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Il contributo di Antonio Polise alla rubrica “Il Punto di Vista”.

Di Santa Maria a Castello si parla solamente in campagna elettorale o durante le feste del tre di Maggio, nel primo caso i contendenti politici fanno a gara nel promettere una costante manutenzione dei laghi, un nuovo piano di ristrutturazione della piazza panoramica o un modo più efficiente nella gestione dei sentieri e dei luoghi di culto oltre a rendere più sicuro il luogo la sera ed impegnarsi onde evitare un ulteriore dissesto idrogeologico, queste sono e rimangono soltanto sterili parole senza mai un seguito concreto; nel secondo caso Santa Maria a Castello viene presa in considerazione per quei pochi giorni di maggio in cui si celebrano le feste della montagna.

In tutti e due i casi sia i politici che i cittadini hanno una visione periferica e decontestualizzata del luogo. Io a Santa Maria a Castello ci sono cresciuto e ci vivo quotidianamente e posso affermare che questo posto è molto di più di quello che si pensa, chi come me vive la montagna nella sua quotidiana trasformazione stagionale può sottolineare che stiamo parlando di un logo a dir poco magico in cui i cicli della natura fanno comprende la poesia delle piante di alloro che crescono a prescindere dai rovi o delle querce che non conoscono il concetto del tempo e lo vivono all’infinito. Quello che vorrei che comprendesse il lettore è che Santa Maria a Castello è un luogo come pochi e può insegnare tanto alle persone che vogliono ascoltare l’armonia della natura. Per incentivare questo enorme valore del parco nazionale del Vesuvio non ci vuole poi tanto, basterebbe una chiara linea politica e una collaborazione più stretta tra i cittadini attivi di Somma. Oggi lo stato dei fatti è a dir poco pietoso, tutto è lasciato al completo abbandono e nessuno (cittadini compresi) fa nulla per smuovere le coscienze. Alcuni anni fa abbiamo assistito agli enormi incendi che hanno devastato il monte Somma, beh io non ho visto nessun politico (che solo pochi giorni prima si era sgolato, in campagna elettorale, per vantare il proprio legame con la montagna sommese), oltre il sindaco Di Sarno, prodigarsi in prima persona o con comunicati di supporto verso gli abitanti di Santa Maria a Castello.

Il mio punto di vista è che delle parole non mi fido più, mi fido solo di quello che riesco a fare io e gli altri cittadini di buona volontà che come me voglio scorciarsi le maniche e mettersi in prima linea, a prescindere dalla politica o dagli interessi personali. Sono convinto che la politica potrebbe dare tantissime risposte, anche con la semplice manutenzione ordinaria dei luoghi, ma non fa nulla perché chi siede negli scranni di palazzo Torino non vive con amore e dedizione il proprio territorio. Solo quando un gruppo di cittadini attivi farà sentire la propria voce la politica attuale si troverà in seria difficoltà perché avrà, finalmente, un interlocutore serio e deciso con cui interagire.

Antonio Polise