlo un ministro dell’istruzione, tantomeno può esserlo la scuola. La scuola non potrà mai essere indifferente a tutto ciò. Per questo io oggi ho voluto essere qui a ribadire che il sistema educativo è presente su questi temi ed è sempre dalla parte dei ragazzi, delle famiglie, dell’alleanza educativa che deve esserci nelle nostre istituzioni scolastiche, perché ne abbiamo assolutamente bisogno tutti».

L’allarme risuona ovunque, è sempre più forte, e con esso cresce la consapevolezza di non poter rimanere inermi di fronte a un pericolo, un mostro che ha un volto e un nome. Il bullismo in tutte le sue forme deve essere evitato e bloccato sul nascere. Parlare è sempre più facile dell’agire, questo è indubbio, ma non parlarne affatto non fa altro che potenziare il nemico che si nutre della paura, del silenzio, che vince ogni volta che gli occhi dell’altro si abbassano con fare di sottomissione. Allora, è giusto parlarne, ancor più giusto farlo con atti di sensibilizzazione: in tutta Italia le scuole nella giornata contro il bullismo hanno fatto sentire la propria voce con convegni, eventi, flash mob e tanti altri progetti, a testa alta, con grinta ed entusiasmo, perché è necessario diffondere sani valori tra gli uomini del domani. La scuola è il fulcro dell’aggregazione, il cardine intorno al quale ruota il destino di milioni e milioni di giovani che da essa devono trarre insegnamenti morali e sociali in primis, oltre che strettamente didattici. La forza di una scuola emerge da questi gesti, piccoli o grandi che siano.

 

 

Terra dei Fuochi, l’arrivo del Papa e il ruolo del vescovo di Acerra. I particolari

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Papa Francesco nella Terra dei Fuochi e nella sua città simbolo, Acerra, cinque anni dopo la sua enciclica “Laudato sii”. Domenica 24 maggio, di buon mattino, già poco dopo le 8, il pontefice sarà nella città dell’inceneritore e dell’ecomafia, dei mille mali del Sud. Ma anche nel territorio che vuole riscattarsi, che vuole rivivere onestamente facendo rinascere la sua identità agricola. Intanto però com’è nata questa visita storica, com’è maturato quest’evento deflagrante ?  Oggi I responsabili della comunicazione della diocesi di Acerra hanno anticipato in che modo sia scaturito quest’appuntamento cruciale, non solo per la città ma per tutta la terra dei Fuochi. “Il papa – fanno sapere – sorvolando la Terra dei fuochi nel 2014 si commosse. Poi, nel gennaio 2018, ha ricevuto in Vaticano i bambini che provengono da questi territori. Infine, a dicembre dell’anno scorso, ha espresso di nuovo posizioni su questo tema”. A ogni modo la sensazione netta è che il ruolo del vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, sia stato determinante ai fini della decisione del pontefice di recarsi direttamente sul posto per rilanciare la questione del dramma ambientale nelle nostre terre . “Ci sono stati dei contatti costanti –  rispondono dalla diocesi – parlare di insistenza del vescovo non ci sembra il caso. Non sappiamo in che termini questi contatti si siano espressi. Certamente il pontefice ha subito manifestato la sua disponibilità”. Ma non è una notizia di stamattina questa dell’arrivo di papa Francesco. Almeno questo è quello che si intuisce. “Certo – confermano dal vescovado – non è una notizia di stamatttina. I  contatti per la visita sono iniziati tempo fa”.  Monsignor Antonio Di Donna stamattina appariva molto compiaciuto. “ E’ molto contento – aggiungono dalla comunicazione della diocesi – soddisfatto, per la comunità, per la città, per il fatto che è un momento storico. C’è una sensibilità molto forte sul tema della Terra dei Fuochi”. Da tempo il vescovo sta denunciando l’inerzia delle istituzioni davanti all’appello dei vescovi e delle popolazioni locali di dare il via alle bonifiche dei terreni, dei fiumi e del mare e di mettere in campo tutti gli strumenti possibili per contrastare la piaga dell’ inquinamento dell’aria che sta flagellando  le province di Napoli e Caserta ogni giorno: a Ponticelli già 25 sforamenti dall’inizio dell’anno. 27 ad Acerra,  29 a San Vitaliano, 25 a Pomigliano, 27 a Volla…

