San Vitaliano, officina scaricava le acque reflue nella rete fognaria: denunciato titolare

I Carabinieri della Stazione di San Vitaliano e della Stazione Forestale di Marigliano hanno denunciato in stato di libertà un meccanico 48enne del luogo. Nel corso di controlli, è stato constatato che l’autofficina, gestita dal predetto in piazza Leonardo da Vinci, operava senza le previste autorizzazioni per lo scarico delle acque reflue nella rete fognaria. L’area è stata sottoposta a sequestro. Comminate sanzioni amministrative per 5.000 euro.

Sant’Anastasia, sono Giulia, ho due anni, mi candido a Sindaco

Ha due anni, Giulia. È figlia e nipote di noti imprenditori del territorio, porta il nome della nonna che è anche quello di frequentatissimi Caffè e ristoranti in zona. Suo nonno Salvatore, da qualche giorno, va in giro con il “suo” programma elettorale, una boccata di aria fresca in questa velenosa e concitata campagna elettorale. Racconta, nonno Salvatore: «Giulia, qualche giorno fa ha detto alla mamma Marinella che vorrebbe candidarsi come sindaco di Sant’Anastasia». «Mamma, ho due anni ma che fa…si candidano tutti…». Questa affermazione, accolta da sorrisi, ha lasciato però spiazzati mamma e nonni quando la piccola Giulia ha snocciolato un vero e proprio programma elettorale che dovrebbe far riflettere, constatando che alcuni punti i quattro candidati «veri» non li hanno nemmeno presi in considerazione, se non come mere enunciazioni generali nei programmi. Eccolo il programma di Giulia, che il nonno Salvatore si è annotato e mostra orgoglioso.
  • Devo ricordare al nostro paese che esistono i bambini
  • Prometto che ci saranno posti adatti ai bambini, puliti e sicuri, che potremo giocare al parco, nel nostro parco e non quello di un altro paese più lontano, non ci piace stare tanto tempo in macchina.
  • Prometto che non dovremo aver più paura di farci male cadendo su un pezzo di vetro di una birra che uno dei “grandi” ha bevuto e buttato lì.
  • Prometto che farò aggiustare tutte le giostrine arrugginite e lasciate come spazzatura insieme ad altra spazzatura brutta e puzzolente.
  • Andremo tutti al laghetto dove ci sono le ochette e lo puliremo perché adesso sembra una pattumiera.
  • Prometto che ci sarà uno dei grandi a sorvegliare i nostri spazi, così le mamme non dovranno trascinarci via con il braccio quando arrivano i ragazzi che fumano strane sigarette senza filtro seduti sulle nostre altalene.
  • Passeremo tanto tempo all’aperto con i nonni e con i papà e le mamme.
  • Prometto che mi ricorderò di tutti i bimbi che hanno bisogno di aiuto, perché non tutti hanno il mio sorriso e non tutti hanno chi li protegge.
  • Prometto che non mi dimenticherò dei grandi, quando sarò il Sindaco, anche se loro si dimenticano di noi.
«Giulia ha creato anche lo slogan» – ripete il nonno orgoglioso. Sì, Giulia ha creato anche lo slogan, forse il migliore di questa campagna elettorale: «Io non vi prometto un buon paese, ma un paese buono». Se non sapete chi votare….

Terra dei fuochi, controlli e denunce

Controllo straordinario nella cosiddetta Terra dei fuochi per contrastare il fenomeno di roghi tra le province di Napoli e Caserta. A Teverola, Carinaro, Marcianise, Santa Maria Capua Vetere, Mugnano, Castel Volturno, Qualiano, San Nicola la Strada, Calvizzano, Marano di Napoli e Giugliano in Campania in campo 35 equipaggi, per un totale di 83 unità appartenenti al Raggruppamento “Campania” dell’Esercito, alla Polizia di Stato, alla Guardia di finanza, ai carabinieri, alle polizie locali nonché all’Arpac di Caserta. Sono state controllate cinque attività commerciali ed imprenditoriali, due delle quali sono state sequestrate; controllate anche 89 persone (due denunciate all’autorità giudiziaria, dieci sanzionate amministrativamente e quattro sono risultati lavoratori irregolari) e 81 veicoli (di cui otto sequestrati); contestate sanzioni amministrative per circa 48.500 euro. L’individuazione degli obiettivi è stata effettuata anche grazie all’impiego dei droni da parte dell’Esercito. (fonte foto: rete internet)

