Premio letterario “Il Candelaio”: oggi la cerimonia di premiazione
Dai casi di cronaca nera all’analisi del mondo antico. Dal romanzo ambientato tra i banchi di scuola ad uno spaccato di storia moderna. E poi ancora le mafie e le libere professioni. Sono tanti gli argomenti tracciati dagli ospiti che, oggi 3 maggio, riceveranno a Nola il premio “Il Candelaio”, l’evento letterario promosso ed organizzato dal circolo culturale Passepartout riservato agli alunni delle scuole superiori del territorio.
L’appuntamento è alle 19 nel suggestivo scenario di Villa Minieri Eventi. A ricevere l’importante riconoscimento raffigurante una effige del filosofo nolano Giordano Bruno e realizzata interamente in bronzo dalla fonderia Del Giudice di Nola, la giornalista Rai Emma D’Aquino, l’archeologo e conduttore televisivo Valerio Massimo Manfredi e la scrittrice Eva Cantarella. E poi ancora il Rettore dell’Università Federico II di Napoli Gaetano Manfredi, lo scrittore napoletano Massimo Cacciapuoti con l’attrice Miriam Candurro, il giornalista Raffaele Sardo de La Repubblica, il duo televisivo Gigi&Ross con l’attore Oreste Ciccariello ed il conduttore radiofonico di radio Rai3 Piero Sorrentino.
Un salotto culturale a più voci ma anche un palcoscenico per tanti giovani che potranno esprimere la propria verve artistica. In scaletta, infatti, tra una premiazione e l’altra, accanto agli interventi musicali del giovane talento Antonio Franzese Trumpet e del duo napoletano Diana&Claudio anche le esibizioni degli alunni del liceo Albertini e dell’istituto Masullo Theti di Nola, del liceo Colombo di Marigliano, del liceo classico musicale Domenico Cirillo di Aversa, del liceo di scienze umane Francesco Durante di Frattamaggiore e dell’Isis Leonardo da Vinci di Poggiomarino. Presente alla cerimonia anche una rappresentanza dell’amministrazione comunale di Angri che quest’anno ha avviato con il circolo Passepartout una proficua collaborazione con l’istituzione della prima rassegna letteraria per ragazzi.
Non a caso per il quinto anno consecutivo l’evento, di cui è direttrice letteraria la giornalista Rai Cinzia Tani, conferma la partnership con le associazioni della città (Fondazione Hyria Novla, Lions Club Nola – Giordano Bruno, Ordine degli Avvocati di Nola, Camera Civile di Nola, Lions Club Nola – Ottaviano Augusto, Associazione Amiamola) e con il mondo impresa, a cominciare dell’imprenditore Francesco Napolitano a cui si aggiunge Snie e Policastro Auto.
“Un impegno per i giovani che continua nel solco di quanto tracciato finora con le tante iniziative promosse dal circolo Passepartout – spiega la referente letteraria Rosa Barone – Dai temi di legalità e giustizia a quelli di attualità e cronaca sociale, sono tanti gli argomenti sviluppati in questi anni con i ragazzi. Ringrazio le scuole che ogni anno partecipano sempre con vivo interesse all’iniziativa ed a quanti come noi credono nel forte valore educativo degli incontri letturari”.
“Siamo sulla strada giusta – aggiunge l’imprenditore Francesco Napolitano – Nola si riconferma palcoscenico di cultura e di operosità grazie a quelle associazioni che non perdono occasione per mantenere alta l’attenzione sui grandi temi di attualità. Sempre al fianco dei giovani con tenacia e costanza per consegnare ai nostri figli un futuro migliore e di valori”.
A Vienna alla scoperta dei tesori degli Asburgo: la città dove si vive meglio al mondo
“Altri preferiscono ricorrere alla guerra, tu, beata Austria, al matrimonio”. In sintesi questa la storia degli Asburgo che hanno creato un Impero.