 

Somma Vesuviana, inchiesta comunali 2017, la consigliera Aliperta:”Somma non è solo questo”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa da Adele Aliperta, capogruppo  di “Siamo Sommesi”

 

“Durante la campagna elettorale 2017, ho conosciuto tanta gente perbene, che ha espresso la propria preferenza con consapevolezza, intelligenza e senso civico
Mi auguro che la verità esca fuori il prima possibile perché non è giusto gettare fango sulla nostra città, tanto sui cittadini quanto sulla intera classe politica locale
Le indagini faranno il loro corso, rivelando quanto accaduto.
Questa Amministrazione, nel contempo, continuerà a lavorare, mettendoci la faccia e procedendo dritta per la sua strada
Non è giusto generalizzare, ne’ offendere
Dobbiamo amare Somma Vesuviana con i fatti

Somma Vesuviana, la storia infinita della pubblica illuminazione. Martedì l’incontro decisivo

Niente di nuovo sulla questione pubblica illuminazione se non il fatto che alcune strade sono ancora miseramente al buio. La Vesuvio Energia scrive al Segretario Generale

Dagli uffici preposti si sa soltanto che la nuova dirigente ai Lavori Pubblici, Simona Penza, vuole capire meglio i termine del contratto e dell’assegnazione fatta alla Vesuvio Energia srl e per questo motivo ha chiesto altre integrazioni al contratto. Una storia  infinita che parte dal lontano 18 aprile  2019, quando fu firmato il contratto di concessione tra Vesuvio Energia S.r.l. e il Comune di Somma Vesuviana; il 16 maggio 2019, con Delibera di Giunta Comunale n° 80, fu approvato invece il progetto definivo degli interventi inerenti la Concessione di “gestione integrata, progettazione e realizzazione di interventi di efficienza energetica, adeguamento e messa in sicurezza rete di illuminazione pubblica con integrazione di servizi smart city”.

Il 30 luglio 2019 con  Protocollo n 19045/2019 fu validato ai sensi di legge il progetto esecutivo degli interventi inerenti la Concessione. A tutto questo è seguito un lungo scambio di comunicazioni a mezzo pec e il giorno 14 gennaio 2020 è stata protocollata da Vesuvio Energia srl, la documentazione richiesta dall’Architetto Simona Penza.

Ad oggi, però, l’amministrazione comunale non ha ancora dato il via libera alla consegna delle aree e degli impianti per le attività di gestione previste dal contratto. Da qui la  richiesta  fatta da Vesuvio Energy  al Segretario Generale per convocare urgentemente una  riunione  per la definizione degli aspetti legati alla effettiva attuazione del contratto di concessione. La riunione è stata fissata per il giorno 11 febbraio.

Somma Vesuviana, Mons. Alfonso Pisciotta ricordato nel trigesimo

venerdì 7 febbraio alle 18:30 nella Chiesa di San Giorgio Martire di Somma Vesuviana è stato ricordato Mons. Alfonso Pisciotta con una messa solenne di suffragio nel trigesimo della scomparsa

 

