Somma Vesuviana, Rianna:”Castiello vice sindaco? Un assessore che non ha dato risultati degni di nota”

Riceviamo e pubblichiamo la  dichiarazione del consigliere di opposizione Salvatore Rianna sulla nomina del Vice Sindaco Giuseppe Castiello

“Dopo la revoca del Vice Sindaco Maria Vittoria Di Palma e in attesa di assistere ad altri avvicendamenti in Giunta, non posso che esprimere sconcerto per l’incarico di Vice Sindaco conferito ad un Assessore che finora ha gestito deleghe importanti senza risultati degni di nota. Si è distinto, infatti, per una gestione indecorosa del Cimitero comunale dove continuano a regnare degrado e atavici problemi, per l’invisibile gestione del Patrimonio comunale, per sporadiche iniziative in tema di Ambiente dove si ricorda l’adesione al protocollo Plastic – Free, esistente soltanto sulla carta poiché nelle manifestazioni patrocinate dal Comune (come è accaduto, e ne abbiamo documentazione, alla Festa dello Stoccafisso e del Baccalà) piatti e bicchieri di plastica dilagano. Rispetto poi alle deleghe al Verde Pubblico e all’Arredo Urbano, è sufficiente percorrere le strade della Città per farsi un’idea del fantasmagorico impegno profuso fin qui, ma anche sulla delega alle Politiche Energetiche, più che a una svolta, siamo all’Anno Zero. Il sindaco Di Sarno, a fronte di questa ectoplasmica gestione, ha pensato bene di promuoverlo Vice Sindaco, un ‘secondo’ il cui primo atto è stato quello di prorogare lo Staff, argomento sul quale, prestissimo, avremo tanto da dire.

Il Punto di Vista di Fiore di Palma su…Santa Maria a Castello (Somma Vesuviana)

Il contributo di Fiore Di Palma alla rubrica “Il Punto di Vista”.

Giuste tutte le opinioni e le riflessioni che ognuno egregiamente espone sulla questione che imperversa nella località di SANTA MARIA a CASTELLO, importante è capire però quali strumenti usare e quali organi investire di queste situazioni incresciose e contestualmente chiedersi il motivo del non funzionamento delle stesse.

In primis c’è il Parco Nazionale del Vesuvio, che come interessamento e salvaguardia e tutela del territorio è l’istituzione di maggior importanza, (visto che Santa Maria a Castello ricade nel cuore del Monte Somma) in itinere ci sono dei progetti che riguardano l’istituzione di un check point informativo proprio in detta località e il ripristino di tutti gli stradelli ricadenti nel nostro territorio. Perché non si avvia questo progettualità?

Il GAL Vesuvio che insieme ad altri gal si pongono come intermediari tra i finanziamenti europei e le aziende del territorio di appartenenza avente come scopo la tutele e la conservazione del patrimonio naturale, all’interno del Consiglio di Amministrazione del GAL Vesuvio vi è un rappresentante nominato dalla nostra amministrazione ed un Assessore con il doppio incarico. La domanda nasce spontanea: che progetti e che impulsi sono stati fatti dai nostri rappresentanti per il nostro territorio al di là dei Bandi di partecipazione di rito pubblicati?

Infine le Paranze, gruppi di amici che hanno l’onere e l’onore di conservare e trasmettere le tradizioni culturali legate alla Madonna di Castello ed alla nostra Montagna. Dove sta la loro sensibilità verso questo problema? Si pensa (giustamente) solo alla decennale processione nel paese della Madonna ma poi tutto finisce o meglio si pensa al prossimo bicchiere di Catalanesca da bere alla prossima tarantella.

La nostra Amministrazione che ruolo ha nei confronti di questi organi? Cosa ha fatto e cosa sta facendo in merito? Sarebbe il caso di conoscerlo. Nel momento in cui c’è sinergia tra i vari organi paranze comprese, possono arrivare risposte soddisfacenti, altrimenti, sarà solo il Parroco del Santuario a suonare le campane e le opinioni di ognuno ubriacate di Catalanesca.