Molti sono coloro che si recano a Vienna alla ricerca delle antiche vestigia di quel periodo che viene rappresentato con la storia della principessa Sissi, conosciuta per la serie delle pellicole interpretate da Romy Schneider. Anche se i più giovani non hanno visto la serie dei film improntati sulla storia di Sissi, sono in molti a chiedere di visitare il Museo di Sissi nell’Hofburg che consente, attraverso oltre 300 oggetti personali dell’imperatrice Elisabetta, di conoscere la vera personalità di Sissi. La Hofburg, la reggia di città, oggi residenza del presidente federale austriaco, è stata fino al fino al 1918 al centro dell’enorme impero asburgico. “ Da gennaio a dicembre dello scorso anno vi è stato un incremento del più 11,7% dei turisti italiani – dichiara Isabella Rauter Media Management Italia dell’Ente per il Turismo di Vienna – con 296.268 arrivi per un totale di 743.172 pernottamenti”. In prevalenza sono turisti trentenni interessati alla cultura e all’architettura, è in crescita anche il turismo di affari, Vienna riveste il quarto posto fra le città congressuali con 743 congressi internazionali nel 2015.
La capitale austriaca si è classificata la città più vivibile del mondo, secondo la ricerca Quality of Living redatta dalla società di consulenza statunitense Mercer, primo posto che detiene saldamente da dieci anni. Vivere a Vienna, anche solo per qualche giorno, è un’esperienza emozionante: si viene subito colpiti dai palazzi ben tenuti che sembrano essere stati tutti affrescati di recente, strade pulitissime senza caos, tanto verde nei parchi e giardini e nei ristoranti tutti parlano a bassa voce.
Il venticinque maggio prossimo si festeggiano i 150 anni dell’Opera di Stato con la prima di “Die Frau ohne Schatten” di Richard Strauss. Nel teatro ogni anno in programma sono oltre 50 gli spettacoli d’opera e balletti. Per gli appassionati vi è un evento imperdibile il venti giugno, si terrà il concerto eseguito dall’orchestra filarmonica davanti alla reggia di Schönbrunn, senza necessità di pagare il biglietto. Vienna è conosciuta da tutti per il Concerto di Capodanno, è infatti la capitale mondiale della musica! In nessun’altra città hanno vissuto tanti famosi compositori. A Vienna la musica è nell’aria, ma è sbagliato considerarla solo per il valzer, opera e musica classica. A Vienna star mondiali della musica rock e pop sono di casa. In città ogni sera diecimila spettatori ascoltano musica classica dal vivo. Gli eventi concertistici annuali sono oltre quindicimila, in grado di soddisfare tutti gli appassionati di qualsiasi genere di musica. I negozi chiudono inesorabilmente alle sei del pomeriggio, consentendo in tal modo ai viennesi di dedicarsi a quanto amano di più, ascoltare musica. In questo anno ci sarà un evento per consentire ai turisti di partecipare alla vita viennese da protagonista, mettendo in risalto quanto non è facilmente accessibile del volto teatrale della città. Vienna è ricca di bellissimi monumenti che non possono essere tralasciati nel corso di una visita. La costruzione del complesso della Hofburg, il palazzo imperiale degli Asburgo, fu iniziata a partire dal XIII secolo. Essa fu il punto centrale del potere per quasi otto secoli dell’Austria, del Sacro Romano Impero, dell’Impero austriaco e dell’Impero austro-ungarico. La Hofburg si estende per 240 000 m² ed è formata da 18 ali, 19 cortili e 2.600 stanze, nelle quali tuttora vivono e lavorano circa 5.000 persone. Quattrocento varietà di rose sono da poco sbocciate nel vecchio giardino imperiale antistante. Nel Tesoro sono custoditi cimeli famosi: la Sacra Lancia, con la quale il centurione romano trafisse il costato di Gesù; la corona dell’imperatore Rodolfo II; la ciotola di agata considerata il leggendario Santo Graal. La visita prosegue con il Duomo di Santo Stefano il cui tetto è formato da 250.000 tegole policrome con lo stemma dell’aquila austriaca. Tanto da vedere: la statua della Madonna dei Servi, donata da una nobildonna pentita di aver ingiustamente incolpato la propria domestica di aver rubato; la Madonna di Pécs che fu vista piangere lacrime di dolore; il Cristo crocifisso con una barba tanto