Pomigliano, licenziati FCA attaccano striscione sul muro di casa Di Maio: “Sei un bugiardo: Pinocchio”

Non mollano gli operai licenziati l’anno scorso in via definitiva dalla FCA. Stamattina Mimmo Mignano, Roberto Fabbricatore, Antonio Montella e Marco Cusano hanno attaccato uno striscione molto polemico sul portone della casa del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in via Toscano. “Per il reddito di cittadinanza stiamo ancora aspettando: Di Maio sei un bugiardo”. Il riferimento è alla recente promessa fatta ai cinque operai da Di Maio, giunto di recente in visita allo stabilimento Avio, sulla rimodulazione dell’aiuto varato per tutte le famiglie, famiglie il cui reddito Isee è al di sotto dei 9360 euro all’anno. “Ma molte famiglie – spiega Mìgnano – non hanno avuto questo aiuto, cioè il salario medio mensile di 780 euro, mentre altre a cui non spetta l’hanno avuto. Noi per esempio, anche se siamo stati licenziati e ora siamo senza soldi e senza posto, non l’abbiamo avuto il reddito di cittadinanza perchè hanno fatto valere la nostra dichiarazione dei redditi 2018, il che vuol dire che tutti i lavoratori licenziati l’anno scorso sono rimasti a piedi, abbandonati: Di Maio, dunque, è un bugiardo”. I licenziati stamattina si sono presentati davanti alla casa del leader del Movimento Cinque Stelle travisati con una maschera raffigurante il volto del vicepremier in versione Pinocchio, con un naso molto allungato. Quindi hanno messo nella cassetta postale il contenuto della loro proposta di modifica dell’r.d.c., formulata durante l’assemblea tenuta sabato scorso al teatro Gloria con i militanti del sindacato nazionale intercategoriale di base Si Cobas. Assemblea che in un primo momento si doveva tenere nella sala comunale del palazzo dell’Orologio ma che a causa del divieto del sindaco di Forza Italia, Raffaele Russo, è stata poi dirottata nel teatro cittadino. “Per la verità – racconta ancora Mignano – volevamo consegnare la nostra proposta di modifica del reddito di cittadinanza direttamente nella mani del padre di Luigi Di Maio, che abbiamo visto mentre entrava nel suo palazzo. Ma lui ha tirato dritto. Non si è girato neppure”. Sono molte le contraddizioni che stanno caratterizzando il reddito di cittadinanza. Per esempio non è vero che sia destinato proprio a tutte le famiglie che non abbiano case, auto nuove o conti correnti superiori ai 6 mila euro e che abbiano realizzato nel 2018 un Isee inferiore ai 9360 euro. In questo caso, cioè per i nuclei familiari con marito e moglie che percepiscono salari molto bassi, non c’è stata nessuna integrazione al reddito. Nessun aiuto. Se infatti la somma dei redditi lordi di marito e moglie supera i 9360 euro allora un’integrazione, anche bassa, anche di poche centinaia di euro, non arriva comunque. Pure se l’Isee familiare 2018 esce molto al di sotto dei 9360 euro. “Ma questo Di Maio – concludono i licenziati FCA – quando ha fatto la campagna elettorale sul reddito di cittadinanza non l’ha mai voluto dire: è un bugiardo consapevole di esserlo. E tanta gente che ne aveva effettivamente bisogno è rimasta fuori”. C’è poi il caso, ormai dilagante, sotto gli occhi di tutti, dei furbetti che sono riusciti ad ottenere l’r.d.c. pur continuando a lavorare al nero. Per loro controlli zero e impunità assicurata.   