Il Punto di Vista di Antonio Polise su…Santa Maria a Castello (Somma Vesuviana)

Il contributo di Antonio Polise alla rubrica “Il Punto di Vista”.

Di Santa Maria a Castello si parla solamente in campagna elettorale o durante le feste del tre di Maggio, nel primo caso i contendenti politici fanno a gara nel promettere una costante manutenzione dei laghi, un nuovo piano di ristrutturazione della piazza panoramica o un modo più efficiente nella gestione dei sentieri e dei luoghi di culto oltre a rendere più sicuro il luogo la sera ed impegnarsi onde evitare un ulteriore dissesto idrogeologico, queste sono e rimangono soltanto sterili parole senza mai un seguito concreto; nel secondo caso Santa Maria a Castello viene presa in considerazione per quei pochi giorni di maggio in cui si celebrano le feste della montagna.

In tutti e due i casi sia i politici che i cittadini hanno una visione periferica e decontestualizzata del luogo. Io a Santa Maria a Castello ci sono cresciuto e ci vivo quotidianamente e posso affermare che questo posto è molto di più di quello che si pensa, chi come me vive la montagna nella sua quotidiana trasformazione stagionale può sottolineare che stiamo parlando di un logo a dir poco magico in cui i cicli della natura fanno comprende la poesia delle piante di alloro che crescono a prescindere dai rovi o delle querce che non conoscono il concetto del tempo e lo vivono all’infinito. Quello che vorrei che comprendesse il lettore è che Santa Maria a Castello è un luogo come pochi e può insegnare tanto alle persone che vogliono ascoltare l’armonia della natura. Per incentivare questo enorme valore del parco nazionale del Vesuvio non ci vuole poi tanto, basterebbe una chiara linea politica e una collaborazione più stretta tra i cittadini attivi di Somma. Oggi lo stato dei fatti è a dir poco pietoso, tutto è lasciato al completo abbandono e nessuno (cittadini compresi) fa nulla per smuovere le coscienze. Alcuni anni fa abbiamo assistito agli enormi incendi che hanno devastato il monte Somma, beh io non ho visto nessun politico (che solo pochi giorni prima si era sgolato, in campagna elettorale, per vantare il proprio legame con la montagna sommese), oltre il sindaco Di Sarno, prodigarsi in prima persona o con comunicati di supporto verso gli abitanti di Santa Maria a Castello.

Il mio punto di vista è che delle parole non mi fido più, mi fido solo di quello che riesco a fare io e gli altri cittadini di buona volontà che come me voglio scorciarsi le maniche e mettersi in prima linea, a prescindere dalla politica o dagli interessi personali. Sono convinto che la politica potrebbe dare tantissime risposte, anche con la semplice manutenzione ordinaria dei luoghi, ma non fa nulla perché chi siede negli scranni di palazzo Torino non vive con amore e dedizione il proprio territorio. Solo quando un gruppo di cittadini attivi farà sentire la propria voce la politica attuale si troverà in seria difficoltà perché avrà, finalmente, un interlocutore serio e deciso con cui interagire.

Antonio Polise

 

 

Il Punto di Vista di Mario Barra su…Santa Maria a Castello (Somma Vesuviana)

Il contributo di Mario Barra alla rubrica “Il Punto di Vista

In tutta onestà, frequento poco la Montagna. Ci vado non più di due, tre volte l’anno, per lo più nel periodo di inizio Primavera, quando a Somma ci sono le Feste dedicate alla Madonna di Castello. Non posso dire, quindi, di essere un testimone quotidiano dello stato in cui versa la Montagna e, più in particolare, la zona intorno al Santuario di Santa Maria a Castello. Nonostante questo (o magari proprio per questo), non faccio fatica a rendermi conto di quanto negli ultimi (parecchi) anni, la situazione sia andata peggiorando. Quando ero bambino negli anni 80, ricordo che si pensava alla zona di “Castello” come un posto “bello”, dove alla visita al Santuario si poteva associare qualche ora di svago nel verde, respirando un po’ di aria buona (quell’aria, si dice, apprezzata anche da storiche dinastie reali che hanno regnato su Napoli). Oggi francamente, credo sia diventato difficile poter guardare ancora quel luogo allo stesso modo (il confronto con zone simili di paesi limitrofi è, al momento, imbarazzante).