realistica che sembra che cresca. Il campanile detto Stefanino è alto 137 metri e bisogna salire 343 gradini per arrivare in cima per godere una vista meravigliosa della città. Nella torre nord, non completata perché si narra che il suo architetto ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla torre, è collocata la grande campana detta “Pummerin” dal peso di oltre 20 tonnellate, ottenuta dalla fusione dei cannoni sottratti ai turchi e dalle 100 palle sparate contro le mura viennesi durante l’assedio della città del 1683. Sono ancora in corso i lavori di restauro del grande organo del 1960, termineranno per la Pasqua del 2020. Vicino al Duomo un ceppo di legno, ricoperto di chiodi, ricorda la tradizione di conficcare un chiodo da parte degli apprendisti fabbri giunti in città. Dietro il Duomo una piccola stradina, la “Blutgasse” ( strada del sangue) ricorda il luogo in cui – si dice – furono trucidati i cavalieri Templari. A Vienna ci si può muovere facilmente con i mezzi pubblici, nel 39 percento delle destinazioni, un record europeo. La “Vienna City Card”, acquistabile in Internet con la durata di 24 o di 72 ore, consente l’accesso gratuito e illimitato a metropolitana, tram e autobus con oltre 210 sconti in attrazioni, musei, negozi e ora anche per il transfer dall’aeroporto. Il Kunsthistorisches Museum ( Museo di storia dell’arte), fu costruito dall’imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali, custodendo capolavori di cinque millenni. Nella pinacoteca è esposta la collezione più grande al mondo delle opere di Pieter Bruegel, con la famosa Torre di Babele; i capolavori di Caravaggio, Raffaello, Vermeer, Rembrandt, Velázquez e la bellissima Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini, sottratta e poi ritrovata nel 2003 con un furto clamoroso, è l’unica opera di oreficeria del grande maestro giunta fino ai noi. L’opera è attualmente assicurata, e quindi valutata, per un valore di oltre 50 milioni di Euro. Bisogna visitare la Galleria del Belvedere per vedere il famoso quadro “Il Bacio” di Gustav Klimt, realizzato tra il 1907 e il 1908. Due le strade commerciali in cui aprono i negozi delle griffe internazionali, Kohlmarkt e Graben, l’antica pasticceria di corte regia-imperiale Demel dal 1786 ha qui i propri tavolini. Il personale dalla sua fondazione è stato sempre solo femminile, ora il nuovo proprietario, la catena alberghiera DO & CO, per non licenziare i dipendenti di un altro esercizio ora chiuso, ha inserito due camerieri per il servizio al primo piano, segno del mutare dei tempi. Tante le varietà di torte in vetrina, come la Sacher, si può anche ordinare il gelato alla violetta di color lilla, prediletto dall’imperatrice Sissi.
A Vienna ci sono ben 2.400 caffè di tutti i tipi, un tipico caffè viennese è molto più di un semplice posto dove prendere un caffè e una torta, è piuttosto il soggiorno prolungato dei viennesi.
L’UNESCO dal 2011 ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità il caffè viennese, come istituzione tipica della società. Il tipico caffè di Vienna è dunque una “estensione del proprio salotto di casa”, dove ci si va per meditare, oziare, leggere il giornale, chiacchierare con amici o anche con estranei e naturalmente anche per bere un buon caffè.
A Vienna ci sono ben 2.400 caffè di tutti i tipi, un tipico caffè viennese è molto più di un semplice posto dove prendere un caffè e una torta, è piuttosto il soggiorno prolungato dei viennesi.
L’UNESCO dal 2011 ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità il caffè viennese, come istituzione tipica della società. Il tipico caffè di Vienna è dunque una “estensione del proprio salotto di casa”, dove ci si va per meditare, oziare, leggere il giornale, chiacchierare con amici o anche con estranei e naturalmente anche per bere un buon caffè.
Giancamillo Fusco: il contadino sommese che preannunziò la catastrofica eruzione del Vesuvio nel 1631
Questo racconto, al confine tra storia e immaginazione, lo abbiamo sognato nel sentire, quando eravamo ancora acerbi per la nostra età, dai nostri nonni e sognavamo ad occhi aperti e la nostra fantasia si avventurava in mondi e visioni irrealizzabili.