In una chiesa gremita di fedeli, la solenne messa è stata presieduta dal Vescovo di Nola Mons. Francesco Marino e con lui hanno concelebrato numerosi sacerdoti. Presente il Sindaco Salvatore Di Sarno. Oggi – hanno sottolineato i fedeli che lo hanno amato –  rileggiamo queste preghiere sentendo l’intonazione della tua voce e rivedendo l’espressione del tuo volto, lasciandoci ancora una volta coinvolgere in quel sogno che volevi condividere di una amicizia che avesse il sapore dello spirito, di una chiesa capace di portare una nuova profezia, di un sacerdote che potesse essere segno di benedizione. Il Sindaco Di Sarno, invece, ha desiderato tanto evidenziare che Don Alfonso, pure essendo stato un uomo ricco di sapienza, ha voluto vivere la concretezza e la semplicità del Vangelo, di cui ci ha resi partecipi. Insomma, in tanti hanno voluto ricordare con riconoscenza e affetto un amico della pace e capo del suo gregge. Don Alfonso era nato il 28 gennaio del 1955 a Lausdomini, una frazione della città di Marigliano. Fu ordinato il 9 febbraio del 1979. Era stato parroco a Cicciano e Quindici (Avellino), prima di approdare definitivamente, il 5 gennaio 2017, nella Chiesa di San Giorgio Martire a Somma Vesuviana. Nominato Monsignore, Don Alfonso fu Rettore del Seminario Vescovile di Nola e docente di Teologia pastorale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Nola. Nel 2018 venne scelto dal Vescovo di Nola, Mons. Francesco Marino, come nuovo Vicario episcopale per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti.

 

Somma Vesuviana, l’inchiesta sulle elezioni 2017: farmaci dimagranti in cambio di voti

Costosissimi prodotti dimagranti, contributi per i randagi e voti pagati a caro prezzo sui quali i procacciatori «di professione» allenati da campagne elettorali passate, facevano pure la cresta. E poi, soldi, favori, promesse di posti di lavoro in municipio.

VOTI ANIMALISTI. I randagi non votano, si sa. Ma c’era chi era disposto a dare il proprio voto e quello dei familiari in cambio di soldi da destinare agli amici a quattrozampe. Così il candidato passa in banca, come farà molte altre volte, preleva il denaro e lo consegna a chi lamenta anche la candidatura, in una lista avversaria, di un altro animalista.

VOTI IN FORMA. Peso in eccesso? No problem. Se i farmaci, o prodotti da banco, per l’obesità non erano alla portata della donzella che aspirava a rimettersi in forma, ci pensava il candidato. Si avvisava la commessa della farmacia prescelta, la donna passava a ritirare (una spesa di circa 200 euro) e il candidato regolava. C’est tout. Chissà se poi la bilancia ha dato risultati.

VOTI FACILI. Si sa, in campagna elettorale tutto fa brodo, dunque se si ha un amico consigliere comunale in paesi limitrofi, lo si mette in moto. E infatti le promesse di voto fioccano e quando il candidato sindaco ne viene informato, apprendendo che voti di un buon numero di famiglie andranno non solo a lui, ma anche ad una coppia di candidati delle sue liste (al candidato maschio perché era stato chiesto, alla candidata perché, cosi gli viene riferito, è una bella ragazza).

 VOTI IN VENDITA. L’inchiesta svelerebbe un vero e proprio apparato che si rimette in piazza ad ogni campagna elettorale, con intercettazioni di procacciatori che si mettono d’accordo riferendosi anche alle campagne elettorali precedenti e facendo i calcoli su quanti soldi si erano guadagnati allora e quanti se ne potrebbero invece incassare al momento.  Ovviamente, sul conquibus che alcuni candidati distribuirebbero, loro ci fanno la cresta. Un esempio? Da millecinquecento euro a loro ne rimangono quattrocento. Se sono bravi, anche cinquecento. Perché se a Somma acchiappi un gancio buono…

VOTI AL BUIO. I candidati al consiglio comunale hanno sempre tutto l’interesse affinché si voti non solo loro, ma anche il candidato sindaco. Perché l’opposizione sarà pure appassionante ma è in maggioranza che si può…concretizzare. E infatti, negli atti dell’inchiesta, un candidato all’assise pubblica già con molta esperienza chiede rassicurazioni a colui che spera diverrà a breve primo cittadino di Somma Vesuviana. La richiesta è di un posto di lavoro da assegnare a un non vedente, proprio in Municipio dove a breve si sarebbe liberato un posto. Il candidato assicura che così sarà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli atti dell’indagine condotta dalle forze dell’ordine