La zona è diventata purtroppo “di confine”, nell’accezione peggiore: una specie di quartiere periferico in salita, a cui si può prestare poca attenzione, perché, in fondo, a pochi interessa veramente. Ci sono alcuni spazi senza più cura, a partire da una piazzetta sfregiata negli anni passati da una mal riuscita operazione di arredo urbano che, nel mezzo, vi montò un belvedere in legno, dalla vita brevissima e finito per essere l’ennesimo simbolo di soldi pubblici non spesi adeguatamente (eufemismo).

C’è una timida pineta, mai veramente diventata un luogo che si possa considerare pulito e sicuro per passare qualche ora in pace e consumarvi un pasto all’aperto in tranquillità.  C’è la strada che gira attorno al costone (in alcuni punti malfermo) dove sorge il Santuario, una strada che ormai tutti identificano solo come il più conosciuto rifugio per coppiette, molte delle quali dimostrano di aver ancor meno rispetto del luogp per il modo in cui lo lasciano sporco.

C’è poi il sentiero sterrato da cui ci si incammina al Ciglio (la vetta del Monte Somma,) ancora più caro a chi come me fa parte di una Paranza ma che purtroppo è spesso uno dei posti più sfregiati dall’immondizia. C’è la stessa Montagna, con diverse problematicità idrogeologiche di cui forse non comprendiamo bene ancora la portata (e che meriterebbero un approfondimento a parte). C’è la strada principale che dal Centro porta a Santa Maria a Castello, con un destino sempre incerto tra marciapiedi che tendono progressivamente a scomparire e pali dell’illuminazione dall’aspetto malsicuro.

Restano alcuni ristoratori, che probabilmente debbono fronteggiare anche un cambiamento nei gusti delle persone e nel fatto che non si fanno più le “feste” di prima.  Qualche ristorante è anche fallito (da anni) e rimane a memoria dei tempi che furono (tempi, molto probabilmente, con qualche eccesso edilizio di troppo).

Resta, insomma, un patrimonio storico e naturalistico, oggi in crisi e che rischia seriamente di diventare (definitivamente, perché in certi momenti lo è già) una terra di nessuno.

Non sarà facile invertire la tendenza. Possiamo contare forse su poco, ma qualcosa di buono c’è. Anche se lentamente, io credo che la consapevolezza dell’importanza storica e culturale dei luoghi stia crescendo in molti, così come un sentimento di rispetto e conservazione verso la Montagna. Alcuni continuano a lasciare rifiuti, ma le Paranze del Monte Somma, ad esempio, hanno cominciato a mutare atteggiamenti, in passato, discutibili. Ogni anno le Paranze stesse organizzano una giornata di pulizia della Montagna e dei luoghi di Castello, in cui intervengono decine di volontari. Un luogo della Montagna “e Gavete”, non lontano da Santa Maria a Castello, è stato salvato (letteralmente, senza nessuna enfasi) da un gruppo di persone che ne ha fatto il posto in cui celebrare la propria giornata in onore di Santa Maria a Castello.  Un altro gruppo cura un angolo adiacente alla strada principale dove c’è una piccola bocciofila, diventata luogo di ritrovo per diverse persone. Qualche mese fa, alcune associazioni hanno organizzato un bellissimo evento, con l’intervento di studiosi accademici che hanno ricordato ai molti presenti la storia e l’importanza, tra gli altri, del Castello normanno-angioino che dà il nome alla località di cui parliamo.

E’ un processo lento e che forse, mi rendo conto, non incide ancora realmente sul comportamento della maggioranza delle persone. Però è un seme da coltivare e da cui ripartire. Bisogna che tutte le forze della città, quelle religiose, politiche, economiche, quelle (forse, soprattutto quelle) legate ad associazioni di cittadini e paranze, facciano in modo da unire e concentrare sforzi nella stessa direzione. Bisogna fare squadra (cosa culturalmente un po’ avversa a una qualche nostra mentalità locale). Qualche iniziativa in questa direzione so essere già in atto e, speriamo, possa trovare una realizzazione compiuta a breve.