Correva l’anno del Signore 1631. Viveva nella città di Somma un onesto contadino, tale Giancamillo Fusco, che lavorava assiduamente nel suo fondo, coltivato a viti, sopra le pendici del Monte Somma. Un giorno, assorto nella semina, fu trascinato da una mano invisibile in corpo ed animanell’aldilà, e propriamente nell’inferno. Sembra una leggenda dal sapore quasi dantesco; ma in quel luogo, accompagnato da San Francesco d’Assisi, osservò come i peccatori sopportavano le loro pene in proporzione alle proprie colpe commesse in vita. Fra quei poveretti vide e riconobbe alcuni amici con cui aveva condiviso alcuni momenti della sua vita terrena. La gravità delle pene, l’oscurità del luogo, gli urli e i pianti di quei miseri peccatori, provocarono nel brav’uomo un continuo tremore. Il suo compagno di viaggio, San Francesco, lo incoraggiò a non temere e di proseguire il suo cammino con la massima tranquillità. Così volendo Iddio, Giancamillo vagò per quei luoghi per più di due giorni, non per altro perché, come gli disse lo stesso Santo poverello, notasse le brutture di quell’orrendo posto per poi riferire ai compaesani, una volta ritornato sulla terra, ciò che incredibilmente aveva visto. Il Santo, inoltre, esortò il povero contadino a predicare di buon cuore la penitenza tra il suo popolo in vista di un’eminente e terribile eruzione che sarebbe avvenuta da lì a poco. Trascorsi alcuni giorni l’uomo fu trovato dai suoi congiunti nella sua stessa vigna con loro sommo stupore, poiché ritenuto definitivamente scomparso. Giancamillo, scioccato e sconvolto, fu subito collocato a letto. La notte seguente, mentre dormiva, gli apparve in sogno San Francesco che lo esortò a non dimenticarsi e a predicare fra la sua gente quanto avea visto e udito nell’infernoe dell’incombente eruzione del Vesuvio, che avrebbe seminato morte e rovina su Somma e sui luoghi vicini. Temendo di essere ridicolizzato e di non essere adatto a quel compito, il brav’ uomo non ubbidì. San Francesco, stavolta, lo minacciò nuovamente nel sonno: doveva assolutamente adempiere al divino compito che gli era stato assegnato. Giancamillo, allora, con il timore di tirarsi addosso l’ira divina, ubbidì e iniziò la sua lunga predicazione per le strade di Somma e nei paesi vicini. Ritenuto pazzo dalla popolazione, si attirò addosso pure l’ira e l’odio dei parenti. La notizia giunse alle orecchie del Cardinale di Napoli, Francesco Boncompagni (1592 – 1641), che fece chiamare alla sua presenza il vecchio contadino sommese e, dopo averlo ascoltato attentamente, commosso dalla sua sincerità, lo invitò a predicare liberamente quanto gli era stato indicato dal Cielo. In un primo momento Giancamillo aveva avuto anche il timore di essere condannato come impostore, avendo usurpato il sacro ufficio di predicatore. Ritornato in città il contadino continuò a predicare la penitenza in previsione di un futuro castigo divino. Le sue parole, però, continuavano a non essere di effetto presso la popolazione. L’uomo, allora, stufo non solo confermò il giorno preciso dell’eruzione, ma aggiunse che il catastrofico evento avrebbe distrutto tutto ad eccezione della Chiesa di San Lorenzo (località attuale dove ora insiste la cappella di S. M. delle Grazie) e la Chiesa e il Convento di Santa Maria del Pozzo a nord del territorio di Somma. Oltretutto, per prudenza, si rifugiò a Pozzuoli con la famiglia e i parenti. Il 16 dicembre del 1631, alle due di notte, un immenso globo di fuoco e fumo, accompagnato da terribili boati et terremoti, uscì dallo squarciato cratere. La profezia di Giancamillo Fusco si era avverata. Governava in quel tempo il Regno di Napoli il Viceré Manuel de Acevedo y Zuniga conte di Monterrey (1586 – 1653). Allora le mal confidate ed incredule genti del postosi resero conto che il buon vecchio aveva profetizzato la verità, e volendo porvi un rimedio non furono più in tempo.
Sant’Anastasia al voto/ Raffaele Coccia chiede il confronto pubblico con gli altri candidati a sindaco
Dal candidato sindaco Raffaele Coccia, riceviamo e pubblichiamo.