Sant’Anastasia, medaglia d’oro assegnata al Comune

Una benemerenza rilasciata al Comune di Sant’Anastasia dal Sovrano Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è stata consegnata ieri mattina al Sindaco, in presenza degli assessori Mariano Caserta e Bruno Beneduce. Appositamente delegato, Giannangelo Marciano, rappresentante per la zona vesuviana dell’Ordine e della famiglia Reale, ha consegnato la medaglia d’oro della città, con la pergamena. E’ una benemerenza che il principe Carlo di Borbone e delle due Sicilie concede ai comuni che hanno avuto una storia molto legata a quello che era il regno borbonico. Sant’Anastasia, infatti, è stata oggetto per tantissimi anni di progetti di Carlo III di Borbone, che con opere idrauliche rese la città invulnerabile a quelli che erano i rischi idrogeologici, mediante il prosieguo dei Regi Lagni in tutta la provincia di Napoli. “Carlo di Borbone, con la famiglia reale, ha voluto contraddistinguere anche Sant’Anastasia con la medaglia di benemerenza per l’attaccamento alla storia e a ricordo di quello che Borboni hanno lasciato sul territorio. La consegna ufficiale della benemerenze avvenuta ieri 22 maggio – spiega Marciano – sarà ratificata verbalmente dal principe Carlo in persona durante la Santa Messa che sarà officiata in onore di San Ferdinando Secondo di Borbone, che si terrà nella chiesa San Francesco di Paola a Napoli il 31 maggio, cerimonia a cui la cittadinanza tutta è invitata ed in loro rappresentanza il sindaco, gli assessori, con la presenza dello stendardo comunale”. “Siamo contenti di aver ricevuto l’attenzione da parte dei Borboni per la medaglia d’oro a Sant’Anastasia, accompagnata dall’attestato di stima, e ci riempie di gioia – dice il sindaco Lello Abete – in quanto segno di attenzione alla storia dei Borboni presente a Sant’Anastasia, che oggi è arricchita da una onorificenza importante. A nome della cittadinanza, sono grato per questo grande segnale di vicinanza e soprattutto di questa grande attenzione per il nostro territorio”.

Sant’Anastasia, domani l’ultimo saluto ad Arturo Spadaro

Alle 10, 30 di domani (venerdì 24 maggio) nella chiesa collegiata di Santa Maria La Nova, Sant’Anastasia darà l’ultimo saluto ad Arturo Spadaro. Nato nel 1930, cresciuto e vissuto in questa terra, è stato il pioniere della vendita di elettrodomestici in Campania. Il suo primo negozio lo aprì in un locale sotto casa, era il 1957. La sua attività d’imprese crebbe costantemente negli anni, dando un notevole contributo all’economia cittadina, creando posti di lavoro e indotto, fino a divenire leader del settore. Nel 1972 fondò, con altri sei imprenditori del Nord Italia, il primo gruppo di acquisto di rivenditori di elettrodomestici: Get Italia. Ed era il 1999 quando il gruppo si trasformò in Euronics Italia, il primo per fatturato e numero di punti vendita. Componente di vari consigli di amministrazione, ha sempre guardato al futuro ed è comunque rimasto legatissimo al suo territorio, facendo dell’umiltà, dell’impegno e della determinazione, i suoi valori, saldi fino alla fine. Il cognome “Spadaro” è e rimarrà la storia dell’elettrodomestico in Campania. Alla moglie Rosetta Mele, alle figlie Lina e Lucia, al genero Carmine Pone, sindaco di Sant’Anastasia a metà degli anni 2000, ai nipoti, le condoglianze della redazione.

Striano diventa plastic free: questa mattina la presentazione

Anche Striano, come tanti altri paesi dell’area vesuviana, ha scelto di dire no alla plastica. Si terrà questa mattina, alle ore 10.30, presso la scuola primaria I.C. “D’Avino”, ubicata nel Parco Verde, la presentazione del progetto “Plastic free” per il comune e le scuole di Striano. L’evento si avvale della presenza di Acquatec Storie e delle istituzioni comunali.    

Somma Vesuviana, bimbo di nove anni morso da cani randagi

Martedì scorso, erano le 20, 30 circa, un bimbo di nove anni, insieme alla mamma, era in strada e camminava verso l’auto lasciata in sosta in via Traversa Garibaldi, nei pressi dell’alveo al confine con il Parco Primavera. Da quel che in seguito la mamma  ha raccontato ai carabinieri, due cani di grossa taglia, uno nero e l’altro marroncino-beige, sono sbucati all’improvviso e hanno aggredito il bambino.