Personalmente, nell’immediato, credo vada costruito un progetto condiviso e con una visione a lungo termine, nella quale il “Parco del Vesuvio” debba essere visto come l’istituzione fondamentale con cui cooperare. Leggo spesso (anche su questo giornale) di progetti di recupero di alcuni sentieri vesuviani, ma a Somma non si è visto ancora nulla. Bisogna fare in modo di tornare a guardare la zona di Castello come un posto bello in cui andare molto più spesso (è un invito che rivolgo a me stesso per primo) facendo possibilmente l’uso quanto più corretto e essenziale delle auto.

Nel principio di questa nuova visione, bisognerà tenere ferme le fondamentali regole di tutela del territorio e delle sue caratteristiche paesaggistiche, rimanendo intransigenti nel farle rispettare (come forse in passato non è accaduto sempre). E’ un compito difficile ma che, nella specificità dei ruoli e delle competenze di ognuno, dovrebbe essere per tutti un’irrinunciabile guida per il futuro.

                                                                     Mario Barra

Il Punto di Vista, la nuova rubrica del Mediano.it

Da sempre è questione di…punti di vista. Ed è così che si chiama la nuova rubrica del Mediano.it che parte oggi.

L’idea è semplice: un argomento, le riflessioni di due o più persone, con l’intento di stimolare il dibattito. Sarà, questo, uno spazio nel quale si potrà parlare di tutto, dal randagismo alla fatiscenza degli edifici scolastici, dal degrado degli spazi urbani alla mancanza di strutture sportive. E non sarà necessariamente un punto di vista limitato alla realtà locale di Somma Vesuviana. Per la prima uscita vi proponiamo tre punti di vista su un «pezzo» importante della città: Santa Maria a Castello. C’è chi come Mario Barra (leggi qui) individua un seme di positività nelle Paranze e auspica che germogli in un progetto condiviso con altre istituzioni; C’è chi come Antonio Polise (leggi qui) in quella zona ci è cresciuto e che delle «parole» non si fida più; C’è, ancora, chi come Fiore Di Palma (leggi qui), si pone delle domande e infine giunge alla conclusione che – parroco a parte – forse non ci sarà chi «suona le campane». Non ci sarà forse cioè chi riuscirà a ridare a quell’angolo di Somma Vesuviana, che avrebbe tutte le potenzialità per essere indicato come piccolo frammento di paradiso, per il panorama, per il verde, per l’atmosfera, una nuova vita e un nuovo decoro.

Somma Vesuviana, pubblica illuminazione, la Vesuvio Energia: “Il progetto è stato già validato”

È una storia davvero  infinita quella della pubblica illuminazione, una storia che a tratti si tinge di giallo, per non dire di nero.

Il sindaco Salvatore Di Sarno ha ieri dichiarato che i lavori non possono partire finché non ci sarà la validazione del progetto. Non è cosi secondo la Vesuvio Energia. A quanto pare, il progetto sarebbe stato già validato, eccome. Precisamente dal Rup Mario Moccia, scomparso qualche mese fa, il 30 luglio 2019. Qualche giorno dopo aver firmato questo atto, Moccia  fu sostituito dalla attuale dirigente ai lavori pubblici Simona Penza. Da allora è stato un continuo susseguirsi di atti e di documenti, di richieste di integrazioni al contratto. Visto l’ allungarsi dei tempi, la Vesuvio Energia chiede l’intervento del Segretario Generale Massimo Buono ma il via libera ai lavori non arriva. Dopo la dichiarazione del sindaco, di seguito la risposta dell’azienda:

“Il progetto è stato già validato il 30 luglio 2019 con determina del Rup (responsabile unico del procedimento) e pochi giorni dopo avremmo dovuto ricevere la consegna del cantiere per iniziare i lavori. Con atto unilaterale, e per noi incomprensibile, è stato bloccato tutto con richieste di ulteriore documentazione che abbiamo regolarmente prodotto, nel solo spirito di leale collaborazione. È arrivato anche il parere favorevole della Soprintendenza, dunque non ci sono altri motivi per bloccare l’avvio dei lavori. Sono tre anni che continuiamo a investire per poter sviluppare un progetto qualità e dare finalmente alla città di Somma Vesuviana una illuminazione efficiente e adeguata alle normative vigenti. Perdere ancora tempo per noi è un atteggiamento inconcepibile e irresponsabile”.