In vista delle prossime elezioni comunali del 26 maggio, il candidato sindaco Raffale Coccia propone un confronto pubblico tra tutti i candidati a sindaco di Sant’Anastasia.
Il confronto pubblico tra tutti i candidati a sindaco è stato un appuntamento fisso delle ultime campagne elettorali e di solito si è svolto all’interno del cinema Metropolitan, ma questa volta ancora non si vede nulla all’orizzonte.
Proprio per questo motivo, il candidato del Partito Democratico e della lista civica Sant’Anastasia Unita Raffaele Coccia si propone come ruolo attivo nell’organizzare il confronto.
“Voglio incontrare gli altri candidati a sindaco in un dibattito pubblico per confrontarci su programmi e progetti. I cittadini devono conoscere le differenze tra le varie idee di paese” – dichiara Raffaele Coccia, che poi continua: “Da altre parti sembra non ci sia interesse a creare un dibattito pubblico su temi concreti. Noi abbiamo un programma elettorale ambizioso e impegnativo, con tante punti che possono essere realizzati da subito. Confrontiamoci sui programmi, parliamo delle amministrazioni degli ultimi anni. Ora se ne escono tutti con grandi idee da realizzare, ma come mai agli amministratori che hanno avuto tanti anni di tempo, le idee vengono solo in campagna elettorale? Perché le cose di cui parlano non sono state realizzate finora? Confrontiamoci anche su questo. Io propongo un dibattito pubblico al cinema Metropolitan. Agli altri candidati dico: decidiamo come e quando. Io ci sarò!” Il progetto “Fondamenta” arriva in Campania: dal 16 al 18 maggio un workshop gratuito
Partner della Federazione sono Comune di Torre Annunziata, Comune di Pompei, Istituto dei Salesiani di Torre Annunziata e Città Metropolitana di Napoli.
Tappa in Campania per “Fondamenta”, il grande progetto nazionale che la Federazione Italiana Teatro Amatori rivolge a giovani tra i 18 e i 30 anni, già attivi come operatori in ambito sociale o comunque interessati alla materia, che avranno la possibilità di partecipare ad un workshop di formazione gratuito sull’uso del linguaggio teatrale in situazioni di disagio o di fragilità, in programma da giovedì 16 a sabato 18 maggio; nella mattinata di domenica 19 maggio, invece, la tematica sarà ripresa in un evento aperto anche al pubblico. Partner istituzionali del progetto saranno i Comuni di Torre Annunziata e di Pompei, la Città Metropolitana di Napoli e l’Istituto dei Salesiani di Torre Annunziata, dove si svolgeranno tutte le attività.
Condotto da docenti esperti nel campo del teatro e del sociale, il percorso formativo sarà articolato in diciotto ore complessive, suddivise in tre moduli: il primo di carattere informativo/esperienziale, condotto da Valentina Mustaro; il secondo di didattica frontale e il terzo in forma laboratoriale, entrambi guidati da Francesco Pileggi.
Il bando del workshop è pubblicato nella sezione Fondamenta del sito www.fitateatro.it e le domande di partecipazione dovranno essere inviate entro le 13 del’8 maggio all’indirizzo e-mail campania@fitateatro.it, allegando curriculum vitae e copia di un documento di identità e con oggetto “Candidatura workshop Fondamenta”. Selezionati da un’apposita commissione, i partecipanti dovranno raggiungere con mezzi propri il luogo di svolgimento del workshop; l’alloggio (solo per i residenti oltre i 30 km) e il vitto saranno a carico dell’organizzazione.
Già svoltosi in diverse regioni italiane, con l’Associazione Nazionale di Azione Sociale (Anas) e il Comitato Fita di Pordenone come partner di Fita, il progetto “Fondamenta – Una rete di giovani per il sociale” prevede complessivamente 21 workshop, uno per ogni regione e nelle province autonome di Trento e Bolzano. Il progetto è reso possibile dal finanziamento ottenuto dalla Federazione vincendo un apposito bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
«Arriviamo in Campania – commenta Carmelo Pace, presidente nazionale Fita – forti della positiva esperienza già maturata fino a qui: una prima parte di percorso che sta confermando in pieno la validità della proposta, sia per l’entusiastica partecipazione di tanti giovani, ai quali offriamo un’occasione di formazione concreta e di qualità, sia per l’attenzione con la quale i singoli territori accolgono questi appuntamenti, che vedono la partecipazione attiva di amministrazioni locali e di realtà impegnate nel volontariato e nell’assistenza, coinvolte in importanti momenti di incontro e di dialogo».