«I cani erano particolarmente inferociti – ha raccontato la donna recatasi la mattina del giorno successivo (martedì) – a tal punto che hanno morso mio figlio al gluteo sinistro». Nei pressi c’era lo zio del bimbo, fratello della donna, che – avendo notato la scena ed essendosi allarmato – ha iniziato a suonare il clacson riuscendo a mettere in fuga i due cani.  Il bimbo era ferito, per cui i genitori hanno deciso di portarlo all’ospedale Santobono dove è stato sottoposto alla profilassi del caso e dove gli sono stati riscontrate lesioni da morso di cane. La prognosi è di cinque giorni. La donna, nella denuncia sporta alla stazione dell’Arma di Somma Vesuviana, ha dichiarato anche che i cani randagi in questione erano già stati segnalati al Comune.

Ora, è evidente che il randagismo a Somma Vesuviana è un problema – come lo è in quasi tutti i comuni dell’area – ma è vero anche che le associazioni del territorio fanno ogni giorno – spesso accollandosi i costi di sterilizzazioni e pasti per i cani che non vengono accalappiati e portati nel canile convenzionato sotto la responsabilità dell’amministrazione comunale – un lavoro che unisce sacrifici e passione con l’unico fine di accudire i randagi. Vero è pure che il dilagante fenomeno del randagismo – che vede i cani muoversi in branco –è da una parte della popolazione mal tollerato mentre l’altra parte è disposta finanche a mettere i diritti degli animali prima di quelli delle persone. Senza voler esasperare la situazione, le leggi in materia ci sono. La denuncia sporta ai carabinieri è per «lesioni personali» e al di là di facili strumentalizzazioni, nei paesi vesuviani su questa materia si è – se non all’anno zero – più o meno lontani da quanto dovrebbe di fatto accadere. Però l’11 aprile scorso, ha visto la luce la legge regionale redatta dopo lunghe consultazioni a un tavolo di cui hanno fatto parte le principali associazioni nazionali e locali. Il modello però va applicato e il suo punto di forza è l’informatizzazione, con una banca dati regionale anagrafica, per dare più chance di adozione.  Nella legge (vedere  sotto in allegato) le competenze dei Comuni sono chiare e prevedono, tra le altre cose, il controllo del territorio, la realizzazione di aree di verde pubblico recintate ed attrezzate, la dotazione in forza ai comandi di polizia municipale di appositi lettori di microchip e molto altro.

Qui la Legge regionale 11 aprile 2019, n. 3. legge regionale

Il palazzo Miranda – Ottajano a Chiaia e la collezione di quadri degli ultimi Medici principi di Ottajano