Napoli, family banker derubava clienti moribondi: arrestati

Carpivano i codici di accesso ai conti correnti di clienti moribondi per svuotarli prima che avvenisse il decesso: mettevano a segno frodi tanto ciniche quanto fantasiose il promotore finanziario (family banker) Stefania Masi e l’agente assicurativo Felice Crisci a cui la Guardia di Finanza di Napoli ha notificato due arresti nell’ambito di una inchiesta della Terza Sezione della Procura di Napoli (procuratore aggiunto Piscitelli, pm Orlando) nella quale si ipotizzano, a vario titolo, i reati di riciclaggio, truffa e frode informatica.
I finanzieri, che hanno anche notificato due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria anche ad altri due indagati (Raffaele Di Tessitore e Pasquale Papa), nel corso dell’attivita’ investigativa hanno scoperto che le truffe e le frodi messe a segno dagli indagati (complessivamente 15 persone), ammontano a circa un milione di euro, solo in parte recuperati attraverso un provvedimento di sequestro emesso dal gip di Napoli Gianluigi Visco.

Somma Vesuviana, la delega di vicesindaco all’assessore Castiello

L’assessore Giuseppe Castiello

Dopo la revoca della vice Maria Vittoria Di Palma, il sindaco Salvatore Di Sarno annuncia dalla sua pagina facebook ufficiale che la delega di vicesindaco, in attesa dell’annunciato e per ora in stallo rimpasto di giunta, sarà affidata all’assessore Giuseppe Castiello.

Marigliano,fa esplodere una bomba carta per motivi passionali: arrestato

 

I Carabinieri della stazione di Marigliano hanno arrestato per danneggiamento aggravato un 21enne incensurato del posto.
Durante la notte aveva fatto esplodere a mariglianella una bomba carta davanti al cancello di ingresso di un’abitazione di un suo coetaneo. I carabinieri hanno visionato le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e sono riusciti a identificare e trovare l’autore del grave atto intimidatorio.
L’uomo ha agito per motivi di natura passionale: i due si contendevano le attenzioni di una ragazza.
Arrestato, il 21enne è stato giudicato con rito direttissimo con l’accusa di danneggiamento aggravato.

Somma Vesuviana, pubblica illuminazione, il sindaco: “Aspettiamo la validazione del progetto”

Nulla di fatto per il via libera ai lavori per la pubblica illuminazione.

Venerdì scorso, 14 febbraio, c’è stato il secondo incontro tra le parti, amministrazione ed Enel Energia, per definire l’avvio dei lavori. Doveva essere l’incontro decisivo ma , a quanto apre, si è risolto con un ennesimo niente di fatto. Nell’incontro di qualche giorno prima, la Vesuvio Energia si era fatta rappresentare da un noto consulente amministrativo che aveva fatto notare tutti i rischi a cui l’Ente andrà incontro se non rispetta i termini del contratto; l’amministrazione aveva chiesto un secondo incontro per ulteriori valutazioni in vista anche del parere della Soprintendenza sui lavori da effettuare nel centro storico Casamale. Bene, anzi male. Nell’incontro di venerdì l’amministrazione annuncia alla Vesuvio Energia che non ci sono ancora i presupposti per dare il via libera ai lavori: mancano ancora passaggi importanti. A spiegarlo ai nostri taccuini il sindaco: “È stato un incontro molto proficuo, si è ragionato su  come procedere alla validazione del progetto esecutivo alla luce anche del parere della sovrintendenza sui lavori del centro storico. Il confronto continuerà anche nei prossimi giorni affinché si giunga velocemente all’inizio dei lavori. È nell’interesse della città chiudere positivamente questa vicenda che vede coinvolto gran parte del territorio cittadino”.

E’ difficile sapere e capire quanto tempo ci vorrà per questa  validazione del progetto esecutivo. Nel frattempo, si resta al buio