«Siamo pronti ad accogliere al meglio questa “nostra” tappa di Fondamenta – commenta Vincenzo Ascione, presidente di Fita Campania –, progetto che tocca una serie di punti da sempre centrali nella nostra quotidiana azione come Fita: i giovani, la formazione, il sociale, il legame forte con il territorio. Sarà l’ennesima dimostrazione di quanto il teatro amatoriale possa rappresentare un patrimonio di competenze, idee ed energie davvero prezioso per la collettività».
Autonomia Regionale Differenziata, a Massa di Somma passa la mozione di Esposito contro lo Spacca-Italia
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Massa di Somma l’assemblea cittadina ha votato all’unanimità una mozione presentata dal capogruppo di opposizione Salvatore Esposito. Mozione che impegna Sindaco e giunta ad attivarsi per vedersi riconosciuti un ammanco di risorse – oltre 400mila euro per il solo anno 2018 – che il comune vesuviano avrebbe dovuto ricevere dallo stato centrale.
“Siamo orgogliosi – ha dichiarato Salvatore Esposito del gruppo consiliare Movimento Cittadini per Massa di Somma – che tutto il consiglio comunale abbia accolto, seppur con un emendamento, la nostra mozione. È il segnale che se si perseguono gli interessi di tutta la comunità non c’è distinzione tra maggioranza ed opposizione. Ringrazio non solo i miei colleghi di gruppo ma anche i consiglieri di maggioranza, la giunta e il sindaco per aver sostenuto con voto favorevole la nostra mozione”.
“Il comune di Massa di Somma – si legge nella mozione – opera in un’area con modesta capacità fiscale per abitante per cui è di fondamentale interesse dei cittadini sia un oculato utilizzo da parte dell’amministrazione comunale di ogni euro disponibile, sia un corretto funzionamento del federalismo fiscale affinché siano garantite risorse proporzionate alle funzioni attribuite. Dalla lettura dei dati ufficiali appaiono evidenti gravi anomalie rispetto al quadro costituzionale sia nel calcolo del corretto fabbisogno standard in particolare per i servizi Sociale, Istruzione e Asili nido, sia in merito al meccanismo perequativo a causa di un target perequativo al 50% laddove la Costituzione prevede il finanziamento integrale, con uno squilibrio ai danni dei cittadini di Massa di Somma stimabile per il solo 2018 in 436.578,43 euro”.
Al via il Maggio Mariglianese 2019
Dopo alcuni anni di assenza torna in città il “Maggio Mariglianese”, ciclo di eventi culturali che caratterizza la parte finale della stagione primaverile a Marigliano, promosso dalla Consulta delle Associazioni e patrocinato dal Comune di Marigliano grazie al supporto dell’Ufficio Cultura.
Venerdì 3 maggio, alle ore 17, nella Sala Consiliare del Comune avrà luogo un incontro aperto alla cittadinanza durante il quale verrà presentato il calendario degli eventi previsti per la nuova edizione del “Maggio Mariglianese”, dedicata quest’anno alla memoria di don Bruno Schettino, arcivescovo di Capua nato proprio a Marigliano e da sempre impegnato per i poveri e per gli immigrati. Nel dare continuità alla recente adozione del documento intitolato “Quando non c’è più umanità”, votato all’unanimità dal Consiglio Comunale e che ha reso Marigliano “Città dell’accoglienza”, le iniziative del “Maggio Mariglianese” sono improntate, infatti, sui temi dell’inclusione, dell’integrazione e della solidarietà e prevedono numerosi eventi organizzati dalle associazioni che fanno parte della Consulta e che in sinergia hanno costruito la manifestazione, integrando il calendario in base alle proprie vocazioni sviluppate sul territorio.
