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Costosissimi prodotti dimagranti, contributi per i randagi e voti pagati a caro prezzo sui quali i procacciatori «di professione» allenati da campagne elettorali passate, facevano pure la cresta. E poi, soldi, favori, promesse di posti di lavoro in municipio.

VOTI ANIMALISTI. I randagi non votano, si sa. Ma c’era chi era disposto a dare il proprio voto e quello dei familiari in cambio di soldi da destinare agli amici a quattrozampe. Così il candidato passa in banca, come farà molte altre volte, preleva il denaro e lo consegna a chi lamenta anche la candidatura, in una lista avversaria, di un altro animalista.

VOTI IN FORMA. Peso in eccesso? No problem. Se i farmaci, o prodotti da banco, per l’obesità non erano alla portata della donzella che aspirava a rimettersi in forma, ci pensava il candidato. Si avvisava la commessa della farmacia prescelta, la donna passava a ritirare (una spesa di circa 200 euro) e il candidato regolava. C’est tout. Chissà se poi la bilancia ha dato risultati.

VOTI FACILI. Si sa, in campagna elettorale tutto fa brodo, dunque se si ha un amico consigliere comunale in paesi limitrofi, lo si mette in moto. E infatti le promesse di voto fioccano e quando il candidato sindaco ne viene informato, apprendendo che voti di un buon numero di famiglie andranno non solo a lui, ma anche ad una coppia di candidati delle sue liste (al candidato maschio perché era stato chiesto, alla candidata perché, cosi gli viene riferito, è una bella ragazza).

 VOTI IN VENDITA. L’inchiesta svelerebbe un vero e proprio apparato che si rimette in piazza ad ogni campagna elettorale, con intercettazioni di procacciatori che si mettono d’accordo riferendosi anche alle campagne elettorali precedenti e facendo i calcoli su quanti soldi si erano guadagnati allora e quanti se ne potrebbero invece incassare al momento.  Ovviamente, sul conquibus che alcuni candidati distribuirebbero, loro ci fanno la cresta. Un esempio? Da millecinquecento euro a loro ne rimangono quattrocento. Se sono bravi, anche cinquecento. Perché se a Somma acchiappi un gancio buono…

VOTI AL BUIO. I candidati al consiglio comunale hanno sempre tutto l’interesse affinché si voti non solo loro, ma anche il candidato sindaco. Perché l’opposizione sarà pure appassionante ma è in maggioranza che si può…concretizzare. E infatti, negli atti dell’inchiesta, un candidato all’assise pubblica già con molta esperienza chiede rassicurazioni a colui che spera diverrà a breve primo cittadino di Somma Vesuviana. La richiesta è di un posto di lavoro da assegnare a un non vedente, proprio in Municipio dove a breve si sarebbe liberato un posto. Il candidato assicura che così sarà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli atti dell’indagine condotta dalle forze dell’ordine