Quadri del Bronzino, di Ribera, di Guido Reni, di pittori olandesi del ‘600, dei pittori napoletani della Scuola di Posillipo. Quadri attribuiti a Raffaello, a Durer, a Michelangelo, a Rembrandt, a Rubens.  Giuseppe IV Medici e la moglie Maria Anna Gaetani misero insieme i quadri delle loro famiglie, più di 200, e organizzarono una splendida galleria nel Palazzo Miranda-Ottajano a Chiaia. Molti quadri Angelica de’ Medici, nipote di Giuseppe IV e sposa di Alfredo Correale, li portò in dote, e ora sono esposti nel Museo Correale di Sorrento. Giuseppe IV Medici, tra i Borbone e i Savoia.   Nel 1822, quando Giuseppe Medici, che dieci anni dopo sarebbe diventato principe di Ottajano come Giuseppe IV, sposò Maria Anna Gaetani d’Aragona, 6a duchessa di Miranda, il palazzo Miranda a Chiaia divenne Palazzo Ottajano, e così ancora si chiama. Il palazzo venne costruito tra il 1782 e il 1785 da Gaetano Barba, su disegno di Pompeo Schiantarelli, là dove sorgeva Porta Petruccia alle Corregge, e nel 1789 lo acquistò Gaetana duchessa di Miranda. Il terzo piano venne aggiunto nel 1842, per ospitare la nuova coppia di sposi, Michele, primogenito di Giuseppe, e la moglie, Giulia Marulli dei duchi di San Cesario: le stanze vennero decorate da Fausto Niccolini. Nel 1867 il figlio di Michele, Giuseppe, che sarebbe stato il 10° e ultimo principe di Ottajano, sposò Maria Felicita Eleonora Gallone dei principi di Tricase, e fece costruire il quarto piano. Giuseppe IV, il marito di Donna Gaetana, portò a Napoli quasi tutti i quadri che erano conservati nel Palazzo di Ottajano, e con quelli che appartenevano alla famiglia Miranda costruì una spettacolare quadreria, “di più dii duecento opere, alcune delle quali di primissimo ordine, anche se alcune attribuzioni dei vecchi inventari (Durer, Rembrandt, Michelangelo) vanno accolte con prudenza.”. Così scrive Giancarlo Alisio, parafrasando il testo di Luigi Catalani, il quale scrisse, nel 1854, che il principe Giuseppe apriva al pubblico i due appartamenti della sua galleria “con grande ospitalità”. Dal Palazzo di Ottajano Giuseppe IV portò a Napoli  i tre Pitloo e i due Duclère che gli erano stati lasciati in eredità da Luigi de’ Medici, fratello di suo nonno, e i quadri di Battistello Caracciolo e di Mattia Preti che erano arrivati a Ottajano con la dote delle mogli di Michele I Medici e di Giuseppe III. Quando, morto senza eredi l’ultimo Medici, il patrimonio della famiglia venne diviso tra le sorelle del defunto, Angelica mise le mani non solo sui vigneti di Terzigno, ma anche su buona parte dei quadri, alcuni dei quali ancora oggi sono esposti al pubblico nel Museo Correale di Sorrento. Quasi certamente faceva parte della dote di Angelica, che andò sposa a Alfredo Correale conte di Terranova, l’opera di Franz Vervloet che i curatori del Museo sorrentino intitolano “Torre del Greco” e che nel testamento di Michele III Medici, padre di Angelica, è indicato come “Porto della Torre”( vedi immagine). Michele III, che si dilettava di pittura, possedeva certamente quadri e disegni di Giuseppe e di Filippo Palizzi, e la  “Natività” di Luca Giordano entrata nel patrimonio di famiglia ai tempi di Giuseppe I Medici, che era stato amico e protettore del grande pittore napoletano. Non si hanno notizie dei quadri, delle sculture e dei disegni che i primi feudatari, Bernardetto e Giulia Medici, portarono con sé a Ottajano quando lasciarono per sempre Firenze. Nella galleria di Palazzo Ottajano a Chiaia c’erano, secondo i cronisti dell’Ottocento, due grandi tele di Ribera, un “Cristo deposto compianto dalle Marie” e un “San Girolamo che prega nel deserto”; “due tavole, con San Pietro e San Paolo, della scuola di Raffaello”; quattro quadri attribuiti a Davide Teniers figlio, una “mezza figura” attribuita a Rembrandt; un trittico di Lucas van Leyden, un pittore  olandese del primo Cinquecento, con l’Eterno Padre, Angeli e Santi; un trittico di scuola tedesca con la Sacra Famiglia; una “Sacra Famiglia” dipinta da Giacomo Palma il Vecchio; una tavola con un “mistico sposalizio di Santa Caterina, tra molte figure”, attribuita a Albrecht Durer; un “Convito degli dei nella grotta di Nettuno” e una “Allegoria della bellezza” di tale raffinata fattura che nessuno osava mettere in dubbio l’attribuzione a Rubens; un ritratto della scuola di Raffaello; quattro piccoli quadri con “conversazioni famigliari” di Palamedes Palamedesz, detto Stevaerts, un pittore olandese del primo Seicento; una “bambocciata” di Adriaen Brouwer; due ritratti su tavola attribuiti al Bronzino; un “Giuseppe che fugge dalla moglie di Putifarre”, opera certa di Guido Reni; una tavola con alcuni artisti che osservano “frammenti di anticaglie”, attribuita, con molti dubbi anche dei proprietari, a Michelangelo. A partire dal  1849  Giuseppe IV Medici ospitò al piano terra del Palazzo Miranda-Ottajano il console francese a Napoli,  e dieci anni dopo Ferdinando II lo inviò a Parigi perché comunicasse a Napoleone III che i Borbone si congratulavano con lui per la splendida vittoria di Solferino.  Il principe di Ottajano fu anche l’ultimo Intendente della Provincia di Napoli. Quando nel 1861 venne arrestato come sostenitore del partito filo- borbonico e come protettore del brigante Pilone, Antonio Ranieri e Enrico Pessina e altri importanti esponenti del partito liberale andarono a fargli visita in carcere, ad Avellino, e diedero solenni e pubbliche garanzie sulla lealtà del principe. Che nel 1863 venne nominato da Vittorio Emanuele II Sovrintendente del Palazzo Reale di  Napoli.