L’incontro di presentazione, al quale parteciperanno, oltre alle associazioni coinvolte, anche il sindaco Antonio Carpino e l’assessore alla Cultura Pino Napolitano, prevederà anche un momento musicale promosso dall’Associazione “Marilianum” e dal CAD Sociale, che vedrà esibirsi il giovane cantautore mariglianese Giuseppe D’Angelo, il quale presenterà al pubblico una serie di brani inediti. D’Angelo sarà protagonista anche del “Maggio Mariglianese” il 20 giugno, quando proporrà al pubblico il suo spettacolo tra musica e teatro dal titolo “Come d’incanto Pulcinella”, dedicato alla maschera partenopea.
Il “Maggio Mariglianese” entrerà nel vivo già sabato 4 maggio, alle 10:30, quando nella Chiesa dell’Annunziata avrà luogo l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata alla figura e alle opere di don Bruno Schettino, che durerà fino al 25 maggio.
San Michele 2019, Ottaviano in festa: il programma di domenica e di lunedì, in attesa della Processione di martedì.
Domenica 6 maggio e lunedì 7 Ottaviano incomincia a celebrare la Festa Patronale con un ricco programma: musica classica, coreografie, canzoni, moda, “taverne”, vino e piatti della tradizione. Lunedì sera il cabaret dei “Sud58” e il concerto di Gianluca Capozzi. In attesa dell’8 maggio e della solenne Processione.
San Michele può essere contento. Quest’anno la Festa dura cinque giorni, e tocca tutti gli aspetti della vita sociale. Si inizia, domenica 6 maggio, con due manifestazioni podistiche, che partono entrambe dal Palazzo Medici: una alle ore 8.30, a cui parteciperanno campioni di gran nome; l’altra alle ore 10.0O riservata “ai più piccoli”: l’una e l’altra sono organizzate dall’ “ASD Atletica San Giuseppe Ves.no”. Alle ore 19.30 si accendono “le luci artistiche”, installate da una ditta di Pomigliano d’Arco. E piazza Municipio è il cuore della Festa: diventa, alle ore 20.00 e alle ore 22.OO, una “Piazza…in movimento”, grazie alle coreografie allestite dalle Accademie di Danza del territorio. Alle ore 20.00 la Pro Loco di Ottaviano invita i cittadini nel chiostro del Municipio, al “Percorso diVino Wine- Music- Food” e al “live show” di Ciro Corcione. Intanto, lungo via Giovanni XXIII si sviluppa il “percorso del gusto e dell’artigianato”, a “sostegno delle attività commerciali nostrane”. C’è spazio anche per la “SfilataInFesta”, il “fashion show” dell’Istituto Luigi de’ Medici che celebra i “dieci anni di moda”.
Lunedì 7 maggio è il giorno della musica. Il Complesso Bandistico “Città di Conversano” alle 9.30 si esibisce nella Chiesa di San Michele Arcangelo, alle ore 11.00 in Piazza Municipio e alle ore 20.30 nel Chiostro “G.Leopardi-I.C. “A. D’Aosta (ex Liceo)”. A partire dalle ore 20.00 si aprono a Piazza Municipio “Le Taverne”, il cui allestimento è curato dalla Parrocchia di San Francesco di Paola. Alle ore 21.00 inizia in Piazza Municipio lo spettacolo musicale e di cabaret “Made in Sud con i Sud 58” e alle ore 22.00 sale sul palco Gianluca Capozzi per il suo “Concerto”. In attesa della “diana” che martedì mattina apre il giorno sacro all’Arcangelo Michele.
Somma Vesuviana, per la “scuola” di via Trentola l’assessore Prisco replica a Rianna: “Potrebbe ospitare uffici comunali”
Dopo il question time con il quale il consigliere di opposizione Salvatore Rianna chiedeva spiegazioni sulla destinazione del complesso di via Trentola a Rione Trieste, l’assessore Stefano Prisco assicura solerzia.
La struttura in questione risale agli anni ’70, precisamente il progetto è datato 1977 (amministrazione di Francesco De Siervo, progettista l’architetto Aldo Loris Rossi). Da allora in poi con modifiche, ampliamenti, progetti di recupero, i lavori sono iniziati e si sono poi interrotti molte volte. L’ultimo mutuo contratto con la Cassa Depositi e Prestiti risale al 2012 (amministrazione Allocca). Poi, tra le tante voci e incertezze la questione è stata tirata per le lunghe (quarant’anni più o meno) fino al 2018, quando il sindaco Di Sarno confermava che era stata analizzata «tutta la documentazione relativa al progetto di completamento della scuola di via Trentola, in particolare la possibilità di approvazione della variante tecnica migliorativa». Insomma, lo stallo pareva ancora risolvibile. Ma arriva il 9 aprile scorso quando in consiglio comunale il consigliere Luigi Molaro fa cenno ad una lettera dell’Asl con la quale viene negata la possibilità di destinare quel complesso ad uso scolastico. Lunedì scorso, durante i question time, ha chiesto chiarimenti sulla vicenda il consigliere Salvatore Rianna e l’assessore Prisco ha appunto mostrato e letto la missiva dell’Asl. «La lettera – dice Prisco – è in risposta alla nostra richiesta di agibilità, ma c’è un problema al quale non è possibile ovviare: la normativa dice che l’altezza delle aule deve essere di 3 metri, a via Trentola l’altezza è di 2 metri e 70». A fronte delle richieste di Rianna (leggi qui) il quale ha esternato la volontà di confrontarsi direttamente con i responsabili del dipartimento deputato dell’azienda sanitaria, l’assessore ha precisato che con l’Asl c’erano stati anche altri contatti e che il complesso era stato finanche offerto alla stessa Asl Na 3 Sud, senza poi riscontri dopo un accordo che sembrava quasi raggiunto. «Ora si procederà ad un bando e quella struttura sarebbe perfetta per ospitare servizi di un ente pubblico – spiega l’assessore – nel caso il bando ad evidenza pubblica non andasse a buon fine, si è pensato anche alla soluzione di dislocare a Rione Trieste tutti gli uffici comunali e la polizia locale». Escursione sul Vesuvio in compagnia di un geologo che racconta la storia del vulcano “formidabile”
Domenica 5 maggio l’associazione “no- profit” “DiamoUnaMano” organizza una speciale escursione sul Vesuvio, “guidata” dal geologo ottavianese Vittorio Emanuele Iervolino. Particolare è il contributo che i partecipanti daranno alle iniziative di solidarietà in cui è impegnata l’associazione.
L’escursione, promossa dal geologo ottavianese Vittorio Emanuele Iervolino, sarà un rito della vera conoscenza, perché i partecipanti, percorrendo i circa 12 Km. dell’ascesa che va dalle pendici del Somma alla cresta, scopriranno l’incanto dell’ambiente naturale e dei paesaggi che si aprono agli sguardi avidi di bellezza, “sentiranno” il fascino misterioso della Valle dell’Inferno, conosceranno la storia di una Montagna che le sue lave e i suoi lapilli hanno modificato nei secoli, ma che infine pare che sia rimasta immutata, che sia ancora quella che seppellì nel 79 d.C. Pompei e Ercolano. Il geologo parlerà al gruppo anche del rischio vulcanico, del rischio sismico e dei “codici” di comportamento approntati dalla Protezione Civile. L’ escursione, a cui possono partecipare non più di 30 persone – il percorso non è adatto ai bambini – è organizzata da un’associazione “no- profit” napoletana, la “DiamoUnaMano”, che da oltre 20 anni è sempre presente dovunque ci sia bisogno di aiuto. I partecipanti all’escursione non pagheranno ticket né agli organizzatori, né al geologo, ma consegneranno, ciascuno, “una spesa di 10 euro di prodotti alimentari non deperibili”, che la “DiamoUnaMano” provvederà a consegnare ad alcune famiglie bisognose. A tutti i partecipanti verrà consegnato, a ricordo dell’escursione e dell’iniziativa, il braccialetto dell’associazione. Ci piace notare che l’escursione avviene in un momento in cui Somma Ves.na celebra la Madonna di Castello e Ottaviano prepara la Festa in onore di San Michele: dunque, un “momento” da sempre importante per la storia del Vesuvio e del suo territorio.
Aveva ragione Giacomo Leopardi: il Vesuvio “formidabile” mette paura, ma a chi sa leggere la Natura e la Storia insegna anche i valori della solidarietà.