Volla: nasce la rassegna”Incontri Culturali Vollesi”

Venerdi 24 maggio dalle ore 18,00 presso il “Cosmopolitan long bar & Bistrot” in via R. Sanzio, 27, il primo incontro della nuova rassegna letteraria e artistica “Incontri Culturali Vollesi” Il sapere, la cultura, sono quelle poche cose a questo mondo che in condivisione e in aggregazione anziché diminuire, aumentano, lievitano. La cultura, se condivisa non si limita a fermentare come una pagnotta di pane. Se ognuno di noi avesse una pagnotta di pane e la condividesse, avremmo sempre una pagnotta di pane a testa. Mentre se ognuno di noi condividesse una propria idea, una propria creazione, una propria conoscenza, aggiungerebbe tanto altro al proprio a all’altrui sapere. Nasce a Volla “Incontri culturali Vollesi”, una rassegna artistica e letteraria, un contenitore culturale incentrato sulla poesia e la narrativa e sulle altre espressioni dell’arte. La rassegna è ideata e organizzata da Gennaro Iannuzzi, nato nel quartiere Arenella, Vollese di adozione, ex dipendente di poste Italiane, attualmente in pensione, appassionato di poesia e autore di numerosissimi versi che toccano scottanti temi sociali, temi di attualità e l’amore in tutte le sue forme. “ … attraverso la Poesia è possibile condividere le proprie esperienze ponendo l’accento sulla gioia di esprimersi e dello stare insieme. La Poesia strumento per confrontarsi con gli altri socializzando il proprio pensiero … come possibile strumento di rinascita delle coscienze … come respiro, anima intelligenza … la forza nuda delle parole contro tutte le follie e le storture del mondo … La Poesia come forma più alta di resilienza di fronte all’ imbarbarimento generale …” Il valore dell’aggregazione prende forma in questo progetto con la collaborazione di Giuseppe Vetromile, di Egidio Perna, e di Giuseppe Gironda. G. Vetromile è un appassionato poeta Anastasiano, autore di numerose raccolte di poesia e organizzatore del premio nazionale annuale della poesia “Città di sant’Anastasia”. E. Perna è un medico chirurgo, originario di ponticelli, trapiantato a volla, noto sul territorio per le sue doti artistiche e creative che spaziano tra la pittura, la poesia e la scrittura. G. Gironda è un calabrese di origine, residente a Volla, che, attraverso la scrittura, ripropone le tradizioni e i legami con la sua terra. L’iniziativa gode della collaborazione Del “Circolo Letterario Anastasiano” di G. Vetromile e dell’associazione “Ci Diamo la mano”, neo presidente Lucia Esposito. Inoltre beneficia del Patrocinio morale del comune di Volla. Questo primo incontro inaugurerà un ciclo che, nelle intenzioni, avrà una cadenza continua. L’incontro di Venerdì 24 maggio, vedrà gli autori presenti alla serata, previa prenotazione, leggere un breve componimento a tema libero. Negli intervalli la serata verrà allietata dalla voce e dalle melodie classiche napoletane del maestro Salvatore Minopoli. Inoltre interverranno per i saluti il sindaco di Volla Avv. P. Di Marzo e l’assessore alla cultura Avv. Filomena De lucia. Come simbolo della rassegna è stata scelta una particolare opera d i E. Perna raffigurante una quercia, fatta con la sovrapposizione di materiale metallico. Non a caso, quercia e forza vengono espresse in latino dalla stessa parola, “robur” che sta a significare sia la forza morale che quella fisica. Una quercia, un arbusto simbolo anche di longevità. Una quercia che affonda simbolicamente le sue radici su un territorio martoriato come Volla. Una quercia, una delle poche cose a cui nulla può fare ombra, emblematicamente accostata ad eventi culturali di cui il paese ha necessariamente bisogno.